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Tutti i numeri del tour Taga interpreta drupa

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È terminato a Bari il tour Taga interpreta drupa organizzato da Taga Italia: da Genova a Bari, undici incontri svoltisi da settembre a dicembre. I tecnici Taga hanno visitato alcune delle Scuole Grafiche Nazionali, e incontrato 1.000 tra studenti e docenti, coi quali hanno interpretato le novità di drupa, discutendo liberamente e confrontandosi sui percorsi della stampa di oggi e quella di domani.

Questo dialogo trasversale sul mondo della stampa è stato pensato per docenti e allievi delle scuole, perché questi saranno i prossimi operatori del futuro.

L’interesse degli studenti era alto, e le sensazioni che abbiamo portato a casa (scrive Il Consiglio Direttivo di Taga Italia) sono soprattutto l’entusiasmo delle classi di Bari, dove è il primo anno che viene svolto il corso di grafica; la professionalità di Trento, che ha generato un vivo dibattito; l’accoglienza di Roma, Mestre e Verona; l’interesse di Genova; l’attenzione di Torino e Firenze, che ha portato alla conoscenza di un nuovo Istituto che studia la comunicazione; e infine non potevano mancare la continuità delle scuole di Modena, di Bologna e di Milano, la nostra sede storica.

La scuola come punto di riferimento

La presenza e la continuità di Taga su tutto il territorio nazionale rappresenta un momento di dialogo, di riflessione e di confronto fra tutti coloro che, sia direttamente che indirettamente operano nel settore delle arti grafiche e della comunicazione a 360°.
Vedere insieme docenti e allievi delle scuole, che saranno gli operatori di domani, unitamente alla partecipazione di tecnici, operatori e imprenditori desiderosi di conoscere, affrontare, confrontarsi sul futuro della stampa in un dialogo costruttivo, ricompensa l’avventura e l’impegno che questo tour ha generato in tutti noi che vi abbiamo partecipato.
La collaborazione indispensabile delle scuole e la continua formazione tecnica professionale rappresentano il futuro in quanto occorre essere consapevoli del continuo evolversi della tecnologia.
«Riteniamo che questo tour abbia lasciato ai ragazzi delle scuole un messaggio che possa essere un valido input nell’affrontare e comprendere l’importanza della tecnologia, una tecnologia che non aspetta i ritardatari» commenta il Consiglio Direttivo.

Associarsi gratuitamente per il primo anno

A tutti i partecipanti che non sono mai stati soci di Taga Italia e che hanno partecipato a questo evento è stata offerta la possibilità di associarsi gratuitamente per il primo anno, utilizzando la cartolina personalizzata appositamente stampata (e distribuita) per il tour.
Associarsi e partecipare ai lavori di Taga Italia significa condividere la tecnologia e diffonderla affinché possa essere appresa e applicata in modo ottimale.
Non tutti conoscono Taga Italia o non hanno ben chiaro la missione di questa associazione. I primi quattro punti dell’Articolo 3 “scopi” dello statuto dell’associazione promuovono il costante il progresso scientifico, tecnologico, e culturale nel settore delle Arti Grafiche.
In particolare, l’Associazione si propone:
a) la promozione e l’incoraggiamento della ricerca nel settore delle Arti Grafiche a ogni livello;
b) il miglioramento della preparazione dei tecnici quanto a istruzione, cultura ed etica professionale;
c) la diffusione e la divulgazione della conoscenza dei diversi aspetti e problemi del settore delle Arti Grafiche;
d) l’organizzazione di incontri, congressi, dibattiti, nonché la cura di pubblicazioni allo scopo di stimolare l’interesse, sia a livello scientifico che divulgativo, interno al settore delle Arti Grafiche.
Questo tour, come pure il Taga Day, e la borsa di studio intitolata ad Alberto Sironi, hanno cercato concretamente di evidenziare quanto lo statuto si impegna a svolgere.

