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Acimga, Marco Calcagni è il nuovo presidente

L’Assemblea dei Soci ha eletto la nuova squadra alla guida dell’associazione per il quadriennio 2025–2029. Come nuovo Presidente dell’associazione confindustriale che rappresenta i costruttori di macchine per l’industria grafica, cartotecnica, cartaria, di trasformazione e affini è stato eletto Marco Calcagni. Calcagni, classe 1966, sales & marketing director di Omet, torna alla guida di Acimga dopo il mandato già ricoperto nel periodo 2013–2017, succedendo a Daniele Barbui, CEO di Ace Group.

Il Consiglio Generale, in carica fino al 2029, sarà supportato da una squadra composta da tre vicepresidenti:

  • Giorgio Petratto, con delega all’Area Educational, alla collaborazione con ARGI e all’Area Tecnica;

  • Marco Bertola, con delega all’Area Competitività e Made in Italy;

  • Simone Bonaria, responsabile per i rapporti con le associazioni di filiera degli stampatori e converter.

Accanto alla nuova presidenza, due Past President manterranno deleghe strategiche: Daniele Barbui (Progetti Innovativi e Supporto Istituzionale) e Aldo Peretti (rapporti con Confindustria e Federazioni).

«Il mio programma si fonda sulla continuità e sull’evoluzione del lavoro svolto dai miei predecessori – ha dichiarato Calcagni – con l’obiettivo di rafforzare la presenza istituzionale e la visibilità delle tecnologie italiane nei mercati internazionali. Intendo promuovere una governance inclusiva, valorizzando il contributo di tutta la base associativa.»

Nel suo intervento di commiato, Barbui ha sottolineato i risultati raggiunti durante il quadriennio appena concluso: la crescita dei gruppi di specializzazione, il successo degli ACIMGA DAY come spazi di dialogo tra imprese, e il rilancio della piattaforma GLOBAL PRINT, culminato nella vicepresidenza assegnata all’Italia durante China Print 2025.

Segnali positivi per il comparto

Nel corso dell’assemblea, il Direttore Enrico Barboglio ha illustrato i dati economici 2024, che evidenziano una crescita del fatturato del comparto pari al +4,9%, per un valore di 3.200 milioni di euro. Le consegne interne crescono del +10,7%, mentre l’export registra una lieve espansione (+0,9%) raggiungendo i 1.813 milioni di euro. In forte calo le importazioni (-18,2%), che si attestano a 539 milioni di euro, contribuendo a un saldo commerciale positivo record di 1.275 milioni di euro.

Gli USA si confermano primo mercato di destinazione per le esportazioni italiane del settore (+12,9%), mentre calano le vendite verso l’Unione Europea (-2,2%) e l’Asia Orientale. Crescono, invece, le esportazioni verso Nord America, Europa extra-UE, Medio Oriente, Asia del Sud e Africa.

Tendenze primo trimestre 2025

I dati del primo trimestre 2025 mostrano una netta ripresa:

  • Ordini interni: +19,6%

  • Ordini esteri: +22,2%

  • Fatturato complessivo: +5,6%, trainato dall’export (+23,7%), mentre cala il mercato interno (-17,4%).

Con circa 70 aziende associate, Acimga rappresenta oltre il 60% del fatturato totale dell’industria italiana del settore e il 70% del fatturato export, confermandosi punto di riferimento nazionale e internazionale per le tecnologie della stampa, del packaging e del converting.

Mondi, la nuova frontiera dell’imballaggio sostenibile per materiali sensibili all’umidità

Mondi lancia re/cycle PaperPlus Bag Advanced, un sacco in carta sostenibile con un elevato effetto barriera per prodotti sensibili all'umidità. (Foto: Mondi, PR334)

Mondi lancia il nuovo re/cycle PaperPlus Bag Advanced, un sacco in carta progettato per offrire una barriera efficace contro l’umidità, con un impatto ambientale significativamente ridotto.

Sviluppato in collaborazione con UZIN, produttore specializzato in soluzioni per pavimentazioni, il nuovo sacco rappresenta una soluzione ottimale per la protezione di prodotti in polvere sensibili all’umidità, con applicazioni dirette nel settore dell’edilizia e delle costruzioni. Grazie a un film ad alta prestazione di soli 20 µm, PaperPlus Bag Advanced impiega fino al 60% in meno di plastica rispetto ai sacchi tradizionali da 50 µm, mantenendo prestazioni equivalenti e migliorando l’impronta di carbonio, come dimostrato dallo strumento di valutazione ambientale interno PIA (Product Impact Assessment) sviluppato da Mondi.

Sostenibilità e prestazioni: un equilibrio possibile

Appartenente alla gamma re/cycle, il sacco è stato testato e dichiarato riciclabile secondo il metodo CEPI e il protocollo 4Evergreen, confermando la possibilità di integrare soluzioni performanti e al contempo sostenibili in filiere industriali già esistenti.

“PaperPlus Bag Advanced è un’alternativa all’avanguardia per chi vuole ridurre l’utilizzo di plastica senza compromettere l’efficienza,” ha dichiarato Max Melzer, Head of External Sales Industrial Bags di Mondi. “La nostra missione, in linea con gli obiettivi della piattaforma MAP2030, è offrire soluzioni che favoriscano l’economia circolare rispondendo alle reali esigenze dei nostri clienti.”

Pronto per la produzione, premiato dall’industria

Oltre a garantire massima compatibilità con le attuali linee di riempimento e sigillatura, PaperPlus Bag Advanced assicura una protezione ottimale dal vapore acqueo, mantenendo i materiali asciutti anche in condizioni critiche. Caratteristiche che lo rendono ideale per un’adozione rapida e senza necessità di aggiornamenti agli impianti.

