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Stampa digitale inkjet a foglio: il vero cambio di passo per la produzione professionale

La stampa digitale inkjet a foglio segna una nuova era nel settore, offrendo qualità costante, costi ottimizzati e massima flessibilità. Il sistema Kyocera TASKalfa Pro 15000c unisce innovazione e affidabilità nella stampa di produzione.

Per anni il settore della stampa ha assistito a un’evoluzione costante, dal tradizionale offset alle prime soluzioni digitali a toner, fino ai sistemi a bobina per l’alta produzione. Oggi, la trasformazione è entrata in una nuova fase: la stampa digitale inkjet a foglio rappresenta il vero cambio di passo per le aziende che vogliono coniugare produttività, qualità e sostenibilità, senza più compromessi.

Questa tecnologia completa il percorso della digitalizzazione del printing, unendo la flessibilità dei lavori on demand alla velocità e all’affidabilità richieste nei reparti di produzione. Non a caso, è considerata la scelta più strategica per il futuro degli investimenti da parte di direttori di stabilimento e responsabili di stampa.

Le priorità di chi investe nella stampa di produzione

Chi guida un’azienda di stampa oggi sa che la tecnologia è una leva fondamentale di competitività. Nel valutare un nuovo sistema di stampa di produzione digitale, gli stampatori indicano alcuni fattori chiave che influenzano in modo determinante le loro decisioni d’acquisto.

Quando si valutano le stampanti a getto d’inchiostro per la produzione, le priorità più ricorrenti sono:

  • Affidabilità e continuità operativa, con un tempo di attività sempre costante;
  • Qualità di stampa elevata, stabile e ripetibile nel tempo;
  • Assistenza tecnica competente e reattiva, capace di garantire interventi rapidi;
  • Costi di gestione e manutenzione sostenibili, per una previsione chiara dei margini;
  • Produttività e velocità coerenti con le esigenze dei clienti e del mercato.

In questo contesto, la stampa digitale inkjet a foglio emerge come la risposta più completa: una tecnologia capace di garantire volumi elevati, tempi di setup ridotti e una gestione semplificata, in grado di adattarsi tanto alle tirature corte quanto alle produzioni più impegnative.

Perché la stampa digitale inkjet a foglio è il nuovo paradigma

L’adozione dell’inkjet non è solo un salto di qualità, ma un cambio di paradigma produttivo. Con il superamento delle limitazioni del toner, questa tecnologia consente di automatizzare il flusso di lavoro, riducendo i fermi macchina e migliorando la prevedibilità dei costi.

A livello operativo, il minor consumo energetico, la riduzione degli sprechi e la capacità di gestire una gamma più ampia di supporti (dai materiali standard alle carte speciali) trasformano l’inkjet in una scelta sostenibile e versatile.

Le aziende possono così rispondere in modo agile a richieste di personalizzazione, tirature variabili e consegne rapide, ottimizzando il ROI e liberando risorse per nuovi progetti di crescita.

TASKalfa Pro 15000c: la proposta Kyocera per l’eccellenza produttiva

In questo scenario Kyocera Document Solutions si distingue con una soluzione che incarna tutti i punti di forza della stampa digitale inkjet a foglio: il sistema TASKalfa Pro 15000c.

Progettato per ambienti di produzione che richiedono affidabilità continua e alti volumi, questa macchina combina precisione meccanica, gestione intelligente degli inchiostri e costi di esercizio tra i più competitivi della categoria.

TASKalfa Pro 15000c è basata su un’architettura inkjet piezoelettrica con teste Kyocera proprietarie, note per la loro durata e stabilità nel tempo.

La risoluzione di 600×600 dpi reali garantisce una resa impeccabile su testi e immagini, mentre la velocità fino a 150 pagine A4 al minuto consente di affrontare senza esitazioni produzioni impegnative o picchi di commessa.

Il sistema di asciugatura ottimizzato riduce i tempi tra stampa e finitura, mentre la gestione avanzata del colore mantiene costante la qualità anche nei lunghi cicli di lavoro.

A tutto questo si aggiunge un’interfaccia utente intuitiva, che semplifica il setup e permette agli operatori di intervenire con rapidità anche in caso di lavori complessi o personalizzati.

Dal punto di vista economico la TASKalfa Pro 15000c offre un TCO (Total Cost of Ownership) estremamente competitivo, grazie alla bassa manutenzione programmata e alla robustezza dei componenti, elemento distintivo del DNA Kyocera.

Un investimento che si traduce nel tempo in stabilità produttiva, margini costanti e minori fermi macchina, favorendo la continuità operativa e la pianificazione accurata delle commesse.

Una scelta strategica per la crescita

In un mercato dove i margini si giocano sulla capacità di innovare e ottimizzare, la stampa digitale inkjet a foglio rappresenta una scelta strategica per chi vuole affrontare il futuro con strumenti moderni e affidabili.

Kyocera Document Solutions, con la TASKalfa Pro 15000c, mette a disposizione degli stampatori una soluzione che combina produttività, qualità e sostenibilità, portando la stampa di produzione verso una nuova era.

Per scoprire come la tecnologia di stampa digitale inkjet a foglio può trasformare la produzione, contatta gli esperti Kyocera per una consulenza personalizzata sul sistema TASKalfa Pro 15000c.

Federazione Carta e Grafica: il 25 giugno a Roma l’Assemblea su industria, competitività e bene comune

La competitività dell’industria italiana, la sostenibilità della filiera e il contributo del settore al bene comune saranno al centro dell’Assemblea Pubblica della Federazione Carta e Grafica, in programma il prossimo 25 giugno 2026 alle ore 14.30 presso Palazzo Rospigliosi a Roma.

L’evento, intitolato “Industria, competitività e bene comune”, riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e dell’informazione per approfondire il ruolo strategico della filiera carta, grafica e trasformazione nello sviluppo economico e sociale del Paese.

Ad aprire i lavori sarà il presidente della Federazione Carta e Grafica, Andrea D’Amato, che illustrerà le principali sfide e le prospettive di un comparto considerato tra le eccellenze del manifatturiero italiano, protagonista dei processi di innovazione industriale e della transizione ecologica e circolare.

In anteprima il primo Rapporto economico della filiera Carta e Grafica

Nel corso dell’Assemblea verrà presentato e distribuito in anteprima il 1° Rapporto economico della filiera Carta e Grafica, uno strumento di analisi che offrirà una fotografia aggiornata dell’andamento del settore e del suo peso nell’economia nazionale.

Il rapporto metterà in evidenza il contributo della filiera alla creazione di valore, all’occupazione e allo sviluppo sostenibile, fornendo dati e indicatori utili per comprendere le dinamiche economiche e industriali di uno dei comparti più rilevanti del Made in Italy.

