Uteco Converting ha siglato un accordo con Kodak per l’acquisto dei più recenti sistemi di stampa a getto di inchiostro di Kodak dotati di tecnologia Kodak Ultrastream. La tecnologia Kodak Ultrastream ha esordito come dimostrazione concettuale in occasione della fiera drupa 2016 con programmi di sviluppo per renderla disponibile ai partner OEM nel 2019.
L’esclusiva tecnologia a getto d’inchiostro continuo Ultrastream di Kodak offre una risoluzione di 600 x 1.800 dpi con velocità di produzione fino a 150 mpm utilizzando unicamente inchiostri a base d’acqua ecocompatibili ed economicamente convenienti sia su plastica sia su carta.
Uteco ha presentato per la prima volta le soluzioni Sapphire Evo a giugno 2018, calamitando l’interesse del settore in termini sia di prestazioni sia di sostenibilità e continua a essere una componente fondamentale della loro linea di prodotti per la stampa digitale. Uteco sarà tra i primi produttori a utilizzare la tecnologia Kodak Ultrastream per ampliare la sua linea di macchine da stampa digitale ad alta produttività per packaging flessibili nel 2020.
Aldo Peretti, CEO di Uteco Group, commenta: «I nostri clienti ricercano soluzioni produttive digitali ibride favorite dalla sostenibilità per poter stampare su basse tirature in maniera redditizia. Queste soluzioni, che uniscono tecnologie di stampa flessografica e rotocalco tradizionali e di stampa digitale a getto d’inchiostro, ottimizzano il trattamento delle pellicole, il priming, la prepatinatura e l’essiccazione per rispondere ai requisiti prestazionali del mercato dei packaging. Il sistema a getto d’inchiostro continuo brevettato di Kodak continua a essere la tecnologia prescelta che assicura qualità, produttività e costi di esercizio eccezionali per queste soluzioni per il packaging leader nel settore».
Randy Vandagriff, vicepresidente della divisione Sistemi a getto d’inchiostro aziendali di Kodak, aggiunge: «Siamo felici che Uteco continui a collaborare con Kodak nello sviluppo di soluzioni per il mercato dei packaging. I vantaggi unici offerti dalla soluzione Sapphire Evo evidenzieranno il modo in cui la tecnologia Kodak Stream Inkjet tratta l’uso della stampa digitale per le soluzioni per packaging flessibili. Guardando avanti a drupa 2020 e oltre, siamo entusiasti che Uteco integri le soluzioni basate sulla tecnologia Kodak Ultrastream nella sua linea di prodotti per offrire ancora più opzioni per i packaging flessibili sia ai convertitori che ai marchi. L’approccio proattivo di Uteco nel portare avanti il cambiamento nel mercato della stampa di packaging rispecchia l’esigenza di soluzioni esclusive in tutto il mondo».
Si è tenuta a Roma l’audizione della Federazione Carta e Grafica in Commissione Cultura del Senato: tema il Bonus cultura per i diciottenni e le misure a sostegno della lettura e dei consumi culturali.
In questa occasione la Federazione è tornata a sottolineare l’importanza di:
– rendere strutturale il Bonus Cultura per i diciottenni, (correttamente rinnovato per il 2019) incrementandone gli sforzi di comunicazione, allargando le categorie di spesa all’acquisto di abbonamenti a giornali, analizzando a fondo i dati per migliorare, anche sul fronte dell’offerta, le opportunità di acquisto rivolte ai diciottenni;
– riconoscere una detrazione dai redditi delle persone fisiche delle spese in acquisto di libri e abbonamenti a giornali, con un meccanismo in tutto corrispondente a quello previsto per altri tipi di spese (farmaci, istruzione secondaria e universitaria). La lettura è un Bene Pubblico di uguale rilevanza.
«Siamo soddisfatti dell’interesse riscosso in merito all’estensione del bonus cultura a quotidiani e periodici. È stata un’occasione di confronto e ascolto molto utile – ha dichiarato Maurizio D’Adda, direttore di Assografici,a margine dell’audizione – abbiamo avuto modo non solo di esplicitare il nostro parere sul Bonus Cultura, ma anche di sottolineare come la richiesta di sostegno alla nostra filiera non sia un tentativo anacronistico di difesa della carta verso il digitale, bensì un’esigenza strategica a supporto di un settore d’eccellenza della nostra economia e a favore dello sviluppo culturale e sociale del Paese. Quanto alla “carta”, abbiamo ricordato semplicemente che la dematerializzazione non è certo garanzia di minor spreco di risorse, soprattutto per usi prolungati e ripetuti, come nei libri di studio, e soprattutto a fronte di un materiale di origine naturale, rinnovabile, riciclabile e biodegradabile».
La Federazione Carta e Grafica (costituita da Assocarta, Assografici e Acimga), che rappresenta i settori cartario, grafico/cartotecnico trasformatore e macchine per grafica/cartotecnica, ha generato un fatturato di 24,3 miliardi di Euro nel 2017 (1,4% PIL) e un saldo positivo della bilancia commerciale di 3,6 miliardi di Euro, grazie all’attività di circa 170.000 addetti attivi in oltre 18.000 imprese. Rappresenta quindi anche la filiera produttiva dei libri e dei giornali, a monte del comparto editoriale: un settore che, come noto, conosce da anni elementi di crisi strutturali, sia legati all’evoluzione del mercato, sia alla scarsa propensione alla lettura degli italiani.
