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Offset, le competenze dello stampatore

Le macchine da stampa offset adottano il principio del “push to stop”, ossia gestiscono in modo automatico la produzione e la sequenza delle commesse di lavoro, senza necessariamente l’intervento dell’operatore. Questi controlla, interagendo con il software della macchina e con il sistema gestionale dell’azienda, verificando che i risultati siano quelli attesi. Diventano importanti, oltre alle competenze tecniche specifiche sulla stampa, tutta una serie di competenze trasversali per misurare, comunicare, risolvere problemi e acquisire informazioni da fonti diverse

Il binomio uomo-macchina è oggi imprescindibile: se non si ha fiducia che il mezzo meccanico sia in grado di auto-gestirsi utilizzando gli stimoli e feedback necessari per analizzare in tempo reale tutte le variabili, non si possono ottenere i risultati attesi.

Quali sono allora le competenze che deve possedere oggi un addetto agli impianti di stampa?

Secondo gli studi di settore l’innovazione tecnologica e il progresso scientifico e organizzativo dei processi produttivi determineranno un cambiamento anche in quelle che sono le competenze richieste per stare nel mondo del lavoro con successo. Si ipotizza che oltre un terzo delle attuali figure professionali saranno fondamentalmente cambiate nel giro di pochi anni.

Nei processi produttivi, quella che viene considerata la Quarta Rivoluzione Industriale, connotata dall’apprendimento automatico, dalle biotecnologie, dall’intelligenza artificiale, influenzerà sempre di più l’organizzazione degli ambianti di lavoro e con questi il profilo professionale degli operatori. Saranno sempre più indispensabili quelle che vengono definite “competenze trasversali”, per muoversi e interagire in sistemi produttivi costituiti da sofisticati livelli di comunicazione e interazione tra uomo e macchina.

Come cambiano allora le competenze che deve possedere un addetto agli impianti di stampa oggi, e naturalmente, domani?

Le moderne attrezzature del nostro settore della stampa, già da qualche anno rispondono a quelli che chiamiamo requisiti dell’Industria 4.0, sono quindi impianti in grado di relazionarsi con il mondo interno e esterno all’azienda, di ricevere e fornire input e feedback dagli altri centri produttivi, di dialogare in definitiva, con i sistemi informativi aziendali. Le macchine da stampa inoltre hanno oggi una serie di automatismi che limitano fortemente la necessità di intervenire manualmente sugli organi della macchina per effettuare le regolazioni o per attrezzare l’impianto per la produzione (montaggio e smontaggio lastre, caricamento inchiostri, regolazioni del passaggio carta e controllo qualità). Le abilità manuali e fisiche, che un tempo erano una peculiarità dello stampatore, come saper maneggiare con destrezza chiavi inglesi, chiavi dinamometriche e altri attrezzi, sapersi intrufolare nei meandri dei gruppi stampa per pulire i cilindri di pressione, e cose del genere, oggi non rappresentano più il cardine imprescindibile del profilo. Quale può essere quindi l’identità dell’odierno stampatore e a cosa devono puntare scuole e aziende nel formare o riqualificare gli addetti alle macchine da stampa? Alcuni giorni fa mi trovavo in una grande azienda di stampa nel settore del packaging e, con una certa meraviglia ho assistito alla presentazione che un direttore faceva di un impianto di stampa da 3 milioni di euro condotto da un capo macchina di soli 25 anni. Operatore che non possiede certo l’esperienza che un tempo si richiedeva a un capo macchina, ma che si è formato in una scuola, per acquisire le competenze di base che ha poi perfezionato con abilità specifiche direttamente sull’impianto aziendale. Rispetto a questo aspetto mi viene una riflessione che porta inevitabilmente alla conclusione: per poter pensare di condurre un impianto del genere in autonomia, l’addetto deve avere una fiducia assoluta nella macchina che sta “guidando”. È come il pilota di Formula 1: deve essere assolutamente confidente che il mezzo reagirà nel modo previsto per poterlo condurre in sicurezza al limite delle prestazioni. Si parla appunto di binomio uomo-macchina; se non si ha fiducia che il mezzo meccanico sia in grado di auto-gestirsi utilizzando gli stimoli e feedback necessari per analizzare in tempo reale tutte le variabili, non si possono ottenere i risultati attesi. Se penso a questo “feeling”, a questa “chimica” che si deve instaurare tra operatore e mezzo, vedo gli operatori giovani di oggi realmente più predisposti. Sovente ho osservato stampatori di indubbia capacità ed esperienza, considerare l’impianto da stampa, un animale da dominare, con cui combattere per ottenere il risultato voluto, che spesso è quello che lo stampatore ha nella propria mente, risultato delle mille esperienze pregresse, ma talvolta anche del proprio gusto personale. La macchina da stampa veniva considerata come un “apparato ignorante” da addestrare guidare passo dopo passo. Le macchine da stampa di oggi al contrario, (e chissà come saranno quelle di domani), hanno iniziato a sfruttare le scoperte che l’intelligenza artificiale (AI) mette a disposizione, aiutando l’operatore e il processo di stampa in tutte le fasi, dall’organizzazione della sequenza di messa in macchina, all’avviamento, alla tiratura e controllo della qualità. Si dice che il processo è “push to stop” anziché “push to start”; la macchina si gestisce in modo autonomo fino a che l’operatore non la ferma.  Questo cambia il paradigma della stampa, da un processo operato dall’uomo a un processo “controllato” dall’uomo. Risulta evidente che anche le competenze debbano adeguarsi, sia sotto il profilo “tecnico” che “attitudinale”. L’operatore deve assecondare la logica che il software di controllo della macchina utilizza per organizzare e gestire il processo, ponendosi nel ruolo di supervisore del centro produttivo, partendo dal presupposto che esistano buone probabilità che la macchina “conosca” la migliore soluzione da adottare.

