L’industria cartaria italiana rilancia l’appello per un Patto Industriale Europeo a sostegno della competitività manifatturiera. Al centro del dibattito il vertice di Anversa, che ha visto la partecipazione della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, capi di Stato e commissari UE, insieme al presidente di Cepi Marco Eikelenboom, CEO di Sappi Europe in rappresentanza dell’industria cartaria europea.
L’incontro si inserisce nel percorso avviato con la Dichiarazione di Anversa, iniziativa sostenuta da oltre 1.300 organizzazioni industriali europee che chiede un Patto Industriale a complemento del Green Deal, con l’obiettivo di riportare la competitività al centro dell’agenda UE.
Assocarta: “Rischio deindustrializzazione senza interventi su energia ed ETS”
Assocarta sostiene con forza la Dichiarazione e sollecita politiche europee capaci di coniugare investimenti, occupazione e transizione climatica.
«Le industrie ad alta intensità energetica stanno affrontando pressioni senza precedenti», dichiara il presidente di Assocarta, Lorenzo Poli.
Secondo Poli:
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I costi dell’energia restano circa il doppio rispetto al periodo pre-crisi
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I prezzi dell’ETS (Emission Trading System) sono quadruplicati rispetto al pre-Covid
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Le pratiche commerciali sleali, aggravate dai dazi statunitensi, erodono la competitività
«Senza interventi immediati su energia, ETS e difesa commerciale, il rischio di una deindustrializzazione irreversibile è concreto», sottolinea Poli.
Asimmetrie energetiche e ambientali: il nodo europeo
Un ulteriore elemento critico riguarda le forti asimmetrie nei costi energetici e ambientali tra Stati membri, che penalizzano la produzione nazionale e incentivano la delocalizzazione degli investimenti.
Il settore cartario europeo rientra tra le industrie manifatturiere ad alta intensità energetica che complessivamente generano oltre 1.500 miliardi di euro di fatturato e occupano 6,6 milioni di lavoratori diretti in Europa.
Il paradosso del riciclo: Italia leader ma export di macero in crescita
Accanto alla crisi energetica emerge il cosiddetto paradosso del riciclo. L’Italia è leader nel recupero della carta, ma ogni anno esporta oltre 1,7 milioni di tonnellate di macero, pari a circa un quarto della raccolta nazionale. Parte di questa materia prima viene trasformata all’estero per poi rientrare nel nostro Paese sotto forma di prodotti finiti.
Il risultato:
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perdita di valore industriale aggiunto
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riduzione dei benefici ambientali legati al riciclo di prossimità
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impatto negativo su occupazione e filiera grafica
Dal 2025 hanno cessato l’attività sei cartiere su circa 150 impianti, mentre il sistema produttivo opera sotto la soglia ottimale del 90–95% di utilizzo della capacità.
Industria e transizione verde: un equilibrio da ricostruire
«La Dichiarazione di Anversa indica una direzione chiara», conclude Poli. «Servono energia competitiva, un ETS sostenibile e politiche industriali europee coerenti per mantenere la produzione in Europa. Senza industria, non c’è transizione verde né vera economia circolare».
Per la filiera grafica e cartaria italiana il tema è strategico: costi energetici, sostenibilità ambientale e competitività internazionale rappresentano oggi le tre leve decisive per il futuro del comparto.