Un gap culturale che rappresenta per il Paese un elemento di debolezza competitiva rispetto agli altri Paesi evoluti e sul quale è sempre più necessario un piano nazionale di interventi strutturali a sostegno.
Per trasformare un’idea in una mostra serve un allestimento scenografico e di grande impatto, che sappia coinvolgere i sensi e la fantasia accarezzando la sfera emotiva. Il Muba – Museo dei Bambini di Milano, è il palcoscenico scelto per la mostra “La Natura” inaugurata il 24 gennaio 2019 e aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2020. Si tratta di una mostra-percorso dedicata ai più piccoli che fornisce strumenti per esplorare la natura invitandoli a giocare e scoprirla con occhi nuovi.
In linea con il concept della mostra, i materiali utilizzati per l’allestimento sono stati stampati con processi eco-friendly. In particolare, la sezione «Prato smisurato», installazione che riproduce un manto erboso con fiori e insetti, è stata realizzata in cartone alveolare stampato con l’innovativa tecnologia HP Latex R2000. Un sistema all’avanguardia che la società Newlab, azienda bresciana specializzata in stampa digitale incaricata della commessa, ha acquistato lo scorso dicembre da MCA Digital, rivenditore per eccellenza della tecnologia HP Latex. HP Latex R2000 è un sistema ibrido che permette di stampare direttamente su supporti rigidi o flessibili con una resa colore nitida e brillante, anche grazie all’inchiostro HP Latex White che assicura un vero bianco lucido anche su materiali come legno e acrilico. Il tutto va poi a sommarsi ai plus ecocompatibili che contraddistinguono la tecnologia HP Latex, quali assenza di odori e di emissioni nocive che rendono gli stampati particolarmente idonei per contesti come un’esposizione museale.
«Siamo un’azienda che investe in tecnologie di ultima generazione per poter offrire il meglio ai nostri clienti e ci posizioniamo come una delle realtà più complete nel panorama nazionale in termini di parco macchine», commenta Giuliano Goffi – titolare di Newlab. «La nuova tecnologia HP Latex R2000 va a potenziare ulteriormente la nostra capacità produttiva, ampliando il ventaglio di applicazioni che siamo in grado di offrire». Il sistema, già operativo dal primo giorno di installazione, si è dimostrato subito la risposta vincente per la realizzazione degli stampati destinati alla mostra “La Natura”, soprattutto per la sua capacità di garantire la sostenibilità del processo in chiave green.
Per l’acquisto delle tecnologie HP Latex, da anni l’azienda bresciana si affida a MCA Digital che vanta numerose installazioni su tutto il territorio nazionale e un team di tecnici in grado di offrire consulenza specializzata pre e post vendita. Ed è proprio dal rapporto consulenziale tra le due aziende che è maturata la scelta di puntare sul rivoluzionario sistema ibrido HP Latex R2000. «Già una decina di anni fa, Giuliano e il suo team aveva creduto nella tecnologia HP Latex acquistando la prima Latex per proseguire negli anni in questa collaborazione con l’implementazione di altri sistemi Latex, puntando sul costante potenziamento e aggiornamento tecnologico del parco installato. Per noi Newlab rappresenta un cliente innovativo e attento alle richieste del mercato che pone sempre più l’accento sugli aspetti ecologici di inchiostri, materiali e tecnologie», commenta Cristina Del Guasta – titolare di MCA Digital.«Una fetta di mercato sempre più importante, che coinvolge anche brand a livello internazionale, chiede stampe green e inchiostri certificati atossici. Dal nostro ampio osservatorio, possiamo certamente prevedere che nei prossimi anni questa sensibilità continuerà a consolidarsi, diventando sempre più un must have». Un trend in linea con il credo di MCA Digital fortemente orientata alla sostenibilità che viene perseguita dall’azienda padovana adottando standard ambientali e impegnandosi a minimizzare l’impronta ambientale nei processi e prodotti. «La nuova HP Latex R2000 e tutte le tecnologie Latex, grazie alle prestazioni green, sono sicuramente conformi a questo nostro obiettivo» conclude Cristina Del Guasta.
Da un lato la continua espansione dell’e-commerce, dall’altro la crescente propensione all’acquisto online da parte di privati e aziende. Uno scenario che preannuncia interessanti opportunità anche per chi opera nel mondo del web-to-print.
