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Packaging ecommerce: per il 67% dei consumatori influenza il riacquisto, secondo il report Mondi 2026

From AI-driven shopping to real-world delivery: Mondi research shows packaging drives customer loyalty in a digital world (Photo: Mondi, PR368)

Il nuovo report Mondi evidenzia come sostenibilità, protezione del prodotto e packaging ottimizzato siano fattori decisivi per la customer experience nell’ecommerce.

Il packaging continua a giocare un ruolo centrale nell’esperienza d’acquisto online, anche in un contesto sempre più guidato dall’intelligenza artificiale. È quanto emerge dall’eCommerce trend report 2026 pubblicato da Mondi, gruppo internazionale specializzato in packaging e carta sostenibili.

La ricerca, basata su un sondaggio online che ha coinvolto 6.000 consumatori tra Europa e Türkiye, analizza l’evoluzione delle aspettative verso il packaging eCommerce, mettendo in evidenza il legame tra esperienza fisica, sostenibilità e fidelizzazione del cliente.

AI e shopping online: cresce il ruolo del packaging nell’esperienza cliente

Secondo il report, il 60% dei consumatori utilizza strumenti di AI durante il processo di acquisto online e oltre la metà si dichiara disponibile a lasciare che l’intelligenza artificiale prenda decisioni d’acquisto al posto loro. Nonostante questo cambiamento digitale, il packaging resta un elemento decisivo nella percezione del brand e nella customer satisfaction.

Il 67% degli intervistati afferma infatti che il packaging influenza la scelta di acquistare nuovamente da un retailer online. Inoltre, due consumatori su tre ritengono che l’esperienza di unboxing abbia un impatto diretto sulla qualità percepita del servizio.

Protezione del prodotto e sostenibilità restano priorità assolute

Tra le aspettative principali nei confronti del packaging eCommerce, la protezione del prodotto si conferma il requisito più importante: il 98% dei consumatori la considera una priorità. Parallelamente, l’86% si aspetta packaging sostenibile.

Il report evidenzia anche quanto sia importante il corretto dimensionamento degli imballaggi. Il 72% degli intervistati dichiara infatti che eviterebbe di acquistare nuovamente da aziende che utilizzano packaging eccessivamente grandi rispetto al contenuto.

Packaging sostenibile: i consumatori riconoscono gli sforzi dei brand

La ricerca mostra come i consumatori percepiscano sempre più gli interventi legati alla sostenibilità nel packaging eCommerce. Tra gli aspetti più notati emergono:

  • packaging ottimizzato e delle giuste dimensioni (41%)
  • maggiore utilizzo di materiali riciclati (39%)
  • riduzione complessiva degli imballaggi (37%)

Secondo Mondi, retailer e brand hanno l’opportunità di rafforzare ulteriormente la fiducia dei consumatori attraverso soluzioni di packaging più intuitive, sostenibili e basate sui dati.

Mondi: “Packaging strategico per customer experience e sostenibilità”

“L’AI sta trasformando radicalmente il modo in cui i consumatori scoprono e acquistano prodotti, ma l’esperienza fisica continua a contare quanto prima”, afferma Armand Schoonbrood, COO Mondi Group ecommerce.

“La nostra ricerca dimostra che il packaging nell’ecommerce è un driver strategico dell’esperienza cliente, dell’efficienza operativa e della sostenibilità. I retailer che sapranno allineare questi elementi saranno nella posizione migliore per avere successo in un ambiente ecommerce sempre più complesso.”

Anche Ian Jindal, Chief Editor e Co-Founder di RetailX, sottolinea come il ruolo del packaging si sia ulteriormente rafforzato rispetto agli anni precedenti, indicando un cambiamento strutturale nelle aspettative dei consumatori verso l’ecommerce.

Sappi e UPM firmano accordo per una joint venture nella carta grafica

Sappi Limited e UPM-Kymmene Corporation hanno annunciato la firma di accordi vincolanti per la creazione di una joint venture indipendente e non quotata, partecipata al 50% da entrambe le società, nel settore della carta grafica.

