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Come evolve il mondo inkjet? Analisi tecnica settore per settore

La stampa inkjet di produzione sta accelerando in efficienza, personalizzazione e sostenibilità, con progressi in workflow, automazione e nuove chimiche d’inchiostro. La spinta del mercato verso materiali riciclabili, inchiostri a base acqua e processi più puliti è trasversale a commercial, packaging, label, textile e large format. Ma è la flessibilità produttiva che attira i più.

Da quando la stampa digitale inkjet è diventata una realtà produttiva è diventato necessario inquadrare la tecnologia nei diversi campi di applicazione per capire il reale impatto sui vari mercati. È una tecnologia consolidata nelle sue parti core (vedasi l’articolo sulle teste di stampa) e per questo è passata da applicazioni estremamente verticali a produzioni più ampie.

Ma prima di proseguire in una analisi per segmento guardiamo a quanto avevamo visto a drupa 2024: i temi dominanti in tutte le case produttrici per commercial printing, packaging e labeling sono stati digitalizzazione, automazione e sostenibilità, con forte spinta verso inkjet di produzione e soluzioni ibride. Avevamo però visto anche una più importante e forte presenza di macchine da stampa digitali provenienti dalla Cina individuando sei potenziali modelli che potevano essere pronti per il nostro mercato e così è stato. Solo in questo ultimo anno sono state fatte molteplici installazioni di macchine a bobina di fabbricazione cinese, nel settore tessile è di prossima apertura una filale. Perché ci soffermiamo su questo dato: perché sono degli outsider del mercato caratterizzate da prezzi competitivi e crescente qualità, che stanno iniziando a influenzare le scelte di investimento delle tipografie su alcune fasce di produzione, facendo superare il timore legato ad assistenza ed uptime.

Cosa spinge a scegliere la tecnologia inkjet

Dalle analisi dei diversi outlook riferiti a questo mercato esistono dei temi comuni che permettono di leggere le linee di sviluppo che hanno portato le attuali macchine in campo e i futuri sviluppi.

La sostenibilità come conformità: la sostenibilità è integrata nei contratti di marchi globali come Nestlé, Unilever e Procter & Gamble che spingono e guidano il settore. I requisiti relativi agli imballaggi riciclabili, compostabili e sicuri per gli alimenti con parametri verificabili stanno guidando l’innovazione nella chimica degli inchiostri e nei substrati. Le leggi sulla responsabilità estesa del produttore, le normative sulla sicurezza chimica e le direttive sui rifiuti di imballaggio convergono con gli obiettivi di sostenibilità dei marchi CPG (marchi di beni di consumo confezionati), definendo sia le priorità di investimento sia i tempi di immissione sul mercato di nuove macchine da stampa digitali e inchiostri, che però devono essere giustificate con un business case valido.

Automazione e integrazione dell’intelligenza artificiale: gli OEM stanno integrando l’intelligenza artificiale nel Design for Environment (DFE) e nelle piattaforme di workflow per la manutenzione predittiva, il controllo del colore a ciclo chiuso e il rilevamento dei difetti in tempo reale. I workflow cloud modulari basati su API stanno aiutando le tipografie a collegare le attrezzature presenti con le nuove linee a getto d’inchiostro.

Diversificazione del mercato: gli OEM e i fornitori di servizi di stampa (PSP) si stanno espandendo in settori adiacenti, come ad esempio gli stampatori di imballaggi che aggiungono la segnaletica, gli stampatori commerciali che aggiungono gli imballaggi e gli stampatori tessili che aggiungono decorazioni per distribuire il rischio e cogliere le opportunità di crescita.

Produzione localizzata e agile: le difficolta e i costi della catena di approvvigionamento sta favorendo l’adozione della delocalizzazione e delle microfabbriche, in particolare nei settori tessile, moda veloce e imballaggi speciali.

Da questi presupposti emerge evidente come la stampa digitale inkjet sia diventata un reale argomento di investimento per le aziende che si trovano a fare dei ragionamenti più ampi di fattiva proposta e risposta alle esigenze dei clienti attuali e nuovi. Per farlo devono superare le mere comparazioni one to one perché sebbene i costi dell’inchiostro al litro siano superiori rispetto all’analogico, il ROI migliora grazie a tempi di setup ridotti, minori sprechi, produzione on demand che riduce al minimo le scorte e redditività a breve termine per lavori altamente diversificati.

Commercial printing

La trasformazione profonda che sta attraversando il mondo del commercial printing passa da una consolidata qualità raggiunta da macchine da stampa e materiali di consumo del mondo offset che consentono di produrre ad alte prestazioni. La qualità raggiunta dalle macchine a bobina inkjet e dalle nuove macchine a foglio inkjet consentono di adottare questi sistemi per soddisfare tirature medie, tempi rapidi e personalizzazione minimizzando i compromessi qualitativi. L’attuale proposta tecnologica punta a fornire molta automazione del workflow e integrazione dati per ridurre costi e scarti ed avere una effettiva integrazione tra i due mondi produttivi, affinché possano lavorare in massima efficienza. C’è ancora una minima spinta alla sostenibilità con ottimizzazione energetica e inchiostri meno impattanti, che però fatica ancora ad avere una contropartita economica dai buyer e rimane ancora una scelta strategica nella proposta dei singoli stampatori.

I principali prodotti stampati in digitale inkjet sono sempre direct mail, cataloghi short-run, editoria on-demand, materiali marketing personalizzati, con un accresciuta crescita dei cataloghi dovuta ad un cambio dei volumi di stampa degli stessi che li rende poco redditivi nell’offset, ma con prestazioni qualitative in linea con le attese del mercato e rendendo quindi possibile gestire i cambi di tiratura e frequenza richiesti dai clienti.

Dal punto di vista tecnico un passaggio fondamentale è stato la miglior gestione dei colori su carte patinate ad uso offset con o senza uso di primer, l’adozione di front-end più intelligenti che consentono di ottimizzare rese e consumi supporti e inchiostri, integrazione con le soluzioni di finishing per ridurre tempi di ciclo. Basti pensare a come si sono evoluti gli Hunkeller Innovation Day.