«Siamo in un momento economico e culturale particolarmente favorevole per chi come noi offre servizi professionali online. Ma la dimestichezza agli acquisti sul web non è l’unico prerequisito per crescere con successo. Il mercato si sta affollando e la battaglia non si vince con promozioni e offerte sottocosto», così afferma determinato Vincenzo Cirimele CEO di PressUP, eccellenza dei servizi di stampa online in Italia. Considerazioni che rappresentano la premessa per l’annuncio di una nuova strategia triennale: «Intendiamo sostenere gli obiettivi di crescita che ci siamo posti con un progetto che prevede interventi su diverse leve, tutte riconducibili alla filosofia client-oriented che contraddistingue il nostro approccio al business», spiega Cirimele. «L’omologazione dei vecchi cataloghi prodotto online implica un appiattimento dell’offerta. Per emergere bisogna differenziare». Vendere online porta con sé un’impersonalità del rapporto commerciale che PressUP valica in modo distintivo grazie all’attitudine consulenziale che offre tramite il customer care e la gestione personalizzata di richieste speciali che vanno oltre il catalogo.
Il 2019 si preannuncia l’anno della svolta per PressUP, con interventi lungo tutto la filiera: dall’utilizzo della piattaforma di cloud computing di Microsoft Azure, al potenziamento del reparto produttivo con inedite tecnologie per nuovi prodotti, fino all’innovativa strategia di comunicazione olistica orientata all’engagement.
«Se professionisti e intermediari come pubblicitari e grafici rappresentano storicamente una fetta importante del nostro fatturato, siamo fortemente consapevoli che i prospect del servizio di stampa online in Italia siano tantissimi, tanti quante le Partite Iva», spiega Cirimele. «La vera sfida oggi non è far capire il valore del servizio, ma farlo conoscere a un target così eterogeneo». Da qui la scelta di puntare su una strategia di comunicazione multichannel, che al suo habitat naturale – il web – associa mezzi come radio e tv. E ancora, ampliamento di gamma e soprattutto continuo potenziamento del servizio alla base della differenziazione. «Stiamo conducendo survey su clienti e prospect e il percepito che ne emerge fortifica il nostro credo votato all’umanizzazione del servizio. L’acquisto online ormai è entrato nel nostro quotidiano, non esistono barriere concettuali, solo abitudini consolidate che possono essere superate grazie alla conoscenza: più velocità, più efficienza, più convenienza, più tempo da dedicare al proprio business» illustra Cirimele. Dalle indagini condotte da PressUP si delinea dunque il quadro di un’utenza propensa a comprare prodotti e servizi online, con una forte necessità di sentirsi ascoltata, guidata, consigliata da voci esperte e rassicuranti. Ed ecco che al cuore dell’e-shop PressUP.it c’è un customer care consulenziale, con personale capace di trasferire competenza e tranquillità. «Quando prenotiamo una vacanza, ad esempio, sono tante le variabili che intervengono nella scelta: certamente è importante che il prezzo sia in linea con il nostro budget, ma ci sono motivazioni che afferiscono alla sfera emotiva. Vogliamo essere certi di poterci godere il nostro prezioso tempo libero al meglio, anche se può costare un po’ di più». Un parallelismo che potrebbe celare proprio la chiave per business online profittevoli. «Il prezzo certamente è importante, ma anche nel business si cercano qualità, certezze, tranquillità di affidarsi e fidarsi».
Ed è proprio l’eccellenza, declinata in tutte le fasi del processo d’acquisto, che rende l’esperienza soddisfacente. «Accarezzare la sfera emozionale vendendo online prodotti che per gran parte possono essere considerati delle commodity è sicuramente un obiettivo ambizioso, ma siamo certi che possa fare la differenza soprattutto su quel target di clienti B2B che non sono professionisti della grafica ma che sicuramente utilizzano stampati. Loro cercano partner affidabili e noi siamo pronti a stampare brochure, poster, cartoline e tazze ricordo di una vacanza perfetta», assicura Cirimele.
Profondamente attratti dalla natura e dalla sua travolgente energia, Perego Carta ha deciso di creare e firmare un nuovo prodotto: MaKula. Un progetto che nasce dall’idea di realizzare una linea di carte floccate e sensoriali che celebrino l’amore per gli animali.
Una gamma di pattern estremamente realistici, dalla texture vellutata, in grado di suscitare una sensazione tattile simile a una carezza, con tonalità che variano da quelle più naturali fino ad arrivare a inaspettate e vibranti sfumature metalliche: un progetto firmato Perego Carta, nato dalla passione e l’amore per gli animali. Ce lo racconta l’ideatrice Luisa Inverardi Perego: «MaKula è una mia creatura in tutto e per tutto. Io sono un’amante degli animali, ho sempre avuto cani, sono i miei primi sorrisi mattutini e mi mettono sempre di buon umore. Non chiedono niente e per questo si meritano molto: in primis il mio rispetto. Ecco che da qui ho voluto creare qualcosa che rendesse omaggio al mondo animale: una carta da accarezzare, da toccare, una carta sensoriale».
Luisa Inverardi Perego.
Dall’idea alla realizzazione
«Un giorno in ufficio vedo un bel campionario, è di Icma» ci racconta Luisa. E il gioco è fatto: «le macule nella mia mente prendono forma e le immagino di fiocco: una specie di velluto che dà la sensazione di accarezzare il pelo dell’animale. Così è cominciata questa collaborazione con Icma, una bellissima azienda conosciuta a Luxepack, a cui abbiamo proposto di realizzare una carta Tailor Made che rispondesse alla mia idea già così precisa. Con le persone di Icma tutto è stato facile, il progetto è stato realizzato come desideravo e siamo tutti entusiasti: abbiamo in loro piena fiducia e siamo felici di questa collaborazione, uniti in un percorso di stima reciproca e dalla storicità delle nostre aziende – entrambe di lunga tradizione tutta italiana».