L’operazione prevede l’integrazione del business European Graphic Paper di Sappi con il business Communication Papers di UPM in Europa, Regno Unito e Stati Uniti.

Sappi conferirà alla nuova società gli impianti di Gratkorn in Austria, Ehingen in Germania, Maastricht nei Paesi Bassi e Kirkniemi in Finlandia.

UPM porterà invece gli asset del business Communication Papers situati negli stabilimenti di Augsburg, Schongau e Nordland linee 1 e 4 in Germania, Rauma inclusa UPM RaumaCell, Kymi – esclusa la cartiera di cellulosa – e Jämsänkoski linea 6 in Finlandia, oltre agli impianti Caledonian nel Regno Unito e Blandin negli Stati Uniti.

La transazione resta soggetta al soddisfacimento di diverse condizioni regolatorie e all’approvazione degli azionisti. Le parti prevedono le decisioni definitive entro la fine del 2026. La Joint Venture diventerebbe operativa al closing dell’operazione.

Steve Binnie, CEO di Sappi Limited, ha commentato: “Sappi è entusiasta del potenziale che questa joint venture, se approvata, potrà offrire. Stavamo cercando una soluzione per garantire un futuro redditizio e sostenibile a lungo termine per il nostro business europeo. Questa partnership innovativa con UPM creerà un’azienda focalizzata, unendo i migliori asset e le migliori persone per costruire un futuro solido, in grado di assicurare un supporto continuo ai nostri clienti e di proteggere la base manifatturiera europea.”

Fespa 2026, Durst Group protagonista di innovazione e visione

Si chiude con grande soddisfazione la presenza di Durst Group a Fespa 2026. L’edizione di quest’anno ha registrato una partecipazione internazionale particolarmente ampia, accompagnata da un forte interesse verso le innovazioni tecnologiche presentate dall’azienda. Positivo anche il feedback raccolto dagli italiani, riflesso di un mercato che ha mostrato attenzione e dinamismo, come evidenziato da Alberto Bassanello, Managing Director di Durst Italia. «Siamo particolarmente soddisfatti per la quantità e la qualità di clienti italiani che hanno visitato il nostro stand. Le numerose novità presentate a Barcellona hanno riconfermato Durst come punto di riferimento del settore in termini di innovazione, integrazione dei processi e visione industriale».

Tra le soluzioni che hanno suscitato maggiore interesse, Bassanello sottolinea il successo del sistema dedicato alla sublimazione e al soft signage. «P5 500 TEX iSUB si è confermata tecnologia di riferimento per il mondo della sublimazione, sia in termini di qualità che di sostenibilità», spiega. «In fiera, inoltre, è stata presentata insieme al nuovo sistema di taglio industriale Hasler da 5 metri, che completa il workflow ottimizzando tempistiche, precisione e continuità produttiva. Una soluzione pensata non soltanto per la sublimazione, ma più in generale per tutto il mondo della stampa di grande formato in bobina».

Grande attenzione anche per la nuova P5 350 CORE, la soluzione che Durst ha progettato come punto di accesso all’ecosistema P5. «P5 350 CORE è stata indubbiamente tra le novità più attenzionate», prosegue Bassanello. «Pur essendo progettata come soluzione ideale per entrare nell’ecosistema Durst, è una piattaforma estremamente competitiva, con caratteristiche molto evolute come i 10 canali configurabili dal cliente, un sistema di aspirazione ancora più potente e lampade LED che consentono applicazioni con liquid lamination ad alta velocità. In particolare, i visitatori di Fespa hanno apprezzato il nuovo design e l’ottimizzazione dell’operatività». La macchina raggiunge una produttività fino a 170 m²/ora per stampe di qualità e velocità ancora superiori nella lavorazione di materiali meno delicati, confermando la strategia Durst orientata a combinare prestazioni industriali, flessibilità e continuità evolutiva della piattaforma.

