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Inkjet, guida tecnica alle teste di stampa

Nel contesto della stampa digitale inkjet da produzione industriale, conoscere le specifiche tecniche è cruciale. Anche se spesso l’acquisto di una macchina non permette la scelta discrezionale della testa, saper interpretare le caratteristiche del componente montato aiuta a prevedere le performance e i limiti del sistema.

Le teste di stampa inkjet sono di fatto il cuore “sgocciolante” dei sistemi di stampa inkjet e su di loro grava tutto ciò che guida la produzione, la qualità, l’affidabilità. Esistono da diverso tempo diversi produttori di teste di stampa che con le loro scelte costruttive sono in grado di soddisfare in modo ottimo alcune formulazioni d’inchiostro e altre in modo buono. Quando si sta scegliendo una macchina completa le teste sono integrate e ottimizzate per quel processo di stampa, quando l’interesse è per inserimenti ibridi conoscere alcuni dati tecnici è fondamentale per comprendere quali inchiostri e quale produttività si potrà raggiungere.

L’esempio più evidente sono le teste Kodak le uniche in grado di raggiungere la frequenza di 400KHz garantendo così una velocità di produzione e costanza di emissione unica, dato che è un sistema Continuos Inkjet, ideale per l’integrazione sulle macchine da stampa offset e per applicazioni industriali produttive. Questo tipo di testa, unica nel suo genere, ha la possibilità di essere manutenuta con interventi periodici ed ha una vita produttiva molto lunga. Tuttavia, proprio la sua caratteristica di emissione delle gocce la rende molto limitata nel tipo d’inchiostro che può essere utilizzato e di conseguenza i campi di applicazione.

La tecnologia dominante del Drop on Demand (DoD)

Come noto ai nostri lettori, la tecnologia DoD (Drop on Demand) è la più diffusa, spaziando dal plotter grande formato alla stampa su foglio e a bobina. La goccia viene espulsa solo quando richiesto dalla rasterizzazione del file di stampa e i metodi di espulsione sono due: Tecnologia Termica (Thermal Inkjet – TIJ) utilizzata ampiamente per la sua precisione e costo contenuto (es. Canon, HP) e la Tecnologia Piezoelettrica (Piezo Inkjet – PIJ) leader nelle applicazioni industriali grazie alla compatibilità con una vasta gamma di chimiche d’inchiostro (UV, Solvente, Base Acqua). Ogni testa di stampa ha delle caratteristiche costruttive dei layer che compongo la piastra dove ci sono gli ugelli, i materiali che compongono la camera di espulsione, gli attuatori, le modalità di ingresso e di espulsione dell’inchiostro che determinano la compatibilità con le chimiche degli inchiostri e le attese di produttività e qualità che determinano quale teste lavoreranno meglio di altre.

Il risultato visivo di queste combinazioni sono delle micro gocce espulse che cadono su un supporto e fino alla loro completa asciugatura devono mantenere una forma definita.

Dimensioni e gestione della goccia

Gli ugelli (nozzles) operano su scala microscopica, emettendo gocce con volumi che variano da 1 picolitro (pl) a 30 pl. La dimensione della goccia definisce la risoluzione e la distanza di visione ottimale, la frequenza e la configurazione meccanica definisce la velocità di stampa.

In merito alla risoluzione ottenibile mentre con il sistema single pass questa è predefinita e fissa (solo in alcuni casi può aumentare abbassando la velocità e solo in una direzione) mentre con il sistema Scanning (Multi-pass) è possibile modulare diversi passi per realizzare una linea di stampa ed avere così maggiore dettaglio e una migliore riproduzione delle sfumature, riducendo però la produttività.

Manutenzione, affidabilità e troubleshooting

Gli ultimi sviluppi delle teste di stampa stanno lavorando molto sulla affidabilità perché è da questa che abbiamo un effettivo uptime di macchina e un costante e ripetibile qualità. Gli sforzi si concentrano sulla eliminazione delle bolle d’aria che impediscono la trasmissione della pressione, bloccando l’ugello (nozzle out), la generazione di satelliti e microspray dovute a danneggiamento delle membrane e usura degli ugelli, che generano imprecisioni e polverizzazione sulla stampa ed il deposito di ink sulla piastra ugelli, che determina errori nella uscita delle gocce stesse. Per questo motivo nelle macchine da stampa inkjet industriali si tende ad adottare teste con ricircolo automatico e costante dell’inchiostro e degli efficaci sistemi di raffreddamento a liquidi per mantenere costante la viscosità degli inchiostri.

Nella tabella 2 potete leggere una mappa delle filosofie costruttive. Le MEMS sono costruite come chip di silicio e hanno una precisione micrometrica e altissima risoluzione, ma sono più delicate meccanicamente. Le Bulk Piezo usano ceramiche e metalli lavorati per essere estremamente durevoli e resistenti agli urti accidentali col supporto.

La “Waveform” questa sconosciuta

Le teste di stampa inkjet devono buona parte della propria prestazione dall’elettronica che la pilota e genera una “Waveform” che è il segnale elettrico che dice al cristallo piezo come muoversi. L’intervento sua questo elemento è un’operazione specialistica e viene fatto su specifiche richieste di velocità in base al tipo di inchiostro che si utilizza. Ad esempio, se vogliamo stampare a 600 dpi e 150 m/min (~98,4 pollici/sec) = 59 kHz (pixel/sec), il che significa che un pixel si verifica ogni (1000/59) = 17 micro/secondi. Questo significa che qualsiasi forma d’onda necessaria per stampare a quella velocità deve terminare rapidamente ed essere pronta per ricevere l’istruzione successiva e se devo creare più di una dimensione di goccia (multi-drop) significa che questa frequenza è limitata a testine di stampa molto veloci e gocce piccole. In campo tessile si interviene spesso sulla waveform per ottimizzare la qualità in produzione e lo stesso viene fatto sulle teste montate su macchine ibride.

