Home Blog Pagina 3

Mondi, stampa digitale bianca su carta kraft per Riedel Glas

Mondi produce imballaggi innovativi in carta marrone con stampa digitale bianca per Riedel Glas. (Foto: Mondi, PR365)

Mondi presenta una nuova soluzione innovativa: packaging in kraftliner marrone con stampa digitale bianca ad alta definizione, sviluppato per Riedel Glas in occasione del lancio della linea All American Bourbon.

Il progetto si distingue per un design complesso, caratterizzato da linee sottili, font di piccole dimensioni e QR code integrati, elementi che richiedono standard elevati di qualità di stampa. Grazie alla tecnologia di stampa digitale avanzata, Mondi è in grado di garantire una riproduzione precisa e uniforme anche su supporti non patinati come la carta kraft marrone.

L’introduzione della stampa digitale con inchiostro bianco, recentemente implementata nello stabilimento di Ebersdorf in Germania, consente di ottenere contrasti elevati, alta opacità e dettagli nitidi, migliorando significativamente la resa estetica del packaging.

Data-to-print: personalizzazione e tracciabilità avanzata

Uno dei punti di forza della soluzione è l’impiego della tecnologia data-to-print, che elimina la necessità di cliché e lastre di stampa. L’inchiostro viene applicato direttamente sul materiale tramite micro-gocce, permettendo:

  • Personalizzazione grafica all’interno dello stesso lotto produttivo
  • Creazione di varianti regionali senza costi aggiuntivi
  • Inserimento di QR code e codici serializzati univoci
  • Miglioramento della tracciabilità lungo la supply chain

Packaging sostenibile e riciclabile

Oltre alle performance grafiche, il packaging sviluppato da Mondi è completamente riciclabile, in linea con le strategie di sostenibilità delle aziende coinvolte. La collaborazione con Riedel Glas conferma un impegno condiviso verso innovazione, qualità e rispetto ambientale.

Con sede a Kufstein, in Austria, Riedel Glas è riconosciuta a livello internazionale come uno dei principali produttori di bicchieri premium.

Durst Tau G3, la nuova frontiera inkjet per etichette con standard industriali

Nel mercato in rapida evoluzione del label & flexible packaging, dove tirature variabili, tempi di consegna ridotti e qualità sempre più elevata sono diventati requisiti imprescindibili, Durst Group introduce la nuova piattaforma Tau G3, destinata a rappresentare un nuovo punto di riferimento per la stampa inkjet di etichette a livello industriale.

Tau G3: evoluzione della tecnologia inkjet per etichette

Basata sull’architettura consolidata della serie Tau RSC, la nuova Durst Tau G3 integra automazione avanzata, controllo qualità intelligente e sistemi basati su intelligenza artificiale all’interno del flusso produttivo.

Il sistema è progettato attorno a tre pilastri fondamentali:

  • Affidabilità
  • Semplicità operativa
  • Prestazioni produttive

L’obiettivo è chiaro: migliorare la produttività dei converter, aumentare la qualità di stampa e ridurre la complessità gestionale, accompagnando la transizione verso modelli produttivi più efficienti e sostenibili.

Prestazioni e configurazioni: Core e Peak

La piattaforma Tau G3 è disponibile in due versioni:

  • Tau G3 Core
  • Tau G3 Peak

Le principali caratteristiche tecniche includono:

  • Risoluzione nativa: 1200 x 1200 dpi
  • Velocità di stampa:
    • Core fino a 61 m/min
    • Peak fino a 80 m/min (espandibili fino a 100 m/min)
  • Larghezza di stampa: da 244 mm a 510 mm

Questa modularità consente una configurazione flessibile in base alle esigenze produttive, rendendo la piattaforma adatta a diversi livelli di industrializzazione.

Dal punto di vista cromatico, la Tau G3 supporta:

  • CMYK
  • Estensione opzionale OVG (arancio, viola, verde) per eptacromia
  • Bianco

Il sistema di polimerizzazione è disponibile in versione UV o LED, garantendo versatilità applicativa.

La piattaforma è in grado di stampare su una vasta gamma di supporti:

  • carta
  • film plastici
  • fogli in alluminio

con spessori compresi tra 20 e 500 micron, ampliando così le possibilità nel settore delle etichette e del packaging flessibile.

Automazione e intelligenza artificiale al centro del processo

Uno degli elementi distintivi della nuova piattaforma è l’integrazione di sistemi avanzati di controllo:

  • Durst ARC (Automatic Register Control) per la gestione in tempo reale della registrazione colore
  • Durst MEP (Material Edge Protection) per la protezione delle testine di stampa
  • Durst Hawk AI, sistema basato su visione artificiale per il controllo qualità automatico

Quest’ultimo rappresenta un’evoluzione significativa: consente di rilevare e correggere in tempo reale difetti di stampa, come ugelli mancanti, senza intervento dell’operatore.

Prime installazioni e risultati sul campo

Le prime installazioni della Durst Tau G3 sono già operative in Italia e all’estero. Tra queste spicca il caso di Amonn Print, che ha avviato la produzione con il modello Tau G3 Core LED, registrando sin da subito un incremento della produttività e un miglioramento dell’efficienza complessiva del processo.

