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Nuove guide e specifiche sul PDF dal Ghent Workgroup

Una delle più grandi problematiche nell’adozione di tecnologie complesse, nel settore delle arti grafiche è che spesso gli operatori hanno la sensazione di non capirle. A tal proposito è stata appena pubblicata la versione in italiano della guida “PDF Standards FAQ” un progetto realizzato in collaborazione con Faenza Printing (una delle realtà di stampa più amate dentro e fuori i confini nazionali) e alla disponibilità del Ghent Workgroup, per promuovere nel nostro territorio il progresso tecnologico e culturale. Il documento è stato scritto per chiarire le terminologie che si potrebbero incontrare, demistificare alcune delle frasi comuni che si potrebbero sentire e fornire spunti per aiutare a navigare nel meraviglioso mondo degli standard PDF. Di seguito andremo a scoprire come il GWG ha cercato di chiarire alcuni aspetti in modo che fossero di più facile comprensione e come ha intenzione di semplificare ulteriormente la vita degli operatori grafici con il rilascio di nuove specifiche tecniche.

Se si lavora con dei documenti PDF, è probabile che ci si sia imbattuti con gli standard PDF. Si potrebbe volontariamente salvare un PDF conforme a questo o a quello standard, ma si potrebbe usarne anche altri senza esserne consapevole. Perché? Perché molti produttori che creano software, implementano gli standard salvando un file PDF per un uso specifico, direttamente dalle funzionalità non espressamente dichiarate dal software. È sempre meglio essere a conoscenza di cosa si sta facendo. Usare gli standard PDF correttamente è importante e conoscere cosa possono o non possono fare per noi può fare la differenza per ottenere il risultato che stai cercando.

Il PDF (acronimo di Portable Document Format) è stato inventato da Adobe nel 1993 e a quel tempo non era certamente uno standard, poi è stato preso in gestione da ISO (Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione) ed è diventato uno standard internazionale. Il suo numero è il 32000 e ci sono al momento due versioni: 32000-1 usato quasi ovunque e 32000-2 che è in divenire. Quindi sì, oggi il PDF è ufficialmente uno standard. Dato che il PDF è stato standardizzato, non significa che tutte le sue funzionalità siano appropriate per essere utilizzate in ogni situazione. Dal momento che fu inventato, ebbe un utilizzo molto ampio che non è cambiato con il passare degli anni. Il documento ufficiale dello standard PDF di ISO è di oltre mille pagine; molte implementazioni hardware e software supportano solo in parte le funzionalità possibili. L’obiettivo fondamentale di ogni PDF standard è quello di eliminare le incertezze e tutti seguono essenzialmente lo stesso principio; proibire l’utilizzo di certe funzionalità o parti di esse e imporre l’utilizzo di altre funzionalità in modo deciso. Questo significa che gli standard PDF sono un sottogruppo del PDF, mirati a essere utilizzati in specifiche e controllate circostanze. Generalmente, si definiscono standard PDF quelli che sviluppa ISO e specifiche PDF quelle proposte dal Ghent Workgroup. Realisticamente entrambi cercano di incrementare la standardizzazione e l’affidabilità dei documenti PDF: l’organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) crea gli standard per l’intera industria delle arti grafiche con il PDF/X, mentre il GWG crea sul PDF/X standard delle proprie specifiche. Questo significa che la principale differenza tra i due è che il PDF/X è molto più generico (poiché è indirizzato a tutto il settore delle arti grafiche) mentre il Ghent Workgroup crea delle specifiche basate sul PDF/X per diversi segmenti di mercato all’interno del settore delle arti grafiche denominato PDF/X-Plus, che viene utilizzato per definire le restrizioni addizionali che vengono aggiunte al PDF/X standard, attraverso le specifiche del Ghent Workgroup. In altre parole, le specifiche del Ghent Workgroup contengono tutte le restrizioni del PDF/X con in più requisiti addizionali. Il PDF/X si definisce come un sottoinsieme di PDF “sicuro”, cioè un elenco di quali funzionalità possono essere usate in sicurezza, senza causare incertezza o confusione. La “X” sta per “Blind eXchange”. È utile sapere che questa definizione di “scambio cieco” sta al centro dello standard. Il pensiero dietro al PDF/X è che, “se io sono un creativo e tu sei uno stampatore, io dovrei essere in grado di creare un file PDF/X, mandarlo senza troppe spiegazioni e tu dovresti essere in grado di stamparlo esattamente come io l’ho progettato”. Scambiando dei documenti PDF generici, questo risulta essere molto difficile poiché il PDF è un formato molto ampio. Lo standard PDF/X proibisce tutte quelle funzionalità dei PDF (o parti di funzionalità) che renderebbero il concetto di scambio cieco impossibile e impone l’utilizzo di altre funzionalità per aumentarne l’affidabilità. Spesso viene chiesto se è ancora possibile avere dei problemi utilizzando il PDF/X. Sì, è possibile. Prima di tutto, il PDF/X riduce la complessità del PDF, limitando l’utilizzo delle sole funzionalità consentite. Ciò non toglie il fatto che anche il PDF/X rimane tecnicamente complesso. Siccome nessun software è perfetto e lavorare con formati di file complessi è difficile, ci potrebbero comunque essere cose che vanno storte. La cosa più importante e fondamentale è che il PDF/X è uno standard ISO generico per le arti grafiche. Se ci si pensa, questo settore è straordinariamente ampio: per esempio le caratteristiche tecniche per stampare un biglietto da visita sono molto diverse da quelle utilizzate per stampare un manifesto. Per cui il PDF/X deve rimanere generico per alcuni aspetti. Nello standard PDF/X non si troveranno limiti alla sommatoria degli inchiostri, alla dimensione minima dei testi o alla risoluzione delle immagini. Questo significa che il PDF/X è inutile? Niente può essere più lontano dalla verità. Di certo non è perfetto, ma è sicuramente meglio che usare un PDF generico. Si immagini una scala progressiva; scambiarsi file generati da applicazioni native non è ideale, usare invece il PDF è già meglio, utilizzare il PDF/X è ancora meglio.