Tra gli highlight di Fespa 2026 anche Kyveris Sandbox, la nuova piattaforma software sviluppata da Durst per mostrare concretamente le potenzialità dell’automazione avanzata e dell’intelligenza artificiale applicate alla produzione. In un’area dedicata dello stand Durst, i visitatori hanno potuto assistere a simulazioni realistiche dei vantaggi di Kyveris Sandbox in termini di automatizzazione dei processi, continuità produttiva ed efficientamento dei flussi di lavoro che consentono al cliente di utilizzare la tecnologia 24/7, senza dover potenziare l’organico e ottimizzando i costi complessivi. «Abbiamo voluto trasformare la nostra visione in qualcosa di concreto e comprensibile», afferma Bassanello. «Oggi si parla molto di automazione e intelligenza artificiale, ma mostrare realmente come questi strumenti possano aiutare i clienti a ottimizzare il flusso di lavoro, utilizzare le tecnologie in modo continuativo e migliorare l’efficienza produttiva senza aumentare i costi del personale è un’altra cosa. Kyveris va proprio in questa direzione: governare non soltanto la stampante, ma l’intero processo produttivo».

Progetto Integra, al via la terza edizione dedicata alla formazione e all’inserimento lavorativo

È ripartito il 4 maggio il progetto “Integra”, giunto alla sua terza edizione dopo i positivi riscontri ottenuti nelle precedenti iniziative. Il percorso si concluderà il 23 giugno 2026 e conferma l’impegno nella formazione professionale e nell’inserimento lavorativo di giovani immigrati interessati a costruire un futuro nei settori della stampa, della legatoria e della cartotecnica.

Promosso dall’Unione in collaborazione con Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi/Formaper, Istituto Pavoniano Artigianelli, Àncora, Comitato ENIP-GCT Milano, oltre a quattro enti del terzo settore – Progetto Arca, Soleterre, Farsi Prossimo e AVSI – e con il supporto dello sportello amministrativo ANOLF, il progetto propone un modello che unisce inclusione sociale, formazione qualificata e risposta concreta alle esigenze produttive delle imprese.

Il corso prevede un totale di 112 ore di formazione e prepara operatori specializzati nei comparti stampa, legatoria e cartotecnica. Il programma include inoltre la formazione obbligatoria per lavoratori a rischio alto e il conseguimento del patentino per la conduzione del muletto.

A conclusione del percorso formativo è previsto un momento di incontro tra aziende e partecipanti, con l’obiettivo di favorire opportunità di inserimento lavorativo attraverso colloqui individuali.

L’evento finale si terrà:

Martedì 23 giugno 2026
dalle ore 15.00
presso l’Auditorium dell’Istituto Pavoniano Artigianelli
Via Benigno Crespi 30, Milano.

Durante l’incontro, le aziende potranno conoscere direttamente i partecipanti e valutare eventuali opportunità di collaborazione professionale.

Giflex: Rossini succede a Palaveri

Neni Rossini è la nuova presidente di Giflex per il triennio 2026-2029. Già vicepresidente dell’associazione e presidente di Sit Group, guiderà il comparto del packaging flessibile nel segno della continuità.

L’elezione è avvenuta nella mattinata di martedì 26 maggio 2026, durante la Assemblea privata del gruppo che ha preceduto il Congresso “Flessibile, un packaging essenziale” in programma a Roma il 26 e 27 maggio.

Già presidente di Sit Group Rossini porta con sé l’esperienza maturata all’interno di un gruppo familiare attivo nel settore dell’imballaggio flessibile per alimenti dal 1967.

Nel corso di oltre vent’anni di carriera, ha ricoperto diversi ruoli manageriali in azienda, affiancando all’attività imprenditoriale anche l’impegno associativo.

Nel 2010 è entrata nel Comitato Esecutivo di Giflex, per poi essere eletta vicepresidente nel 2020.

Nel tempo ha guidato anche il Comitato Sostenibilità e coordinato il Comitato Comunicazione.

Una presidenza nel segno della continuità

«Accolgo questo incarico con grande onore e senso di responsabilità. È per me motivo di orgoglio poter rappresentare un’industria dinamica, competente e capace di affrontare con serietà e visione le trasformazioni, anche profonde, che il nostro settore sta vivendo» ha dichiarato Rossini.

La neopresidente ha sottolineato anche l’autorevolezza e il valore di Giflex, costruiti grazie alle competenze delle aziende che rappresenta e al lavoro svolto negli anni.