Mondi, innovazione e packaging sostenibile in collaborazione con gli OEM

Mondi porta l’innovazione nel packaging sostenibile a Interpack 2026 attraverso molteplici collaborazioni con OEM. (Foto: Mondi, PR363)

Alla fiera internazionale Interpack 2026, Mondi si presenta con una strategia espositiva innovativa: una presenza diffusa attraverso la collaborazione con 15 produttori di macchine (OEM), portando soluzioni concrete direttamente sulle linee produttive in funzione.

Packaging sostenibile: soluzioni Mondi in azione

Protagonista globale nel settore del packaging e della carta sostenibile, Mondi punta su un approccio pratico e orientato al mercato. Invece di un singolo stand centrale, i visitatori potranno scoprire materiali e tecnologie Mondi integrati negli impianti dei partner OEM distribuiti lungo tutta la fiera.

Questa scelta consente di vedere dal vivo applicazioni reali, con macchine in funzione e processi produttivi completi, offrendo un’esperienza concreta e altamente tecnica. L’obiettivo è dimostrare come le soluzioni sostenibili possano essere implementate senza compromettere performance, protezione del prodotto ed efficienza operativa.

Collaborazioni OEM: innovazione e performance

Grazie alla stretta collaborazione con aziende come Rovema, Mespack, Meurer Verpackungssysteme, Viking Masek e Krones, Mondi dimostra come materiali innovativi e tecnologie avanzate possano lavorare in sinergia.

I visitatori avranno la possibilità di confrontare diverse soluzioni, analizzare le prestazioni e comprendere come le scelte progettuali influenzino:

  • la riciclabilità degli imballaggi
  • l’efficienza dei materiali
  • le performance delle linee produttive

Focus sull’innovazione: alternativa alla plastica

Tra le novità più rilevanti spicca la collaborazione con Hugo Beck, che presenta una nuova macchina per il bundling con carta kraft, pensata per il packaging secondario e il trasporto.

La soluzione utilizza Ad/Vantage StretchWrap, una carta kraft non patinata da 70 g/m², progettata per offrire:

  • elevata resistenza allo strappo e alla perforazione
  • proprietà di allungamento avanzate
  • piena riciclabilità nei normali flussi della carta

Questa tecnologia rappresenta un’alternativa concreta al film termoretraibile in plastica e all’uso eccessivo di cartone.

Come sottolinea Elisabeth Schwaiger, Head of Innovation Flexible Packaging di Mondi, Interpack rappresenta il contesto ideale per mostrare il valore della collaborazione lungo tutta la filiera:

“Quando innovazione dei materiali e competenze tecnologiche si incontrano, è possibile sviluppare soluzioni di packaging scalabili e realmente sostenibili.”

Lecta, carte barriera di nuova generazione per il packaging

In occasione di interpack 2026, in programma dal 7 al 13 maggio a Düsseldorf, Lecta annuncia la presentazione delle sue più recenti innovazioni nel campo delle carte barriera per il packaging e l’etichettatura. L’azienda metterà in evidenza un portafoglio di soluzioni progettate per offrire alte prestazioni, riciclabilità e un’alternativa concreta ai tradizionali film plastici.

Con il claim “Carte barriera di nuova generazione. Ridefinire le prestazioni nel packaging”, Lecta porterà in fiera materiali a base carta sviluppati per rispondere alle crescenti esigenze tecniche del settore. Le nuove soluzioni combinano protezione del prodotto, efficienza nei processi di converting e attenzione alla circularity, temi sempre più centrali per brand owner, converter e professionisti del packaging.

Focus sul food service e packaging rigido


Tra le principali novità spicca la nuova generazione di bicchieri in carta EraCup, sviluppata in collaborazione con partner industriali. Si tratta di una soluzione basata su risorse rinnovabili, di origine biologica e non modificate chimicamente, conforme alla normativa SUPD. Progettati per linee ad alta velocità, i bicchieri uniscono prestazioni tecniche e sostenibilità ambientale.

Soluzioni avanzate per il packaging flessibile


Nel segmento del packaging flessibile, Lecta presenterà una gamma di carte barriera ad alte prestazioni realizzate con materie prime rinnovabili. Questi materiali sono progettati per garantire protezione del prodotto, compatibilità con le linee di confezionamento esistenti ed efficienza nei processi produttivi.

Tra le soluzioni di punta, Metalvac Seal Oxygen Barrier si distingue per le sue eccellenti proprietà barriera contro ossigeno e vapore acqueo, oltre alla resistenza ai grassi. Questa carta metallizzata rappresenta un’alternativa più sostenibile alle strutture multimateriale tradizionali. In fiera saranno inoltre presentati nuovi sviluppi dedicati al packaging del settore confectionery.

Etichettatura wet-glue: qualità e impatto visivo


Per l’etichettatura wet-glue, Lecta propone carte speciali patinate su un lato e metallizzate, pensate per garantire elevata qualità di stampa, uniformità e affidabilità. Con il concept “Prestazioni per ogni mercato. Impatto su ogni scaffale”, queste soluzioni si rivolgono ai settori beverage, alimentare e home care, coniugando performance tecniche e forte appeal visivo.

