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I lavori del Gwg non si fermano mai

David Zwang, presidente del Ghent Workgroup

Nemmeno durante la pandemia il Gruppo di Ghent ha rallentato i propri lavori, incrementando nel frattempo anche il numero dei suoi membri. Mentre sono all’orizzonte arrivo nuove importanti specifiche, a partire dal Pdf/X-6.

Il Ghent Workgroup è cresciuto molto negli ultimi tempi e ha continuato a raccogliere idee e suggerimenti da aziende e da istituti di ricerca di tutto il mondo, e ultimamente anche da un buon numero di software house di un certo blasone.

Negli ultimi due anni, complice la pandemia, il lavoro di diffusione delle conoscenze e delle buone pratiche realizzato dal workgroup è solo apparentemente diminuito, perché non ha pubblicato nulla di davvero decisivo. Ma nell’ombra gli esperti del gruppo di Ghent hanno continuato a lavorare sodo. E all’orizzonte ci sono già importanti novità, come ci spiega David Zwang, presidente del Gwg. Zwang è il consulente principale di Zwang & Company, azienda specializzata nell’analisi dei processi e nello sviluppo strategico di aziende di premedia e di stampa in tutto il mondo. La sua esperienza quarantennale nell’ottimizzazione della produzione e nella pianificazione strategica del business lo ha portato a diventare nel 2019 presidente del Ghent Workgroup.

Perché è così importante espandere la base dei membri e quali benefici apportano al gruppo?

«Il Ghent workgroup si concentra da quasi 20 anni sulla creazione e sul supporto dei flussi di lavoro delle migliori pratiche per le arti grafiche, la stampa e la produzione di imballaggi. Durante questo lungo periodo di tempo abbiamo creato molti standard, specifiche e strumenti per sostenere questi sforzi, ma abbiamo anche scoperto che c’è un bisogno significativo di affrontare il deficit di formazione esistente nel nostro settore. Tengo a precisare che l’espansione della base di membri non è il nostro obiettivo principale, ma ci fornisce una migliore comprensione di quali siano i problemi in sospeso in moltissimi flussi di lavoro. E questa perlustrazione continua ci aiuta a concentrarci su nuove soluzioni. Intanto continuiamo a espanderci in altre regioni del mondo, e questo è un elemento che ci fornisce anche una rete migliore per comunicare tutte le soluzioni e la formazione che abbiamo sviluppato in questi anni».

Qual è il ruolo delle organizzazioni di ricerca e delle università in questo vostro lavoro di aggiornamento continuo?

«La collaborazione con le organizzazioni che si occupano di stampa industriale e con i centri di ricerca espande ulteriormente quella rete di comunicazione di cui parlavo prima. Lavorare con le università che hanno programmi e percorsi di studio nell’ambito delle arti grafiche ci fornisce un modo per aiutare a portare l’esperienza di produzione del mondo reale nel percorso curricolare dei loro studenti. E questo ci aiuta anche a indirizzare e preparare la prossima generazione di manager e leader del settore».

Che cosa sta producendo l’intensa attività di formazione dei vostri webinar?

«Dato che i processi produttivi nelle arti grafiche sono universali, crediamo fortemente nel valore e nell’importanza di una formazione più standardizzata sui processi. A tal fine siamo costantemente alla ricerca di nuovi modi per raggiungere e coinvolgere l’industria. Abbiamo scoperto che le persone hanno diversi metodi e livelli di coinvolgimento nella propria formazione e aggiornamento, quindi abbiamo imparato a fornire di volta in volta file di impostazione, white paper, webinar e programmi collaborativi, a volte anche di persona».

Ci spiega perché ci vuole così tanto tempo per rilasciare nuove specifiche. L’ultima, ad esempio, risale al 2015?. È forse già stato detto tutto?

«No, non credo affatto. È che cerchiamo di costruire le nostre specifiche sugli standard Iso solo quando questo è possibile. La specifica del 2015 è basata su Pdf/X-4, che è la versione più recente. Abbiamo lavorato su una versione aggiornata di quella specifica del 2015 che include perfezionamenti e l’introduzione del “Processing Steps”, ora divenuto uno standard Iso, che mira a informazioni di produzione aggiuntive specifiche per i processi di produzione di imballaggi e per le automazioni. Certamente la pandemia ha rallentato i nostri sforzi, ma prevediamo che il rilascio avvenga entro la fine dell’anno o al massimo all’inizio del 2022. Una volta che avremo ultimato il nostro lavoro e la Pdf/X-6 sarà approvata e pubblicata, lavoreremo sulla versione successiva. Il nostro motore per il rilascio di nuove specifiche è sempre basato sulla ricerca e sui test».