Elenco degli Istituti che hanno partecipato al tour
-Genova, Istituto Fassicomo, Scuola Grafica Genovese
-Verona, Scuola Grafica Cartaria San Zeno
-Piemonte (Torino), Istituto di Istruzione Superiore Bodoni-Paravia
-Roma, Associazione Cnos FAP PIO XI
-Emilia Romagna (Modena), Istituto Fermo Corni
-Trento, Istituto Pavoniano Artigianelli
-Toscana (Firenze) Istituto B. Cellini
-Venezia (Mestre), Istituto Salesiano San Marco
-Emilia Romagna (Bologna), Istituto Salesiano Beata Vergine San Luca
-Milano, Istituto Pavoniano Artigianelli
-Bari, Itis Guglielmo Marconi
…e non finisce qui.
Ci è stato chiesto di svolgere l’evento presso l’Istituto Pavoniano Artigianelli di Brescia; anche questo è un segno di interesse che dimostra come la tecnologia per utilizzarla occorre conoscerla e che la strada intrapresa da Taga Italia è condivisa.
In ultima analisi la tecnologia la possono avere tutti, la differenza sta nel conoscerla e nel saperla utilizzare.
Una sola persona non può fare molto, direi molto poco, insieme possiamo fare tanto, questo è il nostro augurio.
Un caloroso ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito allo svolgimento di questo tour.

Green Printing Training Kit, per sensibilizzare al business eco-sostenibile

Il green printing è ormai un mantra nelle strategie di marketing di molte aziende di stampa. Inchiostri VOC free ed eco-solvent, tecnologie amiche dell’ambiente, carte e cartoncini riciclati e materiali privi di PVC, sono argomenti che popolano i siti internet e la comunicazione istituzionale di molti fornitori di servizi di stampa. Ma quanto a questa invasione di slogan corrisponde una reale implementazione di processi eco-sostenibili?

Per fare chiarezza su questi temi MCA Digital, player di riferimento per il mondo del digital printing di piccolo e grande formato, si è fatta promotrice di una campagna di sensibilizzazione con una serie di attività informative e strumenti educativi raccolti in un vero e proprio Green Printing Training Kit.

«Da un’indagine che stiamo conducendo su un panel di stampatori e service emerge un evidente gap tra quello che viene comunicato come processo eco-friendly e una reale best practice green, applicata alla gestione dei flussi produttivi – spiega Cristina Del Guasta, socio fondatore di MCA Digital – c’è ancora molta confusione: l’impiego di un singolo prodotto poco inquinante non basta a rendere un’azienda a tutti gli effetti “green”. Per questo abbiamo deciso di supportate gli operatori della stampa avviando un processo di culturizzazione, mettendo a disposizione il nostro know-how in ambito di eco-sostenibilità».

Forte dell’esperienza maturata commercializzando sistemi HP, in particolare la tecnologia HP Latex, MCA Digital ha dato vita a una campagna multicanale a favore del green printing rivolta a clienti e potenziali. La strategia di diffusione comprende attività di direct mailing e di marketing, quest’ultima supportata dalla forza vendite presente capillarmente sul territorio nazionale.

Il messaggio proposto da MCA Digital invita gli stampatori ad acquisire consapevolezza di quanto alcune tecnologie ancora molto diffuse siano dannose per la salute e per l’ambiente. Nella valutazione di una nuova installazione occorre considerare la conformità ai più importanti standard per tutela degli operatori e degli utenti che entreranno in contatto con il prodotto stampato. Per esempio, l’impiego di inchiostri a base acqua consente di eliminare gli odori e l’esposizione a sostanze pericolose, migliorando la qualità dell’aria nei luoghi di lavoro e rendendo le applicazioni utilizzabili in qualsiasi ambiente, anche piccoli spazi indoor. Ma non è tutto: una strategia basata sulla sostenibilità a tutto tondo comprende l’intero ciclo di vita di una tecnologia, dall’efficienza energetica alle pratiche di approvvigionamento sostenibile dei materiali di stampa fino alle cartucce di inchiostro riciclabili.

