Quanto è green la stampa dei quotidiani?

Daniele Bussini di Innovhub Stazioni Sperimentali Industria Paper Division.
Daniele Bussini di Innovhub Stazioni Sperimentali Industria Paper Division.
Daniele Bussini di Innovhub Stazioni Sperimentali Industria Paper Division.
Daniele Bussini di Innovhub Stazioni Sperimentali Industria Paper Division.

Da uno studio di Analisi del ciclo di vita (LCA, Life Cicle Assessment), condotto nel progetto europeo EcoPaperLoop, è stato valutato l’impatto della riciclabilità sulla sostenibilità complessiva di un quotidiano medio stampato con tecnologia standard offset e con tecnologia standard flessografica. «Tra le varie attività del progetto EcoPaperLoop», racconta Daniele Bussini di Innovhub Stazioni Sperimentali Industria Paper Division, «è stato analizzato il ciclo di vita semplificato di due tipologie di quotidiani standard, rappresentativi delle caratteristiche medie della categoria di prodotto in oggetto, focalizzando lo studio sulla fase di fine vita e riciclo del prodotto. Il beneficio ambientale del riciclo in questo tipo di approccio viene conteggiato solo se il materiale può essere utilizzato per produrre lo stesso prodotto di partenza: un approccio a ciclo chiuso detto anche dalla culla alla culla».

Uno studio di confronto sulla riciclabilità

Tra gli scenari valutati per il fine vita dei prodotti, è stata considerata la possibilità di riciclare o meno il prodotto mediante disinchiostrazione per flottazione, tecnologia comunemente utilizzata in Europa per la produzione di DIP (DeInked Pulp).

Per la realizzazione di questo studio sono stati utilizzati dati disponibili del database Ecoinvent, oltre a dati medi di categoria, dati da letteratura scientifica ed esperienza di laboratorio. I dati si riferiscono alla situazione media Europea. L’unità funzionale per i calcoli è un kg di prodotto finito (ovvero di quotidiano stampato). Per il calcolo degli impatti e l’elaborazione dello studio è stato utilizzato il software SimaPro versione 8.0.3 e il metodo di calcolo ReCiPe Endpoint V1.10.

Limiti e assunzioni dello studio

Utilizzando le fonti di dati e informazioni indicate, sono state fatte le seguenti ipotesi e assunzioni:

  1. La carta utilizzata è la stessa sia per il quotidiano con stampa offset e flexo: una Newsprint mista contenente principalmente impasto disinchiostrato da fibre di riciclo (DIP, DeInked Pulp) per circa il 77% e impasto di cellulosa da fibra vergine per circa il 23% (fonte Ecoinvent).
  2. Il consumo energetico e l’impatto generale della stampa Web offset e flessografica sono considerati uguali (eventuali differenze sono ininfluenti rispetto al ciclo di vita complessivo del quotidiano).
  3. La composizione dell’inchiostro flexo si suppone costituita dagli stessi pigmenti dell’inchiostro offset, ma senza la componente di oli leggeri e solventi che rappresenta il 47,5% dell’inchiostro offset (fonte Ecoinvent).
  4. Il consumo di inchiostro è circa 2,5% rispetto al peso della carta per stampa offset e doppio per la stampa flessografica (fonte Best Available Tecniques in the printing industry, Okopol, Germany).
  5. End of life: si assume che il 90% dei quotidiani venga recuperato e riciclato come carta, comprendendo sia la raccolta differenziata sia i resi, mentre la rimanente frazione viene invece smaltita per il 6% come discarica e il 4% come termovalorizzazione (fonte: Cepi/Eurostat).
  6. Per il quotidiano offset, si suppone che il riciclo avvenga all’interno dello stesso ciclo produttivo della carta grafica, mediante processo di disinchiostrazione a tecnologia standard di flottazione. Si ipotizza un impianto di flottazione a 2 loop con una resa di processo dell’ 80%: lo scarto di disichiostrazione, pari al 20%, si ipotizza sia smaltito in discarica e termovalorizzazione.
  7. Per il quotidiano Flexo, si suppone che non sia disinchiostrabile mediante tecnologia standard di flottazione, in quanto la composizione a base acquosa dell’inchiostro ne determina la dispersione in soluzione. I prodotti possono essere riciclati nel ciclo produttivo degli imballaggi, sebbene ciò comporti il riciclo nella produzione di un prodotto diverso da quello di partenza e di qualità inferiore (downgrading), uscendo quindi dai confini di sistema dello studio.

Risultati dell’impatto della riciclabilità sulla sostenibilità

Analizzando l’intero ciclo produttivo del quotidiano stampato, da questo studio è emerso che il processo con maggiore impatto è la produzione dell’impasto per la produzione della carta, dovuto al processo di riciclo per la produzione di DIP e al processo chimico-meccanico per la produzione della frazione di cellulosa. Il processo di stampa rappresenta circa il 5% dell’impatto totale per il quotidiano offset e circa il 4,2% per il quotidiano flexo (la differenza tuttavia è molto limitata rispetto al ciclo di vita complessivo).

Il principale vantaggio ambientale è dovuto alla possibilità di riciclare la materia all’interno dello stesso ciclo produttivo, riducendo la quantità di materia prima necessaria; questo avviene nel caso del quotidiano standard offset, il quale è riciclabile nel medesimo ciclo della carta grafica, previo processo di disinchiostrazione. Al contrario, il quotidiano standard flexo non è disinchiostrabile in modo soddisfacente e può essere riciclato per esempio nel ciclo dei prodotti da imballaggio, non nella carta grafica.

E infine, il riciclo con produzione di nuova carta dello stesso grado determina un effetto positivo in tutte le categorie di impatto ambientale valutate e prevalentemente nelle categorie in cui si manifesta il maggiore impatto dovuto alla produzione di materia prima (agricultural land transformation, natural land trasnformation, climate change, fossil resources).

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