Ultimamente vi siete occupati di imballaggio e di grande formato. Quali sono le prossime aree che pensate di presidiare?

«La stampa si sta evolvendo man mano che nuove industrie trovano impieghi per il getto d’inchiostro e altre tecnologie di supporto alla stampa. Aree come il tessile, l’arredamento e altre si stanno evolvendo verso le applicazioni per la stampa. La nostra esperienza in questi ultimi 20 anni ci ha mostrato che ci sono molte sinergie nei vari flussi di lavoro di produzione delle applicazioni di stampa, ma anche alcune importanti differenze. Siamo costantemente alla ricerca di nuove industrie d’approdo per indirizzare i nostri sforzi, e selezioneremo la prossima area d’attenzione in base alle necessità e agli interessi dei membri.

Questo è un altro motivo per cui riteniamo importante espandere la nostra base di associati. Abbiamo scoperto che un buon sviluppo delle specifiche si basa sull’input di molte fonti di prima linea provenienti da quelle industrie. Quando abbiamo lavorato sulle specifiche dell’editoria abbiamo raggiunto gli editori e le case di produzione editoriale, e abbiamo fatto lo stesso con la stampa commerciale, l’imballaggio e il grande formato. In sostanza, quando queste nuove ed emergenti applicazioni di stampa vedranno che c’è bisogno di una standardizzazione dei processi per la produzione e lo sviluppo di hardware e software, saremo in una posizione migliore per affrontare tali esigenze e integrarle in nuove specifiche».

Il Gruppo Fedrigoni chiude il 2020 con 1.315 milioni di euro di fatturato

Fedrigoni Board Firday 3rd May 2019 1905004 67 Clerkenwell Road, London, EC1R 5BL

Fedrigoni ha chiuso il 2020 con un fatturato di 1.315,2 milioni di euro rispetto ai 1.115 milioni del 2019 (+200,2 milioni) e un Pro Forma Adjusted Ebitda di 197,2 milioni di euro.

Il trend di crescita è continuato anche quest’anno. Infatti, nonostante l’effetto del Covid-19 sul primo trimestre 2021 rispetto al primo trimestre 2020 (fatturato di 360,4 milioni di euro nel Q1 2021 contro 363,6 milioni nel Q1 2020), nel periodo marzo 2020 – marzo 2021 il Gruppo ha registrato un incremento dell’Adjusted Ebitda dell’11,3% (48,3 milioni di euro nel 2021 rispetto a 43,4 milioni nel 2020), un Pro Forma Adjusted Ebitda di 205,8 milioni di euro (+4,4% sul 2020) e una riduzione dell’indebitamento finanziario netto, che ha permesso di consolidare ulteriormente la solidità dell’azienda.

Fedrigoni è oggi il terzo attore globale nei materiali autoadesivi e il primo in Europa nelle etichette per i vini e le carte speciali, con 4.000 persone in 25 Paesi, 34 stabilimenti produttivi e centri di taglio e oltre 25.000 prodotti, oltre ad alcune migliaia realizzate in esclusiva per grandi brand della moda e del lusso. La crescita del fatturato 2020, realizzato per il 75% all’estero, si lega al completamento dell’acquisizione del Gruppo Ritrama. Lo scorso anno, infatti, Fedrigoni ha concluso con successo due acquisizioni importanti per la crescita della sua divisione Self-Adhesives: quelle del Gruppo italiano Ritrama, che ha raddoppiato la presenza nel mercato dei materiali autoadesivi, e del Gruppo messicano IP Venus, a dicembre, i cui risultati sono quindi solo parzialmente confluiti nel bilancio.

“Il calo degli ordini di carta e la flessione nel settore banconote sono stati compensati dagli ottimi risultati nel mondo delle soluzioni autoadesive premium – commenta l’AD di Fedrigoni, Marco Nespolo – i cui margini sono cresciuti a doppia cifra e dove rappresentiamo ormai il terzo polo globale. Il 2020 è stato indubbiamente un anno di grande intensità, ma sono state messe in campo da subito tutte le azioni necessarie a tutelare la salute delle nostre 4.000 persone nel mondo e a garantire la continuità del business: la pandemia non ci ha fatto deviare di un passo dal percorso di trasformazione definito nel piano industriale 2020-2023”.

