Coniugare sostenibilità e performance

Nel packaging flessibile, la trasformazione è già in atto. Non si tratta più di anticipare il cambiamento, ma di valorizzarlo. SDR Pack realtà specializzata nella stampa flexografica e digitale su film plastici, ha costruito la propria identità su un equilibrio tra qualità, flessibilità e attenzione all’ambiente. Una visione che oggi si traduce in investimenti concreti e in un approccio sempre più orientato alla sostenibilità.

Missione, visione e valori dell’azienda delineano chiaramente questa direzione: offrire soluzioni su misura che sappiano coniugare risultato economico e responsabilità etica, mantenendo al centro sicurezza, qualità e rispetto per l’ambiente. Un impegno che si rafforza in un contesto normativo e di mercato sempre più stringente.

A raccontare questa evoluzione è Nicolò Ferracin, ceo SDR, che osserva come le richieste di brand e grande distribuzione stiano cambiando in modo strutturale. «Il cambiamento è ormai tangibile e irreversibile. Il PPWR, il Regolamento Europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio, e la normativa europea sui Green Claims, in scadenza il 26 settembre 2026, hanno agito da catalizzatore, trasformando in progetti concreti ciò che fino a poco tempo fa erano semplici intenzioni o dichiarazioni di intento».

Le normative diventano così un acceleratore, più che un vincolo. «Stiamo assistendo a una accelerazione significativa: i progetti esistenti si stanno finalizzando e nel frattempo ne nascono di nuovi, tutti orientati verso un obiettivo comune: la riciclabilità dei materiali».

La direzione è ormai definita e condivisa lungo tutta la filiera. «I clienti, tanto i brand quanto la GDO, ci chiedono soluzioni che coniughino performance funzionale e sostenibilità certificabile, non più come opzione aggiuntiva, ma come requisito di base. La sfida oggi è trovare l’equilibrio tra protezione del prodotto, esperienza visiva sullo scaffale e rispetto dei nuovi parametri normativi europei».

Qualità e stampa: il packaging come sistema

In questo scenario, cambia anche il modo di valutare la qualità del packaging, che non si limita più all’estetica. «L’attenzione si è spostata sulla struttura del materiale e sulla sua riciclabilità: la qualità del packaging viene valutata sempre più nella sua interezza, non solo nell’aspetto estetico».

La stampa resta però un elemento distintivo in tutte le applicazioni. «Detto questo, la qualità di stampa rimane un elemento imprescindibile, soprattutto in alcune categorie merceologiche dove il consumatore finale non coincide con l’acquirente».

Alcuni segmenti, più di altri, richiedono standard elevatissimi. «Penso in particolare al baby food e al pet food: in questi segmenti il packaging deve comunicare fiducia, cura e qualità in modo assoluto, perché chi acquista lo fa con un senso di responsabilità elevato verso chi utilizzerà il prodotto».

La comunicazione visiva diventa quindi parte integrante del valore del prodotto. «In questi casi, la precisione cromatica, la nitidezza delle immagini e la coerenza della brand identity sono aspetti su cui non si transige».

Tirature ridotte e organizzazione flessibile

La crescente frammentazione delle referenze impone una revisione dei modelli produttivi. «Questa è un’area in cui possiamo dire di avere un vantaggio competitivo consolidato, perché le piccole e medie tirature sono nel nostro DNA da sempre».

Un approccio che oggi diventa strategico. «Oggi questo approccio si rivela sempre più strategico: i nostri clienti presentano al consumatore finale una gamma di prodotti sempre più ampia e differenziata, e questo si traduce in una moltiplicazione delle referenze e, di conseguenza, delle tirature più contenute per singola variante».

La capacità di adattamento diventa quindi un fattore chiave. «La nostra struttura produttiva, pensata fin dall’origine per rispondere con agilità a queste esigenze, ci permette di supportarli in modo efficiente e competitivo».

Questa flessibilità richiede però un’organizzazione molto precisa. «Non neghiamo che, tutto questo, si traduce in organizzazione estremamente puntuale e “di visione” ed una assistenza clienti sempre pronta a rispondere alle richieste ed interfacciarsi con il reparto produttivo, al fine di garantire pieno allineamento».

Innovazione e ricerca: il ruolo di SDR Lab

L’innovazione nei materiali è uno dei pilastri della strategia aziendale. «Il cuore dell’innovazione in SDR è SDR Lab, il nostro laboratorio interno dedicato alla ricerca e allo sviluppo. È il luogo dove le idee dei clienti incontrano la nostra competenza tecnica e si trasformano in soluzioni concrete».