«Il green printing è una rivoluzione che coinvolge l’intero processo produttivo. È un nuovo modello di business. È un modo diverso di esprimere la creatività nella stampa, che per essere concreto e trasparente può richiedere da parte di chi lo sceglie il coraggio di mettere in atto un radicale cambio di paradigma – conclude Cristina Del Guasta.

Il piano Juncker per attivare oltre 6 miliardi di investimenti per le Pmi italiane

Ieri, alla presenza del Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, e del Vice Presidente della Commissione Europea, Jyrki Katainen, l’Amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti (Cdp), Fabio Gallia, e il Presidente del Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) e Vicepresidente della Banca europea per gli investimenti (BEI), Dario Scannapieco, è stata annunciata la firma di un importante accordo di garanzia siglato nell’ambito dell’Investment Plan for Europe (il cosiddetto Piano Juncker) in favore delle piccole e medie imprese.

Tale accordo attiva la Piattaforma di investimento Efsi Thematic Investment Platform for Italian SMEs, prima in Europa ad essere promossa dal Gruppo BEI insieme a un Istituto Nazionale di Promozione come Cdp. Le piattaforme di investimento sono uno strumento di cooperazione tra diverse tipologie di investitori nell’ambito del Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (Efsi), in particolare tra gli Istituti Nazionali di Promozione e il Gruppo BEI.

L’operazione pone le basi per l’implementazione di una serie di iniziative di garanzie e risk-sharing in grado di attivare investimenti da parte delle Pmi per oltre 6 miliardi di euro. Cdp e FEI-Gruppo BEI confermano quindi il loro pieno sostegno alle piccole e medie imprese, attraverso una nuova iniziativa in grado di garantire l’impiego efficiente delle risorse pubbliche, nazionali e comunitarie.  

Cdp e FEI, facendo leva sulle risorse del Piano Juncker messe a disposizione grazie al programma europeo Cosme, (Competitiveness of Enterprises and small and medium-sized enterprises) dedicato al supporto delle PMI, rilasceranno contro-garanzie in favore di istituzioni finanziarie, al fine di facilitare l’accesso al credito delle imprese italiane e sostenere la realizzazione di nuovi investimenti.

Con uno stanziamento complessivo di 225 milioni (112,5 milioni da parte di Cosme e altrettanti messi a disposizione congiuntamente del Ministero dell’economia e delle finanze e dalla Cassa depositi e prestiti) si attiverà un effetto moltiplicatore in grado di sostenere un ammontare rilevante di nuovi investimenti.

Il primo operatore a beneficiare dell’operazione sarà il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, che acquisirà la contro-garanzia di Cdp e FEI su un consistente portafoglio di nuove garanzie dirette per un valore massimo di 3 miliardi di euro ampliando così la propria capacità di sostenere l’accesso al credito delle imprese italiane.

Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione europea responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: «Agevolare l’accesso delle PMI a nuove soluzioni di finanziamento è un elemento chiave della nostra strategia volta a promuovere la crescita e l’occupazione. L’accordo di oggi, la più grande operazione di Cosme mai realizzata, dimostra che il piano di investimenti sta dando risultati alle PMI italiane, garantendo loro margine di manovra finanziario per investire nel futuro, creare posti di lavoro e crescita.»

«Gli investimenti sono la principale leva di cui disponiamo per la crescita e la creazione di occupazione. Il Piano Juncker è un’eccellente opportunità per stimolare gli investimenti privati e l’Italia la sta cogliendo con ottimi risultati. La piattaforma per il credito realizzata grazie a questo accordo tra CdP e il Fondo europeo per gli investimenti è il modo migliore per portare i finanziamenti al tessuto imprenditoriale diffuso delle piccole e medie imprese italiane,» ha dichiarato il Ministro Pier Carlo Padoan.

