Liyu Italia investe nel potenziamento della struttura dedicata al taglio digitale. Alla gamma di stampanti digitali large format, flatbed, roll to roll e ibride, si affianca una famiglia di plotter da taglio ingegnerizzati per i diversi mercati industriali. Disponibili in vari formati, sono tutti personalizzabili grazie a un ampio range di utensili studiati per le differenti lavorazioni.
La guida della divisione è affidata Gianluca Bondioli che ricopre il ruolo di responsabile di divisione. Forte di un’esperienza trentennale acquisita rivestendo importanti incarichi tecnici e commerciali per i più prestigiosi brand internazionali, Bondioli gestirà la nuova struttura e coordinerà il team di tecnici hardware e software in costante ampliamento. “Uno dei tratti distintivi di Liyu Italia è proprio la consulenza altamente professionale che viene offerta ai clienti dei diversi settori industriali, a partire dal settaggio del sistema più adatto alle specifiche necessità produttive, fino ai training post installazione gestiti dai nostri tecnici”, commenta Bondioli.
I plotter da taglio Liyu, infatti, sono contraddistinti da grande versatilità applicativa, a partire proprio dalla configurazione della macchina che può essere dotata di utensili molto specifici per la lavorazione dei diversi materiali. Grazie agli skill acquisiti in ambiti applicativi che spaziano dalla grafica alla cartotecnica, da materiali come tessuti tecnici e pelle ai diversi mercati industriali, è proprio su questo fronte che Gianluca Bondioli collaborerà direttamente con il reparto Ricerca&Sviluppo della casa madre Liyu International per un costante fine tuning delle tecnologie, sia in ambito software, sia sviluppando nuovi strumenti opzionali per applicazioni verticali sempre più specifiche.
Proprio per illustrare la flessibilità dei sistemi da taglio Liyu, il team guidato da Bondioli sta mettendo a punto nuovi sample kit finalizzati a presentare la capacità di eseguire con la massima precisione taglio e fresatura di un ampio ventaglio di supporti che vanno dalla moquette al cartone ondulato, dall’alluminio ai materiali plastici più disparati.
“Liyu è ormai un brand affermato nel mercato internazionale, in Europa e in Italia; una realtà che, rispetto ad altri player con cui ho collaborato in passato, si dimostra capace di reagire con rapidità agli stimoli del mercato”, afferma Bondioli. “Inoltre, Liyu Italia è una struttura molto ben organizzata, efficace e capillare: un vero e proprio partner tecnologico per i clienti”.
Disponibile in 13 diversi formati, Platinum Q-Cut è il plotter da taglio large format firmato Liyu contraddistinto da prestazioni industriali e da un ampio kit di lame intercambiabili per le diverse lavorazioni. Q-Cut si allinea automaticamente su qualsiasi materiale ed è dotato di piano di alluminio che garantisce la stabilità della struttura in correlazione all’espansione/contrazione termica. Grazie al software proprietario, Q-Cut può lavorare in linea con l’ampia gamma di stampanti Liyu, dando vita a un flusso di lavoro automatizzato e conforme agli standard dell’Industry 4.0. Una gamma, che in occasione di Fespa 2022, è stata praticamente raddoppiata con la presentazione della nuova famiglia Pro XL, dotata di carrello di stampa in formato Extra Large in grado di montare fino a 16 teste per offrire prestazioni ancora più elevate in termini di produttività. Emblema dell’evoluzione dei prodotti Liyu, la nuova serie Pro XL comprende i sistemi ibridi Q2 e Q3 Pro XL, le flatbed della linea KC Pro XL e le roll to roll della gamma QR Pro XL da 3 e 5 metri.
Il Gruppo Fedrigoni annuncia l’accordo per l’acquisizione di Unifol, player globale con sede a Istanbul e unico produttore di autoadesivi in PVC in Turchia. Fondata nel 1994 dagli attuali proprietari, l’azienda conta circa ottanta dipendenti ed è specializzata nella tecnologia PVC Cast per il rivestimento dei veicoli con il marchio Unicast. I suoi materiali in pellicola vengono utilizzati per proteggere la carrozzeria di un veicolo, cambiarne il colore o applicare grafiche.
Unifol ha investito molto in questa tecnologia, creando impianti all’avanguardia e materiali di ultima generazione per fornire prodotti conformi alle normative vigenti. Quest’acquisizione rappresenta un’ottima opportunità per la divisione autoadesivi di Fedrigoni, già presente nel mondo delle soluzioni per la grafica e la comunicazione visiva, di arricchire la sua già ampia offerta. “Unifol è un player tecnologico di grande interesse per noi – dichiara Marco Nespolo, amministratore delegato del Gruppo Fedrigoni – perché ha sviluppato soluzioni autoadesive innovative per resistenza, durata e possibilità di applicazioni 3D su grandi superfici, caratteristiche che ci permettono di rendere la nostra offerta sempre più attrattiva e di proseguire nella strategia di espansione in segmenti promettenti, attigui a quelli che già presidiamo, come è accaduto di recente con il nostro ingresso nel mercato delle etichette intelligenti, grazie all’acquisizione della francese Tageos”.“Siamo molto soddisfatti per quest’operazione che da oggi ci porta ad ampliare il portafoglio di soluzioni nel mondo graphics e visual communication – aggiunge Fulvio Capussotti, executive vice president della divisione Self-Adhesives di Fedrigoni -. La combinazione della tecnologia Unifol e della presenza geografica capillare di Fedrigoni nel mondo ci permetterà di presidiare in modo sempre più competitivo una nicchia di mercato in forte crescita sia in Europa che nel mondo”.
Tra scaffali sempre più pieni o etichette dense di informazioni, riuscire a mettere in evidenza un prodotto è un compito arduo. Emergere tra una serie di proposte, tutte ambiziose, richiede un passo in più a livello di creatività e capacità di catturare l’attenzione. Una buona soluzione a tutto questo passa indubbiamente attraverso il packaging.
