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Packaging sostenibile: riciclabilità, biodegradabilità e compostabilità

FAST, Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche e Innovhub SSI, attraverso un webinar rivolto ai produttori e agli utilizzatori di imballaggi organizzato in collaborazione con Comieco, hanno fornito un aggiornamento sullo stato dell’arte in Italia rispetto agli obiettivi imposti dalla Comunità Europea, con un focus sui materiali che più soddisfano i requisiti di riciclabilità e compostabilità.

Un webinar sul packaging sostenibile organizzato da FAST e Innovhub-SSI nell’ambito delle attività svolte quali partner di Enterprise Europe Network, la più grande rete europea a supporto delle PMI e dei centri di ricerca, che eroga servizi gratuiti alle imprese per facilitare partnership internazionali e aiutarle a individuare possibili interlocutori sia di business sia di ricerca o tecnologia.
Il packaging gioca un ruolo fondamentale nella sfida della sostenibilità; siamo chiamati a sostituire la plastica con materiali più sostenibili e la filiera della carta in questo è particolarmente virtuosa grazie alle proprietà stesse del materiale. Ma cosa vuol dire esattamente materiale sostenibile, riciclabile, compostabile? Quali sono gli obiettivi che la Commissione Europea ci pone e per i quali rispetto alla filiera della carta siamo abbastanza in linea, e quali le certificazioni a cui sono chiamate le imprese? Su quali aziende ricade l’obbligo della certificazione rispetto a determinate tipologie di materiali? Quali sono gli strumenti che gli esperti mettono a disposizione per l’eco design?

La filiera virtuosa dell’economia circolare
La crescente consapevolezza da parte del consumatore in merito alla sostenibilità e l’uscita negli ultimi anni di alcune direttive europee come quelle inerenti la Circular Economy e la Single Use Plastic, hanno creato un contesto favorevole alla sostituzione dell’imballaggio in plastica con quello in carta, il che secondo una stima Cepi, l’associazione europea dell’industria cartaria permetterebbe una riduzione di emissione di CO2 di circa l’85%. Riduzione dell’impatto ambientale che rientra fra i principali pilastri del packaging sostenibile, insieme al fatto che l’imballaggio in carta può essere prodotto da materiali bio-based, cioè derivanti da fonti rinnovabili, e che sia conforme ai concetti dell’economia circolare in quanto riciclabile o compostabile.
«Il concetto di materiale bio-based deve essere molto chiaro a chi produce – ha affermato Graziano Elegir, responsabile R&D Area Carta/Tessile di Innovhub –. Premesso che bio-based non significa biodegradabile, in quanto l’uno dipende dall’origine del materiale e l’altro dalla sua struttura chimica, molto spesso si pensa che questa parola sia associata alle cosiddette bioplastiche, cosa vera solo in parte, in quanto non tutte le bioplastiche sono prodotte da fonti rinnovabili, e spesso ci si dimentica che anche la carta è di per sé un prodotto bio-based e proviene in larga parte da foreste a gestione sostenibile e certificate».
La carta non ha però intrinsecamente tutte le caratteristiche funzionali necessarie a sostituire un imballaggio in plastica, ma se accoppiata a bioplastica bio-based assume caratteristiche funzionali complementari che danno vita a un prodotto sostenibile, che permette di sostituire la plastica fossile, di aumentare il contenuto bio-based e una potenziale compostabilità del multi-materiale (bioplastiche biodegradabili), senza contare che la compensazione della perdita di proprietà funzionali del materiale riciclato avviene con materia prima rinnovabile in tempi brevi.
Ma se il tasso italiano di raccolta e di utilizzo della fibra di riciclo ha già superato la quota prevista per il 2025 dalla direttiva europea, non manca qualche problema all’interno della filiera, legato alla crescita delle cosiddette frazioni estranee in parte imputabili all’aumento della complessità degli imballaggi, soprattutto nel caso di multi-materiali flessibili, che possono creare qualche problema se riciclati in impianti standard; fondamentale da questo punto di vista l’ecodesign nella progettazione del prodotto, per favorire il riciclo, e fondamentale capire cos’altro influenza la riciclabilità di un prodotto cartario: oltre agli scarti di processo, la spappolabilità in acqua e la presenza di adesivi e stampe. Un insieme di fattori economici/ambientali e di qualità del prodotto ottenuto con le fibre da riciclo.
Esistono a tal proposito una serie di standard normativi europei ben noti nella filiera, fino alle linee guida europee del 2019. «L’eco design però non è solo linee guida – sottolinea Elegir – ed è sempre più importante avere a disposizione metodi di valutazione scientifici, test di laboratorio che possano fornire risultati oggettivi».

L’importanza dei test di laboratorio
A tal proposito ormai da diversi anni sono stati sviluppati dei metodi di laboratorio e l’Italia è stata all’avanguardia da questo punto di vista, tant’è vero che fin dal 2011 Aticelca ha sviluppato una serie di standard che hanno portato alla fine nel 2019 a uno standard ufficiale UNI (11743:2019) associato a un Sistema di valutazione, l’Aticelca 501-19, che è stato di fatto accettato dall’intera filiera.
Ci si potrebbe quindi chiedere: perché misurare la riciclabilità di un prodotto cartario? «Perché il test di laboratorio di fatto fornisce un supporto all’ecodesign – spiega Elegir – e ci permette di tradurre in numeri e azioni quelle che sono le indicazioni delle Paper-based packaging recycling guidelines, fornendo la certezza che quello che sto sviluppando in fase di progettazione poi si tradurrà realmente in una facilità al riciclo. Consente inoltre di rispondere in via oggettiva all’obbligo di legge posto dalla norma armonizzata europea EN13430, che non fornisce una chiara indicazione, e risponde al crescente bisogno di informare il consumatore e dimostrare il miglioramento delle prestazioni dei propri prodotti e imballaggi in carta per mezzo di un marchio riconoscibile».
Il metodo UNI/Aticelca permette di classificare i diversi packaging in quattro diversi livelli, A+, A, B e C, in relazione alla facilità al riciclo. L’insieme dei due permette di avere una certezza sull’impatto delle diverse componenti dell’imballaggio, di ottenere un benchmark di prodotto e di lavorare per il miglioramento alla facilità al riciclo dell’imballaggio.
Associato al sistema di valutazione c’è il marchio volontario, sviluppato fin dal 2017, e che ha avuto in particolare a partire dal 2019 un grande successo: non una certificazione ma un’asserzione auto-dichiarata, basata su test effettuati in laboratori riconosciuti e approvati da Aticelca.
Ma non è tutto. Se è vero che è importante progettare in funzione del fine vita, è fondamentale farlo in funzione del fine vita più ragionevole e bisogna chiedersi quando è veramente necessario inviare al compostaggio i materiali a base carta. «Dal nostro punto di vista il riciclo come materiale deve essere sicuramente la scelta prioritaria – afferma Elegir – anche per favorire l’economia circolare e alcuni aspetti ambientali: consente alla fibra cellulosica diversi cicli di lavorazione, riduce il prelievo di fonte primaria e l’impronta del carbonio. Quando invece invio al compostaggio non posso più rivendicare una riduzione dell’impronta del carbonio a livello di ciclo chiuso della filiera cartaria; per questo il riciclo organico dovrebbe essere veramente limitato ad applicazioni specifiche».

Quali le prospettive future del settore?
Il metodo UNI/Aticelca sarà sottoposto a revisioni periodiche per tenere conto delle evoluzioni tecnologiche nei prodotti e nei processi di riciclo; inoltre Conai ha stabilito l’estensione della diversificazione contributiva che entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2022 anche a quegli imballaggi compositi a base carta diversi dai contenitori per liquidi; tale versione si baserà sul peso della componente carta rispetto al totale dell’imballaggio, ma in prospettiva si sta discutendo l’applicazione di questa diversificazione contributiva sulla base dello standard UNI + Sistema di valutazione Aticelca, quindi sempre di più diventerà importante anche per le aziende capire qual è l’impatto dei propri imballaggi quando vengono sottoposti a questo test.
Non solo. È stato costituito un nuovo gruppo di lavoro Aticelca per lo sviluppo di un metodo per misurare la separabilità degli strati di materiale non cartaceo removibili manualmente, e, da gennaio 2021, sotto la guida di Cepi è stata sviluppata la prima versione di un metodo armonizzato a livello europeo. «È già disponibile un test che sarà utilizzato non solo dai laboratori italiani ma anche dai laboratori europei – spiega Elegir -; è in fase sperimentale per un anno per vedere se siamo tutti d’accordo e in grado di procedere con dei test che sono riproducibili. Stiamo infatti lavorando per farlo diventare uno standard di laboratorio europeo (CEN) associato a sistemi di valutazione nazionali, e ci aspettiamo che a partire dal 2022 possa diventare uno strumento di armonizzazione dei test a livello europeo, che a oggi non c’è».