«L’Investment Plan for Europe sta dimostrando di funzionare in modo efficace in tutte le sue articolazioni. Per quanto riguarda i finanziamenti con garanzia EFSI, con le approvazioni dei giorni scorsi abbiamo superato il 50% dell’intero piano in poco più di un anno e mezzo. L’operazione appena siglata per dimensioni e caratteristiche rappresenta un’eccellenza in ambito europeo, grazie soprattutto alla collaudata collaborazione tra BEI, FEI e Cdp», ha commentato il Presidente del Fondo Europeo per gli Investimenti e Vicepresidente della Banca europea per gli investimenti, Dario Scannapieco.

«Questo accordo» dichiara l’Amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, Fabio Gallia «si inserisce nel solco dell’attiva collaborazione fra Cdp e FEI nell’ambito del Piano Juncker. Con i fondi stanziati per questa operazione riusciremo ad ampliare ulteriormente l’impegno delle nostre istituzioni in favore dalla crescita degli investimenti in Italia, anche grazie al coinvolgimento di un fondamentale strumento di sviluppo come il Fondo di Garanzia. L’iniziativa si aggiunge alle altre numerose operazioni messe in campo da Cdp a supporto delle piccole e medie imprese italiane, vero motore dell’economia del Paese» conclude Gallia.

«Sono felice di vedere che la collaborazione in Italia tra FEI e Cdp, nostro azionista,  stia proseguendo. Grazie all’accordo Cosme, Cdp per la prima volta avrà una esposizione di rischio diretta sulle PMI, dando modo a molteplici piccole medie imprese italiane di beneficiare di ulteriori finanziamenti. Questa transazione mobiliterà investimenti per oltre 6 miliardi e mostra il forte impegno del FEI a raggiungere gli obiettivi prefissati dal piano europeo per gli investimenti», ha commentato Pier Luigi Gilibert Amministratore delegato del FEI.

Calendario 2017 by Lecta: l’evoluzione del ritratto nel corso della storia della pittura

pages-from-lectacalendar2017_artfacesIl volto umano come specchio della personalità rappresenta una sfida per l’artista nel
momento di doverlo realizzare su una tela. La diversità delle fisionomie dei
personaggi ritratti, le diverse tecniche e la sensibilità di ogni autore rendono davvero
interessante questo percorso evolutivo della rappresentazione del volto umano
attraverso diverse correnti artistiche.
Con la collaborazione del Museo Thyssen-Bornemisza (Madrid, Spagna), Lecta
riproduce nel suo nuovo calendario particolari di opere d’arte rappresentative di una
svariata gamma di stili artistici. Dettagli che ci rivelano tratti e pennellate in grado di
cogliere l’essenza dell’espressione umana.
Per la stampa del calendario 2017 di Lecta è stata scelta la carta GardaPat 13
Kiara, per ricreare la ricchezza di sfumature e valorizzare l’esclusività delle pubblicazioni d’arte. Si tratta di una carta patinata opaca, dalla tinta bianca naturale, caratterizzata da un alto volume e da una superficie vellutata.

Una nuova specifica tecnica internazionale per le etichette autoadesive, ISO DTS 18614

Pubblicata nell’agosto 2016 da ISO per fare chiarezza nel processo di ordine e indicazione delle specifiche tra gli utenti finali e la supply chain delle etichette, la specifica tecnica riguarda utenti finali e fornitori.

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Il suo contenuto ha potuto trarre vantaggio dall’intervento del settore stesso, sotto forma di una collaborazione tra la associazione di etichette di Germania, Austria e Svizzera, la Verband der Hersteller selbstklebender Etiketten und Schmalbahnconverter (VskE), e Finat – l’associazione internazionale delle etichette.

La richiesta iniziale di tali specifiche tecniche è arrivata dagli importanti utenti finali di etichette autoadesive Ericsson e Ikea, che hanno presentato una proposta tramite lo Swedish Standards Institute (SIS). La proposta è stata accettata ed è stato istituito un gruppo di lavoro per il progetto ISO in seguito a un voto di maggioranza a livello europeo.