Il PDF/X fu originariamente inventato nel 2001 e da allora, diversi tipi di standard sono stati creati per differenti ragioni (buone e meno buone). Comunque, chi è consapevole dei processi interni nello sviluppo degli standard ISO, potrebbe far riferimento a diverse “parti” dello standard PDF/X, piuttosto che a tipologie o versioni. Sono tutte equamente importanti? Difficile arrivare ad una risposta obiettiva. L’importante è che si sappia che esistono queste versioni: PDF/X-1a, PDF/X-4 e PDF/X-6. Perché la numerazione non è consecutiva? Diciamo che la storia è una severa insegnante e con il senno di poi quello che sembrava una buona idea (gli standard intermedi PDF/X-3 e PDF/X-5) non ha avuto il successo sperato. Inoltre, queste sono le versioni più importanti del PDF/X, ma è possibile che ti possa imbattere in altre versioni meno diffuse per specifici flussi di lavoro, come ad esempio il PDF/X-4p, il PDF/X-5g o il PDF/X-6n. Ma quale versione di PDF/X dovrei utilizzare? Questa è una domanda alla quale non c’è un’unica risposta possibile. Sembra crescere l’opinione che sia meglio usare il PDF/X-4 se non ci sono buone ragioni per cui si è legati al PDF/X-1a. Dal punto di vista teorico il PDF/X-4 è chiaramente meglio, ma nella pratica si devono considerare le differenti parti coinvolte nel flusso di lavoro e le relative dotazioni hardware e software utilizzate. A seconda del flusso di lavoro, ci potrebbero essere problemi di produzione (chi si assume le responsabilità per cosa) che necessitano di essere presi in considerazione. Se fosse possibile, ci si dovrebbe interfacciare con la persona successiva a se stessi nel flusso di lavoro. Se si creano dei contenuti che devono essere stampati, si dovrebbe parlare con lo stampatore con cui si dovrà lavorare. Bisogna scoprire quale standard usano, come vorrebbero ricevere i documenti PDF, con quali profili di verifica preliminare lavorano. Questa è la raccomandazione numero uno. Se questa non è una possibilità, è necessario guardare alle specifiche GWG e utilizzarne una che sia conforme al tipo di lavoro che si sta creando. Il GWG ha impostazioni predefinite e profili di verifica preliminare che si possono usare per le più diffuse applicazioni software. Si possono usa queste gratuitamente dal sito. Se per qualsiasi ragione non è possibile utilizzare le specifiche del GWG, prova con il PDF/X. Se anche quello non è possibile (solo se c’è davvero una buona e motivata ragione), bisogna usare il PDF standard. Essenzialmente il rischio di problemi accresce a ogni passaggio. I file conformi alle specifiche del Ghent Workgroup sono più affidabili rispetto al PDF/X, che a sua volta è più affidabile rispetto al PDF standard. Utilizzare gli standard forniti dal proprio stampatore è sempre la cosa migliore da fare.

Senza dubbio il GWG mette sempre a disposizione delle guide di ottima qualità tecnica e questa è sicuramente una delle migliori disponibili gratuitamente sul mercato, insieme a quella pubblicata qualche anno fa su come preparare correttamente un PDF/X per la stampa, denominata “GWG PDFX-4 Workflow”.

Fedrigoni ottiene la valutazione Platino da Ecovadis, l’agenzia internazionale di rating ESG

Fedrigoni tra i campioni della sostenibilità. Il Gruppo ha ottenuto il massimo riconoscimento, Platino, da Ecovadis, l’agenzia internazionale di rating ESG che ogni anno esamina 75.000 aziende di tutte le dimensioni e di 200 settori produttivi nel mondo, valutandone le attività e i sistemi di gestione sotto il profilo dell’attenzione all’ambiente e della responsabilità sociale. Questo risultato colloca il Gruppo nell’1% delle imprese della stessa industria a livello mondiale per performance ESG.