“Abbiamo voluto tenere fede a tutti gli impegni – continua Nespolo – e questo ha significato incrementare gli investimenti più del previsto su tutti i fronti, per sfruttare al meglio la nostra solidità e guadagnare ulteriori posizioni di mercato, accelerando le principali direttrici strategiche del nostro piano di crescita. Abbiamo lavorato sull’attrazione di talenti e sul rafforzamento del management, lanciato una nuova immagine globale e investito su un’innovazione di prodotto sempre più sostenibile e circolare. Siamo intervenuti su impianti e tecnologia, processi e modelli organizzativi, sistemi di supporto e competenze, e abbiamo intensificato il piano di acquisizioni per rafforzare il nostro posizionamento globale e ampliare il portafoglio di offerta in segmenti attrattivi, come il packaging per i brand di lusso e le etichette per l’industria enologica”.

Negli ultimi 2 anni e mezzo Fedrigoni ha portato a termine cinque acquisizioni (incluse quelle dell’americana Acucote e della messicana Ri-Mark, appena concluse), per un totale di oltre 400 milioni di euro di investimento, e si sta guardando intorno per cogliere ulteriori opportunità.

Le prossime sfide: la strategia di sostenibilità che guarda al 2030

Il Gruppo Fedrigoni non si è mai sottratto alle sfide legate allo sviluppo e all’innovazione sostenibile e accelera ulteriormente il proprio impegno sulle tematiche ESG (environment, social, governance) presentando nel Bilancio di sostenibilità la nuova strategia e gli obiettivi 2030, per diventare un punto di riferimento del settore quanto a politiche ambientali e uno dei migliori luoghi di lavoro per sicurezza, inclusività e occasioni di crescita professionale.

Entro il 2030, infatti, il Gruppo si è impegnato a ridurre del 67% gli infortuni sul lavoro, già diminuiti del 40% nell’ultimo triennio, grazie a una precisa politica sulla prevenzione che poggia anche sulla responsabilizzazione di ogni dipendente (attraverso l’invito a segnalare potenziali rischi e mancati infortuni) al fine di tutelare la salute e la sicurezza propria e dei colleghi. E ancora: le donne in posizione manageriale arriveranno al 30% dall’attuale 20% (+50%), l’acqua utilizzata nei processi di lavorazione, già dimezzata negli ultimi 16 anni, verrà restituita al 95% ai fiumi, come sempre depurata e alla giusta temperatura, saranno mano a mano azzerati i rifiuti industriali conferiti in discarica in quanto verranno totalmente riciclati per altri usi, le emissioni di CO2 in atmosfera caleranno del 30% e il 95% dei fornitori dovrà essere qualificato anche su parametri ESG.

Anche l’offerta di prodotti sarà sempre più eco-compatibile e improntata all’economia circolare: i volumi di soluzioni con caratteristiche avanzate di sostenibilità raddoppieranno, passando dal 20% al 40% nel mondo Paper (dove già ora vengono utilizzate solo cellulose provenienti da foreste certificate FSC e tutti i prodotti sono riciclabili) e dal 35% al 70% in quello Self-Adhesives. Fedrigoni, tra i fondatori di CELAB, il consorzio internazionale nato per garantire la circolarità dei prodotti autoadesivi, vuole infatti arrivare nel 2025 al 75% di riciclo e riutilizzo dei liner (il supporto staccabile) e all’uso sempre più massiccio di adesivi e colle performanti ma facilmente solvibili in acqua.

Nel mondo carta, invece, l’obiettivo è proporre soluzioni realmente alternative alla plastica quanto a robustezza, idrorepellenza e igiene, ma realizzate con materia prima rinnovabile e totalmente riciclabile, usando – ove possibile e realmente sostenibile – fibre alternative alla cellulosa o di recupero. Le applicazioni sono moltissime e alcune già realtà concreta: dagli astucci per il make-up alle carte fedeltà, dalle copertine dei libri al packaging di tutti i tipi, incluse le shopper di lusso, fino al settore il food&beverage, contraddistinto da una normativa stringente. Tra le novità in arrivo, Icelite CleanCut, la carta innovativa sviluppata in collaborazione con EasysnapÒ per la produzione di confezioni monodose di liquidi – prima in plastica e ora a base di carta – che si aprono con una mano sola, spezzando a metà la confezione poi riciclabile. E ancora, Materia Viva, la raccolta di carte con contenuto di fibra riciclata – alcune nuove accanto alle serie già presenti dal 1996 – e con fibre naturali alternative alla cellulosa.