Oltre a VskE, anche Finat ha contribuito al gruppo di lavoro specchio del DIN, l’istituto di standardizzazione tedesco, a cui hanno preso parte i rappresentanti del settore delle etichette Klemens Ehrlitzer di VskE, Ulli Nägele di Herma e l’ex presidente Finat Kurt Walker.

Checklist di libero accesso

Una checklist degli standard per effettuare gli ordini di etichette autoadesive, definite in un gruppo di lavoro del settore specializzato in etichette che ha coinvolto utenti e fornitori e compilato da VsKE e Finat, rappresenta un elemento importante della specifica tecnica ufficiale. L’Appendice A di Finat ISO DTS 18615 e l’Appendice C sui parametri delle specifiche dei materiali per etichette per gli utenti finali sono ora di pubblico dominio e possono essere scaricate gratuitamente da ISO attraverso questo link. La specifica tecnica ISO completa — ISO DTS 18614: Packaging – Label Material – Required Information for Ordering and Specifying Self-adhesive Labels (Imballaggi – materiale per etichette – informazioni necessarie per l’emissione di ordini e specifiche per le etichette autoadesive) — può essere ordinata presso Beuth Verlag scrivendo all’indirizzo kundenservice@beuth.de.

Una specifica ponderata e pertinente

Il direttore generale di Finat Jules Lejeune afferma che «il documento risultante è una specifica ponderata e pertinente che integra le esigenze specifiche delle applicazioni del proprietario del marchio con il know-how del settore delle etichette autoadesive. Registra i parametri necessari per prestazioni professionali a qualsiasi livello, dalle materie prime fino alla trasformazione e all’applicazione di etichette su imballaggi garantendo prestazioni, efficacia, sicurezza e un cliente soddisfatto».

MK1060ST, il fulcro della Tipografia ABC nel reparto cartotecnica

mk1060stABC Tipografia ha investito in un sistema MK1060ST di Heidelberg per potenziare tutte le operazioni di cartotecnica e nobilitazione degli stampati.
L’azienda, con sede a Calenzano (Firenze), offre ai propri clienti stampati di ogni genere con un’attenzione alla qualità del prodotto, alla flessibilità e all’affidabilità immutata dal 1967 a oggi.
Nei tremila metri quadri del polo produttivo convivono le tre anime di ABC Tipografia: stampa offset, stampa digitale e cartotecnica, per un servizio a 360°. Tre reparti che vengono mantenuti all’avanguardia grazia al costante rinnovo delle attrezzature tecnologiche.
«In quest’ottica si pone l’investimento che abbiamo compiuto», spiega Paolo Masi, responsabile produzione di ABC Tipografia. «Il sistema MK1060ST è diventato il fulcro del reparto cartotecnica e ci permette di completare il ciclo produttivo.»
Capace di lavorare con un formato massimo di 106 cm a una velocità di 7.500 fogli all’ora, MK1060ST garantisce una nobilitazione degli stampati di alta qualità, laminando a caldo e fustellando con grande flessibilità. Particolarità unica del sistema è la possibilità di laminare sia nella direzione di marcia del foglio che trasversalmente.
«La fiducia che riponiamo in Heidelberg – di cui siamo clienti storici per la stampa offset – è stata uno dei motivi che ci hanno convinti che questo era il sistema che stavamo cercando. L’altra ragione è invece l’indubbia qualità della macchina e delle sue performance, che ci aiuterà a offrire ai nostri clienti prodotti sempre all’avanguardia», conclude Masi.
«ABC Tipografia è un’azienda che ha saputo integrare nei propri flussi la laminazione a caldo senza avere nessuna esperienza pregressa in merito. Un risultato reso possibile dalla bravura del personale interno e dalla semplicità di utilizzo della MK1060ST, nonché al supporto professionale dei tecnici Heidelberg», spiega Lorenzo Ariberti, Product e Marketing Postpress Packaging di Heidelberg Italia.