RDM Group e Dow lanciano Multiboard CirculaRR per il packaging alimentare sostenibile

RDM Group e Dow annunciano il lancio di Multiboard CirculaRR, una nuova soluzione di packaging alimentare con barriera progettata per coniugare alte prestazioni e circolarità. Il prodotto, realizzato interamente con cartoncino e plastica riciclati, si propone come risposta concreta alle crescenti esigenze normative e ambientali del settore.

Pensato per applicazioni complesse – tra cui alimenti surgelati, prodotti da forno, vaschette per frutta e pet food secco – Multiboard CirculaRR integra il know-how di RDM Group nel cartoncino a base di fibra riciclata con l’expertise di Dow nei polimeri circolari e nelle tecnologie di riciclo avanzato.

Materiali riciclati e prestazioni elevate

La soluzione è composta da cartoncino riciclato accoppiato con polietilene (PE) derivato anch’esso da plastica riciclata certificata secondo lo schema ISCC PLUS, anche tramite riciclo avanzato. Nonostante l’origine secondaria delle materie prime, il materiale mantiene le caratteristiche funzionali richieste dalle applicazioni di packaging più esigenti.

Basato sul prodotto Multiboard Barrier, realizzato nello stabilimento di Fiskeby (Svezia), il packaging contiene circa il 5% di polimero. Questa percentuale ridotta consente l’integrazione nei flussi esistenti di riciclo della carta mista, facilitando la gestione del fine vita.

Sicurezza alimentare e certificazioni

Multiboard CirculaRR ha ottenuto la certificazione ISEGA, che ne attesta l’idoneità al contatto alimentare. Parallelamente, la certificazione ISCC PLUS garantisce la tracciabilità e la sostenibilità della componente plastica riciclata, anche quando derivata da processi di riciclo avanzato basati su bilancio di massa.

Progettato per la riciclabilità

Oltre all’impiego di materiali riciclati, il nuovo packaging è stato sviluppato con un approccio “design for recycling”. Test indipendenti condotti secondo il protocollo di 4evergreen confermano la compatibilità della soluzione con gli attuali sistemi di riciclo della carta.

Questo aspetto è particolarmente rilevante alla luce del futuro PPWR, che impone entro il 2030 la riciclabilità di tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo e introduce target obbligatori di contenuto riciclato.

Anteprima a Interpack 2026

Multiboard CirculaRR sarà presentato ufficialmente durante Interpack 2026, in programma a Düsseldorf dal 7 al 13 maggio. Presso lo stand Dow (Padiglione 9, C24), saranno esposti prototipi della soluzione, offrendo una dimostrazione concreta delle potenzialità dei materiali compositi a base di fibra e plastica riciclata.

Con questo lancio, RDM Group e Dow rafforzano il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni di packaging sostenibili, in grado di rispondere alle sfide normative e alle aspettative della filiera alimentare in termini di sicurezza, performance e circolarità.

Presente e futuro della stampa, Fespa Italia Day indica la direzione

Una fitta giornata di incontri ha reso Fespa Italia Day ancora una volta appuntamento importante per la stampa digitale, con dati, confronti e testimonianze importanti.

Per il principale appuntamento annuale dell’Associazione, quest’anno Fespa Italia ha scelto Palazzo Mezzanotte a Milano. Sede di Borsa Italiana, ambientazione perfetta per affrontare tra gli altri i temi legati a una situazione economica delicata come raramente successo in passato.

Nel pieno rispetto del clima milanese inoltre, un programma intenso con ritmi serrati, per una giornata all’insegna dell’aggiornamento su più fronti, da quelli tecnici alle normative, senza trascurare la presentazione di sempre interessanti esperienze dirette.

Prima di tutto però, un utile punto della situazione sul settore, grazie ai risultati del Fespa Print Census 2025. Il report semestrale evidenzia un settore consapevole delle sfide da affrontare senza esitazioni, in particolare su sostenibilità, intelligenza artificiale e automazione, dove però emerge in un certo contrasto, un rallentamento nell’adozione delle innovazioni, soprattutto dalle realtà più piccole, spesso in difficoltà nell’investire, o anche solo trovare il tempo di mettere a punto una strategia.

All’apparenza, un quadro disegnato su misura per l’Italia, dove l’indagine a livello globale, ottocento aziende in 89 Paesi, rivela invece una certa uniformità nella distribuzione. Per il 75% si parla infatti di aziende sotto i cinquanta dipendenti, e 45% sotto i dieci, con un fatturato medio di 625mila dollari.

«In Italia una buona parte si colloca sopra a questa media – sottolinea Enrico Barboglio, segretario di Fespa Italia -. È sicuramente un indice di buona competitività, dove tuttavia non mancano i punti delicati».

A partire dall’automazione, intesa come insieme di strumenti a supporto di ogni passaggio nei processi, sia con il contributo hardware sia soprattutto software. Ormai accessibile senza difficoltà, spesso viene adottata in condizioni di emergenza per far fronte a situazioni difficili da gestire altrimenti. Il 19% si affida a soluzioni cloud per intervenire sul flusso di lavoro, il 17% sfrutta i servizi di Web-to-print. Soprattutto però, è un utilizzo ancora poco strutturato, dove il 55% non effettua alcuna misurazione degli effettivi benefici, indispensabili per valutare le spese passate e programmare quelle future.