LG, digital signage ad alta trasparenza per spazi retail, culturali e professionali

LG Electronics arricchisce la propria proposta per il digital signage con il debutto sul mercato italiano del nuovo Transparent OLED Signage da 55’’ (modello 55EW5P-M), una soluzione avanzata pensata per rivoluzionare la comunicazione visiva in ambienti retail, culturali e professionali.

Il nuovo display si distingue per un design elegante e minimale, una trasparenza fino al 43% e una qualità d’immagine superiore, grazie alla tecnologia OLED priva di retroilluminazione e cristalli liquidi. Queste caratteristiche permettono di creare installazioni immersive e di grande impatto scenico, in cui contenuti digitali e spazio fisico si fondono in modo armonioso.

Un nuovo standard per l’integrazione visiva

Pensato per contesti espositivi sofisticati come showroom, gallerie d’arte, musei o studi televisivi, il display trasparente LG consente la visualizzazione simultanea dei contenuti e dell’ambiente retrostante, offrendo nuove possibilità creative nella progettazione degli spazi.

La struttura metallica e il vetro temperato frontale antisfondamento garantiscono resistenza e sicurezza, rendendo il prodotto idoneo anche per ambienti pubblici ad alta frequentazione. Il design versatile ne consente l’installazione a parete, su mobili o su strutture modulari, anche in configurazione videowall, grazie alla compatibilità con supporti VESA e alla presenza di fori M4 su tutti gli angoli posteriori.

Praticità per professionisti e installatori

Il modello 55EW5P-M è progettato per semplificare la fase di installazione, offrendo stabilità strutturale, modularità e compatibilità con numerosi ambienti. Il risultato è una soluzione che abbina performance visive d’eccellenza a una gestione pratica ed efficiente, rispondendo alle esigenze di professionisti e integratori di sistemi.

Il Transparent OLED Signage da 55’’ è già disponibile sul mercato italiano.

Colorcopy apre le porte al futuro della stampa digitale: due giornate a Bologna e Brescia

Colorcopy annuncia due giornate dedicate agli operatori del settore stampa digitale di grande formato: il 18 giugno 2025 a Bologna e il 4 luglio 2025 a Brescia si terranno gli openhouse Colorcopy Large Format, eventi pensati per offrire un confronto concreto e diretto sulle tecnologie più evolute per la stampa professionale in grande formato.

Le sedi di Villanova di Castenaso (BO) e Via Valcamonica (BS) si trasformeranno in spazi interattivi in cui tecnici, imprese e professionisti potranno testare le soluzioni più innovative del settore, confrontarsi con esperti e ricevere consulenze personalizzate.

Esperienza pratica e consulenza su misura

Ogni appuntamento offrirà la possibilità di partecipare a:

  • demo live personalizzate, con prove su file e materiali reali per valutare direttamente le prestazioni dei sistemi di stampa in relazione al proprio flusso di lavoro;

  • consulenza tecnica dedicata, utile per ottimizzare i processi produttivi e approfondire le specifiche esigenze operative.

La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati. È possibile prenotarsi sul sito ufficiale.

Le tecnologie protagoniste

Durante gli openhouse sarà possibile testare alcune delle soluzioni più performanti del mercato:

  • Roland TrueVIS XP-640: velocità e precisione cromatica per volumi elevati e grafiche complesse.

  • Roland VersaOBJECT MO-180: UV flatbed per stampa diretta su oggetti tridimensionali, ideale per materiali rigidi.

  • Roland Direct to Film TY-300: innovazione e affidabilità per la personalizzazione tessile.

  • Roland TrueVIS VG3 e LG: sistemi stampa-e-taglio eco-solventi o UV per etichette e decorazioni di pregio.

  • Hurricane DTF 40 e DTF UV: produttività continua, qualità costante e semplicità d’uso.

  • Brother GTX Pro: punto di riferimento nel DTG industriale, con alta definizione su tessuto e manutenzione semplificata.

Gli openhouse Colorcopy si confermano un appuntamento strategico per chi desidera aggiornarsi, toccare con mano le tecnologie emergenti e orientarsi in un settore in continua evoluzione. Due giornate di incontro tra professionisti, pensate per ispirare, informare e guidare le scelte tecniche del futuro.

Assocarta: il 26 giugno a Roma l’Assemblea Pubblica “Paper Industrial Deal”

Si terrà il prossimo 26 giugno alle ore 14.30, presso l’Associazione Civita a Roma, l’Assemblea Pubblica di Assocarta dal titolo “Paper Industrial Deal”, un momento di confronto tra industria, istituzioni e stakeholder sull’evoluzione del settore cartario nel contesto della transizione ecologica ed energetica.

Ad aprire i lavori sarà il presidente di Assocarta, Lorenzo Poli, con una relazione dedicata alla congiuntura economica ed energetica e ai risultati di un nuovo studio curato da Ambiente Italia, che analizza i benefici economici, ambientali e sociali della carta da riciclare in Italia.

Seguirà l’intervento di Marco Eikelenboom, Presidente della CEPI – Confederazione europea dell’industria cartaria, che illustrerà la proposta di Industrial Deal europeo per il settore: un progetto che punta a valorizzare la carta come materiale strategico nella transizione verde dell’Unione Europea.

