Il trattamento con radiazioni è veloce affidabile e rispetta l’ambiente

Attualmente vengono impiegati due percorsi paralleli per il trattamento mediante radiazioni: ultravioletti (UV) e fascio di elettroni (EB). «Entrambi i sistemi», spiega David Helsby, presidente di RadTech Europe (RTE), l’associazione settoriale europea che ne promuove lo sviluppo, l’impiego e i vantaggi, «offrono soluzioni altamente tecnologiche per il trattamento (essiccazione o adesione) di tutti i tipi di materiali».

Nei principali mercati dell’industria grafica viene fatto un consistente impiego di questa tecnologia: si pensi alle vernici sovrastampate (un’applicazione per un trattamento rapido dopo la stampa che si è affermata nel settore degli imballaggi) e all’essiccazione degli inchiostri stessi. «Tutte le tecniche di stampa lo usano per gli inchiostri: la flessografica a bobina in alti volumi, la litografia offset a bobina e a foglio, la stampa digitale di etichette in grande e grandissimo formato e persino la serigrafia, con strati d’inchiostro molto durevoli, ma lenti in quanto a tempi di essiccazione», continua il presidente, «La forte crescita nelle applicazioni grafiche deriva da una combinazione di fattori: le innovazioni del settore degli imballaggi – per esempio il passaggio da materiali rigidi a flessibili – la stampa di volumi elevati senza una riduzione della qualità, la richiesta dei proprietari dei marchi per consegne just-in-time e la necessità di ridurre i costi complessivi degli imballaggi».

Gli aspetti ambientali assumono sempre maggiore importanza in tutto il mondo, e legislazioni europee ed extra-europee in materia di salute e sicurezza stanno spingendo le aziende a ripensare i propri processi di produzione, per renderli più sostenibili e per dare maggiore valore al riciclo. «I processi di trattamento tramite UV e fascio di elettroni non aggiungono elementi indesiderati a un prodotto o a un imballaggio, neanche a quelli alimentari», precisa David Helsby, «Il loro potenziale di riduzione del consumo energetico e dei gas serra, nonché l’ampiamente documentata riduzione delle emissioni di composti volatili organici (CVO) e di inquinanti atmosferici pericolosi (HAP – hazardous air pollutants) possono contribuire in modo significativo alla produzione sostenibile».

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