Situazione simile a quella della tanto attuale Intelligenza Artificiale. Solo il 7% afferma di utilizzarla in misura significativa, mentre il 38% ammette di non sfruttarla del tutto e il 37% di farne un uso limitato. In generale, si tende comunque a prenderla in considerazione non tanto a livello strutturale, ma all’interno di singoli passaggi. «Sicuramente la difficoltà nel trovare le giuste competenze gioca un ruolo importante – prosegue Barboglio -, ma serve anche maggiore consapevolezza di cosa si possa fare con l’IA e come effettivamente realizzarlo».

Piuttosto controverso si rivela un tema particolarmente attuale come la sostenibilità, anche per le implicazioni legate al greenwashing, al centro di un intervento dedicato per aggiornare e soprattutto allertare sull’ormai imminente entrata in vigore della Direttiva UE 2024/825, da pochi giorni recepita dall’Italia.

Più del 60% tra i PSP ammette di ricorrere in modo limitato a materiali sostenibili. Da sottolineare però, in questo caso il dato a livello globale appare influenzare in modo importante quello europeo, proprio per la presenza di regole e di una maggiore sensibilità. In ogni caso, tra gli ostacoli, il 60% indica ancora i costi più elevati rispetto ai supporti standard, e il 50% una scarsa domanda da parte dei clienti.

Il retail sotto la lente

Altrettanto interessante la messa a fuoco sull’Italia, e in particolare sul settore retail, sempre uno dei più importanti per il mercato locale della stampa. L’aggiornamento della ricerca a due anni di distanza, ha permesso di individuare alcune tendenze. I settori di riferimento principali restano food e design, affiancati da moda, in particolare tutto quanto ruota intorno al fast fashion, e la cosmetica. Si conferma invece in difficoltà un altro dei pilastri storici, il lusso.

Importanti i movimenti interni a ciascun comparto, con una tendenza crescente degli investimenti nei negozi monomarca e della GDO, mentre le attività legate ai punti vendita multimarche registrano un arretramento dei ricavi 19,64%.

La preferenza va infatti ormai nella ricerca di effetti speciali. A partire dalle vetrine definite scenografiche, in crescita del 13,39%, mentre d’altra parte si tende a spendere meno per allestimenti espositivi di lunga durata. «C’è una ricerca sempre più spinta dell’effetto WOW – sottolinea Michela Pibiri, Caporedattrice di PRINTlovers -, sempre più legato a una rapida rotazione di eventi nella ricerca di attirare più persone in negozio»

Una strategia più ampia, dove la stampa digitale può cogliere ottime opportunità. Per riuscirci però, è necessario allargare la propria visuale, non più limitandosi a ottenere ed eseguire commesse, ma intervenendo fin dalle prime fasi di sviluppo di un progetto, insieme a tutti gli interessati.

Le divergenze sulla sostenibilità

Particolare, e per nulla scontata, la situazione per quanto riguarda la sostenibilità. Una situazione definita cristallizzata, dove non emergono quei passi avanti attesi o semplicemente auspicati. Se nel 2023, il 71% ammetteva nella maggior parte di casi di soluzioni rispettose dell’ambiente, oggi sono solo il 24,9%, al quale va però aggiunto il 12,9% di chi le tratta ormai praticamente sempre, in salita rispetto al 5%. Soprattutto, emerge l’aumento dal 24% al 62,4% di chi ne accoglie poche.

Il problema, è sostanzialmente di natura economica. Sono infatti il 63% quelle disposte a spendere poco di più per un prodotto sostenibile, contro il 76% di due anni fa, ma in particolare spicca l’aumento del 31% con nessuna intenzione di accettare la differenza.

«In parte può essere ricondotto a una maggiore consapevolezza sui rischi del greenwashing – riflette Pibiri -. Non basta una stampa, ma serve una scelta coerente a tutto livello di un brand. Altrimenti, si preferisce evitare la comunicazione sull’argomento».

Risultati non scontati anche per quanto riguarda la personalizzazione dei punti vendita. In calo quella delle catene, nel senso che si preferisce la standardizzazione, anche per questioni pratiche ed economiche, quella stagionale rimane invece uno dei capisaldi per il retail. Mentre cresce dal 19% al 63% la domanda di interventi sulle campagne limited edition di prodotti.

Dal punto di vista degli stampatori, importante guardare infine a tempi e modalità di rinnovo degli allestimenti. I migliori da questo punto di vista rimangono le vetrine, rinnovate più di tre volte all’anno, seguite a breve distanza dai pannelli decorativi, ma anche dai corner. Come facile intuire, dove si parla di interior design, quindi carta da parati, pavimenti e arredi, i progetti sono sì più vantaggiosi, ma tendono anche a durare di più nel tempo.