Chi è Perego Carta
Perego Carta spaè un’azienda che fin dal 1895 crea e distribuisce carte e cartoncini di alta qualità per la stampa, la cartotecnica e il packaging di lusso. All’interno del proprio campionario l’azienda annovera anche prodotti in esclusiva di importanti produttori, sia nazionali che esteri. Inoltre, da sempre, Perego Carta unisce alla massima efficienza distributiva il rispetto per l’ambiente e l’ecosostenibilità dei prodotti.
Da sogno a realtà
Marco Nigrelli di Icmaci racconta come è nata la collaborazione con Perego Carta. «Abbiamo conosciuto la famiglia Perego a Luxepack l’anno scorso e abbiamo scoperto di avere in comune una lunga storia di impresa familiare e di trovarci entrambi nella stessa, cruciale, fase della vita dell’azienda, quella dell’ingresso della nuova generazione – la quinta per i Perego, la quarta per Icma. Inoltre abbiamo scoperto delle persone appassionate e serie, e in quell’occasione ci siamo salutati con la convinzione che presto avremmo fatto qualcosa insieme».
Marco Nigrelli di Icma.
Che ruolo ha avuto esattamente Icma nel progetto?
«Il progetto MaKula rappresenta l’essenza di quello che Icma si propone di fare nel mondo del packaging di lusso; tradurre i sogni dei clienti in carte uniche. In concreto, a partire dall’idea di Luisa Perego di creare una collezione che si ispirasse agli animali della savana e che desse sensazioni tattili e visive straordinarie, abbiamo realizzato e proposto decine di campioni di laboratorio, combinando basi, colori e fiocchi diversi. Abbiamo lavorato sia in ottica foto-realistica, ossia riproducendo fedelmente la pelle degli animali, sia in chiave “pop”, con accostamenti a contrasto, inaspettati, a volte forse un po’ azzardati, come nel caso di una tigre viola. È stato molto divertente e non è stato facile scegliere le carte da mettere in collezione. A quel punto si trattava “solo” di produrre! Anche sul piano produttivo il progetto è stato impegnativo perché le carte di collezione erano tante, i tempi stretti come sempre e la complessità produttiva delle carte molto elevata. Abbiamo però trovato in Perego Carta un interlocutore ideale; è stato sempre facile trovare il giusto compromesso tra i loro desideri e le potenzialità dei nostri impianti di produzione».
Che tipo di finitura/lavorazione/accoppiamento avete realizzato: può descrivere di cosa si tratta?
«MaKula è stato un progetto sfidante sotto molti punti di vista. Abbiamo usato tanti supporti diversi, avana, colorati in pasta, 100% riciclati, metallizzati. Abbiamo coperto tutto lo spettro delle lavorazioni di Icma in fatto di nobilitazione della carta, dalla tintura del supporto, per creare effetti colorati in pasta a partire da una carta avana (Stone Leopard, carta peraltro 100% riciclata), alla spalmatura superficiale del colore (Ebony Tiger, Curry Giraffe), alla bi-coloritura (Platinum Leopard, la Combo della Curry Giraffe), alla tramatura superficiale ottenuta attraverso alcuni dei nostri 250 cilindri goffratori, fino al floccaggio. Si tratta quindi di carte estremamente pregiate che nella concezione e nella fattura sono una bella espressione di sartorialità Made in Italy».
Un test per la scelta degli animali
Durante i mesi dedicati alla creazione delle carte, Luisa Perego ha sottoposto un simpatico quesito ad alcune persone scelte tra chi poteva essere interessato all’uso di MaKula, la domanda era stampata su un grande foglio colorato a mano: “quale di questi animali ti piacerebbe accarezzare?”. Una tigre, un leone, una zebra, un elefante e una giraffa, piccoli animali di plastica della nostra infanzia, venivano posti sul tavolo tra risate generali e curiosità alle stelle. Seguiva un secondo cartellone sempre rigorosamente colorato a mano dove ogni partecipante al test veniva invitato a mettere un timbro a fianco dell’animale prescelto. Timbrino in legno e inchiostro colorato. Insomma si tornava a essere un po’ bambini e a giocare per un momento! Tutti i partecipanti si sono divertiti con sorridente entusiasmo.
«Fatto questo» racconta Luisa «si è creato intorno a noi un piacevole clima di curiosità e di entusiasmo che mi ha permesso di coinvolgere facilmente queste persone nella libera realizzazione di un oggetto con questa meravigliosa carta, dando così vita a MaKula Art Gallery».
MaKula Art Gallery
È una vera Galleria d’Arte che raccoglie oggetti creati in libertà, di manifattura tutta italiana. Industriali, artigiani, designer e artisti si sono cimentati con un foglio di MaKula lasciando liberi i loro progetti “bestiali”, come scritto sul campionario: anch’esso tutto italiano, un piccolo gioiello di originalità, praticità e bellezza. Un oggetto che sta bene su ogni tavolo e fa bella mostra di sé, sia chiuso a libro che aperto “a stella”.
