Sul fronte della sostenibilità, il settore ha dimostrato una notevole capacità di anticipazione.
È Laura Maurizio, coordinatrice del Comitato sostenibilità Giflex, a evidenziare come siano già stati avviati investimenti significativi per riprogettare gli imballaggi in vista degli obiettivi del PPWR.
Le aziende stanno lavorando per ridurre o eliminare sostanze critiche e migliorare la riciclabilità dei prodotti.
«Il sistema dei produttori europei ha già investito oltre un miliardo di euro in ricerca e sviluppo per riprogettare gli imballaggi».
Resta però l’ostacolo della mancanza di chiarimenti riguardo alla legislazione secondaria.
«Il problema non sono gli obiettivi, ma la mancanza di regole tecniche chiare e applicabili».
Molti requisiti chiave dipendono infatti dagli atti delegati e di esecuzione che non sono ancora stati adottati, creando forte incertezza operativa.
«Serve chiarezza legislativa per far sì che le aziende possano continuare a investire».
«L’industria ha urgente bisogno di una legislazione secondaria chiara, tempestiva, praticabile e omogenea» Laura Maurizio, coordinatrice del Comitato sostenibilità.
Circolarità: la sfida del 2035
Guardando al futuro, l’obiettivo della riciclabilità su larga scala di tutti gli imballaggi entro il 2035 rappresenta una delle sfide più complesse.
«È uno snodo decisivo per il successo del PPWR e un passaggio tanto strategico quanto delicato, soprattutto per gli imballaggi flessibili».
Il settore ha già sviluppato soluzioni tecnicamente pronte per il riciclo, investendo nella riprogettazione delle strutture di packaging per migliorarne la riciclabilità, ma la loro applicazione su scala industriale è ancora limitata.
«Per rendere l’obiettivo 2035 attuabile è essenziale anzitutto pragmatismo negli atti delegati».
Secondo Maurizio, occorre riprogettare non solo l’imballaggio, ma anche l’intera realtà industriale del riciclo.
«L’imballaggio deve essere riciclabile, ma ci deve essere una realtà industriale del riciclo che lo sostiene».
Questo richiede investimenti non solo da parte delle aziende, ma dell’intero sistema: raccolta, selezione, riciclo e coordinamento tra tutti gli attori della filiera.
Un modello di collaborazione
Il lavoro dei Comitati scientifici di Giflex dimostra quindi l’importanza della collaborazione anche a livello strategico e competitivo.
La condivisione delle conoscenze, il dialogo con le istituzioni e il coinvolgimento di tutta la filiera rappresentano strumenti efficaci per affrontare le sfide del settore.
Accanto agli aspetti tecnici e normativi emerge infine la dimensione culturale del lavoro dei Comitati: diffusione delle conoscenze, supporto alle PMI e promozione di un dialogo aperto tra imprese, decisore politico e mercato.
Il settore dell’imballaggio flessibile oggi è chiamato a confrontarsi con sfide complesse, ma si dimostra pronto ad affrontarle facendo leva sulle proprie competenze, sulla capacità di fare innovazione e, soprattutto, di fare sistema.
La condivisione delle conoscenze e la costruzione di soluzioni comuni restano dunque le sue migliori armi. E in questo senso, l’esperienza dei Comitati scientifici di Giflex diventa un modello non solo per il settore dell’imballaggio flessibile, ma per l’intera industria.