Cuore dell’evento sarà la tavola rotonda dedicata alla visione italiana dell’Industrial Deal, che vedrà la partecipazione di figure chiave delle istituzioni ambientali ed energetiche:

  • Laura D’Aprile, Capo Dipartimento Transizione Ecologica e Investimenti Verdi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)

  • Paolo Arrigoni, Presidente del GSE – Gestore dei Servizi Energetici

  • Stefano Besseghini, Presidente di ARERA – Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente

  • Federico Boschi, Capo Dipartimento Energia del MASE

A moderare il dibattito sarà la giornalista del TG1 Valentina Bisti.

Alle ore 16.30 è previsto un intervento speciale dell’Aeronautica Militare dal titolo “Il ruolo della carta nella divulgazione scientifica”, con una riflessione sull’importanza del supporto cartaceo nella trasmissione della conoscenza, ispirata ai volumi “Atlante del Clima e della Meteorologia” e “Andrea Baroni, il cavaliere delle rose e delle nuvole”.

L’Assemblea Pubblica Assocarta si conferma così un punto di riferimento per il dialogo tra industria e istituzioni, in un momento cruciale per la definizione delle politiche ambientali e industriali del Paese.

Colorcopy, super promo sulla nuova Roland MO-180

Un’opportunità per i professionisti della personalizzazione industriale: Colorcopy annuncia una promozione esclusiva sulla nuova Roland VersaOBJECT MO-180, la stampante UV che ridefinisce gli standard di precisione, velocità e versatilità. Acquistandola con la permuta di una vecchia stampante UV flatbed, è possibile ottenere fino a 5.000 € di sconto.

La MO-180 segna un netto salto di qualità rispetto al modello precedente LEF2-200:

  • +101% di velocità in modalità Standard CMYK + Bianco

  • Altezza stampabile aumentata a 204 mm (+104 mm), ideale per oggetti tridimensionali

  • +20% di gamma cromatica grazie all’aggiunta degli inchiostri arancione e rosso

Queste caratteristiche rendono la MO-180 lo strumento ideale per chi opera nella stampa su gadget, packaging, articoli promozionali e accessori industriali, offrendo una qualità visiva superiore e massima flessibilità sui supporti.

Ma non è solo una questione di tecnologia: Colorcopy, con oltre 30 anni di esperienza nella stampa digitale di grande formato, affianca ogni cliente in ogni fase del cambiamento — dalla valutazione dell’usato all’assistenza post-vendita — per ottimizzare il flusso produttivo e aumentare i margini. La promozione è valida fino al 27 giugno 2025 (o fino a esaurimento scorte) per chi rottama una stampante UV flatbed (≥76 cm) di qualsiasi marca e modello.

Assografici, la nuova guida tra continuità e innovazione

Intervista esclusiva al neo presidente di Assografici, Carlo Montedoro, che racconta le sfide e le opportunità del settore grafico e cartotecnico per il quadriennio 2025-2029.

Carlo Montedoro è stato nominato presidente di Assografici per il quadriennio 2025-2029 dall’Assemblea dei Soci, raccogliendo il testimone da Emilio Albertini. Una nomina che arriva in un momento cruciale per l’industria grafica e cartotecnica, tra sfide normative, innovazione tecnologica e sostenibilità. Montedoro, ingegnere civile con una lunga esperienza nel settore, si prepara a guidare l’associazione con un mix di continuità e rinnovamento.

Un nuovo inizio tra eredità e rinnovamento

Con una visione chiara, Montedoro intende proseguire il percorso intrapreso dal suo predecessore, senza però rinunciare al cambiamento. «Sento la forte esigenza di garantire continuità, ma sarò molto attento al rinnovamento. Emilio Albertini lascia la nostra Associazione in salute e con un clima molto collaborativo: sarà ovviamente una delle mie priorità conservare questi aspetti. Chiaramente, continuità non deve intendersi come immobilità. Innanzitutto, la mia prima preoccupazione è stata quella di formare una squadra di vicepresidenti con deleghe ben precise: sono infatti chiamato a rappresentare e a guidare un’Associazione che al suo interno aggrega comparti e attività molto diverse. C’è la grande divisione tra grafici e cartotecnici/trasformatori, ovvero tra chi stampa prodotti editoriali o commerciali e chi produce imballaggi; ma anche all’interno di questi comparti, poi, le diversità di prodotti, di processi tecnici e di ambiti competitivi sono notevoli. Essendo io principalmente espressione del mondo grafico/editoriale, devo avvicinarmi e farmi guidare all’interno dei vari gruppi di specializzazione da chi ne fa parte da tempo, garantendo loro coordinamento, ma anche una certa autonomia operativa».

Il punto sulle sfide del settore

Montedoro si dice consapevole delle difficoltà che le aziende del settore stanno affrontando, tra rincari energetici e digitalizzazione sempre più pervasiva. «Sempre di più abbiamo l’esigenza di vigilare sulle continue normative europee che tendono ad aggravare e aggiungere oneri alle nostre imprese. Il costo dell’energia in Italia resta un fattore di grande sperequazione, che ci penalizza rispetto ai nostri competitor europei. La grave crisi del nostro settore grafico editoriale deriva sicuramente dall’inevitabile progressiva digitalizzazione della società, ma dobbiamo continuare la battaglia sull’importanza della lettura e della scrittura su carta. Valorizzare e rendere sempre più evidente a tutti i vantaggi legati alla diffusione di concetti e messaggi attraverso la carta stampata potrebbe ridare energia al nostro comparto».