MaKula ha il proprio sito, anche questo un po’ ludico, dove chi vi accede può vestire il suo animale con makule di colore diverso, cliccando su vibranti cerchietti MaKulati: un’occasione per divertirsi e creare qualcosa di unico nel rispetto del nostro ambiente gioendo della bellezza del manto degli animali.
Un archivio di dee
La sezione “idee” di makulapaper.com è un vero archivio dinamico. Nasce infatti un sito per mostrare a chi si avvicina a MaKula quanto queste carte siano versatili e si prestino a usi svariati: rifascio di scatole; oggetti per l’arredamento (tavoli, sedie); home decor (lampade, candele, cornici); prodotti di cancelleria di lusso (buste, raccoglitori, quaderni, agende); oggettistica varia (gioielli, papillon, cappelli); articoli ludici (puzzle); fino ad arrivare a vere e proprie installazioni artistiche (“Puoi toccare” di Edoardo Casini, “Gipardo Gitigre” dello studio Rovai Weber).
MaKula Art Gallery nella sezione idee raccoglie gli oggetti realizzati dagli ospiti che hanno partecipato all’evento per il lancio ufficiale di MaKula e porta con sé un entusiasmo e una creatività fortissima.
«Una galleria che sarà nuovamente allestita presso i nostri distributori europei, così da comunicare un messaggio Made In Italy che metta in risalto e sia testimonianza della nostra naturale creatività, buon gusto e artigianalità, qualità innate di cui noi italiani dobbiamo essere portavoce nel mondo con orgoglio».
MaKula è punto di partenza di un progetto ad ampio respiro che da qui si svilupperà naturalmente, ma i dettagli sono ancora top secret.
Giraffe, Leopard, Tiger sono le tre tipologie di texture di MaKula.
La sfida agli artisti: scatenate i vostri progetti bestiali
In occasione del lancio ufficiale di MaKula avvenuto lo scorso 22 novembre a Firenze in casa Perego, l’azienda ha lanciato una sfida agli artisti: quella di realizzare oggetti creati in libertà ed esporli in occasione dell’evento. Ogni “autore” è stato felice di “mettersi alla prova” con MaKula creando oggetti ispiranti, unici e personali. Alcuni pezzi sono stati realizzati a mano, e altri industrialmente. «In tal modo» spiega Luisa Perego «mi piace ricordare che la “mano” rimane sempre motivo ispiratore della “macchina”. Del resto noi famiglia Perego siamo fiorentini, nati nella patria del Rinascimento, delle idee, dell’equilibrio del bello, dell’artigianato e non potevamo dunque fare a meno di ricordare l’importanza della manualità e della creatività».
Cinzia Bartoli e le sue cappelliere
Bartoli Packaging srlè un’azienda nata nella metà degli anni 60 – per ragioni di successioni aziendali la ragione sociale è cambiata tre volte, inizio attività con la prima generazione “scatolificio Mini”, seconda generazione “scatolificio Bartoli Vezio” terza generazione Bartoli Packaging srl – e si occupa di produzione di scatole e packaging in carta e cartone.
L’idea di fare cappelliere è nata dal desiderio di implementare il più possibile la varietà di articoli prodotti e traendo ispirazione dalle vecchie cappelliere dei secoli scorsi.
Le dimensioni delle cappelliere o più precisamente “scatole rotonde” sono molte: le medio/piccole vengono prodotte da una linea completamente automatizzata che in Italia pochissime aziende possiedono, mentre le dimensioni più grandi vengono invece prodotte mixando una parte di lavorazione manuale con una parte di lavorazione che utilizza macchinari e attrezzature particolari realizzati esclusivamente dall’officina meccanica interna.
Clienti storici del gruppo Perego hanno accettato la sfida di MaKula, che dà vita a prodotti destinati a tutti i settori di alta gamma del mondo della moda, del design, dell’arte, della cosmesi ecc. «Una carta dal grande impatto visivo che emoziona subito ed è ammiccante al tatto» racconta Cinzia Bartolidi Bartoli Packaging srl«che chiede di essere accarezzata proprio come il maestoso manto delle creature selvagge alle quali si ispira; dal punto di vista tecnico, è una carta perfetta, lavorabilissima, adatta a qualsiasi tipo e forma di packaging, la resa è veramente ottima sotto tutti i punti di vista».
Una carta per l’arte: Edoardo Casini ci racconta
L’opera “Puoi toccare” è realizzata con tecnica mista “olio su carta”, per Perego Carta, sulla nuova collezione MaKula. L’idea nasce dopo un incontro con Luisa Perego la quale, con grande entusiasmo, lo coinvolge nella realizzazione di un’opera per valorizzare le nuove carte da lei ideate, nell’ambito di un progetto più ampio che ha coinvolto altri artisti, designer, artigiani ecc.
«Io sono la quarta generazione di una famiglia di tipografi» racconta Edoardo Casini. «Sono nato letteralmente tra la carta, per me è un habitat naturale nonostante non sia l’abituale supporto per il mio lavoro, in quanto la maggior parte della mia produzione avviene su tela. Per questo la sfida che mi sono posto non era fare coincidere il mio stile con quello delle carte Perego, bensì valorizzare la carta in quanto elemento antico e nobile».