Il nuovo mandato si apre nel segno della continuità con la presidenza di Alberto Palaveri.

Tra le priorità resteranno le sfide che il comparto sta affrontando, insieme al rafforzamento della rappresentanza dell’associazione.

Rossini porterà avanti gli obiettivi industriali e ambientali definiti dal settore, consolidando il ruolo di Giflex nel dialogo con le istituzioni e gli stakeholder, altro importante cardine dell’associazione.

Il ringraziamento ad Alberto Palaveri

La nuova presidente ha rivolto un ringraziamento ad Alberto Palaveri per il lavoro svolto nei sei anni di mandato.

«A lui va il mio ringraziamento per l’impegno costante, la visione e la capacità di accompagnare l’Associazione attraverso sfide rilevanti, rafforzandone il ruolo, la credibilità e la capacità di rappresentare con efficacia le istanze del comparto, in Italia e a livello internazionale» ha dichiarato Rossini.

«Da qui parto per continuare il confronto con le evoluzioni in corso, potendo contare su un’associazione forte e coesa, capace di coniugare autorevolezza tecnica e incidenza nel dibattito politico sulla sostenibilità, valori e identità dell’imballaggio flessibile».

Neni Rossini guiderà Giflex per il triennio 2026-2029.

«Accolgo questo incarico con grande onore e senso di responsabilità» Neni Rossini, neoeletta presidente di Giflex.

Kyocera Document Solutions a Fespa 2026: sostenibilità e innovazione nella stampa tessile

Kyocera Document Solutions ha partecipato con successo a Fespa Global Print Expo 2026, presentando due tecnologie di punta nei segmenti della stampa di produzione e del tessile.

Alla Fira Barcelona Gran Via, l’azienda ha accolto i visitatori per quattro giorni di dimostrazioni da remoto, incontri con esperti e approfondimenti tecnici.

Aziende europee e internazionali hanno visitato lo spazio espositivo, richiamate dalla solida reputazione del brand, da sempre sinonimo di affidabilità nel campo delle teste di stampa. L’interesse del pubblico è stato supportato da feedback positivi, in particolare durante la visione dei campioni di stampa. Lo stand ha attratto realtà attive nella stampa su poliestere interessate a espandersi verso i tessuti naturali, professionisti alla ricerca di macchine per cicli di produzione corti dotate di pretrattamento integrato, e aziende specializzate in applicazioni particolari.

Durante la fiera sono state organizzate anche sessioni dimostrative in collegamento live con il Forearth Experience Studio di Milano. Questo centro, punto di riferimento per l’intera regione europea, offre un ambiente immersivo dove professionisti della moda, produttori tessili e designer possono valutare in prima persona come la tecnologia di stampa water-free Kyocera stia rivoluzionando la produzione tessile.

Il sistema Forearth è la stampante tessile digitale sostenibile basata sul concetto “Triple FREE” (Water Free, Creative Free e Location Free). La macchina stampa su cotone, seta, poliestere, nylon e tessuti misti utilizzando l’inchiostro a pigmenti proprietario Picfy, certificato ECO PASSPORT per la sicurezza ambientale. Non richiedendo impianti di pre o post-trattamento, il sistema può essere installato ovunque, anche al di fuori delle tradizionali infrastrutture di tintura, e supporta fino a otto colori su una larghezza massima di 1.800 mm. Sotto il profilo della sostenibilità, l’impatto è straordinario: mentre la tintura tradizionale richiede fino a 153 litri di acqua per chilo di tessuto, Forearth riduce drasticamente il consumo a soli 0,02 litri, grazie a un processo di stampa e asciugatura in due sole fasi e a un sistema di pulizia del nastro a circuito chiuso.

La soluzione FOREARTH si affianca a TASKalfa Pro 15000c, il sistema a getto d’inchiostro a foglio singolo che combina l’alta qualità della stampa con la robustezza necessaria a garantire la continuità dei cicli produttivi. Raggiungendo una velocità massima di 146 pagine al minuto e un volume di lavoro mensile di un milione di pagine, il sistema sfrutta le celebri teste di stampa Kyocera, progettate per assicurare la massima stabilità dell’immagine a fronte di una manutenzione minima. Inoltre, grazie all’innovativo sistema di essiccazione che adotta parti ceramiche, i consumi energetici risultano significativamente inferiori.