Il confronto con istituzioni e Parlamento

L’Assemblea proseguirà con una tavola rotonda dedicata alle politiche industriali, ambientali e culturali necessarie per sostenere la crescita del settore.

Al dibattito parteciperanno l’On. Elisa Montemagni, firmataria della proposta di legge per l’istituzione della Giornata nazionale del riciclo della carta, l’On. Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati, l’On. Pierfrancesco Maran, presidente della Commissione Ambiente, Clima e Sicurezza Alimentare del Parlamento Europeo, e l’On. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

A moderare l’incontro sarà Celestina Dominelli, giornalista de Il Sole 24 Ore.

Conclusioni affidate al presidente di Confindustria Emanuele Orsini

Le conclusioni dell’Assemblea saranno affidate a Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, che offrirà una riflessione sulle strategie necessarie per rafforzare la competitività del sistema industriale italiano.

L’appuntamento rappresenta un’importante occasione di confronto per valorizzare il ruolo della filiera carta e grafica, un ecosistema che integra produzione, innovazione, economia circolare e cultura, contribuendo in modo significativo alla crescita del Paese e alla sostenibilità delle sue filiere produttive.

Guandong, Edofilm debutta sul mercato internazionale e registra il sold out del primo lotto

Il debutto internazionale di Edofilm, la nuova linea premium di vinili autoadesivi presentata da Guandong in occasione di Fespa 2026 a Barcellona, segna un risultato immediato: il primo lotto del prodotto è già sold out, confermando un forte interesse da parte del mercato globale.

L’evento fieristico si è trasformato in un punto d’incontro strategico per distributori, clienti e professionisti internazionali, con lo stand Guandong tra i più visitati per tutta la durata della manifestazione. Il nuovo Edofilm è stato al centro delle principali discussioni commerciali, attirando operatori interessati ad approfondirne caratteristiche tecniche e potenzialità applicative.

Secondo le dichiarazioni di Edoardo Elmi, presidente di Guandong, la partecipazione a Fespa 2026 ha evidenziato un ritorno alla dimensione più concreta delle fiere internazionali, con un contatto diretto e produttivo tra azienda e mercato. L’interesse riscontrato si è tradotto in trattative concluse direttamente in fiera, un elemento che negli ultimi anni risultava sempre più raro nel settore.

Accanto a Edofilm, ha suscitato forte attenzione anche la gamma di soluzioni dedicate alla decorazione del vetro, con effetti estetici innovativi e applicazioni per retail e interior design. Particolare interesse anche per le 12 varianti della linea One Way Vision, che combinano funzionalità e resa visiva in ambito stampa digitale.

Riflettori puntati inoltre su altre soluzioni della gamma Guandong, tra cui il compound magnetico Mairon, i fogli sintetici Mr. Magnus e la collezione Super Wide Format, che conferma l’approccio tailor-made dell’azienda anche nelle applicazioni di grande formato.

Fedrigoni accelera la decarbonizzazione: accordo strategico sul biometano per gli stabilimenti italiani

Il Gruppo Fedrigoni ha sottoscritto uno dei primi accordi italiani di fornitura a lungo termine di biometano, coprendo circa il 40% del fabbisogno di gas dei propri stabilimenti produttivi in Italia. L’iniziativa rafforza la resilienza energetica del Gruppo, potenzia la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e consente una riduzione dal 30% al 50% dell’impronta carbonica cradle-to-gate dei prodotti realizzati in questi siti.

In qualità di produttore cartario, Fedrigoni opera in un settore hard-to-abate, caratterizzato da limitazioni tecnologiche all’elettrificazione e da emissioni di processo inevitabili. La sostituzione del gas naturale fossile con biometano rinnovabile rappresenta oggi una delle leve più concrete per intervenire sia sulla resilienza sia sull’intensità carbonica della produzione cartaria.

Il biometano è un gas rinnovabile distribuito attraverso l’attuale rete nazionale del gas, allocato a stabilimenti dedicati, già applicato presso il sito di Varone (TN) e certificato tramite Garanzie di Origine (GO) e Proof of Sustainability (PoS), in conformità ai meccanismi europei di tracciabilità e certificazione dell’energia rinnovabile e secondo i criteri di sostenibilità RED II/III.

L’accordo, siglato con importanti operatori attivi nello sviluppo, nell’acquisizione e gestione del biometano, Verdalia Bioenergy, CH1 S.r.l., Fri-El e Bio.Methane.Hub S.r.l., rappresenta uno dei primi contratti di fornitura a lungo termine di biometano nel settore cartario italiano. Grazie alla copertura di circa il 40% del fabbisogno di gas degli stabilimenti coinvolti tramite contratti a lungo termine di biometano, Fedrigoni riduce in modo significativo la propria esposizione alla volatilità geopolitica e la dipendenza dai combustibili fossili importati.

Parallelamente, la sostituzione di una quota dei consumi di gas naturale fossile con biometano consente di ridurre dal 30% al 50% l’impronta carbonica cradle-to-gate dei prodotti realizzati negli stabilimenti partecipanti, a seconda della linea di prodotto.

Questa iniziativa rappresenta una tappa concreta della strategia di sostenibilità Making Progress di Fedrigoni e dei suoi obiettivi ESG 2030: un framework di impegni misurabili e basati su dati concreti che spaziano dalla riduzione delle emissioni, alla progettazione dei prodotti in ottica di economia circolare e all’approvvigionamento responsabile. Oltre all’impatto ambientale, il progetto dimostra che decarbonizzazione e resilienza della supply chain non sono priorità in competizione tra loro, ma elementi che si rafforzano reciprocamente.

“La transizione energetica è realmente sostenibile solo quando rafforza anche competitività e resilienza, per Fedrigoni e per i clienti che si affidano a noi”, commenta Stefano Zanoni, Group Head of Energy Transition di Fedrigoni.

Durst: nuovo polo per la stampa tessile digitale

Il 4 giugno 2026 si è svolta a Luisago, in provincia di Como, la cerimonia ufficiale di groundbreaking per “Durst Como”, il nuovo polo produttivo e di innovazione del Gruppo Durst dedicato alla stampa digitale tessile.

Completata l’integrazione di Aleph a fine 2025, l’azienda di Bressanone ha infatti inaugurato ufficialmente la nuova sede alle porte di Como, interamente dedicata al tessile.

«È l’ultimo passaggio di un progetto iniziato oltre dieci anni fa con le prime stampanti per il mondo tessile – ricorda Christoph Gamper  CEO e Co-Owner di Durst Group -. Arrivati a novant’anni nella nostra storia, è il momento di portare il Made in Durst a Como».

Realtà dedicata, Durst Como è destinato a diventare un vero e proprio polo specializzato, il quarto per l’azienda e il primo in Lombardia. Un progetto per un investimento di venti milioni di euro, destinati a trasformare un edificio esistente, in linea con la grande attenzione alla sostenibilità, in un vero e proprio centro di riferimento anche per la ricerca e per mostrare le proprie tecnologie ai clienti.