Packaging (cartone ondulato, pieghevole, flessibile)

Nel settore che negli ultimi anni ha una crescita costante e volumi di stampa per la maggior parte molto alti, il grande passo in avanti è l’introduzione del single-pass inkjet per ondulato su grande formato che guarda alla personalizzazione su scala e la riduzione dei tempi di avviamento per produzioni ridotte; anche il multipass ha fatto passi in avanti con soluzioni di immissione ibride per produzioni con velocità e tiratura più basse. L’aumento della richiesta dei monomateriali e di elevata riciclabilità per ogni lotto di produzione, legati alla crescita del mondo della vendita di prodotti online, sta agevolando l’introduzione di queste macchine nei comparti produttivi. In ambito flessibile, malgrado ci sia una forte richiesta, ci sono ancora limiti alla velocità di produzione che porta a fare scelte condivise con la clientela ed a scelte di proposte strategiche.

Le produzioni principali riguardano astucci pieghevoli short-run, display, scatole ondulate personalizzate, prototipazione rapida mentre nel flessibile il focus è su buste stand up e tipo doypack in contesti promozionali e di localizzazione.

Questa crescita è data da macchine che stampano più colori in linea, compresi primer, una gestione semplificata, la raggiunta compliance per food packaging (barriere, migrazione), ed avere maggiore facilità d’integrazione con le linee di converting presenti.

Etichette

È il settore che per primo e con grande beneficio ha introdotto linee digitali inkjet nella produzione nei settori alimentari, cosmetico, Pharma, varianti di prodotto e stagionali, integrando serializzazione e tracciabilità. La tecnologia ad oggi permette di stampare ad alta risoluzione con una qualità fotografica in velocità ed avere ecosistemi completi con finishing ed embellishment digitale, workflow e ispezione.

La ricerca punta a migliorare gli inchiostri a base acqua per adesione su film, automazione nel controllo qualità, ed una maggiore efficienza nei sistemi ibridi flexo+inkjet per aumentare la versatilità.

Textile

Malgrado la crisi che il settore della stampa tessile sta attraversando, la digitalizzazione è un punto fondamentale trainata da on-demand, riduzione scarti e nuove generazioni di inchiostri (reactive, pigment, sublimazione) più sostenibili, dando agilità su collezioni brevi e personalizzazioni in ambito moda fast-to-market, mondo bimbo, sportswear, home décor, contract.

L’innovazione più rilevante è l’introduzione di macchine con inchiostri a pigmento, che permettono un miglio controllo del colore, filiere più corte e bassissimo consumo di acqua grazie all’utilizzo in linea di pretrattamento e post trattamenti che consentono di modulare la penetrazione dell’inchiostro, l’adesione su fibre di origine vegetale, animale e sintetiche ed una mano in linea con le attese.

Large format

È un mercato in continua crescita che sa rinnovarsi ed adattarsi alle evoluzioni del mercato. Attualmente al centro c’è la richiesta di sostenibilità che coinvolge supporti riciclati/biodegradabili, inchiostri a base acqua o privi di solventi, facilità di utilizzo e di smaltimento.  Signage indoor/outdoor, exhibition systems, retail POS, packaging espositivo il large format supporta la crescita con soluzioni flessibili, workflow più intelligenti, setup più veloci ed una qualità costante, che consente di spingere la personalizzazione spinta per campagne locali e stagionali.

Quali prospettive

Le stampanti inkjet single pass e multipass, grazie alla accresciuta qualità e produttività, hanno lentamente preso aree di produzione sempre più rilevanti all’interno delle aziende, uscendo da ambiti estremamente specializzati e consentendo, dapprima la sperimentazione e poi la produzione di stampati a supporto della produzione principale. Uno sviluppo reso possibile dalla introduzione dei nuovi supporti, sistemi di embellishment e finitura dedicati, maggiore utilizzo di standard e di misurazioni e da una accresciuta consapevolezza che possono convivere diversi schemi di produzione all’interno degli stampatori.

La prospettiva che già si intravede è una progressiva polarizzazione delle aziende in comparti produttivi comunicanti ma differenti che puntano a costruire organigrammi verticali in grado di sfruttare al massimo le tecnologie disponibili per dare servizi sempre più vicini alle esigenze del mercato.

Kyocera Document Solutions alla 42ª edizione di Milano Unica

Kyocera Document Solutions sarà presente alla 42ª edizione di Milano Unica in programma dal 20 al 22 gennaio 2026 presso Fiera Milano Rho. L’evento rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al tessile e agli accessori di alta gamma, punto di riferimento per il mercato europeo e globale.

Milano Unica, attiva dal 2005 con due edizioni annuali, riunisce brand, buyer e professionisti del settore attorno a temi di ricerca e innovazione. Il concept scelto per questa edizione è “MU Cosmetic”, che esplora il dialogo tra tessile avanzato e cosmesi, due mondi accomunati dal rapporto diretto con il corpo umano, inteso come superficie da rivestire, proteggere, valorizzare ed esaltare.

Kyocera Document Solutions sarà presente all’interno dell’Osservatorio Giappone (JOB), area espositiva dedicata all’eccellenza tecnologica nipponica. Presso lo stand Kyocera i visitatori potranno vedere campioni stampati su un’ampia varietà di tessuti, i lavori presentati alle collezioni di Milano e un filmato concettuale dedicato a Forearth, la stampante inkjet tessile sostenibile sviluppata da Kyocera.

Per chi desidera approfondire gli aspetti produttivi, Kyocera Document Solutions offrirà inoltre la possibilità di visitare il Forearth Experience Studio, situato presso la sede Kyocera di Milano, dove sono installate le attrezzature di produzione per la stampa tessile digitale.

