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Assocarta, biometano chiave per industria e energia

Un appello urgente ai leader europei per accelerare la diffusione del biometano come leva strategica per competitività, sicurezza energetica e transizione ecologica. È questo il messaggio lanciato dalle principali industrie europee, tra cui il comparto cartario, con la Dichiarazione UE sul biometano presentata a Bruxelles.

Secondo i firmatari, tra cui Assocarta, il biometano rappresenta una soluzione immediata e scalabile per ridurre le emissioni di CO₂, rafforzare l’indipendenza energetica dell’Europa e sostenere il percorso verso la neutralità climatica.

Il ruolo strategico del biometano per l’industria

“Il biometano è una leva concreta e già disponibile per rafforzare la competitività energetica dell’industria cartaria italiana ed europea”, ha dichiarato Lorenzo Poli a margine dell’incontro.

In un contesto caratterizzato da prezzi energetici elevati e crescente pressione sui costi del carbonio, il settore industriale europeo guarda al biometano come alternativa sostenibile per:

  • ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas
  • mitigare la volatilità dei mercati energetici
  • accelerare la decarbonizzazione nei settori “hard-to-abate”

Attualmente, l’Europa produce circa 22 miliardi di metri cubi (bcm) di biogas e biometano, ma importa ancora circa il 90% del gas naturale, evidenziando la necessità di rafforzare la produzione interna.

Economia circolare e sinergia tra industria e agricoltura

Oltre al contributo energetico, il biometano si conferma pilastro dell’economia circolare europea. Il processo produttivo genera infatti:

  • 25 milioni di tonnellate di digestato all’anno, utilizzabile come fertilizzante naturale
  • 1,17 milioni di tonnellate di CO₂ biogenica, già pari al 14% della domanda europea

Un dato rilevante, soprattutto considerando le difficoltà della produzione di CO₂ da fonti fossili legate alla crisi energetica globale.

Le 10 azioni chiave per accelerare lo sviluppo

La Dichiarazione UE individua una roadmap concreta per lo sviluppo del settore, con priorità strategiche tra cui:

  • Riconoscimento del biometano negli obiettivi climatici europei (target 35 bcm entro il 2030 nel piano REPowerEU)
  • Riduzione delle barriere burocratiche e semplificazione normativa
  • Incentivi e strumenti finanziari per favorire investimenti e contratti di lungo termine
  • Armonizzazione delle politiche nazionali
  • Miglioramento dell’accesso alle infrastrutture e pianificazione integrata delle reti

Italia protagonista nella transizione energetica

Per l’industria cartaria italiana, il biometano è già parte integrante della strategia energetica delineata nel piano industriale di settore, anche grazie agli accordi con il Consorzio Italiano Biometano.

L’iniziativa europea rappresenta dunque un segnale forte: il biometano non è più una tecnologia del futuro, ma una soluzione concreta per sostenere la competitività industriale e la transizione verso un’economia a basse emissioni.

Liyu, investimenti con l’iperammortamento 2026

Confermato l’iperammortamento 2026 fino al 180%: incentivi anche per tecnologie extra EU. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato ufficialmente una novità rilevante per le imprese italiane che stanno pianificando investimenti in innovazione tecnologica.

Incentivi 2026: cosa cambia per le imprese

La misura è già operativa per gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026, includendo anche quelli già pianificati o avviati nei primi mesi dell’anno. Si tratta di un’evoluzione rispetto alle precedenti versioni dell’iperammortamento, che introduce maggiore flessibilità nella scelta delle tecnologie.

Dal punto di vista fiscale, il beneficio consente di:

  • Ridurre il carico tributario complessivo
  • Migliorare il ritorno sugli investimenti (ROI)
  • Accelerare i processi di innovazione industriale

L’eliminazione dei vincoli geografici consente inoltre alle aziende italiane di accedere alle migliori tecnologie disponibili a livello globale, favorendo un approccio più competitivo e orientato alla qualità.

Stampa digitale e innovazione: il ruolo dell’iperammortamento

Nel settore della stampa digitale di grande formato, l’iperammortamento rappresenta una leva strategica per il rinnovamento del parco macchine. Le aziende possono investire in soluzioni più evolute, migliorando:

  • Efficienza produttiva
  • Automazione dei processi
  • Qualità del prodotto finale

In un mercato sempre più competitivo, caratterizzato da richieste di personalizzazione e rapidità, l’accesso a tecnologie avanzate diventa un fattore determinante.