Per raggiungere gli obiettivi 2030, Fedrigoni ha messo in campo numerosi progetti concreti: per la pulizia dell’acqua, oltre a potenziare i sistemi che già impediscono la perdita di fibre e di additivi durante il processo di lavorazione, verranno realizzati nuovi impianti di depurazione biologica, in aggiunta a quello installato nei mesi scorsi allo stabilimento di Verona; sul fronte dei rifiuti, saranno introdotte ovunque tecnologie innovative per l’essicamento dei fanghi, principale scarto di processo nella fabbricazione della carta, in modo da ridurne il volume e renderli disponibili per il riutilizzo in altri settori come la bio-edilizia, mentre l’ammodernamento delle centrali di cogenerazione già esistenti e i nuovi impianti ad alto rendimento permetteranno di diminuire ulteriormente il rilascio di CO2 e di consumare meno, sia metano che energia elettrica. Moltissime anche le iniziative di restituzione al territorio portate avanti dal Gruppo: dai Boschi Fedrigoni vicino agli stabilimenti, il primo a Caponago (MB) e il prossimo a Verona, all’impegno nella diffusione dell’arte e della cultura attraverso le attività della Fondazione Fedrigoni Fabriano e il Festival del Disegno, che da settembre offre per un mese 200 attività guidate gratuite dedicate al disegno in tutta Italia.

Per garantire che l’impegno ESG poggi su rigorose basi scientifiche e standard internazionali, Fedrigoni ha aderito a Science Based Targets e United Nations Global Compact, con l’intenzione di contribuire in particolare a 10 dei principi sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Il piano ESG di Fedrigoni sarà raccontato attraverso una campagna di comunicazione integrata con al centro il concept Making Progress, che evidenzia la volontà di mettere in campo un impegno concreto per fare progressi, ogni giorno, attraverso la collaborazione con l’intero ecosistema, come brand, stampatori, converter, graphic designer, fornitori.

Da Canon la nuova flatbed Arizona 135 GT

Progettata per garantire produttività e massima versatilità applicativa, la nuova Arizona 135 GT consente di realizzare con semplicità stampe di elevata qualità. Questo grazie alla tecnologia di stampa in scala di grigi VariaDot che utilizza tecniche avanzate di selezione per le dimensioni delle gocce di inchiostro in modo da garantire immagini di qualità fotorealistica. Arizona 135 GT rappresenta un investimento interessante per le aziende che si affacciano al mercato della stampa diretta su supporti rigidi, grazie alla sua capacità di gestire pannelli fino a 125×250 cm di grandezza e 50,8 mm di spessore, oltre alla possibilità di stampare a velocità fino a 34,2 m2/ora.

La produttività è ottimizzata dalle funzionalità di facile utilizzo, tra le quali il nesting, il raggruppamento di lavori complessi, la ripetizione dei motivi, il mirroring e la riassegnazione delle modalità di stampa. L’accurata registrazione della stampa evita incorrere in errori mentre la possibilità di eseguire regolazioni dell’ultimo minuto, direttamente sulla stampante, consente di risparmiare tempo nella produzione. L’operatività è fondamentale per qualsiasi azienda di stampa, ecco perché Arizona 135 GT integra una serie di funzioni di assistenza, pensate per massimizzare l’attività della stampante: il Sistema di manutenzione automatica offre la pulizia completamente automatica della testina e ripristina la funzionalità degli ugelli in pochi secondi, mentre il servizio On Remote Service consente all’utente di autorizzare l’assistenza remota da parte di tecnici esperti, in modo da garantire la massima operatività.

Applicazioni economiche dell’alto valore aggiunto su un’ampia gamma di supporti

Grazie alla tecnologia a stampa flatbed Arizona e alla polimerizzazione LED UV, è possibile realizzare un’ampia gamma di applicazioni di lunga durata su supporti rigidi o flessibili con superfici standard o porose, compresi vetro, alluminio e altri metalli, tela, legno, MDF, cartoncino, ceramica e plastica. L’Arizona Static Suppression Upgrade Kit opzionale consente di stampare su materiali plastici duri come acrilico, policarbonato e stirene, mentre il sistema pneumatico ad alta pressione Arizona Classic mantiene fermi i supporti durante la stampa, anche in caso di materiali rigidi di forma irregolare. Il Roll Media Option aggiornabile sul campo amplia le opportunità applicative, consentendo di realizzare stampe su supporti flessibili larghi fino a 220 cm, inclusi i supporti sottili termosensibili, e di eseguire lavori roll-to-roll non presidiati.

Nuovi livelli di creatività con il software di prestampa Arizona Xpert

Arizona 135 GT integra di serie il software di prestampa Arizona Xpert, che agevola la progettazione e produzione di applicazioni ad alto valore. Questo software include formule pronte all’uso per applicazioni difacilerealizzazioneepermettealfornitoredelserviziodistampaealprogettistadiscambiarsifacilmente le ” soluzioni più efficienti”, in modo che possano visualizzare il prodotto finale in 3D con le Arizona Xpert Extensions, riducendo al minimo il rischio di errori. Arizona Xpert offre inoltre ulteriori opportunità creative ad alto valore aggiunto per la stampa su superfici goffrate, grazie alla capacità di stampare applicazioni con più strati d’inchiostro.