Compostabilità e biodegradabilità
Patrizia Sadocco, responsabile Area Carta Innovhub, ha fatto chiarezza sui concetti di compostabilità e biodegradabilità dei materiali, già in parte definiti dal collega Elegir. Partiamo dalla biodegradabilità: gli imballaggi sono materiali polimerici e per poterli disintegrare abbiamo diverse strade, fisico/chimiche o biologiche. Le prime, come luce, acqua, stress meccanici eccetera, determinano la frammentazione/disintegrazione dei materiali, ma affinché si determini il fenomeno della biodegradabilità è necessario l’intervento di agenti viventi come i microorganismi, che si nutrono dei materiali, riconoscendoli come cibo, e li trasformano completamente da strutture complesse a composti molto semplici: CO2, acqua e nuova biomassa. Tale processo di biodegradazione può avvenire in ambiente solido o liquido, in presenza o meno di ossigeno, e a seconda dei diversi ambienti agiranno microorganismi differenti. La biodegradabilità quindi non è una proprietà intrinseca dei materiali, ma è funzione dell’ambiente di biodegradazione, oltre che della struttura chimica del materiale, attraverso la produzione di enzimi specifici che riconoscono selettivamente la natura chimica dei nutrienti.
Sono stati identificati 5 ambienti di biodegradazione, completamente diversi l’uno dall’altro: impianti di compostaggio, impianti di digestione anaerobica e impianti di trattamento acque reflue, oltre che suolo e acque libere, ciascuno con propri diversi metodi standard per valutare in laboratorio la biodegradabilità dei materiali. «Un materiale che è biodegradabile negli impianti di compostaggio a queste condizioni di test in laboratorio – spiega Sadocco – potrebbe assolutamente non esserlo nelle condizioni di test degli altri impianti di gestione dei rifiuti. Anche per suolo e acque libere è possibile certificare la biodegradabilità di un materiale, ma per questi ambienti è possibile farlo solo in specifici casi e cioè se si vuole destinare il materiale ad applicazioni specifiche e assolutamente controllate». Se infatti la certificazione della biodegradabilità nei diversi ambienti ha regole diverse, per quanto riguarda gli ambienti naturali come suolo e acque libere serve dimostrare che il materiale e/o il prodotto siano idonei all’utilizzo nell’ambiente, mentre per gli impianti di gestione dei rifiuti serve dimostrare che il materiale e/o il prodotto siano idonei alla via di smaltimento specifica. In tutti i casi occorre dimostrare che non ci sia il rilascio di contaminanti nell’ambiente.
Prendiamo ad esempio, fra le diverse norme, la EN13432, la più praticata e conosciuta in Europa, anche se tutti gli standard sono armonizzati. La norma si riferisce alle condizioni degli impianti di compostaggio e richiede ai manufatti biodegradabili e compostabili 4 requisiti. Due prerequisiti, che riguardano principalmente le materie prime:
-caratterizzazione chimica (metalli pesanti e sostanze pericolose entro i limiti indicati);
-Biodegradabilità in compost ≥ 90% in max 180 giorni.
A seguire, i due riguardanti la compatibilità del prodotto finito con il processo di compostaggio industriale:
-Disintegrazione del manufatto ≥ 90%;
-Assenza di effetti ecotossici del compost, germinazione ≥ 90%; crescita piante ≥ 90%.
Seppur la carta sia compostabile, additivi come colle, adesivi, inchiostri o pigmenti e trattamenti come resine/laminazioni per aumentare la resistenza a umido e grassi e la permeabilità ai gas possono influenzare o compromettere i requisiti della compostabilità. Ecco allora tornare il concetto di ecodesign: «Per garantire la compostabilità – spiega Sadocco – è necessario ridisegnare i prodotti tradizionali, trovare nuove soluzioni per garantire le prestazioni e nel contempo per rientrare nei limiti richiesti dalla certificazione». E conclude: «La compostabilità dei manufatti in genere, così come la biodegradabilità in diversi ambienti è un vantaggio se riferita ad applicazioni specifiche o a specifiche vie di smaltimento a fine vita dei prodotti. Non è mai una giustificazione all’abbandono nell’ambiente».

Strumenti per l’ecodesign
Fornisce i numeri del riciclo di imballaggi a base carta e cartone in Italia e sottolinea a sua volta l’importanza dell’ecodesign Lorenzo Bono, responsabile Ricerca e Sviluppo di Comieco, che spiega come, se dal punto di vista quantitativo sono stati raggiunti risultati importanti (nel 2019 sono stati riciclati l’81% degli imballaggi in carta e cartone), la sfida per i prossimi anni, sulla quale si sta già lavorando, sarà quella della qualità del riciclo; fare in modo cioè che sul mercato vengano immessi imballaggi in carta e cartone che siano il più possibile non solo riciclabili, ma anche il più possibile riutilizzabili, quindi progettati appositamente per minimizzare l’impatto ambientale.
Le aziende devono dunque innovare verso un packaging più sostenibile, e Comieco per supportarle in questo percorso mette a loro disposizione numerosi strumenti. «Nel corso degli anni abbiamo pubblicato diversi studi e linee guida per l’eco progettazione, tutti disponibili e scaricabili gratuitamente dal nostro sito – spiega Bono –; abbiamo costruito una banca dati sugli imballaggi sostenibili che riporta le più importanti buone pratiche di imballaggi che hanno ottenuto premi a livello nazionale e internazionale; abbiamo istituito il Bando, attivo da diversi anni, di Prevenzione Conai che premia quei packaging che hanno subito un processo di ottimizzazione. Ma svolgiamo anche attività di informazione e formazione per le imprese e abbiamo un canale aperto con diverse università che si occupano di questi temi, per essere sempre in prima linea sulla frontiera dell’innovazione».

Bestinflexo: le nomination delle aziende

Si è riunita la giuria di esperti che ha valutato i lavori iscritti all’edizione 2020, selezionando le aziende che si aggiudicheranno i trofei all’evento di quest’anno.

L’edizione BestInFlexo 2020 è stata rinviata al 2021 come anche le previste riunioni dei giudici che a causa delle restrizioni pandemiche hanno potuto incontrarsi solo recentemente. Nonostante le difficoltà dello scorso anno Atif ha ricevuto ben 160 lavori dalle aziende flessografiche italiane, segno di quanto il premio sia comunque sentito e valorizzato dall’industria anche nei momenti di criticità. I vincitori saranno premiati il 17 novembre a Bologna, durante la cerimonia di premiazione al momento prevista in presenza.

La giuria, composta da un team di professionisti del mondo grafico Taga Italia, Masterscolor e brand owner Esselunga, Grissinbon e Gruppo Besana, ha esaminato i lavori attribuendo i punteggi secondo i criteri previsti dal bando.

“Questa prima esperienza nella giuria del BestInFlexo è stata molto appassionante e in parte oserei dire anche formativa”, dichiara Eleonora Emili, Responsabile Acquisti Imballaggi di Grissinbon. “Potersi confrontare con colleghi di altre realtà e di grande esperienza consente sempre di accrescere le proprie conoscenze. Inoltre valutare i lavori che vengono presentati al concorso è molto entusiasmante e permette di toccare direttamente con mano la qualità, creatività e innovazione delle aziende flessografiche italiane”.

28 le aziende selezionate che si contenderanno il 1, 2 o 3 posto del podio BestInFlexo 2020: Acm-Sit Group, Alfan, Alucart, Antonio Sada e Figli, Arca Sleeves, Aro, Cartotecnica Postumia, Cielle Imballaggi, Corapack, Ekaflex, Europoligrafico, Floriocarta, Fm Plastic, Formbags, Grafiche Pradella, Imball Center, Ipv Pack, Mainetti Bags, Minova Labels, Multi-Color Italia, Niederweiser, Sacchettificio Nazionale G. Corazza, Scatolificio Ceriana, Scatolificio Ondulkart, Scatolificio TS, SDR Pack, Sidac, Tech IT Packaging.

Nel frattempo sono già state aperte le iscrizioni all’edizione 2021 i cui vincitori saranno anch’essi premiati il 17 novembre 2021 a Bologna in occasione di un evento che per l’elevato numero di premiazioni sarà sicuramente unico nel suo genere.

Bando di gara per la società Tunnel Euralpino Torino Lione per azioni in ambito comunicativo

Nell’ambito del nuovo collegamento ferroviario Torino Lione, la società TELT è il promotore pubblico responsabile dei lavori di realizzazione e di gestione della sezione transfrontaliera della futura infrastruttura.

Lo scopo del presente appalto pubblico è la realizzazione di un servizio di assistenza alla committenza per azioni in ambito comunicativo. Ogni lotto costituisce un accordo quadro ad aggiudicatario unico con buoni d’ordine senza importo minimo né massimo.