Chimica dell’inchiostro e tecnologia della testa

La regola d’oro nell’inkjet è che non tutte le teste possono emettere tutti gli inchiostri. La compatibilità è determinata da due fattori critici:

1.              Viscosità e Reologia: L’inchiostro deve fluire correttamente attraverso micro-canali senza intasarsi (vedasi articolo su inchiostri)

2.              Resistenza Chimica: I solventi o i monomeri dell’inchiostro non devono corrodere le colle, le guarnizioni (manifold) o la piastra degli ugelli della testa.

Inchiostri a base acqua (aqueous)

Questi inchiostri usano l’acqua come veicolo principale.

La sfida tecnica: l’acqua evapora lentamente e ha una tensione superficiale alta.

Compatibilità teste:

•               Thermal (TIJ): è il regno di HP e Canon. L’acqua bolle facilmente, rendendo il principio termico (creazione della bolla di vapore) estremamente efficiente.

•               Piezo (Epson, Kyocera): Funzionano benissimo. Le teste Kyocera KJ4B sono lo standard industriale per la stampa single-pass su carta e tessuto con inchiostri base acqua.

•               Ricoh/Konica: Hanno versioni specifiche (spesso con canali in acciaio inossidabile) per evitare la corrosione dovuta all’acqua nel lungo periodo.

Inchiostri solvente ed eco-solvente

Dominano il mercato della visual communication (cartellonistica, car wrapping). Il solvente “aggredisce” la plastica (PVC), penetrandola e fissando il pigmento.

La sfida tecnica: I solventi sono aggressivi chimicamente (possono sciogliere le colle delle teste non preparate) e asciugano per evaporazione (rischio di intasamento ugelli se la testa è ferma).

Compatibilità teste:

•               Piezo (Epson): Le teste serie DX e le nuove i3200-E1 sono le regine dell’Eco-Solvente.

•               Piezo Industriali (Ricoh, Konica, Seiko): Molto usate nelle macchine grandissimo formato (3.2 o 5 metri) che usano solventi più aggressivi (“mild-solvent”).

•               Thermal: Non compatibile. Il riscaldamento della resistenza potrebbe infiammare i solventi volatili o farli evaporare troppo presto (clogging istantaneo).

Inchiostri UV Curable (e UV-LED)

L’inchiostro rimane liquido finché non viene colpito da una forte luce UV, che innesca la polimerizzazione immediata. Si trasforma in uno strato plastico sopra il supporto.

La sfida tecnica: Questi inchiostri sono molto viscosi (più densi dell’acqua o del solvente). Per essere “sparati”, la testa di stampa deve essere riscaldata internamente per fluidificare l’inchiostro appena prima del getto.

Compatibilità teste:

•               Piezo Riscaldate (Ricoh Gen5/6, Konica 1024i, Toshiba Tec, Kyocera KJ4A): Queste teste hanno circuiti di riscaldamento integrati per portare l’inchiostro a circa 40-45°C. Sono costruite in materiali robusti (acciaio/ceramica) per resistere ai monomeri aggressivi.

•               Thermal: Assolutamente vietato. Il calore generato per creare la bolla farebbe polimerizzare (indurire) l’inchiostro dentro la testa, distruggendola all’istante.

Inchiostri Latex (o Resin)

Resi popolari da HP sono inchiostri a base acqua che contengono particelle di lattice/resina che fondono col calore esterno.

penetrandola e fissando il pigmento.

La sfida tecnica: Richiedono molta energia (calore) sul supporto per asciugare l’acqua e polimerizzare la resina.

Compatibilità teste:

•               Thermal (HP): Le teste HP per Latex sono dei consumabili (si cambiano spesso) proprio perché lo stress termico è alto e la chimica complessa.

•               Piezo (Ricoh/Epson): Recentemente sono nati inchiostri “Resin” compatibili con teste Piezo (es. le macchine Epson serie R o le nuove Ricoh Pro L). Le teste Piezo per Latex devono essere molto robuste per gestire i coagulanti presenti nell’inchiostro.

Dove si concentra la ricerca

Il “Santo Graal” attuale è l’uso dell’inchiostro base acqua nel packaging flessibile (plastica alimentare), per motivi ecologici. Questo sta spingendo i produttori di teste Piezo (come Kyocera e Fujifilm) a creare nuove versioni ultraresistenti e con ricircolo, capaci di emettere inchiostri base acqua con resine speciali su plastica, sfidando il dominio del solvente e dell’UV.

Konica Minolta Italia certificata Top Employer 2026

Konica Minolta Business Solutions Italia ottiene per il sesto anno consecutivo la certificazione Top Employer Italia 2026, riconoscimento rilasciato dal Top Employers Institute alle aziende che si distinguono per l’eccellenza nelle strategie di gestione delle risorse umane.

La certificazione conferma la capacità dell’azienda di creare un ambiente di lavoro altamente performante, fondato su strategie HR data-driven, validazione indipendente e un’attenzione costante allo sviluppo delle persone, elementi sempre più centrali anche per la competitività nel settore della stampa professionale e industriale.