Giflex: il Congresso di primavera 2026

Il Congresso di primavera di Giflex – 26 e 27 maggio 2026 – è dedicato al tema “Flessibile, un packaging essenziale”. Al centro dell’evento il ruolo strategico del packaging flessibile tra comunicazione, sostenibilità, innovazione e nuove normative europee. L’edizione segna anche il passaggio di consegne alla guida dell’associazione con la conclusione del mandato del presidente Alberto Palaveri.

Una consuetudine che va ben oltre l’abitudine. È il Congresso di primavera di Giflex26 e 27 maggio 2026– in questa edizione dedicato a “Flessibile, un packaging essenziale”.

Un appuntamento che riunisce aziende, istituzioni, esperti, designer e stakeholder della filiera per approfondire il ruolo del packaging flessibile divenuto ormai strategico.

La location è quella di sempre, l’Hotel Villa Pamphili di Roma, ma l’occasione è speciale. Perché quest’anno il Congresso di primavera di Giflex segna un passaggio di consegne importante.

Giunto alla conclusione del mandato, Alberto Palaveri lascia la presidenza del gruppo.

La comunicazione del flessibile

Che il packaging sia un riconosciuto mezzo di comunicazione è risaputo e le aziende sono consapevoli della capacità e del potenziale di parlare al mercato che l’imballaggio flessibile possiede.

Il congresso è quindi l’occasione per esplorare la comunicazione con un metro del tutto nuovo. L’apertura dell’evento è affidata quindi a un format originale che intreccia linguaggio teatrale, cultura e visione industriale. Sul palco, insieme agli attori Corrado D’Elia, Chiara Salvucci e Flavio Innocenti, ai designer Roger Botti (Robilant) e Valerio Cometti (V12 Design), e alla sinologa Giada Messetti, va in scena uno spettacolo-confronto dedicato proprio ai temi della comunicazione e dell’evoluzione del packaging.

Il bilancio di fine mandato

Ma il congresso è anche tempo di bilanci. E chi meglio del presidente uscente può ripercorrere la strada sinora compiuta da Giflex?

Alberto Palaveri ricorda i principali obiettivi raggiunti e le sfide affrontate dall’associazione negli ultimi sei anni. Un periodo caratterizzato da scenari economici e industriali complessi, durante il quale il settore ha dovuto garantire continuità produttiva, innovazione e supporto alle filiere industriali e alimentari del Paese.

Nel corso della sua presidenza, Giflex ha consolidato la propria attività di rappresentanza istituzionale a livello nazionale ed europeo, rafforzando la presenza nei tavoli strategici del comparto e il presidio a Bruxelles sui principali dossier normativi.

Tra i risultati principali del suo duplice mandato – iniziato nel 2020 – c’è anche il lavoro tuttora in corso sul fronte della sostenibilità. L’obiettivo è promuovere una visione capace di coniugare tutela ambientale e sostenibilità industriale, attraverso soluzioni realistiche, tecnologicamente praticabili e compatibili con la competitività delle imprese.

«Lascio la guida con la consapevolezza che il nostro settore abbia davanti sfide decisive, ma anche straordinarie opportunità» dichiara Palaveri.

«I risultati che abbiamo raggiunto sono la testimonianza di un impegno condiviso, di un “NOI” autentico che, anche nei momenti più difficili, ha saputo restare unito e trasformare le difficoltà in opportunità con competenza, passione, responsabilità e spirito di squadra».

Il flessibile tra attualità e trend

Sul fronte dell’attualità e delle sfide con cui il comparto è chiamato a confrontarsi si tracciano poi le future linee guida dell’associazione. Di scenari geopolitici e trend settoriali parla la seconda sessione del congresso, con un’analisi da parte di Brunello Rosa (Rosa & Roubini Associates), delle dinamiche globali, dei mercati energetici e delle ricadute che tali dinamiche hanno sul sistema industriale.

