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Canon Platinum EcoVadis: secondo anno consecutivo nel top 1% mondiale

Canon continua a distinguersi per il suo impegno nella sostenibilità, ottenendo per il secondo anno consecutivo la medaglia Platinum di EcoVadis, riconoscimento che colloca l’azienda nell’1% delle imprese top a livello mondiale valutate per le performance ambientali, sociali ed etiche.

EcoVadis analizza oltre 150.000 aziende in 185 Paesi e 250 settori, concentrandosi su quattro aree chiave: ambiente, lavoro e diritti umani, etica e approvvigionamento sostenibile. Canon ha raggiunto un punteggio complessivo di 89/100, in aumento rispetto agli 85/100 del 2025, confermando il rating Platinum e migliorando ulteriormente la propria posizione.

Il Gruppo Canon ha ottenuto risultati particolarmente elevati nelle aree ambiente e lavoro e diritti umani, a testimonianza del suo impegno costante e globale nella sostenibilità. L’azienda ha implementato la Canon Group Human Rights Policy e ha sviluppato processi di due diligence a livello internazionale per garantire il rispetto dei diritti umani.

Obiettivi concreti per un futuro sostenibile

Canon punta a raggiungere zero emissioni nette di gas serra (Scope 1, 2 e 3) entro il 2050 e ha definito obiettivi di riduzione delle emissioni basati sulla scienza (SBTi): entro il 2030, -42% Scope 1 e 2 e -25% Scope 3 (categorie 1 e 11) rispetto ai livelli del 2022.

Peter Bragg, EMEA Sustainability & Government Affairs Director di Canon EMEA, ha dichiarato: “Siamo molto orgogliosi di aver ottenuto la valutazione EcoVadis Platinum per il secondo anno consecutivo. Questo riconoscimento, insieme al miglioramento del nostro punteggio, conferma il nostro impegno verso pratiche aziendali sostenibili e ci motiva a continuare ad alzare l’asticella della sostenibilità nel nostro settore.”

Canon conferma così la propria filosofia Kyosei – vivere e lavorare insieme per il bene comune – e il ruolo attivo nel supportare le aziende clienti nella realizzazione di soluzioni sostenibili.

Federazione Carta e Grafica: il “solo digitale” non garantisce un’informazione inclusiva e sostenibile

Nel dibattito europeo su digitale e consumatori, la Federazione Carta e Grafica difende il ruolo della carta per farmaci e scontrini: il rischio è un’informazione meno accessibile, meno equa e non davvero sostenibile.

Nel confronto in corso in Italia e in Europa sull’uso responsabile del digitale nella legislazione sui prodotti di consumo, la Federazione Carta e Grafica ribadisce una posizione netta: un approccio “solo digitale” non garantisce un’informazione pluralista, trasparente e realmente accessibile per tutti i consumatori.

Il tema riguarda ambiti particolarmente sensibili, come i foglietti illustrativi dei farmaci e la progressiva digitalizzazione degli scontrini di acquisto, oggi al centro di proposte normative europee come l’Omnibus IV e il Farma Package.

Digital divide e accesso all’informazione

Secondo i dati Eurostat, solo il 56% dei cittadini dell’Unione Europea tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base, mentre restano completamente esclusi gli over 74. Limitare istruzioni, documentazione e informazioni di sicurezza esclusivamente al formato online presuppone quindi accesso a internet, dispositivi adeguati e competenze digitali non uniformemente distribuite.

In questo scenario, la carta continua a rappresentare uno strumento essenziale di inclusione, in grado di garantire immediatezza, comprensibilità e continuità dell’informazione, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

Scontrini cartacei: tutela del consumatore e sostenibilità

Anche la progressiva eliminazione degli scontrini cartacei solleva criticità rilevanti. Oltre al tema del digital divide, emergono questioni legate a privacy, operatività e diritti del consumatore, senza che vi siano evidenze di reali benefici ambientali.

La Federazione ricorda infatti che le nuove carte termiche sono riciclabili e che la carta vanta in Europa tassi di riciclo tra i più alti in assoluto, inserendosi pienamente in un modello di economia circolare.