Grazie alla stampa digitale, ai materiali e alle tecnologie di post stampa, oggi non si parla più di un semplice imballaggio, pensato in primis per proteggere il contenuto e agevolarne il trasporto, ma di qualcosa di nuovo capace di fare la differenza, grazie alla possibilità di:
progettare l’imballaggio con la massima possibilità di dettaglio;
consentire una grande libertà di movimento e quindi di variabili sul terreno della personalizzazione;
conferire un valore aggiunto al prodotto impreziosendone l’involucro, reso co-protagonista;
contribuire ad imprimere più facilmente l’immagine di un marchio e quindi la sua diffusione.
Un’opportunità ad ampio spettro
A seconda del campo di applicazione, sono diverse le ragioni per guardare al packaging da un rinnovato punto di vista e allargare i concetti di cartotecnica al di fuori degli ambienti industriali.
Tra lo stampatore, interessato ad estendere il proprio raggio d’azione inserendo nella sua offerta una nuova lavorazione da proporre ai clienti e la ricerca dell’oggetto altamente personalizzato con conseguenti impatti sul costo di produzione della singola unità, si possono inserire anche altre numerose applicazioni verticali.
In un campo sempre più attento alla presentazione, come ad esempio il mondo dell’imbottigliamento, rendere in tempi brevi un’etichetta più completa dal punto di vista delle informazioni e più accattivamene sotto il profilo estetico, contribuisce ad attirare l’attenzione del potenziale acquirente, interessato non solo al contenuto ma anche alla “veste”, ad esempio in un’ottica di collezionismo o di regalo. Oppure, da considerare è anche la possibilità dipersonalizzare non tanto le bottiglie quanto la loro confezione, combinando così massima protezione del contenuto, unicità ed effetto sorpresa senza dover intervenire a livello di produzione.
In un campo delicato come quello offerto dal settore farmaceutico, più esposto a cavilli e ripercussioni legali, sono invece immediatezza e chiarezza delle informazioni le priorità assolute. Poter contare su strumenti che permettano di garantire un packaging esaustivo dal punto di vista dell’informazione, modificabile in ogni momento e che al tempo stesso consenta anche un buon raggio d’azione in termini di grafica, è un plus che risulterà fonte di grande serenità per molti produttori.
Infine, altro esempio significativo è il settore della cosmetica, dove packaging,design e grafica, corredati di una corretta informazione, giocano un ruolo rilevante e vanno a generare quel quid in più che stimola l’acquisto. È innegabile che qualsiasi prodotto ben confezionato e arricchito di dettagli non può che incrementare il numero dei potenziali acquirenti.
Se fino a oggi tutto questo è rimasto spesso solo nel giro delle buone intenzioni, ciò è da imputarsi soprattutto ai limiti della tecnologia e ad una questione di costi. Diversificare un imballaggio significava infatti moltiplicare i costi fissi, indipendentemente dal numero di copie stampate.
Negli ultimi tempi, invece, l’evoluzione della stampa digitale si è rivelata la soluzionein grado di assecondare creatività e personalizzazioni con ripercussioni davvero minime sul costo unitario.
Per riuscirci però è necessario prima di tutto convertire i processi sin dalle prime fasi.
Poter contare su macchinari versatili, compatti, facili da integrare in un flusso di lavoro digitale che non richiedono la necessità di impegnare nuove risorse, rappresenta di sicuro una svolta di notevole impatto sulla produzione. Ed è da qui che, in riferimento ai grandi volumi la cartotecnica non sarà più un elemento riservato solo a pochi specialisti.
Dall’estensione delle opzioni di processo in una grande azienda strutturata, al completamento di flussi di lavoro in ambiti più ristretti, fino all’allargamento dell’offerta chi è alla ricerca di nuove prospettive, le opportunità non mancano.
Con la garanzia sempre valida di affidarsi a strumenti pronti per essere inseriti in qualsiasi realtà senza mettere in preventivo pesanti riorganizzazioni, strutturali e organizzative. Inoltre, rispetto alle soluzioni tradizionali, con requisiti minimi in materia di nuove competenze, sorveglianza operativa e un aspetto spesso delicato quale l’ingombro.
Proprio per questo motivo Tecniche Nuove con la redazione di Italia Grafica e il supporto di Quadient si è fatta carico della creazione di un nuovo white paper che potrà rivelarsi una pratica guida per tutte le aziende interessate a scoprire come trasformare un semplice imballaggio in un valore aggiunto, sia dal punto di vista della comunicazione visiva, sia da quello di chi è costantemente alla ricerca di elementi distintivi.
Accordo di fusione raggiunto, da sinistra Geert Pierloot, Ad di Summa e Nico Valiani titolare di Valiani
Summa e Valiani uniscono le forze attraverso una fusione delle loro attività. La belga Summa acquisisce l’italiana Valiani per rafforzare la propria posizione nella produzione di apparecchiature per la finitura della stampa. L’attività risultante dalla fusione continuerà come in precedenza e si completerà a vicenda per offrire ai clienti una gamma ancora più ampia di soluzioni di taglio.
Valiani, con sede a Certaldo, a Firenze, è uno sviluppatore e produttore di taglierine piane di piccole e medie dimensioni con una rete di distribuzione mondiale. Inoltre conta una lunga storia nel settore dell’incorniciatura ed è un pioniere nella conversione di questo mercato alle soluzioni digitali: progettando e tagliando pannelli di supporto e offrendo strumenti passepartout per tagli smussati. Il loro approccio innovativo ha permesso all’azienda di crescere anche in altri mercati.
La recente fustellatrice Omnia con alimentazione automatica è una soluzione automatizzata unica per il mercato del cartone ondulato e pieghevole, mentre la nuovissima Integra offre un prodotto di finitura accattivante per il mercato della segnaletica e degli espositori.
