Alla IX edizione della Bioeconomia delle Foreste di Legambiente, la Federazione Carta e Grafica ha presentato i dati sulla circolarità della filiera: il 98% dell’acqua viene riutilizzato e il 98% della cellulosa acquistata è certificata FSC o PEFC.
La circolarità è uno degli elementi strutturali del modello produttivo dell’industria cartaria italiana. È questo il messaggio portato dalla Federazione Carta e Grafica alla IX edizione della Bioeconomia delle Foreste, l’iniziativa promossa da Legambiente che si è svolta il 30 ottobre a Roma.
Nel corso dell’incontro, il direttore generale Massimo Medugno ha illustrato i principali indicatori di circolarità della filiera, evidenziando il contributo del settore alla bioeconomia attraverso l’impiego di materie prime rinnovabili, il riciclo delle fibre e il recupero degli scarti.
Secondo i dati presentati, l’89% delle materie prime utilizzate dall’industria cartaria è di origine rinnovabile. Di questa quota, il 56% è costituito da carta da riciclare e il 31% da fibre vergini. Il 98% dell’acqua impiegata nei processi produttivi viene inoltre riutilizzato, mentre il 98% della cellulosa acquistata dispone di certificazione FSC® o PEFC®.
Cresce il recupero degli scarti industriali
I risultati riguardano anche la gestione dei rifiuti. Nel 2025 sono state avviate a recupero 0,6 milioni di tonnellate di rifiuti, con un aumento del 17% rispetto al 2024. Il recupero energetico dei residui è cresciuto del 40%, mentre i quantitativi destinati alla discarica sono diminuiti del 38%.
Sul fronte delle certificazioni, la quota di carta prodotta certificata è passata dal 72% al 75%. La certificazione ISO 14001 interessa il 92% della produzione, mentre ISO 45001 e ISO 50001 riguardano rispettivamente il 76% e il 72%. In crescita anche le registrazioni EMAS, salite dal 26% al 29%.
Un ulteriore indicatore riguarda la misurazione degli impatti ambientali: la quota di produzione per cui vengono rilevate le impronte ambientali, comprese quelle di carbonio e idrica, è aumentata dal 39% al 53%, con un incremento di 14 punti percentuali.
«La sostenibilità non può fermarsi alle dichiarazioni di principio: deve essere misurata, verificata e tradotta in risultati industriali», ha sottolineato Massimo Medugno, evidenziando la necessità di consolidare i progressi raggiunti e valorizzare il contributo della filiera cartaria agli obiettivi della bioeconomia.
I dati confermano il ruolo del settore cartario nella valorizzazione delle risorse rinnovabili e nell’integrazione tra riciclo, efficienza produttiva e gestione responsabile delle risorse naturali.