Fedrigoni, player globale nella produzione e vendita di carte speciali ad alto valore aggiunto per packaging e altre applicazioni creative, e di etichette e materiali autoadesivi premium, ha ottenuto l’ambizioso punteggio di 85/100, ma sulle politiche di riduzione dell’impatto ambientale la valutazione è salita addirittura a 100/100. Diversi i fattori che hanno influenzato quest’ultimo punteggio: la comunicazione trasparente, negli anni, di obiettivi e risultati tra cui la riduzione delle emissioni, approvata dalla Science Based Target Initiative, il consumo di acqua e la gestione dei rifiuti; un piano d’azione chiaro per raggiungere i target ESG nel 2030; e una responsabilizzazione diffusa di tutti i manager in azienda, legando una quota significativa degli MBO al raggiungimento dei target ESG (tra il 15% e il 25% a seconda del ruolo).

Un percorso lungo, spesso complicato, mirato a fare progressi ogni giorno, insieme a tutti gli attori della filiera packaging-autoadesivo-stampa. I numeri dimostrano la rilevanza per Fedrigoni delle tematiche ESG, che pervadono l’intera strategia di crescita: le emissioni assolute di CO₂ sono calate dell’1,5% a fine 2021 a fronte di un aumento dei volumi prodotti del 5% (dal 2019); l’acqua pulita restituita all’ambiente ha superato l’obiettivo fissato al 2030, confermando una gestione responsabile del cosiddetto oro blu quanto mai importante in questo periodo di estrema siccità (97% contro il 95% del target). L’azienda ha scelto un approccio concreto e misurabile che prevede un percorso di miglioramento continuo, senza interruzioni. E infatti i risultati a maggio 2022 confermano il trend positivo: i rifiuti recuperati in ottica circolare e non mandati in discarica sono arrivati all’89% (dall’84% di fine 2021) e i fornitori selezionati secondo criteri ESG sono saliti all’88% (dall’81% di fine 2021), con un incremento del 100% negli ultimi 12 mesi (44% a maggio 2021), avvicinandosi all’obiettivo 2030 del 95%.

“Se l’Oro ottenuto nel 2021 certificava l’impegno strutturato e primi buoni risultati raggiunti – commenta Marco Nespolo, amministratore delegato di Fedrigoni – il Rating Platino, con un punteggio così alto, mostra che il cammino intrapreso sta portando ottimi frutti e ci pone nel top 1% del mercato mondiale con riferimento alle nostre industrie. La Medaglia di Platino rappresenta un importante traguardo, che è per noi motivo di orgoglio. Non è però un punto d’arrivo, bensì uno stimolo a migliorare ancora”

“Sono vent’anni che investiamo per rendere sempre più sostenibili i nostri processi, i prodotti e le relazioni con le nostre persone e con i territori in cui operiamo – aggiunge Chiara Medioli Fedrigoni, chief Sustainability&Communication Officer di Fedrigoni Group – e negli ultimi due anni abbiamo impresso un’accelerazione ulteriore al nostro impegno ESG. Siamo molto consapevoli delle sfide che il Paese affronta, sia a livello energetico e di riduzione delle emissioni di CO2,  sia nell’uso delle risorse ambientali: lavoriamo con molti partner tecnologici internazionali e con due centri di ricerca per migliorare le nostre performance e dare sia ai clienti che ai cittadini soluzioni sostenibili”.

In ambito sociale, l’azienda è impegnata a creare un ambiente lavorativo sempre più sicuro e inclusivo. Un risultato rilevante riguarda gli infortuni sul lavoro, che un’attenta politica di sensibilizzazione dei comportamenti corretti ha portato a migliorare più rapidamente del previsto: dal 2020, infatti, l’indice di frequenza degli infortuni è diminuito del 35% (maggio 2022), rendendo più che raggiungibile l’obiettivo a dieci anni del -67%. Il target 2030 di 30% minimo di donne in posizione manageriale verrà aumentato, visto che già ora la percentuale è al 27% (maggio 2022).

 

Assemblea annuale Assocarta: “Energie per la transizione”

Si è tenuta, presso Associazione Civita a Roma, l’Assemblea Annuale di Assocarta dal titolo Energie per la transizione. Lorenzo Poli presidente Assocarta ha illustrato l’andamento del settore cartario italiano nel 2021-2022 con un focus sulle richieste del comparto al Governo per poter allineare l’industria cartaria italiana a quella europea sui temi della transizione ecologica ed energetica. Con la partecipazione di Laura D’Aprile – capo dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi del MITE, Alessia Rotta – presidente Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Giorgio Zampetti – direttore di Legambiente, Chicco Testa – presidente di Assoambiente e Giovanni Baroni – vice presidente Confindustria e vice presidente Piccola Industria.