Francia-Le Bourget du Lac: Servizi per le imprese: servizi giuridici, di marketing, di consulenza, di reclutamento, di stampa e di sicurezza

2021/S 138-368412

Bando di gara – Servizi di pubblica utilità Servizi

Servizi

Base giuridica:

Direttiva 2014/25/UE

Sezione I: Ente aggiudicatore
I.1) Denominazione e indirizzi

Denominazione ufficiale: Tunnel Euralpin Lyon Turin sas

Indirizzo postale: Savoie Technolac — Bâtiment Homère — 13 allée du Lac de Constance — BP 281 Città: Le Bourget du Lac
Codice NUTS: FRK27 Savoie
Codice postale: 73375
Paese: Francia
Persona di contatto: Fonction contrats
E-mail: fonction.contrats@telt-sas.com
Tel.: +33 479685650
Fax: +33 479685683
Indirizzi Internet:
Indirizzo principale: www.telt-sas.com
Indirizzo del profilo di committente: https://telt.achatpublic.com/accueil/

I.3) Comunicazione
L’accesso ai documenti di gara è limitato. Ulteriori informazioni sono disponibili presso: https:// telt.achatpublic.com/accueil/
Ulteriori informazioni sono disponibili presso l’indirizzo sopraindicato
Le offerte o le domande di partecipazione vanno inviate in versione elettronica: https://telt.achatpublic.com/ accueil/
Le offerte o le domande di partecipazione vanno inviate all’indirizzo sopraindicato

I.6) Principali settori di attività

Servizi ferroviari

Sezione II: Oggetto
II.1) Entità dell’appalto

II.1.1) Denominazione:
Consulenza strategica, progettazione e realizzazione della comunicazione globale di TELT Numero di riferimento: S54

page1image11564544II.1.2)  Codice CPV principale

79000000 Servizi per le imprese: servizi giuridici, di marketing, di consulenza, di reclutamento, di stampa e di sicurezza

II.1.3)  Tipo di appalto

Servizi

II.1.4)  Breve descrizione:
Nell’ambito del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, TELT sas è il promotore pubblico responsabile dei lavori di realizzazione e della gestione della sezione transfrontaliera della futura infrastruttura.
Lo scopo del presente appalto pubblico è la realizzazione di un servizio di assistenza alla committenza
per azioni in ambito comunicativo. Riguarda la consulenza in comunicazione per tutte le azioni di TELT e il supporto alla realizzazione delle stesse. Questo appalto include la comunicazione strategica, la progettazione e realizzazione di azioni di comunicazione interna ed esterna, la progettazione e la gestione della comunicazione «di cantiere», ed i servizi editoriali e di grafica.
Ogni lotto costituisce un accordo-quadro ad aggiudicatario unico con buoni d’ordine e appalti successivi, senza importo minimo né massimo.

II.1.5)  Valore totale stimato
Valore, IVA esclusa: 9 000 000.00 EUR

II.1.6)  Informazioni relative ai lotti

Questo appalto è suddiviso in lotti: sì

Le offerte vanno presentate per tutti i lotti

II.2) Descrizione

II.2.1)  Denominazione:
Consulenza in comunicazione strategica e comunicazione di cantiere, progettazione e realizzazione di azioni Lotto n.: 1

II.2.2)  Codici CPV supplementari
79310000 Servizi di ricerche di mercato
79340000 Servizi pubblicitari e di marketing 79415200 Servizi di consulenza nella progettazione 79416000 Servizi di pubbliche relazioni
79952000 Servizi di organizzazione di eventi

II.2.3)  Luogo di esecuzione

Codice NUTS: FR France

Codice NUTS: IT Italia

II.2.4)  Descrizione dell’appalto:
Consulenza strategica – Raccomandazioni sul posizionamento della comunicazione e la strategia della società TELT – supporto per l’elaborazione del piano operativo di comunicazione – progettazione, redazione e realizzazione di strumenti di valorizzazione – Progettazione e realizzazione di contenuti editoriali e grafiche (documenti esterni/interni, infografica, stampe e contenuti web) – Supporto per la progettazione e la redazione di contenuti editoriali (articoli, cartelle stampa, comunicati stampa, interviste, reportage, …) — servizi di monitoraggio e consulenza sulla strategia di comunicazione digitale (web/ social network) – sviluppo di prodotti digitali: applicazioni mobili, newsletter, mappe interattive, oggetti multimediali — sondaggi d’opinione (Francia/ITALIA) – monitoraggio delle opinioni (F/I) – monitoraggio media (F/I) – relazioni con la stampa(F/I) – comunicazione di crisi (media training, supporto nelle situazioni di crisi, argomentazioni) — assistenza nella progettazione e preparazione di eventi – pubbliche relazioni (F/I) — supporto per l’organizzazione di eventi sul territorio, in Francia e in ITALIA, nell’ambito della comunicazione di cantiere e relativamente alle partnership: visite dei cantieri, esposizioni, eventi culturali, ecc. (progettazione/realizzazione di strumenti legati a questi eventi).

II.2.5)  Criteri di aggiudicazione
Il prezzo non è il solo criterio di aggiudicazione e tutti i criteri sono indicati solo nei documenti di gara.

II.2.6)  Valore stimato

II.2.7)  Durata del contratto d’appalto, dell’accordo quadro o del sistema dinamico di acquisizione

Durata in mesi: 12

Il contratto d’appalto è oggetto di rinnovo: sì

Descrizione dei rinnovi:
Il presente accordo-quadro è concluso per un anno, ed è rinnovabile espressamente quattro volte per un anno.
II.2.10)  Informazioni sulle varianti
Sono autorizzate varianti: no
II.2.11)  Informazioni relative alle opzioni
Opzioni: sì

Descrizione delle opzioni:
Sono previsti rinnovi (cfr. II.2.7)).

II.2.13)  Informazioni relative ai fondi dell’Unione europea
L’appalto è connesso ad un progetto e/o programma finanziato da fondi dell’Unione europea: sì

Numero o riferimento del progetto:
TEN-T (reti trans-europee): 2014-EU-TM-0401-M

II.2.14)  Informazioni complementari
L’accordo-quadro del presente lotto 1 sarà concluso senza importo minimo né massimo. L’importo stimato di cui al punto II.1.5) rappresenta esclusivamente un importo indicativo cumulativo dei 4 lotti per la durata massima del presente appalto pubblico. L’importo stimato del lotto 1 è di circa 1 200 000 EUR, IVA esclusa l’anno.

II.2) Descrizione

II.2.1)  Denominazione:

Produzione audiovisiva

Lotto n.: 2

II.2.2)  Codici CPV supplementari
92111200 Produzione di film e videocassette per pubblicità, propaganda e informazione

II.2.3)  Luogo di esecuzione

Codice NUTS: FRK27 Savoie

Codice NUTS: ITC11 Torino

II.2.4)  Descrizione dell’appalto:
I servizi di questo lotto includono la progettazione e la realizzazione di strumenti video che possano includere infografiche (report sul progetto, report sul campo, documentari, filmati, animazioni e registrazione degli eventi, interviste, ecc.) e animazione. Questi strumenti possono essere progettati per accompagnare la comunicazione strategica e la comunicazione digitale, utilizzando infografiche, cartografie ed elementi 3D.

II.2.5)  Criteri di aggiudicazione
Il prezzo non è il solo criterio di aggiudicazione e tutti i criteri sono indicati solo nei documenti di gara

II.2.6)  Valore stimato

II.2.7)  Durata del contratto d’appalto, dell’accordo quadro o del sistema dinamico di acquisizione

Durata in mesi: 12

Il contratto d’appalto è oggetto di rinnovo: sì
Descrizione dei rinnovi:
Il presente accordo-quadro è concluso per un anno, ed è rinnovabile espressamente quattro volte per un anno.

II.2.10) Informazioni sulle varianti

Sono autorizzate varianti: no

II.2.11) Informazioni relative alle opzioni

Opzioni: sì

Descrizione delle opzioni:
Sono previsti rinnovi (cfr. II.2.7)).

II.2.13) Informazioni relative ai fondi dell’Unione europea
L’appalto è connesso ad un progetto e/o programma finanziato da fondi dell’Unione europea: sì Numero o riferimento del progetto:
TEN-T (reti trans-europee): 2014-EU-TM-0401-M

II.2.14) Informazioni complementari
L’accordo-quadro del presente lotto 2 sarà concluso senza importo minimo né massimo. L’importo stimato di cui al punto II.1.5) rappresenta esclusivamente un importo indicativo cumulativo dei quattro lotti per la durata massima del presente appalto pubblico. L’importo stimato del lotto 2 è di circa 260 000 EUR, IVA esclusa l’anno.

II.2) Descrizione

II.2.1)  Denominazione:
Progettazione e realizzazione di strumenti di comunicazione sul territorio francese

Lotto n.: 3

II.2.2)  Codici CPV supplementari
79341400 Servizi di campagne pubblicitarie 79800000 Servizi di stampa e affini

II.2.3)  Luogo di esecuzione

Codice NUTS: FRK27 Savoie

II.2.4)  Descrizione dell’appalto:
Concept creativo — monitoraggio e coordinamento — edizione e grafica: progettazione grafica e realizzazione di strumenti informativi e editoriali, su supporti cartacei e digitali, tipo flyer, manifesti, cartelli di cantiere, lettere informative, relazioni di attività e finanziarie, bilancio di sostenibilità aziendale, stand espositivi, ecc.

II.2.5)  Criteri di aggiudicazione
Il prezzo non è il solo criterio di aggiudicazione e tutti i criteri sono indicati solo nei documenti di gara

II.2.6)  Valore stimato

II.2.7)  Durata del contratto d’appalto, dell’accordo quadro o del sistema dinamico di acquisizione

Durata in mesi: 12

Il contratto d’appalto è oggetto di rinnovo: sì
Descrizione dei rinnovi:
Il presente accordo-quadro è concluso per un anno, ed è rinnovabile espressamente quattro volte per un anno.

II.2.10)  Informazioni sulle varianti

Sono autorizzate varianti: no

II.2.11)  Informazioni relative alle opzioni

Opzioni: sì

Descrizione delle opzioni: Sono previsti rinnovi (cfr. II.2.7).

II.2.13)  Informazioni relative ai fondi dell’Unione europea
L’appalto è connesso ad un progetto e/o programma finanziato da fondi dell’Unione europea: sì Numero o riferimento del progetto:
TEN-T (reti trans-europee): 2014-EU-TM-0401-M

II.2.14)  Informazioni complementari

L’accordo-quadro del presente lotto 3 sarà concluso senza importo minimo né massimo. L’importo stimato di cui al punto II.1.5) rappresenta esclusivamente un importo indicativo cumulativo dei quattro lotti per la durata massima del presente appalto pubblico. L’importo stimato del lotto 3 è di circa 170 000 EUR, IVA esclusa l’anno.