Le competenze necessarie

Quali possono essere quindi le competenze utili allo stampatore 4.0? La capacità di interagire con l’interfaccia digitale e utilizzare gli strumenti dell’informatica è indispensabile. Sembra banale ma la vera confidenza con questi apparati non si acquisisce senza formazione. Oggi tutti usiamo apparati digitali, computer e smart device, ma li usiamo appunto, che non significa avere competenza. Per sfruttarli appieno bisogna conoscerne il sistema operativo, l’organizzazione dei dati all’interno e la modalità di trasferimento e condivisione degli stessi tra gli apparati. Mi capita spesso di vedere giovanissimi, anche generazione Z, in difficoltà nel gestire le operazioni di base sui sistemi operativi dei computer. Per non parlare degli operatori di stampa più avanti con l’età.  Questa carenza, spesso fa sì che gli impianti, del valore di milioni di euro, vengano sotto sfruttati, per scarsa conoscenza del framework digitale di controllo. Ed è pacifico che nelle aziende moderne, la figura dell’IT manager, un tempo sconosciuta, deve entrare a pieno titolo nell’organico. Sul piano delle competenze specialistiche, lo stampatore moderno, a mio avviso, deve conoscere molto bene il processo di stampa e come le variabili del processo, interagendo, influenzano il risultato. Significa avere una conoscenza dei materiali di consumo, degli apparati della macchina e i risultati che da questi ci si può attendere. Significa avere la capacità di sperimentare tra soluzioni diverse per trovare le combinazioni che meglio funzionano. Significa mettere le macchine nella migliore condizione per apprendere. Le macchine moderne apprendono dall’esperienza dei lavori fatti, e grazie all’intelligenza artificiale, riescono a operare delle scelte basate su un albero delle decisioni, che grazie all’algoritmo che le governa, dovrebbe garantire la scelta più efficace. Compito dell’operatore è interpretare queste decisioni e intervenire nel caso si rivelino inappropriate. Un algoritmo di intelligenza artificiale può basare le proprie decisioni su una massa di dati immagazzinati in tutta la storia produttiva, infinitamente superiore a quello che può fare un operatore, mettendo assieme tutti gli stimoli provenienti dai sensori della macchina. Sulla base di questi può apprendere quale combinazione statisticamente può garantire il risultato atteso. L’addetto deve essere consapevole dell’aiuto che da questo “collaboratore” può derivare, non ponendosi in antagonismo con esso ma in sinergia. È chiaro che negli obiettivi dei costruttori di impianti questo processo di automazione viene promosso come una soluzione alla necessità di abbattere il costo del lavoro che storicamente nella stampa impatta fortemente. Soprattutto oggi dove la concorrenza proveniente dal digitale ha nel costo della mano d’opera un’arma particolarmente affilata. Poter affidare una macchina con una produttività spaventosa a un solo operatore rappresenta senz’altro un plus importante. Meno operatori e meno skillati quindi? Questa sembra essere lo slogan che commercialmente si legge e si sente nella proposta delle macchine da stampa. Io non credo al “meno skillati”, con meno esperienza sì, con competenze diverse però. È difficile pensare a un operatore che non conosce la stampa in grado di controllare se l’impianto sta facendo quello che deve. La macchina è in grado di raggiungere un target qualitativo in autonomia, grazie ai controlli in linea, ma il definitivo OK lo deve dare lo stampatore, misurando con strumenti in grado di fare una rilevazione più precisa e in condizioni standard, valutando anche l’apprezzamento visivo del prodotto. Conoscere come si comporta il colore lungo il processo di riproduzione, dalla prestampa alla stampa, deve far parte delle competenze di uno stampatore. Oggi sempre più la filiera tra designer e stampa si accorcia, sempre meno sono i controlli intermedi tra le fasi. Capire quali dati ci sono nel PDF, qual è l’intento di output, può evitare tante perplessità e controversie tra i reparti e con il cliente. Eppure, ancora oggi tra operatori di prestampa e stampa, la competenza di Color Management rappresenta un limite importante.

Un’altra competenza che a mio parere deve essere presente nei moderni operatori di macchina da stampa è quella che l’Unione Europea (Parlamento e Commissione) ha individuato come una delle 8 competenze chiave, cioè la capacità di imparare (capacità di organizzare le informazioni e il tempo, di gestire il proprio percorso di formazione e carriera). Se un tempo un operatore di macchina, imparato l’uso dell’attrezzatura, poteva vivere di rendita fino al cambio con una nuova attrezzatura, oggi gli apparati si aggiornano più velocemente, soprattutto nel software, richiedendo un continuo aggiornamento degli addetti. Senza dire che spesso queste attività portano a interagire in una lingua che non è l’italiano.

Volendo tracciare quindi un profilo professionale sintetizzando in una battuta, l’odierno stampatore deve essere meno “meccanico”, meno “istintivo”, più in grado di applicare logiche di problem solving interagendo con algoritmi software, maggiormente competente sull’intero processo con più capacità di astrazione sui concetti. Cosa che a mio avviso va un po’ in controtendenza con quello che osservo nel profilo dei giovani che si stanno formando nei percorsi professionali, dove prevale una propensione a guardare al risultato immediato piuttosto che alla pianificazione. La sfida per le scuole è aperta. Per le aziende, la capacità di attrarre talenti capaci di far fruttare al massimo gli investimenti passa anche da una nuova comprensione di quelle che possono essere le priorità dei giovani, dall’ambiente di lavoro al welfare dei dipendenti, non dando per scontato, come poteva essere vero un tempo, che la passione per il lavoro sia una caratteristica scontata.