Stampa diretta su oggetti cilindrici: Kebab, per faciliarti la vita

mimaki_kebab-mkii-ready-to-printDalle bottiglie ai sigilli, dalle candele alle boccette di cosmetici: sono tantissime le applicazioni possibili con l’opzione Kebab di Mimaki (distribuito in Italia da Bompan) per la stampa diretta su oggetti cilindrici con diametro da 10 mm a 110 mm. Questa esclusiva funzione è oggi disponibile anche per le flatbed UV di ultima generazione UJF-3042 MkII e UJF-6042 MkII, oltre che per la nuova UJF-7151 plus. In particolare UJF-3042 MkII è compatibile con il modello Kebab MkII, mentre per le stampanti UJF-6042 MkII e UJF-7151 plus è disponibile il modello MkII L.

Grazie ai pinch rolls, l’opzione Kebab permette ai sistemi della serie MKII di stampare direttamente su un numero ancora più elevato di oggetti, incrementando in maniera esponenziale la versatilità di queste soluzioni.

«Siamo certi che il mercato risponderà positivamente a questa nuova opportunità», commenta Rachele Bompan, CEO di Bompan Srl, «e siamo impazienti di scoprire gli innumerevoli utilizzi che i nostri clienti riusciranno a farne, poiché da sempre hanno dato prova di grande creatività nell’impiego del Kebab».

Questo optional, infatti, ha permesso a molte aziende di sviluppare nuovi business, come per esempio in ambito cosmetico. Le normative relative a questi prodotti variano notevolmente da Paese a Paese e, di conseguenza, le basse tirature di flaconi per cosmetici stanno diventando la norma. L’opzione Kebab permette di riprodurre a costi estremamente competitivi la grafica dell’etichetta direttamente sull’oggetto, anche in esemplari unici, come in occasione di eventi speciali o regali personalizzati. Molto diffusa anche la stampa diretta su bottiglie di vino da dedicare a ricorrenze speciali, come un matrimonio o edizioni limitate per annate pregiate.

Massima versatilità grazie agli inchiostri

Per rispondere alle crescenti esigenze in termini di produttività e redditività legate per esempio al mondo del retail e dei service di stampa, i nuovi sistemi UJF-3042 MkII e UJF-6042 MkII:

  • Offrono un incremento del 20% della velocità di stampa rispetto ai modelli precedenti con la possibilità di personalizzare oggetti con spessore fino a 153 mm.
  • Dispongono di funzionalità meccaniche avanzate con un piano di stampa mobile che si sposta durante il processo riducendo le vibrazioni, garantendo il posizionamento estremamente preciso della goccia, assicurando la massima qualità di stampa su una vasta gamma di oggetti e materiali.
  • Preimpostano Mimaki Expand Color nel front-end digitale RasterLink per una riproduzione aggiornata dei colori che risultano pieni e vivaci, assicurando incarnati più luminosi.
  • Garantiscono un funzionamento senza interruzioni e limitano scarti e difettosità anche grazie all’innovativo sistema di circolazione dell’inchiostro bianco Mimaki Circulation Technology (MCT), che previene la sedimentazione del pigmento, assicura la stabilità del getto d’inchiostro e riduce al minimo l’intervento manuale dell’operatore.
  • Offrono massima sicurezza grazie a una struttura appositamente studiata per evitare qualsiasi contaminazione e garantire quindi una totale soluzione di continuità.