«Negli ultimi anni abbiamo reso il nostro portafoglio completo con una più gamma di soluzioni» dichiara Nico Valiani, titolare dell’omonima azienda e figlio di Franco, il fondatore. «Ora, questo sta iniziando a dare i suoi frutti con una crescita significativa. Tuttavia, c’è ancora molto più potenziale da esprimere. Pertanto io e la mia famiglia siamo convinti che far parte del gruppo Summa accelererà la nostra crescita e darà ai nostri clienti molte più possibilità. Rimaniamo fedeli ai nostri valori, concentrandoci sul cliente e offrendo soluzioni di alta qualità».
«Da quando sono iniziate le trattative, il mio apprezzamento per l’azienda Valiani e i suoi prodotti è cresciuto sempre di più», ha affermato Geert Pierloot, amministratore delegato di Summa. «L’organizzazione con linee di produzione Lean manufacturing nello stabilimento di Certaldo, certificato ISO, è un vero esempio per il settore. Non vedo l’ora di lavorare insieme a Nico e al suo team. In questa fusione vedo un assoluto vantaggio per tutti poiché combina i punti di forza di entrambe le società. Mentre possiamo aiutare ad accelerare la crescita di Valiani, il nostro portafoglio può essere ampliato con le soluzioni di Valiani e possono essere serviti più mercati».
«Le nostre gamme di prodotti sono estremamente complementari», aggiunge Christof Van Driessche, Chief Commercial officer di Summa. «Sebbene il tavolo piano Summa F1612 più popolare e dal prezzo interessante abbia un ingombro ridotto e unico, ci sono ancora molti clienti che cercano soluzioni più piccole, più convenienti ma affidabili. Pertanto, la fusione è un passo entusiasmante e soddisfa l’ambizione di Summa di aumentare la propria presenza in altri mercati e rafforzare la nostra posizione nel mercato dell’imballaggio».
Entrambe le società continueranno a operare con i nomi delle società attuali e con i team di gestione effettivi in atto.
Fujifilm Corporationannuncia la firma di un accordo per l’acquisizione di Unigraphica. Con sede nel Liechtenstein, Unigraphica è un system integrator in attività da oltre 37 anni con una grande esperienza nella fornitura di sistemi di stampa a getto d’inchiostro personalizzati. Dal primo luglio l’azienda è diventata una filiale interamente controllata di Fujifilm sotto il nome di Fujifilm Unigraphica Ag.
L’acquisizione implica l’espansione in Europa dell’attività Fujifilm Integrated Inkjet Solutions che lavora in diversi settori per fornire soluzioni per processi di produzione di volumi elevati attraverso sistemi di stampa a getto d’inchiostro integrati. Le tecnologie e i prodotti per sistemi a getto d’inchiostro di Fujifilm, insieme all’esperienza e alle competenze nel campo dell’integrazione di Unigraphica, offriranno ai clienti assistenza e soluzioni notevoli per il settore.
L’attività Fujifilm Integrated Inkjet Solutions venne inizialmente avviata per fornire sistemi a getto d’inchiostro personalizzati ai brand in Nord America. Successivamente si è estesa ad altre regioni, tra cui Europa e Giappone, e altri mercati. I clienti possono contare su sistemi a getto d’inchiostro a passaggio singolo affidabili e completamente integrati, realizzati in conformità con gli standard di settore. Ciò include sistemi di stampa a colori pronti all’uso, completamente integrati nei processi di produzione.
«Siamo entusiasti di poter contare sulle conoscenze, sull’esperienza e sulla solida reputazione di Joseph Schweiger e dell’intero team di Unigraphica», afferma Greg Balch, responsabile dell’intera attività Fujifilm Integrated Inkjet Solutions per Nord America ed Europa. «Sono certo che questa acquisizione sosterrà e accelererà l’espansione della nostra attività».
«Attraverso l’acquisizione, i servizi di Unigraphica saranno consolidati con il portfolio di tecnologie di stampa a getto d’inchiostro di Fujifilm», afferma Joseph Schweiger, Ceo di Unigraphica. «Siamo entusiasti delle nuove risorse e soluzioni di stampa a getto d’inchiostro che Unigraphica potrà fornire ai clienti unendosi al gruppo Fujifilm».
Il 24 giugno scorso Omet ha inaugurato l’Innovation Park, uno showroom permanente di 1500 metri quadrati a Molteno (LC), e ha presentato ufficialmente la nuova linea KFlex, macchina da stampa flessografica dal design ergonomico e flessibile, in grado di essere riconfigurata in ogni momento dallo stampatore.
Oltre 150 operatori del settore hanno partecipato all’inaugurazione ufficiale del nuovo Omet Innovation Park. In una cornice spettacolare, il Ceo di Omet Antonio Bartesaghi ha accolto gli invitati presentando l’esponenziale crescita del Gruppo Omet negli ultimi dieci anni, culminata nel 2021 nel trasferimento presso la nuova sede di Molteno e nella realizzazione del progetto Innovation Park nel 2022.
L’Innovation Park è uno spazio di 1500 metri quadrati che l’azienda ha allestito con l’obiettivo di permettere l’incontro e la collaborazione fra stampatori, converter, fornitori di materiali e di tecnologie, e per ospitare dimostrazioni di stampa, test o prove di nuovi materiali sulle macchine Omet. Tutto è teso a migliorare non solo il processo d’acquisto, ma soprattutto il processo produttivo, rafforzando un rapporto di fiducia tra venditori e acquirenti.
Marco Calcagni, direttore marketing&vendite Omet, ha spiegato le ulteriori potenzialità dell’Innovation Park, in particolare la possibilità per gli stampatori di utilizzare le macchine presenti nello showroom per supportare la loro produzione, realizzando non solo campionature ma veri e propri lotti produttivi che non riescono a produrre presso le loro sedi.
La gamma di macchine Omet a nastro stretto e medio si arricchisce ora di una nuova linea da stampa: la KFlex, presentata ufficialmente durante l’inaugurazione dell’Innovation Park il 24 giugno.