I tessuti stampati con Forearth sono già stati presentati in collaborazione con prestigiosi brand di moda in occasione di eventi internazionali come la Paris Fashion Week, la Settimana della Moda di Milano e la Tokyo Fashion Week, ottenendo un riscontro estremamente positivo. Milano Unica rappresenta quindi un’importante occasione per apprezzare da vicino l’elevata resa cromatica e la qualità della texture morbida ottenute con questa tecnologia.

Forearth: stampa tessile sostenibile su tre pilastri

La tecnologia Forearth nasce come risposta concreta alle criticità ambientali dell’industria tessile, tradizionalmente caratterizzata da un elevato consumo di acqua, energia e risorse.

Water Free
Forearth consente di ridurre quasi a zero il consumo di acqua durante il processo di stampa, eliminando le fasi di pretrattamento, vaporizzazione e lavaggio tipiche della tintura tradizionale. Questo approccio permette una drastica riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO₂.

Creative Free
La stampante garantisce un’eccellente resa cromatica e una mano morbida del tessuto su un’ampia gamma di materiali, tra cui cotone, seta, poliestere, nylon e tessuti misti, senza comprometterne le caratteristiche originali.

Location Free
L’indipendenza dalle risorse idriche rende possibile l’installazione della stampante in qualsiasi luogo, favorendo una produzione on-demand e di prossimità, con benefici in termini di logistica, riduzione degli sprechi e gestione delle eccedenze di magazzino.

Forearth Experience Studio

Inaugurato nell’aprile 2025, il Forearth Experience Studio di Milano è uno spazio dedicato alla dimostrazione della stampa tessile sostenibile. I visitatori possono assistere a dimostrazioni dal vivo dei sistemi Forearth e alla produzione diretta di campioni di stampa.

Acimga: il settore printing e converting chiude il 2025 in stabilità

Il 2025 si chiude all’insegna della sostanziale stabilità per le imprese rappresentate da Acimga, l’Associazione confindustriale dei costruttori italiani di macchine per il printing e il converting. Le pre-stime indicano un fatturato complessivo di 3.104 milioni di euro, in lieve calo del 3% rispetto al 2024, con un quadro che riflette un contesto congiunturale complesso ma ancora in tenuta per il comparto.

L’export si conferma stabile (-0,1%), attestandosi a 1.811 milioni di euro, mentre emerge una maggiore dinamicità delle importazioni, stimate in crescita del +16,5% per un valore di 627 milioni di euro. Ne deriva una domanda interna sostanzialmente invariata, con un consumo apparente in lieve flessione (-0,3%).

Italia terzo esportatore globale di macchine per il printing e converting

Nonostante le tensioni geopolitiche e le criticità legate ai rapporti commerciali USA-UE, l’Italia mantiene nel 2025 il ruolo di terzo esportatore mondiale, con una quota di mercato del 10%. Gli Stati Uniti restano il primo mercato di destinazione delle esportazioni italiane, segnando un +0,8% su base annua.

Tra i principali mercati europei si registrano andamenti differenziati: Germania (+6,5%), Spagna (+47,8%) e Regno Unito (+50,7%) mostrano crescite significative, mentre la Francia chiude l’anno in calo (-9%).

Secondo il Centro Studi Acimga, il quadro italiano è allineato alle dinamiche globali: il fatturato mondiale del settoreè stimato in diminuzione dell’1,1%, a fronte di esportazioni globali in lieve crescita (+0,8%).

2026: prospettive caute e focus su Transizione 5.0

Guardando al 2026, le previsioni indicano un possibile calo tra il 3% e il 5% per fatturato, export e import. In questo scenario, Acimga sottolinea l’importanza della continuità delle politiche di sostegno agli investimenti, in particolare per Transizione 5.0. A novembre 2025, le richieste hanno raggiunto quasi 3,9 miliardi di euro, con il 91% delle risorse prenotate destinate a beni strumentali.

Nuove presidenze e rafforzamento associativo

Evento centrale del 2025 è stata Print4All, tenutasi a maggio, che ha confermato il proprio ruolo di piattaforma strategica per il settore del printing e del converting.

Nel corso di Print4All si sono svolte le Assemblee annuali di Acimga e della Federazione Carta e Grafica. Marco Calcagni è stato eletto nuovo Presidente Acimga, con un Consiglio Generale in carica fino al 2029 e una squadra di vicepresidenti con deleghe mirate su formazione, competitività, Made in Italy e filiera.

Alla guida della Federazione Carta e Grafica è stato eletto Andrea D’Amato, in rappresentanza di una filiera che vale l’1,2% del PIL nazionale, con circa 16.000 aziende e oltre 160.000 addetti.

Converting in crescita e nuovi gruppi tecnici

Tra i segmenti, il converting si distingue come unico comparto in crescita nel 2025, con esportazioni in aumento di quasi il 9,5%. Nasce così il Gruppo Converting by Acimga, dedicato alla valorizzazione delle tecnologie e delle competenze di un settore in cui l’Italia è secondo esportatore globale dopo la Cina.

Proseguono inoltre le attività dei gruppi specializzati su cartone ondulato, flessografia e rotocalco, con avanzamenti rilevanti anche sul fronte normativo, in particolare per la ISO 12647-10 Packaging Rotocalco.

Verso il 2026 e Print4All Conference

Acimga guarda al 2026 come a un anno di consolidamento, con un’attenzione crescente verso Print4All Conference, in programma 1 e 2 luglio 2026 a Varese. Il concept “Humans print the world” guiderà il confronto su automazione, intelligenza artificiale e sostenibilità, ponendo al centro l’equilibrio tra persone, macchine e dati.

Un percorso strategico che conduce a Print4All 2027, con l’obiettivo di rafforzare la visibilità delle tecnologie italiane e il ruolo di Acimga.

Intergraf apre le candidature per lo Young Talent Award 2026

Intergraf annuncia l’apertura ufficiale delle candidature per lo Intergraf Young Talent Award 2026, l’iniziativa europea dedicata a studenti, apprendisti e giovani professionisti del settore grafico che vogliono contribuire attivamente al futuro della stampa.

