Acimga: investimenti e occupazione sostengono la ripresa del settore printing e converting

L’Assemblea dei Soci di Acimga, riunitasi a Milano il 18 giugno 2026, conferma un quadro di settore caratterizzato da forte capacità di investimento, resilienza occupazionale e primi segnali di ripresa dopo un 2025 complesso per le tecnologie del printing e converting.

Nel corso dell’incontro sono stati analizzati i dati del comparto e le prospettive di sviluppo in vista dei prossimi appuntamenti strategici: la Print4All Conference 2026 e l’edizione 2027 di Print4All 2027, considerati momenti chiave per l’evoluzione della filiera.

Print4All come piattaforma di sistema per la filiera

La precedente edizione di Print4All ha registrato oltre 20.000 operatori professionali da 68 Paesi e 245 espositori, confermandosi come hub internazionale per innovazione e networking nel settore.

Secondo il presidente di Acimga, Marco Calcagni, la manifestazione rappresenta oggi molto più di una fiera: “Print4All è un progetto industriale condiviso che interpreta l’evoluzione del comparto e mette in relazione tecnologie, competenze e visioni lungo tutta la filiera”.

Tra le novità strategiche, il passaggio alla cadenza biennale e il rafforzamento dei progetti dedicati a segmenti chiave come corrugated, materiali innovativi e labelling, con l’obiettivo di rendere l’evento sempre più vicino alle esigenze del mercato.

2025: contrazione del fatturato ma investimenti in crescita

Il 2025 si chiude per il comparto Acimga con un fatturato pari a 2,923 miliardi di euro, in calo di circa il 9% rispetto al 2024. In flessione anche l’export (-3%), mentre le importazioni segnano un forte incremento (+54,2%), evidenziando una crescente pressione competitiva internazionale.

Nonostante il contesto sfidante, il settore mostra indicatori strutturali positivi:

  • occupazione in crescita del +3,2%
  • investimenti produttivi su livelli prossimi ai massimi dell’ultimo decennio
  • consumo nazionale stabile su valori elevati, vicino ai 2 miliardi di euro

L’Italia si conferma inoltre tra i principali player globali del settore, mantenendo la terza posizione mondiale nella produzione di macchine per il comparto.

Import ed export: dinamiche divergenti

Il commercio internazionale evidenzia andamenti differenziati.

Sul fronte import, il 2025 segna un record a 829 milioni di euro, trainato soprattutto dalle macchine da stampa e dalle tecnologie per converting. L’Unione Europea resta l’area dominante di provenienza con il 78,6% del totale, con la Germania in posizione di leadership.

Le esportazioni si attestano a 1,76 miliardi di euro, con una lieve contrazione ma su livelli storicamente elevati. L’Unione Europea rappresenta il primo mercato di destinazione (40,1%), mentre crescono le vendite verso Centro e Sud America (+12,3%).

Il converting continua a rafforzare il proprio ruolo strategico, arrivando a rappresentare oltre il 61% dell’export del settore.

Primo trimestre 2026: segnali concreti di ripresa

Le prospettive per il 2026 risultano più incoraggianti. Il primo trimestre registra infatti una crescita sia del fatturato (+8%) sia degli ordini (+7,3%) rispetto allo stesso periodo del 2025.

Particolarmente significativa la ripresa del mercato interno, con un incremento del +26,4%, affiancata da una crescita dell’export dell’8%. Si tratta di un’inversione di tendenza che conferma la capacità delle imprese di adattarsi a uno scenario globale ancora instabile.

Secondo il direttore di Acimga, Enrico Barboglio, la chiave resta la visione integrata della filiera: innovazione, sostenibilità ed efficienza richiedono una catena del valore connessa, in grado di trasformare l’eccellenza tecnologica in valore per l’utilizzatore finale.

Outlook: filiera integrata e innovazione come driver

Il comparto printing e converting si conferma dunque in una fase di transizione: dopo la contrazione del 2025, i primi segnali del 2026 indicano una ripresa trainata da investimenti, export e domanda interna.

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