Cartone ondulato, segnali positivi dal convegno Gifco

Italia Grafica presente al convegno annuale Gifco del 14 e 15 maggio a Baveno, sul Lago Maggiore, appuntamento che ha confermato il buon momento attraversato dal comparto del cartone ondulato in Italia, pur in un contesto ancora caratterizzato da alcune criticità legate ai costi energetici e alla competitività industriale.

Secondo i dati presentati in apertura dei lavori, il settore ha chiuso il 2025 con una produzione superiore agli otto miliardi di metri quadrati, in lieve crescita rispetto all’anno precedente. Un risultato che consolida la ripresa avviata nel 2024 dopo la fase di rallentamento seguita al rimbalzo post-pandemia.

«Nel complesso possiamo considerare la prestazione positiva», ha sottolineato Fausto Ferretti, presidente di Gifco, evidenziando però come il mercato italiano presenti ancora margini di miglioramento, soprattutto sul fronte dell’efficienza dei materiali utilizzati.

Prosegue infatti il trend di riduzione della grammatura media della carta impiegata, una scelta dettata sia dalla necessità di contenere i costi logistici sia dagli obiettivi di sostenibilità ambientale. Una trasformazione resa possibile dall’evoluzione dei supporti ad alte prestazioni, oggi sempre più diffusi anche grazie alla nascita di nuove realtà produttive sul territorio nazionale.

Dal punto di vista geografico, Lombardia ed Emilia-Romagna continuano a rappresentare il cuore della produzione italiana, mentre il Triveneto si distingue come l’area più dinamica in termini di crescita.

Al centro del dibattito anche il processo di consolidamento industriale in corso nel settore, ritenuto necessario per affrontare investimenti, normative e costi sempre più impegnativi. «Per le aziende più piccole diventa sempre più difficile restare competitive», ha osservato Alexander Kubo, managing partner di MP Corporate Finance.

Resta infine il nodo dell’energia, considerato da tutti gli operatori il principale elemento di criticità per l’industria italiana. Il comparto continua infatti a soffrire costi sensibilmente superiori rispetto ad altri Paesi europei, penalizzando la competitività delle imprese nazionali.

Nonostante le difficoltà, il clima emerso dal convegno è apparso improntato a un cauto ottimismo, sostenuto dalla capacità del settore di innovare, investire in sostenibilità e mantenere un ruolo centrale nella filiera del packaging europeo.

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