Un riconoscimento internazionale basato sulle best practice HR

Il Top Employers Institute, attivo in 131 Paesi, è l’autorità globale di riferimento per la certificazione e il benchmarking in ambito HR. La valutazione avviene attraverso l’HR Best Practices Survey, che analizza sei aree chiave: People Strategy, Work Environment, Talent Acquisition, Learning, Diversity, Equity & Inclusion e Wellbeing.

Secondo Adrian Seligman, CEO di Top Employers Institute, il riconoscimento ottenuto da Konica Minolta Italia dimostra “l’integrazione efficace tra strategia HR e obiettivi organizzativi, unita a un impegno concreto nel miglioramento continuo”, evidenziando il valore trasformativo delle pratiche adottate dall’azienda.

Persone e performance: un asset strategico per la trasformazione digitale

Per Alberto Steffenini, amministratore delegato di Konica Minolta Italia, la certificazione rappresenta una conferma di un percorso costruito nel tempo:

“È il risultato di un lavoro condiviso, progetto dopo progetto, con l’obiettivo di creare un contesto stimolante, inclusivo e orientato alla crescita”.

Un impegno rafforzato anche dai risultati dell’engagement survey annuale, che ha registrato livelli di partecipazione e soddisfazione particolarmente elevati, a dimostrazione di un forte allineamento tra persone, cultura aziendale e strategia di business.

HR, innovazione e stampa: un binomio vincente

Nel settore della grafica, della stampa digitale e industriale, l’evoluzione tecnologica richiede competenze sempre più avanzate e un approccio organizzativo capace di sostenere il cambiamento. La certificazione Top Employer Italia 2026 rafforza il posizionamento di Konica Minolta come partner tecnologico e industriale capace di coniugare innovazione, sostenibilità e valorizzazione del capitale umano.

Un percorso coerente con il riconoscimento ottenuto da IDC, che identifica Konica Minolta come protagonista globale nella trasformazione della stampa, e con l’inclusione tra i Top 100 Global Innovators 2024 di Clarivate e tra le 100 aziende più sostenibili al mondo secondo EcoVadis.

Employer branding e competitività nel mercato della stampa

Oltre al valore interno, la certificazione Top Employer rappresenta uno strumento strategico per il rafforzamento dell’employer branding, la chiarezza del posizionamento aziendale e la capacità di attrarre talenti in un mercato sempre più competitivo, anche per il comparto grafico e industriale.

Le aziende certificate accedono inoltre a un network globale di Top Employers, favorendo la condivisione di best practice e modelli organizzativi evoluti, con impatti concreti su produttività, innovazione e qualità del lavoro.

Recycle-ready packaging: l’offerta di soluzioni monomateriale di Bobst

Con l’avvicinarsi delle scadenze del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), il tema del recycle-ready packaging diventa sempre più centrale per converter e brand owner. Tra le proposte che stanno emergendo nel settore del packaging flessibile c’è oneBARRIER, la famiglia di soluzioni sviluppata da Bobst per rispondere alle nuove esigenze di riciclabilità senza compromettere le prestazioni di barriera.

Presentato inizialmente come concept alla fiera K 2019 e portato su scala industriale a K 2022, oneBARRIER nasce con l’obiettivo di offrire alternative monomateriale ai tradizionali accoppiati multimateriale, notoriamente difficili da riciclare. La proposta si articola oggi in due principali soluzioni: PrimeCycle, basata su polietilene monomateriale, e FibreCycle, soluzione 100% carta, entrambe progettate per essere compatibili con i requisiti normativi europei.

Secondo quanto riportato da Bobst, il focus attuale non è solo sull’ultra-high barrier, ma su una gamma più ampia di livelli di barriera, in grado di adattarsi alle reali esigenze applicative dei diversi prodotti. Non tutti gli alimenti, infatti, richiedono una protezione massima, e in alcuni casi una barriera medio-alta consente anche una semplificazione dei processi produttivi.

La strategia dell’azienda punta quindi ad ampliare la famiglia oneBARRIER, lavorando su nuovi substrati, chimiche e applicazioni, con possibili sviluppi futuri anche in altri segmenti del packaging. In parallelo, il dibattito nel settore si sta estendendo anche a temi come la compostabilità, soprattutto nei Paesi in cui le infrastrutture di riciclo sono ancora limitate.

Per il mercato europeo, il recycle-ready si conferma così non solo come una direzione tecnologica, ma come un passaggio obbligato in vista delle nuove regole comunitarie.

Un anno da ricordare, perfetta rampa di lancio per il 2026 di Heidelberg

Dopo aver raccolto i frutti di un grande impegno nel 2025 e aver consolidato una perfetta sintonia con i principi di Industria 5.0, Heidelberg Italia si prepara a un nuovo anno all’insegna dell’eccellenza e della determinazione.

Dopo qualche tempo di attesa più del previsto, nel corso del 2025 alla fine anche Industria 5.0 è diventata operativa, intesa come opportunità concreta per le aziende di accedere a contributi pubblici rivolti all’innovazione. Una situazione favorevole per chi ha saputo farsi trovare pronto, con un’offerta allineata a specifiche molto esigenti. Ancora di più, per chi ha trovato nei provvedimenti un allineamento con le proprie strategie da tempo, portando così a un anno da archiviare con soddisfazione.

«Per quanto ci riguarda, parliamo di un 2025 sicuramente da ricordare – commenta Mauro Antonini, sales & marketing director, vice president of the board di Heidelberg Italia –. Abbiamo intercettato da subito la possibilità di sfruttare gli incentivi al servizio dei nostri clienti e siamo potuti partire senza perdere tempo. Ci ha dato sicuramente qualche vantaggio, soprattutto nei primi mesi».