La nuova macchina, studiata su misura per le esigenze dello stampatore, ha un design che permette una totale accessibilità e una manutenzione facilitata, un nuovo gruppo di stampa flexo con lampada UV su contrasto e soprattutto, novità assoluta, lo Switch System: la possibilità di cambiare o intercambiare qualsiasi modulo della macchina (gruppi stampa, fustella estraibile, print-bar digitale, hotfoil, serigrafia) in un minuto e in modo estremamente semplice. Moltissime le altre novità presentate su questa linea, che è oltretutto estremamente scalabile nell’offerta per incontrare le diverse necessità degli stampatori.
Nella seconda parte dell’evento, i partecipanti sono stati suddivisi in gruppi per la visita dell’Innovation Park, dove erano in dimostrazione anche una ibrida Omet XJet e una Omet iFlex ed era presente un desk con il personale tecnico di RibesTech, la start-up del gruppo Omet che si occupa di elettronica stampata, in particolare etichette intelligenti (smart label), e propone soluzioni integrate per l’IoT.
L’Innovation Park sorge a pochi passi dai nuovi headquarter situati a Molteno. È stato così possibile per gli ospiti visitare anche la nuova sede, inaugurata nel 2021 per consentire un’ulteriore crescita alla realtà produttiva dell’azienda, che si estende su una superficie di più di 30mila metri quadrati di cui oltre 20mila dedicati interamente alla produzione delle macchine per la stampa di etichette ed imballaggi flessibili. Gli Omet headquarter rappresentano l’inizio di un percorso di cambiamento che punta all’aumento della capacità produttiva e all’efficientamento dei processi, fattori indispensabili per un cambio di passo in termini di crescita e innovazione.
Il caldo non ha scoraggiato il centinaio di partecipanti che si è dato appuntamento nella prestigiosa aula delle lauree del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno per assistere al convegno tecnico “Obiettivo Qualità”, organizzato da Atif in occasione dell’annuale Assemblea dei Soci.
Aperto dal presidente Marco Gambardella, l’incontro ha rappresentato l’occasione per fare il punto su Matespack – Materiali e tecnologie sostenibili per packaging polimerici e cellulosici, il corso universitario di UNISA che Atif ha patrocinato dal suo esordio, con Loredana Incarnato, direttrice del Master, che ha illustrato finalità e risultati di questo percorso che forma figure ad elevata qualificazione per l’industria del packaging, in particolare quello alimentare. Innovativo l’intervento del Comitato tecnico di Atif, introdotto da Michela Corbetta (Cartastampa), che ha visto alcuni dei suoi componenti alternarsi sul podio come in una staffetta per illustrare, ciascuno per il proprio ambito di competenza, gli step necessari a garantire la migliore qualità nella stampa di una commessa. E così sul palco si sono passati il testimone Stefano d’Andrea, Fabio Cavazzi, Tito Lopriore, Nicolò della Torre, Alessio Polastro, Gianni Romano, Angela Conti, Paolo Festa, Silvano Tamai, Ferdinando Ranzanici, Corrado Bianchi e Gianluca Lodigiani, colleghi nel comitato tecnico Atif e concorrenti sul mercato, che hanno presentato focus su supporti, inchiostri, anilox, racla, matrici, montaggio, maniche e cilindri, spiegando agli addetti ai lavori presenti cosa verificare nella fase di avviamento e come gestire al meglio le componenti del sistema flessografico per garantire la qualità di stampa. Ha concluso i lavori Gerardo Budetti (Antonio Sada), referente e anima coordinatrice del comitato tecnico che, intervistato da Michela Corbetta, ha spiegato come è organizzato e come lavora il Comitato tecnico, cuore pulsante dell’Associazione, e quali ragioni lo motivano a dedicare volontariamente parte del suo tempo a quest’attività che, ha evidenziato “contribuisce ad ampliare le mie conoscenze a beneficio anche del lavoro in azienda”.
Al termine dell’evento, che ha visto come partner i Soci Atif Antonio Sada, Bioplast, I&C Gama, Inciflex, Lohmann, Mavigrafica e Simec, è stato distribuito ai partecipanti l’ultimo documento prodotto dal comitato tecnico, un prezioso manuale sui retini e la microretinatura in flessografia (DOC 16).
Nel primo pomeriggio l’assemblea dei soci Atif ha fatto il punto sulle attività svolte dall’Associazione nel 2021 e inizio 2022 con i contributi dei referenti dei principali gruppi di lavoro, oltre a Gerardo Budetti (Comitato tecnico) e Michela Corbetta (Commissione Marketing) anche di Ira Nicoletti (Diaven) per la Commissione Education.
Le circostanze della pandemia hanno pesantemente colpito tutti i settori economici e si sono evidenziate difficoltà in molteplici attività industriali e commerciali.
Fattori legati al Covid-19, come le chiusure degli stabilimenti e le difficoltà nel settore dei trasporti internazionali oltre alla recente situazione bellica tra la Federazione Russa e l’Ucraina, hanno portato a una carenza di materie prime e servizi con pesanti impatti sui tempi di consegna dei prodotti per numerose aziende in tutto il mondo, comprese quelle del comparto rappresentato da ASSOIT.
ASSOIT comunica che l’attuale carenza riguarda tutte le tipologie di materie prime, quali componenti elettrici ed elettronici (semiconduttori), plastica, componenti chimici e servizi come i trasporti e la logistica. Ne risulta colpita la catena di produzione e distribuzione di soluzioni ad alti contenuti tecnologici inclusi i sistemi di stampa, digitalizzazione e gestione documentale, oltre che i materiali di consumo quali cartucce per la stampa. Si evidenziano perciò ritardi nelle consegne.
Questi molteplici fattori avversi nella catena di approvvigionamento non erano prevedibili, sono al di fuori del nostro controllo e possono essere equiparati a un evento di forza maggiore, con le naturali conseguenze relative alle applicazioni delle normative previste. È anche il parere di ANAC che, nella recente Delibera N. 227 dell’11 maggio 2022, ha preso atto delle difficoltà di ottemperanza agli obblighi di fornitura di materiale informatico nell’ambito di contratti pubblici e raccomanda alle stazioni appaltanti di inserire nei nuovi contratti clausole elaborate ad hoc per la disciplina di forza maggiore, nonché di valutare l’opportunità di integrare i contratti in corso di validità con tali clausole.