Critiche all’Omnibus IV

Particolare preoccupazione suscita l’impostazione dell’Omnibus IV, che consentirebbe ai consumatori di richiedere le istruzioni cartacee solo dopo l’acquisto, con tempi di attesa che possono arrivare fino a un mese. Una soluzione che, secondo la Federazione Carta e Grafica, compromette l’uso sicuro e immediato dei prodotti, soprattutto in settori come quello farmaceutico.

La disponibilità continua delle istruzioni su carta favorisce invece:

  • l’uso corretto dei prodotti

  • la riparabilità

  • il riutilizzo e la circolazione nel mercato dell’usato

  • una reale applicazione dei principi di sostenibilità e circolarità

Carta e digitale: una falsa contrapposizione

Nel documento di lavoro della Commissione Europea si afferma che “i progressi tecnologici nei dispositivi digitali riducono continuamente il consumo energetico, a differenza dei costi legati al ciclo di vita della carta”. Una posizione che la Federazione definisce fuorviante, perché ignora:

  • l’impatto ambientale dei rifiuti elettronici

  • il consumo energetico dei data center

  • l’elevata riciclabilità della carta in Europa

Un’informazione davvero inclusiva

Per la Federazione Carta e Grafica, garantire la presenza delle istruzioni cartacee all’interno dell’Omnibus IV e del Farma Package resta una condizione imprescindibile per assicurare un’informazione:

  • inclusiva

  • sostenibile

  • accessibile

  • coerente con i principi dell’economia circolare

Una transizione digitale responsabile, sottolinea la Federazione, non può prescindere da un approccio multicanale, in cui carta e digitale convivono a tutela dei cittadini e dell’ambiente.

Giflex, filiera a confronto: l’Italia dell’imballaggio verso la nuova normativa europea

Vale 51,3 miliardi di euro la filiera italiana dell’imballaggio, uno dei pilastri del Made in Italy industriale. Un comparto che unisce produttori di imballaggi e costruttori di tecnologie per il confezionamento, la stampa e il converting e che continua a mostrare solidità e capacità di innovazione, pur trovandosi oggi ad affrontare una delle fasi più delicate della sua storia: l’impatto del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR).

Nel 2024 la produzione nazionale ha raggiunto 17,26 milioni di tonnellate, in crescita dell’1,1% rispetto all’anno precedente, con un fatturato complessivo di 37,96 miliardi di euro. Il settore rappresenta il 3,3% del fatturato manifatturiero e l’1,7% del PIL. Le previsioni indicano una crescita stabile anche nei prossimi anni, con un +1% atteso nel 2025 e un tasso medio annuo dell’1,2% fino al 2028 (Fonte: Istituto Italiano Imballaggio).

Numeri che raccontano un settore in buona salute, ma che non cancellano le criticità legate alla transizione sostenibile. Il PPWR fissa obiettivi ambiziosi, a partire dalla riduzione del 15% dei rifiuti di imballaggio entro il 2040, mentre la domanda di mercato continua a crescere e i consumatori chiedono soluzioni sempre più sicure, pratiche e sostenibili. Una sfida complessa: continuare a crescere riducendo l’immesso al consumo.

Di questo si è discusso il 29 gennaio al Senato della Repubblica nel corso dell’incontro “Filiera a confronto: l’Italia dell’imballaggio verso la nuova normativa europea”, promosso dal Senatore Gianluca Cantalamessa, Membro della Commissione Industria, e organizzato da Giflex – Gruppo Imballaggi Flessibili. Un confronto tra istituzioni e industria per fare il punto sui dati economici del 2024 e sulle prospettive del settore alla luce della nuova regolamentazione europea.

«Oggi servono strumenti stabili e applicabili per chi produce, per chi utilizza, per chi recupera e per chi ricicla gli imballaggi. Le imprese non possono lavorare nell’incertezza: devono programmare, investire, innovare», ha dichiarato Alberto Palaveri, presidente di Giflex e vicepresidente Assografici con delega al packaging. «Possiamo diventare un esempio virtuoso di efficienza e sostenibilità, ma a condizione che nessun attore della filiera venga lasciato indietro».

Giflex chiede un approccio pragmatico alla normativa europea, orientato alla fattibilità industriale e ai risultati concreti. Tra le priorità, l’attivazione di strumenti che favoriscano la riduzione dell’immesso al consumo attraverso investimenti mirati e il rafforzamento del sistema di raccolta e riciclo, che deve evolvere insieme ai nuovi materiali e alle nuove soluzioni di packaging, senza preclusioni verso tecnologie come il riciclo chimico.