Il lavoro del team R&D è fortemente integrato. «Il team R&D lavora in stretta sinergia con i reparti produttivi e commerciali, mettendo a disposizione strumentazione avanzata e know-how specializzato per affrontare le sfide più complesse».

L’obiettivo è sviluppare soluzioni sostenibili senza compromettere le prestazioni. «Dalla verifica delle performance, fino allo sviluppo di strutture innovative, come monomateriale e diminuzione del materiale utilizzato, che rispondano ai nuovi requisiti normativi senza compromettere la funzionalità».

Questo approccio rafforza il rapporto con i clienti. «Essere un punto di riferimento per i clienti nei loro percorsi di innovazione è uno dei nostri punti di forza e fa parte del nostro servizio dedicato».

Normative e partnership: un approccio condiviso

L’evoluzione normativa richiede un lavoro coordinato tra diverse funzioni aziendali. «I nostri team di Ricerca e Sviluppo, Marketing, Grafica e quello Commerciale lavorano in stretta collaborazione, condividendo informazioni e anticipando i cambiamenti normativi per poter offrire ai clienti orientamento e soluzioni».

Accanto alla ricerca, cresce l’importanza della formazione. «Oltre a SDR Lab già descritto, è nata SDR Academy, un’iniziativa formativa che abbiamo voluto fortemente: il nostro obiettivo è affrontare il cambiamento insieme ai clienti, non limitarci a fornire un prodotto».

Il valore si sposta quindi dalla fornitura al rapporto. «La formazione è un atto di responsabilità che aiuta a consolidare un rapporto di partnership autentica che non si esaurisce nel prodotto consegnato, ma nel dialogo costante che genera valore condiviso».

La collaborazione deve coinvolgere tutta la filiera. «Un tema che sottolineo sempre è la necessità di una vera partnership a tre: azienda di packaging, produttore della macchina confezionatrice e cliente finale».

Solo un approccio integrato consente di affrontare la transizione. «Quando questi tre attori lavorano in modo coordinato e dialogano apertamente è possibile affrontare la transizione verso nuovi materiali in modo veramente efficace, evitando costosi errori di compatibilità o performance».

Digitalizzazione e competitività

La digitalizzazione rappresenta una leva strategica per affrontare le sfide del mercato. «La digitalizzazione è una priorità strategica a tutti i livelli. Il nostro team IT lavora costantemente per ottimizzare i processi interni e per rispondere alle richieste sempre più sofisticate dei clienti».

Gli investimenti si estendono a più ambiti. «Abbiamo avviato un piano di investimenti strutturato che abbraccia la digitalizzazione e l’automazione dei processi produttivi, con un’attenzione crescente all’intelligenza artificiale come strumento per migliorare l’efficienza».

Tra i progetti principali, spicca la revisione dei sistemi gestionali. «Uno dei progetti principali del 2026 è la sostituzione del gestionale, estremamente importante per ripensare ai flussi operativi e decisionali interni e ottimizzare tracciabilità e elaborazione dei dati e delle informazioni».

Scenario competitivo e ruolo delle relazioni

Il contesto in cui operano i trasformatori resta complesso e instabile. «Viviamo un momento storico molto complesso, e sarebbe ingenuo fingere il contrario. I costi energetici, la volatilità delle materie prime, la pressione della concorrenza internazionale sono sfide che accomunano l’intero settore della trasformazione, a livello globale».

In questa direzione, oggi, la differenza la fanno le relazioni. «In questo scenario, la domanda che ogni imprenditore deve porsi è: cosa fa davvero la differenza? La risposta, almeno per noi, è chiara: le relazioni e la serietà delle partnership. Le collaborazioni pluridecennali, fondate su rispetto reciproco e trasparenza, rappresentano un asset che nessuna turbolenza di mercato può mettere in discussione dall’oggi al domani».

La capacità di progredire insieme diventa quindi decisiva. «L’instabilità è diventata strutturale, quindi la capacità di evolvere insieme ai propri partner, adattandosi, anticipando, co-progettando, è la vera leva competitiva su cui stiamo puntando».

Senza questa visione, il rischio è elevato. «Se tutto questo non avviene – avverte in conclusione Ferracin -, siamo in balia degli eventi esterni e di una volatilità di mercato, tra cui il potere economico, che diventerà sempre più frequente».

Perciò, in un mercato dove sostenibilità e performance non possono più viaggiare su binari separati, sarà proprio la capacità di integrare innovazione, filiera e visione strategica a determinare i nuovi leader del packaging flessibile.

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