Ma anche dei temi che segneranno l’evoluzione del packaging flessibile dei prossimi anni. Dalla sostenibilità all’innovazione tecnologica, con il contributo di Anna Marigo (Sapio) focalizzato sulle tecnologie per il contenimento e l’abbattimento delle emissioni nei processi produttivi. E ancora gli approfondimenti dedicati all’approccio dei brand verso la sostenibilità e al ruolo delle principali manifestazioni fieristiche del settore – tra queste Print4All – con l’intervento di Paola Sarco (Fiera Milano).

Le evoluzioni normative e industriali

In uno scenario industriale complesso, l’evoluzione è una costante con cui le aziende devono imparare a confrontarsi. Un tema che mostra sempre il proprio peso, sia quando incide sulle dinamiche di settore sia quando riguarda norme e leggi.

Del primo aspetto tratta Annarita Rondelli (Ipack Ima) con un focus sul valore delle connessioni e dell’ecosistema fieristico del processing e packaging in vista di Ipack-Ima 2028.

Mentre sui temi legislativi, in particolare quelli legati ai Moca (materiali e oggetti a contatto con alimenti) e al regolamento europeo PPWR, fanno il punto Andrea Cassinari (Comitati Scientifici Giflex) e Rosi Barrale (Comitato Tecnico Giflex) illustrando le novità che interessano il settore nel 2026 in tema di norme, scienza e circolarità; e Roberta Colotta (FPE) per gli ultimi aggiornamenti sul regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio.

Un tema, questo del Regolamento UE 2025/40 (PPWR), che deve essere affrontato in maniera coesa da tutti i soggetti interessati: industria, istituzioni e mondo accademico. Questa comunione d’intenti è riproposta nella tavola rotonda che chiude i lavori congressuali, moderata dal segretario generale di Giflex, Italo Vailati, e alla quale partecipano Roberta Colotta (FPE), Marco Taisch (Politecnico di Milano), Michele Guala (FPE e Giflex) e Pietro Cucumile (MASE).

Le tappe dell’evento

 Congresso Giflex “Flessibile, un packaging essenziale” (26 e 27 maggio 2026):

I sessione “Packaging is Theatre”

II sessione “Scenari geopolitici e trend settoriali”

III sessione “Packaging flessibile: il settore, gli eventi, la legislazione”

Il saluto del presidente

Sei anni alla guida di Giflex – dal 2020 al 2026 – segnati da pandemia, tensioni geopolitiche, rincari energetici e sfide normative europee. Nel tracciare il bilancio del proprio mandato, Alberto Palaveri ha ricordato la complessità del contesto attraversato dal settore del packaging flessibile e il lavoro svolto dall’associazione sul fronte della rappresentanza istituzionale.

«Raccontare il mio mandato è un difficile esercizio di sintesi» ha affermato durante un incontro con la stampa. «In questi anni il nostro settore ha attraversato una fase di straordinaria complessità. Prima la pandemia ha messo alla prova l’intera catena produttiva, poi le tensioni geopolitiche e l’instabilità dei mercati hanno determinato forti pressioni sui costi dell’energia e delle materie prime». Temi – ha sottolineato – che sono ancora oggi di grande attualità.

Al centro della sua presidenza anche la volontà di aprire il comparto al dialogo con l’esterno. «“Fuori dalla bolla” è stato il primo messaggio che ho voluto dare come presidente» ricorda Palaveri. «Ho sempre ritenuto fondamentale evitare il rischio di parlare solo tra di noi, all’interno del nostro settore, senza confrontarci con il mondo esterno».

Nel suo saluto finale, il presidente uscente ha evidenziato le sfide e le prospettive future del comparto. «Il packaging flessibile continuerà a evolversi, innovare e contribuire alla competitività industriale del Paese, a condizione di restare aperto al dialogo, alla scienza e al cambiamento. Fuori dalla bolla, sempre».

In ultimo, il doveroso ringraziamento rivolto al Consiglio direttivo, alle aziende associate e a tutta la struttura Giflex che l’hanno accompagnato in questi sei anni alla guida del gruppo.