“Nel 2021 la produzione italiana di carte e cartoni si attesta a oltre 9,6 milioni di tonnellate (+12,5% dopo il -4,1 % del 2020) che, per la prima volta, pone l’Italia al 2° posto in Europa, dopo la Germania” afferma Poli all’Assemblea. “Se, poi, guardiamo i risultati ambientali ci rendiamo conto del doppio dividendo: gli obiettivi economici sono stati conseguiti insieme a quelli ambientali. Il settore utilizza il 90% di fibre vergini certificate PEFC e FSC ed è il 2° secondo riciclatore in Europa, dopo la Germania, oltre ad aver ridotto le emissioni di CO2 del 30% dagli anni ’90 ad oggi” spiega Poli.

L’andamento del settore cartario italiano è trainato dagli sviluppi del comparto dell’imballaggio (+14,7%), anche per effetto di nuove capacità entrate in attività tra fine 2020 e inizio 2021. In recupero anche la produzione di carte per usi grafici (+21,4%) dopo le riduzioni registrate nel 2020 (-26,5% sul 2019) per l’effetto combinato delle misure adottate per arginare la pandemia. Positivo anche il trend presentato dalle altre specialità (+13,5% dopo il -3,5% del 2020). Dopo le espansioni sperimentate nel 2020 (+3,3% sul 2019), trainate dal segmento domestico, la produzione di carte per usi igienico-sanitari non ripete, invece, l’incremento.

Nel 2021 il consumo di carta da riciclare è aumentato di oltre il 16% rispetto al 2020, collocandosi a oltre 6 milioni di tonnellate. Con tale livello di consumo, l’Italia è il secondo utilizzatore di carta da riciclare a livello europeo (era terza nel 2020), dopo la Germania, seguita da Spagna e Francia. Il settore della carta, grazie al sistema consortile e al ruolo delle cartiere nel riciclo finale, ha già raggiunto l’obiettivo di riciclo del’85% al 2030.

“Risultati economici e ambientali positivi ma l’attuale situazione di emergenza continua legata ai costi energetici causa forti preoccupazioni nel settore. I prezzi del gas, dopo il record di dicembre (oltre 113 €/Mwh) e i leggeri allentamenti di gennaio e febbraio (86 e 81 €/Mwh), a marzo hanno raggiunto quota 126,6 €/Mwh, che vuol dire in media 6 volte di più rispetto ai prezzi di giugno 2021 (ma in una giornata si è arrivati a 15 volte in più). E a seguito delle riduzioni delle forniture di Gazprom a Italia e Germania, si attendono nuovi rialzi” prosegue Poli.

Inoltre, le quotazioni dei crediti di emissione di CO2 sono in salita pressoché continua da marzo 2020. Il nuovo record assoluto è dell’8 febbraio 2022: 96,38 €/ton. Da una media di 25 €/ton del 2019-2020 questa voce di costo si è attestata su quasi 54 €/ton nel 2021, per arrivare in questi primi mesi 2022, in prossimità di 83 €/ton, senza alcun vantaggio in termini di raggiungimento di obiettivi di riduzione.

“Se aggiungiamo inflazione, crescita dei tassi d’interesse, inversione nei consumi a seguito del conflitto russo ucraino, l’incertezza cresce ancora e viene ulteriormente accentuata dalla minor efficienza della nostra macchina amministrativa” evidenzia Poli. “I dati dei primi quattro mesi del 2022 non rilevano ancora l’impatto di questi fattori in quanto la produzione è in aumento del 3,4% rispetto ai volumi di crescita dello stesso periodo 2021 (+7,1% sul 2020). La produzione di carte per usi grafici ha fatto rilevare un incremento del 4,5% rispetto ai livelli del gennaio-aprile 2021. In aumento anche i volumi dei prodotti destinati all’imballaggio (+4,9%), per le buone dinamiche presentate dalle carte e cartoni per cartone ondulato (+4,4%) e dai più contenuti volumi di altri cartoni da imballaggio (+5,9%) e di altre carte per involgere ed imballo (+5%). In riduzione, invece, la produzione di carte per usi igienico-sanitari (-1,4%) e di altre specialità (-3,2%)” conclude Poli.

“Non possiamo più permetterci una minore efficienza amministrativa a causa dell’emergenza geo-politica e delle decisioni della bio-politica, che chiede di andare sempre più veloci sulla strada della decarbonizzazione, con l’obiettivo di incassare un doppio dividendo” afferma Poli.“Le politiche energetiche e la decarbonizzazione devono seguire un’equazione che tenga in considerazione le filiere industriali e i lavoratori – sottolinea ancora – altrimenti c’è il rischio che si riducano a una forma di giardinaggio”.

“È fondamentale, oggi più che mai, far comprendere al decisore politico che i settori energivori, come quello della carta, sono anche i campioni di sostenibilità. Penso all’impegno messo in campo per far sì che un Paese come il nostro, povero di materie prime, possa recuperarle dagli scarti di lavorazione e dai rifiuti per reimmetterle nei processi produttivi, con effetti positivi sia in termini di riduzione della CO2 e minor impatto sulle matrici naturali, sia in termini di riduzione della dipendenza dalle importazione estere. Bisogna portare avanti con decisione ogni proposta che consenta alle imprese di resistere all’onda d’urto del rincaro dei prezzi delle commodity e la scarsità di materie prime. Su questo fronte ci giochiamo davvero la sopravvivenza stessa di parti importanti del nostro tessuto produttivo” afferma Giovanni Baroni vice presidente Confindustria e presidente Piccola Industria nel suo intervento conclusivo.