L’installazione “Puoi toccare” ha una dimensione di 100×130 cm e rappresenta una silhouette femminile, lavorata pittoricamente a olio attraverso la tecnica di puntinatura nero su bianco e adagiata su un collage di “strappi cartacei” MaKula, incorniciata poi e protetta da una lastra di plexiglas, con delle fessure sagomate a forma di mano le quali permettono al fruitore dell’opera di poterla letteralmente toccare con mano. Da qui il nome.
Le fenditure a forma di mano, sono il vero gesto artistico di quest’opera, in onore alla carta e con sarcasmo si contrappongono al solito avvertimento che si trova di fronte alle opere d’arte: “non toccare”.
Ricoh dà appuntamento ai professionisti della stampa agli HID 2019 (Lucerna, Svizzera, 25-28 febbraio 2019) per mostrare le potenzialità della stampa digitale inkjet.
I visitatori della fiera troveranno allo stand Ricoh un’ampia gamma di applicazioni realizzate con le soluzioni digitali inkjet modulo continuo che offrono risultati paragonabili a quelli della tecnologia offset. La qualità dell’output mostrerà agli stampatori come il passaggio dall’analogico al digitale sia assolutamente possibile. Le luci dei riflettori saranno puntate sulle applicazioni realizzate mediante Ricoh Pro VC70000, in particolare: una guida turistica stampata su carta patinata offset Stora Enso LumiSilk da150gsm ad una velocità di 100 metri al minuto e rilegata offline mediante un pinzatore a sella Hohner; il libro fotografico “Wild about Twickenham” realizzato su carta lucida Stora Enso LumiArt da 150 gsm e cucito offline da Meccanotecnica; un’applicazione di direct mailing di 4 pagine che include tre voucher premarcati, le bobine di carta Stora Enso LumiSilk da 150gsm vengono rifinite con sistemi Hunkelere Horizon per lo sbobinamento, il taglio e la piega.
Saranno inoltre a disposizione dei visitatori opuscoli di direct mailing realizzati su carta offset Arctic G-Print matt da 100gsm alla velocità di 150 m/min e completati mediante finitura da Zalsman, la prima azienda in Europa ad aver installato Ricoh Pro VC70000. «Grazie ai nuovi asciugatori integrati nel sistema, gli stampatori possono affrontare il passaggio da tecnologia offset a tecnologia digitale modulo continuo in modo più semplice, poiché non è più necessario utilizzare carta pretrattata», commenta Eef De Ridder, vice president of commercial printing, commercial and industrial printing group, Ricoh Europe. «Questa novità – continua il manager – consente una maggiore flessibilità produttiva e l’utilizzo di una più ampia varietà di inchiostri per risultati di qualità eccellente».
Al fianco di Ricoh Pro VC70000 sarà in azione anche Ricoh Pro V20000 utilizzata per la stampa di:tre libri in bianco e nero di dimensioni differenti su carta UPM Fine da 90gsm (la bobina verrà tagliata con un sistema Hunkeler Generation 8 e finita fuori linea da Muller Martini); un bugiardino su carta Delfort Polar Bright da 50 gsm tagliato da Hukeler e piegato da un sistema GUK.
Infine, verranno realizzati leaflet con differenti tipologie di supporti su Ricoh Pro C9200. All’interno dei leaflet un esempio di tre ante con voucher premarcati. Muller Martini rilegherà i libri stampati con Ricoh Pro VC40000 (carta CVG Matt 90 gsm), veri e propri esempi di stampa on demand a colori. È la prima volta che Ricoh propone al mercato una gamma di applicazioni così ampia, anche grazie alla partnership con i maggiori produttori di sistemi per il finishing. Questo dimostra la capacità di Ricoh di supportare gli stampatori in investimenti a valore aggiunto dall’inizio alla fine del flusso produttivo.
Grande affluenza di visitatori all’evento organizzato da Omet a fine gennaio, che ha visto l’inaugurazione del nuovo demo center presso la sede produttiva di Molteno, a pochi km da Lecco.
Oltre 250 persone, infatti, sono state ospiti all’open house Omet Hybrid Experience dedicato alle opportunità della tecnologia di stampa ibrida nel mercato delle etichette. L’occasione è stata l’inaugurazione del nuovo Omet Drome nella sede di Molteno (LC). L’evento, costituito da due giornate di presentazioni tecniche, demo live, e visite alle sedi produttive Omet, ha registrato un’altissima affluenza e molto entusiasmo.
Grande successo, in particolare, per le demo della Omet XJet powered by Durst, che ha dato prova delle sue elevate prestazioni in termini di tecnologia, adattabilità, produttività e personalizzazione. Altra star dell’evento era la Omet iFlex allestita in configurazione ibrida con asciugamenti UV e LED: le due linee hanno sorpreso tutti per la complessità dei lavori dimostrati e, chiaramente, per il risultato qualitativo degli stampati.