Il premio, rivolto a giovani fino ai 25 anni provenienti dai Paesi membri di Intergraf, offre l’opportunità di confrontarsi con i leader dell’industria grafica europea e di competere per un premio di 3.000 euro, oltre a una significativa visibilità a livello europeo.

Il tema 2026: la stampa in un futuro iper-personalizzato

L’edizione 2026 si concentra su una sfida centrale per il settore:
“What opportunities do you see for print in a hyper-personalised future?”

In un contesto in cui la comunicazione è sempre più personalizzata, automatizzata e guidata dai dati, la stampa è chiamata a evolversi per rispondere a nuove aspettative in termini di rilevanza, esperienza e responsabilità. I candidati sono invitati a riflettere sulle opportunità future del print e sulle scelte strategiche necessarie per coglierle, considerando aspetti come:

  • innovazione,

  • soluzioni di stampa basate sui dati,

  • integrazione cross-media,

  • customer experience,

  • implicazioni legate a privacy ed etica.

Dal 2017, Intergraf offre ai giovani talenti del settore grafico una piattaforma per presentare la propria visione, ottenere visibilità a livello nazionale ed europeo e contribuire a rendere l’industria della stampa più attrattiva per le nuove generazioni.

I tre migliori elaborati saranno valorizzati presso il settore grafico pan-europeo e presso stakeholder chiave, mentre il primo classificato sarà invitato a presentare il proprio lavoro alla conferenza Print Matters, in programma a Budapest il 5 giugno 2026.

Le candidature devono essere inviate entro l’8 marzo 2026.

Packaging Première presenta l’edizione 2026, tra innovazione, lusso e arte della carta

Packaging Première annuncia le date della sua edizione 2026, in programma dal 19 al 21 maggio, confermando la vocazione della manifestazione come piattaforma di innovazione per il packaging deluxe nei settori beauty, fashion, jewelry, wine & spirits e fine food.

Protagonista dell’anno sarà Elisabetta Bonuccelli, fondatrice di Unokostudio, con il progetto Paper Tracks, un percorso artistico che celebra la lentezza, la cura e la progettualità, valorizzando l’incontro tra artigianato e industria. Attraverso pieghe, grammature e cromie della carta, Paper Tracks racconta un dialogo creativo tra competenze diverse e genera soluzioni innovative nel campo del packaging.

“Quest’anno Packaging Première ha scelto di celebrare la lentezza necessaria alla progettazione e alla sperimentazione, trasformando le pieghe della carta in metafora di un viaggio condiviso”, ha dichiarato Lara Castagna, Head of Event di Packaging Première Milan.

L’esperienza artistica di Bonuccelli, nata dal design industriale e approfondita attraverso l’origami contemporaneo, trae ispirazione dal Giappone e dall’astrazione geometrica di Josef Albers. Questi riferimenti confluiscono in Paper Tracks – The Gift, un oggetto d’autore prodotto da Europress Vinyl in collaborazione con Eurographic, Fedrigoni, Furlanis e Luxoro. L’oggetto unisce vinile e origami ispirato all’obi giapponese, con due brani musicali firmati da Ocrasunset, concepiti come estensione sonora del concept visivo.

In parallelo, Packaging Première lancia l’Advisory Board, una community di professionisti dedicata allo scambio di idee, alla condivisione di competenze e alla progettualità collettiva. Tra i membri figurano rappresentanti di brand e istituzioni del settore, tra cui KIKO Milano, L’Oreal, L’Erbolario, Bally e Fedrigoni, oltre a designer e consulenti di packaging.

Canon Power To Move Tour 2025: innovazione e sostenibilità negli ambienti di lavoro

Si è concluso il Canon Power To Move – Inspiration Tour 2025, l’evento itinerante che ha attraversato Milano, Padova, Roma, Bari e Palermo, coinvolgendo oltre 350 partecipanti tra rivenditori e distributori nazionali. L’iniziativa ha confermato il ruolo strategico di Canon Italia nella digitalizzazione e nella trasformazione degli ambienti di lavoro.

Presentazione delle novità tecnologiche Canon

Durante le cinque tappe, Canon ha presentato le ultime soluzioni Office e stampa professionale, tra cui:

  • imageFORCE, la nuova gamma di stampanti multifunzione progettata per garantire sicurezza, produttività e sostenibilità, con integrazione di funzionalità avanzate e intelligenza artificiale;

  • imagePROGRAF, la linea di stampanti per il grande formato, ideale per professionisti nei settori CAD, grafico e fotografico.

Canon Partner Programme: formazione e collaborazione strategica

Il tour ha offerto aggiornamenti sul Canon Partner Programme, dedicato ai partner First Tier (Canon Business Center e partner Platinum e Gold), introducendo:

  • livelli di partnership differenziati;

  • strumenti di marketing dedicati;

  • formazione e supporto tecnico personalizzato.

L’obiettivo è rafforzare la collaborazione con i partner e creare valore all’interno dell’intero ecosistema Canon.

Workshop e servizi dedicati

Le tappe del tour hanno incluso workshop tematici e sessioni di approfondimento sulle tecnologie più recenti, con focus su:

  • innovazione digitale negli ambienti di lavoro;

  • sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale;

  • continuità operativa e supporto proattivo grazie al Service Canon.

Davide Balladore, Direttore Marketing & Innovation DP&S di Canon Italia, ha dichiarato: “Il Power To Move Tour è stato un percorso di condivisione e crescita con i nostri partner. Il dialogo e la collaborazione costruiti saranno la base per continuare a innovare insieme nel 2026, con un’offerta integrata di hardware, software e servizi.”

Rotoprint brevetta la stampa Braille su packaging flessibile: innovazione italiana premiata in Europa

Un’innovazione tecnologica tutta italiana promette di cambiare il volto del packaging flessibile, coniugando inclusione, design e sostenibilità. Rotoprint Sovrastampa, azienda di Lainate (MI) attiva da quasi cinquant’anni nel settore della sovrastampa, ha sviluppato e brevettato una tecnologia unica al mondo che consente di realizzare Braille, loghi e scritte in rilievo a registro su materiali flessibili, direttamente integrati nel flusso produttivo.