In questa ottica occorre, secondo Assocarta, lavorare su cinque proposte operative oltre all’estensione del credito d’imposta al terzo trimestre per l’acquisto di gas (inclusa la cogenerazione) e di energia elettrica, misura non prevista nel DL Bollette approvato mercoledì scorso, ma che deve essere assolutamente considerata, fintanto che ne sussisteranno le condizioni.

1) attuazione della gas release già adottata dal Governo Italiano;
2) attuazione alla Direttiva RED II con il decreto che prevede la promozione dell’uso del biometano nei settori energivori e nelle cogenerazioni industriali;
3) estendere l’istituto della Comunità Energetica all’industria, togliendo innanzi tutto il limite di 1 MKw e il vincolo di essere sotto la stessa cabina elettrica;
4) promuovere gli investimenti privati nell’incremento e nella gestione della forestazione che consentano la “cattura” di carbonio, da parte dei soggetti industriali che si impegnino in progetti in tali ambiti e cosi aggiungano nuova potenziale disponibilità di biomassa all’interno del mix energetico;
5) migliorare ancora l’Economia Circolare con una dichiarazione che attesti che la spedizione e il trattamento dei rifiuti al di fuori dell’Unione avviene in condizioni equivalenti agli obblighi previsti dal diritto ambientale UE.
Infine, ma non meno importante, in linea con la legislazione vigente, tra i contenuti obbligatori del Piano Nazionale Gestione dei Rifiuti e dei Piani Regionali, accanto al recupero di materiale e di energia, l’inclusione del recupero e dello smaltimento dei rifiuti che ne derivino, quindi anche degli scarti del riciclo della carta.

Scarica gratuitamente lo speciale inkjet!

Soddisfare al meglio le richieste dei clienti intercettando le esigenze sempre più sofisticate e creative dei progettisti, con un occhio attento alla parte economica e alla sostenibilità dei materiali impiegati sono alcune delle tematiche che agitano il mercato e a cui la tecnologia inkjet può dare risposte concrete.

Forte di una costante crescita, che spazia dalla stampa commerciale a quella editoriale, dal packaging alle etichette fino ad arrivare all’out of home l’inkjet continua ad attrarre l’attenzione di tutti gli addetti ai lavori.

Lo si evince anche dalle pagine di questo speciale che propone oltre alle testimonianze degli stampatori che hanno affiancato l’inkjet alle macchine da stampa tradizionali, quelle dei fornitori di supporti e dei tecnici del settore.

In particolare è da segnalare come il settore dei substrati, pur nonostante la crescita dei costi energetici, le difficoltà legate alla reperibilità delle materie prime e all’instabilità geopolitica, continui a dimostrare di saper intercettare i bisogni dei clienti e le istanze dei consumatori che orientano le proprie scelte verso materiali a basso impatto ambientale.

Per chi volesse togliersi ogni dubbio sul tema degli inchiostri consigliamo la lettura del relativo articolo; in esso vengono analizzati dal punto di vista tecnico tutti i tipi di inchiostri (UV, solvente, a base acqua, Latex) per poi essere messi in relazione con temi più legati alla conduzione dell’impianto produttivo, alla preparazione del supporto di stampa e allo stoccaggio.

Ci piace chiudere questa breve introduzione allo speciale citando le parole dell’autore dell’articolo «la sfida della stampa inkjet è quella di riuscire a fare volare» le micro-goccioline di inchiostro sul supporto e poi di «fermarle lì, esattamente dove devono stare, perfettamente asciutte e resistenti agli agenti esterni». Buona lettura!

Scarica gratuitamente lo speciale compilando il form di seguito!

Mondi e Pergraphica

Una serata in libertà tra musica, arte, colori e carte organizzata da Mondi presso lo Spazio Cernaia a Milano il 21 giugno per festeggiare Pergraphica la carta che soddisfa i severi standard internazionali stabiliti da FSC (FSC-C015522), EU Ecolabel e altre certificazioni. Una occasione che ci ha permesso di tornare bambini osservando il volume illustrato da Suzy Lee, artista coreana pluripremiata e vincitrice dell’ultimo premio Andersen. Il suo silent book “Estate” edito in Italia da Corraini Edizioni, è un’esplosione di colori impressi dalle grafiche Esperia (Lavis, TN) su carta Pergraphica. Una serata di festa, accompagnati dalla musica “dal vivo” ispiratrice anche del volume di Antonio Vivaldi che ha permesso a cinque invitati di ricevere tramite sorteggio, una copia di “Estate”. Riscoprire passioni e ispirazioni per dare forma alle emozioni: Pergraphica ha realizzato un volume per condurci attraverso sei sensazioni di “viaggi” immaginari in collaborazione con Adobe Stock dal titolo “Catching Feels”. Immagini esaltate da tecniche e finiture di stampa applicati a differenti tipologie di carte che aggiungono profondità ed espressività all’opera.