Secondo Palaveri, la stessa logica adottata per il revamping industriale e l’efficienza energetica dovrebbe guidare anche questa fase della transizione: criteri di sostenibilità chiari e strumenti in grado di compensare i costi del cambiamento, per proteggere la competitività della filiera e rafforzarne la leadership.

Un ruolo chiave può essere giocato dall’imballaggio flessibile, considerato una delle soluzioni più efficienti in termini di rapporto peso/prodotto: in media pesa solo il 2-3% del contenuto. Nel 2024 il mercato europeo del flessibile ha raggiunto un fatturato di 18,8 miliardi di euro (Fonte: FPE – Flexible Packaging Europe – Wood Mackenzie), con prospettive di crescita significative a livello globale ed europeo entro il 2029 (Fonte: FPE – Euromonitor International). In Italia il settore conta circa 12.000 addetti, una produzione intorno alle 400.000 tonnellate e un fatturato superiore ai 4,3 miliardi di euro (Fonte: Giflex – Mecs).

Il flessibile garantisce sicurezza alimentare, igiene e riduzione degli sprechi grazie all’allungamento della shelf-life, ma resta centrale il tema del riciclo. Per questo Giflex annuncia l’intenzione di promuovere nei prossimi mesi un tavolo di lavoro di filiera sulla riduzione dell’immesso al consumo, in dialogo con Governo e Parlamento.

«Il Made in Italy dell’imballaggio è un modello industriale di eccellenza, competitivo e sostenibile», ha affermato il Senatore Gianluca Cantalamessa. «La riduzione dei rifiuti si vince con un approccio di filiera, dialogo con le istituzioni e flessibilità normativa, non con norme ideologiche che rischiano di penalizzare chi è già avanti».

TAGA Italia: nuova presidenza e linee strategiche per il biennio 2026–2027

Il Consiglio Direttivo di TAGA Italia ha completato l’insediamento dei nuovi organi sociali e definito le cariche associative per il biennio 2026–2027. Alla guida dell’Associazione è stato eletto all’unanimità Raffaele Angelillo, che assume la presidenza succedendo ad Alessandro Mambretti.

Il nuovo presidente porta in TAGA Italia un profilo professionale che integra competenze nell’editoria tecnica, nella comunicazione digitale e nel management. La sua esperienza nella trasformazione digitale e nella comunicazione integrata si colloca in continuità con l’impostazione tecnico-scientifica dell’Associazione, con particolare attenzione al raccordo tra innovazione tecnologica e processi industriali consolidati.

Nel corso del mandato, il Consiglio Direttivo intende concentrare l’attività su tre direttrici principali: il rafforzamento del brand TAGA Italia, una revisione strategica delle attività di gestione e divulgazione tecnica e un rinnovato impegno verso le nuove generazioni di professionisti del settore grafico.

A supporto della Presidenza sono stati nominati vice presidenti Adalberto Monti e Piero Pozzi. Alessandro Mambretti assume l’incarico di segretario, mentre Denis Salicetti è stato nominato tesoriere. Per quanto riguarda gli organi di controllo, Luigi Lanfossi è stato confermato nel ruolo di revisore dei conti; il Collegio dei Probiviri sarà composto da Carlo Carnelli, Elia Nardini e Angelo Meroni.

Tra le prime attività operative del nuovo Consiglio figurano l’organizzazione della prossima edizione del TAGA Day e la finalizzazione del documento tecnico dedicato agli Spot Color, attualmente in fase di completamento.

La scommessa Omet: dal gioco di squadra di oggi nasce la fabbrica del futuro

Motivazione e passione al centro di un incontro organizzato da Omet in collaborazione con Cama Group sul tema della crescita professionale degli studenti verso il mondo del lavoro.

Il mondo della stampa digitale non può chiamarsi fuori dalla sempre più diffusa carenza di competenze. Una situazione di fronte alla quale una possibile soluzione passa anche per la capacità di attrarre i potenziali candidati, non solo attraverso la formazione. Altrettanto importante è infatti la giusta motivazione, la capacità di formare un gruppo di lavoro in grado di offrire il meglio di sé.

