Presente e futuro della stampa, Fespa Italia Day indica la direzione

Una fitta giornata di incontri ha reso Fespa Italia Day ancora una volta appuntamento importante per la stampa digitale, con dati, confronti e testimonianze importanti.

Per il principale appuntamento annuale dell’Associazione, quest’anno Fespa Italia ha scelto Palazzo Mezzanotte a Milano. Sede di Borsa Italiana, ambientazione perfetta per affrontare tra gli altri i temi legati a una situazione economica delicata come raramente successo in passato.

Nel pieno rispetto del clima milanese inoltre, un programma intenso con ritmi serrati, per una giornata all’insegna dell’aggiornamento su più fronti, da quelli tecnici alle normative, senza trascurare la presentazione di sempre interessanti esperienze dirette.

Prima di tutto però, un utile punto della situazione sul settore, grazie ai risultati del Fespa Print Census 2025. Il report semestrale evidenzia un settore consapevole delle sfide da affrontare senza esitazioni, in particolare su sostenibilità, intelligenza artificiale e automazione, dove però emerge in un certo contrasto, un rallentamento nell’adozione delle innovazioni, soprattutto dalle realtà più piccole, spesso in difficoltà nell’investire, o anche solo trovare il tempo di mettere a punto una strategia.

All’apparenza, un quadro disegnato su misura per l’Italia, dove l’indagine a livello globale, ottocento aziende in 89 Paesi, rivela invece una certa uniformità nella distribuzione. Per il 75% si parla infatti di aziende sotto i cinquanta dipendenti, e 45% sotto i dieci, con un fatturato medio di 625mila dollari.

«In Italia una buona parte si colloca sopra a questa media – sottolinea Enrico Barboglio, segretario di Fespa Italia -. È sicuramente un indice di buona competitività, dove tuttavia non mancano i punti delicati».

A partire dall’automazione, intesa come insieme di strumenti a supporto di ogni passaggio nei processi, sia con il contributo hardware sia soprattutto software. Ormai accessibile senza difficoltà, spesso viene adottata in condizioni di emergenza per far fronte a situazioni difficili da gestire altrimenti. Il 19% si affida a soluzioni cloud per intervenire sul flusso di lavoro, il 17% sfrutta i servizi di Web-to-print. Soprattutto però, è un utilizzo ancora poco strutturato, dove il 55% non effettua alcuna misurazione degli effettivi benefici, indispensabili per valutare le spese passate e programmare quelle future.

Situazione simile a quella della tanto attuale Intelligenza Artificiale. Solo il 7% afferma di utilizzarla in misura significativa, mentre il 38% ammette di non sfruttarla del tutto e il 37% di farne un uso limitato. In generale, si tende comunque a prenderla in considerazione non tanto a livello strutturale, ma all’interno di singoli passaggi. «Sicuramente la difficoltà nel trovare le giuste competenze gioca un ruolo importante – prosegue Barboglio -, ma serve anche maggiore consapevolezza di cosa si possa fare con l’IA e come effettivamente realizzarlo».

Piuttosto controverso si rivela un tema particolarmente attuale come la sostenibilità, anche per le implicazioni legate al greenwashing, al centro di un intervento dedicato per aggiornare e soprattutto allertare sull’ormai imminente entrata in vigore della Direttiva UE 2024/825, da pochi giorni recepita dall’Italia.

Più del 60% tra i PSP ammette di ricorrere in modo limitato a materiali sostenibili. Da sottolineare però, in questo caso il dato a livello globale appare influenzare in modo importante quello europeo, proprio per la presenza di regole e di una maggiore sensibilità. In ogni caso, tra gli ostacoli, il 60% indica ancora i costi più elevati rispetto ai supporti standard, e il 50% una scarsa domanda da parte dei clienti.

Il retail sotto la lente

Altrettanto interessante la messa a fuoco sull’Italia, e in particolare sul settore retail, sempre uno dei più importanti per il mercato locale della stampa. L’aggiornamento della ricerca a due anni di distanza, ha permesso di individuare alcune tendenze. I settori di riferimento principali restano food e design, affiancati da moda, in particolare tutto quanto ruota intorno al fast fashion, e la cosmetica. Si conferma invece in difficoltà un altro dei pilastri storici, il lusso.

Importanti i movimenti interni a ciascun comparto, con una tendenza crescente degli investimenti nei negozi monomarca e della GDO, mentre le attività legate ai punti vendita multimarche registrano un arretramento dei ricavi 19,64%.

La preferenza va infatti ormai nella ricerca di effetti speciali. A partire dalle vetrine definite scenografiche, in crescita del 13,39%, mentre d’altra parte si tende a spendere meno per allestimenti espositivi di lunga durata. «C’è una ricerca sempre più spinta dell’effetto WOW – sottolinea Michela Pibiri, Caporedattrice di PRINTlovers -, sempre più legato a una rapida rotazione di eventi nella ricerca di attirare più persone in negozio»

Una strategia più ampia, dove la stampa digitale può cogliere ottime opportunità. Per riuscirci però, è necessario allargare la propria visuale, non più limitandosi a ottenere ed eseguire commesse, ma intervenendo fin dalle prime fasi di sviluppo di un progetto, insieme a tutti gli interessati.