Al futuro del mondo etichette sono state dedicate alcune presentazioni molto tecniche. Paolo Grasso, head of sales per la divisione Printing della Omet, ha spiegato i numerosi vantaggi della tecnologia di stampa ibrida digitale + flexo proposta da Omet in collaborazione con Durst, e quelli insiti nella stampa flexo UV-LED proposta in questo evento sulla macchina iFlex.
Sergio Veneziani di Ritrama ha introdotto la partnership tra Omet e Ritrama per lo sviluppo del progetto etichette linerless. Un’innovazione che consente notevoli risparmi, velocità e un impatto positivo sia sull’efficienza sia sulla sostenibilità ambientale del processo di stampa.
Martin Leitner di Durst ha illustrato il potenziale e le opportunità offerte dalla stampa digitale: muoversi verso la tecnologia digitale inkjet o ibrida per un’azienda di stampa non è soltanto l’acquisto di una nuova macchina, ma può essere l’inizio di una trasformazione del proprio modello di business e dell’azienda stessa. Durst e Omet da questo punto di vista offrono una solida base di competenze, indispensabili per questa evoluzione.
Francesco Niorettini di Italgrafica Sistemi ha raccontato la sua case study personale come primo utente XJet in Italia. «La nostra sfida è quella di fare tirature sempre più lunghe in modalità digitale: la XJet è una soluzione unica, capace di unire il meglio dei mondi Omet e Durst: un investimento in innovazione che ci ha permesso di alzare l’asticella a livello tecnico e professionale».
Arriva la nuova campagna mini video – su FB e YouTube – firmata dal progetto informativo Naturalmente io amo la carta: ventiquattro mini video che mettono in evidenza i motivi per cui la carta è amata spiegando anzitutto quanto sia amica dell’ambiente, se consideriamo che la crescita delle foreste europee, da cui proviene oltre l’80 del legno usato per fare la carta, in soli 10 anni è stata accresciuta di un’area pari al territorio della Svizzera, e che il tasso di riciclo della carta è al 72,5%, il più alto al mondo. Oltre agli storici partner del progetto, nato nel 2010 a livello europeo, una new entry: la Federazione Carta e Grafica che sarà dal 2019 partner sostenitore di Naturalemente io amo la carta.
Oltre alle già note performance di sostenibilità della carta nella campagna non mancano le motivazioni legate al piacere della lettura su carta: il 73% degli intervistati da Toluna Global Survey pensa che leggere un libro stampato sia più piacevole della lettura su dispostici elettronici (Two Sides / Toluna Global Survey 2017). Inoltre secondo il 69% è importante “staccare la spina” e dedicarsi alla lettura di riviste e libri su carta.
Di grande rilevanza anche i temi legati all’utilità pratica di stampare su carta la propria documentazione e contabilità personale. Il 61% degli intervistati nella ricerca TwoSides 2017 condotta da Toluna Global Survey ritiene che sia più facile tenere sotto controllo e gestire le proprie spese e finanze quando i documenti sono stampati su carta. Mentre il 77% dei consumatori pensa che la scelta di ricevere comunicazioni o fatture su carta non dovrebbe comportare l’addebito di costi aggiuntivi.
Tra gli altri strumenti di comunicazione del progetto, il nuovo sito web https://it.twosides.info/ con notizie, video e approfondimenti anche dagli altri Paesi europei e del mondo che fanno parte del progetto, oltre alla Newsletter Two Sides Italia inviata a una mailing list che si sta ampliando sempre più, grazie alla crescita degli amanti della carta anche fra i millenials. Dal sito è possibile scaricare la brochure Carta e stampa: luoghi comuni e realtà e aggiornarsi sulle principali attività anti-greenwashing svolte da Two Sides.
La nuova campagna mini video è in linea con la comunicazione che la filiera della carta e della stampa sta perseguendo negli anni, per mettere in evidenza il suo impegno nell’utilizzo sempre più efficiente e sostenibile delle materie prime in una prospettiva di economia circolare, in linea con gli obiettivi della Commissione Europea, mirando al contempo a migliorare la competitività sui mercati europei e globali.
Destinata ai produttori del mercato display e grafico di medio volume la nuova serie di stampanti piane Océ Arizona 1300 di Canon è sviluppata per incrementare l’efficienza produttiva e soddisfare la richiesta di applicazioni sempre nuove e differenti.
Océ Arizona 1300 offre una velocità di stampa massima di 52,8 m2 all’ora ed è ideale per una produzione annua che arrivi fino a 15.000 m2. La nuova serie comprende sei modelli, semplici e affidabili. È possibile scegliere tra tre modelli GT (Océ Arizona 1340 GT, 1360 GT, 1380 GT) con piano fisso di 1,25m x 2,5m, oppure tre modelli XT di formato superiore, da 2,5m x 3,08m (Océ Arizona 1340 XT, 1360 XT, 1380 XT).
In particolare, per ottimizzare la produttività e il tempo di funzionamento, le stampanti Arizona 1300 sono le prime Océ a piano fisso con polimerizzazione LED: i clienti possono stampare dalla modalità standby senza attendere che le lampade UV si riscaldino.
