La stampa inkjet di produzione sta accelerando in efficienza, personalizzazione e sostenibilità, con progressi in workflow, automazione e nuove chimiche d’inchiostro. La spinta del mercato verso materiali riciclabili, inchiostri a base acqua e processi più puliti è trasversale a commercial, packaging, label, textile e large format. Ma è la flessibilità produttiva che attira i più.
Da quando la stampa digitale inkjet è diventata una realtà produttiva è diventato necessario inquadrare la tecnologia nei diversi campi di applicazione per capire il reale impatto sui vari mercati. È una tecnologia consolidata nelle sue parti core (vedasi l’articolo sulle teste di stampa) e per questo è passata da applicazioni estremamente verticali a produzioni più ampie.
Ma prima di proseguire in una analisi per segmento guardiamo a quanto avevamo visto a drupa 2024: i temi dominanti in tutte le case produttrici per commercial printing, packaging e labeling sono stati digitalizzazione, automazione e sostenibilità, con forte spinta verso inkjet di produzione e soluzioni ibride. Avevamo però visto anche una più importante e forte presenza di macchine da stampa digitali provenienti dalla Cina individuando sei potenziali modelli che potevano essere pronti per il nostro mercato e così è stato. Solo in questo ultimo anno sono state fatte molteplici installazioni di macchine a bobina di fabbricazione cinese, nel settore tessile è di prossima apertura una filale. Perché ci soffermiamo su questo dato: perché sono degli outsider del mercato caratterizzate da prezzi competitivi e crescente qualità, che stanno iniziando a influenzare le scelte di investimento delle tipografie su alcune fasce di produzione, facendo superare il timore legato ad assistenza ed uptime.
Cosa spinge a scegliere la tecnologia inkjet
Dalle analisi dei diversi outlook riferiti a questo mercato esistono dei temi comuni che permettono di leggere le linee di sviluppo che hanno portato le attuali macchine in campo e i futuri sviluppi.
La sostenibilità come conformità: la sostenibilità è integrata nei contratti di marchi globali come Nestlé, Unilever e Procter & Gamble che spingono e guidano il settore. I requisiti relativi agli imballaggi riciclabili, compostabili e sicuri per gli alimenti con parametri verificabili stanno guidando l’innovazione nella chimica degli inchiostri e nei substrati. Le leggi sulla responsabilità estesa del produttore, le normative sulla sicurezza chimica e le direttive sui rifiuti di imballaggio convergono con gli obiettivi di sostenibilità dei marchi CPG (marchi di beni di consumo confezionati), definendo sia le priorità di investimento sia i tempi di immissione sul mercato di nuove macchine da stampa digitali e inchiostri, che però devono essere giustificate con un business case valido.
Automazione e integrazione dell’intelligenza artificiale: gli OEM stanno integrando l’intelligenza artificiale nel Design for Environment (DFE) e nelle piattaforme di workflow per la manutenzione predittiva, il controllo del colore a ciclo chiuso e il rilevamento dei difetti in tempo reale. I workflow cloud modulari basati su API stanno aiutando le tipografie a collegare le attrezzature presenti con le nuove linee a getto d’inchiostro.
Diversificazione del mercato: gli OEM e i fornitori di servizi di stampa (PSP) si stanno espandendo in settori adiacenti, come ad esempio gli stampatori di imballaggi che aggiungono la segnaletica, gli stampatori commerciali che aggiungono gli imballaggi e gli stampatori tessili che aggiungono decorazioni per distribuire il rischio e cogliere le opportunità di crescita.
Produzione localizzata e agile: le difficolta e i costi della catena di approvvigionamento sta favorendo l’adozione della delocalizzazione e delle microfabbriche, in particolare nei settori tessile, moda veloce e imballaggi speciali.
Da questi presupposti emerge evidente come la stampa digitale inkjet sia diventata un reale argomento di investimento per le aziende che si trovano a fare dei ragionamenti più ampi di fattiva proposta e risposta alle esigenze dei clienti attuali e nuovi. Per farlo devono superare le mere comparazioni one to one perché sebbene i costi dell’inchiostro al litro siano superiori rispetto all’analogico, il ROI migliora grazie a tempi di setup ridotti, minori sprechi, produzione on demand che riduce al minimo le scorte e redditività a breve termine per lavori altamente diversificati.
Commercial printing
La trasformazione profonda che sta attraversando il mondo del commercial printing passa da una consolidata qualità raggiunta da macchine da stampa e materiali di consumo del mondo offset che consentono di produrre ad alte prestazioni. La qualità raggiunta dalle macchine a bobina inkjet e dalle nuove macchine a foglio inkjet consentono di adottare questi sistemi per soddisfare tirature medie, tempi rapidi e personalizzazione minimizzando i compromessi qualitativi. L’attuale proposta tecnologica punta a fornire molta automazione del workflow e integrazione dati per ridurre costi e scarti ed avere una effettiva integrazione tra i due mondi produttivi, affinché possano lavorare in massima efficienza. C’è ancora una minima spinta alla sostenibilità con ottimizzazione energetica e inchiostri meno impattanti, che però fatica ancora ad avere una contropartita economica dai buyer e rimane ancora una scelta strategica nella proposta dei singoli stampatori.