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Federazione, presentato il nuovo metodo Aticelca 502 sulla separabilità degli imballaggi

Si è tenuto il 16 febbraio presso l’Istituto Tecnico di San Zeno a Verona, la presentazione del nuovo metodo Aticelca 502 con il patrocinio di Federazione Carta Grafica e Comieco. Il primo metodo – a livello italiano ed europeo – per verificare se un componente di un imballaggio o un prodotto in carta sia effettivamente separabile manualmente da parte del consumatore, è stato sviluppato in collaborazione con Chelab-Merieux Nutriscience, Centro Qualità Carta-Lucense, Ecolstudio e Innovhub-Stazioni Sperimentali per l’Industria.

“L’impegno allo sviluppo del metodo Aticelca 502 nasce da una indagine condotta insieme a Doxa che ha registrato un’ampia propensione dei cittadini ad avere un ruolo attivo nella separazione dei componenti di un imballaggio per poi avviarli al riciclo” afferma Massimo Ramunni segretario di Aticelca e vice direttore di Assocarta nell’introdurre l’evento.

Andrea Vittadello – sustainability project Manager di Merieux NutriSciences ha quindi illustrato alle aziende e ai ricercatori coinvolti nel design, nella produzione, nell’utilizzo e distribuzione dei packaging in carta e cartone presenti il metodo sulla separabilità della carta e i potenziali vantaggi in applicazioni Food Contact.

Luca Dal Dosso R&D packaging developement di Bauli, azienda italiana leader nel settore dolciario fondata nel 1922 a Verona, ha raccontato come Bauli investe nell’innovazione del packaging alimentare, favorendo l’utilizzo di materiale ecocompatibile, o perseguendo la riduzione del consumo di materiali, confezioni e imballaggio.

L’impegno attivo del consumatore viene dalla sua preferenza per l’imballaggio in carta grazie alle caratteristiche di rinnovabilità, biodegradabilità e riciclabilità del materiale (Fonte: TwoSides). “L’imballaggio” afferma Lorenzo Bono – responsabile Area Ricerca e Sviluppo di Comieco “è sostenibile quando il consumatore è messo in grado di effettuare una corretta raccolta differenziata senza difficoltà ed incertezze, questo grazie ad una progettazione attenta al fine vita del packaging che, però, deve essere adeguatamente comunicata”.

“Se la propensione del consumatore alla carta e gli investimenti delle aziende vanno nella direzione giusta, al contrario gli indirizzi della direttiva imballaggi UE vanno verso il riutilizzo senza fare distinzioni fra i materiali” afferma il vice direttore generale di Assografici Italo Vailati nel suo intervento sull’impatto della direttiva UE nel mondo della carta.

“Il tema della rinnovabilità delle nostre materie prime nella direttiva imballaggi non sono messi in adeguata evidenza e, dopo gli obiettivi di riciclo UE che la filiera ha ampiamente raggiunto (Obiettivo UE al 2030 dell’85% di riciclo negli imballaggi) l’inversione di rotta della direttiva verso il riutilizzo preoccupa fortemente le nostre aziende perché rischia di vanificare i risultati ambientali di un sistema industriale che ha investito negli impianti di riciclo e nella raccolta differenziata” sottolinea il direttore della Federazione Carta Grafica Massimo Medugno a margine dell’evento.

Al termine dell’evento, organizzato grazie al contributo di Chelab-Merieux Nutriscience, sono stati inoltre consegnati i diplomi del 27° corso per tecnici cartari dal Presidente di Assocarta e AD di Cartiere Saci Lorenzo Poli.

Seri-Art sceglie Durst P5 210, soluzione ibrida per la stampa di materiale rigido e in bobina

Con una storia di oltre 55 anni alle spalle, Seri-Art propone un’offerta completa per la stampa, la decorazione e la personalizzazione dei più svariati supporti, puntando sull’interconnessione tra serigrafia e stampa digitale. Per potenziare il reparto dedicato al digital printing, Seri-Art ha scelto di fare il grande passo installando la stampante ibrida Durst P5 210.
Caratterizzata da un approccio fortemente consulenziale, Seri-Art punta a mercati di nicchia dove la cura dei dettagli e la consulenza grafica/progettuale fanno ancora la differenza. Oltre al mondo della visualcomm, l’azienda di Cremona si rivolge a specifici settori industriali, come quello dei kart e dei toys. Applicazioni particolari, che da oggi Seri-Art realizzerà sfruttando la versatilità e l’affidabilità della tecnologia Durst. La ibrida P5 210, infatti, permette di stampare con agilità materiali rigidi e flessibili, che spaziano dalle lastre di alluminio utilizzate da Seri-Art per segnaletica e insegne, a supporti in bobina, come vinili e banner, impiegati per l’allestimento di camion, automezzi commerciali ma anche store e GDO.
“Abbiamo testato accuratamente le prestazioni della stampante Durst con prove effettuate in più occasioni, sia presso il demo center di Bressanone, sia direttamente da noi in azienda”, racconta Valter Galbignani, CEO di Seri-Art. “Uno step fondamentale non solo per la scelta di acquistare il sistema, ma per definire insieme al team di Durst la configurazione più idonea alle nostre esigenze”. Da qui la decisione di configurare P5 210 con 4 colori + bianco + light magenta + light ciano + varnish, inchiostri con il valore aggiunto della certificazione Greenguard Gold. “Questo acquisto rientra nel percorso orientato alla sostenibilità che abbiamo intrapreso come azienda investendo in energie rinnovabili, nel valore del carbon footprint e utilizzando inchiostri certificati, proprio come quelli della tecnologia Durst P5”.
Altro aspetto fondamentale per Seri-Art è l’automatizzazione dei processi secondo gli standard dell’’industria 4.0. “Tutti i macchinari del nostro reparto digitale sono interconnessi per garantire la massima efficienza produttiva”, spiega Matteo Galbignani, sales&marketing manager di Seri-Art. “Durst P5 210 si inserisce perfettamente nella ricerca di ottimizzazione, migliorando ulteriormente l’interconnessione uomo/macchina grazie all’integrazione dei software Durst per la gestione e il controllo analitico del flusso di lavoro”. Le prestazioni di P5 210, infatti, sono incrementate dall’utilizzo della suite di software proprietari, come Durst Workflow, che include le funzionalità di prestampa e ripping assicurando un flusso di lavoro ancora più efficiente, massima qualità nella gestione del colore e ottimizzazione dei costi.
La nuova collaborazione è stata accolta con entusiasmo anche in casa Durst, come conferma Alberto Bassanello, direttore vendite Italia di Durst Group: “Seri-Art è una realtà consolidata in grande espansione in grado di rispondere alle esigenze di un mercato vasto e variegato. Siamo orgogliosi che Seri-Art abbia scelto di puntare sulla qualità e sulla flessibilità della tecnologia P5 e siamo certi che le prestazioni della nostra ibrida consentiranno all’azienda di ampliare il ventaglio di applicazioni e gli ambiti di intervento”.