Il potenziale dell’IA tutto da scoprire

Fespa Italia Day però, non è solo dati, è anche condivisione di esperienze e relativo confronto.  Una in particolare, su un tema tanto attuale quanto delicato. Come indicato dal sondaggio, nel mondo della stampa l’Intelligenza Artificiale è ben lontana dall’essere qualcosa di strutturato, dipendente ancora dalla buona volontà dei singoli. Uno in particolare, può diventare un riferimento prezioso. «Ci occupiamo soprattutto di stampa digitale, ma anche servizi e accessori – afferma Marco Biancavilla, sales director di DB Ingegneria dell’Immagine -. Mi sono però appassionato anche di IA e ritengo possa avere un ruolo crescente nelle nostre organizzazioni».

A condizione di dedicarci la dovuta attenzione. Intesa non solo come persone e relativi investimenti, ma anche a livello organizzativo, per estenderne i benefici all’intera azienda. «Per imparare a scrivere i prompt corretti serve tempo, ma alla fine è speso bene – prosegue Biancavilla -. Inoltre, stiamo organizzando un piano di formazione interna del personale, perché è importante coinvolgere tutti gli interessati nella trasformazione».

Requisiti certamente fondamentali, per i quali sono necessari soldi e tempo, sempre più combinazione rara in tante aziende di stampa, ma soprattutto servono prospettive concrete. Per arrivarci, è fondamentale partire da alcune basi, come la consapevolezza di uno strumento dal quale non aspettarsi di definire gli obiettivi aziendali al proprio posto, ma una volta individuati poterci sicuramente contare per riuscire a raggiungerli in minor tempo e maggiore sicurezza. «Ci permette di lavorare in modo consistente, veloce e affidabile. Dipende prima di tutto da noi, da come la pilotiamo, e le capacità tecniche sono un requisito essenziale».

Un esempio molto concreto, la gestione delle spedizioni. Raccogliendo ed elaborando i dati presenti in DB Ingegneria dell’Immagine, l’IA ha prodotto un foglio Excel, da riordinare secondo necessità, fondamentale per gestire etichette e relativi plichi da affidare ai corrieri, passando così da due persone a tempo pieno a poche ore di lavoro in una giornata. Risultati ottenuti grazie a maggiore velocità, ma anche meno errori e una gestione ottimale nel recupero e utilizzo delle informazioni

Un altro risultato interessante è frutto di un utilizzo dell’IA a un livello superiore, la produzione di codice per software a uso interno. Nel caso specifico, un ottimizzatore di percorsi al servizio dei tanti allestimenti curati dall’azienda, agendo sulla base dei costi delle relative squadre, la stima dei tempi previsti e le distanze, il risultato è un sistema di preventivazione praticamente autonomo.

Per arrivare all’impiego al momento forse più iconico dell’IA, il chatbot. Nel caso dell’azienda romana, raccogliendo documenti aziendali e memorizzando procedure di lavorazione, il sistema permette di recuperare anche a distanza di tempo i parametri relativi all’esecuzione di lavorazioni, senza doverli ogni volta ricercare o provare.

«Per quanto ci riguarda, è una strada appena iniziata – conclude Biancavilla -. Ci muoviamo verso un futuro dove contiamo di fare sempre più cose migliorando le attività ordinarie, prima ancora di risolvere problemi. Ci tengo a sottolineare, parliamo di strumenti a misura di PMI, dove più delle competenze serve soprattutto buona volontà».

HP e manroland Goss, nuova partnership strategica

La filiera della stampa industriale continua a evolversi verso modelli sempre più integrati e automatizzati, dove stampa e post-produzione dialogano in un unico flusso produttivo. In questo contesto si inserisce la nuova collaborazione tra HP e manroland Goss Group, che hanno siglato un accordo di rivendita per i sistemi di finishing FormerLine e FoldLine.

Questi sistemi sono progettati per completare le piattaforme di stampa inkjet HP PageWide, creando linee produttive completamente integrate, dalla stampa fino alla finitura del prodotto.

FormerLine e FoldLine: automazione e flessibilità per la stampa industriale

Le due soluzioni di finishing rappresentano un passo avanti significativo nell’automazione dei processi di post-stampa.

FormerLine è ottimizzato per la produzione di libri e piccole-medie tirature, con tecnologia roll-to-book block. Consente produzioni fino a circa 10.000 copie e una produttività fino a 7.000 book block all’ora, con formati fino a 160 pagine.

Questa soluzione è ideale per editoria on-demand e produzione di titoli personalizzati, riducendo tempi e costi operativi.

FoldLine è invece una piattaforma versatile per giornali, commercial print e direct mail. Può operare fino a 305 m/min, coprendo applicazioni che vanno dal giornale tradizionale fino a prodotti punto punto e libri pinzati.

Integrazione con HP PageWide: una filiera digitale completa

L’integrazione con le stampanti HP PageWide consente di costruire un ecosistema produttivo end-to-end altamente automatizzato. Il risultato è una riduzione dei passaggi manuali, maggiore efficienza e una drastica ottimizzazione dei tempi di produzione.

La partnership porta diversi benefici strategici ai service provider:

  • maggiore efficienza produttiva
  • riduzione degli sprechi (fino a circa 4%)
  • automazione completa tra stampa e finitura
  • gestione ottimizzata di piccole e medie tirature
  • maggiore flessibilità nei tempi di consegna

Una nuova direzione per la stampa digitale industriale

Secondo HP, la collaborazione con manroland Goss consente di spostare volumi sempre più importanti dalla stampa analogica ai sistemi digitali, migliorando produttività e competitività.