Kurz Label Weeks, quattro mesi di dimostrazioni dal vivo

Partono le settimane dell’etichetta Kurz: gli appuntamenti possono essere prenotati ora.

Si è svolta ieri la conferenza stampa online per il lancio delle Kurz Label Weeks, le settimane di presentazione delle tecnologie Kurz che da oggi fino al fino al 28 ottobre 2022 permetteranno agli operatori di tutto il mondo di conoscere le tendenze e le tecnologie che daranno forma all’industria del packaging nei prossimi anni.

Saranno 4 mesi in cui diverrà possibile per chiunque scoprire le soluzioni più innovative per la nobilitazione di etichette e packaging. Gli appuntamenti possono già essere prenotati.

Largo alla sostenibilità

Il tema conduttore delle Kurz Label Weeks sarà quello della decorazione sostenibile. A partire dalle nuove soluzioni rivoluzionarie Kps Slim e Kpw Slim, ancora in attesa di brevetto, che riducono lo spessore del supporto di trasferimento del 50% permettendo agli stampatori di risparmiano notevoli risorse e inquinare di meno.

Ma anche i nuovi processi di trasferimento sostenibili, vale a dire privi di emissioni e in grado di evitare il trasferimento del Pet al prodotto. Un’atra importante novità presente alle Kurz Label Weeks sarà inoltre il Kurz Transfer Recycling, con la presentazione di Recosys, il primo sistema di ritiro del Pet per specifico per le industrie delle etichette.

Finitura e poststampa

Sarà soprattutto il tema della finitura digitale a farla da padrone durante le settimane Kurz. Verranno infatti mostrate in funzione le nuove unità di stampa per la decorazione digitale Dm-Uniliner 2D e 3D con applicabilità universale nell’elaborazione pre e poststampa.

Soluzioni e macchine che metteranno sotto i riflettori tutte le potenzialità espressive dei disegni metallizzati e delle strutture olografiche, con giochi di colori cangianti ed effetti tattili. Un’occasione unica per sperimentare le grandi possibilità della finitura digitale.

Come prenotarsi

Per visitare la piccola fiera Kurz è necessaria la registrazione. Gli interessati possono già selezionare una data libera nel calendario presente sul sito web, che sarà poi confermata via e-mail.

Kurz offrirà anche una piattaforma digitale su cui è possibile esaminare le macchine e i prodotti esposti, un servizio aggiuntivo per tutti coloro che non possono recarsi di persona a Fürth durante il periodo della fiera.

Per prenotare una visita è possibile calendarizzare una data direttamente da questo link [https://labelweeks.kurz-graphics.com/#c11].

 

 

Lecta, nuova collezione di etichette per bevande e prodotti enogastronomici

Il nuovo catalogo di etichette Adestor comprende una gamma di materiali autoadesivi per applicazioni di etichettatura di vini, liquori, birre artigianali e prodotti enogastronomici. Ogni etichetta è disponibile in diverse dimensioni che consentono di valutarne l’aspetto, il tatto e la finitura, nonché l’applicazione sul prodotto finale.

Il nuovo catalogo Adestor riafferma anche l’impegno di Lecta per la sostenibilità, con innovazioni sviluppate per ridurre l’impatto ambientale e promuovere l’economia circolare: Essence Nature DfE 90 WS, 100% riciclato con finitura marcata in tessuto; Stonepaper 144 DfE, certificato Cradle to Cradle Silver, realizzato con polvere minerale; e Cold Ice White 110 HWS con tecnologia HWS, che permette di rimuovere il film barriera comunemente usato e sostituirlo con uno strato naturale e altamente resistente all’umidità, ottenendo così un’etichetta senza plastica.

L’intera gamma Adestor è prodotta secondo gli standard di gestione ambientale ISO 14001 ed EMAS, efficienza energetica ISO 50001, qualità ISO 9001 e salute e sicurezza sul lavoro ISO 45001. È anche disponibile su richiesta con certificazione forestale PEFC e FSC Chain of Custody C011032.

La gamma Liyu raddoppia con la nuova famiglia Pro XL

A Fespa 2022 Liyu si conferma tra i più importanti produttori di sistemi di stampa e plotter da taglio del panorama internazionale. All’interno dell’ampio stand i visitatori hanno potuto apprezzare la completezza della gamma di stampanti di fascia alta dalle prestazioni industriali, impegnate per tutta la durata della kermesse in sfidanti dimostrazioni live. Una gamma che continua a crescere di pari passo con l’espansione del brand Liyu in Italia, così come in Europa.

