Durst: nuovo polo per la stampa tessile digitale

Il 4 giugno 2026 si è svolta a Luisago, in provincia di Como, la cerimonia ufficiale di groundbreaking per “Durst Como”, il nuovo polo produttivo e di innovazione del Gruppo Durst dedicato alla stampa digitale tessile.

Completata l’integrazione di Aleph a fine 2025, l’azienda di Bressanone ha infatti inaugurato ufficialmente la nuova sede alle porte di Como, interamente dedicata al tessile.

«È l’ultimo passaggio di un progetto iniziato oltre dieci anni fa con le prime stampanti per il mondo tessile – ricorda Christoph Gamper  CEO e Co-Owner di Durst Group -. Arrivati a novant’anni nella nostra storia, è il momento di portare il Made in Durst a Como».

Realtà dedicata, Durst Como è destinato a diventare un vero e proprio polo specializzato, il quarto per l’azienda e il primo in Lombardia. Un progetto per un investimento di venti milioni di euro, destinati a trasformare un edificio esistente, in linea con la grande attenzione alla sostenibilità, in un vero e proprio centro di riferimento anche per la ricerca e per mostrare le proprie tecnologie ai clienti.

Un polo multifunzionale

«Rientra nella nostra visione di Industrial Intelligence – prosegue Gamper -. Questo sarà un centro dove non si parla dolo di stampanti, ma anche software, progetti ERP, strumenti di backoffice e IA. Un polo di ricerca su tecnologie e inchiostri, oltre al Customer Experience Center».

Aspetto non secondario, la struttura di Luisago rappresenta per Durst anche un’importante alternativa logistica alla sede storica di Bressanone, al quale si aggiungono preziose opportunità di collaborazioni con il territorio, dalle competenze cresciute nel tempo fino al mondo della formazione.

Negli ultimi dodici anni, il Gruppo ha investito complessivamente oltre 50 milioni di euro nel tessile, con iniziative dedicate allo sviluppo dei mercati internazionali, al potenziamento delle infrastrutture di laboratorio e al rafforzamento dei propri siti di Bressanone e Kufstein in Austria. Arrivata a un fatturato di 430 milioni di euro, l’obiettivo dichiarato è raddoppiarlo nei prossimi cinque anni, proprio contando anche sull’ulteriore consolidamento del proprio ruolo nelle tecnologie per la stampa tessile industriale.

«Costruire macchine per il tessile è una grande sfida, per qualcuno addirittura rischiosa. Ma io credo in un progetto italiano dal respiro europeo, dove possiamo imparare molto da una zona capace di costruire da secoli l’eccellenza nel settore».

Una sede all’insegna della sostenibilità

Nei prossimi mesi, l’edificio di 20000 mq è destinato a cambiare completamente aspetto, per allinearsi prima di tutto ai canoni estetici Durst, ma anche a quelli considerati altrettanto importanti legati alla sostenibilità. Tra le misure previste, l’installazione di pompe di calore in sostituzione degli attuali impianti di riscaldamento a gas e, nella prima fase del progetto,  un impianto fotovoltaico di circa 600 kWp per la produzione di energia elettrica 100% green. In linea con le iniziative già adottate negli altri siti del Gruppo, la sede di Como ospiterà una colonia di api come ulteriore misura a supporto della biodiversità e dell’ecosistema locale. A completare il quadro della volontà di portare un pizzico di Alto Adige in Lombardia, la simbolica messa a dimora di un tiglio, in linea con quanto fatto a suo tempo nel quartier generale.

«Oltre alla produzione delle stampanti per il tessile a base acqua – ribadisce Alessandro Manes, Director Global Sales Industrial Textile di Durst -, sarà un laboratorio per lo sviluppo di inchiostri dedicati e un importante polo logistico e magazzino, trasferendo una parte dei materiali dalle sedi in Austria. Inoltre, il centro si occuperà di ricerca in robotica, diventano fulcro del progetto Kyveris rivolto all’automazione e all’Intelligenza Artificiale».

Nei mille metri quadrati dedicati al Customer Experience Center ci sarà inoltre spazio per mostrare le tecnologie ai clienti, ma accogliere anche operatori del settore, a partire dai creativi, senza trascurare le scuole.

«Non vogliamo limitarci a mostrare, ma siamo interessati ad ascoltare – sottolinea Manes -. Vediamo un mercato in forte trasformazione, una fase difficile dove servono flessibilità e rinnovamento. Vogliamo contribuire guidando il cambiamento, essere parte dei processi per i nostri clienti, in sinergia con il territorio».

Nella culla del tessile, dove c’è sempre da imparare

Il progetto iniziato tre anni fa con l’acquisizione di Aleph entra quindi nel vivo. In cantiere, una piattaforma di stampa dedicata al tessile con tecnologie inkjet a dieci colori a base acqua, a partire da testine Kyocera da 600 dpi e Ricoh Gen 5. Alternative valutate in base alla formulazione degli inchiostri, per trovare la massima resa e garantire comunque più opzioni in linea con le esigenze.

«Abbiamo scelto Como, perché il tessile è nato qua. Dove ci sono quindi le competenze e un ecosistema unico al mondo. Per questo vogliamo investire nel territorio, dialogando con tutte le realtà locali».

Come facile immaginare, una mossa ampiamente apprezzata proprio dove la storia secolare del settore attraversa uno dei momenti più difficili, per quella imprevedibile combinazione di eventi ormai nota e consolidata, all’origine di grandi difficoltà per il tessuto imprenditoriale locale. «Per assecondare la trasformazione digitale dell’industria abbiamo bisogno di coraggio e oggi l’abbiamo trovato – afferma Gianluca Brenna, Presidente di Confindustria Como e titolare di Stamperia di Lipomo -. Se aggiungiamo il nostro, allora la ricerca Durst può diventare un motore importante per tutte le attività del settore e della zona».

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