La nuova soluzione di embossing, ideata nel 2025 dal fondatore Gian Carlo Arici insieme al figlio Giovanni Luca Arici, CEO dell’azienda, ha già ottenuto il brevetto negli Stati Uniti (con richiesta internazionale in corso) e ha raccolto importanti riconoscimenti a livello europeo: il Prestige Award 2025 e l’European Excellence Award (EEA) 2025nella categoria “Innovazione dell’anno”.

Un passo avanti per l’accessibilità

Il valore della tecnologia Rotoprint è soprattutto sociale. Fino a oggi il Braille era applicabile quasi esclusivamente su imballaggi rigidi in cartone, come quelli farmaceutici, dove è obbligatorio per legge. La nuova soluzione supera un limite tecnico storico, rendendo possibile la stampa a rilievo anche su packaging flessibile, largamente utilizzato nei settori alimentare e consumer.

«Nessun altro è oggi in grado di realizzare l’embossing a registro su materiali flessibili in modo industriale e integrato», spiega Giovanni Luca Arici. «Con il nostro procedimento ogni confezione può diventare premium e accessibile alle persone non vedenti». Un’innovazione che potrebbe avere sviluppi rilevanti anche a livello normativo: in Paesi come la Cina si sta valutando l’introduzione dell’obbligo del Braille sulle confezioni alimentari, aprendo scenari di mercato di ampia portata.

Design e valore del brand

Oltre all’accessibilità, la tecnologia brevettata apre nuove prospettive anche per il design del packaging. Loghi e testi in rilievo consentono di valorizzare il brand e differenziare il prodotto sugli scaffali, trasformando l’imballaggio in un’esperienza non solo visiva ma anche tattile. «Un packaging non solo da vedere, ma da sentire», sintetizza Arici.

Interesse internazionale e sostenibilità

L’innovazione ha già attirato l’attenzione di converter e operatori internazionali durante le principali fiere di settore, tra cui la Pack Expo di Las Vegas, con contatti provenienti da Stati Uniti, Cina, India, Messico, Canada, Corea e Turchia.

Il nuovo brevetto si inserisce coerentemente nella filosofia di Rotoprint, definita nel settore “il pronto soccorso del packaging”. L’azienda è infatti specializzata nella sovrastampa di imballaggi già stampati ma non utilizzabili, contribuendo in modo concreto alla riduzione degli sprechi e delle emissioni di CO₂. In quasi 50 anni di attività, Rotoprint ha recuperato oltre un milione di chilometri di imballaggi, evitando la produzione di rifiuti e il consumo di nuove risorse.

Fabio Testa, DTD packaging, le imprese che generano futuro

Il lavoro fa crescere tutti 

di Enrico Sbandi

Con le nostre imprese dobbiamo far crescere anche il contesto sociale. A colloquio con Fabio Testa, amministratore unico di DTD packaging, vicepresidente di Unione GCT Milano con delega all’istruzione.

Fabio Testa, 50 anni, fondatore e amministratore unico di DTD packaging vicepresidente Unione GCT Milano con delega per il settore packaging con specifico riferimento all’istruzione e alle relazioni per stabilire convenzioni tra fornitori esterni e l’insieme delle aziende che fanno parte dell’associazione.

«La presidente Lara Botta ci ha scelto proprio per l’ancoraggio ai rispettivi settori di riferimento. Sono al primo incarico con delega specifica, avevo solo una precedente esperienza come consigliere. Ma intendo trasferire in questo compito, la filosofia che porto avanti in azienda: essere efficienti ed empatici con i nostri interlocutori».

La sua DTD Packaging ha un approccio che definirei olistico, mettete assieme i diversi segmenti per dare vita a un prodotto dotato, se si può dire, di una sua personalità, un packaging con l’anima. Esagero?

«Siamo un’azienda piccola, ma con un ciclo produttivo completo: partiamo dalla progettazione, dalla prestampa e dalla grafica, fino ad arrivare alla produzione vera e propria, con volumi che spaziano dal singolo pezzo fino a milioni di unità. La descrizione è perfettamente centrata, e sono lieto che emerga chiaramente l’immagine che ci rappresenta: realizziamo un vero e proprio abito su misura per ogni prodotto e per le esigenze specifiche dei nostri clienti.

Dal punto di vista qualitativo, il nostro impegno è totale: quando produciamo “indossiamo il cappello del cliente”, ci immedesimiamo nelle sue necessità e nei suoi obiettivi. Questo approccio ci ha portato, negli ultimi anni, a un tasso di contestazioni pari allo 0,03% sulla produzione annuale. Al tempo stesso ci confrontiamo con clienti che operano in un mercato sempre più frenetico, che richiede risposte immediate e la capacità di differenziare e personalizzare ogni singolo lavoro. È proprio per questo che continuiamo a “vestirci” sul cliente, adattando processi e soluzioni in modo da offrirgli esattamente ciò di cui ha bisogno, con la massima rapidità, qualità e attenzione».

Una scelta fatta dall’inizio o maturata lungo il percorso?

«È il modo di operare con cui ho dato vita all’azienda. Provenivo da un’esperienza commerciale e ho trasmesso fin da subito questa mentalità ai miei collaboratori: l’attenzione — quasi un’ossessione positiva — per il cliente è la condizione fondamentale perché il lavoro possa funzionare davvero. Sin dall’inizio abbiamo costruito la nostra identità su questa linea d’azione, e in modo del tutto naturale siamo arrivati a strutturare un’organizzazione pensata proprio per rispondere a questa visione».

È una filosofia che trova riscontro “soltanto” nella maggiore fidelizzazione del cliente, quindi con una certa tranquillità nella gestione delle commesse, oppure ci sono altre innovazioni che questa filosofia ha consentito di introdurre, sia di processo sia di prodotto?