Competitività internazionale e pmi

Oltretutto, l’industria grafica italiana si trova a competere in un contesto globale sempre più instabile, ma Montedoro vede ancora spazio per la crescita. «Oggi più che mai parlare di internazionalizzazione è un argomento di grande attualità, ma purtroppo pieno di criticità. L’adozione di dazi, paventata o resa realtà, da parte degli Stati Uniti a protezione dei loro commerci interni sta destabilizzando fortemente l’economia mondiale. Anche la complessa situazione geopolitica attorno al Mediterraneo getta un’ombra lunga sul futuro prossimo degli scambi commerciali che alimentano la nostra economia. Primi effetti di questa situazione sono stati la maggiore difficoltà di approvvigionamenti e un rialzo dei costi di trasporto. Tutto questo, però, non deve assolutamente farci rinunciare alla ricerca di quegli sbocchi commerciali necessari per lo sviluppo e la crescita delle nostre aziende, attraverso il commercio e l’esportazione estera. Una particolare attenzione la vorrò riversare proprio alle nostre innumerevoli pmi, che difficilmente riescono ad atterrare nel difficile mondo dell’internazionalizzazione, frenate se non bloccate da regole e adempimenti spesso non semplici ed onerosi da espletare. Vorrei dedicare proprio a questo tema degli incontri con le agenzie preposte ad affiancare le aziende ed in particolare le pmi ad espandere i propri orizzonti commerciali attraverso il percorso di internazionalizzazione».

AI e carta stampata: mix vincente

L’innovazione sarà un tema centrale per il mandato di Montedoro, forte di una chiara visione sul futuro della stampa e della comunicazione visiva nell’era digitale. «Sempre più si parla di quarta rivoluzione industriale. Il nostro settore è sempre stato attento e all’avanguardia nel cogliere i cambiamenti derivanti dalla digitalizzazione: siamo passati con una rapidità sorprendente dalle linotype a piombo ai CTP e alle macchine digitali, con formati stampa e velocità produttive identici alle nostre migliori macchine offset; il dato variabile e la nobilitazione dei nostri stampati ormai avvengono assolutamente attraverso flussi di lavoro controllati e gestiti dalla digitalizzazione presente nelle nostre aziende. La nuova sfida, ora, è ovviamente quella di capire come applicare e utilizzare in maniera responsabile l’AI, il cui avvento apre nuove frontiere produttive, in termini di processi sempre più efficaci, sicuri e sostenibili. A questo aspetto dobbiamo prestare grande attenzione. Le nuove frontiere del digitale non devono però farci dimenticare la valenza della comunicazione, commerciale ed editoriale, attraverso la carta stampata. Penso, per esempio, all’azione in corso, a livello europeo, per difendere il diritto dei cittadini di ricevere comunicazioni cartacee da parte di aziende, banche e pubbliche amministrazioni senza costi aggiuntivi o discriminazioni: è un tema di libertà di scelta dei consumatori e di non discriminazione delle fasce della popolazione meno digitalizzate, ma è anche un tema di affidabilità e sicurezza delle comunicazioni cartacee. Se oggi è dimostrato che l’apprendimento è molto più efficace se passa dalla lettura su carta, tanto che in Europa c’è un generale dietro front sull’uso del digitale a scuola, allora anche la comunicazione commerciale ed editoriale è sicuramente più efficace se passa dallo stampato».

Come approcciare l’Industria 5.0

Se è vero che l’innovazione sarà un tema centrale per il mandato di Montedoro, il neo presidente di Assografici mostra di guardare con interesse all’Industria 5.0, ma con un approccio realistico. «Innovazione e automazione, anche al fine di una maggiore sostenibilità, è un tema fondamentale sul quale lavoreremo, per aiutare i nostri associati a rendere le loro aziende maggiormente green. In termini di strumenti legislativi e di incentivazione agli investimenti, Industry 5.0 rischia però di essere parzialmente efficace: ottima la volontà della riduzione dei consumi, ma il rischio è che non si abbiano gli effetti sperati, un po’ come avvenuto nell’applicazione pratica del piano 4.0, che non ha fatto aumentare la produttività come ci si sarebbe aspettato. Gli strumenti messi a disposizione delle aziende dalla 5.0 non sono di semplice attuazione, anzi sono molto complicati e c’è da aspettarsi poca adesione e la probabile non corretta sua applicazione».

Sostenibilità e transizione ecologica

Uno degli aspetti chiave per il futuro del settore è sicuramente la sostenibilità ambientale. In che modo Assografici supporterà le aziende nell’adozione di pratiche più sostenibili? «Intanto è bene ricordare che la nostra filiera è da sempre attenta ai temi ambientali, all’uso sostenibile e certificato – FSC, PEFC – della nostra principale materia prima, ai principi dell’economia circolare, dei quali il nostro settore è uno dei principali motori. Presto tutte le aziende, comprese le nostre, avranno la necessità di comunicare e certificare la loro sostenibilità, redigendo una qualche forma di rendicontazione, se non proprio un “Bilancio di Sostenibilità”. Come Federazione Carta e Grafica abbiamo lavorato su questo fondamentale tema mettendo a disposizione degli associati uno strumento, FpS-TOOL, che li guida, con diversi livelli di complessità e tenendo conto delle specificità dei nostri settori, verso una rendicontazione di sostenibilità ESG. L’idea è di raccogliere presto anche i dati delle nostre aziende, per produrre delle analisi settoriali e di filiera».