Tecnologie Liyu Italia: soluzioni per la produzione industriale

In questo scenario si inserisce l’offerta tecnologica di Liyu, che propone sistemi per la stampa industriale ad alte prestazioni, destinati ai settori della comunicazione visiva, del signage e della produzione grafica.

Le principali soluzioni includono:

  • Sistemi UV LED flatbed per stampa su supporti rigidi
  • Stampanti ibride UV LED per materiali rigidi e flessibili
  • Tecnologie roll-to-roll per supporti flessibili
  • Sistemi per la stampa tessile
  • Soluzioni di taglio digitale flatbed per il finishing

Tra le novità spicca la Signature Series, una gamma di stampanti ibride industriali progettate per produzioni ad alta intensità. Disponibili nei formati da 2,1 e 3,3 metri, queste piattaforme offrono:

  • Qualità fino a 2400 dpi
  • Velocità fino a 350 m²/h
  • Elevata versatilità applicativa

Queste caratteristiche le rendono particolarmente adatte per aziende che puntano su produttività e qualità elevata.

Il nuovo quadro normativo rende il 2026 un anno particolarmente favorevole per gli investimenti industriali. L’iperammortamento al 180% consente alle imprese di:

  • Anticipare l’adozione di tecnologie avanzate
  • Rafforzare la competitività
  • Ottimizzare i costi fiscali

Per le aziende della stampa digitale e della comunicazione visiva, si tratta di un’occasione concreta per modernizzare la produzione e rispondere alle nuove esigenze del mercato.

Packaging flessibile, nuove sfide normative: Giflex al lavoro su MOCA e PPWR

Il 2026 si conferma un anno cruciale per il settore del packaging flessibile, chiamato ad affrontare una complessa transizione normativa tra sicurezza alimentare e sostenibilità. Le prime scadenze legislative sui materiali a contatto con alimenti (MOCA) e il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR) sono ormai alle porte.

Proprio per fare chiarezza su obblighi e scenari futuri, Giflex ha organizzato il workshop tecnico “Le sfide per la sicurezza e la sostenibilità, tra scienza e tecnica”, tenutosi il 17 marzo a ADI Museum – Compasso d’Oro.

Normativa packaging: un 2026 decisivo

Il settore dovrà confrontarsi con un intreccio normativo senza precedenti. Tra i principali riferimenti:

  • Regolamento (UE) 2024/3190 sul BPA
  • Regolamento (UE) 2025/351 sui materiali plastici MOCA
  • Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR)

L’entrata in vigore e la fine dei periodi transitori imporranno alle aziende nuovi obblighi di conformità, con impatti diretti su processi produttivi e documentazione tecnica.

Il ruolo dei Comitati scientifici Giflex

Protagonisti dell’incontro i coordinatori dei Comitati scientifici dell’associazione, tra cui Andrea Cassinari, Rosi Barrale e Laura Maurizio.

“I Comitati rappresentano un organo propositivo e sviluppano documenti di riferimento per tutta la filiera”, ha spiegato Cassinari, sottolineando l’importanza di un approccio basato su rigore scientifico per evitare interpretazioni errate e fenomeni di greenwashing.

L’obiettivo è chiaro: costruire una cultura del packaging fondata su dati, metodi e collaborazione tra industria e istituzioni.

Collaborazione di filiera contro l’incertezza normativa

L’accelerazione legislativa rischia di generare criticità operative per le imprese. Secondo Barrale, è necessario rafforzare modelli collaborativi:

“La complessità normativa non può essere affrontata singolarmente dalle aziende. Serve un approccio condiviso per trasformare la sicurezza in un driver strategico e competitivo”.

In questo scenario, la partecipazione alle attività associative diventa un elemento chiave per affrontare i vuoti metodologici ancora presenti.

PPWR: scadenze e impatti per il settore

Tra i passaggi più rilevanti evidenziati durante il workshop:

  • 12 agosto 2026: applicazione del regolamento PPWR
  • Restrizioni sull’uso dei PFAS negli imballaggi alimentari
  • Avvio degli atti delegati su riciclabilità, riciclo e contenuto riciclato
  • 2035: tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili su larga scala

Maurizio ha evidenziato come la responsabilità della conformità ricada sull’operatore economico, ma con obblighi rafforzati di condivisione delle informazioni lungo tutta la filiera.

Attesa per linee guida UE

Restano ancora aperti diversi aspetti applicativi del regolamento. Il settore attende infatti chiarimenti ufficiali da parte della Commissione europea, attraverso linee guida e Q&A indispensabili per l’implementazione operativa delle norme.