II.2) Descrizione

II.2.1)  Denominazione:
Progettazione e realizzazione di strumenti di comunicazione sul territorio italiano Lotto n.:

II.2.2)  Codici CPV supplementari
79341400 Servizi di campagne pubblicitarie 79800000 Servizi di stampa e affini

II.2.3)  Luogo di esecuzione

Codice NUTS: ITC1 Piemonte

II.2.4)  Descrizione dell’appalto:
Concept creativo — monitoraggio e coordinamento — edizione e grafica: progettazione grafica e realizzazione di strumenti informativi e editoriali, su supporti cartacei e digitali, tipo flyer, manifesti, cartelli di cantiere, lettere informative, relazioni di attività e finanziarie, bilancio di sostenibilità aziendale, stand espositivi, ecc.

II.2.5)  Criteri di aggiudicazione
Il prezzo non è il solo criterio di aggiudicazione e tutti i criteri sono indicati solo nei documenti di gara

II.2.6)  Valore stimato

II.2.7)  Durata del contratto d’appalto, dell’accordo quadro o del sistema dinamico di acquisizione

Durata in mesi: 12

Il contratto d’appalto è oggetto di rinnovo: sì
Descrizione dei rinnovi:
Il presente accordo-quadro è concluso per un anno, ed è rinnovabile espressamente quattro volte per un anno.

II.2.10)  Informazioni sulle varianti

Sono autorizzate varianti: no

II.2.11)  Informazioni relative alle opzioni

Opzioni: sì

Descrizione delle opzioni: Sono previsti rinnovi (cfr. II.2.7).

II.2.13)  Informazioni relative ai fondi dell’Unione europea
L’appalto è connesso ad un progetto e/o programma finanziato da fondi dell’Unione europea: sì Numero o riferimento del progetto:
TEN-T (reti trans-europee): 2014-EU-TM-0401-M

II.2.14)  Informazioni complementari
L’accordo-quadro del presente lotto 4 sarà concluso senza importo minimo né massimo. L’importo stimato di cui al punto II.1.5) rappresenta esclusivamente un importo indicativo cumulativo dei 4 lotti per la durata massima del presente appalto pubblico. L’importo stimato del lotto 4 è di circa 170 000 EUR, IVA esclusa l’anno.

Sezione III: Informazioni di carattere giuridico, economico, finanziario e tecnico III.1) Condizioni di partecipazione

III.1.1) Abilitazione all’esercizio dell’attività professionale, inclusi i requisiti relativi all’iscrizione nell’albo professionale o nel registro commerciale
Elenco e breve descrizione delle condizioni:

Ogni operatore economico, solo o in raggruppamento, dovrà fornire: il candidato dovrà fornire:
— o i moduli DC1 e DC2 o equivalenti scaricabili gratuitamente al seguente indirizzo: https:// www.economie.gouv.fr/daj/formulaires-declaration-du-candidat (in caso di raggruppamento di imprese, il DC1 deve essere fornito unicamente dalla mandataria),
— o il Documento di gara unico europeo (DGUE/DUME), o equivalente per i candidati non stabiliti nell’Unione europea; si precisa che TELT non autorizza i candidati a limitarsi a indicare nel Documento di gara unico europeo che dispongono dell’inclinazione e delle capacità richieste senza fornire informazioni particolari sulle stesse.
Gli operatori economici soggetti alla legge italiana dovranno fornire anche i seguenti documenti il documento DURC (Documento unico di regolarità contributiva).

III.1.2) Capacità economica e finanziaria

Elenco e breve descrizione dei criteri di selezione:
Ogni operatore economico, solo o in raggruppamento, dovrà dimostrare di disporre di una capacità economica e finanziaria sufficiente fornendo:
— gli stati patrimoniali (compresi i conti economici e, per i candidati francesi, le dichiarazioni dei redditi e gli allegati) per gli esercizi 2017, 2018 e 2019, certificati dai revisori dei conti o equivalenti per i candidati non francesi,
— il file Excel «bilanci finanziari» debitamente compilato, scaricabile al seguente indirizzo: https:// telt.achatpublic.com/accuei/,
— un certificato di assicurazione per i rischi professionali che indichi l’ammontare dei capitali coperti da garanzia.

III.1.3) Capacità professionale e tecnica

Elenco e breve descrizione dei criteri di selezione:
Ogni operatore economico, solo o in raggruppamento, dovrà dimostrare di disporre di una capacità tecnica e professionale sufficiente fornendo:
1) risorse umane e materiali:
− una dichiarazione dell’organico medio annuo con descrizione dell’importanza e delle qualifiche del personale dirigente (dirigenti e quadri intermedi) per gli anni 2017, 2018 e 2019;
− i titoli di studio e professionali dei quadri della società, in particolare dei responsabili dei servizi di stessa tipologia rispetto a quella del presente appalto pubblico.
2) referenze professionali: un elenco delle prestazioni di comunicazione effettuate negli ultimi tre anni per i seguenti settori:
− per il lotto 1: nei settori del supporto alla comunicazione strategica e creazione di strumenti di comunicazione di grandi progetti infrastrutturali, e creazione di strumenti per la comunicazione di cantiere, per la gestione di crisi e sondaggi di opinione;
− per il lotto 2: nei settori del supporto alla progettazione e realizzazione di strumenti video;
− per i lotti 3 e 4: nel settore del supporto nei concept creativi, monitoraggio e coordinamento di strumenti di comunicazione, editoria e grafica.
Per garantire un livello di concorrenza sufficiente, verranno presi in considerazione anche gli elementi che documentano la realizzazione di servizi pertinenti a quelli di cui sopra realizzati più di tre anni fa, entro un limite di cinque anni.
Ciascuna referenza dovrà obbligatoriamente essere compilata come indicato nella tabella scaricabile al seguente indirizzo: https://telt.achatpublic.com/accueil/. Questa tabella, da presentare in formato Excel, dovrà indicare il ruolo, la quota del fatturato e i limiti della prestazione tecnica di ogni operatore economico interessato, nonché i recapiti precisi dei clienti interessati, ed essere accompagnata, ove possibile, da attestazioni di corretta esecuzione. Se il candidato è oggettivamente impossibilitato a fornire le capacità tecniche e professionali richieste, fornirà la prova delle sue capacità tramite qualsiasi altro documento considerato equivalente.

III.1.7) Principali modalità di finanziamento e di pagamento e/o riferimenti alle disposizioni applicabili in materia:
Il presente accordo-quadro è finanziato dall’Unione europea, dall’ITALIA e dalla Francia.
Il pagamento delle prestazioni sarà effettuato tramite bonifico bancario entro un termine di 60 giorni a decorrere dalla data di ricevimento delle fatture.

Ciascun buono d’ordine o appalto successivo sarà trattato a prezzi unitari e sarà rivedibile.

Sezione IV: Procedura

IV.1) Descrizione

IV.1.1) Tipo di procedura
Procedura negoziata con previo avviso di indizione di gara

IV.1.3) Informazioni su un accordo quadro o un sistema dinamico di acquisizione L’avviso comporta la conclusione di un accordo quadro
Accordo quadro con un unico operatore

IV.1.8) Informazioni relative all’accordo sugli appalti pubblici (AAP)

L’appalto è disciplinato dall’accordo sugli appalti pubblici: sì

IV.2) Informazioni di carattere amministrativo

IV.2.2)  Termine per il ricevimento delle offerte o delle domande di partecipazione Data: 22/09/2021

Ora locale: 14:00

IV.2.3)  Data stimata di spedizione ai candidati prescelti degli inviti a presentare offerte o a partecipare

IV.2.4)  Lingue utilizzabili per la presentazione delle offerte o delle domande di partecipazione:

Francese, Italiano

IV.2.6) Periodo minimo durante il quale l’offerente è vincolato alla propria offerta Durata in mesi: 12 (dal termine ultimo per il ricevimento delle offerte)

Sezione VI: Altre informazioni
VI.1) Informazioni relative alla rinnovabilità

Si tratta di un appalto rinnovabile: sì

VI.3) Informazioni complementari:
Nella misura in cui la legge applicabile all’aggiudicazione del presente appalto è quella francese, il bando di gara pubblicato in lingua francese per il presente appalto è l’unico da prendere in considerazione in caso di differenze con il presente bando di gara in lingua italiana, che deve essere considerato come traduzione di cortesia.
Ad eccezione del file Excel «bilanci finanziari» e della tabella delle referenze di cui ai punti III.1.2) e III.1.3), non esiste alcun fascicolo di consultazione da ritirare. I candidati interessati dovranno solo presentare entro la data e l’ora riportate al IV.2.2) un plico di candidatura contenente i documenti e le informazioni sopra richiesti. I candidati dovranno depositare la loro candidatura esclusivamente in forma dematerializzata al seguente indirizzo: https://telt.achatpublic.com/accueil/. Ogni trasmissione sarà attestata da una data certa di ricezione e una conferma di ricezione elettronica. Il plico può essere completato da una copia di back-up depositata a mano con il rilascio di una ricevuta o tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo indicato al I.1). Per le candidature nonché per le eventuali copie di back-up, i plichi depositati dopo la data e l’ora stabilite per la scadenza saranno dichiarati fuori termine e respinti. Spetta ai candidati informarsi ed accertarsi che i rispettivi plichi siano giunti a destinazione entro la data e l’ora indicate per la scadenza. I candidati sono liberi di presentare la loro candidatura per un lotto, più lotti o tutti i lotti del presente appalto pubblico.