Un polo multifunzionale

«Rientra nella nostra visione di Industrial Intelligence – prosegue Gamper -. Questo sarà un centro dove non si parla dolo di stampanti, ma anche software, progetti ERP, strumenti di backoffice e IA. Un polo di ricerca su tecnologie e inchiostri, oltre al Customer Experience Center».

Aspetto non secondario, la struttura di Luisago rappresenta per Durst anche un’importante alternativa logistica alla sede storica di Bressanone, al quale si aggiungono preziose opportunità di collaborazioni con il territorio, dalle competenze cresciute nel tempo fino al mondo della formazione.

Negli ultimi dodici anni, il Gruppo ha investito complessivamente oltre 50 milioni di euro nel tessile, con iniziative dedicate allo sviluppo dei mercati internazionali, al potenziamento delle infrastrutture di laboratorio e al rafforzamento dei propri siti di Bressanone e Kufstein in Austria. Arrivata a un fatturato di 430 milioni di euro, l’obiettivo dichiarato è raddoppiarlo nei prossimi cinque anni, proprio contando anche sull’ulteriore consolidamento del proprio ruolo nelle tecnologie per la stampa tessile industriale.

«Costruire macchine per il tessile è una grande sfida, per qualcuno addirittura rischiosa. Ma io credo in un progetto italiano dal respiro europeo, dove possiamo imparare molto da una zona capace di costruire da secoli l’eccellenza nel settore».

Una sede all’insegna della sostenibilità

Nei prossimi mesi, l’edificio di 20000 mq è destinato a cambiare completamente aspetto, per allinearsi prima di tutto ai canoni estetici Durst, ma anche a quelli considerati altrettanto importanti legati alla sostenibilità. Tra le misure previste, l’installazione di pompe di calore in sostituzione degli attuali impianti di riscaldamento a gas e, nella prima fase del progetto,  un impianto fotovoltaico di circa 600 kWp per la produzione di energia elettrica 100% green. In linea con le iniziative già adottate negli altri siti del Gruppo, la sede di Como ospiterà una colonia di api come ulteriore misura a supporto della biodiversità e dell’ecosistema locale. A completare il quadro della volontà di portare un pizzico di Alto Adige in Lombardia, la simbolica messa a dimora di un tiglio, in linea con quanto fatto a suo tempo nel quartier generale.

«Oltre alla produzione delle stampanti per il tessile a base acqua – ribadisce Alessandro Manes, Director Global Sales Industrial Textile di Durst -, sarà un laboratorio per lo sviluppo di inchiostri dedicati e un importante polo logistico e magazzino, trasferendo una parte dei materiali dalle sedi in Austria. Inoltre, il centro si occuperà di ricerca in robotica, diventano fulcro del progetto Kyveris rivolto all’automazione e all’Intelligenza Artificiale».

Nei mille metri quadrati dedicati al Customer Experience Center ci sarà inoltre spazio per mostrare le tecnologie ai clienti, ma accogliere anche operatori del settore, a partire dai creativi, senza trascurare le scuole.

«Non vogliamo limitarci a mostrare, ma siamo interessati ad ascoltare – sottolinea Manes -. Vediamo un mercato in forte trasformazione, una fase difficile dove servono flessibilità e rinnovamento. Vogliamo contribuire guidando il cambiamento, essere parte dei processi per i nostri clienti, in sinergia con il territorio».

Nella culla del tessile, dove c’è sempre da imparare

Il progetto iniziato tre anni fa con l’acquisizione di Aleph entra quindi nel vivo. In cantiere, una piattaforma di stampa dedicata al tessile con tecnologie inkjet a dieci colori a base acqua, a partire da testine Kyocera da 600 dpi e Ricoh Gen 5. Alternative valutate in base alla formulazione degli inchiostri, per trovare la massima resa e garantire comunque più opzioni in linea con le esigenze.

«Abbiamo scelto Como, perché il tessile è nato qua. Dove ci sono quindi le competenze e un ecosistema unico al mondo. Per questo vogliamo investire nel territorio, dialogando con tutte le realtà locali».

Come facile immaginare, una mossa ampiamente apprezzata proprio dove la storia secolare del settore attraversa uno dei momenti più difficili, per quella imprevedibile combinazione di eventi ormai nota e consolidata, all’origine di grandi difficoltà per il tessuto imprenditoriale locale. «Per assecondare la trasformazione digitale dell’industria abbiamo bisogno di coraggio e oggi l’abbiamo trovato – afferma Gianluca Brenna, Presidente di Confindustria Como e titolare di Stamperia di Lipomo -. Se aggiungiamo il nostro, allora la ricerca Durst può diventare un motore importante per tutte le attività del settore e della zona».

All in Print China 2026: a Shanghai la 10ª edizione della fiera internazionale della stampa

Powered by drupa, All in Print China è una delle più influenti fiere del settore stampa in Asia. Co-organizzata da Printing Technology Association of China, China Academy of Printing Technology e Messe Düsseldorf (Shanghai) Co., Ltd, l’evento si è affermato come piattaforma strategica internazionale dal 2003, con nove edizioni di successo già realizzate.

In oltre 20 anni di storia, la manifestazione ha rappresentato un punto di incontro fondamentale per aziende globali, favorendo lo scambio tra fornitori e buyer e la diffusione di tecnologie innovative. Non a caso è definita la “finestra orientale dell’industria mondiale della stampa”.

All in Print China 2026: date e location

La 10ª edizione di All in Print China si terrà:

📅 12 – 16 ottobre 2026
📍 Shanghai New International Expo Centre

Numeri chiave dell’edizione 2026

L’evento si conferma tra i più grandi appuntamenti globali del settore:

  • 120.000+ m² espositivi in 10 padiglioni
  • 1.200+ brand leader da oltre 20 paesi
  • 7 segmenti tematici lungo tutta la filiera della stampa
  • 60+ eventi in contemporanea
  • Forte presenza internazionale con espositori da Europa, Nord America e Asia

Le tecnologie protagoniste: il futuro della stampa

All in Print China 2026 metterà al centro le innovazioni che stanno trasformando il settore:

  • AI-driven workflow automation
  • Stampa digitale e produzione flessibile
  • Stampa 3D e funzionale
  • Soluzioni smart e sostenibili
  • Digitalizzazione e tecnologie intelligenti integrate

L’obiettivo è accelerare la trasformazione verso una produzione sempre più automatizzata, connessa e sostenibile.

I 7 segmenti della fiera

La manifestazione copre l’intera catena del valore della stampa:

1. Digital Printing e Pre-press

Tecnologie avanzate, nuove applicazioni e processi digitali innovativi.

2. Comprehensive Printing

Soluzioni integrate per la stampa e la trasformazione industriale.