HP presenta HP PageWide C550, per la post-stampa digitale su cartone ondulato

HP presenta la sua nuova soluzione per la post-stampa digitale ad alta velocità su cartone ondulato, la macchina da stampa HP PageWide C550. Questa piattaforma avanzata single-pass è progettata per supportare i converter a ottimizzare i costi di produzione e incrementare l’efficienza operativa per la realizzazione di imballaggi in cartone ondulato.

Basata sulla e collaudata tecnologia di stampa C500, la C550 garantisce maggiore produttività e valore al settore degli imballaggi industriali. Grazie alla tecnologia HP Thermal Inkjet e agli inchiostri a base d’acqua autentici, il sistema offre una qualità di stampa offset costante e a velocità di produzione elevate supportando al contempo gli obiettivi di economia circolare.

Con una velocità di 90 metri/minuto, la macchina da stampa HP PageWide C550 è in grado di produrre scatole Flexo e Litho di alta qualità a una velocità costante, senza incorrere in rallentamenti. Inoltre, grazie alla tecnologia di stampa digitale, aiuta i converter a ottimizzare le scorte, ridurre l’obsolescenza e accelerare i tempi di consegna.

Consentendo maggiore efficienza economica, produzione più versatile e soluzioni di imballaggio più sostenibili, HP PageWide C550 offre notevoli opportunità di crescita ai converter che devono fronteggiare la crescente pressione della supply chain, consentendo loro di accettare anche le commesse che richiedono una flessibilità ottenibile esclusivamente attraverso la produzione digitale.

David Tomer, General Manager HP Post-print corrugated solutions

David Tomer, General Manager HP Post-print corrugated solutions, ha dichiarato: «HP conferma il proprio investimento nel mercato del packaging così da creare nuove opportunità per i converter e i brand di imballaggi, affinché possano trarre vantaggio dal passaggio dalla trasformazione da analogico a digitale.  Siamo entusiasti di poter offrire la soluzione C550 al settore del cartone ondulato. Questa macchina si basa sul comprovato successo della C500 e consente ai converter di produrre a costi ridotti scatole Flexo e Litho ad alta velocità e senza rallentamenti. Lavoriamo costantemente per realizzare soluzioni innovative che siano in grado non solo di incrementare la stabilità e la produttività post-stampa per i converter, ma anche di rispondere alle esigenze di qualità e flessibilità dei brand attivi nel settore degli imballaggi».

Disponibile per l’installazione entro la fine dell’anno, la nuova macchina da stampa funziona a una velocità costante di 90 ml/min.

Saica Group, azienda specializzata in imballaggi in cartone ondulato, ha scelto la C550 per la sua sede di Viana, in Spagna. L’azienda è orientata alla digital transformation e all’utilizzo di tecnologie innovative per rispondere alla crescente domanda di produzioni più ridotte e personalizzate. L’installazione della macchina è prevista per la fine dell’anno e supporterà l’aumento della potenzialità dell’impianto per la produzione di imballaggi in cartone ondulato.

La recente collaborazione di HP con Hybrid Software ha dato vita a una soluzione per i flussi di lavoro in prestampa per il packaging che consente di trasferire facilmente le grafiche dai formati litho e flexo. Hybrid PackZ offre una combinazione unica di procedure automatizzate e strumenti di prestampa dedicati. L’editor PDF professionale consente di preparare i progetti per qualsiasi processo di stampa, arricchendoli con priming e separazione dei profili colore, gestendo set di inchiostri e retinatura basata su oggetti, nonché applicando il trapping e generando crocini e pannelli dinamici. HYBRID PackZ consentirà agli utilizzatori di C550 di preparare i file con la massima efficienza e ridurre gli errori, rendendo più semplice e produttiva la fase di prestampa.

Guandong presenta la Digital Connection 2023

“Benvenuti nel nostro 2023: il tempo delle connessioni di eccellenza”. Questo lo slogan con cui Guandong presenta la Collezione 2023, dal nome evocativo Digital Connection. Una raccolta interattiva e multimediale dell’ampia offerta di supporti per la stampa proposti dallo Specialista delle Specialità. Una gamma completa, presentata per ambiti applicativi e necessità di utilizzo, con schede tecniche, immagini e il nuovo Digital Corner, che permette di approfondire con contenuti multimediali. “Nell’epoca del fast food, del fast fashion, del fast charge, è arrivato il momento di riconnetterci”, spiega Edoardo Elmi, presidente e fondatore di Guandong. “Ci riconnettiamo al ritmo della natura e della qualità, verso un progresso migliore.” In linea con questa vision, la nuova Digital Connection mette a fuoco i punti di forza dell’offerta, sviluppata per rispondere alle esigenze della visualcomm e dell’interior decoration.