I candidati ammessi riceveranno un dossier di consultazione, sulla cui base saranno invitati a presentare un’offerta entro la scadenza che verrà loro indicata. Il titolare di ciascun lotto verrà quindi scelto dopo eventuale negoziazione. Si precisa infatti che, conformemente alle disposizioni dell’articolo R2161-23 del Codice della commessa pubblica francese, TELT si riserva la possibilità di non negoziare con gli offerenti e di aggiudicare l’appalto sulla base delle offerte iniziali. In caso di negoziazione, TELT si riserva la possibilità di limitare progressivamente il numero degli offerenti ammessi alla negoziazione nel corso delle fasi di negoziazione.

Il presente appalto pubblico è soggetto: alle norme relative alla lotta contro le infiltrazioni mafiose concluse tra i Governi francese e italiano attraverso il regolamento dei contratti convalidato dalla CIG (Commissione intergovernativa), pubblicato in Francia tramite decreto n. 2017-432 del 5.4.2017 e applicabile dal 9.4.2018, e successive modifiche. A questo titolo, i codici CUP e CIG del presente appalto sono i seguenti:

— CUP: C11J05000030001,
— lotto 1: CIG: Z352F68374,
— lotto 2: CIG: Z982F683AA,
— lotto 4: CIG: Z5B2F683A4.
Infine, il titolare di ciascun lotto si impegna a rispettare il codice etico vigente in TELT (disponibile in download gratuito al seguente indirizzo: https://www.telt-sas.com/fr/statutcodeéthique-accords) e a farlo rispettare dai propri lavoratori dipendenti, co-contraenti e subappaltatori.

VI.4) Procedure di ricorso

VI.4.1)  Organismo responsabile delle procedure di ricorso

Denominazione ufficiale: Tribunale amministrativo di Grenoble Indirizzo postale: 2 place de Verdun — BP 1135
Città: Grenoble

Codice postale: 38022
Paese: Francia
E-mail: greffe.ta-grenoble@juradm.fr
Tel.: +33 476420000
Fax: +33 476422269
Indirizzo Internet: https://grenoble.tribunal-administratif.fr

VI.4.2)  Organismo responsabile delle procedure di mediazione

Denominazione ufficiale: Tribunale amministrativo di Grenoble Indirizzo postale: 2 place de Verdun — BP 1135
Città: Grenoble

Codice postale: 38022
Paese: Francia
E-mail: greffe.ta-grenoble@juradm.fr
Tel.: +33 476420000
Fax: +33 47622269
Indirizzo Internet: https://grenoble.tribunal-administratif.fr

VI.4.3)  Procedure di ricorso
Informazioni dettagliate sui termini di presentazione dei ricorsi:

Le procedure di ricorso applicabili sono:
— il ricorso precontrattuale (articolo L551-5 del Codice di giustizia amministrativo francese) che può essere esercitato fino alla stipula dell’appalto pubblico,
— il ricorso contrattuale (articolo L551-13 del Codice di giustizia amministrativo francese) che può essere esercitato entro 31 giorni a contare dalla pubblicazione dell’avviso di aggiudicazione sulla GUUE o sei mesi a contare dal giorno successivo al giorno della conclusione dell’appalto pubblico se non è stato pubblicato alcun avviso di aggiudicazione,
— il ricorso relativo alla validità del contratto o di alcune clausole di pubblicità di fronte al giudice del contenzioso, che può essere esercitato entro un termine di due mesi successivi alle misure di pubblicità adeguate.

 

VI.4.4) Servizio presso il quale sono disponibili informazioni sulle procedure di ricorso

Denominazione ufficiale: Tribunale amministrativo di Grenoble
Indirizzo postale: 2 place de Verdun — BP 1135
Città: Grenoble

Codice postale: 38022
Paese: Francia
E-mail: greffe.ta-grenoble@juradm.fr
Tel.: +33 476420000
Fax: +33 476422269
Indirizzo Internet: https://grenoble.tribunal-administratif.fr

VI.5) Data di spedizione del presente avviso:

15/07/2021

“Fit for 55” una cassetta degli attrezzi ancora da completare per una concreta transizione energetica industriale

La Federazione della Carta e della Grafica sostiene l’obiettivo UE di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Ma il pacchetto legislativo “Fit for 55” presentato oggi è una cassetta degli attrezzi incompleta. La Federazione Carta e Grafica chiede ai co-legislatori di dare un forte sostegno politico alle misure che consentono alla filiera cartaria e grafica di contribuire – con produzioni decarbonizzate, sostituzione dei prodotti a base fossile e gestione forestale sostenibile – al raggiungimento degli obiettivi 2030.

Il pacchetto legislativo “Fit for 55” è un insieme molto complesso di proposte per allineare il quadro della politica climatica ed energetica dell’UE con il nuovo obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% nel 2030. A tutt’oggi è una cassetta degli attrezzi incompleta poiché non affronta le maggiori sfide della trasformazione delle industrie europee.

Il cambiamento climatico è un problema globale che richiede soluzioni globali, che vanno oltre l’imporre l’onere della decarbonizzazione sulle industrie “Made in Europe”.

“L’industria della carta, della grafica e delle relative tecnologie si aspetta che i membri del Parlamento europeo e gli Stati membri forniscano all’industria gli strumenti giusti per spostare la marcia della sostenibilità nel consumo e nella produzione industriale della società”, ha commentato Massimo Medugno, direttore generale della Federazione Carta e Grafica. “Questo nuovo quadro politico deve consentire un’ulteriore decarbonizzazione delle industrie sostenibili garantendone la competitività globale nella transizione”.

Per raggiungere gli obiettivi del 2030, nei prossimi anni devono essere prese decisioni di investimento cruciali. Mentre la filiera investe continuamente nell’economia circolare, nella sostenibilità e nel miglioramento dell’efficienza energetica, c’è bisogno di strumenti nel “Fit for 55” per mantenere e creare certezza per gli investitori.

“Manca l’agenda a favore degli investimenti, sebbene il Green Deal europeo avrebbe dovuto essere l’agenda per la crescita dell’UE”, ha osservato Medugno.

L’accesso all’energia pulita a prezzi accessibili è essenziale, ma nel frattempo, il rafforzamento della competitività globale dei modelli di business circolari sostenibili europei rimane una priorità. Una parità di condizioni con i concorrenti dei paesi terzi è un dovere. Cosa fare?

Ad esempio, la Direttiva Emissions Trading va resa coerente con gli obiettivi della transizione energetica affinché renda concretamente possibile la decarbonizzazione. E’ necessario creare un Fondo per i relativi investimenti nelle industrie “Hard to Abate” del “Made in Europe” conclude Medugno.

Heidelberg Italia cavalca la nuova sensibilità 4.0

Gli stampatori italiani hanno oggi maggiore consapevolezza e fiducia, e tornano a investire nelle tecnologie integrate in un unico flusso di lavoro, con macchine automatizzate e flessibili in grado di abbassare i costi di produzione e ottimizzare il workflow.

Le parole ottimistiche e positive del nuovo management di Heidelberg Italia.

C’è una nuova organizzazione manageriale in Heidelberg Italia: Marco Marangoni ha assunto dallo scorso maggio il ruolo di territory head, mentre Mauro Antonini è l’head of equipment, digital technology&marketing. Entrambi i manager fanno anche parte del board, il primo in qualità di presidente, il secondo di vicepresidente. Ai vertici della direzione finanziaria e parte integrante del management aziendale troviamo Laura Betelli che, nell’assetto attuale, ricopre la carica di chief financial officer. Un team nuovo per l’obiettivo di sempre: fare sì che Heidelberg Italia continui a essere un riferimento, un’organizzazione basata su una forza vendita responsabile dello sviluppo dei clienti e affiancata da specialisti commerciali e tecnico commerciali, competenti per i vari segmenti di offerta.

«L’anno fiscale che si è chiuso», spiega a Italia Grafica Marco Marangoni, «è stato positivo per l’azienda tutta e per noi di Heidelberg Italia sia sul fronte dell’assistenza tecnica sia su quello dei prodotti. Proprio in quest’ultimo campo siamo riusciti a contenere l’impatto causato dalla riduzione dei volumi degli stampati a seguito della pandemia, perché abbiamo saputo diversificare su più segmenti di mercato. Se in passato eravamo concentrati prevalentemente sugli stampatori commerciali, da qualche anno a questa parte abbiamo virato energicamente sul “rampante” mondo del packaging e del label che, anche durante i mesi più duri del lockdown, hanno continuato a crescere trainati dallo sviluppo del mercato della detergenza, del food e del pharma. Altrettanto molto positivo è stato l’andamento della nostra area Equipment, anche grazie al credito di imposta messo in campo dal Governo.

L’esercizio 2020/2021 (dal primo aprile 2020 al 31 marzo 2021, nda) si è chiuso per la sola Heidelberg Italia con un fatturato di 88 milioni di euro, un risultato che segna un progresso del 10% rispetto a quanto conseguito nell’esercizio precedente. E per quello in corso (2021/2022) puntiamo a crescere ancora. Per quanto riguarda i prodotti, già nei primi quattro mesi abbiamo infatti assistito a una buona ripresa dei fatturati che si sono attestati sui livelli dei ricavi dei primi mesi del 2019».