3. Package Printing e Post-press Converting

Processi avanzati come fustellatura, laminazione, hot stamping e incollaggio.

4. Comprehensive Packaging

Packaging in carta, plastica e metallo con focus su sostenibilità e personalizzazione.

5. Labelling & Flexible Packaging

Tecnologie avanzate per etichette e packaging flessibile.

6. Inchiostri e materiali innovativi

Materiali eco-friendly, carte, lastre e consumabili di nuova generazione.

7. Digital & Intelligent Technologies

AI, IoT, 5G e digital twin applicati all’industria della stampa.

Le tre Future Trend Zone

All in Print China 2026 introduce tre aree strategiche dedicate al futuro:

  • Future Technology Zone: innovazioni di alto livello e tecnologie emergenti
  • Digital Intelligence Zone: focus su smart manufacturing e digitalizzazione
  • Industry Convergence Zone: integrazione tra filiere e supply chain

Perché è un evento strategico per le aziende

Partecipare ad All in Print China significa:

  • Accedere a insight esclusivi sul mercato cinese e asiatico
  • Conoscere tecnologie e soluzioni di ultima generazione
  • Creare networking con leader globali del settore
  • Espandere il proprio business in Asia
  • Scoprire nuove opportunità di collaborazione internazionale

Nel 2023, il 59,89% dei partecipanti internazionali proveniva dall’Asia, a conferma della forte centralità della regione.

Un evento sempre più globale

Con il supporto di drupa, l’edizione 2026 rafforza la sua dimensione internazionale:

  • Oltre 120 espositori internazionali attesi
  • Area espositiva internazionale superiore a 12.000 m²
  • Forte partecipazione da Europa, America e Asia

Organizzazione e network internazionale

All in Print China è organizzata da Messe Düsseldorf (Shanghai) Co., Ltd.

👉 Info organizzatore: Messe Düsseldorf Shanghai
👉 Network globale: Messe Düsseldorf for Asia

Il gruppo Messe Düsseldorf è uno dei principali organizzatori fieristici mondiali, con una rete consolidata in Asia che include Cina, India, Giappone e ASEAN.

All in Print China 2026 si conferma come uno degli appuntamenti più importanti per l’industria globale della stampa e del packaging. Innovazione, digitalizzazione, sostenibilità e networking internazionale saranno i pilastri di un’edizione destinata a segnare un nuovo punto di svolta per il settore.

Platinum Technologies accelera l’evoluzione industriale di Liyu

Fespa 2026 ha rappresentato un passaggio strategico per Platinum Technologies, la nuova divisione europea nata a Düsseldorf come quartier generale internazionale e centro R&D di Liyu dedicato allo sviluppo delle tecnologie industriali di fascia alta.

Con una delle presenze tecnologiche più imponenti, Platinum Technologies ha mostrato la direzione evolutiva intrapresa dal brand: non più soltanto sistemi di stampa ad alte prestazioni, ma piattaforme industriali progettate per aumentare automazione, integrazione produttiva, continuità operativa e controllo dei processi.

In un mercato in cui la competitività dipende sempre più dalla capacità di costruire ecosistemi efficienti, ridurre i tempi improduttivi e automatizzare il workflow produttivo, l’azienda ha presentato a Fespa 2026 cinque nuove soluzioni industriali di alta gamma sviluppate per garantire maggiore affidabilità, produttività e integrazione dei processi.

Signature Series Hybrid: la stampa nell’era dell’automazione integrata

Tra le novità più rilevanti spicca la nuova Signature Series Hybrid, disponibile nei formati 205 e 330 cm, configurabile fino a 10 colori e con carrello industriale fino a 40 teste di stampa.

La piattaforma integra un sistema robotizzato per il carico e scarico automatico dei materiali rigidi, riducendo l’intervento manuale e aumentando stabilità ed efficienza dell’intero ciclo produttivo. L’architettura è stata progettata per garantire continuità produttiva, gestione evoluta dei materiali e riduzione delle interruzioni operative.

Signature Flatbed: nuova piattaforma UV LED ad altissima produttività

Festa 2026 ha segnato anche il debutto della nuova Signature Flatbed, piattaforma UV LED industriale sviluppata per la stampa diretta su materiali rigidi.

Con formato 330 × 205 cm, configurazione fino a 12 colori e carrello industriale fino a 60 teste di stampa, la nuova Flatbed punta a garantire precisione, stabilità meccanica, potenza produttiva e controllo operativo anche nei cicli di lavoro più intensivi.

La possibilità di integrare opzionalmente il modulo roll-to-roll consente inoltre di gestire materiali rigidi e flessibili su un’unica piattaforma industriale.

Signature R5300: la nuova generazione UV roll-to-roll da 5 metri

Grande attenzione anche per la nuova Signature R5300, piattaforma UV roll-to-roll da 5 metri progettata per produzioni continue ad altissimo volume.

La struttura ultra-heavy-duty, il carrello industriale fino a 60 teste e la configurazione fino a 10 colori posizionano la macchina nel segmento più avanzato della stampa industriale su supporti flessibili.

Tra le caratteristiche più evolute figurano le configurazioni multi-roll, i sistemi integrati per la gestione automatizzata dei banner mesh e il taglio verticale e orizzontale direttamente integrato nel workflow produttivo, con l’obiettivo di ridurre i passaggi intermedi e aumentare l’efficienza dell’intero processo.

QPack: Platinum Technologies entra nel packaging industriale

A completare la nuova visione industriale arriva QPack, soluzione sviluppata per il settore packaging e cartotecnico industriale.

La piattaforma, progettata per la stampa diretta su cartone, integra sistemi automatici di caricamento materiale, tecnologia water-based e produttività fino a 550 mq/h.

L’ingresso nel settore del packaging rappresenta un passaggio strategico che amplia l’ecosistema tecnologico dell’azienda verso applicazioni industriali ad alto volume, dove precisione, ripetibilità e continuità operativa assumono un ruolo centrale.

Automazione industriale e integrazione robotica

Uno degli aspetti più significativi emersi durante Fespa 2026 riguarda l’evoluzione di Platinum Technologies nel campo dell’automazione industriale avanzata.

L’azienda ha presentato nuove integrazioni robotiche basate su bracci antropomorfi industriali PLATINUM DS21 Robotic Handling. La divisione europea ha integrato nel proprio team ingegneri specializzati nello sviluppo e nella personalizzazione software e hardware dei sistemi robotizzati, con l’obiettivo di ottimizzare i processi di stampa, movimentazione e taglio all’interno dei moderni workflow industriali.

Oltre la stampante: la nuova direzione industriale di Platinum Technologies

Il messaggio emerso è chiaro: Liyu, attraverso Platinum Technologies, sta costruendo una nuova generazione di sistemi industriali ad alta integrazione.