La Digital Connection è un vero e proprio strumento di lavoro pensato per tutti gli interlocutori della filiera: dai rivenditori agli stampatori, dagli architetti agli installatori, dai designer ai clienti finali. Per rendere la ricerca dei prodotti semplice e immediata, i diversi materiali per la stampa vengono presentati per tipologia di applicazione. Tutto è chiaro già dall’indice, che domanda “La tua necessità” e propone “La nostra soluzione”. Il catalogo è disponibile in versione cartacea o digitale, dove basta un clic sul prodotto scelto nell’indice per leggere la pagina relativa, con descrizione, certificazioni, immagini, schede tecniche e corner digitale per consultare info point e photogallery dedicati.

Fil rouge dell’offerta firmata Guandong, il concetto di S.O.S.tenibilità, che si declina in un vasto range di supporti sempre più riciclabili ed ecologici, fino alle tante iniziative green realizzate dentro e fuori l’azienda, ampiamente descritte nel Manifesto.

Tra i fiori all’occhiello della Digital Connection 2023, la collezione Dotty composta da materiali speciali per decorare vetri e pareti, facili da applicare e rimuovere grazie alla struttura a microventosa e alla tecnologia a Scarico d’Aria. Estremamente versatili come le soluzioni della linea M&F Visual-Comm, che permette di combinare i sistemi Magnetico e Ferro per trasformare in un batter d’occhio l’aspetto di qualsiasi ambiente o superficie. E ancora, gli speciali supporti One Way Vision, una gamma completa di vinili e laminazioni per decorazioni temporanee.

Il catalogo permette di scoprire la mappa del Customer Journey dove è possibile conoscere tutti i Touch Point con cui la realtà Guandong, in tutte le sue declinazioni, entra in connessione con i diversi attori della filiera. Alla conoscenza teorica Guandong affianca quella pratica, offerta dai marketing tool studiati per guidare distributori, stampatori e utilizzatori finali nella scelta del materiale più idoneo allo specifico utilizzo. Tra questi i Sample e Pocket Collection, veri e propri campionari tematici in formato tascabile 14x24cm, per toccare con mano le effettive opportunità applicative offerte dalle soluzioni Guandong.

“Per noi di Guandong Italia le persone sono il centro di tutte le nostre azioni”, aggiunge Elmi. “Con la nuova Digital Connection ribadiamo la nostra volontà di non limitarci a fornire un semplice catalogo prodotti, ma di condividere il consolidato know how sul quale si fonda la messa a punto delle soluzioni che proponiamo. Crescere insieme è per noi il primo e più importante impegno di ogni giorno”.

Kyocera Document Solutions, TASKalfa Pro 15000c e nuove soluzioni agli Hunkeler Innovationdays 2023

Kyocera Document Solutions Europe dal 27 febbraio al 2 marzo 2023, presso il Centro Esposizioni di Lucerna, in Svizzera, sarà tra i protagonisti degli Hunkeler Innovationdays 2023.

L’evento è stato scelto per esporre TASKalfa Pro 15000c, sistema a getto d’inchiostro a colori con alimentazione a foglio, oltre a una nuova versione monocromatica e a una serie di novità su integrazione e gestione dei workflow di automazione.

I due sistemi sono stati progettati tenendo conto delle moderne sfide aziendali, quali l’ottimizzazione dei costi di gestione ed energetici. Inoltre, l’utente finale potrà contare sull’elevata produttività, la qualità dell’output, la flessibilità dei supporti e le opzioni di personalizzazione. Questi sono gli ingredienti per un successo sostenibile per i fornitori di stampa che cercano di guidare la crescita e ottimizzare i costi.

La presenza Kyocera conferma la scelta strategica di essere un punto di riferimento nella stampa di produzione a foglio, in grado di soddisfare sia le esigenze di affiancamento alle linee bobina sia come unità di produzione centrale.

Durante le quattro giornate degli Innovationdays, gli esperti Kyocera faranno dimostrazioni dal vivo dei prodotti per illustrare i numerosi vantaggi che questi dispositivi possono offrire ai centri stampa e alle aziende che ricercano nuovi vantaggi competitivi.

I visitatori dello stand potranno anche vedere di persona una serie di campioni di supporti media che dimostrano la potenza delle pluripremiate teste di stampa Kyocera e la straordinaria qualità degli inchiostri proprietari.

Canon agli Hunkeler Innovationdays 2023

Canon parteciperà agli Hunkeler Innovationdays 2023, che si svolgeranno a Lucerna (Svizzera) dal 27 febbraio al 2 marzo 2023, per mostrare ai visitatori soluzioni di produzione end-to-end potenti e scalabili. In occasione della manifestazione sarà presentata anche una nuova tecnologia inkjet, a supporto dei settori della stampa commerciale, dell’editoria, della comunicazione aziendale e del direct mail.