La tecnologia di polimerizzazione LED permette ai fornitori di servizi di stampa l’opportunità di offrire una gamma ancora più ampia di applicazioni. Possono infatti essere utilizzati i principali supporti rigidi o flessibili, ma anche i supporti più impegnativi, come per esempio tela, legno, piastrelle, vetro ecc. Gli inchiostri UV LED usati nei nuovi modelli hanno la certificazione UL Greenguard Gold. Le stampe prodotte possono essere utilizzate così in modo sicuro in ambienti interni, incluse scuole, ospedali o punti vendita al dettaglio. Canon è l’unico fornitore di tecnologia digitale a stampa piana attualmente in grado di offrire sia soluzioni convenzionali sia soluzioni con polimerizzazione LED, mettendo a disposizione dei clienti una stampante in grado di adattarsi alle principali esigenze applicative.
La nuova serie introduce anche Océ Arizona Xpert, una soluzione software innovativa che semplifica e automatizza lavori complessi come le applicazioni multistrato e fronte/retro, in modo che i file di stampa siano immediatamente disponibili. Il software intuitivo archivia il file pronto per la stampa, permettendo al cliente di preparare, in futuro, lavori simili sempre più rapidamente e agevolmente con lo scopo di garantire nel lungo termine l’efficienza produttiva.
Inoltre, i nuovi dispositivi sono i primi prodotti a stampa piana di Canon a includere l’Assistenza Remota Océ per ottimizzare l’operatività e garantire supporto tecnico continuo. Grazie a questo strumento, i clienti sono in grado di monitorare il consumo d’inchiostro e i volumi di stampa.
La serie Océ Arizona 1300 viene prodotta nel sito produttivo, recentemente ampliato, di sistemi di stampa piana di Poing, in Germania ed è disponibile alla vendita da gennaio 2019.
Nel corso del 2018 il mondo delle plastiche è stato attraversato da forti tensioni a causa dei documenti pubblicati dall’autorità europea in merito ai materiali plastici e all’emergenza ambientale, soprattutto marittima, generata dall’abbandono di rifiuti di oggetti e materiali plastici lungo le spiagge e nei mari. Queste pubblicazioni, riunite sotto il titolo di Plastic Strategy, hanno messo sotto accusa tutti i manufatti polimerici, compresi gli imballaggi flessibili, provocando una richiesta generale di messa al bando, o quanto meno di una drastica riduzione dei consumi di imballi e di conversione verso materiali biodegradabili e compostabili.
La situazione attuale non è delle più chiare e per questo si è tenuto a Milano a fine gennaio un incontro intitolato Imballaggio flessibile verso l’economia circolare organizzato da Giflex, l’associazione che raggruppa i produttori di imballaggi flessibili stampati in rotocalco e in flessografia, destinati al confezionamento di prodotti alimentari, farmaceutici, chimici e ad altre applicazioni industriali. Il Gruppo è integrato nel sistema confindustriale, tramite l’Associazione Nazionale delle Industrie Grafiche, Cartotecniche e Trasformatrici e, in ambito europeo, aderisce alla FPE (Flexible Packaging Europe), Divisione di EAFA (European Aluminium Foil Association).
L’evento, al quale ha partecipato una folta platea di addetti ai lavori composta anche da un gran numero di rappresentanti di aziende del mondo del confezionamento e della stampa di packaging, è stato organizzato nell’ambito delle Giornate della sostenibilità periodicamente organizzate dall’associazione di categoria che attualmente annovera tra gli associati 92 aziende suddivise in due gruppi. I soci trasformatori, aziende nazionali e multinazionali con stabilimenti in Italia che producono imballaggi flessibili stampati, sono 37. I soci simpatizzanti, ovvero aziende italiane e multinazionali che forniscono materie prime, macchine di trasformazione, accessori e servizi per l’industria dell’imballaggio flessibile, sono invece 55. Una piccola associazione di categoria, quindi, ma particolarmente vivace e attiva e questo convegno voluto per spiegare cosa si sta facendo per rendere gli imballaggi flessibili sempre più sostenibili in un’ottica di economia circolare ne è testimonianza. La giornata ha visto la presenza di diversi esperti. Dopo il benvenuto del presidente di Giflex Michele Guala, ha preso la parola Dario Dainelli di EuPC (European Plastic Converters Association), l’associazione europea di convertitori di materie plastiche, che ha parlato diffusamente della legislazione europea sul riciclo delle materie plastiche nell’intervento intitolato Plastic Strategy e single use plastic: uno sguardo a cosa succede in Europa. Luca Stramare di Corepla, consorzio di recupero degli imballaggi plastici, ha quindi illustrato nei dettagli come procede attualmente il recupero dei materiali plastici, quali sono le criticità, quali gli obiettivi raggiunti e quelli ancora da raggiungere. Il terzo intervento è stato tenuto da Dana Mosora del Ceflex, progetto europeo che sta studiando le soluzioni migliori per il fine vita degli imballaggi flessibili, che ha ovviamente parlato di questo progetto. I lavori sono stati chiusi dalla testimonianza di un’azienda chimica e del suo approccio all’economia circolare, con l’intervento di Astrid Palmieri di Basf. A breve saranno pubblicati sul sito di Giflex gli atti del convegno.