Fespa è stata l’occasione per annunciare il raddoppio della già ampia gamma presentando la nuova famiglia Pro XL, sistemi contraddistinti da performance incrementate grazie all’implementazione di nuove soluzioni tecnologiche. Tra le novità che caratterizzano la nuova gamma Pro XL, l’esclusivo carrello di stampa proposto nell’inedito formato Extra Large, in grado di montare fino a 16 teste per offrire prestazioni ancora più elevate in termini di produttività. Il nuovo carrello XL è stato presentato a Berlino in abbinamento alla ibrida Q3 3200 Pro XL e alle flatbed KC 3020 Pro XL e KC 2512 Pro XL, tutte equipaggiate con l’altra grande novità messa a punto dal reparto R&D di Liyu: il motore lineare magnetico. Un’esclusiva innovazione tecnologica che permette la movimentazione del carrello tramite una banda magnetica, assicurando massima silenziosità ed eliminando qualsiasi vibrazione in fase di stampa.

In anteprima a Fespa tutti i sistemi della gamma Liyu hanno montato le nuove teste Ricoh Gen 6 che assicurano un incremento della velocità del 30% rispetto al modello precedente e una qualità di stampa ancora più elevata grazie alla goccia da 5pl. Altra novità, le barre di sicurezza per una sempre maggiore tutela degli operatori durante il processo di stampa.

I visitatori di Fespa hanno dimostrato grande interesse anche per quelli che ormai sono considerati i best seller di Liyu, come il plotter ibrido Platinum Q2, con il suo esclusivo meccanismo di apertura che facilita il passaggio da roll to roll a flatbed, la roll to roll da 5 metri QR LED e il plotter da taglio piano Platinum Q-Cut, con possibilità di cambio automatico degli utensili che assicura eccezionale versatilità per tagliare, fresare e cordonare un’ampia varietà di supporti. Al loro fianco anche PCT 3200, la roll to roll UV Led per lavorazioni di alta qualità su PVC, canvas, banner, carta fotografica, pelle, ecopelle, vinile e moltissimi altri materiali in bobina.

Konica Minolta presenta AccurioLabel 400

Mostrate in anteprima mondiale le caratteristiche della potentissima macchina da stampa a toner per etichette che sarà disponibile sul mercato dal primo trimestre del 2023.

C’era grandissima attesa per la presentazione della AccurioLabel 400, la nuova macchina digitale per la stampa di etichette di Konica Minolta. Mostrata in anteprima mondiale direttamente dallo showroom di Madrid nel corso del Konica Minolta European Labels&Packaging Exhibition di fine maggio, la AccurioLabel 400 ha saputo convincere la platea di operatori e giornalisti presenti grazie alle sue particolari performance di livello industriale. Si tratta infatti di un modello di fascia medio-alta con caratteristiche notevoli per quanto riguarda la produttività e la velocità, offrendo una stampa digitale di alta qualità a prezzi accessibili.

La AccurioLabel 400 raggiunge la velocità di stampa di 39,9 metri al minuto con una capacità di scansione di 1.200 dpi, equivalente a 3.600 dpi, ed è in grado di gestire due diverse larghezze di banda, 330 e 250 mm, offrendo un’elevata qualità di output. A queste caratteristiche si accompagna una forte automazione e una grande facilità d’utilizzo da parte degli operatori, riuscendo anche a ridurre sensibilmente i costi di gestione complessivi grazie a una robustezza delle parti ancora più duratura.

La nuova soluzione toner a passaggio singolo è inoltre completamente aggiornabile per i clienti già in possesso di una AccurioLabel 230 e che stanno espandendo la propria attività nei mercati in crescita della produzione di etichette e del confezionamento.

L’aggiunta del bianco

La nuova AccurioLabel 400 è disponibile in 4 e 5 colori, grazie all’aggiunta del toner bianco. Il quinto colore spot consente infatti di aumentare ancora di più le opportunità commerciali grazie alla tinta bianca coprente, nitida e luminosa ottenibile su un’ampia gamma di supporti, in particolar modo le decalcomanie e i film trasparenti adesivi. Ma è ancora presto per conoscere con precisione se altri colori spot saranno disponibili sul nuovo modello Konica Minolta una volta che questa entrerà nel mercato.

Ulteriori sviluppi dell’impiego di colori spot sono infatti in corso d’opera, dal momento che la macchina da stampa deve ancora essere implementata nella versione finale, superando, nel corso dei prossimi mesi, una serie di prove tecniche. L’inizio ufficiale delle vendite dell’AccurioLabel 400 è previsto infatti per il primo trimestre del 2023 dopo le fasi di beta test.

I sistemi di controllo IQC e IQ-501

Il nuovo modello sarà disponibile di serie con il sistema di controllo Intelligent Quality Care e dell’innovativo IQ-501. L’Intelligent Quality Care consente il controllo in tempo reale dell’opacità del toner bianco, il controllo della stabilità del colore, nonché la calibrazione automatica insieme alle regolazioni della densità e la creazione del profilo. Il sistema IQ-501consente invece di mettere a punto registro e colore in modo rapido, con verifiche in linea e tolleranze di regolazione controllabili dall’operatore. Entrambi i sistemi di verifica aumenteranno l’usabilità e l’automazione con AccurioLabel 400. La produzione di etichette beneficerà quindi di livelli di controllo più elevati per una produzione industriale di alta qualità.