L’innovazione tecnologica, pensata per supportare i clienti nello sviluppo di opportunità di crescita sostenibile, sarà la protagonista indiscussa.
Con il tema “Make It Future-proof”, Canon mostrerà ai print service provider come potenziare la propria produttività e flessibilità, adottando modelli di business alternativi e soluzioni innovative per la stampa di produzione. Grazie all’ottimizzazione dei processi e allo sviluppo di nuove applicazioni diventa possibile accedere a nuovi mercati e, nel contempo, migliorare l’approccio alla sostenibilità.
I visitatori dello stand Canon potranno “toccare con mano” i grandi progressi compiuti dagli ultimi Hunkeler Innovationdays nel 2019. Tre stampanti digitali saranno impegnate nella produzione di una serie di applicazioni: la stampante inkjet a modulo continuo Canon ProStream, la stampante inkjet a foglio singolo Canon varioPRINT iX e la stampante a toner Canon imagePRESS V1000. Saranno inoltre presenti applicazioni realizzate con le stampanti inkjet a modulo continuo Canon ColorStream.
Saranno annunciate, in occasione della manifestazione, alcune grandi novità che interessano sia le stampanti inkjet a modulo continuo sia quelle a foglio singolo, oltre alle ultime soluzioni software pensate per velocizzare i processi aziendali e di produzione. Questi sviluppi garantiranno prestazioni di qualità e velocità ancora più superiori per la produzione digitale di un’ampia gamma di applicazioni dedicate ai comparti dell’editoria, del promotion e della comunicazione aziendale.

Tutte le demo organizzate da Canon nel corso della manifestazione saranno effettuate utilizzando la suite software PRISMA per la gestione dei flussi di lavoro, che consente di ottimizzare l’intero workflow di stampa attraverso la perfetta automatizzazione delle attività, dalla preparazione dei progetti di stampa alla loro esecuzione fino alla finitura. I visitatori interessati potranno anche scoprire come le soluzioni PRISMA e i servizi professionali Canon consentano di progettare flussi di lavoro end-to-end completi in abbinamento con componenti software di terze parti.
“I visitatori degli Hunkeler Innovationdays 2023 sperimenteranno ancora una volta il potere innovativo della stampa inkjet di produzione di Canon”, ha commentato Jennifer Kolloczek, planning, marketing&innovation senior director, production print di Canon Europe. “Presenteremo una nuova soluzione inkjet, oltre a una serie di progressi orientati al cliente, che consentiranno agli stampatori di ampliare la loro offerta, soprattutto nelle arti grafiche, settore particolarmente esigente. Mostreremo il potenziale di crescita reso possibile grazie a flussi di lavoro end-to-end perfettamente integrati, attraverso le potenti soluzioni di produzione digitale e le nuove frontiere dell’automazione. In occasione della manifestazione Canon mostrerà il proprio impegno nel lavoro con partner tecnologici, fornitori di servizi di stampa, acquirenti e tutti soggetti coinvolti nella catena del valore correlata alla stampa. L’obiettivo è quello di aiutare i clienti ad affrontare il cambiamento con successo e resilienza sia nel breve che nel lungo periodo”.
Le soluzioni di finitura end-to-end saranno presentate insieme a Hunkeler, partner Canon di lunga data, e a otto altri partner dell’azienda, per evidenziare la stretta correlazione esistente tra tecnologia e innovazione aziendale e mostrare l’ampia gamma di applicazioni possibile grazie alle soluzioni Canon.

Seminario Tecnico Fefco 2023, aperte le iscrizioni

Si rinnova l’appuntamento convegnistico biennale dell’industria europea del cartone ondulato con il Seminario Tecnico 2023 organizzato da Fefco, la Federazione che riunisce i produttori di cartone ondulato europei di cui fa parte Gifco per l’Italia.

L’edizione 2023 del Seminario Tecnico Fefco si terrà presso il Convention Centre di Lione (Francia) dal 25 al 27 ottobre 2023. Per partecipare è possibile registrarsi sul sito internet Fefco.

Quest’anno il tema dell’evento sarà “Shaping our future through innovation” e il programma è stato concepito dalla Operations&Innovation Committee (OIC) di Fefco, con particolare attenzione all’innovazione nelle fasi di produzione e fornitura, e alle azioni necessarie per adattarsi al contesto economico e legale in evoluzione. Queste le principali tematiche che verranno affrontate:

  • innovazioni in tema di efficienza energetica nell’industria del cartone ondulato;
  • innovazioni per l’ondulatore ed il converting;
  • tecnologia di stampa digitale nella catena di fornitura;
  • nuovi sviluppi tecnologici e sicurezza nell’industria del cartone ondulato.

Inoltre sono previsti sconti e condizioni di maggior favore per chi intendesse iscriversi al Seminario entro il 31 marzo 2023.

Come bilanciare convenzionale e digitale

La qualità acclarata della stampa della stampa digitale porta a fare valutazioni sulla possibilità di stampare su un sistema di stampa convenzionale o digitale ragionando sulle differenze tra tempi e costi.

La gestione dei costi è centrale per il buon funzionamento di ogni attività e conoscere come questi si sviluppano aiuta a capire come posizionarsi sul mercato e proporre il giusto prezzo. In diverse aziende e anche nelle sedi associative abbiamo affrontato questo argomento spiegando quanto sia cruciale la figura del preventivista e il controllo costi in azienda, sia nella fase di produzione sia nella valutazione di nuovi investimenti, costruendo uno schema in grado di dare un valore economico concreto.

Per rispondere alla classica domanda qual è il break-even tra i due processi di stampa serve condurre un ragionamento che parte dalla tecnologia e giunge al prodotto finale. Considerando che l’arrivo della stampa digitale e delle sue logiche di calcolo a costi copia all’inizio aveva messo in crisi gli stampatori, oggi le valutazioni sono più strutturate e più concentrate sulle esigenze produttive. Unico presupposto rimasto immutato è che ogni sistema di stampa digitale in commercio non è mai stato pensato per lunghe tirature a matrice fissa. La convenienza economica sulle lunghe tirature è, come nel caso della stampa transazionale, quando c’è alta variabilità dei dati. Inoltre, la progressiva riduzione dei tempi di avviamento nei processi di stampa convenzionali e l’aumento dei sistemi di automazione e controllo hanno ulteriormente ridotto il gap di tempistiche tra i processi di stampa.