ASSOIT fa sapere che insieme ai suoi associati sta monitorando la situazione. Le tredici aziende produttrici di soluzioni di stampa che operano in Italia affrontano quotidianamente una situazione difficile, poiché i tempi di consegna per la maggior parte dei componenti essenziali per la produzione vengono ripetutamente estesi, e le quantità ridotte o modificate con preavvisi molto brevi. Ben consapevoli dei disagi che questa situazione arreca ai clienti, le aziende associate sono profondamente dispiaciute se in alcuni casi non saranno in grado di rispettare gli accordi stipulati con i loro clienti. L’associazione assicura che ognuna di loro sta lavorando intensamente con la propria casa madre per prendere tutte le contromisure possibili per mitigare gli effetti negativi di queste circostanze critiche. Tutte lavorano ogni giorno per ridurre al minimo ogni possibile inconveniente.
Acimga ha riunito gli associati per eleggere il nuovo Consiglio Generale, tracciare il bilancio del settore del 2021 e discutere delle prospettive dei prossimi due anni. L’Assemblea torna in presenza dopo i due anni di pandemia, ed è la prima con la nuova direzione di Enrico Barboglio, entrato in carica nel maggio di quest’anno.
A sedere nel Consiglio Generale di Acimga sarà da oggi Simone Bonaria, Chief Operation Officer di BFT Group, neo-membro eletto che si aggiunge al presidente Daniele Barbui e ai vicepresidenti Giorgio Petratto, Matteo Cardinotti, Emilio Della Torre e Giulia Rossini, oltre ai 3 past president Ugo Barzanò, Marco Calcagni e Aldo Peretti e ai rappresentanti dei gruppi merceologici, Gianmatteo Maggioni per il Gruppo Rotocalco e Alfio Brandi per il Gruppo Cartone Ondulato.
L’industria italiana delle macchine grafiche, cartotecniche e di trasformazione ha chiuso il 2021 con un fatturato di 2,7 miliardi di euro, in aumento del 15% rispetto al 2020. Le esportazioni hanno trainato la crescita, +16%, a fronte di una minore espansione, +13%, delle consegne domestiche, che superano di poco il miliardo di euro. In aumento anche le importazioni pari a 476 milioni (+9%), per un saldo commerciale in netto miglioramento, passato da +950 milioni del 2020 a +1.1 miliardi a fine 2021. Numeri che confermano l’industria italiana terzo produttore al mondo nel settore, con una quota di mercato a livello globale di circa il 10% e una leadership consolidata in tutta l’area UE, dove con 592 milioni di euro (+18% rispetto al 2020) detiene una quota del 37%. A livello produttivo, i segmenti che hanno maggiormente inciso sulla crescita dell’export sono i macchinari per converting (+18% sul 2020), che pesano per quasi il 57% del totale; aumento ancora più marcato per le macchine per legatoria (+34%), mentre sono aumentate di meno le macchine cartotecniche (+16%) e le macchine da stampa (+13%).
Nel primo trimestre 2022 l’indice degli ordini di macchine per l’industria grafica ha registrato un valore pari a 260 milioni di euro, con un lieve calo del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale risultato è stato determinato dalla crescita registrata sul mercato interno (+4,5%) mentre i mercati esteri sono diminuiti del 6,4%. Secondo le previsioni congiunturali degli ordini, le esportazioni cresceranno fino ad un valore di 2 miliardi di euro nei prossimi tre anni.
Questi dati di mercato si riflettono anche nel successo della seconda edizione di Print4All, tenutasi dal 3 al 6 maggio scorso a Fiera Milano, che si è conclusa con 21.000 visitatori e 246 aziende, confermando l’appuntamento fieristico come punto di riferimento in Europa per i professionisti del printing e del converting.
«Lo sviluppo della manifestazione fieristica è uno dei progetti cardine su cui Acimga ha già iniziato a lavorare per la prossima edizione. – racconta il presidente di Acimga Daniele Barbui – Print4All ha nuovamente rinnovato la sua adesione al format di The Innovation Alliance anche per il 2025, e l’appuntamento si terrà con la stessa composizione, insieme a Ipack-Ima, Greenplast e Intralogistica Italia dal 27 al 30 maggio, sempre a Fiera Milano. Proseguendo nell’ottica di collaborazione sinergica continueremo a impegnarci consolidando relazioni e progetti con i partner di filiera a livello nazionale ed internazionale e sviluppando e promuovendo le nostre tecnologie attraverso i gruppi di specializzazione. Ringrazio tutti i soci Acimga che mostrano sempre grande partecipazione e impegno nella vita associativa, e faccio i miei migliori auguri al nuovo consigliere che si unisce a un Consiglio Direttivo fortemente motivato a lavorare per il bene del settore”.
Dalla questione dell’approvvigionamento delle materie prime alle sollecitazioni che giungono dalle sempre più consolidate tendenze “green”, sono molteplici i fattori che stanno rimodulando l’offerta di supporti per la stampa inkjet, allo scopo di garantire agli end-user applicazioni di qualità ad hoc per le loro più diverse esigenze.
Costi energetici in crescita, nuove sfide nella reperibilità delle materie prime e crisi geopolitiche rappresentano oggi purtroppo emergenze di strettissima attualità per la crescita e lo sviluppo di ogni mercato. Da questo punto di vista, il settore dei supporti per la stampa inkjet non si sottrae alle enormi difficoltà che la cronaca presenta purtroppo quotidianamente, come un conto salato presentato a ogni operatore economico.