Congresso Giflex: “Flessibile, un packaging essenziale”

L’appuntamento del Congresso promosso da Giflex “Flessibile, un packaging essenziale” si conferma come uno dei momenti più rilevanti di confronto per l’intera filiera del packaging flessibile.

Un’occasione unica per analizzare in modo approfondito i principali trend economici del settore, gli scenari geopolitici e le importanti implicazioni del nuovo regolamento europeo PPWR, che sta ridisegnando il futuro del comparto.

Un evento che non è solo aggiornamento, ma vera visione strategica condivisa tra imprese, esperti e istituzioni.

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In questa sezione trovi una selezione di contenuti dedicati al Congresso Giflex 2026, ai suoi protagonisti e ai temi chiave che stanno guidando l’evoluzione del settore:

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Circolarità e innovazione: la sfida del 2035

Sul fronte della sostenibilità, il settore ha dimostrato una notevole capacità di anticipazione.

È Laura Maurizio, coordinatrice del Comitato sostenibilità Giflex, a evidenziare come siano già stati avviati investimenti significativi per riprogettare gli imballaggi in vista degli obiettivi del PPWR.

Le aziende stanno lavorando per ridurre o eliminare sostanze critiche e migliorare la riciclabilità dei prodotti.

«Il sistema dei produttori europei ha già investito oltre un miliardo di euro in ricerca e sviluppo per riprogettare gli imballaggi».

Resta però l’ostacolo della mancanza di chiarimenti riguardo alla legislazione secondaria.

«Il problema non sono gli obiettivi, ma la mancanza di regole tecniche chiare e applicabili».

Molti requisiti chiave dipendono infatti dagli atti delegati e di esecuzione che non sono ancora stati adottati, creando forte incertezza operativa.

«Serve chiarezza legislativa per far sì che le aziende possano continuare a investire».

«L’industria ha urgente bisogno di una legislazione secondaria chiara, tempestiva, praticabile e omogenea» Laura Maurizio, coordinatrice del Comitato sostenibilità.

Circolarità: la sfida del 2035

Guardando al futuro, l’obiettivo della riciclabilità su larga scala di tutti gli imballaggi entro il 2035 rappresenta una delle sfide più complesse.

«È uno snodo decisivo per il successo del PPWR e un passaggio tanto strategico quanto delicato, soprattutto per gli imballaggi flessibili».

Il settore ha già sviluppato soluzioni tecnicamente pronte per il riciclo, investendo nella riprogettazione delle strutture di packaging per migliorarne la riciclabilità, ma la loro applicazione su scala industriale è ancora limitata.

«Per rendere l’obiettivo 2035 attuabile è essenziale anzitutto pragmatismo negli atti delegati».

Secondo Maurizio, occorre riprogettare non solo l’imballaggio, ma anche l’intera realtà industriale del riciclo.

«L’imballaggio deve essere riciclabile, ma ci deve essere una realtà industriale del riciclo che lo sostiene».

Questo richiede investimenti non solo da parte delle aziende, ma dell’intero sistema: raccolta, selezione, riciclo e coordinamento tra tutti gli attori della filiera.

Un modello di collaborazione

Il lavoro dei Comitati scientifici di Giflex dimostra quindi l’importanza della collaborazione anche a livello strategico e competitivo.

La condivisione delle conoscenze, il dialogo con le istituzioni e il coinvolgimento di tutta la filiera rappresentano strumenti efficaci per affrontare le sfide del settore.

Accanto agli aspetti tecnici e normativi emerge infine la dimensione culturale del lavoro dei Comitati: diffusione delle conoscenze, supporto alle PMI e promozione di un dialogo aperto tra imprese, decisore politico e mercato.

Il settore dell’imballaggio flessibile oggi è chiamato a confrontarsi con sfide complesse, ma si dimostra pronto ad affrontarle facendo leva sulle proprie competenze, sulla capacità di fare innovazione e, soprattutto, di fare sistema.

La condivisione delle conoscenze e la costruzione di soluzioni comuni restano dunque le sue migliori armi. E in questo senso, l’esperienza dei Comitati scientifici di Giflex diventa un modello non solo per il settore dell’imballaggio flessibile, ma per l’intera industria.