Le tecnologie presentate segnano un’evoluzione orientata verso automazione, continuità produttiva, integrazione dei processi e industrializzazione del workflow. In questo scenario, Platinum Technologies si propone come motore europeo dello sviluppo industriale di LIYU, interpretando la stampa industriale come parte di un processo produttivo integrato, automatizzato e scalabile.

Tutte le tecnologie presentate sono disponibili per demo personalizzate presso il Centro R&D Liyu Italia di Milano – Peschiera Borromeo e presso il quartier generale Platinum Technologies di Düsseldorf.

Canon: l’evoluzione che sta trasformando il business della stampa

Paolo Organo, product marketing manager production IPSG di Canon Italia, analizza le principali trasformazioni che stanno ridefinendo il settore della stampa professionale, con particolare attenzione al ruolo crescente dell’inkjet di produzione come leva strategica per efficienza, personalizzazione e sostenibilità.

“Negli ultimi vent’anni il settore della stampa ha attraversato trasformazioni profonde, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento. L’avvento dei media digitali ne ha ridefinito il ruolo all’interno di un ecosistema sempre più integrato e multicanale.

Oggi non ha più senso parlare di digitale e stampa come dimensioni contrapposte. Al contrario, la loro integrazione rappresenta una delle leve più efficaci per costruire comunicazioni rilevanti e differenzianti. In questo contesto, la stampa mantiene un valore distintivo: è un touchpoint fisico, tangibile, capace di generare attenzione e coinvolgimento in modo complementare rispetto ai canali digitali. Recenti ricerche Canon indicano che il 65% dei professionisti del marketing integra regolarmente la stampa con la pubblicità digitale, perché il supporto fisico cattura l’attenzione del consumatore per il 42% di tempo in più rispetto al digitale.

Tuttavia, questa evoluzione impone ai fornitori di servizi di stampa un cambio di paradigma. Le logiche produttive tradizionali non sono più sufficienti per rispondere a una domanda caratterizzata da tirature sempre più brevi, tempi di consegna compressi e crescente richiesta di personalizzazione. In parallelo, fattori come l’aumento dei costi delle materie prime e la scarsità di competenze tecniche stanno ridefinendo i margini operativi del settore.

In questo scenario, la stampa inkjet di produzione emerge come una leva strategica capace di abilitare nuovi modelli industriali, più agili, sostenibili e orientati al valore.

Uno scenario in trasformazione

Per comprendere dove stiamo andando, dobbiamo guardare alle tempeste che abbiamo superato. Dal 2020 i fornitori di servizi di stampa (PSP) hanno dovuto navigare tra le conseguenze di uno shock economico senza precedenti e di una digitalizzazione accelerata. Le interruzioni della catena di fornitura, la carenza di materie prime e la difficoltà nel reperire manodopera qualificata hanno imposto una ridefinizione dei modelli di business.

I dati Smithers ci dicono che siamo nel pieno di una transizione epocale: mentre il mercato della stampa analogica tradizionale mostra una contrazione annua costante del 3,1%, il comparto digitale – e l’inkjet in particolare – sta vivendo una crescita dirompente. Entro il 2027, il valore globale dell’inkjet raggiungerà i 128,9 miliardi di dollari mentre si stima che i volumi di stampa inkjet arriveranno fino a 1.700 miliardi di stampe equivalenti A41.

Questa evoluzione tecnologica risponde a nuove esigenze di mercato che né l’offset tradizionale né, da solo, il digitale a toner riescono più a soddisfare: tirature sempre più brevi, tempi di consegna ridotti al minimo e un livello di personalizzazione che essere garantito solo dalla gestione on-demand del dato variabile, tipica delle tecnologie inkjet.

Inkjet di produzione: da tecnologia a leva di business

Ridurre la tecnologia inkjet a una semplice evoluzione tecnica sarebbe limitante. Il suo valore risiede nella capacità di incidere direttamente sulla struttura economica e operativa dei servizi di stampa.

Dal punto di vista dei costi, l’eliminazione delle lastre e la riduzione dei tempi di avviamento consentono di superare una delle principali rigidità dell’offset, rendendo sostenibili anche lavorazioni a bassa tiratura. Parallelamente, la diminuzione degli scarti e dei passaggi manuali contribuisce a un utilizzo più efficiente delle risorse.

Sul fronte dell’efficienza, l’integrazione con flussi di lavoro digitalizzati permette di gestire volumi crescenti di commesse senza un incremento proporzionale della complessità operativa. In un contesto in cui la disponibilità di competenze è sempre più limitata, questo rappresenta un vantaggio competitivo concreto.

Ma è soprattutto nella capacità di abilitare nuove applicazioni che l’inkjet esprime il suo potenziale. Dalla produzione editoriale on-demand al direct marketing personalizzato, fino al packaging e alla comunicazione one-to-one, la stampa diventa uno strumento dinamico, capace di adattarsi alle esigenze del cliente finale e di generare valore lungo l’intera filiera.

La capacità di muoversi agilmente tra diversi volumi di produzione e tipologie di stampa, rispondendo alle richieste anche di micro-tirature personalizzate, rapide e di alta qualità è ciò che distinguerà nei prossimi anni i PSP di successo.

In questo scenario, gamme come varioPRINT iX, ProStream e ColorStream di Canon sono progettate per integrarsi nei workflow aziendali, ridurre i tempi e garantire una qualità paragonabile all’offset. Ognuna di queste soluzioni è infatti concepita per rispondere a specifiche sfide produttive con prestazioni d’avanguardia:

la serie varioPRINT iX, ad esempio, ha elevato gli standard qualitativi e produttivi della stampa a foglio singolo B3 grazie alla tecnologia iQuariusiX,, Ampliando notevolmente gli ambiti applicatibvi anche grazie alla possibilità di gestire supporti non trattati e con grammature  fino a 450 g/m². Stampante di riferimento da molti anni per chi opera nell’editoria commerciale e di pregio. La gamma ProStream rappresenta invece il punto di riferimento del modulo continuo ad alta velocità, assicurando risultati cromatici eccellenti su un’ampia scelta di carte digitali, naturali, non trattate e offset tradizionali grazie alla tecnologia Smart ColorGrip. Infine laddove, oltre l’affidabilità anche la produttività è priorità assoluta, come nel settore transazionale o nella produzione editoriale, la serie ColorStream garantisce una continuità operativa senza pari con velocità che raggiungono i 200 m/min, e grammature che spaziano dai 30 ai 240gmq , permettendo così alle aziende di scalare il proprio business con la massima efficienza.

Il vero salto: integrazione e stampa data-driven

Il passaggio più significativo riguarda tuttavia il ruolo della stampa all’interno dell’infrastruttura digitale delle aziende. In un ecosistema sempre più guidato dai dati, la stampa non può più essere gestita come un processo isolato, ma deve dialogare in modo nativo con sistemi gestionali, piattaforme CRM e strumenti di marketing automation.