La visione condivisa è quella di una stampa completamente integrata, automatizzata e scalabile, capace di rispondere alla crescente domanda di personalizzazione e riduzione dei cicli produttivi.

Xerox accelera sulla stampa di produzione, la nuova serie Proficio

La nuova linea di stampanti toner a foglio Xerox Proficio aggiunge alla quadricromia una quinta stazione colore, per allargare il gamut o arricchire la produzione con effetti speciali.

Velocità e qualità, tra i requisiti principali richiesti anche alla stampa a toner su foglio, non sono più sufficienti a garantire la competitività del settore. Sono ormai imprescindibili anche alcuni aspetti diventati la regola nel mondo della stampa di produzione, non solo macchine da stampa ma da un insieme integrato di hardware, software, automazione, gestione colore e servizi, progettato per migliorare qualità, produttività e redditività.

Sfide nei confronti delle quali la risposta non ha tardato ad arrivare, portando ormai nella norma prestazioni difficili da immaginare solo pochi anni fa. «Stiamo in effetti attraversano una fase di innovazione per la stampa di produzione – conferma Stefano Torsello, Marketing Manager di Xerox -. Per quanto ci riguarda, ancora di più, grazie al percorso di rinnovamento intrapreso lo scorso anno e arrivato di recente a completare un passo importante con l’integrazione dell’offerta Lexmark».

Dalla combinazione di due protagonisti storici del settore, è facile aspettarsi grandi cose. Consapevoli di questo, dall’azienda del Connecticut non hanno alcuna intenzione di deludere le attese. L’occasione del recente appuntamento Future of Xerox Production Print lo scorso febbraio si è rivelata utile per trasmettere tutte le garanzie del caso, ai propri partner prima ancora dei clienti finali. Anche per quanto riguarda un profondo ridisegno del proprio modello Go‑to‑Market globale, ma soprattutto per migliorare il servizio.

«Stiamo assistendo a una trasformazione nella stampa di produzione – riflette Torsello -. Ormai, cicli brevi, pressione su tempi e prezzi, margini da gestire e personalizzazione sono indispensabili per assicurare a una stampa quel valore aggiunto necessario a fare la differenza».

Colore e prosperità

Perfetta espressione di questa strategia è il lancio della linea Proficio. Al momento proposta nelle due versioni PX300 e PX500, destinate però a segnare solo l’inizio di una generazione. «Andiamo oltre il semplice concetto di sistema di stampa. Abbiamo pensato a una configurazione utile al cliente per contare su tecnologia, flusso di lavoro, personalizzazione e un livello di supporto globale. Tutto quanto serva a rispettare tempi di consegna ed eliminare i colli di bottiglia».

Obiettivi non a caso inseguiti già dall’ispirazione latina di Proficio al prosperare. Punto di partenza per un ecosistema in grado di automatizzare i processi garantendo qualità costante nel tempo e riducendo gli sprechi. Andando incontro anche alle crescenti difficoltà di poter contare su personale dedicato.

Punto di forza, e auspicato fattore distintivo della nuova serie è l’allargamento nella flessibilità dei colori. La quadricromia di base è infatti solo un punto di partenza. Fermo restando elementi come stabilità e qualità della resa cromatica, il messaggio rilanciato da Xerox è poter contare su una tecnologia dall’elevato livello di versatilità.

Una quinta stazione integrabile nel sistema, infatti, è destinata a un ulteriore elemento cromatico. Da sfruttare sia per una estensione del gamut colore sia per effetti speciali. «Le Xerox Proficio integrano funzionalità Beyond CMYK (oltre la quadricromia), tra cui l’allargamento delle tinte riproducibili attraverso il fluorescente Pink, oltre al trasparente, a copertura totale o parziale con effetto lucido od opaco. In futuro arriveranno anche oro e argento per colori metallici e il bianco».

Una serie di opzioni utili ai più esperti nel settore, potenzialmente però in grado di creare una fase di disorientamento in chi si avvicina per la prima volta a un tale livello di versatilità del toner. Per questo, Xerox ha pensato a un supporto totale, diretto e indiretto. A informazioni, strumenti, tutorial e testimonianze online, è infatti possibile abbinare una formazione più mirata alle proprie esigenze.

«Le condizioni di mercato e le aspettative dei clienti sono cambiate in modi che rendono la differenziazione e l’efficienza più critiche che mai. Le nuove macchine Proficio intendono valorizzare la nostra leadership nell’automazione, nella scienza del colore e nelle tecnologie Beyond CMYK — aiutando i fornitori di stampa ad aumentare i profitti, distinguersi dalla concorrenza ed espandere il proprio business».

Le opzioni del quinto colore non sono naturalmente alternative. Più lavorazioni possono essere eseguite in successione, sostituendo l’unità completa di cartuccia e tamburo di stampa nel giro di una decina di minuti.  «Permette agli stampatori di esprimere il proprio valore e ottenere qualcosa in più, importante per distinguersi e per i relativi margini. Insieme alla formazione mirata, diventa uno strumento importante per capitalizzare al meglio l’investimento».