In attesa dei risultati definitivi in previsione della chiusura dell’anno fiscale a fine marzo, per l’azienda tedesca Industria 5.0 si è sicuramente trasformata in un ottimo volano per le vendite, per un fatturato riferito ai macchinari al momento stimato di tre volte superiore all’anno precedente.

Altrettanto importante però, non è l’unica ragione dell’importante traguardo. Alla base c’è un lungo lavoro di rapporti con i clienti per seguirli e tenerli  aggiornati sulle nuove tecnologie e i relativi vantaggi, oltre ad assisterli per inquadrare con precisione la soluzione adatta alle singole esigenze.

«Aspetti come la riduzione del 40% nel consumo di energia nei forni presentata a drupa 2024, ci hanno sicuramente fatto gioco – prosegue Antonini –. Ha ridotto la necessità di preparare certificazioni e documenti in linea con il provvedimento, perché di fatto li avevamo già pronti. Se pensiamo come l’80% dei consumi di una macchina in media siano proprio riconducibili al forno, è facile caprine i vantaggi».

Più in generale, al bilancio positivo hanno contribuito tutti i settori. Dalle grandi macchine destinate al publishing fino ai vari ambiti della cartotecnica, per arrivare alle etichette, in Heidelberg Italia si parla sicuramente di un anno da ricordare.

Efficienza e organizzazione superano la prova

Al tempo stesso però, capace di mettere  a dura prova l’attività della sede locale, comunque sempre in grado di contare anche su un’ottima organizzazione internazionale. «Non è stato facile, con così tante macchine da installare tutte insieme. Nell’ultimo trimestre abbiamo potuto affidarci al supporto di colleghi stranieri, e una parte di queste sono tuttora in corso».

Proprio allargando lo sguardo, appare meglio la dimensione del risultato. Nel 2025 Heidelberg Italia è stato il quarto Paese al mondo per fatturato, e il secondo in Europa, dietro solo l’irraggiungibile Germania.

«Sicuramente, è stato un periodo molto impegnativo, ma anche altrettanto bello, perché abbiamo introdotto tante nuove tecnologie. Si tratta spesso di interventi di sostituzione, dove è possibile cambiare con un solo macchinario diversi altri ormai obsoleti, spesso anche di terzi».

Se Industria 5.0 ha fornito l’impulso decisivo, altrettanto importante è il lungo lavoro regolarmente garantito dalle attività di marketing. La strategia di non risparmiarsi nell’organizzare eventi e nell’incontrare i clienti, sicuramente paga. Nella circostanza, sfruttando anche i 170 anni di vita dell’azienda, celebrati a giugno, a cui si affianca il decennale della sede italiana.

Occasioni sempre utili per analizzare da vicino argomenti complementari alle macchine vere e proprie, sempre più strategici. Dall’utilizzo concreto dell’Intelligenza Artificiale nell’analisi avanzata dei dati, a seminari sulle caratteristiche di inchiostri e supporti adatti a supportare produzioni alle massime velocità senza brutte soprese.

Realisticamente parlando, non è detto che il 2026 si sviluppi lungo la stessa linea, ma Heidelberg è intenzionata a proseguire nel proprio percorso. «Credo sia impossibile mantenere le vendite sugli stessi ritmi – conclude Mauro Antonini – . Abbiamo comunque un fitto calendario di iniziative, perché quando non si è al lavoro su una vendita, bisogna lavorare per cercarne di nuove. Inoltre, sarà un anno importante per l’annuncio della nuova macchina di grandi dimensioni».

Ricambio generazionale, un’emergenza per il 30% delle imprese italiane

Secondo i dati ISTAT 2025, circa il 30% delle imprese italiane presenta oggi uno squilibrio critico tra dipendenti senior (oltre 55 anni) e giovani under 35, con un rapporto superiore a 1,5:1. La percentuale sale oltre il 35% nelle micro-imprese. Nei prossimi vent’anni, il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati in Italia passerà da 3:2 a 1:1, segnando una transizione demografica senza precedenti che mette a rischio la continuità operativa di migliaia di aziende.

Le imprese familiari, che rappresentano l’85% del tessuto produttivo italiano e generano l’80% del PIL, dovranno affrontare il passaggio generazionale: solo una su cinque ha pianificato formalmente questa transizione, mentre tre aziende su dieci sopravvivono al terzo passaggio generazionale. La mancanza di una strategia strutturata porta alla perdita di competenze professionali strategiche, cultura aziendale consolidata e know-how operativo.

In questo scenario, la gestione intergenerazionale diventa una leva competitiva fondamentale. Peoplelink, società del Gruppo Sistemi, propone VISTA, una soluzione HCM integrata al Portale HR per la gestione delle persone nelle organizzazioni, progettata per supportare anche i processi di ricambio generazionale.

Il percorso di gestione parte dall’analisi predittiva delle competenze critiche e dall’organizzazione di percorsi di mentoring operativi, in cui i senior trasferiscono esperienza sul campo e i giovani introducono competenze digitali. La selezione dei successori avviene sulla base delle competenze reali e del potenziale dimostrato, con percorsi di formazione differenziati per reskilling e upskilling. L’obiettivo è creare team multigenerazionali equilibrati, in cui le differenze di età ed esperienza siano complementari e fonte di crescita reciproca.