«Invece, in riferimento all’ambito Equipment» prosegue Mauro Antonini, «constatiamo che il mercato italiano sta maturando e recuperando dal punto di vista tecnologico: gli stampatori italiani stanno armonizzando l’area produttiva con nuove macchine performanti. Bisogna ammettere infatti che il parco macchine in Italia risultava, come dire, un po’ vecchiotto. Ebbene oggi assistiamo a una nuova consapevolezza da parte dei clienti, anche grazie a una continua attività “educational” di Heidelberg che, forse in anticipo sui tempi e sulla sensibilità media del mercato, ha sempre promosso il cambiamento in ottica di Industria 4.0. Oggi, finalmente, anche gli stampatori italiani investono in una tecnologia integrata in un unico workflow, in macchine in grado di fare da sole il lavoro per due, di abbassare i costi di produzione e di ottimizzare la sala stampa. Questa nuova consapevolezza ci ha portato a recuperare in maniera significativa quote di mercato in Italia».

I clienti tornano a investire

Il fatto che la domanda stia crescendo notevolmente è emerso durante l’ultimo evento per i clienti organizzato dalla casa tedesca. Per la prima volta in oltre un anno, l’azienda è stata in grado di accogliere di nuovo i clienti nel nuovissimo Print Media Center presso la sede di Wiesloch-Walldorf. Diverse migliaia di partecipanti registrati per l’evento on line da più di cento Paesi e diverse centinaia di clienti provenienti da tutta Europa hanno assistito all’evento.

In particolare le presentazioni si sono concentrate sull’anteprima mondiale della nuova Speedmaster CX 104, in contemporanea con China Print, e hanno riscontrato grande interesse da parte dei visitatori. «La nuova Speedmaster», continua Antonini, «è nata per servire il mercato del 70×100 rispondendo all’esigenza di tirature sempre più brevi e ridotti tempi di avviamento. Quella che abbiamo appena presentato è, di fatto, una reingegnerizzazione che offre un importante miglioramento dell’ergonomia complessiva e una maggior sicurezza per l’operatore. Ma soprattutto permette di raggiungere straordinari livelli di automazione e flessibilità. Del resto, rispetto al passato, la figura dello stampatore è cambiata e con essa le sue competenze: oggi ci chiedono macchine intelligenti, di facile utilizzo, dalla user experience semplificata e intuitiva, quasi plug and play. Tutte caratteristiche fortemente accentuate nella Speedmaster nella sua ultima versione. In Italia, che rappresenta il quinto mercato per Heidelberg, ne abbiamo vendute sette esemplari nei mesi precedenti al lancio ufficiale. All’evento di presentazione abbiamo anche ospitato il signor Angelo Chiesa, titolare di Officine Grafiche Staged di San Zeno Naviglio (BS), una delle aziende che ha effettuato quest’importante investimento. La tipografia, specializzata in materiale pubblicitario, commerciale ed editoriale personalizzato, ha deciso di puntare sulla Speedmaster CX 104 in quanto particolarmente attratta dai vantaggi del formato B1 per il futuro. Facendo affidamento, come dicevamo, su tempi di configurazione e avviamento rapidi, combinati con una qualità di stampa costantemente elevata. Vedere in funzione una tecnologia simile durante l’evento è stato uno spettacolo emozionante per il signor Chiesa, che ha rafforzato la convinzione di aver compiuto un’importante scelta tecnologica e, in ultima analisi, di business. All’indomani della presentazione», conclude Antonini, «diversi clienti ci hanno chiesto test personalizzati sulla Speedmaster CX 104 e attualmente siamo impegnati proprio su questo fronte».

Non solo supremazia tecnologica

«Ma oltre alla tecnologia», sottolinea Marangoni, «Heidelberg sta rivoluzionando con successo anche la logica del servizio verso il cliente. Puntando tutto sulla digitalizzazione. L’azienda sta riunendo infatti i vari elementi dell’ecosistema Heidelberg nella sua nuova piattaforma “Heidelberg Plus” che abbraccia tutto: dalla presenza su internet con il sito web e l’eShop alle varie applicazioni per report sulle prestazioni, monitoraggio e servizi nell’ambito della produzione, fino all’accesso a video didattici. In altre parole, con questa piattaforma Heidelberg offre allo stampatore un’unica interfaccia in grado di raggruppare dati di preventivazione e consuntivazione, informazioni sulle lavorazioni e sui clienti committenti, ma anche risorse di assistenza immediata. Stiamo procedendo spediti nello sviluppo di una logica iniziata con lo SprintShop, l’ecommerce di Heidelberg Italia su cui un’azienda grafica può acquistare consumabili e ricambi in tempo reale. Questo per noi è servizio a valore aggiunto: permettere al cliente di effettuare un ordine nel cuore della notte perché gli è finito l’inchiostro o di ricevere assistenza semplicemente dialogando con il server».

 

 

 

Assemblea pubblica di Federazione Carta Grafica: 22 luglio ore 11.00

Giovedì 22 luglio, alle ore 11.00, si terrà l’Assemblea pubblica di Federazione Carta Grafica “Il ruolo della Federazione Carta Grafica nella transizione ecologica e digitale” PNRR, sostenibilità e prodotti rinnovabili e circolari. L’evento digitale è organizzato in collaborazione con Il Sole24Ore (segui lo streaming).

Aprirà i lavori il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi mentre Girolamo Marchi, già presidente della Federazione Carta Grafica, presenterà il nuovo presidente Carlo Emanuele Bona che illustrerà l’andamento della filiera nel 2020, le tendenze del 2021 e le linee strategiche di Federazione nell’ambito della transizione ecologica e digitale.

Seguirà una tavola rotonda dal titolo “Biopolitiche e prodotti sostenibili” moderata da Jacopo Giliberto de Il Sole24Ore, alla quale interverranno Antonio D’Amato, presidente Seda International Packaging Group e vice presidente European Paper Packaging Alliance, Laura D’Aprile, direttore dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi del MITE, Martina Nardi, deputata PD, presidente della Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera, e Massimiliano Salini europarlamentare Forza Italia.

Come sapere tutto sulla plastificazione: rivedi il webinar Quadient!

L’applicazione di una sottile pellicola di film è quel tocco in più che dà la garanzia di attirare l’attenzione e colpire l’utente finale.

Lo sa bene Quadient che propone una panoramica completa delle più moderne soluzioni per la plastificazione e che ce ne ha parlato nell’interessante webinar con Paolo Todeschini, sales manager graphics di Quadient e  Roberta Baci, digital printing and marketing manager di Mag Data

Sembra difficile, ma è solo plastificazione. Attrezzature e materiali di consumo per la nobilitazione della stampa

Un interessante excursus su attrezzature, materiali e un focus sui vantaggi, pratici ed economici, forniti da un sistema di plastificazione dry.

Per conoscere tutto sulle soluzioni per la plastificazione e ti sei perso il webinar

clicca qui

 

Atif sceglie la squadra 2021-2024

In occasione dell’Assemblea svoltasi il 1 luglio a Milano i Soci Atif hanno confermato Marco Gambardella alla presidenza dell’Associazione per un secondo mandato. Lo affiancheranno i vice presidenti Sante Conselvan (delega ai Rapporti Internazionali) e Massimo Radice (delega al Centro Tecnologico), mentre il Consiglio Direttivo vede il nuovo ingresso di Pierluigi Gava (Cartotecnica Postumia), Ira Nicoletti (Diaven) e Silvano Tamai (tesa) accanto ai consiglieri riconfermati: Enrico Albani (Simonazzi), Andrea Dallavalle (K&B), Adolfo Tommasi (Ditom), Andrea Vergnano (Digitalflex) e Zeno Zonato (Grafikontrol). Completa e supporta la squadra il nuovo Collegio dei Probiviri che sarà composto da Bruno Amadio (Tadam), Enzo Consalvo (Inciflex) e Angela Conti (Biessse).

“Ringrazio i Soci Atif per la fiducia che hanno voluto riconfermare. Nel corso del mio primo mandato mi sono ritrovato a dovere affrontare una situazione decisamente inaspettata e difficile, ma le aziende della nostra grande comunità hanno dimostrato tutta la loro capacità di resilienza e tenacia”, dichiara Marco Gambardella. “Guardando avanti, per una visione del futuro ottimista e di ripresa potremo portare avanti nuovi progetti a supporto di tutta la filiera. La squadra che mi accompagnerà in questo percorso potrà contare sul contributo di coloro che hanno maturato una grande esperienza di vita associativa e su nuovi ingressi che porteranno ulteriore linfa ai futuri progetti. Sono certo che tutti si impegneranno affinché Atif consolidi ancora di più la sua posizione di riferimento italiano per l’industria flessografica”.

Al termine della parte pubblica dell’Assemblea sono stati consegnati trofei e attestati alle aziende italiane vincitrici degli Fta Europe Diamond Awards: Eurolabel, Grafiche Pradella, Sacchettificio Corazza, Niederwieser, Sititalia, Toppazzini, Carta Stampa, F.lli Magro e Cartotecnica Postumia.

La risoluzione ottimale per i contesti d’uso

Come orientarsi fra le risoluzioni in funzione della destinazione del prodotto stampato: dimensioni e contesti d’uso più comuni.

In realtà non ci si può aspettare un’unica soluzione, i valori di riferimento naturalmente ci sono, ma senza aver capito la regola non c’è speranza di gestire le (molte) eccezioni.
Proverò a sintetizzare dei contesti d’uso proponendo dei valori e dei casi notevoli, però è importante non considerarli come assoluti.