A chiusura dei lavori, il presidente Alberto Palaveri ha ribadito la necessità di un approccio pragmatico:

“In un momento di grande cambiamento è fondamentale mantenere un approccio costruttivo e non ideologico. Servono scienza e metodi per accompagnare la transizione verso un packaging sicuro e sostenibile”.

Packaging e filiera: focus su innovazione e economia circolare

L’evento si è concluso con la visita alla mostra “La filiera del Packaging”, promossa da ADI Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con UCIMA.

L’esposizione ha offerto una panoramica sull’evoluzione del settore, tra innovazione tecnologica, economia circolare e nuovi modelli industriali.

HP Academy: IA, sostenibilità e mercato al centro della sfida per la stampa industriale

HP Academy torna protagonista a Milano con un evento dedicato al mondo della stampa industriale, tra innovazione tecnologica, sostenibilità e nuove strategie di mercato. Al centro dell’incontro, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, le sfide economiche del settore e il lancio della nuova edizione di Challenge Your Agency 5.0.

HP Academy: formazione e networking per la stampa di produzione

Ancora una volta, HP Academy si conferma un punto di riferimento per professionisti e aziende della stampa. L’evento milanese del 19 marzo ha registrato un’ampia partecipazione, segno di quanto siano centrali oggi momenti di confronto, aggiornamento e condivisione di competenze.

Un pomeriggio ricco di contenuti, pensato per affrontare le principali trasformazioni della stampa di produzione, a partire dal tema più discusso del momento: l’intelligenza artificiale.

Intelligenza artificiale: opportunità e rischi per il printing

Secondo quanto emerso durante l’evento, l’IA viene spesso associata esclusivamente a ChatGPT, ma rappresenta in realtà un ecosistema molto più ampio e articolato.

I dati del Politecnico di Milano indicano che oggi esistono circa 3 miliardi di dispositivi dotati di moduli di intelligenza artificiale. L’utilizzo principale resta quello legato alle risposte a domande (52%), seguito dal supporto operativo (35%).

Tuttavia, emerge un dato critico: il 51% degli utenti si fida ciecamente delle risposte dell’IA, una percentuale superiore a quella riservata a amici, familiari o recensioni online.

Nel settore della stampa, l’IA è già una risorsa concreta. Ma, come sottolineato durante HP Academy, il vero salto di qualità si ottiene passando da un uso “base” a un approccio più evoluto:

  • integrazione di sistemi agentici
  • utilizzo di assistenti intelligenti personalizzati
  • alimentazione dei modelli con dati aziendali

Attenzione però alla gestione dei dati: l’uso di piattaforme aperte può comportare rischi di condivisione, rendendo fondamentale una strategia consapevole tra cloud e soluzioni locali.

Sostenibilità nella stampa: un investimento che conviene

Altro pilastro dell’evento è stato il tema della sostenibilità, sempre più strategico per il settore.

HP ha evidenziato un approccio che parte già dalla progettazione dei prodotti, considerando:

  • materiali utilizzati
  • durata delle apparecchiature
  • efficienza energetica

Tra le innovazioni più rilevanti:

  • inchiostri più concentrati per le serie HP Indigo 4 e HP Indigo 5
  • incremento della produttività fino al +15%
  • packaging riciclabile e contenitori più capienti

Grande attenzione anche alla fase post-utilizzo, con programmi di riuso, rigenerazione e donazione delle apparecchiature.

Challenge Your Agency 5.0: al via la nuova edizione

Tra i momenti più attesi di HP Academy, il lancio di Challenge Your Agency 5.0, iniziativa rivolta a stampatori e creativi.

La sfida prevede lo sviluppo di un progetto completo — dall’idea alla stampa — in collaborazione con brand e agenzie, sfruttando le tecnologie HP, in particolare la piattaforma Indigo.

Un’occasione concreta per:

  • sperimentare nuovi approcci creativi
  • testare soluzioni innovative
  • confrontarsi con il mercato.

HP Academy conferma dunque il suo ruolo strategico nel supportare il settore della stampa industriale in una fase di trasformazione profonda. Tra intelligenza artificiale, sostenibilità e nuove dinamiche di mercato, emerge con chiarezza una direzione: innovare è necessario, ma farlo in modo consapevole è ciò che farà la differenza.

TAGA Day 2026: gli spot color guidano l’innovazione nella stampa tecnica

Oltre 100 partecipanti, record di iscrizioni e un format sempre più pratico: il TAGA Day 2026 conferma il ruolo centrale della gestione del colore nella filiera grafica italiana.