Pixartprinting: il customer care è ora certificato TÜV

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Con il conseguimento della certificazione TÜV, Pixartprinting può oggi apporre il bollino di qualità sul proprio Customer Care multicanale. TÜV, organismo internazionale e indipendente, attesta infatti che il «sistema di gestione di Pixartprinting Spa è conforme ai requisiti della norma UNI EN 15838:2010 Servizi di relazione con il cliente, con il consumatore e con il cittadino, effettuati attraverso centri di contatto». Il certificato ottenuto, che ha l’obiettivo di definire gli standard prestazionali per il settore della relazione con i clienti, rappresenta per Pixartprinting l’esito di un lungo processo di ottimizzazione del proprio Customer Care in cui sono impiegati a oggi 50 operatori, tutti attivi nella sede di Quarto d’Altino. Ogni giorno il team risponde alle richieste dei 250mila clienti dello shop online con supporto attraverso telefono, email, chat e social. L’assistenza opera su tre livelli: prevendita, con supporto alla navigazione nel sito e consigli su prodotti e materiali; acquisto per modifiche di preventivi o file non conformi; post vendita con la gestione di eventuali contestazioni e informazioni su tempistiche di consegna e vettori.

Gli utenti di Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Germania, Portogallo, Russia e Romania hanno a disposizione un numero telefonico della propria nazione cui risponde un operatore madrelingua. A breve sarà disponibile anche il servizio in catalano e olandese. Anche i clienti americani in alcune fasce orarie della giornata sono seguiti direttamente da operatori localizzati in Italia che collaborano con i colleghi negli Stati Uniti.

Leggi tutta l’intervista a pagina 4 di Italia Grafica, ad Andrea Pizzola e Pablo Dellavedova! 

Vi siete mai chiesti dove vadano a finire le schede elettorali?

Chi non si è mai fermato almeno una volta a pensare alla quantità di carta utilizzata durante un’elezione? E che fine fa dopo lo spoglio? Il referendum del 4 dicembre non è stato da meno.

Il modello di voto italiano, stabilito dalla Carta Costituzionale all’articolo 48 prevede che il voto sia personale e segreto. E sono proprio questi due principi ad avvalorare un sistema di voto affidato ancora alle schede elettorali cartacee che garantiscono tale riservatezza, senza però gravare sull’ambiente. L’Istituto Poligrafico dello Stato richiede, infatti, l’utilizzo di schede elettorali in carta copiativa riciclabile della grammatura di 90 grammi al metro quadrato. La regola impone, inoltre, che a ogni consultazione elettorale il numero di schede elettorali stampate equivalga a quello del corpo elettorale rilevato 45 giorni prima del voto a cui va aggiunto un 30% di schede in più come scorta (10% per le singole sezioni elettorali, 10% da consegnare ai Comuni, 10% da conservare presso le prefetture). Sulla base del corpo elettorale individuato dal Ministero degli interni (più di 50 milioni di elettori*), sono state quindi oltre 65 milioni le schede elettorali stampate per la votazione di domenica 4 dicembre.

«L’enorme quantità di carta utilizzata durante elezioni e referendum è comunque recuperabile – commenta Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco – anche se i tempi di avvio al riciclo sono piuttosto lunghi. Per legge le schede elettorali stampate tornano in cartiera dopo cinque anni dalla consultazione. Solo oggi, possiamo riciclare quelle utilizzate nel referendum abrogativo del giugno 2011».

Nel caso del referendum del 2011, si tratta di oltre 210 milioni di schede elettorali, pari a 4 schede per ciascun elettore, su un corpo elettorale di oltre 50 millioni di italiani*.
Nel 2021, invece, potremo veder tornare a nuova vita le schede elettorali stampate per il tanto atteso referendum del 4 dicembre.
*fonte archivio storico delle elezioni – Ministero degli Interni

Quale futuro per l’Italia del dopo Brexit? Ecco le previsioni Confindustria

Dopo la clamorosa Brexit, che rimarrà a lungo una fonte di insicurezza, e il fallito tentativo di formare un governo in Spagna, l’autunno 2016 è stato (e continuerà a essere) denso di appuntamenti che costituiscono altrettante incognite: il referendum xenofobo ungherese, la ripetizione delle presidenziali in Austria, l’elezione del futuro inquilino della Casa Bianca negli Stati Uniti e il referendum in Italia sulla nuova Costituzione e il nuovo Governo appena formato. Non bisogna dimenticare che anche nel 2017 ci saranno altri passaggi cruciali: le presidenziali in Francia e le elezioni politiche in Germania e nei Paesi Bassi. In questo quadro così composito si inseriscono altri fattori che complicano ulteriormente le analisi e le previsioni sull’andamento dell’economia mondiale. Ci troviamo dinanzi infatti a un vistoso invecchiamento demografico, a minori guadagni di produttività generati dalle attuali innovazioni, alla dispersione di capitale umano a causa dell’alta disoccupazione, a un ridotto tasso di accumulazione del capitale, al rallentamento fisiologico della Cina e, non ultimo, a uno strisciante protezionismo.