Tuttavia, anche in uno scenario tanto complesso, il settore dei supporti per la stampa inkjet si sta mostrando capace di evidenziare dei segnali di vivacità e novità davvero importanti, grazie alle sollecitazioni provenienti da tendenze come la sostenibilità, fautrice di una nuova generazione di media di stampa eco-friendly, e la digitalizzazione, motore di modelli di business innovativi basati su tirature ridotte e soluzioni personalizzate, che aprono all’individuazione e alla conquista di nuovi segmenti e nicchie di mercato tramite offerte ad hoc e time-to-market. Anche in questo caso, l’esplorazione di nuovi supporti diventa la chiave per ideare e realizzare applicazioni originali e di qualità al giusto prezzo.
Il mercato è in recupero
Le indicazioni positive sull’andamento del mercato dei supporti per l’inkjet sono confermate da Canon. «Questi primi mesi dell’anno il settore della stampa digitale inkjet di grande formato (roll to roll) è tornato con vigore a produrre volumi significativi ed in crescita rispetto il pari periodo dello scorso anno», spiega Massimiliano Klimciuk, sales manager di Canon Italia.
Massimiliano Klimciuk, sales manager di Canon Italia
Tuttavia, non si può ancora parlare di una piena ripresa del mercato che, naturalmente, dopo due anni di pandemia, richiederà più tempo per recuperare il terreno perduto. «Si tratta, infatti, pur sempre di una domanda ancora convalescente, per effetto delle restrizioni in ambito sanitario che hanno limitato moltissimo gli investimenti nei settori commerciali della stampa per il visual communication», prosegue Klimciuk.
D’altra parte, negli ultimi mesi, altre sfide di portata globale hanno aumentato la complessità del mercato, esacerbando le incertezze degli operatori. «In questo scenario non vanno poi messi in secondo piano altri fenomeni, quali l’incremento dei costi energetici come delle materie prime, che nel settore della stampa in generale stanno creando notevoli difficoltà a livello di reperibilità di molti semi lavorati e prodotti finiti per la stampa digitale inkjet», segnala Klimciuk.
Certamente una realtà di livello internazionale come Canon ha le spalle sufficientemente larghe per rassicurare il mercato sulla sua capacità di affrontare le difficili sfide di oggi. «Canon Europa come gruppo e la sua Business Unit Imaging Supplies cercano di differenziare il più possibile la propria offerta, contando su molteplici partnership con le principali cartiere europee. Questo ci permette, non senza difficoltà, di mantenere un adeguato livello di stock come semi lavorato e prodotto finito», assicura Klimciuk.
La sostenibilità è il nuovo must
In realtà la crisi strutturale di oggi sta comportando una riorganizzazione del mercato, che si manifesta peraltro con un vero e proprio cambio di paradigma dei modelli di business. Lo dimostra l’avanzare di nuove esigenze e sensibilità da parte dei consumatori, andando ad alimentare una domanda che si rivolge sempre a nuove tipologie di applicazioni, i cui valori di riferimento si confermano giorno dopo giorno la sostenibilità, la qualità e la personalizzazione, la cui espressione è garantita da processi di stampa flessibili e supporti di nuova generazione.
Proprio per questo motivo, secondo Canon in questo momento è possibile individuare alcune evoluzioni particolarmente significative anche nel caso dei supporti per l’inkjet. «In assoluto, sono le applicazioni che guidano i produttori nello sviluppo ed evoluzione dei supporti per stampa inkjet», afferma Klimciuk. «In questo senso, la personalizzazione per decorazione murale continua a mantenere un trend in costante crescita; ma, in generale, direi che sono la richiesta di supporti green e sostenibili ad essere il must più gettonato».
Da questo punto di vista, Canon si sta muovendo a sua volta in tale direzione. «Dai supporti pvc-free, a tessuti riciclabili fino a supporti in finta pelle a base di resina poliuretanica. Questi sono i trend sui quali, anche noi come Gruppo e livello europeo, stiamo investendo per offrire ai nostri clienti una proposta sempre più mirata e specialistica», aggiunge Klimciuk.
Proprio recentemente Canon ha colto l’occasione di presentare pubblicamente alcuni suoi prodotti, combinando valori “green” e caratteristiche tecniche di assoluto spessore. «In occasione dell’ultima manifestazione Print 4 All, abbiamo presentato la gamma delle nostre pelli sintetiche (100% PU) dedicate alla tecnologia di stampa UVgel C1650, oltre al supporto in bobina fino al formato W1600; IJM817 MC Self Adhesive Paper Silk 130 gr pvc-free. Con la stampa diretta UVgel, in abbinamento alla gamma Canon Synthetic Leather, offriamo ai nostri clienti un prodotto con elevate performance di resistenza meccanica (abrasione, flessione e sfregamento) per il settore contract arredo e accessori di pelletteria», ricorda Klimciuk.
La collaborazione tra fornitori
A proposito di prodotti, sono diversi i fornitori pronti a catturare l’attenzione del mercato con una offerta rinnovata e specificamente indirizzata al settore dei media inkjet. Tra questi spicca il nome di Fedrigoni, realtà anch’essa pronta a cogliere le opportunità di mercato offerte da una domanda dinamica e vivace. «Per Gruppo Fedrigoni, tra i principali operatori al mondo nella produzione e vendita di carte speciali ad alto valore aggiunto per packaging di lusso e altre applicazioni creative e per materiali autoadesivi premium, quello delle stampe digitali inkjet è un segmento estremamente interessante, per il quale sta sviluppando un’offerta di prodotti completa e specifica da presentare prossimamente al mercato», racconta Marta Franceschi, product manager Fedrigoni Paper.
Marta Franceschi, product manager Fedrigoni Paper
La scelta di Fedrigoni è di muoversi in ogni direzione, puntando sulle competenze interne, così come su sinergie e collaborazioni con le altre realtà del mondo della stampa, sempre con l’obiettivo di arrivare a proporre supporti di qualità in grado di soddisfare ogni tipologia di aspettativa degli utenti finali.