La via scelta da Omet, in collaborazione con Cama Group, passa per una stretta collaborazione con il territorio e la volontà di spingersi oltre le regole di base della comunicazione, attraverso la proposta Tech4Student. Iniziativa rivolta in prima battuta agli studenti, utile anche alle aziende del settore, non a caso con una grande risposta di pubblico, con oltre cento intervenuti all’Omet Innovation Park di Molteno. Soprattutto però, attratti da uno speaker di eccezione, l’ingegnere Luigi Mazzola, ex manager Ferrari e ora performer coach.

«Nel vortice dell’innovazione di un settore che cambia a grande velocità, una cosa resta uguale: la risorsa umana – sottolinea Annalisa Bellante, HR e vicepresidente di Cama Group -. La responsabilità verso il territorio è la spinta per creare un ponte tra scuole e aziende, per formare la consapevolezza delle professioni per il futuro».

Un impegno non scontato, in rappresentanza di un’azienda capace di allargare lo sguardo al di fuori del proprio perimetro aziendale, considerando il territorio una risorsa. Il tema della giornata però, è la motivazione, quel valore non sempre tangibile, che se ben sfruttato, è capace di segnare i destini di un’impresa.

L’energia delle emozioni

«Nei ventidue anni passati in Ferrari, al fianco di campioni come Alain Prost e Michael Schumacher – ricorda Luigi Mazzola -, ho imparato quanto sia importante per una persona la consapevolezza di elementi come le competenze relazionali, fondamentali nella crescita professionale».

Ambiente estremamente esigente sotto questo punto di vista, la Formula 1 può apparire lontana dalla realtà di una manifattura o un’azienda di servizi. In realtà, i punti in comune, e soprattutto gli insegnamenti utili, non mancano.

«In una scuderia si sa di dover sempre migliorare, vale a dire abbassare il tempo sul giro – prosegue Mazzola -. Spesso l’obiettivo si raggiunge, ma quando poi si va in pista ci si confronta con gli altri, e solo lì si scopre se si è migliorati abbastanza».

Alla base di questi risultati c’è un lungo lavoro di osservazione, analisi, progettazione e test di componenti. Spesso un ciclo dalla durata non più lunga di un paio di settimane, giusto il tempo tra un Gran Premio e l’altro. Anche l’ingegnere più bravo però, non può fare a meno di confrontarsi e relazionarsi con tutti i protagonisti di questo processo. Per ottenere il meglio, i vari elementi devono combinarsi tra loro e operare in armonia.

Dietro a tutto questo, alla fine ci sono comunque persone, con le rispettive competenze e la propria capacità di ascoltare, confrontarsi e imparare. «Dobbiamo sapere, studiare, conoscere. Non è l’unico compito, ma è una condizione dalla quale scaturisce la libertà di lavorare e divertirci. Così si riesce a diventare proattivi, perché il vero cambiamento non è determinato dalla velocità, ma dall’accelerazione».

Dal punto di vista della persona, studente o lavoratore già con esperienza, questo significa capire quale sia il proprio obiettivo professionale. In quale situazione si possa provare una passione. Sicuramente, gli inizi sono e saranno sempre difficili, perchè entrare in un’azienda è un cambiamento e porta difficoltà. Qualcosa però, da mettere in conto, da superare grazie ai propri valori e le proprie condizioni, sviluppate e adattate nel tempo.

Probabilmente, una situazione non alla portata di tutti. A volte, esigenze familiari o contesto sociale guidano tante decisioni in direzioni obbligate. Niente però impedisce almeno di crederci. «Non bisogna avere paura di provare e di cambiare. Prima di tutto però, bisogna capire i propri valori, acquisire consapevolezza per avere un’ambizione, e per questo serve trovare la motivazione».

Se un’azienda contribuisce a questo percorso, il guadagno sarà evidente. Spingendo i dipendenti a prendersi cura non solo di loro ma anche degli altri intorno, si può contare su una squadra in grado di affrontare e superare i problemi, di avere la giusta motivazione per raggiungere insieme gli obiettivi.

«La mancanza di una squadra dipende solo dall’azienda. Deve esserci contaminazione tra tutte le persone con diverse competenze e capacità. Più sono diversi tra loro, più metterli insieme significa creare un team con capacità collettive maggiori di quelle dei singoli».

