Amonn Print, storica azienda altoatesina con oltre 200 anni di esperienza nella stampa di etichette in bobina, compie un importante passo verso la digitalizzazione industriale adottando la piattaforma Durst TAU G3 core LED, tecnologia di ultima generazione per la stampa digitale di etichette.
L’investimento strategico rafforza il posizionamento dell’azienda nel settore dell’industria alimentare, segmento in forte crescita per Amonn Print. La nuova piattaforma unisce alte prestazioni, semplicità operativa e stabilità produttiva, garantendo velocità fino a 80 metri al minuto e circa 60 metri al minuto con inchiostro bianco, con risoluzione fino a 1200 × 1200 dpi. Un ulteriore vantaggio è la riduzione dei consumi di inchiostro bianco, elemento chiave per applicazioni ad alta copertura tipiche del comparto alimentare.
“Con TAU G3 core LED abbiamo registrato un incremento di produttività del 20% rispetto al sistema precedente”, commenta Christian Bortolin, general manager di Amonn Print. “L’installazione è stata completata in poco più di un giorno e abbiamo potuto avviare la produzione quasi immediatamente, operando fin da subito alle massime velocità. L’ottimizzazione dell’inchiostro bianco ha migliorato l’efficienza complessiva, permettendoci di trasferire progressivamente numerosi lavori sulla nuova piattaforma digitale.”
La tecnologia Durst garantisce anche elevata stabilità e affidabilità: Durst ARC (Automatic Register Control) assicura un controllo costante del registro, mentre Durst MEP (Material Edge Protection) protegge le testine da eventuali criticità dei materiali. L’interfaccia operativa rinnovata e l’ergonomia ottimizzata migliorano le attività dell’operatore, mentre la tecnologia LED contribuisce a ridurre rumorosità ed energia consumata, rispondendo alle crescenti esigenze di sostenibilità del mercato.
L’investimento conferma la consolidata collaborazione pluriennale tra Amonn Print e Durst, basata su innovazione e qualità. “Durst non è solo un fornitore, ma un partner strategico che sostiene concretamente il nostro percorso di crescita”, conclude Bortolin.