Secondo Tiziano Bertolotti, CEO di Peoplelink, “le aziende che oggi investono in soluzioni di gestione intergenerazionale non stanno solo proteggendo il proprio patrimonio di conoscenze: stanno costruendo organizzazioni più resilienti, innovative e pronte ad affrontare le sfide del futuro”.

Le imprese che adottano strategie strutturate di diversity generazionale registrano benefici concreti: maggiore capacità di innovazione, migliore clima organizzativo, riduzione del turnover tra i giovani talenti e continuità operativa anche nelle fasi di transizione. La convivenza di più generazioni in azienda si conferma quindi non solo un’esigenza demografica, ma un’opportunità strategica per il rilancio competitivo delle imprese italiane.

Come evolve il mondo inkjet? Analisi tecnica settore per settore

La stampa inkjet di produzione sta accelerando in efficienza, personalizzazione e sostenibilità, con progressi in workflow, automazione e nuove chimiche d’inchiostro. La spinta del mercato verso materiali riciclabili, inchiostri a base acqua e processi più puliti è trasversale a commercial, packaging, label, textile e large format. Ma è la flessibilità produttiva che attira i più.

Da quando la stampa digitale inkjet è diventata una realtà produttiva è diventato necessario inquadrare la tecnologia nei diversi campi di applicazione per capire il reale impatto sui vari mercati. È una tecnologia consolidata nelle sue parti core (vedasi l’articolo sulle teste di stampa) e per questo è passata da applicazioni estremamente verticali a produzioni più ampie.

Ma prima di proseguire in una analisi per segmento guardiamo a quanto avevamo visto a drupa 2024: i temi dominanti in tutte le case produttrici per commercial printing, packaging e labeling sono stati digitalizzazione, automazione e sostenibilità, con forte spinta verso inkjet di produzione e soluzioni ibride. Avevamo però visto anche una più importante e forte presenza di macchine da stampa digitali provenienti dalla Cina individuando sei potenziali modelli che potevano essere pronti per il nostro mercato e così è stato. Solo in questo ultimo anno sono state fatte molteplici installazioni di macchine a bobina di fabbricazione cinese, nel settore tessile è di prossima apertura una filale. Perché ci soffermiamo su questo dato: perché sono degli outsider del mercato caratterizzate da prezzi competitivi e crescente qualità, che stanno iniziando a influenzare le scelte di investimento delle tipografie su alcune fasce di produzione, facendo superare il timore legato ad assistenza ed uptime.

Cosa spinge a scegliere la tecnologia inkjet

Dalle analisi dei diversi outlook riferiti a questo mercato esistono dei temi comuni che permettono di leggere le linee di sviluppo che hanno portato le attuali macchine in campo e i futuri sviluppi.

La sostenibilità come conformità: la sostenibilità è integrata nei contratti di marchi globali come Nestlé, Unilever e Procter & Gamble che spingono e guidano il settore. I requisiti relativi agli imballaggi riciclabili, compostabili e sicuri per gli alimenti con parametri verificabili stanno guidando l’innovazione nella chimica degli inchiostri e nei substrati. Le leggi sulla responsabilità estesa del produttore, le normative sulla sicurezza chimica e le direttive sui rifiuti di imballaggio convergono con gli obiettivi di sostenibilità dei marchi CPG (marchi di beni di consumo confezionati), definendo sia le priorità di investimento sia i tempi di immissione sul mercato di nuove macchine da stampa digitali e inchiostri, che però devono essere giustificate con un business case valido.

Automazione e integrazione dell’intelligenza artificiale: gli OEM stanno integrando l’intelligenza artificiale nel Design for Environment (DFE) e nelle piattaforme di workflow per la manutenzione predittiva, il controllo del colore a ciclo chiuso e il rilevamento dei difetti in tempo reale. I workflow cloud modulari basati su API stanno aiutando le tipografie a collegare le attrezzature presenti con le nuove linee a getto d’inchiostro.

Diversificazione del mercato: gli OEM e i fornitori di servizi di stampa (PSP) si stanno espandendo in settori adiacenti, come ad esempio gli stampatori di imballaggi che aggiungono la segnaletica, gli stampatori commerciali che aggiungono gli imballaggi e gli stampatori tessili che aggiungono decorazioni per distribuire il rischio e cogliere le opportunità di crescita.

Produzione localizzata e agile: le difficolta e i costi della catena di approvvigionamento sta favorendo l’adozione della delocalizzazione e delle microfabbriche, in particolare nei settori tessile, moda veloce e imballaggi speciali.

Da questi presupposti emerge evidente come la stampa digitale inkjet sia diventata un reale argomento di investimento per le aziende che si trovano a fare dei ragionamenti più ampi di fattiva proposta e risposta alle esigenze dei clienti attuali e nuovi. Per farlo devono superare le mere comparazioni one to one perché sebbene i costi dell’inchiostro al litro siano superiori rispetto all’analogico, il ROI migliora grazie a tempi di setup ridotti, minori sprechi, produzione on demand che riduce al minimo le scorte e redditività a breve termine per lavori altamente diversificati.

Commercial printing

La trasformazione profonda che sta attraversando il mondo del commercial printing passa da una consolidata qualità raggiunta da macchine da stampa e materiali di consumo del mondo offset che consentono di produrre ad alte prestazioni. La qualità raggiunta dalle macchine a bobina inkjet e dalle nuove macchine a foglio inkjet consentono di adottare questi sistemi per soddisfare tirature medie, tempi rapidi e personalizzazione minimizzando i compromessi qualitativi. L’attuale proposta tecnologica punta a fornire molta automazione del workflow e integrazione dati per ridurre costi e scarti ed avere una effettiva integrazione tra i due mondi produttivi, affinché possano lavorare in massima efficienza. C’è ancora una minima spinta alla sostenibilità con ottimizzazione energetica e inchiostri meno impattanti, che però fatica ancora ad avere una contropartita economica dai buyer e rimane ancora una scelta strategica nella proposta dei singoli stampatori.