La prima mossa però, alla fine spetta al singolo. Nella circostanza, rivolta agli studenti, prossimi all’ingresso nel mondo del lavoro. La leva in questo caso è l’intelligenza emotiva, la capacità di sfruttare i cinque sensi per generare emozioni. «Ogni volta che ci svegliamo, in ogni momento della giornata agiamo guidati da pensieri ed emozioni conclude il proprio intervento Luigi Mazzola -. I pensieri sono unioni di informazioni accumulate sin dalla nascita. Quindi, più informazioni abbiamo, più pensieri possiamo sviluppare, più sarà alto il nostro QI e permetteremo al cervello di produrre emozioni da trasformare in energia».

«Per noi aziende, innovare è esattamente questo, capire come fare la differenza – conferma Antonio Bartesaghi, CEO di Omet -. Non è più fare un prodotto diverso, perché sarà presto copiato, ma capire come tirare fuori dalle persone quelle capacità che a volte non immaginiamo neppure di avere. Sempre più, l’innovazione passa dalle risorse umane e il nostro compito, di imprenditori, scuole e istituzioni, è capire questo messaggio e trasmetterlo».

FuturE-Pack: Giflex porta l’innovazione sostenibile nella filiera del packaging

Si è svolto a Milano, nella sede di Giflex – Gruppo Imballaggio Flessibile, il workshop dedicato al progetto FuturE-Pack, un’iniziativa che mira a rendere il packaging italiano più sostenibile, smart e circolare. L’evento, promosso da Giflex in collaborazione con l’Osservatorio Innovazione Packaging dell’Università di Bologna, ha riunito aziende della filiera e testate di settore per confrontarsi sui risultati della ricerca e sulle applicazioni pratiche.

A coordinare il progetto è stato Erik Ciravegna, ricercatore dell’Università di Bologna, insieme al team dell’Advanced Design Unit – Roberto Polloni, Sara Battistini, Lisa Filippini e Camilla Sartor – con la collaborazione delle studentesse Angelica Gorgoni e Amanda Taravelli.

Durante l’incontro sono stati presentati i principali strumenti sviluppati dal progetto: una piattaforma digitale interattiva e un toolkit progettuale, pensati per supportare le aziende nella tracciabilità, nell’innovazione e nella progettazione di soluzioni di packaging sostenibile. Le imprese partecipanti hanno avuto modo di testare direttamente gli strumenti e contribuire con feedback concreti, valutandone la rilevanza e le potenzialità applicative.

“Momenti come questo – ha sottolineato Ciravegna – rafforzano il dialogo tra ricerca e industria e sono fondamentali per affrontare le sfide normative, tecnologiche e ambientali del settore.”

Il progetto, coordinato dall’Università di Bologna e sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Università di Firenze, rientra nel Partenariato Esteso MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile ed è parte dello Spoke 1 – Digital Advanced Design, guidato da Flaviano Celaschi e Michele Zannoni.

Il workshop ha rappresentato un passo concreto per portare innovazione nel packaging italiano, con strumenti pratici e metodologie in grado di accelerare la transizione verso modelli più circolari e competitivi.

Per approfondire i risultati del progetto, il volume open access “FuturE-Pack. Designing Smart Packaging for Circular and Sustainable Made in Italy” è disponibile gratuitamente sul sito della Bologna University Press: https://buponline.com/prodotto/future-pack/..

Heidelberg: Prinect User Days 2026, l’intelligenza artificiale rivoluziona l’automazione nella stampa

L’intelligenza artificiale è stata al centro dei Prinect User Days 2026 di Heidelberg, che hanno registrato un nuovo record di presenze con oltre 400 partecipanti internazionali. L’evento ha messo in evidenza opportunità e sfide dell’AI per l’industria della stampa, con focus su automazione dei processi, pressione sui costi, carenza di competenze e crescente frammentazione dei lavori.

In questo contesto, Heidelberg ha annunciato Prinect Touch Free, il nuovo workflow completamente automatizzato e basato su AI presentato a drupa 2024. Le installazioni pilota sono operative in Germania (Meinders & Elstermann), Polonia (CGS Drukarnia) e Svizzera (Schmid-Fehr AG), presso aziende con ambienti produttivi ibridi che combinano stampa offset e digitale Heidelberg.