Formazione e nuove competenze

Uno dei temi chiave per il futuro sarà quello della formazione e del ricambio generazionale, un aspetto che preoccupa non solo il settore grafico, ma l’intero comparto manifatturiero. «Recentemente Confindustria ha documentato che in Italia mancheranno 1,3 milioni di lavoratori nei prossimi 5 anni, con effetti considerevoli sul PIL. Già oggi due imprese su tre non trovano addetti formati. Dobbiamo quindi come manifattura rendere il mondo che rappresentiamo più attraente per i giovani. Sul nostro settore abbiamo diverse iniziative in campo, anche grazie all’attività dell’Enip-gct, il nostro ente bilaterale che si occupa da 70 anni della promozione dell’istruzione grafica e cartotecnica. Negli ultimi anni, sotto la guida del presidente Marco Spada e del direttore generale Tommaso Savio Martinico, l’Ente ha notevolmente intensificato la sua attività, collaborando con le scuole grafiche sul territorio e promuovendo la nascita di corsi ITS e IFTS. Negli ultimi due anni, con il bando formazione, che solo nel 2025 ha allocato ben 200mila euro, si sta dando uno straordinario impulso anche a tutte le attività di formazione e aggiornamento professionale delle maestranze».

Dialogo con le istituzioni e futuro di Assografici

Il rapporto con le istituzioni nazionali ed europee sarà un altro punto focale del mandato di Montedoro. «Lavoriamo a diretto contatto con governo e Unione Europea sui temi che impattano più direttamente i nostri settori. Lo facciamo sempre anche collaborando in UE con le nostre associazioni europee di riferimento (Integraf e Citpa), alle quali partecipiamo e che finanziamo, e in Italia all’interno del sistema Confindustria. Con la convinzione che difendendo, in modo apartitico ed equilibrato, gli interessi dell’industria, si difende e promuove il benessere del Paese. Grazie alla Federazione Carta e Grafica oggi la nostra azione, sia nell’interlocuzione con la politica, sia nella dialettica interna al sistema, è molto più forte ed efficace».

Guardando al 2029, Montedoro si augura di lasciare un’Assografici ancora più forte. «Vorrei contribuire a rendere l’associazione sempre più dinamica e capace di supportare, con flessibilità ed efficacia, le nostre aziende, che devono affrontare, in particolare nel mondo della comunicazione, sfide sempre più imprevedibili. Sarei comunque già felice se chi proseguirà il mio mandato si trovasse un’Assografici così ben funzionante come la sto ereditando io oggi. Il presidente Emilio Albertini ha rispettato tutti gli impegni presi con il suo mandato e completato tutto il suo programma operativo, nonostante il Covid e la successiva crisi economica. Ci tengo a fargli i miei complimenti e a ringraziarlo pubblicamente (grazie Emilio!). Non so se sarò alla sua altezza, ma garantisco il mio massimo impegno».

Osservatorio ARGI, analisi e tendenze del mercato della stampa in Italia

Come ogni anno ormai da diverso tempo, dal consueto rapporto ARGI, presentato durante il recente Print4All, emergono dati interessanti e indicativi sul mondo dell’industria grafica. Riferimenti importanti, ancora di più in un periodo contrassegnato da cambiamenti ormai continui e spesso imprevedibili.

Non c’è quindi da meravigliarsi se tra le prime considerazioni, dal report 2024 emerge un settore in trasformazione, con dinamiche varianti da comparto a comparto. Nel complesso però, convergenti nell’indicare una fase di riassestamento, considerato simbolo di maturità, dopo i picchi del biennio post-Industria 4.0.

«L’Osservatorio è molto più di una raccolta di dati, è uno strumento strategico per leggere e interpretare l’evoluzione del nostro settore – afferma Antonio Maiorano, presidente di ARGI -. I numeri ci raccontano un comparto che, pur tra trasformazioni e nuove sfide, continua a dare segnali di vitalità. L’industria grafica sta dimostrando di saper reagire con visione, innovazione e responsabilità».

Prima ancora di addentrarsi nell’analisi dei singoli comparti, una considerazione questa fondamentale. Se a prima vista tutti i grafici presentano cali vistosi all’interno dell’ultimo triennio, è fondamentale considerare gli effetti degli incentivi per la digitalizzazione e gli ultimi effetti a lungo termine della pandemia.

Anche per questo, nel corso dell’ultimo anno, ARGI ha ampliato il panel di analisi e rivisto in profondità la struttura dei dati, adottando metodologie più accurate e allineate agli standard europei. Il risultato è una fotografia del mercato considerata più fedele e dettagliata, utile a restituire con chiarezza l’evoluzione in corso.

«Grazie all’alta rappresentatività dei vari panel, i risultati dei settori monitorati rispecchiano meglio i reali andamenti del mercato – osserva Mauro Tironi, dell’Osservatorio di mercato ARGI – Seppure per motivi differenti, il 2024 può essere interpretato come un anno dove la curva di discesa cambierà la tendenza».

È tempo di smaltire la sbornia Industria 4.0

Primi segnali evidenti, il mercato offset, a partire dal segmento lastre. La discesa iniziata nel 2023 è decisamente rallentata, attestandosi su una riduzione totale dei volumi del 3%. Come tutti gli altri settori tradizionali, risente anche del calo nelle tirature. È un comparto dominato dalle lastre digitali che rappresentano ormai oltre l’86% del venduto.

«Da quest’anno la precisione dei dati è aumentata grazie all’ingresso nel panel dei principali importatori e produttori dal mercato asiatico – sottolinea Tironi -. Aggiunti ai tradizionali marchi presenti, hanno consentito una maggiore capacità di analisi».

Il settore del Pre Press è caratterizzato da una stabilità tecnologica che ne determina anche la bassa rotazione. Non è raro, infatti, trovare CTP con una discreta età che, se correttamente manutenuti, svolgono ancora egregiamente il proprio lavoro. Il 2024 ha registrato un fatturato di 14,9 milioni di euro, quasi seimila meno rispetto all’anno precedente, ma anche rispetto al 2021, pre incentivi.