È in questo contesto che prende forma il concetto di stampa programmatica. Analogamente a quanto avviene nel digitale, la produzione di contenuti stampati può essere attivata automaticamente a partire da un evento o da un comportamento dell’utente, generando comunicazioni personalizzate e tempestive. Il risultato è una perfetta integrazione tra canali fisici e digitali, in grado di amplificare l’efficacia delle strategie di comunicazione.

Per i fornitori di servizi di stampa, ciò implica un’evoluzione profonda dei workflow. L’automazione end-to-end diventa un elemento imprescindibile per gestire volumi crescenti di micro-lavori, garantendo al contempo qualità, coerenza e tempi di esecuzione ridotti. La capacità di monitorare e governare in tempo reale processi complessi diventa quindi parte integrante del valore offerto.

Automazione: l’infrastruttura per la gestione della complessità

Gestire una moltitudine di piccoli ordini personalizzati richiede un livello di efficienza che non può essere raggiunto manualmente. L’automazione del workflow è l’unica via per mantenere la redditività.

In questo senso, una piattaforma come Canon PRISMA funge da sistema nervoso centrale della produzione, eliminando gli interventi manuali e gestendo i flussi di lavoro end-to-end, dalla ricezione del file alla finitura.

Questa suite modulare trasforma radicalmente l’operatività quotidiana: strumenti come PRISMAprepare, ad esempio, consentono una preparazione dei documenti (“make-ready”) impeccabile e velocissima grazie a un’anteprima WYSIWYG che azzera gli errori, mentre PRISMAdirect centralizza l’acquisizione dei lavori da canali diversi, semplificando la gestione degli ordini. Il controllo si estende oltre la sala stampa grazie a PRISMAlytics Dashboard, una soluzione basata su cloud che analizza in tempo reale i Key Performance Indicators (KPI) di tutti i dispositivi.

Questo ecosistema integrato non solo garantisce una coerenza cromatica e una continuità operativa costante anche su produzioni estremamente complesse e frammentate, ma riduce drasticamente il rischio di errori, trasformando il PSP in un partner consulenziale strategico, capace di muoversi alla stessa velocità del business digitale dei propri clienti. Si tratta di un modo di lavorare che rende la stampa parte naturale dell’infrastruttura digitale dei clienti, aumentando la velocita e l’efficienza degli output dei fornitori di servizi di stampa. 

Sostenibilità come fattore competitivo

Accanto a efficienza e integrazione, la sostenibilità si afferma come uno dei principali driver di trasformazione del settore. Non si tratta più solo di un elemento reputazionale, ma di una leva operativa che incide direttamente su costi e competitività.

La logica on-demand consente di ridurre drasticamente la sovrapproduzione e gli sprechi, mentre l’eliminazione di processi chimici e l’ottimizzazione dei consumi energetici contribuiscono a migliorare l’impatto ambientale complessivo. In un contesto in cui clienti e regolatori richiedono sempre maggiore trasparenza e responsabilità, questi aspetti diventano parte integrante della proposta di valore”.

  1. Fonte: The Future of Inkjet Printing to 2027, Smithers

Pellitteri’s Day 2026 ad Arese: giovani, imprese e formazione al centro della 32ª edizione

Si è svolta il 25 maggio presso la sede dei Salesiani CNOS-FAP di Arese, la cerimonia di premiazione della 32ª edizione del Pellitteri’s Day, uno degli appuntamenti più rilevanti per il settore della grafica, della stampa e della comunicazione in Italia.

L’evento ha riunito aziende, associazioni di categoria, enti formativi e studenti provenienti da istituti tecnici e professionali di tutta Italia, confermandosi come un punto di riferimento per il dialogo tra formazione e industria.

Un premio che valorizza talento e formazione

Intitolato a Giuseppe Pellitteri, figura di riferimento della tipografia e della formazione professionale salesiana, il premio è stato ideato da Franco Marinelli e oggi è promosso dai Salesiani Lombardia per la Formazione e il Lavoro CNOS-FAP (CNOS-FAP di Arese), con il sostegno di ENIP-GCT e del Comitato Provinciale ENIP-GCT di Milano.

Tra i partner del progetto figurano realtà di primo piano del settore come Assografici, TAGA Italia, la Fondazione ITS Angelo Rizzoli, l’Associazione Culturale Studi Grafici, Il Poligrafico Italiano e Rassegna Grafica.

Il “Pollicione d’Oro”: simbolo di merito e partecipazione

Cuore dell’iniziativa è l’iconico trofeo del Pollicione d’Oro, ispirato al celebre simbolo del “pollice all’insù” ideato da Armando Testa.

Il premio si articola in tre categorie principali:

Pollicione d’Oro Junior – Eccellenza formativa

Destinato agli studenti, rappresenta la vera anima del progetto. La selezione non si basa esclusivamente sul rendimento scolastico, ma sulla cosiddetta “leadership gentile”: collaborazione, spirito di squadra, condivisione delle competenze e attitudine umana. La scelta dei vincitori è affidata a compagni di classe e docenti.

Pollicione d’Oro Senior – Professionisti del settore

Riconoscimento assegnato a figure che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo dell’industria grafica e della comunicazione, con premi alla carriera, alla professionalità e alla formazione.

Pollicione d’Oro alla Valenza Formativa – Aziende

Premia le imprese che investono concretamente nella formazione dei giovani, trasformando i contesti produttivi in veri e propri ambienti didattici attraverso stage e percorsi di crescita.

La tavola rotonda: formazione e impresa a confronto

Uno dei momenti centrali della giornata è stata la tavola rotonda “New Graphic Wave: speranze e prospettive della generazione che avanza”, moderata da Franco Pozzi, Direttore Generale CNOS-FAP.

Tra gli interventi si segnalano quelli di Fabrizio Tosti, Direttore Nazionale CNOS-FAP ETS, Carlo Montedoro, Presidente di Assografici, e Davide Destino, Prepress Specialist presso Eurolabel Srl.

Dal confronto è emersa una visione condivisa: il titolo di studio rappresenta un punto di partenza, mentre le competenze professionali si consolidano attraverso l’esperienza diretta in azienda. Centrale il ruolo del sistema duale e della collaborazione tra formazione e imprese.

I protagonisti sul palco

Numerose le personalità presenti alla cerimonia, tra cui:

La presenza congiunta di istituzioni, associazioni e imprese ha sottolineato ancora una volta la coesione del settore e la volontà di investire sul futuro delle nuove generazioni.

Un settore che guarda al futuro

Il Pellitteri’s Day 2026 si conferma un evento strategico per la filiera della comunicazione visiva e della stampa, capace di unire memoria, innovazione e formazione. Un appuntamento che ribadisce il valore del dialogo tra scuola e impresa come leva fondamentale per affrontare le sfide della “New Graphic Wave”.