I principali prodotti stampati in digitale inkjet sono sempre direct mail, cataloghi short-run, editoria on-demand, materiali marketing personalizzati, con un accresciuta crescita dei cataloghi dovuta ad un cambio dei volumi di stampa degli stessi che li rende poco redditivi nell’offset, ma con prestazioni qualitative in linea con le attese del mercato e rendendo quindi possibile gestire i cambi di tiratura e frequenza richiesti dai clienti.

Dal punto di vista tecnico un passaggio fondamentale è stato la miglior gestione dei colori su carte patinate ad uso offset con o senza uso di primer, l’adozione di front-end più intelligenti che consentono di ottimizzare rese e consumi supporti e inchiostri, integrazione con le soluzioni di finishing per ridurre tempi di ciclo. Basti pensare a come si sono evoluti gli Hunkeller Innovation Day.

Packaging (cartone ondulato, pieghevole, flessibile)

Nel settore che negli ultimi anni ha una crescita costante e volumi di stampa per la maggior parte molto alti, il grande passo in avanti è l’introduzione del single-pass inkjet per ondulato su grande formato che guarda alla personalizzazione su scala e la riduzione dei tempi di avviamento per produzioni ridotte; anche il multipass ha fatto passi in avanti con soluzioni di immissione ibride per produzioni con velocità e tiratura più basse. L’aumento della richiesta dei monomateriali e di elevata riciclabilità per ogni lotto di produzione, legati alla crescita del mondo della vendita di prodotti online, sta agevolando l’introduzione di queste macchine nei comparti produttivi. In ambito flessibile, malgrado ci sia una forte richiesta, ci sono ancora limiti alla velocità di produzione che porta a fare scelte condivise con la clientela ed a scelte di proposte strategiche.

Le produzioni principali riguardano astucci pieghevoli short-run, display, scatole ondulate personalizzate, prototipazione rapida mentre nel flessibile il focus è su buste stand up e tipo doypack in contesti promozionali e di localizzazione.

Questa crescita è data da macchine che stampano più colori in linea, compresi primer, una gestione semplificata, la raggiunta compliance per food packaging (barriere, migrazione), ed avere maggiore facilità d’integrazione con le linee di converting presenti.

Etichette

È il settore che per primo e con grande beneficio ha introdotto linee digitali inkjet nella produzione nei settori alimentari, cosmetico, Pharma, varianti di prodotto e stagionali, integrando serializzazione e tracciabilità. La tecnologia ad oggi permette di stampare ad alta risoluzione con una qualità fotografica in velocità ed avere ecosistemi completi con finishing ed embellishment digitale, workflow e ispezione.

La ricerca punta a migliorare gli inchiostri a base acqua per adesione su film, automazione nel controllo qualità, ed una maggiore efficienza nei sistemi ibridi flexo+inkjet per aumentare la versatilità.

Textile

Malgrado la crisi che il settore della stampa tessile sta attraversando, la digitalizzazione è un punto fondamentale trainata da on-demand, riduzione scarti e nuove generazioni di inchiostri (reactive, pigment, sublimazione) più sostenibili, dando agilità su collezioni brevi e personalizzazioni in ambito moda fast-to-market, mondo bimbo, sportswear, home décor, contract.

L’innovazione più rilevante è l’introduzione di macchine con inchiostri a pigmento, che permettono un miglio controllo del colore, filiere più corte e bassissimo consumo di acqua grazie all’utilizzo in linea di pretrattamento e post trattamenti che consentono di modulare la penetrazione dell’inchiostro, l’adesione su fibre di origine vegetale, animale e sintetiche ed una mano in linea con le attese.

Large format

È un mercato in continua crescita che sa rinnovarsi ed adattarsi alle evoluzioni del mercato. Attualmente al centro c’è la richiesta di sostenibilità che coinvolge supporti riciclati/biodegradabili, inchiostri a base acqua o privi di solventi, facilità di utilizzo e di smaltimento.  Signage indoor/outdoor, exhibition systems, retail POS, packaging espositivo il large format supporta la crescita con soluzioni flessibili, workflow più intelligenti, setup più veloci ed una qualità costante, che consente di spingere la personalizzazione spinta per campagne locali e stagionali.

Quali prospettive

Le stampanti inkjet single pass e multipass, grazie alla accresciuta qualità e produttività, hanno lentamente preso aree di produzione sempre più rilevanti all’interno delle aziende, uscendo da ambiti estremamente specializzati e consentendo, dapprima la sperimentazione e poi la produzione di stampati a supporto della produzione principale. Uno sviluppo reso possibile dalla introduzione dei nuovi supporti, sistemi di embellishment e finitura dedicati, maggiore utilizzo di standard e di misurazioni e da una accresciuta consapevolezza che possono convivere diversi schemi di produzione all’interno degli stampatori.

La prospettiva che già si intravede è una progressiva polarizzazione delle aziende in comparti produttivi comunicanti ma differenti che puntano a costruire organigrammi verticali in grado di sfruttare al massimo le tecnologie disponibili per dare servizi sempre più vicini alle esigenze del mercato.