Parlando invece di unità, nel 2024 si registrano 39 nuovi motori, 26 dei quali digitali, con un andamento proporzionato al fatturato, anche se più accentuato rispetto all’immediato post pandemia.

A riprova della stabilità tecnologica e della bassa rotazione delle vendite, il dato del service, ormai da molti anni più preponderante rispetto alla vendita dell’hardware. All’interno di questa cifra sono compresi anche i sistemi di workflow, uno degli argomenti di innovazione più importanti del comparto.

Sul fronte delle macchine da stampa offset, dato il peso nel mercato, vale la considerazione iniziale ovvero che il 2024 possa essere archiviato come  l’anno dove la curva di discesa terminerà.

Dal confronto del fatturato per gruppi stampa e verniciatori con quello dei service, emerge un dato interessante. La prima voce pesa sempre di più, 71,5 milioni di euro contro 27, 4 milioni di euro, ma mentre una è in netto calo da due anni, la seconda è praticamente stabile, con una lieve crescita.

«Il 2022 rimane l’anno di maggiori ricavi, una sorta di grande abbuffata dove si è venduto di tutto a tutti. Soprattutto, gruppi stampa in formato 50×70, dove comunque anche nel 2024 si registrano oltre ottanta impianti nuovi. I bruschi cali degli ultimi due anni non hanno comunque intaccato la prestazione triennale».

Un triennio comunque positivo

Allungando infatti la lente di analisi al triennio 2022-2024 rispetto al precedente, la crescita è importante e vale per tutte le voci considerate. «Essendo questo un mercato maturo, dove assistiamo ad accorpamenti aziendali e partnership fra stampatori, questi risultati restano soddisfacenti». Interessante infine notare come il formato di stampa dominante resti il medio (70×100), anche nel 2024 con risultati di vendita importanti.

Sempre in ambito offset, guardando alle due tecnologie del comparto, la stampa convenzionale ha ottenuto risultati migliori di quella UV-UV Led che, per le proprie qualità intrinseche, vede la propria applicazione soprattutto in settori specifici.

Il rinnovato metodo di classificazione delle stampanti, in linea con un modello europeo, ha portato a una revisione totale dei numeri del triennio e una conseguente riscrittura. Nel complesso, il bilancio resta comunque positivo, con un fatturato composto da 266 milioni di euro nell’offset convenzionale, al quale si aggiungano 118 milioni di euro dal mondo UV e UV-LED e altri 81 milioni di euro al Service.

Tra i numeri più significativi, la scomparsa delle vendite di macchine a bobina per il settore monocromatico, ora terreno delle apparecchiature a foglio. Persiste tuttavia una buona base di installato, segno di una validità tecnologica che consente alle bobine di restare tuttora attuali.

Per le categorie di macchine A3+ vendute nel mercato grafico, un approfondimento sulle vendite indirette ha favorito l’emergere dell’importanza del Canale. In particolare, per i modelli A3+ Light, dove l’84% è gestito dalla distribuzione.

Passando al segmento Macchine Colore a foglio 50×70 e superiori, nel 2024 si conferma un decremento delle vendite da dieci a sette, con un passaggio da 72 a 70 del parco installato. Dato questo motivato dall’evoluzione tecnologica che ha portato ad avere sistemi più produttivi in questa categoria.

Andamento simile sul fronte delle stampanti a colori su bobina, dove si è passati da 14 unità vendute nel 2023 a 9 lo scorso anno. In questo caso però, l’installato è cresciuto, da 136 a 148.

Per quanto riguarda il fatturato complessivo, pur restando stabile, il segmento Cut Sheet colore resta il  maggior contribuente con 39,4 milioni di euro, contro i 18,6 milioni di euro della bobina a colori, in crescita del 10%, e il restante 4,8 milioni di euro dal monocromatico.

A livello di fatturato però, la quota più sostanziosa arriva dai servizi, consumabili compresi. Si parla di 105 milioni di euro nel 2024, il leggero calo rispetto ai 110,4 del 2023. Una discesa del 5%, ma comunque due volte superiore rispetto a quanto generato dalla vendita dei macchinari. «Un decremento riconducibile in parte al calo nei volumi di stampa e in parte alle nuove contrattualizzazioni sui parchi macchine installati nel corso dell’anno».

Nel complesso, si arriva a un fatturato totale per la stampa digitale nel 2024 di 168 milioni di euro. Poco più di un milione di euro in meno, ma comunque oltre 4 milioni di euro in più rispetto al 2022. «Si ricava uno scenario sostanzialmente stabile – conclude Mauro Tironi -. Un mercato consolidato è un mercato che lavora; guardando alla produttività, negli ultimi anni emerge infatti un livello costante».

Packaging alimentare, Qwarzo accelera l’espansione in Europa con Starbucks e Lavazza

Qwarzo, realtà italiana all’avanguardia nei materiali innovativi per il packaging alimentare, amplia la propria presenza sul mercato europeo grazie all’adozione della sua tecnologia da parte di marchi internazionali come Starbucks e Lavazza.

La tecnologia brevettata Qwarzo si basa su un rivestimento minerale a base di silice che sostituisce i tradizionali rivestimenti plastici nei prodotti monouso. Il risultato è una barriera ad alte prestazioni contro acqua, grassi, ossigeno e calore, senza impiego di plastica, microplastiche o PFAS aggiunti.

«Crediamo che l’innovazione debba essere al tempo stesso invisibile e di grande impatto» afferma Luca Panzeri, Fondatore e CTO di Qwarzo. Con oltre un miliardo di articoli già venduti, tra cui cucchiaini, palette, bicchieri e posate, la tecnologia Qwarzo dimostra di essere una soluzione scalabile e sostenibile.