«Sul fronte delle tecnologie UV, tutti i supporti ideati e prodotti da Fedrigoni risultano già perfettamente adeguati a tutte le macchine da stampa, con rese ottimali con alcuni modelli come ad esempio la KM1 di Konika Minolta o la JPress di Fujifilm», prosegue Franceschi. «Sul fronte invece delle tecnologie “ad acqua”, o water-based, dove spesso viene richiesto un primer, Fedrigoni sta collaborando con tutti i principali player del settore, da Canon a Mgi, a Fujifilm, per testare la compatibilità dei propri prodotti con le loro macchine ed eventualmente sviluppare gamme ad hoc».
La sfida dell’approvvigionamento
Certamente le sinergie costruite da Fedrigoni con gli altri attori del settore, oltre che foriere di preziose opportunità di business, nell’immediato rappresentano ciascuno una sfida diversa, dovendosi di volta in volta misurare con tecnologie differenti. «Tutte le ricerche di mercato danno la tecnologia inkjet tra quelle in maggiore crescita nel settore della stampa digitale», conferma Franceschi, che aggiunge: «Fedrigoni sta dunque ideando e sviluppando un’offerta specifica in grado di coprire tutte le esigenze, una sfida non banale perché la complessità e la diversificazione delle macchine e degli inchiostri richiedono substrati con caratteristiche tecniche e formati molto diversi tra loro».
A proposito di sfide, Fedrigoni si è fatta trovare pronta rispetto alla questione della reperibilità delle materie prime, probabilmente il tema più complesso da affrontare per numerosi operatori, considerate le tensioni internazionali che sembrano riportare il mondo ad una divisione in blocchi, con le conseguenti ricadute sulle catene di fornitura internazionali. Fedrigoni ha però implementato per tempo una strategia che le ha consentito di adottare contromisure vincenti. «Quanto agli approvvigionamenti, grazie all’impegno e alla disponibilità di tutti Fedrigoni è riuscita a non farsi condizionare dalla carenza di materie prime, garantendo in tutti i segmenti la piena continuità del business», afferma Franceschi. «Il Gruppo è intervenuto in maniera preventiva su tutta la supply chain proprio per evitare interruzioni nella fornitura, diversificando il panel dei fornitori laddove possibile, pianificando acquisti e facendo scorte, e anche riformulando i prodotti in modo da essere meno dipendenti da certi materiali».
In questo momento, per quanto riguarda la possibilità di individuare alcune evoluzioni significative dei supporti per l’inkjet, lo scenario appare ancora piuttosto liquido, nel senso che di fronte agli operatori si stendono molti sentieri allettanti da percorrere, tuttavia bisognerà capire quali tra di essi potranno davvero fare la differenza per la crescita del settore. «Si tratta di un mercato molto variegato», spiega infatti Franceschi, «dove non c’è ancora uno standard e i vari OEM si stanno specializzando ognuno in tecnologie specifiche e proprietarie. Occorrerà quindi essere più flessibili possibile e sviluppare supporti per tutte le soluzioni, finché non emergerà quella più promettente, più produttiva e di maggiore qualità».
Puntare su ricerca e sviluppo
Quando si parla di supporti per la stampa inkjet, Edoardo Elmi è riconosciuto dal mercato tra i maggiori esperti di materiali plastici per la stampa. Il presidente di Guandong esordisce spiega: «Sono oltre 30 anni che ci interfacciamo con l’ink-jet printing technology, prima con Caledonia poi con Guandong». Grazie alla sua lunga esperienza sul campo, negli anni Edoardo Elmi si è misurato con molteplici evoluzioni del mercato, dove tecnologie diverse hanno conosciuto fortune alterne o sono state riscoperte nel tempo, dopo un debutto incerto. «Come sempre i produttori di stampanti, quando studiano un nuovo sistema, pensano sempre ai grandi volumi, quindi alla carta e all’inchiostro a base acqua. Correva l’anno 1992 quando veniva presentato il primo plotter ink-jet in Italia, ovviamente con inchiostri a base acqua», racconta Elmi. «Non ebbe un grande successo, fino a quando i produttori di media presentarono i supporti coatizzati atti a ricevere anche l’inchiostro a base acqua. A questi seguirono stampanti ink-jet che operavano con inchiostri a base solvente, poi eco-solvente, poi UV, poi latex».
Edoardo Elmi, presidente di Guandong
In questa direzione, per Edoardo Elmi diventa decisiva la collaborazione tra i diversi operatori per fare sbocciare definitivamente le nuove opportunità che mostrano di affacciarsi sul mercato. «Le mie aziende, prima Caledonia, oggi Guandong, hanno sempre lavorato a fianco dei produttori di impianti e di inchiostri, realizzando supporti compatibili con tutte le tecnologie di stampa e con tutti i tipi di inchiostro per ink-jet e non solo. Per tanti anni il nostro reparto R&D ha lavorato per affinare, da un lato, le formulazioni e la compaudizzazione dei polimeri; dall’altro, i trattamenti superficiali dei supporti per essere stampati con tutti i tipi di inchiostro per ink-jet, toner liquido e solido e inchiostri ossidativi. Tecnologie sviluppate per andare oltre il plotter ink-jet, arrivando al foglio nel formato adatto a stampanti laser e impianti offset.
Ma tutto questo è il passato. Tutto questo è il bagaglio di conoscenze su cui si fonda la nostra consolidata reputazione di azienda capace di produrre supporti sintetici per la stampa: ogni tipo di stampa, con ogni tipo di tecnologia», rimarca Elmi.
Applicazioni su misura
Edoardo Elmi conferma a sua volta come tendenze che caratterizzano in modo particolare il mercato di oggi la sostenibilità e le soluzioni personalizzate. «A livello europeo Guandong è riconosciuta dal mercato come lo“specialista delle specialità”. Un titolo che nasce dalla nostra capacità di pensare ai bisogni degli stampatori sviluppando linee di prodotto per soddisfare specifiche applicazioni e specifici bisogni. Un esempio sono i supporti delle linee NANO TACK (Wally, Dotty, Nano-TaCar ecc.) basati sull’utilizzo della nanotecnologia applicata ai materiali per la stampa».