«Dal punto di vista del processo, in realtà, non ci sono grandi differenze: la cartotecnica, se vogliamo esagerare, è cambiata poco dai tempi di Gutenberg — ed è chiaro che si tratta di un paradosso. Quello che fa davvero la differenza è il nostro orientamento tecnologico, basato su un’innovazione continua e su un parco macchine capace di garantire maggiore velocità, rapidità di risposta e controlli qualità sempre più accurati.

Inoltre, così come ci “vestiamo” sulle esigenze del cliente, abbiamo fatto lo stesso con le nostre macchine, selezionando fornitori e soluzioni che potessero agevolare questo tipo di reattività. Questo ci ha permesso di distinguerci dai competitor.

La nostra azienda si fonda sull’idea di pensarsi come una macroimpresa, pur mantenendo l’artigianalità di una microimpresa: da un lato la cura del prodotto, dall’altro un potenziale tecnologico in grado di generare numeri realmente importanti».

È strategicamente più utile e importante — sempre nel rispetto di standard elevati — essere in grado di fornire grandi numeri o grande versatilità?

«La versatilità è fondamentale. I grandi numeri arrivano naturalmente se si è davvero versatili, se si riesce a fare poco molto bene. È un po’ come nel tai-chi: se padroneggi i movimenti lenti, allora puoi eseguirli anche velocemente e con grande efficacia.

Noi siamo in grado di realizzare piccole e micro tirature in modo rapido ed estremamente preciso; questo ci “allena” anche alla produzione su larga scala, permettendoci di mantenere lo stesso livello di qualità e accuratezza. Alla fine parliamo sempre di carto-tecnica: e per noi quel suffisso “tecnica” ha un valore davvero centrale».

C’è una qualche innovazione di cui vi sentite particolarmente orgogliosi?

«Il valore che offriamo ai nostri clienti va ben oltre la semplice fornitura di un ‘pezzo di cartone’. Il nostro obiettivo è erogare un servizio completo: dall’ideazione del progetto di un pack per trasportare un oggetto da un punto A a un punto B, al renderlo al tempo stesso funzionale e accattivante. Vogliamo mettere il cliente nelle condizioni di confezionare il prodotto finale nel modo più rapido, efficace e aderente possibile alle sue esigenze».

C’è un turn over dei clienti?

«Sinceramente no, i nostri principali clienti sono rimasti con noi dal primo giorno, ne abbiamo aggiunti nel tempo, perdendone sostanzialmente molto pochi».

Come conta di trasferire questa filosofia e questa esperienza nello svolgimento del suo incarico di vicepresidente?

«Credo che serva innanzitutto entusiasmo: è ciò che permette di coinvolgere le persone, e attraverso di loro le aziende e tutto ciò che le circonda. Non tutto riesce alla perfezione, ma nelle mie esperienze — dentro e fuori la mia azienda — non mi sono mai tirato indietro davanti alle difficoltà, siano esse legate a persone, competitor o situazioni non in linea con il mio modo di pensare.

Quando ritengo che un’idea abbia valore e meriti di essere portata avanti, mi impegno per realizzarla. Allo stesso tempo sono pronto a cambiare direzione se mi accorgo, o mi viene mostrato, che qualcosa non funziona o non è la scelta migliore. L’obiettivo resta sempre quello: lavorare con una logica win-win e orientarsi verso ciò che può davvero generare utilità».

Lei ha età giusta, esperienza robusta e grande entusiasmo. Che target si pone nell’incarico?

«Stiamo cercando di dare all’ambito formativo un’impronta che punti non solo a creare nuovi occupati per le nostre aziende, ma anche a generare valore sociale. L’obiettivo è costruire percorsi che formino diplomati e professionisti utili al nostro settore, integrando allo stesso tempo iniziative mirate all’inserimento degli immigrati, al coinvolgimento dei ragazzi e alla valorizzazione delle fasce meno agiate. Vogliamo portare nelle imprese un patrimonio di know-how e capacità produttive che possa generare benefici concreti sia per le persone sia per le aziende dell’Unione.

Quello che stiamo sviluppando è un progetto “pilota”, che potrebbe estendersi ad Assografici e, in prospettiva, all’intero territorio nazionale. La nostra ambizione è creare personale qualificato che possa intraprendere questo mestiere – un settore che sta vivendo un momento favorevole – offrendo a molti l’opportunità di reintegrarsi o integrarsi pienamente nella società, con un ritorno positivo per tutti.

È fondamentale saper collocare l’azienda all’interno del contesto in cui opera: così come una persona in una famiglia o un dipendente in un’impresa, anche un’azienda in un territorio o un’associazione in una provincia rappresentano ruoli essenziali, che vanno compresi e valorizzati. Vogliamo essere un vero volano sociale, capace di esprimere non solo la nostra funzione produttiva ma anche quella comunitaria. Il contesto deve crescere grazie alla nostra azione, che va oltre il successo individuale della singola azienda: è una responsabilità importante, che vogliamo assumerci pienamente».

Sergio Pedrazzini, Gruppo Editoriale San Paolo: puntare sulla formazione avvicinando le scuole alle aziende

Dalle scuole alla produzione: un ponte da rafforzare

di Enrico Sbandi

Il responsabile HR del del Gruppo Editoriale San Paolo parla della sua delega come vicepresidente dell’Unione GCT Milano e degli scenari che si presentano oggi per le aziende di stampa

Una lunga esperienza nelle risorse umane che porta alla vicepresidenza dellUnione GCT Milano con delega alla formazione, nel senso ampio del termine. Un incarico di sostanza per l’eccellente tradizione e struttura vantata dall’Unione nel campo specifico. «A cui va aggiunto l’egregio funzionamento di Enip-GCT e dei collegamenti con il mondo delle scuole grafiche e degli ITS che ruotano intorno alle professionalità del nostro settore», spiega Sergio Pedrazzini, 59 anni, gli ultimi trenta dei quali spesi, professionalmente parlando, nel settore editoriale.

