Con l’avvicinarsi delle scadenze del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), il tema del recycle-ready packaging diventa sempre più centrale per converter e brand owner. Tra le proposte che stanno emergendo nel settore del packaging flessibile c’è oneBARRIER, la famiglia di soluzioni sviluppata da Bobst per rispondere alle nuove esigenze di riciclabilità senza compromettere le prestazioni di barriera.
Presentato inizialmente come concept alla fiera K 2019 e portato su scala industriale a K 2022, oneBARRIER nasce con l’obiettivo di offrire alternative monomateriale ai tradizionali accoppiati multimateriale, notoriamente difficili da riciclare. La proposta si articola oggi in due principali soluzioni: PrimeCycle, basata su polietilene monomateriale, e FibreCycle, soluzione 100% carta, entrambe progettate per essere compatibili con i requisiti normativi europei.
Secondo quanto riportato da Bobst, il focus attuale non è solo sull’ultra-high barrier, ma su una gamma più ampia di livelli di barriera, in grado di adattarsi alle reali esigenze applicative dei diversi prodotti. Non tutti gli alimenti, infatti, richiedono una protezione massima, e in alcuni casi una barriera medio-alta consente anche una semplificazione dei processi produttivi.
La strategia dell’azienda punta quindi ad ampliare la famiglia oneBARRIER, lavorando su nuovi substrati, chimiche e applicazioni, con possibili sviluppi futuri anche in altri segmenti del packaging. In parallelo, il dibattito nel settore si sta estendendo anche a temi come la compostabilità, soprattutto nei Paesi in cui le infrastrutture di riciclo sono ancora limitate.
Per il mercato europeo, il recycle-ready si conferma così non solo come una direzione tecnologica, ma come un passaggio obbligato in vista delle nuove regole comunitarie.