Norme, PFAS e BPA: la grande transizione del packaging flessibile

Se per le aziende del settore la sicurezza è un requisito non negoziabile, la sostenibilità rappresenta la grande sfida del presente. E i due aspetti non possono essere affrontati separatamente.

Questo approccio implica una progettazione integrata, in cui ogni scelta deve tenere conto contemporaneamente delle prestazioni tecniche e dell’impatto ambientale.

Non si tratta di sostituire un materiale con un altro, ma di ripensare l’intero sistema, prendendo in considerazione anche il concetto di circolarità, di riduzione degli scarti, di gestione ambientale ed economica dell’imballaggio.

Il dialogo tra il Comitato tecnico e il Comitato sostenibilità diventa quindi essenziale per trovare soluzioni che non compromettano i risultati già raggiunti in termini di protezione e sicurezza.

«Servono metodologie e strumenti condivisi per dare risposte coerenti alle sfide attuali» Rosi Barrale, coordinatrice del Comitato tecnico.

Un anno decisivo per la normativa

A questa complessità si aggiungono ora le importanti scadenze normative e, a tal proposito, il 2026 è un anno determinante per il settore.

Rosi Barrale, coordinatrice del Comitato tecnico Giflex, descrive questa situazione come «una sorta di ingolfamento normativo», in cui diversi regolamenti entrano in vigore nello stesso arco temporale.

«Tra luglio e settembre vi sarà il termine dei periodi transitori per tre regolamenti particolarmente impattanti per le aziende del settore, che segnano anche un cambio di approccio del legislatore».

Tre ambiti tradizionalmente separati — sicurezza alimentare, sostanze chimiche e sostenibilità — saranno ora trattati in modo sinergico.

La legislazione sul contatto con alimenti che, con il Regolamento (UE) 2025/351, entrerà in vigore a tutti gli effetti a settembre, «avrà un focus sulla sicurezza chimica e sulla purezza delle sostanze».

Ad agosto entreranno invece in vigore alcuni articoli del Regolamento UE 2025/40 (PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation), in particolare quelli relativi alle sostanze chimiche che non devono contaminare i flussi di riciclo e riutilizzo.

Per la prima volta, una parte di questo regolamento si sovrappone direttamente alla legislazione per il contatto con alimenti, introducendo parametri di controllo sui PFAS nei materiali destinati al food contact.

Il Regolamento (UE) 2024/3190, che vieta l’uso del Bisfenolo A (BPA), vedrà invece il termine del periodo transitorio il 20 luglio 2026.

Conformità senza strumenti

Il cambiamento descritto richiede alle aziende un salto di qualità sia organizzativo sia tecnico.

«La vera sfida per le aziende è dimostrare la conformità senza però avere elementi di chiarezza» sottolinea Barrale.

Mancano infatti metodi ufficiali normativi e criteri condivisi per dimostrare la conformità. «Non ci sono metodi ufficiali per valutare il contenuto dei bisfenoli, né per i PFAS».

Le aziende si trovano quindi nella posizione di dover rispettare requisiti stringenti senza avere a disposizione strumenti normativi adeguati.

Ed è qui che emerge il valore dei Comitati Giflex: «lavorare insieme, tra aziende concorrenti, con l’obiettivo comune di sviluppare metodologie e strumenti condivisi».

Crisi geopolitica e incertezza

A complicare ulteriormente la situazione concorre il contesto internazionale.

Le tensioni geopolitiche e le difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime incidono direttamente su un settore fortemente legato al petrolio e contribuiscono a determinare un clima di forte incertezza.

Una vera e propria “tempesta perfetta”, in cui le aziende devono gestire contemporaneamente crisi di mercato e nuove normative.

«Come Comitato tecnico, continuiamo a lavorare molto su questi temi proprio per essere pronti e dare alle aziende strumenti sufficientemente adeguati».

Nonostante le difficoltà, emerge però con forza anche il valore dell’armonizzazione europea.

«Non avere un ginepraio con 27 Stati membri in cui ognuno ha il proprio linguaggio e armonizzare normative e regolamenti europei sono obiettivi fondamentali».