I monitor multipli del pannello a sfioramento, presenti in tre diverse aree della macchina, consentono inoltre un funzionamento intuitivo per gli operatori, eliminando la necessità di una lunga formazione degli stessi. Le attività che richiedevano tempo su macchine analogiche possono essere eseguite in modo rapido e accurato garantendo una qualità di stampa stabile.

La soddisfazione di Konica Minolta

Già leader del mercato europeo nella stampa digitale per etichette con una quota di mercato del 28% nel 2021, Konica Minolta continua a percorrere la strada dell’innovazione con l’introduzione di questo nuovo potente modello. Il colosso giapponese sta macinando ordini su ordini ed è sempre più impegnato a fornire al mercato globale soluzioni complete di stampa e finelinea, come ha sottolineato Toshitaka Uemura, corporate senior vice president della divisione Professional Print Business di Konica Minolta, presente all’evento madrileno. Proprio quest’anno Konica Minolta ha celebrato le 1000 installazioni nel mondo dal 2016, di cui il 34% in Europa, della sua macchina da stampa digitale a toner AccurioLabel 230, a meno di sette anni dall’ingresso nel mercato delle etichette.

Grandi attese di vendita

«La AccurioLabel 400», ha affermato Carsten Bamberg, business development manager di Konica Minolta Europe, durante la presentazione, «si aggiunge alla nostra vasta gamma di soluzioni di stampa innovative per consentire la trasformazione digitale che include anche flussi di lavoro, software e automazione dei processi e soluzioni cloud come parte del percorso verso la fabbrica intelligente. Con una stima di oltre 3.000 convertitori di etichette nei mercati a medio e alto volume, siamo fiduciosi di acquisire quote di mercato significative con la nostra AccurioLabel 400, che avrà un costo totale di proprietà estremamente competitivo».

«La digitalizzazione dell’industria delle etichette», ha poi concluso Bamberg, «continuerà ad accelerare con una crescita prevista a due cifre ogni anno. L’opportunità è quindi ovunque. Ci vuole solo una scintilla per farlo accadere».

Federazione Carta Grafica, riutilizzo e riciclo soluzioni complementari per raggiungere la circolarità degli imballaggi in carta

Massimo Medugno DG di Federazione Carta Grafica è intervenuto all’Assemblea Generale di Assobioplastiche, a Roma, sul tema della revisione UE della direttiva sugli imballaggi prevista nell’autunno 2022.

“La carta proviene da materia prima rinnovabile o da carta da riciclare ed è un prodotto effettivamente riciclato: negli imballaggi il tasso di riciclo è di oltre l’85%, obiettivo UE al 2030 raggiunto con anticipo. Secondo quanto calcolato, sulla base dei dati Eurostat, il riciclo degli imballaggi in carta è in media di 5.5 volte, mentre, secondo alcuni recenti studi, per particolari tipologie d’imballaggio, si può arrivare fino a 25 cicli. Al termine del suo utilizzo la carta ha anche il vantaggio di essere compostabile e biodegradabile” afferma oggi Medugno nell’introdurre il tema dell’imballaggio in carta.

Riutilizzo e riciclo sono già soluzioni complementari per migliorare la circolarità degli imballaggi e gli obiettivi UE di economia circolare” prosegue Medugno “proporre di introdurre obiettivi di riutilizzo obbligatori significa utilizzare lo stesso strumento su territori e filiere necessariamente diverse” spiega Medugno.

La definizione di imballaggio riciclabile, contenuta nella revisione della direttiva, deve essere integrata da definizioni specifiche del materiale. Un eventuale contenuto di riciclato obbligatorio non è lo strumento appropriato per regolamentare il funzionamento del mercato delle materie prime seconde, come quello della carta da riciclare, che è già esistente. La raccolta differenziata, sempre più di qualità, rimane fondamentale per aumentare ulteriormente i tassi di riciclo e l’assorbimento da parte della filiera, oltre all’adeguamento degli standard di prodotto. In linea con gli obiettivi di economia circolare dell’Unione Europea, gli standard di riciclo, in caso di esportazione extra UE, devono essere coerenti con quelli europei” aggiunge Medugno.

In Italia, la produzione di carta per imballaggi, nel 2021, è aumentata del 14,7%: 5,5 milioni di tonnellate di cui il 60% circa destinato al packaging agro-alimentare. Ma la collaborazione tra filiera cartaria ed agro-alimentare può rafforzarsi ulteriormente con l’utilizzo di biometano per la produzione di carta, una soluzione immediata per decarbonizzare i nostri cicli produttivi” conclude Medugno.

Nel 2021 il fatturato complessivo dei settori che aderiscono alla Federazione Carta e Grafica si è attestato su 25,3 miliardi di euro, in ripresa del +15,7% (ovvero una crescita di 3,4 mld €) rispetto ai 21,9 miliardi di euro del 2020, anno interessato come ricordato più volte dalla pandemia). Sempre positivo il saldo della bilancia commerciale con l’estero, pari a 3,96 miliardi di euro, in crescita di 396 mln € sul 2020 (+11,1%). Consistente l’impatto sul PIL nazionale pari a circa l’1,4%.