DPI o PPI?
Se parliamo di immagini digitali è corretto usare PPI, quando parliamo di dispositivi di stampa allora usiamo DPI. Nel mondo della grafica è tuttora frequente sentire DPI per entrambi i contesti, con conseguente sovrapposizione di concetti e occasioni di confusione, non dimentichiamo però che i software di grafica di riferimento (Adobe, Quark ecc…) li usano correttamente, prestare attenzione a ciò che mostrano aiuta a discriminare gli usi. Il primo manuale software di Desk Top Publishing (Alto, della Xerox, del 1976) si riferiva agli attuali Pixel come Point, e i vari Aldus, Adobe, Macromedia ecc… hanno sempre mantenuto correttamente la distinzione PPI/DPI. Presumibilmente la “colpa” di aver diffuso DPI impropriamente risale al marketing di Apple, di quasi 10 anni posteriore, tuttavia non sono riuscito a trovare con assoluta certezza la prima causa storica dell’errore.

72 “DPI”, si o no?
I motivi storici per cui si tramanda che le immagini per una destinazione schermo debbano avere una risoluzione di 72 (o 96) sono stati già sintetizzati alcune pagine indietro, oltre che in un mio articolo di alcuni anni fa.
Di fatto le immagini per uso video non hanno alcun bisogno di una risoluzione in PPI, contano solo le loro dimensioni in pixel. Non è un caso che tutte le fotocamere riportino dei valori in Megapixel quando parlano delle loro prestazioni, in nessun caso troverete in scheda tecnica un’informazione del tipo: scatti formato “A4 a 300 PPI”. Quelle applicazioni che tengono arbitrariamente conto del valore della risoluzione pur essendo destinate a un ambito video usano logiche “soggettive” per mettere in relazione le conseguenti dimensioni fisiche con griglie di pixel che di fisico non hanno niente (diverse applicazioni per le presentazioni o per il gaming ad esempio).
Queste discrepanze sostanzialmente svaniscono quando ci spostiamo dalle immagini statiche ai video, lì contano (giustamente) solo i pixel di base e altezza, la risoluzione è un non-valore.
Se ve ne serve uno mettete pure 72, è per lo più irrilevante e vi risparmierete discussioni con chi è convinto che cambi qualcosa.

Le immagini in “alta” vanno a 300
Il significato di immagini in “alta definizione/risoluzione” non è univoco, ma è condizionato dal contesto. Spesso lo si utilizza in relazione alle immagini obbligatoriamente a 300 PPI, ma senza informazioni riguardo le dimensioni dell’immagine di partenza questo valore non è un discriminante.
Valutare esclusivamente il valore di risoluzione è sbagliato, ad esempio un’immagine di 350×250 pixel a 300PPI sarebbe “in alta” soltanto nel caso di un francobollo, invece una da 2480×3508 pixel a 50 PPI (circa 126×178 cm) sarebbe perfetta per una A4 a 300 PPI senza alcun ricampionamento (basta ridisporre i pixel esistenti).
La stessa immagine da 350×250 pixel di cui sopra potrebbe essere una buona thumbnail (miniatura) per uso web, ma già per schermi HiDPI ce ne vorrebbe una magari con il doppio dei pixel, quindi 700×500, per occupare lo stesso spazio fisico a schermo.
Nella maggior parte dei casi di stampa commerciale possono essere più che adeguate immagini con risoluzioni di Output da 260/220 PPI, o anche 150 PPI (o meno) per le stampe su quotidiano, mentre per stampe d’arte o super risoluzioni tipiche dei sistemi anti contraffazione si può anche puntare a valori oltre i 400 PPI.
Le modalità con cui il RIP andrà a generare i retini di stampa sono fondamentali per lo sfruttamento (o meno) di questi valori.
E pensare che non abbiamo considerato esempi di immagini puramente bitmap, dove i valori arrivano tranquillamente a ottuplicare.
In sostanza: una volta d’accordo sulle dimensioni fisiche di un’immagine possiamo sicuramente ritenere i 300 PPI come un dato indicativo per una buona risoluzione di Output, ma trattandosi di un dato che, da solo, non garantisce la qualità dell’immagine, le eccezioni possono essere tante.
A parità di dimensioni fisiche il peso non compresso di un’immagine a 300 PPI è esattamente il doppio di una a 212 PPI, ed in presenza di grandi quantità di file potrebbe risultare decisamente scomodo trattare immotivatamente il doppio dei dati.
Un rapido confronto tra chi si occupa di prestampa e chi di stampa solitamente scioglie ogni dubbio, e diventa obbligatorio per le produzioni meno banali.

Immagine varie risoluzioni
Questa immagine composita presenta simultaneamente 6 diverse risoluzioni di Output ed è prevalentemente caratterizzata da microdettaglio e buoni contrasti. Guardandola a diverse distanze si può verificare quanto dettaglio viene risolto e se vengono percepite differenze tra le varie sezioni con l’aumentare della distanza di visione. A circa 1 metro di distanza la differenza tra i 72 e i 150 sarà lievemente percepibile, ma non significativa (72 sarebbe il valore limite sotto il quale meglio non scendere, per una visione da 110 cm). Il fatto che ci siano molte alte frequenze e motivi geometrici riconoscibili aumenta la probabilità di notare i contorni leggermente sfocati.
I valori di 300, 450 e 600 sono equivalenti, e nel caso della stampa subentrano anche le frequenze e le tipologie di retino (o dithering) utilizzate.

Le immagini in alta devono essere “pesanti”
Anche questo è un luogo comune duro a morire. Anche usando dimensioni in pixel congrue, la stessa immagine salvata in TIFF senza compressione, TIFF con compressione LZW, TIFF con compressione JPG, PNG, JPEG o EPS (che a sua volta avrebbe altre opzioni analoghe) ecc… può avere sensibili differenze di peso finale.
I contenuti del file determinano l’efficacia con cui gli algoritmi di compressione riescono ad agire, ma non è raro avere variazioni anche di 10 o 15 volte tra il file più compresso e quello non compresso.
Inoltre, file non compressi vengono processati più rapidamente di qualunque file compresso, proprio perché tutto ciò che è compresso poi deve essere decompresso, se è fondamentale contenere il peso di archiviazione sarà preferibile una strada, se invece sarà più importante ottimizzare la velocità di processo potrebbe essere preferibile un’altra, diametralmente opposta.

Legge diritti autore
Anche la legge sulla riproduzione e sui diritti d’autore (633/1941) risulta molto vaga sul concetto di risoluzione. Nella revisione più recente dell’articolo 108 comma 3bis è stato stralciato il termine di “bassa risoluzione”, presente invece nell’art. 70 comma 1bis dove si dice che «È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro…omissis».
Mentre è chiaro cosa si intenda parlando di lucro è invece fortemente variabile l’uso di “bassa risoluzione o degradate” non essendo valori quantificabili nemmeno chiamando in causa i fantomatici valori di 72 o simili (v. righe sopra).
Ci sarebbe una sezione che dovrebbe mettere tutti d’accordo quando si parla di immagini di definizione tale da non poter essere ulteriormente riproducibili, ma per evidenti motivi questo sarebbe, oltre che interpretabile, anche molto limitante nell’uso di immagini per qualunque scopo.
Pensate all’immagine di un quadro con talmente pochi pixel (e/o compressioni talmente elevate) da risultare a malapena intelligibile, certamente non sarebbe replicabile, ma sarebbe già in origine perfettamente inadatta a qualunque scopo visivo.

Stampa grande formato
Il grande formato (soprattutto il grande formato) dipende dalla distanza di visualizzazione a cui si ritiene si dovrà trovare l’osservatore.
Se un 6×3 metri sarà visto da non meno di 10 metri allora l’immagine da usare potrà avere una dimensione reale di 6×3 metri con una risoluzione di 8 PPI.
Se invece il 6×3 metri fa parte di un’installazione muraria interna, supponiamo, a un aeroporto, e l’osservatore si potrà tranquillamente trovare anche a mezzo metro di distanza, allora non sarà consigliabile scendere sotto ai 160 PPI (180 Megapixel e circa 2 GB di peso grezzo).
Si tratta di valori indicativi, subordinati al tipo di soggetto e di dettaglio rappresentati, se è possibile disporre di valori superiori ben venga, l’occhio non sarà in grado di risolvere pienamente il dettaglio ma la sensazione percettiva sarà comunque migliore.
Immaginate la chioma di un albero ad una decina di metri, che voi siate in grado o meno di distinguere le venature delle singole foglie (e non lo siete) quel dettaglio è comunque presente, se il vostro file digitale volete che contenga dettagli (quindi pixel) non risolvibili per la destinazione d’uso finale avrete file di lavoro immotivatamente grandi, con tempi di lavorazione e processo immotivatamente lunghi,
E anche il tempo, si sa, è denaro.