Kyocera Document Solutions alla 42ª edizione di Milano Unica

Kyocera Document Solutions sarà presente alla 42ª edizione di Milano Unica in programma dal 20 al 22 gennaio 2026 presso Fiera Milano Rho. L’evento rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al tessile e agli accessori di alta gamma, punto di riferimento per il mercato europeo e globale.

Milano Unica, attiva dal 2005 con due edizioni annuali, riunisce brand, buyer e professionisti del settore attorno a temi di ricerca e innovazione. Il concept scelto per questa edizione è “MU Cosmetic”, che esplora il dialogo tra tessile avanzato e cosmesi, due mondi accomunati dal rapporto diretto con il corpo umano, inteso come superficie da rivestire, proteggere, valorizzare ed esaltare.

Kyocera Document Solutions sarà presente all’interno dell’Osservatorio Giappone (JOB), area espositiva dedicata all’eccellenza tecnologica nipponica. Presso lo stand Kyocera i visitatori potranno vedere campioni stampati su un’ampia varietà di tessuti, i lavori presentati alle collezioni di Milano e un filmato concettuale dedicato a Forearth, la stampante inkjet tessile sostenibile sviluppata da Kyocera.

Per chi desidera approfondire gli aspetti produttivi, Kyocera Document Solutions offrirà inoltre la possibilità di visitare il Forearth Experience Studio, situato presso la sede Kyocera di Milano, dove sono installate le attrezzature di produzione per la stampa tessile digitale.

I tessuti stampati con Forearth sono già stati presentati in collaborazione con prestigiosi brand di moda in occasione di eventi internazionali come la Paris Fashion Week, la Settimana della Moda di Milano e la Tokyo Fashion Week, ottenendo un riscontro estremamente positivo. Milano Unica rappresenta quindi un’importante occasione per apprezzare da vicino l’elevata resa cromatica e la qualità della texture morbida ottenute con questa tecnologia.

Forearth: stampa tessile sostenibile su tre pilastri

La tecnologia Forearth nasce come risposta concreta alle criticità ambientali dell’industria tessile, tradizionalmente caratterizzata da un elevato consumo di acqua, energia e risorse.

Water Free
Forearth consente di ridurre quasi a zero il consumo di acqua durante il processo di stampa, eliminando le fasi di pretrattamento, vaporizzazione e lavaggio tipiche della tintura tradizionale. Questo approccio permette una drastica riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO₂.

Creative Free
La stampante garantisce un’eccellente resa cromatica e una mano morbida del tessuto su un’ampia gamma di materiali, tra cui cotone, seta, poliestere, nylon e tessuti misti, senza comprometterne le caratteristiche originali.

Location Free
L’indipendenza dalle risorse idriche rende possibile l’installazione della stampante in qualsiasi luogo, favorendo una produzione on-demand e di prossimità, con benefici in termini di logistica, riduzione degli sprechi e gestione delle eccedenze di magazzino.

Forearth Experience Studio

Inaugurato nell’aprile 2025, il Forearth Experience Studio di Milano è uno spazio dedicato alla dimostrazione della stampa tessile sostenibile. I visitatori possono assistere a dimostrazioni dal vivo dei sistemi Forearth e alla produzione diretta di campioni di stampa.

Acimga: il settore printing e converting chiude il 2025 in stabilità

Il 2025 si chiude all’insegna della sostanziale stabilità per le imprese rappresentate da Acimga, l’Associazione confindustriale dei costruttori italiani di macchine per il printing e il converting. Le pre-stime indicano un fatturato complessivo di 3.104 milioni di euro, in lieve calo del 3% rispetto al 2024, con un quadro che riflette un contesto congiunturale complesso ma ancora in tenuta per il comparto.

L’export si conferma stabile (-0,1%), attestandosi a 1.811 milioni di euro, mentre emerge una maggiore dinamicità delle importazioni, stimate in crescita del +16,5% per un valore di 627 milioni di euro. Ne deriva una domanda interna sostanzialmente invariata, con un consumo apparente in lieve flessione (-0,3%).

Italia terzo esportatore globale di macchine per il printing e converting

Nonostante le tensioni geopolitiche e le criticità legate ai rapporti commerciali USA-UE, l’Italia mantiene nel 2025 il ruolo di terzo esportatore mondiale, con una quota di mercato del 10%. Gli Stati Uniti restano il primo mercato di destinazione delle esportazioni italiane, segnando un +0,8% su base annua.

Tra i principali mercati europei si registrano andamenti differenziati: Germania (+6,5%), Spagna (+47,8%) e Regno Unito (+50,7%) mostrano crescite significative, mentre la Francia chiude l’anno in calo (-9%).

Secondo il Centro Studi Acimga, il quadro italiano è allineato alle dinamiche globali: il fatturato mondiale del settoreè stimato in diminuzione dell’1,1%, a fronte di esportazioni globali in lieve crescita (+0,8%).

2026: prospettive caute e focus su Transizione 5.0

Guardando al 2026, le previsioni indicano un possibile calo tra il 3% e il 5% per fatturato, export e import. In questo scenario, Acimga sottolinea l’importanza della continuità delle politiche di sostegno agli investimenti, in particolare per Transizione 5.0. A novembre 2025, le richieste hanno raggiunto quasi 3,9 miliardi di euro, con il 91% delle risorse prenotate destinate a beni strumentali.

Nuove presidenze e rafforzamento associativo

Evento centrale del 2025 è stata Print4All, tenutasi a maggio, che ha confermato il proprio ruolo di piattaforma strategica per il settore del printing e del converting.