Holmen amplia la gamma Elevate

Holmen sta ampliando la propria gamma di cartone per ondulato a basso peso Holmen Elevate con l’introduzione di un nuovo fluting in fibra vergine, denominato Holmen Elevate Flute. L’integrazione consente un approccio coerente lungo l’intera struttura del cartone ondulato, favorendo la riduzione dell’utilizzo di materiale e delle emissioni senza comprometterne le prestazioni.

La gamma Holmen Elevate è progettata come soluzione di containerboard ultraleggero, caratterizzata da performance costanti nelle applicazioni per imballaggi ondulati. Con l’aggiunta del fluting in fibra vergine, l’offerta comprende ora sia liner che fluting, permettendo un sistema integrato di lightweighting con grammature a partire da 72 gsm.

Le applicazioni principali includono e-commerce, imballaggi per il retail ready e vaschette per frutta e verdura, settori nei quali la riduzione di peso, costi e consumo di materiali rappresenta una priorità crescente. Il materiale è inoltre idoneo al contatto diretto con alimenti secchi, umidi e grassi, supportando le esigenze del packaging food & beverage.

“Fresh fibre is at the core of how we combine performance with sustainability”, ha dichiarato Mathias Dufeld, Segment Owner Containerboard di Holmen Board and Paper, sottolineando come l’obiettivo sia ridurre l’impiego di materiale e migliorare l’efficienza dei costi, promuovendo al contempo la circolarità e un uso più efficiente delle risorse.

La produzione della gamma Holmen Elevate avviene presso la cartiera Braviken in Svezia ed è caratterizzata da una delle impronte di carbonio più basse del settore. Il processo si basa su una filiera integrata e ad alta efficienza, in cui legname e cippato provengono da segherie adiacenti, mentre i residui di lavorazione vengono valorizzati per la produzione di bioenergia o per il miglioramento dei suoli.

Come stampare l’ondulato: ecco che cosa sapere

Stampare su cartone ondulato significa confrontarsi con un materiale strutturalmente complesso, dove qualità grafica e prestazioni meccaniche devono convivere. Tra effetti come washboarding, variabilità degli spessori e assorbimento delle superfici, la scelta della tecnologia di stampa — offset, flexo o digitale — diventa cruciale per ottenere risultati efficaci e competitivi.

Il cartone ondulato rappresenta uno dei supporti più complessi e strategici. Lungi dall’essere un semplice materiale, si configura come una vera e propria struttura ingegneristica composta da copertine e onde, progettata per garantire resistenza meccanica e protezione del contenuto.

La scelta della tecnologia di stampa — offset, flessografica o digitale inkjet — diventa determinante per bilanciare qualità grafica, efficienza produttiva e integrità strutturale del supporto. Parallelamente, il settore è fortemente guidato da parametri tecnici e normative internazionali che ne definiscono le prestazioni, dalla resistenza alla compressione fino al comportamento in ambienti umidi. Comprendere queste dinamiche è fondamentale per ottimizzare progettazione, produzione e resa finale, in un mercato sempre più orientato a performance elevate e sostenibilità.

La complessità del substrato e l’effetto “Washboarding”

Il cartone ondulato non è un supporto inerte, ma una struttura ingegneristica composta da copertine (liner) e onde (fluting). La sfida principale della stampabilità risiede nella natura stessa del materiale: la pressione esercitata dai rulli durante la stampa può causare il fenomeno dello “stripyness” (una sorta di effetto banding) dovuto allo washboarding, ovvero la visibilità delle coste dell’onda sulla superficie stampata, che compromette l’uniformità del retino. La capacità di una macchina di gestire grammature variabili, dai 80 gsm ai 500 gsm, e spessori da 0,8 mm a 12 mm (dall’onda F alla tripla onda), determina la versatilità dello stampatore nel mercato del packaging e degli espositori (display).

Nel settore dell’imballaggio, il cartone ondulato non è solo progettato per “funzionare”, ma deve dimostrare le proprie prestazioni attraverso prove standardizzate e riferimenti normativi condivisi a livello internazionale. Tra i parametri più rilevanti emerge l’ECT (Edge Crush Test), che misura la resistenza allo schiacciamento del cartone sul bordo dell’onda. Questo valore è direttamente correlato alla capacità della scatola di sopportare carichi in compressione verticale, ed è uno degli indicatori principali utilizzati per stimare il BCT (Box Compression Test), cioè la resistenza alla compressione della scatola finita.

Accanto all’ECT, altri test fondamentali includono il FCT (Flat Crush Test), che valuta la resistenza dell’onda a uno schiacciamento perpendicolare, utile per verificare la qualità della fluting; il PAT (Pin Adhesion Test), che misura la forza di adesione tra onda e copertine; e il Cobb test, che determina l’assorbimento d’acqua della superficie, parametro cruciale sia per la resistenza meccanica sia per la stampabilità. Anche la resistenza allo scoppio (Bursting Strength, metodo Mullen) e alla perforazione sono ancora utilizzate in molti contesti, sebbene in parte sostituite da approcci più predittivi come ECT+BCT.

Queste prove sono regolate da normative tecniche precise. A livello europeo, il riferimento principale è il sistema European Committee for Standardization, che pubblica norme EN come la EN 13045 (per ECT) o la EN ISO 3037. A livello internazionale, interviene la International Organization for Standardization, con standard come ISO 3037 (ECT), ISO 3035 (FCT) e ISO 535 (Cobb). Negli Stati Uniti, la Technical Association of the Pulp and Paper Industry definisce metodi analoghi (es. TAPPI T811 per ECT, T825 per FCT), mentre nel contesto della distribuzione e logistica è molto diffuso il protocollo International Safe Transit Association, che integra prove di compressione, vibrazione e caduta per simulare le condizioni reali di trasporto.

Dal punto di vista progettuale, esistono anche formule empiriche come la McKee formula, che mette in relazione ECT, perimetro della scatola e spessore del cartone per stimare il BCT. Questo consente di ottimizzare il design riducendo materia prima senza compromettere la sicurezza.

L’inquadramento normativo è fondamentale anche per garantire uniformità nelle forniture e affidabilità nelle filiere globali. Specifiche tecniche condivise permettono infatti di confrontare materiali provenienti da produttori diversi e assicurare che le prestazioni siano adeguate all’uso previsto, sia esso per imballaggi leggeri e stampati ad alta qualità, sia per applicazioni industriali ad alta resistenza.