Per quanto riguarda la tematiche “green”, Edoardo Elmi conferma l’impegno di Guandong anche su questo versante. «Oggi viviamo un momento di forte sensibilizzazione rispetto ai temi legati alla sostenibilità ambientale. E Guandong da anni sta già lavorando proprio in questa direzione. Al prossimo Fespa presenteremo ufficialmente in anteprima altre novità».
Edoardo Elmi passa dunque la parola a Fabio Elmi, responsabile ricerca e sviluppo di Guandong, che segnala le evoluzioni più significative dei supporti per l’inkjet. «Un esempio su tutti è TRIO, un prodotto di nuova generazione, super green, con nell’anima il 76% di materiale riciclato e compaudizzato, riciclabile al 100%. La superficie di questo materiale viene realizzata con resine multistrato atte a ricevere tutti i tipi di inchiostro per ink-jet, toner e inchiostri ossidativi per offset. Riteniamo che TRIO, idoneo anche per il contatto con alimenti, traccerà un solco profondo in tutto il comparto della stampa digitale in generale».
Fabio Elmi è positivo anche in merito all’andamento del mercato dei supporti per l’inkjet, così come in riferimento alla questione della reperibilità delle materie prime. «Per le resine sintetiche non esiste un problema di disponibilità di materie prime. Tutte le materie plastiche sono realizzate utilizzando i by-product derivanti dalla raffinazione del petrolio. Finché nel mondo continueremo a muoverci utilizzando mezzi con motori a scoppio avremo abbondanti disponibilità di materie prime di base (Etano e Propano) per la realizzazione delle materie plastiche. Semmai, il problema potrebbe derivare dai tempi di produzione sempre più lunghi e dalla logistica internazionale sempre più complicata. Va da sé che assisteremo ad importanti lievitazioni dei listini derivanti dalle fluttuazioni dei prezzi del greggio e dei trasporti».
La spinta della stampa commerciale
Un’altra realtà che propone supporti per la stampa inkjet è Sappi, che ha saputo rinnovare la propria offerta seguendo con attenzione le evoluzioni del mercato. «Abbiamo molti prodotti nel nostro portafoglio che sono adatti per la stampa inkjet», interviene Nicola Tisi, Managing Director di Sappi Papier Holding in Italia. «Negli ultimi anni le macchine inkjet per la stampa commerciale sono state sviluppate in modo tale – inchiostri, essiccazione, primer, ecc. – che spesso è possibile utilizzare carte offset standard e Sappi ha ottimizzato alcuni prodotti per l’idoneità all’inkjet. Le carte che possiamo consigliare includono le gamme Magno, Galerie e Raw».
Nicola Tisi, managing director di Sappi Papier Holding in Italia
Per quanto riguarda l’andamento del mercato, Sappi fornisce anch’essa un riscontro positivo, guardando i nuovi orientamenti della domanda. Proprio su questo versante, infatti, alcune sollecitazioni da parte degli utenti consentono di guardare con fiducia al futuro. «Nel mercato della stampa digitale, la tecnologia inkjet è quella in più rapida crescita. Soprattutto per la stampa commerciale, dove i clienti si stanno muovendo sempre di più in questa direzione», osserva Tisi.
Per quanto riguarda la reperibilità delle materie prime, secondo Sappi la questione va inquadrata in un discorso più ampio, che va oltre la stampa a getto di inchiostro. D’altra parte, se è vero che nello scenario globale attuale la questione rappresenta una sfida pressante e complessa, è altrettanto vero che realtà con la storia e la struttura di Sappi sono perfettamente in grado di implementare strategie di business in grado di adottare le corrette contromisure. «La disponibilità delle materie prime è al momento un argomento generale per l’industria della carta e non specificamente correlato alla tecnologia inkjet», argomenta Tisi, che aggiunge: «Per essere più vicini ai nostri clienti e offrire loro un servizio “just in time”, Sappi ha deciso d’investire sui mercati locali mettendo a disposizione dei magazzini di merce pronta e/o appoggiandosi a dei grossisti specializzati nel dare un servizio celere ai clienti dal loro stock».
Effetto Wow
In virtù della crescita del mercato, i supporti per la stampa inkjet stanno conoscendo una evoluzione costante, dove produttori e distributori, in virtù di una domanda sempre più consapevole e attenta, sono chiamati ad alzare puntualmente l’asticella della qualità della propria offerta.
«Lo sviluppo principale è che i supporti per la stampa inkjet stanno diventando più “tradizionali”», sostiene Tisi. «Sappi, in qualità di punto di riferimento del mercato, sta sviluppando ottimizzazioni sui prodotti per renderli sempre più “compatibili” per tutte le tecnologie digitali, inkjet incluso. Oltre a questo aspetto puramente tecnologico, stiamo lavorando anche sugli imballaggi e distribuzione, per soddisfare la crescente domanda».
A proposito di operatori impegnati a fare crescere il mercato, Tisi ricorda il ruolo anche di altri attori, facendo ancora meglio emergere il concerto di realtà impegnate nella medesima direzione. «I Digital Oem (Official Equipment Manufacturer) hanno a loro volta sviluppato la tecnologia delle loro macchine inkjet, per renderle più adatte alle qualità offset standard (tutte le superfici e le grammature). Questa è una richiesta che arriva anche dai loro clienti. Chi decide d’investire nel mondo del digitale e dell’inkjet in particolare, vuole avere la possibilità di attingere ad un ampio portafoglio di prodotti adatti alle proprie macchine», conclude Tisi, ricordando come, anche nell’era delle molteplici incertezze, il mercato sia costantemente orientato dalla puntuale ricerca della qualità e della ricchezza dell’offerta. Due valori che concorrono verso lo stesso fine, ovvero rispondere alle richieste più personali e specifiche di ogni singolo cliente, preferibilmente sorprendendolo con il famoso “effetto wow”.