Nel corso di Print4All si sono svolte le Assemblee annuali di Acimga e della Federazione Carta e Grafica. Marco Calcagni è stato eletto nuovo Presidente Acimga, con un Consiglio Generale in carica fino al 2029 e una squadra di vicepresidenti con deleghe mirate su formazione, competitività, Made in Italy e filiera.

Alla guida della Federazione Carta e Grafica è stato eletto Andrea D’Amato, in rappresentanza di una filiera che vale l’1,2% del PIL nazionale, con circa 16.000 aziende e oltre 160.000 addetti.

Converting in crescita e nuovi gruppi tecnici

Tra i segmenti, il converting si distingue come unico comparto in crescita nel 2025, con esportazioni in aumento di quasi il 9,5%. Nasce così il Gruppo Converting by Acimga, dedicato alla valorizzazione delle tecnologie e delle competenze di un settore in cui l’Italia è secondo esportatore globale dopo la Cina.

Proseguono inoltre le attività dei gruppi specializzati su cartone ondulato, flessografia e rotocalco, con avanzamenti rilevanti anche sul fronte normativo, in particolare per la ISO 12647-10 Packaging Rotocalco.

Verso il 2026 e Print4All Conference

Acimga guarda al 2026 come a un anno di consolidamento, con un’attenzione crescente verso Print4All Conference, in programma 1 e 2 luglio 2026 a Varese. Il concept “Humans print the world” guiderà il confronto su automazione, intelligenza artificiale e sostenibilità, ponendo al centro l’equilibrio tra persone, macchine e dati.

Un percorso strategico che conduce a Print4All 2027, con l’obiettivo di rafforzare la visibilità delle tecnologie italiane e il ruolo di Acimga.

Intergraf apre le candidature per lo Young Talent Award 2026

Intergraf annuncia l’apertura ufficiale delle candidature per lo Intergraf Young Talent Award 2026, l’iniziativa europea dedicata a studenti, apprendisti e giovani professionisti del settore grafico che vogliono contribuire attivamente al futuro della stampa.

Il premio, rivolto a giovani fino ai 25 anni provenienti dai Paesi membri di Intergraf, offre l’opportunità di confrontarsi con i leader dell’industria grafica europea e di competere per un premio di 3.000 euro, oltre a una significativa visibilità a livello europeo.

Il tema 2026: la stampa in un futuro iper-personalizzato

L’edizione 2026 si concentra su una sfida centrale per il settore:
“What opportunities do you see for print in a hyper-personalised future?”

In un contesto in cui la comunicazione è sempre più personalizzata, automatizzata e guidata dai dati, la stampa è chiamata a evolversi per rispondere a nuove aspettative in termini di rilevanza, esperienza e responsabilità. I candidati sono invitati a riflettere sulle opportunità future del print e sulle scelte strategiche necessarie per coglierle, considerando aspetti come:

  • innovazione,

  • soluzioni di stampa basate sui dati,

  • integrazione cross-media,

  • customer experience,

  • implicazioni legate a privacy ed etica.

Dal 2017, Intergraf offre ai giovani talenti del settore grafico una piattaforma per presentare la propria visione, ottenere visibilità a livello nazionale ed europeo e contribuire a rendere l’industria della stampa più attrattiva per le nuove generazioni.

I tre migliori elaborati saranno valorizzati presso il settore grafico pan-europeo e presso stakeholder chiave, mentre il primo classificato sarà invitato a presentare il proprio lavoro alla conferenza Print Matters, in programma a Budapest il 5 giugno 2026.

Le candidature devono essere inviate entro l’8 marzo 2026.

Packaging Première presenta l’edizione 2026, tra innovazione, lusso e arte della carta

Packaging Première annuncia le date della sua edizione 2026, in programma dal 19 al 21 maggio, confermando la vocazione della manifestazione come piattaforma di innovazione per il packaging deluxe nei settori beauty, fashion, jewelry, wine & spirits e fine food.

Protagonista dell’anno sarà Elisabetta Bonuccelli, fondatrice di Unokostudio, con il progetto Paper Tracks, un percorso artistico che celebra la lentezza, la cura e la progettualità, valorizzando l’incontro tra artigianato e industria. Attraverso pieghe, grammature e cromie della carta, Paper Tracks racconta un dialogo creativo tra competenze diverse e genera soluzioni innovative nel campo del packaging.

“Quest’anno Packaging Première ha scelto di celebrare la lentezza necessaria alla progettazione e alla sperimentazione, trasformando le pieghe della carta in metafora di un viaggio condiviso”, ha dichiarato Lara Castagna, Head of Event di Packaging Première Milan.

L’esperienza artistica di Bonuccelli, nata dal design industriale e approfondita attraverso l’origami contemporaneo, trae ispirazione dal Giappone e dall’astrazione geometrica di Josef Albers. Questi riferimenti confluiscono in Paper Tracks – The Gift, un oggetto d’autore prodotto da Europress Vinyl in collaborazione con Eurographic, Fedrigoni, Furlanis e Luxoro. L’oggetto unisce vinile e origami ispirato all’obi giapponese, con due brani musicali firmati da Ocrasunset, concepiti come estensione sonora del concept visivo.

In parallelo, Packaging Première lancia l’Advisory Board, una community di professionisti dedicata allo scambio di idee, alla condivisione di competenze e alla progettualità collettiva. Tra i membri figurano rappresentanti di brand e istituzioni del settore, tra cui KIKO Milano, L’Oreal, L’Erbolario, Bally e Fedrigoni, oltre a designer e consulenti di packaging.