Prinect Touch Free controlla la produzione in modo autonomo, scegliendo il canale di output più efficiente e conveniente per ciascun lavoro sulla base dei PDF. Secondo Axel Zöller, Product Manager Digital Workflow di Heidelberg, l’aumento globale di oltre il 60% dei lavori web-to-print nell’ultimo anno rende indispensabile un forte impulso all’automazione.

Tra i casi presentati, Meinders & Elstermann ha avviato Prinect Touch Free a inizio dicembre 2025. Il collegamento della Jetfire 50 al sistema è stato completato in 90 minuti, consentendo l’avvio immediato della produzione di test. L’obiettivo, come spiegato dal management dell’azienda, è portare maggiore stabilità e ordine in un processo di stampa digitale caratterizzato da un’elevata frammentazione dei lavori.

Durante l’evento, Heidelberg ha inoltre presentato un nuovo chatbot AI per il Customer Portal, che sarà presto disponibile per oltre 9.000 utenti. Nella fase iniziale, il chatbot risponderà alle domande su Prinect Production e sulle app del portale; successivamente integrerà funzioni di data chat per richieste basate sui dati, documentazione e utilizzo delle macchine, con l’obiettivo di velocizzare l’assistenza e migliorare la qualità delle informazioni.

I Prinect User Days 2026 si sono svolti prevalentemente presso la Home of Print di Wiesloch-Walldorf, superando il record di partecipazione dell’anno scorso. L’iniziativa conferma il ruolo dell’evento di Heidelberg come piattaforma di dialogo, trasferimento di competenze e networking per il settore.

Il libro d’arte come eccellenza del Made in Italy: progetto “Two Sides Love Paper” al MUSE di Trento

Il libro d’arte diventa protagonista della nuova mostra nella Galleria della Sostenibilità del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, realizzata da Assocarta, Cartiere del Garda e Printer Trento. L’iniziativa valorizza il libro non solo come eccellenza del Made in Italy, apprezzata da musei e editori internazionali, ma anche come esempio concreto di sostenibilità ambientale nella filiera della carta.

Two Sides Love Paper: la carta come elemento culturale e sostenibile

Il progetto si inserisce nella campagna internazionale Two Sides Love Paper, che promuove i benefici culturali e cognitivi della carta e ne valorizza il ruolo nella filiera produttiva italiana. La carta non è solo un supporto: diventa un elemento culturale attivo, capace di trasmettere conoscenza e sostenere la qualità della lettura.

Love Paper Week 2026: sostenibilità e filiera carta

Dal 2 al 6 febbraio 2026, la Love Paper Week coinvolgerà consumatori e operatori del settore carta, stampa e trasformazione – stampatori, distributori, produttori di imballaggi e professionisti. La manifestazione promuove i numerosi vantaggi ambientali, funzionali e creativi della carta, confermandone il ruolo anche nell’era digitale.

La filiera della carta italiana si distingue per sostenibilità e circolarità: il tasso di riciclo degli imballaggi in carta e cartone supera l’85%, tra i più alti in Europa. L’uso crescente di carta riciclata, l’efficienza nei consumi di energia e acqua e la gestione dei rifiuti rendono il settore un attore concreto della transizione verde. Nonostante i risultati, il 35% dei consumatori europei crede ancora che carta e imballaggi siano dannosi per l’ambiente e solo il 25% sa che il tasso di riciclo supera il 60%, mentre in realtà raggiunge il 75% (Two Sides Trend Tracker 2025; Rapporto di monitoraggio EPRC 2024).

Incontro “I cantieri della transizione ecologica”

Il 4 febbraio 2026, presso la Libreria Spazio Sette a Roma , si terrà l’incontro “I cantieri della transizione ecologica”, dedicato alle esperienze virtuose legate alla sostenibilità nella filiera della carta. L’evento favorirà il dialogo tra cultura, produzione e luoghi della conoscenza, mostrando come la transizione ecologica sia un percorso concreto e condiviso.

Da Müller Martini la nuova Diamant MC 30 per la produzione industriale di libri hardcover

La nuova Diamant MC 30 di Müller Martini: automatizzata, flessibile e ideale per la produzione industriale di libri cartonati

Müller Martini presenta la Diamant MC 30, la nuova linea per libri progettata per le aziende che vogliono entrare nella produzione industriale di libri con copertina rigida. La macchina unisce velocità, automazione e flessibilità, trasformando processi manuali in produzione industriale efficiente e affidabile.