Il colore come linguaggio tecnico condiviso e leva strategica per l’industria della stampa. È questo il messaggio emerso dal TAGA Day 2026, l’evento organizzato da TAGA Italia che quest’anno ha acceso i riflettori sugli spot color, tra standard, misurazione e applicazioni concrete.

Svoltosi il 18 marzo presso l’ITS Angelo Rizzoli di Milano, l’appuntamento ha registrato un sold out in meno di 72 ore, con oltre 100 partecipanti, circa 50 aziende rappresentate e più di 60 professionisti in lista d’attesa. Numeri che segnano un punto di svolta per l’evento e che porteranno, per la prima volta, a una seconda data nel 2026.

Spot color: dalla definizione alla produzione

Il tema “Un linguaggio di colore” ha guidato una giornata strutturata per coprire l’intero ciclo produttivo: dalla definizione del colore speciale fino alla sua misurazione e controllo in stampa.

Ad aprire i lavori è stato il presidente Raffaele Angelillo, che ha sottolineato la maturità raggiunta dall’evento e il valore di un approccio sempre più esperienziale. A seguire, Alessandro Mambretti ha evidenziato la crescita dell’associazione e gli investimenti su struttura e comunicazione.

Sul piano tecnico, tra i contributi più rilevanti:

  • Carlo Carnelli ha illustrato l’evoluzione degli standard internazionali e i lavori ISO, con focus sulla definizione digitale univoca del colore;
  • David Serenelli ha approfondito i riferimenti nella riproduzione degli spot color, evidenziando l’importanza del master reference;
  • Angelo Meroni ha presentato l’aggiornamento del documento tecnico TAGA.DOC.16;
  • Piero Pozzi ha illustrato il TAGA.DOC.21 dedicato a definizione e misurazione degli spot color.

Workshop applicativi: il colore diventa misurabile

Uno degli elementi chiave dell’edizione 2026 è stata la forte integrazione tra teoria e pratica, con quattro workshop tecnici focalizzati su aspetti operativi:

  • analisi delle guide colore e stabilità cromatica;
  • misurazione spettrofotometrica e confronto con riferimenti digitali;
  • calibrazione tramite SCTV e controllo del dot gain;
  • sistemi di misura automatici e integrati in macchina.

Tra i protagonisti della sessione laboratoriale anche Luca Mauri, Stefano D’Andrea, Luca Morandi e Marco Marzulli.

L’approccio hands-on ha permesso ai partecipanti di tradurre concetti complessi – come Delta E 2000, metamerismo e dependent standard – in strumenti concreti per il controllo qualità in produzione.

Un evento sempre più centrale

Il TAGA Day si conferma così un punto di riferimento per i professionisti della comunicazione stampata, grazie alla capacità di unire:

  • aggiornamento normativo e standard internazionali
  • confronto tra aziende e tecnici
  • applicazione pratica delle tecnologie

Durante la giornata sono stati inoltre assegnati i riconoscimenti “Chef TAGA” a Alessandro Mambretti, Angelo Meroni e Manuel Trevisan per il contributo all’attività associativa.

Fondamentale anche il supporto dei partner industriali, tra cui Konica Minolta, Koenig & Bauer e Sun Chemical, a conferma della forte connessione tra ricerca tecnica e industria.

Il successo dell’edizione 2026 apre ora a un ampliamento del format, con una seconda data in arrivo che punta a coinvolgere un pubblico ancora più ampio.

Konica Minolta al centro della trasformazione digitale nell’high-speed inkjet

Il mercato della stampa professionale sta vivendo una nuova fase di trasformazione, con l’adozione crescente di tecnologie digitali ad alta velocità. Secondo il report IDC MarketScape Worldwide High-Speed Inkjet 2025, il segmento high-speed inkjet rappresenta oggi una delle aree più promettenti per il printing professionale.

L’evoluzione delle teste di stampa, degli inchiostri e delle tecnologie di asciugatura ha permesso un incremento significativo delle velocità operative, migliorando al contempo la qualità delle immagini e ottimizzando i costi di produzione. IDC segnala come molti stampatori professionali stiano progressivamente spostando volumi dalla stampa offset verso soluzioni inkjet ad alta produttività, trainati dall’aumento dei costi di materiali come carta e alluminio e dalla crescente pressione sui costi del lavoro.