Per fare una corretta valutazione dobbiamo prendere in considerazione gli stampati interessati, il livello di automazione del flusso di lavoro, gli step di lavorazione per realizzare l’intero prodotto e i controlli di qualità applicati. È l’insieme di questi elementi che costruiscono l’ossatura dei costi da considerare.

Considerazione per settori produttivi

Editoria

Il settore editoriale è di fatto quello che è stato investito dalla gestione stampa digitale o convenzionale con un importante spostamento dei volumi verso la prima. L’accresciuta qualità, l’ampio range di supporti e la progressiva riduzione delle tirature ha favorito l’ingresso della stampa digitale sia bobina sia a foglio. La capacità di fornire volumi finiti su linee automatiche in tempi ridotti ha portato ad aumentare sempre di più la produzione lasciando sempre più solo le grandi tirature alla stampa analogica o opere come vocabolari e codici che richiedono alta fogliazione a basse grammature che sono di difficile gestione per i sistemi di stampa digitale attuali.

Stampa commerciale

Anche nel settore stampa commerciale si sono spostati molti volumi rendendo di fatto labile il break-even tra convenzionale e digitale, rendendo la produzione di depliant, brochure, cataloghi funzionale più alla logica della produzione su richiesta. I clienti tendono ad annullare sempre di più le scorte di magazzino privilegiando i fornitori che sono in grado di fornire un servizio a richiesta e una logistica distributiva avanzata. Questo travaso di lavoro da convenzionale a digitale è stato possibile per la progressiva qualità e stabilità raggiunta di sistemi di stampa digitale e dalle aziende che hanno applicato i giusti processi di controllo qualità per mantenere sempre coerente il risultato di stampa. Quest’ultimo punto è risultato crucciale per gestire in modo trasparente le richieste di tirature più ampie che necessariamente portano a riprendere la produzione in convenzionale evitando le discrepanze qualitative dei diversi processi di stampa.

Stampa funzionale

Manualistica, fogli istruzioni, guide, prodotti stampati che sono collegati a produzioni industriale sfruttano sempre di più la flessibilità della produzione on demand e del versioning che è possibile realizzare tramite i sistemi di stampa digitale. Le richieste in questi settori cambiano spesso passando da produzioni ad alta fogliazione, che vedono più nella finitura il limite produttivo, ad una alta variabilità per l’utilizzo integrato di Qr Code e istruzioni on line che mantengo aggiornate le pubblicazioni e consentono di seguire video guide, scaricare aggiornamenti e certificati. Il prezzo di questi prodotti è un mix di stampa e servizio garantito dato che sono collegati alle logiche delle linee di produzione.

Mondo fotografico

Il cambio dei processi di stampa in questo ambito è stato per lo più determinato dalla accresciuta qualità raggiunta e dalle mutate richieste del mercato, con una integrazione sempre più ampia tra tecnologia di acquisizione commesse e una distribuzione one to one. Un mercato maturo dove la politica di prezzo è sempre un passo indietro all’effettiva qualità del processo di stampa e dove i processi di produzione sono integrati e ben definiti.

Packaging&etichette

I settori che stanno registrando le maggiori crescite in termini di numeri assoluti fanno per la stampa digitale le stesse considerazioni che sono state fatte nel settore della stampa commerciale. I fattori tecnici sono differenti, specialmente legati alle dimensioni, i tipi di supporto macchinabili e le tirature. Spesso sono macchine da stampa digitale sviluppate ad hoc per questi settori ed è il mondo delle etichette che ha una offerta ampia, con proposte differenziate per ambiti di utilizzo, e in continua evoluzione. Stessa valutazione nel mondo del packaging dove anche qui sono realizzate macchine specifiche che rispondono a esigenze mirate di produzione e che puntano a mercati nascenti e progetti di brand speciali. Definire i costi e break-even in questi ambiti è molto legato al tipo di clientela ed esigenze che ogni stampatore riscontra e il grado di investimento in nuovi mercati che vuole compiere.

I volumi di stampa in questi ambiti sono ancora molto differenti e la scelta di andare in digitale o convenzionale è sia tecnica sia di tempistiche ridotte in quanto sulle tirature la forbice dei costi può essere ancora molta ampia a favore della tecnologia analogica utilizzata.

Finitura, abbellimento, allestimento

Ogni prodotto stampato ha necessità di un processo di finitura per poter essere utilizzato e spesso diventa difficile o antieconomico adattare processi e macchine già presenti in azienda. Per questo motivo nell’analisi dei costi del prodotto finale è necessario considerare il ciclo completo di produzione da cui alcuni stampati possono trarre maggiore vantaggio immediato rispetto ad altri. È il caso dei prodotti editoriali, scolastici e universitari, che grazie ai sistemi di finitura in linea, o near line codificati, e alla standardizzazione del prodotto sono in grado di produrre volumi a costi competitivi anche gestendo commesse con tempi brevi.

Più elaborati i passaggi di abbellimento per cui sono state messe sul mercato diverse macchine digitali che possono soddisfare le esigenze sia delle produzioni digitali sia convenzionali, permettendo di diminuire i tempi di ammortamento e mantenere dei costi in linea con le produzioni più alte. Nella valutazione economica è essenziale capire qual è l’impatto inserendo le produzioni nelle programmazioni di lavoro già esistenti o se serve inserire nuove linee dedicate.

Automazione, tempo, qualità

La stampa digitale porta con sé un fattore intrinseco di automazione nel processo di stampa e altrettanto nella fase di acquisizione e impostazione delle commesse. L’automazione permette di liberare risorse uomo e tempo che possono essere dedicate a lavorazioni che richiedono maggiore intervento diretto e consente di ridurre gli errori nella esecuzione dei lavori standard. Avere processi automatizzati diventa quasi obbligatorio con le richieste di produzioni odierne: imposition, gestione colore, ottimizzazione dei consumi d’inchiostro, impostazioni di piega e taglio sono tutti elementi che possono essere gestiti automatico in acquisizione della commessa.

