Secondo i dati ISTAT 2025, circa il 30% delle imprese italiane presenta oggi uno squilibrio critico tra dipendenti senior (oltre 55 anni) e giovani under 35, con un rapporto superiore a 1,5:1. La percentuale sale oltre il 35% nelle micro-imprese. Nei prossimi vent’anni, il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati in Italia passerà da 3:2 a 1:1, segnando una transizione demografica senza precedenti che mette a rischio la continuità operativa di migliaia di aziende.
Le imprese familiari, che rappresentano l’85% del tessuto produttivo italiano e generano l’80% del PIL, dovranno affrontare il passaggio generazionale: solo una su cinque ha pianificato formalmente questa transizione, mentre tre aziende su dieci sopravvivono al terzo passaggio generazionale. La mancanza di una strategia strutturata porta alla perdita di competenze professionali strategiche, cultura aziendale consolidata e know-how operativo.
In questo scenario, la gestione intergenerazionale diventa una leva competitiva fondamentale. Peoplelink, società del Gruppo Sistemi, propone VISTA, una soluzione HCM integrata al Portale HR per la gestione delle persone nelle organizzazioni, progettata per supportare anche i processi di ricambio generazionale.
Il percorso di gestione parte dall’analisi predittiva delle competenze critiche e dall’organizzazione di percorsi di mentoring operativi, in cui i senior trasferiscono esperienza sul campo e i giovani introducono competenze digitali. La selezione dei successori avviene sulla base delle competenze reali e del potenziale dimostrato, con percorsi di formazione differenziati per reskilling e upskilling. L’obiettivo è creare team multigenerazionali equilibrati, in cui le differenze di età ed esperienza siano complementari e fonte di crescita reciproca.
Secondo Tiziano Bertolotti, CEO di Peoplelink, “le aziende che oggi investono in soluzioni di gestione intergenerazionale non stanno solo proteggendo il proprio patrimonio di conoscenze: stanno costruendo organizzazioni più resilienti, innovative e pronte ad affrontare le sfide del futuro”.
Le imprese che adottano strategie strutturate di diversity generazionale registrano benefici concreti: maggiore capacità di innovazione, migliore clima organizzativo, riduzione del turnover tra i giovani talenti e continuità operativa anche nelle fasi di transizione. La convivenza di più generazioni in azienda si conferma quindi non solo un’esigenza demografica, ma un’opportunità strategica per il rilancio competitivo delle imprese italiane.



