Il settore grafico-cartotecnico soffre una forte carenza di tecnici mentre la Generazione Z si mostra distante dal lavoro in produzione. Tra automazione, nuove competenze e aspettative su flessibilità e qualità della vita, la sfida è rendere la stampa moderna davvero attrattiva per i giovani.
Il settore della stampa e della cartotecnica italiana soffre di una fortissima carenza di figure tecniche e operative mentre a vive una profonda trasformazione tecnologica legata all’Automazione 4.0, al green packaging e alla stampa digitale ad alta precisione. Questo problema ha un nome ed è diffuso in molti settori: il mismatch generazionale. Mentre io sono di quella generazione che entrato in azienda prendeva atto dello status quo e non avanzavo richieste se non dopo molto tempo e cercavo di inserirmi nell’attività aziendale prima di fare delle proposte, oggi c’è una generazione diversa, più preparata e consapevole che lo status quo lo accetta se coincide con le proprie aspettative se no lo mette in discussione o cambia posto.
Secondo i dati diffusi da Unioncamere (Bollettino Annuale del Sistema Informativo Excelsior, Unioncamere e Anpal), quasi il 48% delle posizioni tecniche aperte in Italia rimane scoperto, con picchi che superano il 60% nelle specializzazioni manifatturiere. Il comparto grafico-cartotecnico – che, come ricorda Assografici (Rapporto di Settore dell’Industria Grafica ed Editoriale, Assografici), conta circa 14.000 imprese e oltre 76.000 addetti – soffre enormemente di questa carenza. I giovani della Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2012) guardano spesso con diffidenza ai reparti produttivi, a causa di una narrazione culturale che per decenni ha svalutato il lavoro di fabbrica ed alla poca capacità di comunicare la trasformazione dei reparti produttivi nel settore della stampa. Un primo tentativo concreto per raccontare com’è il lavoro in azienda il recente video “Mattia fa le scatole” un docufilm di ENIP-GCT Nazionale, Assografici, ARGI, ACIMGA e Assocarta, con il patrocinio di Federazione Carta e Grafica, che nasce con l’obiettivo di valorizzare la filiera della Stampa e degli Imballaggi, rendendola attrattiva per i giovani.
Tra inflazione e desiderio di autonomia
Eppure le necessità materiali della Gen Z spingerebbero in un’altra direzione. I giovani di oggi affrontano un costo della vita senza precedenti, trainato dall’inflazione e dal caro affitti nelle grandi aree urbane. L’aspirazione all’indipendenza economica e all’uscita dal nucleo familiare è fortissima, ma si scontra con salari d’ingresso spesso inadeguati o percorsi di stage infiniti nel settore dei servizi.
In questo contesto, la formazione tecnica e gli ITS Academy offrono una risposta concreta. Un recente monitoraggio nazionale condotto da INDIRE per il Ministero dell’Istruzione (Rapporto Nazionale Monitoraggio ITS Academy, INDIRE) evidenzia che l’84% dei diplomati ITS trova lavoro entro 12 mesi, con tassi di coerenza superiori al 93% tra studi e mansione. Nel settore printing, un giovane specializzato può accedere rapidamente a contratti stabili e retribuzioni competitive, accelerando i tempi della propria emancipazione finanziaria.
Il nodo del work-life balance e i tempi della fabbrica
Il vero punto di frizione, tuttavia, non è economico, ma culturale. La Gen Z ha ridefinito radicalmente le priorità del rapporto tra vita e lavoro. Come analizzato in un’indagine di LinkedIn (Workplace Culture Report: Gen Z in Professional Environments, LinkedIn Economic Graph) sui giovani professionisti italiani, il benessere psicologico e la flessibilità sono diventati fattori non negoziabili: la maggioranza degli intervistati si dice pronta a lasciare un posto se questo compromette la salute mentale.
Qui nasce lo scontro con la dura realtà dei reparti grafici. Le aziende di stampa operano su commessa e sono legate a stringenti e rigide tempistiche di produzione. Un ritardo sulla linea di fustellatura o un errore di registro su una rotativa offset ad alta velocità possono compromettere intere catene di fornitura, dall’editoria al packaging farmaceutico e alimentare. I turni, spesso organizzati su ciclo continuo (compresi i turni notturni e festivi per ottimizzare l’ammortamento dei macchinari milionari), si scontrano frontalmente con la richiesta di work-life balance dei giovani.
Una nuova cultura aziendale per il futuro
Per sopravvivere, il settore della stampa deve cambiare paradigma. Non si tratta solo di aumentare gli stipendi, ma di innovare l’organizzazione del lavoro. Alcune aziende grafiche stanno lavorando sull’introduzione dei sistemi di Intelligenza Artificiale nella prestampa e l’automazione dei processi per alleggerire i carichi fisici e rendere il lavoro in produzione un’attività ad alto contenuto tecnologico e digitale. I percorsi di orientamento di Formaper (Studio “Orientamento e professioni tecniche del futuro”, Formaper – Camera di Commercio), dicono che dimostrare che lavorare nella stampa moderna significa governare la digitalizzazione, la sostenibilità dei materiali e il design industriale può essere la chiave per attrarre la Gen Z perché il ruoli tecnico diventa una “storia di valore”.
Non è semplice costruire questi percorsi ed avviare queste trasformazioni e una strada è sicuramente tornare a collaborare fortemente con le scuole: costruire progetti didattici a scuola, sviluppare percorsi formativi all’interno dell’azienda, il tutto in relazione ai propri piani di crescita e di sostituzione del personale in essere prossimo all’uscita. E non farsi trovare impreparati e all’inseguimento.