Prestazioni e automazione

La Diamant MC 30 raggiunge fino a 30 cicli al minuto, con tempi di set-up rapidi e un alto livello di automazione. Basata sulla stessa tecnologia di controllo del movimento della Diamant MC 60, garantisce precisione e flessibilità grazie agli azionamenti singoli intelligenti presenti nelle stazioni di arrotondamento, trasporto e incassatura. Il dispositivo di pressatura servoassistito, sincronizzato con il coltello a carosello, assicura un alloggiamento perfetto del blocco libro e una pressatura ottimale della copertina.

I controlli automatici su capitelli, posizionamento del blocco libro e verifica delle copertine riducono gli errori e aumentano l’affidabilità. Lo spessore del libro viene misurato nei rulli di arrotondamento, garantendo la corretta configurazione delle stazioni successive.

Operatività intuitiva

L’interfaccia centrale consente l’inserimento dei dati tramite dispositivo di misurazione con visualizzazione chiara. È possibile preparare l’ordine successivo durante la produzione e memorizzare tutti i dati per velocizzare il setup degli ordini ripetuti, rendendo la macchina semplice da gestire anche per nuovi operatori.

Ampia varietà di prodotti

La Diamant MC 30 supporta dorsi diritti o arrotondati, con o senza segnalibro, diverse grammature e formati di carta, e gestisce sia copertine rigide sia flessibili.

Con un setup intelligente e conveniente, la Diamant MC 30 rappresenta la porta d’accesso alla produzione industriale di libri cartonati, senza compromessi sulla qualità.

Taga Day 2026: “Un linguaggio di colore”, focus tecnico sugli Spot Color

Torna il Taga Day, appuntamento annuale di riferimento per i professionisti della comunicazione stampata. L’edizione 2026, organizzata da Taga Italia – Associazione dei Tecnici delle Arti Grafiche, si svolgerà il 18 marzo a Milano presso l’ITS Angelo Rizzoli e sarà interamente dedicata al tema: “Un linguaggio di colore – Parliamo di Spot Color dalla definizione alla misurazione”.

Riservato ai soci e agli addetti ai lavori, il Taga Day 2026 si propone come momento di approfondimento tecnico e confronto su uno degli ambiti più critici della filiera grafica: la gestione del colore speciale. La scelta della sede conferma il ruolo dell’ITS Angelo Rizzoli come polo di aggiornamento tecnico anche per il settore delle arti grafiche.

Il focus tecnico dell’edizione 2026

Il programma dell’edizione 2026 è costruito con l’obiettivo di analizzare in modo sistematico la gestione degli Spot Color lungo l’intero processo produttivo, rispondendo alle esigenze di precisione e standardizzazione richieste dal mercato. Dopo un’introduzione dedicata all’importanza di standard condivisi, la giornata entrerà nel vivo con un seminario tecnico sul documento TAGA.DOC.21.

Tra i temi affrontati:

  • la definizione univoca del colore speciale e la costruzione del Master Reference;

  • i limiti di riproducibilità sulle diverse tecnologie di stampa;

  • la creazione di Dependant Reference concordati con il cliente;

  • la misurazione visiva e strumentale, l’utilizzo della formula ΔE00 (Delta E 2000) e la gestione delle tolleranze, supportate da esempi applicativi.

Workshop operativo e analisi dei campioni

Accanto alla parte teorica, il Taga Day 2026 prevede un workshop interattivo finalizzato alla verifica pratica dei contenuti trattati. I partecipanti saranno coinvolti nell’analisi analitica, comparativa e visiva di campioni stampati, partendo da un campione di riferimento realizzato appositamente da TAGA. Il laboratorio rappresenta un momento centrale della giornata, pensato per tradurre le indicazioni del documento tecnico in applicazioni concrete.

Partecipazione e iscrizioni

La partecipazione al Taga Day consente l’accesso al network di Taga Italia e alla documentazione tecnica riservata disponibile sul sito dell’associazione. L’evento è a numero chiuso; la registrazione è obbligatoria e la priorità sarà riservata ai soci Taga Italia in regola con l’iscrizione.

Le iscrizioni e i dettagli sui biglietti sono disponibili sulla pagina ufficiale dell’evento su Eventbrite.