Tra le applicazioni più recenti spicca il nuovo bicchiere da asporto lanciato da Starbucks nel maggio 2025, distribuito in otto Paesi europei e in fase di estensione nel Regno Unito e Irlanda. Sviluppato con Transcend Packaging, Metsä Board e Qwarzo, il contenitore è compostabile a livello domestico, riciclabile con la carta e progettato per l’integrazione nelle infrastrutture di smaltimento esistenti.

Anche Lavazza ha adottato Qwarzo® nei suoi distributori automatici in Spagna, in collaborazione con il Gruppo Flo, che sta estendendo l’innovazione anche al mercato tedesco. La flessibilità della tecnologia ha conquistato anche brand come Grom e Venchi, che la utilizzano rispettivamente per cucchiaini e posate monouso.

Certificato da DIN CERTCO e conforme alla Direttiva SUP dell’UE, Qwarzo rappresenta una soluzione concreta nella riduzione dei rifiuti plastici, senza compromettere gusto, sicurezza o riciclabilità. Il prodotto ha già ricevuto riconoscimenti prestigiosi come il Semi Innovation Award, il Tocco Future Materials Award e il titolo di “Zero Waste Product of the Year”.

Giovani e lavoro, due lati di una stessa medaglia

Parlare di formazione è sempre un bene soprattutto se il focus è sui giovani, le nuove leve per il mondo del lavoro e più in generale per la società. In un mondo del lavoro in costante evoluzione, la formazione diventa l’anello di congiunzione tra le aspirazioni degli studenti e le esigenze delle imprese. Questo articolo prova a leggere entrambe le prospettive — quella di chi apprende e quella di chi assume — per capire dove si incontrano (e dove ancora no).

Per iniziare partiamo da una riflessione: un individuo che svolge un lavoro di soddisfazione, con prospettive di miglioramento e se possibile anche giustamente retribuito è un individuo che ha gli strumenti per aspirare a una vita piena di opportunità.

E proprio da questa riflessione ci sembra naturale arrivare al tema dell’articolo: la formazione. Certo pensare alla formazione solo in funzione del lavoro può sembrare riduttivo ma noi questo argomento lo tratteremo proprio sotto questo aspetto perché ci crediamo profondamente grazie anche alla frequentazione privilegiata di un istituto che eroga formazione terziaria professionalizzante post-diploma e di associazioni culturali e tecniche (ACSG e TAGA) che ogni anno organizzano, proprio per i giovani, attività a scopo formativo.

Quindi chi scrive, senza avere la pretesa di sapere tutto, può presentare uno spaccato di quello che oggi attira i giovani, li ingaggia e li porta a seguire corsi, seminari e convegni per arrivare più pronti al mondo del lavoro e, più in generale, alla vita.

Partiremo quindi dai giovani per poi arrivare al mondo del lavoro, alle aziende che accolgono gli studenti al termine del loro percorso di studi e vedremo insieme se e dove le aspettative di entrambe le parti si incontrano.

A costo di sembrare banali per il nostro ragionamento dobbiamo partire dalla GenZ, categoria in cui ricadono i nati da metà degli anni ‘90 fino al 2010 e che sono spesso argomento di studi, convegni, analisi e dibattiti. Qui in particolare ci focalizzeremo sui giovani che stanno ultimando, o hanno appena ultimato, gli studi secondari superiori con una data di nascita tra il 2003 e il 2005; sono quindi studenti che hanno subito in pieno la tragedia del Covid-19 con mesi di formazione a distanza che, indubbiamente, ha lasciato un segno soprattutto in chi nel 2020 e 2021 stava iniziando un nuovo percorso scolastico.

Formazione e strumenti digitali

Ci sono diversi elementi che caratterizzano i giovani studenti di oggi e che sono decisamente differenti rispetto a solo 5-10 anni fa. Primo fra tutti la familiarità con gli strumenti digitali, un grande passo avanti poiché il computer e i software non sono più percepiti come oggetti esterni ma parte integrante della propria vita, sia sociale sia di formazione. Trovare informazioni su qualsiasi argomento, fare approfondimenti, esplorare nuovi ambiti sono tutte modalità fondamentali nel processo di crescita per i giovani che vogliono proseguire negli studi e l’accoppiata computer-web è la risposta a tutto questo.

Certo da qualche tempo c’è un nuovo protagonista che sta complicando il rapporto tra studio e apprendimento: l’intelligenza artificiale. La possibilità di generare automaticamente dei contenuti, come pure trovare risposte a quesiti può essere un aiuto come una minaccia a seconda dell’utilizzo che se ne fa. Siamo solo agli inizi e probabilmente il mondo andrà incontro a grandi cambiamenti nel modo di fare formazione; ma d’altronde solo venti anni fa chi poteva immaginare che l’apprendimento potesse basarsi su un mix di testi, video, questionari interattivi e altri strumenti digitali?

Eppure adesso è la normalità e gli studenti ne hanno tratto beneficio poiché oggi la formazione è più coinvolgente e personalizzabile. Ed è proprio questo che gli studenti cercano e desiderano; una formazione dove sia possibile affiancare alla parte teorica un apprendimento esperienziale e pratico, svolto in laboratori e finalizzato allo sviluppo di progetti in cui le conoscenze acquisite possano venire immediatamente applicate. Questo approccio risulta vincente soprattutto per quelle materie dove sperimentare e provare, spesso sbagliando, guida gli studenti verso l’individuazione di soluzioni alternative e creative, alimentando una consapevolezza delle proprie capacità una volta raggiunto l’obiettivo.