Dipendenza dal supporto
Considerando le dimensioni dei supporti più comuni, come ad esempio cartoline, riviste, tabloid et similia, poster ecc… il principio di base non cambia, conta sempre e solo la distanza di osservazione in relazione ai contenuti.
La distanza di lettura media è tra i 25 e i 40 cm, in quell’intervallo i valori teorici di risolvenza sono rispettivamente tra i 320 e i 200 PPI.
Che stiate guardando una cartolina o un quotidiano poco cambia, anzi, la cartolina potrebbe avere un soggetto fotografico che incoraggia una visione leggermente più distante, mentre un quotidiano presenterebbe del testo piccolo che richiederebbe una visione più ravvicinata (presbiopia permettendo).
Gira una regola spiccia che chiama in causa la diagonale del supporto, questa regola funziona davvero in pochissimi casi e risulta contraddittoria nei restanti. Recita grosso modo così: la distanza di osservazione è tra 1,5 e 2 volte la lunghezza della diagonale del supporto.
I motivi per cui non funziona sono i seguenti:
– immagini con soggetti che richiedono analisi minuziose, quindi con molto microdettaglio, incentivano la vista ravvicinata;
– immagini con campi medi o campi lunghi incentivano (anche inconsciamente) una vista rilassata, quindi non incentivano l’avvicinamento;
– i due comportamenti appena descritti derivano dalla nostra evoluzione, da come reagisce il nostro sistema visivo ed il nostro senso del pericolo (cioè la nostra attenzione): la nostra vista si è evoluta per discriminare al meglio minacce entro un’area di 8/10 metri, oltre questa distanza il nostro cristallino è perfettamente rilassato ma entro questa distanza percepiamo, proporzionalmente, più dettagli. La corrispondenza è biunivoca, pertanto la presenza di molto dettaglio richiede inconsciamente la nostra attenzione, la sua assenza invece no.
– nel caso di un francobollo, mediamente grande circa 3×2 cm, la sua diagonale non arriva a 4 cm, non per questo proveremmo ad avvicinarci a 6/8 cm per guardarlo.
– nel caso di un foglio A4 la diagonale è intorno ai 36 cm, l’osservazione di riferimento sarebbe quindi compresa tra 53 e 72, quindi intorno ai 60 cm di media. In questo caso è una distanza coerente, che ancora una volta non tiene però conto del contenuto.
– un foglio A3 ha una diagonale di 51 cm, secondo il ragionamento di cui sopra ci dovremmo trovare tra i 76 cm e 1 metro. Considerate che il braccio di un uomo adulto medio è lungo circa 70 cm, quindi avete due strade: o non potrete mai guardare bene un foglio A3 oppure ve lo farete tenere a questa distanza da un amico (o da un muro).
– Con le dimensioni di un giornale quotidiano la questione diventerebbe comica, specialmente in formato aperto.
Questa regola, quindi, è proprio campata per aria? No, una base logica ce l’ha, ed è riferita a quell’angolo di visione entro cui percepiamo meglio le forme, quindi circa 30° (v. il primo articolo di questo speciale).
Posizionando un A4 nel campo visivo di ampiezza 30° avremmo una distanza di circa 55 cm, quindi saremmo anche in linea con la regoletta di cui sopra.
Tuttavia, questa regola ha più senso quando viene applicata nella scelta degli schermi (tv o per videoproiezione) e del calcolo della loro distanza di visione, e poco si combina invece con supporti a contenuto misto immagine/testi, dove sono più le discrepanze che le analogie.

Rasterizzare il testo?
Se già convertire un testo piccolo in tracciati vettoriali è un’operazione che presenta qualche criticità, addirittura rasterizzarlo prima del RIP (o del driver di stampa) può diventare seriamente critico.
Ai tempi di Freehand si sentiva spesso dire dagli operatori che rasterizzare tutto l’impaginato a 300 PPI risolveva qualunque problema di conversione Postscript e permetteva quindi di stampare qualsiasi documento. In realtà rasterizzare preventivamente tutto era soltanto l’unico modo disponibile per aggirare gli allora insuperati limiti di esportazione PDF del software, ma naturalmente non c’è bisogno di ripetere quanto sia diverso un testo rasterizzato a 300 PPI rispetto allo stesso testo processato dal RIP con valori anche 8 volte superiori.

Per un ingombro piccolo serve un’immagine grande?
Le immagini con decine di megapixel ormai sono la consuetudine, sia per gli alti livelli raggiunti dai sensori di acquisizione (v. articolo sui sensori in questo speciale), sia per le prestazioni dell’hardware attuale.
Le banche dati di risorse immagine offrono da anni megapixel come se piovessero, quindi non c’è più il problema di non avere abbastanza informazioni per gli usi più comuni (e anche quelli meno comuni).
Una riflessione va puntata nella direzione opposta: cosa succede se ad esempio usassi un’immagine da 100 Mpixel per una stampa su A4 (poco più di 8 Mpixel se la consideriamo a 300PPI)?
Succede che nel file finale dovrò scartare più di 11 informazioni su 12, e l’immagine perderà la capacità di restituirmi dettaglio (pixel) di oltre 10 volte.
Non è sempre indolore sprecare 11 litri di vino per riempire una bottiglia da 1 litro, anzi, per questo esistono diversi algoritmi di interpolazione che cercano di ottimizzare i risultati a seconda dei contenuti, non ultimi quelli basati su Intelligenza Artificiale (che per certi versi riescono anche a rigenerare il vino perduto, praticamente miracoloso).
Infine, soprattutto nei casi limite, è sempre opportuno lavorare bene con le varie tecniche di aumento della nitidezza (sharpening) così da enfatizzare quella percezione dei dettagli e dei volumi tipica del nostro sistema visivo.

T13utto il mondo della comunicazione visiva ruota attorno a dinamiche percettive, se riusciamo a ingannare l’occhio dandogli sensazioni di maggior dettaglio o maggior volume la nostra mente farà il resto, ricostruendo con l’esperienza cognitiva la distanza che separa l’immagine dall’immaginazione.

Guandong presenta un’inedita gamma per la decorazione di pareti

Oggi più che mai allestitori e stampatori devono essere versatili, veloci, competitivi, al passo con le novità tecnologiche in ambito di macchinari e materiali. Per rispondere con efficacia ai ritmi serrati di campagne e promozioni last minute, è importante avere sempre a disposizione i supporti giusti, sicuri e certificati per le singole applicazioni.

Questa la sfida raccolta dal reparto R&D di Guandong che ha intercettato un interesse crescente nella tendenza del “metti e togli” per la decorazione di pareti, tradizionalmente realizzata utilizzando carta da parati. Un materiale che, anche nelle versioni più evolute, presenta criticità in termini di applicazione, velocità di rimozione, residui, resistenza e smaltimento. “I nostri tecnici si sono interrogati a lungo per mettere a punto la ricetta di una carta da parati perfetta”, racconta Fabio Elmi, direttore ricerca e sviluppo di Guandong. “Ma l’illuminazione è stata trovare la risposta giusta nel nostro ampio catalogo, ottimizzando ulteriormente le prestazioni di supporti già in gamma, per renderli tecnicamente idonei al nuovo, piccante concetto del Wall Dressing”. Vestire e rivestire le pareti in pochi minuti grazie a soluzioni intercambiabili, dalle texture più diverse, ma tutte in grado di coniugare semplicità, rapidità di applicazione e rimozione, sicurezza e soprattutto un’anima environment-friendly, in linea con le sempre più diffuse esigenze in ambito di ecosostenibilità.

Store e grande distribuzione, ristorazione e hotellerie, sedi aziendali e abitazioni private: il Wall Dressing by Guandong si sposa con qualsiasi esigenza di personalizzazione verticale, liberando la fantasia a infinite applicazioni, sia in ambito promozionale sia di interior decoration. ReVita, ReVita Tack Puro, TAP, Wally e M&F Visual Comm: sono questi i prodotti che gli Specialisti delle Specialità hanno riformulato per la decorazione di pareti e superfici verticali.

Realizzato in poliestere 100% riciclato e riciclabile, ReVita è frutto di un’attenta e responsabile gestione dei processi produttivi in ottica di salvaguardia ambientale ed economia circolare e incarna alla perfezione la filosofia Greenlife di Guandong. Applicabile con colla, permette di creare decorazioni accattivanti ed ecocompatibili, stampabili con qualsiasi tecnologia, dall’UV al Latex.

Si attacca senza colla ed è utilizzabile anche per la decorazione di mobili: si tratta di TAP, acronimo di “Tessuto poliestere adesivo”. L’estrema coprenza, l’opacità della superficie e la mano cotoniera lo rendono perfetto per coperture murali estremamente eleganti e raffinate, in grado di far risaltare la brillantezza dei colori.

Effetto tessuto anche con ReVita Tack Puro, il poliestere riciclato e riciclabile che si applica senza colla, grazie all’adesivo nanodots. Un plus che lo rende riutilizzabile e riposizionabile infinite volte, senza lasciare residui e senza rovinare le superfici, mobili compresi. Inoltre, la certificazione R-10 anti-slip lo rende estremamente sicuro anche per la realizzazione di grafiche calpestabili, applicabili ai pavimenti più delicati.

Ottimizzato per il Wall Dressing un altro best seller della gamma Guandong, il mitico Wally. Film adesivo in poliestere riciclato della linea Nano-Tack Technology, permette di realizzare messaggi promozionali istantanei e decorazioni temporanee su pareti e mobili che possono essere facilmente installate e rimosse anche dai non addetti ai lavori.

M&F Visual Comm, infine, è la gamma di prodotti magnetici e ferrosi che cambia radicalmente l’approccio all’allestimento e alla decorazione di superfici verticali. Una soluzione estremamente dinamica e versatile, ideale per applicazioni “attacca e stacca” di grafiche e oggettistica in punti vendita, ristoranti, uffici, ma anche aule scolastiche o camerette. Ad un primo strato di magnetico adesivo infatti è possibile associare fino a 4 strati di grafiche in ferrite, dando vita a combinazioni infinite e continuamente intercambiabili.