«Interpreto l’incarico ricevuto dalla presidente Lara Botta non come invito a cambiare, ma a individuare soluzioni ulteriori, implementare ancora meglio tutto quello che l’Unione e i nostri istituti rappresentano. Il fatto che mi occupi da sempre di risorse umane mi permette di dare un contributo maggiormente legato alle specifiche esigenze del mondo del lavoro e della produzione. Operando all’interno delle aziende si ha esperienza di mansioni difficili da inserire in programmi scolastici, ma che nascono “on the job” e possono essere comunque integrate in percorsi formativi, migliorando le opportunità e la rispondenza fra i bisogni delle aziende e il lavoro delle scuole».

Adesso avete fra le mani “Mattia fa le scatole”, è una delle leve che aiutano a fare quello che sta dicendo?

«Il cortometraggio (realizzato da Enip-GCT in collaborazione con Argi, Acimga, Assografici e Assocarta e con il patrocinio della Federazione Carta e Grafica, ndr.) è un tool prezioso, un esempio di ciò che viene già prodotto e fatto, ben riepilogato in un video capace di esercitare impatto anche dal punto di vista della comunicazione e del marketing. È importante che rappresenti non solo quello che si può fare, ma quello che già si fa».

Lei lavora nel Gruppo Editoriale San Paolo, non uno stampatore puro…

«Dal 1991 mi occupo di risorse umane, dal 1996 nel contesto editoriale: Rizzoli RCS, Centauria, oggi Gruppo Editoriale San Paolo, ma nei primi anni, fino al 2003, sono stato all’interno del gruppo Sfera, uno dei primi associati all’Unione (esperienza che mi portò già allora, molto giovane, in consiglio e anche nel consiglio dell’Enip-GCT), perché la nostra società era un gruppo che aveva all’interno sia la parte editoriale, che sviluppava periodici, sia la parte preindustriale, quando esisteva ancora la prestampa, sia un’azienda di stampa. Mi trovavo quindi a gestire il personale sui diversi profili. Poi la prestampa è evoluta, integrandosi di fatto nella lavorazione a valle, grazie alle tecnologie. Il focus dell’Unione comincia dalla parte grafica – con stampa, packaging e attività collegate – ma ha sempre avuto al suo interno il settore degli editori, che è a monte del processo e quindi parte significativa della filiera, Il Gruppo Editoriale San Paolo non è un caso unico fra gli associati. Di fatto le quattro vicepresidenze individuate dalla presidente Botta vanno a rappresentare tutte le aree che confluiscono nell’Unione. Oggi il Gruppo di fatto acquista i servizi di stampa, da associati all’Unione, in passato aveva poli industriali di stampa di grandi dimensioni, sparsi un po’ in tutta Italia, a partire da Alba, in Piemonte, dove l’azienda nasce. Adesso siamo concentrati sull’attività editoriale».

Editoria che non sta benissimo, la verticalità del Gruppo Editoriale San Paolo è un vantaggio?

«Si può dire che soffriamo meno degli altri. L’editoria sta pagando lo scotto del digitale, di fruizione dei contenuti in formati digitali che pure produciamo, ma che sono molto meno efficaci dal punto di vista della remuneratività. Ci occupiamo di editoria su tre livelli: abbiamo un canale televisivo, editiamo libri, distribuiamo e vendiamo anche nei punti della nostra catena, infine abbiamo i periodici. Gli andamenti di tutti e tre i segmenti risentono del momento, il settore dei libri è quello che soffre meno essendo stato toccato solo in maniera parziale dal digitale. Il classico libro di carta continua a fare il suo effetto e nel confronto fra il mercato in generale e quello da noi presidiato posso dire che andiamo mediamente meglio, pur se con le stesse dinamiche. Anche nel mercato del periodico, quello maggiormente colpito dall’avvento di internet e del digitale, si registra calo costante dei lettori, ma comunque anche lì riusciamo a ottenere risultati un po’ superiori alle medie generali. I nostri abbonati hanno una fidelizzazione spinta di carattere ideologico, di pensiero, spirituale, c’è un’affezione tale da permetterci di guadagnare qualche punto percentuale nei cali strutturali di vendita».

Può provare a quantificare?

«In generale, il calo delle vendite di tutti e tre i segmenti (abbonati, edicola e canale specifico del mondo religioso delle parrocchie) è ogni anno nell’ordine dei 7-8 punti percentuali, noi riusciamo a restare mediamente da 1 a 2 punti al di sopra. Chiaramente sta risentendo di più il canale edicola, complicato da un problema di punto vendita, mentre sugli abbonati il calo è compensato da qualche nuova adesione e comunque da un’alta fidelizzazione dei rinnovi. Si può indicare una contrazione del 5 rispetto a una media generale del 7%».

Che approccio avete con il drenaggio dei contenuti da parte delle piattaforme di AI? Come difendete, come create valore attraverso i vostri contenuti che presentano caratteristiche di specificità ed esclusività più marcate rispetto a editori generalisti?

«Il problema è farci riconoscere un’equa remunerazione dalle piattaforme digitali che sfruttano il diritto autorale degli editori. Anche a livello federale e associativo sono in corso iniziative che vanno in direzione dell’applicazione delle leggi già esistenti, che prevedono remunerazione del testo autorale messo in rete. È un negoziato che parte dalla norma scritta, ma che non ha ancora trovato un punto di sintesi nell’applicazione. Non possiamo fermare ciò che il digitale consente, possiamo però normarlo e far riconoscere una giusta remunerazione a chi ci spende dietro del denaro, oltre che la responsabilità».

L’AI certamente drena contenuti. Ma quanto vi agevola dal punto di vista operativo?