I benefici si concretizzano in termini di riduzione dei tempi di avviamento e una gestione ottimizzata della sala stampa compresi gli approvvigionamenti di magazzino. Malgrado sia comune a entrambi i processi, è la stampa digitale a risultare più avvantaggiata in quanto le informazioni sono già codificate e spesso hanno già a bordo sistemi informatici che aiutano a lavorare in quella direzione, chiedendo solamente una integrazione tra i sistemi di produzione.

Affinché il beneficio sia effettivo serve prevedere delle procedure di controllo qualità che permettano di applicare i setup di macchina necessari per la produzione in tempi brevi e con risultato certo e misurabile così da avere una tracciatura completa della produzione e un effettivo contenimento degli scarti di produzione. Bisogna considerare che errori di impostazione in produzione sul digitale si tramutano spesso in una ristampa completa del prodotto dovuto alla brevità delle tirature, scelta delle regole d’imposizione o per impossibilità apportare correzioni mentre si stampa.

L’automazione dei processi di stampa digitale coinvolge spesso anche i processi di finitura e, ultimamente, anche di nobilitazione sia in linea sia fuori linea ma integrati. Questo porta ad avere un miglioramento della capacità di risposta di produrre in tempi brevi e offrire una maggiore capacità produttiva su determinate lavorazioni, aumentando di fatto il raggio di azione della stampa digitale verso le produzioni convenzionali.

Tutti questo si deve però tradurre in un costo sostenibile per permettere di definire un corretto prezzo di vendita sul mercato. Come si bilancia la scelta tra digitale e convenzionale?

Sono pochi i fattori da tenere in considerazione: supporti di stampa, qualità attesa, formato finale e tiratura. Il peso di questi quattro fattori determina quale sistema di stampa darà le migliori performance in termini di tempi e costi.

Schema di analisi per valutazione economica

Bisogna considerare che una macchina da stampa digitale ha una vita media che viene espressa in anni, milioni di copie, metri. Si deve considerare che durano circa 5 anni e che i volumi di stampa prodotti determinano ogni quanto si devono fare degli stop di manutenzione necessari per mantenere i parametri qualitativi nel giusto range.

Non c’è un numero univoco di riferimento e ogni casa produttrice comunica i range di produzione che la macchina può mantenere e a cui attenersi per fare i calcoli dei costi. L’investimento iniziale dei motori di stampa dovrebbe essere ammortizzato nei primi 2 anni con un progressivo aumento della produzione acquisendo nuove commesse o efficientando le produzioni già in essere, spostando dei lavori da una macchina convenzionale o facendo rientrare commesse date in esterno.

Una differenza importante nella costruzione del prezzo c’è tra tecnologia inkjet, toner ed elettroink: mentre negli ultimi due viene definita una copertura media di stampa, in alcuni casi possono essere definite anche soglie di coperture differenti, e su di esso si paga il passaggio, nell’inkjet la copertura incide in modo diretto sulla definizione del prezzo legato ai consumi. Di solito le macchine digitali inkjet hanno dei contratti di manutenzione ma gli inchiostri sono esclusi perché il prezzo dello stampato è definito in base all’effettivo consumo d’inchiostro determinato da software che eseguono calcoli preventivi.

Le tecnologie toner ed elettroink hanno un range di supporti stampabili molto ampio che i molti casi coincidono con gli stessi supporti usati in convenzionale mentre nell’inkjet le gamma di supporti si riducono per via del necessario corretto assorbimento e asciugatura delle gocce. Per questo nello schema di analisi dell’inkjet è necessario anche introdurre il calcolo dei supporti dedicati che a fronte di un prezzo che può risultare più alto consentono di avere performance di produzione e consumi in linea o migliori con gli obbiettivi fissati.

Quindi è solo dall’analisi di tutti questi fattori che si può determinare la scelta di produrre in convenzionale o in digitale. L’evoluzione tecnologica di entrambi i processi di stampa rende difficile considerare un’unica soglia di break-even costringendo a considerare la soglia di pezzi in funzione del tipo di stampato e di post-stampa necessario per determinare quale processo di stampa sarà ottimale per la tiratura richiesta.

Considerazioni finali

Analizzare i diversi aspetti economici di una tecnologia di stampa verso un’altra è un esercizio che deve per forza considerare i prodotti interessati. Tutte le tecnologie di stampa digitale sono uguali? Assolutamente no.

L’arrivo del formato B2 nel foglio ha permesso di allargare gli ambiti di produzione, l’evoluzione degli inchiostri e di sistemi di asciugatura nel mondo inkjet a bobina e foglio sta portando lavori di direct marketing, cataloghi ed editoria che prima non erano limitati dalla qualità e dai costi, l’utilizzo degli inchiostri UV permette di ampliare la stampa su materiali non assorbenti, la possibilità di stampare in linea eptacromie e colori speciali come oro, argento, fluorescenti offre la possibilità di allargare le opzioni di offerta ai clienti e aumentare il valore delle produzioni.

La grande differenza tra i sistemi di stampa digitale e quelli di analogici sta nella flessibilità produttiva e nei tempi di messa in produzione. I tempi ridotti di ammortamento e le limitazioni in termini di tirature impongono nella scelta di un sistema di stampa digitale di avere chiaro l’ambito di produzione che andrà a coprire considerando sia il sistema di stampa a se stante sia come integrazione nelle produzioni già esistenti. I numeri ben fatti sono la migliore base per intraprendere percorsi di crescita solidi.