Secondo il Production and Large Printing Survey 2025 di IDC, circa il 40% degli stampatori ha incontrato difficoltà legate alla disponibilità della forza lavoro. Le tecnologie digitali, più semplici da gestire e con maggiori livelli di automazione, consentono oggi di ridurre il numero di operatori necessari, aumentando efficienza e produttività.

Il report IDC MarketScape valuta i vendor globali di sistemi high-speed inkjet attraverso criteri quantitativi e qualitativi. In questa analisi, Konica Minolta è stata riconosciuta come Leader. IDC sottolinea che le soluzioni dell’azienda offrono elevata qualità dell’immagine, ampia versatilità su supporti offset e speciali, e una solida piattaforma per produzioni commerciali, packaging e applicazioni speciali, sia su tirature brevi che medie.

Toshitaka Uemura, Head of IP Business di Konica Minolta Business Solutions Europe, ha dichiarato: “Siamo onorati di essere riconosciuti come leader nel segmento high-speed inkjet. Dal lancio nel 2016 della serie AccurioJet, con oltre 400 installazioni globali, continuiamo a investire in innovazione, migliorando performance e affidabilità. Il recente AccurioJet 30000 e lo sviluppo della prossima generazione AccurioJet 60000 confermano la nostra visione a lungo termine.”

La serie AccurioJet, lanciata nel 2016, ha dimostrato nel tempo prestazioni elevate e affidabili, mentre il nuovo AccurioJet 30000, già installato in Italia, rappresenta un esempio della capacità di Konica Minolta di coniugare produttività, qualità e stabilità operativa.

Manroland Sheetfed entra in insolvenza protettiva

Manroland Sheetfed ha avviato una procedura di insolvenza sotto forma di “Schutzschirmverfahren”, (scudo protettivo) con il supporto finanziario della sua società madre, Langley Holdings. La mossa segue un anno di perdite crescenti: nel 2025 Langley Holdings ha dichiarato perdite per Manroland Sheetfed pari a 43,2 milioni di euro, registrando tuttavia a livello di gruppo un utile ante imposte di 152,3 milioni di euro.

Il processo consente all’azienda di ristrutturarsi mantenendo il controllo gestionale interno, senza l’intervento di un amministratore giudiziario. Secondo la direzione, “è necessaria una grande riorientazione strutturale per riportare Manroland Sheetfed alla redditività, seppur su scala ridotta”.

Il CEO Mirko Kern ha sottolineato: “Purtroppo molti posti di lavoro saranno persi, ma invitiamo il consiglio dei lavoratori e i sindacati a collaborare con le misure necessarie per salvaguardare la sostenibilità del business e preservare le posizioni rimanenti.”

Gli esperti del settore osservano che la ristrutturazione sarà complessa: “Manroland Sheetfed ha un core business ancora valido, ma sono necessarie misure drastiche e radicali per avere possibilità di successo”, ha dichiarato Arndt Geiwitz, specialista di ristrutturazioni che sta seguendo l’azienda.

Negli ultimi anni Manroland Sheetfed ha registrato un calo marcato delle vendite. Tra le cause principali c’è il rallentamento del mercato globale delle macchine da stampa, con effetti particolarmente forti in Cina, che storicamente contribuiva a circa il 40% delle nuove commesse. Questa riduzione della domanda ha pesantemente influenzato sia i volumi di produzione sia la redditività complessiva dell’azienda.

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FTA Europe Diamond Awards 2026: appuntamento a Barcellona il 29 ottobre

Si terranno il prossimo 29 ottobre 2026 a Barcellona gli FTA Europe Diamond Awards 2026, iniziativa dedicata al settore della stampa flessografica a livello europeo.

L’evento, con cadenza biennale, rappresenta un momento di incontro per operatori della filiera del packaging, aziende e fornitori tecnologici.

Una selezione basata sull’eccellenza

Il processo di selezione dei premi prevede che i vincitori Gold delle competizioni nazionali accedano alla fase europea, dove vengono valutati per l’assegnazione dei Diamond Awards.

Questo sistema consente di portare in finale solo i migliori esempi di stampa, valorizzando competenze tecniche, qualità produttiva e innovazione applicata al packaging.

Un evento di riferimento per la flessografia

L’edizione 2026 si preannuncia come un momento di incontro per l’intero comparto, in una delle principali capitali europee del design e della creatività.

La manifestazione offrirà:

  • occasioni di networking tra operatori e decisori del settore

  • visibilità ai progetti tecnici più rilevanti

  • riconoscimento delle realtà che contribuiscono allo sviluppo della filiera

  • una panoramica sulle innovazioni che stanno trasformando il packaging

Gli FTA Europe Diamond Awards 2026 si confermano così un appuntamento di riferimento per aziende, stampatori e fornitori coinvolti nella stampa flessografica.

