La Legge di Bilancio 2026 elimina l’obbligo per i Print Service Provider (PSP) di contribuire al Fondo di compensazione del Servizio Universale, modificando la legge 261/1999. La norma, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre, interviene anche sui procedimenti in corso, annullando i contributi richiesti per gli anni 2020-2023.
La decisione segue il chiarimento di AGCOM del 2024, secondo cui le attività di stampa e imbustamento non richiedono autorizzazione postale. Per DMX Italia, associazione che rappresenta i principali PSP italiani, si tratta di “un risultato storico che riduce il rischio economico e aumenta la certezza normativa”.
L’abrogazione dell’articolo 10 della legge 261/1999 segna una svolta regolatoria per il settore postale, con benefici immediati per le imprese e condizioni più eque per il mercato.
DMX Italia promuove il marketing guidato dai dati, integrando tecnologia, creatività ed etica, e rappresenta l’Italia nei principali tavoli europei del settore.
“Questo risultato è frutto di un lavoro costante di rappresentanza e dialogo istituzionale portato avanti da DMX Italia”, sottolinea Federico Tornielli, Presidente dell’associazione. “Attraverso analisi giuridiche, position paper e audizioni pubbliche, abbiamo evidenziato le criticità dell’articolo 10. Va riconosciuto anche l’impegno di AGCOM nel segnalare al Governo l’inadeguatezza della norma, oggi finalmente superata”.