La natura “a sandwich” dell’ondulato introduce variabili critiche che condizionano il trasferimento dell’inchiostro durante il processo di stampa:

Effetto Washboarding (Effetto Costa): la struttura interna dell’onda può creare micro-avvallamenti sulla copertina. Se la pressione di stampa è eccessiva, l’inchiostro si deposita in modo non uniforme, rendendo visibile la trama dell’onda interna sulla grafica finita. Per questo motivo con il processo di stampa offset quasi mai si lavora sul supporto finito già ondulato, si preferisce stampare sulla copertina, spesso di carta bianca patinata dove si può ottenere il massimo in termini di gamut riproducibile e uniformità di trasferimento dell’inchiostro, per poi accoppiare per incollatura la copertina alla base di cartone ondulato. Questo ovviamente accresce i costi di produzione a causa del passaggio aggiuntivo post-stampa, ma permette una qualità molto alta sotto il profilo della grafica riprodotta.

Gestione degli Spessori: il supporto può variare da onde sottilissime (onda F) a complessi tripla onda, con spessori che vanno da 0,8 mm a 12 mm. La tecnologia di stampa deve adattarsi a queste variazioni senza schiacciare l’aria contenuta tra le onde, pena la perdita di resistenza meccanica della scatola.

Planarità e Imbarcamento (Warp): Il cartone ondulato tende a curvarsi in base all’umidità ambientale. Le macchine da stampa devono gestire imbarcamenti che possono arrivare al 4% o 40 mm attraverso sistemi di trasporto a vuoto (vacuum).

Assorbimento: Le copertine possono essere in carta Kraft (molto assorbente), bianca o patinata (meno assorbente). Questo influenza la stabilità del punto e la brillantezza dei colori.

Tecnologia offset: qualità per accoppiamento

L’offset non stampa quasi mai direttamente sul cartone ondulato già formato per evitare di distruggerne la struttura interna sotto l’alta pressione dei cilindri.

Processo indiretto: si stampa su un foglio teso di alta qualità (spesso patinato) che viene successivamente incollato (“accoppiato”) al cartone ondulato.

Vantaggi: garantisce la massima definizione del punto e brillantezza, eliminando alla radice l’effetto washboarding.

Limiti: costi elevati dovuti ai doppi passaggi (stampa + accoppiamento) e ai tempi di avviamento del processo di stampa e agli scarti che questo comporta, rendendola adatta solo a tirature medio-alte di qualità elevata.

Tecnologia flessografica: il volume industriale

La flexo è la tecnologia storica del settore, capace di stampare direttamente sull’onda (post-print) o sulla carta prima che diventi cartone (pre-print).

Contatto meccanico: utilizza matrici polimeriche elastiche (cliché) che trasferiscono l’inchiostro sul supporto.

Relazione con il supporto: essendo una stampa a pressione, richiede una regolazione millimetrica per evitare lo schiacciamento dell’onda. Nel pre-print la qualità è superiore perché si stampa su carta piana, ma richiede una gestione accurata dei magazzini delle bobine già stampate in attesa del post-trattamento di accoppiamento.

La stampa su cartone ondulato con liner in carta Kraft rappresenta una sfida specifica a causa dell’elevata capacità di assorbimento e della rugosità superficiale tipica di questo supporto. Come noto il trasferimento dell’inchiostro dalla matrice al supporto è modulato dal rullo anilox che inchiostra il cliché flessografico. La scelta del cilindro Anilox è determinante per gestire il corretto apporto di inchiostro, garantendo coprenza senza sacrificare la definizione del punto. Così come il pacchetto elastico costituito da adesivo più lastra fotopolimerica deve essere ben calibrato per esercitare un impatto di stampa che generi la giusta pressione senza determinare lo schiacciamento del supporto ondulato.

Tecnologia digitale: flessibilità e single-pass

La stampa digitale per la sua natura di essere un processo di stampa, come tutti quelli digitali, senza impatto, si adatta perfettamente al cartone ondulato, non avendo il problema di dover esercitare una pressione per il trasferimento dell’inchiostro.

Nel panorama dei sistemi digitali per la stampa su cartone ondulato, il processo di elezione è l’inkjet. La stampa digitale a toner non si presta per questa applicazione, per la natura del toner che difficilmente si può adattare alla rugosità che spesso caratterizza la superficie del liner, per la natura plastica del toner che resiste poco alle sollecitazioni come abrasioni o alla piegatura e se vogliamo accennare alla riciclabilità, rispetto agli inchiostri a base d’acqua, il toner richiede processi più complessi per la de inchiostrazione. Il processo inkjet d’altro canto, se basato su tecnologia a base di inchiostri all’acqua, ha il problema opposto, ovvero, limitare la penetrazione e diffusione di questo sul supporto, che molto spesso è parecchio assorbente.

Tecnologia Inkjet (Single-Pass): macchine come la EFI Nozomi o la serie HP PageWide utilizzano testine fisse che coprono l’intera larghezza del cartone. Il supporto scorre velocemente (fino a 75-90 m/min o oltre) senza che nulla prema fisicamente sulla superficie. Stampando sul liner di carta la velocità può essere ancora notevolmente aumentata fino a 300 m/min. L’introduzione  di inchiostri digitali UV Led garantisce una brillantezza nei colori e una grafica maggiormente brillante, dovuta alla polimerizzazione immediata delle gocce di inchiostro, che creano legami non appena depositate sul supporto.

Vantaggi sulla stampabilità: senza cilindri che premono sul cartone, l’integrità strutturale delle onde è preservata al 100%. Paradossalmente, non essendoci la pressione di stampa che mantiene il supporto planare sotto le teste di stampa, possibili imbarcamenti del cartone, che è per sua natura un materiale estremamente igroscopico e con “doppia faccia”, devono essere gestiti da un meccanismo che tenga il supporto steso e planare sotto le teste di stampa, evitando il contatto tra materiale e testa, evento tra i peggiori che possono capitare nella stampa inkjet. A questo servono i dispositivi di gestione del Warp, composti da aspirazioni potenti oppure dispositivi “Edge Hold Down” in grado di appiattire il foglio imbarcato durante il passaggio sotto le testine. Un aspetto molto importante parlando di stampa digitale è la risoluzione di rasterizzazione dell’immagine e quindi il dettaglio con cui il soggetto verrà riprodotto sul supporto: questo parametro è inversamente proporzionale alla velocità di stampa. Raggiunge i 1200 dpi apparenti, con testi nitidi e sfumature molto morbide a discapito però della velocità di stampa

Per gestire l’assorbimento delle diverse carte, il digitale inkjet con inchiostro a base acqua utilizza Primer o Bonding Agents che preparano la superficie a ricevere la goccia d’inchiostro, evitando che “sbavi” per capillarità nelle fibre della carta Kraft creando una diffusione dell’inchiostro indesiderata sulla superficie del supporto di stampa. Di fatto, essendo l’inchiostro digitale per sua natura non modificabile in funzione del supporto che si sta stampando, bisogna adattare quest’ultimo al fine di renderlo maggiormente compatibile.