Le divergenze sulla sostenibilità

Particolare, e per nulla scontata, la situazione per quanto riguarda la sostenibilità. Una situazione definita cristallizzata, dove non emergono quei passi avanti attesi o semplicemente auspicati. Se nel 2023, il 71% ammetteva nella maggior parte di casi di soluzioni rispettose dell’ambiente, oggi sono solo il 24,9%, al quale va però aggiunto il 12,9% di chi le tratta ormai praticamente sempre, in salita rispetto al 5%. Soprattutto, emerge l’aumento dal 24% al 62,4% di chi ne accoglie poche.

Il problema, è sostanzialmente di natura economica. Sono infatti il 63% quelle disposte a spendere poco di più per un prodotto sostenibile, contro il 76% di due anni fa, ma in particolare spicca l’aumento del 31% con nessuna intenzione di accettare la differenza.

«In parte può essere ricondotto a una maggiore consapevolezza sui rischi del greenwashing – riflette Pibiri -. Non basta una stampa, ma serve una scelta coerente a tutto livello di un brand. Altrimenti, si preferisce evitare la comunicazione sull’argomento».

Risultati non scontati anche per quanto riguarda la personalizzazione dei punti vendita. In calo quella delle catene, nel senso che si preferisce la standardizzazione, anche per questioni pratiche ed economiche, quella stagionale rimane invece uno dei capisaldi per il retail. Mentre cresce dal 19% al 63% la domanda di interventi sulle campagne limited edition di prodotti.

Dal punto di vista degli stampatori, importante guardare infine a tempi e modalità di rinnovo degli allestimenti. I migliori da questo punto di vista rimangono le vetrine, rinnovate più di tre volte all’anno, seguite a breve distanza dai pannelli decorativi, ma anche dai corner. Come facile intuire, dove si parla di interior design, quindi carta da parati, pavimenti e arredi, i progetti sono sì più vantaggiosi, ma tendono anche a durare di più nel tempo.

Il potenziale dell’IA tutto da scoprire

Fespa Italia Day però, non è solo dati, è anche condivisione di esperienze e relativo confronto.  Una in particolare, su un tema tanto attuale quanto delicato. Come indicato dal sondaggio, nel mondo della stampa l’Intelligenza Artificiale è ben lontana dall’essere qualcosa di strutturato, dipendente ancora dalla buona volontà dei singoli. Uno in particolare, può diventare un riferimento prezioso. «Ci occupiamo soprattutto di stampa digitale, ma anche servizi e accessori – afferma Marco Biancavilla, sales director di DB Ingegneria dell’Immagine -. Mi sono però appassionato anche di IA e ritengo possa avere un ruolo crescente nelle nostre organizzazioni».

A condizione di dedicarci la dovuta attenzione. Intesa non solo come persone e relativi investimenti, ma anche a livello organizzativo, per estenderne i benefici all’intera azienda. «Per imparare a scrivere i prompt corretti serve tempo, ma alla fine è speso bene – prosegue Biancavilla -. Inoltre, stiamo organizzando un piano di formazione interna del personale, perché è importante coinvolgere tutti gli interessati nella trasformazione».

Requisiti certamente fondamentali, per i quali sono necessari soldi e tempo, sempre più combinazione rara in tante aziende di stampa, ma soprattutto servono prospettive concrete. Per arrivarci, è fondamentale partire da alcune basi, come la consapevolezza di uno strumento dal quale non aspettarsi di definire gli obiettivi aziendali al proprio posto, ma una volta individuati poterci sicuramente contare per riuscire a raggiungerli in minor tempo e maggiore sicurezza. «Ci permette di lavorare in modo consistente, veloce e affidabile. Dipende prima di tutto da noi, da come la pilotiamo, e le capacità tecniche sono un requisito essenziale».

Un esempio molto concreto, la gestione delle spedizioni. Raccogliendo ed elaborando i dati presenti in DB Ingegneria dell’Immagine, l’IA ha prodotto un foglio Excel, da riordinare secondo necessità, fondamentale per gestire etichette e relativi plichi da affidare ai corrieri, passando così da due persone a tempo pieno a poche ore di lavoro in una giornata. Risultati ottenuti grazie a maggiore velocità, ma anche meno errori e una gestione ottimale nel recupero e utilizzo delle informazioni

Un altro risultato interessante è frutto di un utilizzo dell’IA a un livello superiore, la produzione di codice per software a uso interno. Nel caso specifico, un ottimizzatore di percorsi al servizio dei tanti allestimenti curati dall’azienda, agendo sulla base dei costi delle relative squadre, la stima dei tempi previsti e le distanze, il risultato è un sistema di preventivazione praticamente autonomo.

Per arrivare all’impiego al momento forse più iconico dell’IA, il chatbot. Nel caso dell’azienda romana, raccogliendo documenti aziendali e memorizzando procedure di lavorazione, il sistema permette di recuperare anche a distanza di tempo i parametri relativi all’esecuzione di lavorazioni, senza doverli ogni volta ricercare o provare.

«Per quanto ci riguarda, è una strada appena iniziata – conclude Biancavilla -. Ci muoviamo verso un futuro dove contiamo di fare sempre più cose migliorando le attività ordinarie, prima ancora di risolvere problemi. Ci tengo a sottolineare, parliamo di strumenti a misura di PMI, dove più delle competenze serve soprattutto buona volontà».

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