Lavorare in team

Una formazione che veda tra gli obiettivi un inserimento di soddisfazione nel mondo del lavoro non può prescindere dallo sperimentare e applicare il lavoro in team che aiuta gli studenti a sviluppare varie competenze tra cui spiccano comunicazione, collaborazione e gestione del tempo.

Certo i problemi non mancano perché in un contesto formativo è più complesso gestire le dinamiche comportamentali rispetto al mondo del lavoro poiché manca la leva economica e la figura del team leader ha meno potere; nonostante ciò è possibile affermare che imparare a lavorare in team è un tassello fondamentale nel percorso di crescita dello studente.

Gli step fondamentali che caratterizzano un lavoro di gruppo in ambito formativo ricalcano quelli del mondo del lavoro: individuazione del progetto, analisi e pianificazione delle attività, assegnazione delle attività ai membri del team, monitoraggio, presentazione dei risultati. Un percorso sfidante che sollecita lo studente sotto più aspetti: relazionale (i colleghi non si scelgono!), comunicazione (se non chiara può portare a malintesi ed errori), impegno (tutti devono dare il massimo), leadership (che assume il ruolo di responsabile deve sapersi imporre). Una vera palestra che in genere richiede un po’ di allenamento prima di trovare la giusta dimensione, ecco perché è importante inserire questa prassi in tutti i percorsi formativi, iterando questa esperienza su più progetti, cambiando i team e i ruoli che gli studenti devono assumere. Il ritorno da parte degli studenti è molto incoraggiante; è una pratica molto apprezzata e sfidante perché costringe a confrontarsi con problemi che simulano realtà produttive e richiede una capacità di sintesi e di restituzione.

Le soft skill

Si sente un gran parlare di soft skill, tra cui le più note sono comunicazione interpersonale, il team working, il problem solving, il design thinking e la gestione del tempo perché ritenute fondamentali nel contesto lavorativo come pure in quello personale.

C’è da sottolineare che, inizialmente, le ore dedicate a queste discipline sono poco apprezzate dagli studenti che preferiscono le materie più tecniche ma, una volta iniziato il percorso nel mondo del lavoro e sperimentato quanto sono utili, vengono immediatamente rivalutate.

La vera sfida per chi insegna è renderle interessanti e coinvolgenti, inserendo parti pratiche e progetti da svolgere in gruppo e cercando di far percepire il reale valore.

Il ruolo del genitori

Sembra strano parlare di genitori quando si sta analizzando una fascia di età di giovani adulti ma così non è. Negli ultimi anni il ruolo dei genitori nella scelta della carriera di studio post-diploma ha preso una rilevanza non trascurabile. Chi ha figli nell’età compresa tra i 16 anni e in 21 anni avrà, molto probabilmente, assistito ad almeno un evento di orientamento; questo è una situazione che avviene da 6/7 anni ed è in continuo aumento. Non è la sede per dare giudizi su questa situazione, il mondo del lavoro nei Paesi industrializzati è più complesso e indubbiamente il contesto sociale, così come le professioni, è cambiato ma va trovato un equilibrio tra l’aiuto offerto dai genitori e la necessità di permettere ai figli di sviluppare un’autonomia decisionale. Certamente un dialogo aperto e un sostegno emotivo possono aiutare i giovani a prendere decisioni consapevoli ma non ne deve soffocare le aspirazioni e i desideri né tantomeno deve costringere a soddisfare le aspettative dei genitori.

L’altra faccia della medaglia

Veniamo al mondo delle aziende e proviamo a guardare da un’altra visuale la questione formazione.

Iniziamo da alcune verità inconfutabili:

1.              In ambito tecnologico in due/tre anni molte conoscenze diventano obsolete. La tecnologia continua ad accelerare e le evoluzioni sono continue. Non ci si può fossilizzare su una competenza tecnica; averla oggi non significa essere “al sicuro”. Probabilmente tra qualche anno ne servirà un’altra. Un collaboratore che sa imparare non solo ad imparare ma soprattutto a disimparare è fondamentale. Sembra un gioco di parole ma se ci soffermiamo a ragionare, l’affermazione è quanto mai vera. La tecnologia e i software stanno trasformando alcune prassi lavorative per cui “disimparare” significa aggiornarsi per cogliere tutti i vantaggi a disposizione.

2.              L’impatto dell’AI è sempre più pervasivo; sarà importante saperla usare ma in modo critico. Saper sfruttare l’AI senza diventarne succube è la chiave di volta. Quindi la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti dell’AI non deve portare a una perdita di autonomia decisionale e a una diminuzione dell’aspetto creativo.

3.              Poter contare su un collaboratore che unisce alle competenze tecniche (hard skills) competenze relazionali e personali (soft skills) è un valore per le aziende. L’ibridazione dei profili significa avere collaboratori capaci di operare in modo più versatile e flessibile.

Se questo è lo scenario per le aziende, gli obiettivi da perseguire sono chiari e possiamo affermare che sono in linea con quello che oggi i giovani cercano nei percorsi formativi. Purtroppo non sempre e non tutte le offerte formative sono in grado di soddisfare i requisiti che abbiamo analizzato prima ma l’innovazione in ambito formativo sta facendo passi significativi. È non può che essere questo il percorso, innovare-soddisfare le aspirazioni degli studenti e preparare per il mondo del lavoro, per riuscire ad attrarre i giovani verso professioni che già oggi fanno fatica a trovare risorse a causa dei noti problemi demografici.