«Tutto il mondo della comunicazione digitale in senso lato e da ultima l’AI vanno a incidere su quello che facciamo. Eppure sono convinto che il giornalista professionista non potrà mai essere sostituito, ma sarà sempre più il motore intelligente della strutturazione di un giornale, in senso lato, che sia poi cartaceo, digitale, periodico, di approfondimento o altro, rispetto a fare delle attività più esecutive, materiali. Oggi andiamo a fruire di contenuti superiori di 5-6 e più volte rispetto a quando non c’era il mondo digitale, più informazione si produce di qualità, più ci sarà chi è attratto dal consumarla. C’è ancora uno spazio, in base al quale anziché diffondere cose improvvisate, chi ha i contenuti deve mettere in giro il meglio di cui è capace, sotto tutti i punti di vista, perché il consumo è aumentato, abbiamo il telefonino in mano tutto il giorno, tutto passa da lì. Non dobbiamo vederla in termini negativi, ma in una logica diversa, l’AI deve aiutarci a produrre di più, ma senza sostituire il manico. Oggi è un timore forte, perché chi è tentato di fare senza l’essere umano c’è. Ma alla lunga, e neanche tanto, si realizzerà che l’AI deve essere adoperata per produrre di più e meglio, non per realizzare facendo a meno dell’essere umano».

Il bilancio di Fespa Italia tra conferme e nuovi equilibri

Nicola Posarelli, presidente dell’associazione Fespa Italia

L’appuntamento di fine anno per Fespa Italia è un momento utile per un bilancio dell’attività dell’Associazione, ma anche occasione per proporre interessanti argomenti di discussione, intorno a novità e tendenze in un periodo sempre delicato dal punto di vista dello scenario geopolitico.

Dopo il benvenuto della Segreteria Associativa con Enrico Barboglio, Michela Pìbiri, editor in chief PRINTlovers ha presentato i dati della ricerca 2025 su stampa e retail. Significativi al riguardo, i risultati di uno studio condotto tra gli associati, ma non solo, rivolto al mondo del retail, con diversi punti per nulla scontati.

Il bilancio è positivo per quanto riguarda retail e food, come anche il comparto del design, soprattutto se si guarda all’andamento complessivo. Dove le difficoltà più marcate riguardano uno dei mercati fino a pochi anni fa considerato immune da crisi, la moda prima di tutto, ma anche orologeria e gioielleria in generale. La prima vera flessione da quindici anni a questa parte, collegata a una significativa riduzione degli investimenti. Notizie non esattamente positive anche nell’abbigliamento sportivo, mentre l’elettronica di consumo sembra reggere il passo, senza tuttavia autorizzare a facili entusiasmi.

In sostanza, al momento le condizioni migliori arrivano dalle situazioni dove è richiesta una maggiore rotazione negli allestimenti, con volumi costanti. Tra le tendenze più significative, nel mondo della GDO sono in calo i progetti per corner monomarca dedicati sul punto vendita, anche se per quanto riguarda i volumi resta sempre un riferimento importante per la stampa digitale.

Interessante quanto avviene invece sul fronte dell’esposizione vera e propria. Cresce la domanda di vetrine scenografiche e vetrofanie e si cercano soluzioni dall’alto impatto visivo, a scapito di elementi più strutturali, ma d’altra parte con maggiore rotazione.

Dove produzioni come carta da parati e arredi sembrano aver superato la prima fase di impennata della domanda legata alla novità, per entrare invece in una fase più regolare di interventi sul lungo periodo, cresce quindi la domanda di allestimenti destinati a essere rinnovati più di frequente.

La sostenibilità può attendere

L’aspetto più importante dello studio proposto da Fespa Italia è però un altro. Per gli addetti ai lavori probabilmente non una novità, ma comunque un segnale non del tutto rassicurante. Cala infatti l’attenzione verso le tematiche legate alla sostenibilità. Se nel 2023 era tra le priorità dei clienti, e il mondo della stampa era chiamato ad adeguarsi, ora si guarda di più ad altri aspetti.

La ragione è abbastanza prevedibile, e riguarda i costi. Di fronte a preventivi ancora più elevati rispetto alle soluzioni tradizionali, la scelta preferisce il risparmio rispetto alla sensibilità ambientale. D’altra parte, emerge anche come aumentino i clienti che una volta sposata la sostenibilità, la diano per scontata. Una sorta di polarizzazione del mercato, sicuramente non facile da affrontare.

In particolare, in due anni è cresciuto del 30% il numero di clienti per nulla disposti a spendere di più. Aspetto ancora più sorprendente, la forbice si è allargata, passando dal 21,5% fino al 25%, con punte anche del 50%.

Tra le possibili cause, viene indicato anche il potenziale apporto di cambi drastici di strategie a livello governativo sul fronte ambientale, in parte in Italia, ma soprattutto a livello internazionale, gli USA su tutti. Con un altro aspetto conseguente, i fornitori non disposti a offrire servizi di raccolta e smaltimento sono saliti dal 62% al 75%.

Per quanto possa apparire delicata, la situazione lascia però spazio a diversi sbocchi interessanti. La ricerca della stampa dal maggiore impatto visivo, offre ulteriori spazi alla personalizzazione. Alla quale contribuisce anche tutta la parte di finishing. Dalle classiche fasi di cordonatura e rilegatura, alle più ricercate verniciatura e foiling. Sempre alla ricerca di quell’Effetto Wow sempre attuale nella comunicazione visiva.

Infine, per il settore della comunicazione visiva, c’è un ultimo aspetto importante da tenere in considerazione, l’integrazione con il digital signage. Superati i timori di un effetto sostituzione, per chi è preparato si presentano opportunità legate alla capacità di integrare grafiche e interventi di decorazione con i display. Un settore dove serve anche una capacità di progettazione coordinata o in collaborazione con la parte dei contenuti digitali.

Carlo Giovanardi, amministratore di Giovanardi, ha poi parlato di politiche aziendali di sostenibilità e circolarità dei materiali, con grande attenzione al fine vita. Ha portato come esempio il progetto creato per l’Ospedale Niguarda in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: l’azienda ha contribuito alla riqualificazione della facciata con oltre 21.000 mq di tessuto stampato digitalmente con tecnologia fotocatalitica Giopuretex, che purifica l’aria e abbatte gli inquinanti atmosferici.

Nicola Posarelli, presidente dell’Associazione, e Valentina Carnevali, segreteria Fespa Italia, hanno infine riassunto le attività associative del 2025 e presentato una panoramica delle attività previste per il 2026.