Opportunità per le aziende

L’evento rappresenta anche una piattaforma strategica per le aziende interessate a rafforzare la propria presenza nel mercato europeo.

Le opportunità di sponsorizzazione permettono di:

  • aumentare la visibilità del brand

  • entrare in contatto diretto con i principali attori del settore

  • associare la propria immagine a qualità e innovazione

  • ottenere visibilità nelle diverse fasi dell’evento.

Ai Prinect & Digital Days Heidelberg, integrazione e versatilità sono di casa

Ancora una volta interesse e partecipazione segnano i due giorni Heidelberg dei Prinect & Digital Days. Al centro dell’attenzione, il recente accordo con HP.

Più ancora di toccare con mano le novità nel mondo della stampa digitale, appuntamenti come l’ormai tradizionale Prinect & Digital Days di Heidelberg sono occasione sempre valida per affrontare e confrontarsi su un argomento molto attuale, l’integrazione di più tecnologie e la gestione del relativo flusso di lavoro.

«Sono eventi rivolti soprattutto a clienti interessati a un acquisto – spiega Rinaldo Mattera, digital business manager di Heidelberg Italia -. Accogliamo rappresentanti di aziende, in genere i titolari, che non hanno ancora queste attrezzature e vogliono scoprirle, o altri intenzionati a rinnovare il parco macchine».

Perché, nella circostanza l’attenzione è sicuramente rivolta alle soluzioni dell’azienda tedesca per il piccolo formato, ma non solo. Mostrando ancora una volta la lungimiranza che la contraddistingue, dove il proprio focus non arriva, la strada è quella degli accordi di distribuzione e integrazione.

Al fianco delle Versafire VL & VP per il formato su foglio 50×70 cm, frutto ormai consolidato della collaborazione con Ricoh, si conferma anche quella con Fujifilm, nella circostanza per le Revoria Press SC285 e PC1120. Con in più una novità interessante.

Nell’area espositiva debuttano infatti anche i primi risultati di una nuova alleanza, l’HP Designjet Z9 e soprattutto la Latex 530. «Cerchiamo collaborazioni sulla base di complementarità con la nostra offerta – sottolinea Mattera -. I clienti a volte ci chiedono prodotti con caratteristiche tali che non avrebbe senso introdurli in gamma, quando invece possiamo contare su soluzioni valide grazie ad accordi mirati».

Contando su una solida credibilità costruita negli anni, Heidelberg non ha paura nell’affidarsi a partner selezionati per coprire aree nelle quali investire non è considerato strategico, preferendo quindi concentrarsi sulle competenze storiche e garantendo un’offerta così totale.

Mettendo in più a disposizione la propria esperienza in materia di integrazione, indispensabile per gestire organizzazioni sempre più complesse e variegate, con tempi di produzione ristretti. «L’interesse è sicuramente elevato anche per tutta la parte software, sia quello operativo sia per gestire un intero processo – sottolinea Roberto Pampuri, product manager & team leader Prinect di Heidelberg -. Da anni ormai, raccogliamo dati dalla produzione dei nostri macchinari e possiamo contare su un database decennale di produzioni con diverse vesti grafiche».

Aspetto fondamentale non solo per ottimizzare e personalizzare la produzione, ma anche al servizio di un tema quanto mai attuale e ormai imprescindibile. Grazie all’intelligenza Artificiale, Heidelberg è in grado di offrire un Customer Portal personalizzabile all’interno dell’app Print Shop Analytics, con statistiche di produzione, produttività in termini di tempo e supporti utilizzati, analisi di qualità con scarti e calcolo di un indice complessivo.

«Una serie di widget permette di disegnare l’app su misura, in cerca delle informazioni desiderate – ribadisce Pampuri -. Senza naturalmente dimenticare l’importanza del dato fisso con i parametri istantanei di ogni macchinario collegabile a Prinect. Compresi i sistemi di post stampa».

Più informazioni, precise e affidabili, significa anche poter contare su uno strumento aggiuntivo per affrontare una delle sfide ormai attuali e al momento destinate a durare a lungo. «Piaccia o no, ormai l’incertezza è un aspetto chiave, e non solo nel nostro settore – conclude Rinaldo Mattera -. Dove si può investire i benefici in termini di prestazioni e produttività che possiamo offrire sono reali, così come la riduzione degli sprechi».