Nel contesto di accresciuta turbolenza globale l’economia italiana presenta una debolezza superiore all’atteso.

La risalita del Pil si è arrestata già nella scorsa primavera e gli ultimi indicatori congiunturali non puntano a un suo rapido riavvio, piuttosto confermano il profilo piatto. Secondo il Centro Studi di Confindustria che ha incorporato i dati più recenti in nuove previsioni, la crescita indicata per il 2017, sebbene già del tutto insoddisfacente, non è per nulla scontata. Secondo il CSC il Pil italiano aumenterà quest’anno dello 0,7%, contro lo 0,8 inizialmente stimato, e dello 0,5% nel 2017, tornando a livelli di poco superiori ai valori del 2000. Si può parlare, a ragione, di oltre un quindicennio perduto per l’economia italiana. Una perdita che risulta ancora più grave se si raffronta tale deludente andamento con quello delle altre economie europee considerate, i cui livelli di Pil saranno l’anno prossimo saliti rispetto a quelli di inizio millennio di oltre il 20% (il 30% in Spagna). In effetti l’Italia ha confermato nella recente fase di recupero (iniziata nel 2015) la scarsa capacità di crescita già evidenziata prima della crisi: Germania, Francia e Spagna, infatti, allora erano cresciute molto di più, sono arretrate meno durante la Grande recessione e hanno recuperato più velocemente i livelli persi di Pil. Il gap di crescita, addirittura, si è ampliato dal 2007 in poi e le previsioni per quest’anno e il prossimo non lasciano intravedere una sua riduzione. Neanche nel medio periodo l’evoluzione si presenta migliore: l’Italia, infatti, ha visto ridursi non solo il livello ma anche la dinamica del Pil potenziale. Ciò rende ancora più urgente e necessario varare misure in grado di riportare la produzione italiana su ritmi di crescita più robusti, così da ridurre e possibilmente chiudere il differenziale rispetto alle altre principali economie europee.

Il traballante sistema Italia

Il dettaglio settoriale per l’Italia indica un marcato peggioramento nel manifatturiero. L’indice PMI manifatturiero, in area di espansione da febbraio 2015, segnala infatti nel periodo agostano il secondo netto calo mensile; si consolida, invece, l’espansione dell’attività nei servizi: l’indice PMI terziario è salito per il terzo mese consecutivo trainato dai nuovi ordini.

Nello scenario del Centro Studi la domanda finale interna (al netto delle scorte) farà da motore alla crescita nel biennio di previsione, contribuendo quest’anno per l’1% e il prossimo per lo 0,5%; l’apporto della domanda estera netta, invece, sarà negativo di due decimi nel 2016 e nullo nel 2017. Il CSC prevede inoltre che gli investimenti, ovvero la componente più ciclica della domanda interna, quest’anno aumentino dell’1,8%, in accelerazione dal +0,8% nel 2015, e nel 2017 dell’1,3%. Il principale sostegno proverrà dalla spesa in macchinari e mezzi di trasporto; anche quella in costruzioni è prevista in crescita dopo otto anni consecutivi di arretramento. Il più basso costo del credito e gli incentivi fiscali per l’acquisto di macchinari potrebbero infine contribuire a sostenere i piani di investimento delle imprese nei prossimi trimestri. Il basso grado di utilizzo degli impianti, la redditività intorno ai minimi e l’incertezza, politica e non, tendono invece a far rinviare i piani delle imprese.