I principali prodotti stampati in digitale inkjet sono sempre direct mail, cataloghi short-run, editoria on-demand, materiali marketing personalizzati, con un accresciuta crescita dei cataloghi dovuta ad un cambio dei volumi di stampa degli stessi che li rende poco redditivi nell’offset, ma con prestazioni qualitative in linea con le attese del mercato e rendendo quindi possibile gestire i cambi di tiratura e frequenza richiesti dai clienti.
Dal punto di vista tecnico un passaggio fondamentale è stato la miglior gestione dei colori su carte patinate ad uso offset con o senza uso di primer, l’adozione di front-end più intelligenti che consentono di ottimizzare rese e consumi supporti e inchiostri, integrazione con le soluzioni di finishing per ridurre tempi di ciclo. Basti pensare a come si sono evoluti gli Hunkeller Innovation Day.
Packaging (cartone ondulato, pieghevole, flessibile)
Nel settore che negli ultimi anni ha una crescita costante e volumi di stampa per la maggior parte molto alti, il grande passo in avanti è l’introduzione del single-pass inkjet per ondulato su grande formato che guarda alla personalizzazione su scala e la riduzione dei tempi di avviamento per produzioni ridotte; anche il multipass ha fatto passi in avanti con soluzioni di immissione ibride per produzioni con velocità e tiratura più basse. L’aumento della richiesta dei monomateriali e di elevata riciclabilità per ogni lotto di produzione, legati alla crescita del mondo della vendita di prodotti online, sta agevolando l’introduzione di queste macchine nei comparti produttivi. In ambito flessibile, malgrado ci sia una forte richiesta, ci sono ancora limiti alla velocità di produzione che porta a fare scelte condivise con la clientela ed a scelte di proposte strategiche.
Le produzioni principali riguardano astucci pieghevoli short-run, display, scatole ondulate personalizzate, prototipazione rapida mentre nel flessibile il focus è su buste stand up e tipo doypack in contesti promozionali e di localizzazione.
Questa crescita è data da macchine che stampano più colori in linea, compresi primer, una gestione semplificata, la raggiunta compliance per food packaging (barriere, migrazione), ed avere maggiore facilità d’integrazione con le linee di converting presenti.
Etichette
È il settore che per primo e con grande beneficio ha introdotto linee digitali inkjet nella produzione nei settori alimentari, cosmetico, Pharma, varianti di prodotto e stagionali, integrando serializzazione e tracciabilità. La tecnologia ad oggi permette di stampare ad alta risoluzione con una qualità fotografica in velocità ed avere ecosistemi completi con finishing ed embellishment digitale, workflow e ispezione.
La ricerca punta a migliorare gli inchiostri a base acqua per adesione su film, automazione nel controllo qualità, ed una maggiore efficienza nei sistemi ibridi flexo+inkjet per aumentare la versatilità.
Textile
Malgrado la crisi che il settore della stampa tessile sta attraversando, la digitalizzazione è un punto fondamentale trainata da on-demand, riduzione scarti e nuove generazioni di inchiostri (reactive, pigment, sublimazione) più sostenibili, dando agilità su collezioni brevi e personalizzazioni in ambito moda fast-to-market, mondo bimbo, sportswear, home décor, contract.
L’innovazione più rilevante è l’introduzione di macchine con inchiostri a pigmento, che permettono un miglio controllo del colore, filiere più corte e bassissimo consumo di acqua grazie all’utilizzo in linea di pretrattamento e post trattamenti che consentono di modulare la penetrazione dell’inchiostro, l’adesione su fibre di origine vegetale, animale e sintetiche ed una mano in linea con le attese.
Large format
È un mercato in continua crescita che sa rinnovarsi ed adattarsi alle evoluzioni del mercato. Attualmente al centro c’è la richiesta di sostenibilità che coinvolge supporti riciclati/biodegradabili, inchiostri a base acqua o privi di solventi, facilità di utilizzo e di smaltimento. Signage indoor/outdoor, exhibition systems, retail POS, packaging espositivo il large format supporta la crescita con soluzioni flessibili, workflow più intelligenti, setup più veloci ed una qualità costante, che consente di spingere la personalizzazione spinta per campagne locali e stagionali.
Quali prospettive
Le stampanti inkjet single pass e multipass, grazie alla accresciuta qualità e produttività, hanno lentamente preso aree di produzione sempre più rilevanti all’interno delle aziende, uscendo da ambiti estremamente specializzati e consentendo, dapprima la sperimentazione e poi la produzione di stampati a supporto della produzione principale. Uno sviluppo reso possibile dalla introduzione dei nuovi supporti, sistemi di embellishment e finitura dedicati, maggiore utilizzo di standard e di misurazioni e da una accresciuta consapevolezza che possono convivere diversi schemi di produzione all’interno degli stampatori.
La prospettiva che già si intravede è una progressiva polarizzazione delle aziende in comparti produttivi comunicanti ma differenti che puntano a costruire organigrammi verticali in grado di sfruttare al massimo le tecnologie disponibili per dare servizi sempre più vicini alle esigenze del mercato.



