Manroland Sheetfed entra in insolvenza protettiva

Manroland Sheetfed ha avviato una procedura di insolvenza sotto forma di “Schutzschirmverfahren”, (scudo protettivo) con il supporto finanziario della sua società madre, Langley Holdings. La mossa segue un anno di perdite crescenti: nel 2025 Langley Holdings ha dichiarato perdite per Manroland Sheetfed pari a 43,2 milioni di euro, registrando tuttavia a livello di gruppo un utile ante imposte di 152,3 milioni di euro.

Il processo consente all’azienda di ristrutturarsi mantenendo il controllo gestionale interno, senza l’intervento di un amministratore giudiziario. Secondo la direzione, “è necessaria una grande riorientazione strutturale per riportare Manroland Sheetfed alla redditività, seppur su scala ridotta”.

Il CEO Mirko Kern ha sottolineato: “Purtroppo molti posti di lavoro saranno persi, ma invitiamo il consiglio dei lavoratori e i sindacati a collaborare con le misure necessarie per salvaguardare la sostenibilità del business e preservare le posizioni rimanenti.”

Gli esperti del settore osservano che la ristrutturazione sarà complessa: “Manroland Sheetfed ha un core business ancora valido, ma sono necessarie misure drastiche e radicali per avere possibilità di successo”, ha dichiarato Arndt Geiwitz, specialista di ristrutturazioni che sta seguendo l’azienda.

Negli ultimi anni Manroland Sheetfed ha registrato un calo marcato delle vendite. Tra le cause principali c’è il rallentamento del mercato globale delle macchine da stampa, con effetti particolarmente forti in Cina, che storicamente contribuiva a circa il 40% delle nuove commesse. Questa riduzione della domanda ha pesantemente influenzato sia i volumi di produzione sia la redditività complessiva dell’azienda.

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