Come ormai abitudine in casa Xerox, l’intero sistema è corredato del Quality Control Module, con sistema di automazione per la gestione dei fogli, spettrometro integrato e altri controlli in linea, tra cui due analizzatori per la registrazione dei supporti e la densità colore. In caso di scostamento, la produzione viene interrotta, salvo riprendere immediatamente dopo la correzione automatica del problema.

Dall’insieme scaturisce anche un grande patrimonio di dati, indispensabili nell’era dell’Intelligenza Artificiale, e pronti a tradursi in vantaggi. Predict Print Manager è il servizio cloud utile per gestire il supporto. Dall’analisi delle informazioni raccolte, e rese anonime, su scala globale, è possibile ricavare indicazioni preziose a ogni utente, utili in fase di produzione, assistenza tecnica, ma anche per guidare lo sviluppo.

In un mercato della stampa a toner con una tendenza a un certo livellamento, colori ed effetti speciali sono ormai indispensabili, anche per difendersi dall’avanzata dell’inkjet. Il potenziale resta tuttavia ancora alto, con prospettive interessanti negli emergenti mercati di packaging ed etichette, dove la personalizzazione può giocare un ruolo importante, in questo caso supportata dalla versatilità.

Più in generale, per Xerox resta comunque importante presidiare anche altri settori, soprattutto se legati alla storia del proprio marchio. Senza escludere la possibilità di fare un lavoro di squadra. «La nostra roadmap comprende una B3 inkjet da 300 ppm e 1.200×1.200 dpi, una stampante inkjet per etichette da 70 mpm, una continuous feed da 160 mpm. Tutto questo in aggiunta al recente lancio della Xerox IJP900, inkjet a foglio (cut‑sheet) ad alta velocità, utilizzando piattaforme hardware Kyocera integrate con l’ecosistema software e i servizi Xerox».

Mosse importanti anche per fronteggiare il problema forse più grande e trasversale che le aziende, non solo nel mondo della stampa, si trovano davanti. «Inevitabilmente, l’instabilità attuale ha ripercussioni, anche se finora il settore ha dimostrato di saper reagire – conclude Stefano Torsello -. Il nostro compito è una strategia chiara, dove le partnership sono importanti. Unire le forze è indispensabile per gestire nuove esigenze di mercato, contrazioni nei volumi e la necessità di ridurre le spese».

La nuova linea Proficio

La nuova serie di sistemi di stampa toner a colori Xerox Proficio si presenta al momento in due varianti. La prima, PX300, all’insegna dell’agilità, rivolta a piccole tipografie, strutture interne e franchising per un’ampia varietà di lavori a tiratura limitata.

Un modello da 85 ppm, e velocità nominali fino a 400 gsm nella quadricromia. Si affida al software Fiery FS700X per una configurazione più veloce e ottenere la precisione dei colori desiderata. La risoluzione Ultra HD (RIP 1.200×1.200 dpi x 10 bit) coniuga la resa 1.200×1.200 RIP a imaging 2.400×2.400 dpi nel motore. In più, la possibilità di aggiungere una quinta stazione colore in linea per l’estensione del gamut colore e nobilitazioni senza aumentare l’ingombro. Il modulo opzionale di controllo qualità fornisce suggerimenti e regola automaticamente le impostazioni del supporto

Il modello superiore, Proficio PX500, aggiunge invece funzionalità avanzate di imaging, gestione dei supporti e automazione integrata, rivolgendosi a chi cerca una macchina da stampa in grado di migliorare la qualità, accelerare i tempi di consegna e aumentare la redditività.

Produce 100 ppm a velocità nominali fino a 400 gsm nella lavorazione CMYK. Alla configurazione aggiunge lo scanner Full Width Array e il software Xerox PredictPrint Media Manager per automatizzare la configurazione, l’ottimizzazione, la calibrazione e la profilatura.

Durst celebra 90 anni a Fespa 2026

Dal 19 al 22 maggio 2026, Fespa 2026 a Barcellona sarà il palcoscenico scelto da Durst Group per celebrare i suoi 90 anni di innovazione. L’azienda altoatesina si presenterà con una presenza articolata su tre stand, portando una visione industriale che integra hardware, software e automazione in un ecosistema produttivo avanzato.

Non solo celebrazione storica, ma una dichiarazione strategica: il futuro della stampa digitale passa dall’intelligenza produttiva e dall’integrazione dei processi.

Kyveris: la svolta verso la “fabbrica autonoma”

Al centro dell’anteprima Durst c’è Kyveris, piattaforma che rappresenta il passaggio dalla meccanica di precisione a un modello basato su dati e intelligenza artificiale.

Kyveris connette file, macchine, software e dati in un ambiente produttivo intelligente, capace di apprendere e ottimizzare in tempo reale. L’obiettivo è chiaro:

  • riduzione degli scarti
  • aumento dell’efficienza
  • ottimizzazione delle performance industriali

Questa tecnologia si inserisce nella visione della “lights-out factory”, ovvero una produzione sempre più autonoma e automatizzata.

Piattaforma P5: debutti e nuove evoluzioni

A Fespa, Durst presenterà le ultime evoluzioni della piattaforma P5, con diverse novità rilevanti.

Tra le principali innovazioni spicca la P5 500 TEX iSUB, progettata per la stampa tessile di grande formato. Il sistema introduce la sublimazione in linea (iSUB) su superwide format, combinando:

  • stampa water-based
  • fissaggio in linea in un unico passaggio

Il risultato è un workflow semplificato senza necessità di calandra, con benefici concreti in termini di:

  • riduzione dei consumi energetici
  • minore ingombro
  • maggiore efficienza produttiva

Con una luce fino a 5,2 metri e un sistema avanzato di asciugatura, la macchina garantisce qualità costante su larga scala.

Integrazione stampa e taglio: arriva Hasler Cutter MAGNA

Novità assoluta è anche il sistema di taglio Hasler Cutter MAGNA, ora parte dell’ecosistema Durst. Progettato per produzioni industriali 24/7, si integra con i sistemi wide format come la P5 500 TEX iSUB.

Grazie a un piano di taglio fino a 5,1 metri e a opzioni di automazione scalabili, MAGNA consente di unificare stampa e taglio in un unico flusso produttivo, secondo il principio:
“Print + Cut = Production Power”

Automazione industriale: debutta la P5 350 HSi

Spazio anche alla nuova P5 350 HSi con Multiflex 350 Stacker, pensata per ambienti produttivi ad alta intensità. La soluzione combina:

  • velocità di stampa elevata
  • sistemi avanzati di movimentazione automatizzata

L’obiettivo è garantire continuità operativa e massima produttività industriale.

Tecnologia XT: aggiornamento continuo e valore nel tempo

La piattaforma P5 evolve ulteriormente con il concetto XT – Extended Technology. Non si tratta di un semplice upgrade, ma di un modello basato su miglioramento continuo.

Tra i vantaggi:

  • prestazioni sempre aggiornate
  • scalabilità di automazione e software
  • riduzione del rischio di obsolescenza

Un approccio che tutela l’investimento nel lungo periodo e mantiene elevati standard produttivi.

Ecosistema integrato e visione “Production Excellence”

Durst rafforza il proprio posizionamento come fornitore di soluzioni complete, integrando:

  • hardware
  • inchiostri
  • software
  • gestione dei workflow

A Fespa 2026 l’azienda non presenterà solo nuove tecnologie, ma un modello produttivo completo, guidato dal concept “Production Excellence”.

Attese nuove novità top secret

Durante la manifestazione saranno svelate ulteriori innovazioni, tra cui una nuova soluzione di fascia media destinata ad ampliare la gamma P5. Un lancio che conferma Fespa 2026 come evento chiave per il futuro della stampa digitale.

UPM e Felix Schoeller lanciano una soluzione riciclabile per il food

Il settore del packaging alimentare accelera verso soluzioni più sostenibili e conformi alle normative europee. In questo contesto, UPM Specialty Materials e Felix Schoeller hanno sviluppato una nuova soluzione in fibra, personalizzabile e riciclabile, pensata per il packaging flessibile di prodotti alimentari come barrette snack e cioccolato.

Una risposta alle nuove normative europee sul packaging

La collaborazione nasce per rispondere alla crescente domanda di imballaggi sostenibili e alle future richieste introdotte dalla EU Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR). L’obiettivo è offrire ai brand owner una soluzione che unisca elevate prestazioni tecniche e riciclabilità, senza compromettere la sicurezza alimentare.

Tecnologia personalizzabile per diverse esigenze

Il cuore dell’innovazione è la carta da imballaggio UPM Solide Lucent, utilizzata come base per sviluppare rivestimenti barriera modulabili. Questa tecnologia consente di adattare il packaging alle specifiche necessità del prodotto, garantendo protezione contro:

  • ossigeno
  • umidità
  • grassi
  • requisiti di sigillatura e resistenza meccanica

Secondo Andreas Bergmeier, responsabile Innovazione e Vendite Tecniche Packaging di Felix Schoeller, l’approccio parte sempre dalle esigenze del cliente, superando i limiti delle soluzioni standard e offrendo coating su misura.

Prestazioni elevate e ottimizzazione produttiva

La carta UPM Solide Lucent si distingue per:

  • superficie liscia e ad alta densità
  • eccellente stampabilità
  • riduzione del peso dei coating
  • affidabilità nelle linee produttive ad alta velocità

Queste caratteristiche permettono di migliorare l’efficienza produttiva mantenendo elevate performance di protezione.

La collaborazione dimostra come sia possibile sviluppare soluzioni completamente basate su fibre, in grado di soddisfare i futuri standard di sostenibilità senza rinunciare alle prestazioni richieste dal mercato.

La nuova soluzione sarà presentata ufficialmente durante Interpack 2026, in programma a Düsseldorf dal 7 al 13 maggio 2026, presso lo stand UPM.

La riciclabilità del materiale è stata valutata secondo gli standard:

  • CEPI versione 3 (febbraio 2025)
  • protocollo 4evergreen scorecard versione 2.0 (gennaio 2025).