Una soluzione di stampa piana sostenibile

La tecnologia Varia Dot di Arizona 135 GT utilizza gocce d’inchiostro di dimensioni variabili, da 6 a 30 picolitri. Ciò consente non solo di produrre immagini nitidissime ma anche di dimezzare il consumo di inchiostro rispetto alle stampanti piane tradizionali, rendendo Arizona 135 GT particolarmente efficiente dal punto di vista sia ambientale che economico. Le credenziali ambientali della stampante includono l’uso degli inchiostri certificati UL GREENGUARD Gold per tutte le applicazioni interne, come scuole, ospedali e negozi, mentre le basse emissioni contribuiscono a rendere più sano l’ambiente di lavoro. Inoltre, Arizona 135 GT è caratterizzata da un basso consumo energetico assicurato dalla funzionalità Instant-On e da minimi tempi di riscaldamento garantiti dalle lampade LED. Altre funzioni di risparmio energetico includono l’alimentazione di tensione standard, il processo di polimerizzazione e le pompe pneumatiche ad elevata efficienza energetica. Infine, si prevede di includere il nuovo modello nel Programma di ricondizionamento Arizona, così da promuovere l’economia circolare e dare una seconda vita a una stampante già molto sostenibile.

Walter Bano, country director Production Printing Products di Canon Italia, commenta: “La pluripremiata famiglia di stampanti flatbed Arizona è famosa per la sua qualità immagine, produttività, affidabilità e versatilità applicativa e vanta oltre 7.500 installazioni in tutto il mondo. Portando Arizona 135 GT sul mercato, soprattutto attraverso il nostro canale Partner, desideriamo ampliare le possibilità di business di produttori di insegne, fornitori di servizi di stampa, centri di stampa offset e aziende serigrafiche che si avvicinano al settore della grafica di grade formato. Grazie a questa soluzione è possibile diversificare l’offerta con nuove applicazioni, su supporti sia rigidi che flessibili, entrando così in nuovi segmenti di mercato con un investimento contenuto. Come ultimo membro della quinta generazione di stampanti Arizona, Arizona 135 GT offre la stessa tecnologia e gli stessi vantaggi dei modelli di medio volume e siamo convinti che riscuoterà lo stesso successo di pubblico dei suoi predecessori”.

IM Group tra i primi 10 fornitori di tecnologie per l’industria chimica 2021

Il gruppo industriale recentemente rinominato IM Group (precedentemente noto come Inkmaker Group) è stato riconosciuto come uno tra primi 10 fornitori di tecnologie per l’industria chimica in Europa nel 2021 secondo il Manufacturing Technology Insights.

Con sede in Italia, IM Group, primario fornitore globale di tecnologie, offre ingegneria di processo totale attraverso i suoi marchi: Inkmaker, Rexson, Vale-tech, Swesa, Teko e Tecnopails. Il Gruppo – particolarmente forte nell’industria di pitture, vernici, rivestimenti, inchiostri, prodotti chimici – progetta e produce macchinari, offrendo altresì studi ingegneristici completi e soluzioni chiavi in ​​mano per: impiantistica personalizzata e progettazione software; erogazione automatizzata ad alta precisione; apparecchiature di processo, dalla movimentazione di materiali sfusi alle linee di riempimento; macchine da negozio (POS) e altri servizi correlati.

“Abbiamo investito in modo significativo nell’evoluzione globale del nostro Gruppo, da sistemi e processi, software e tecnologia, fino al capitale umano e all’acquisizione di diverse società con competenze specifiche. Tutto questo è stato recentemente rivelato dagli organi d’informazione internazionali con lancio del nuovo marchio, da Inkmaker Group a IM Group. Questo riconoscimento, da parte di Manufacturing Technology Insights, è quindi per noi un grande onore e vorremmo ringraziare i giudici per la loro esauriente ricerca per arrivare alla loro decisione”, ha affermato Christophe Rizzo, CEO EMEA/Americas del IM Group.

Diversi fattori di successo hanno attratto Manufacturing Technology Insights verso IM Group, tra cui i sistemi tecnologici e automatizzati del Gruppo. IM Group è rinomata nel settore per il suo primario software a marchio registrato, che è il cervello che governa macchine e installazioni, e per i suoi sistemi, fabbricati in 3 continenti, che garantiscono colori altamente accurati in modo coerente, preciso, istantaneo. Ha sedi operative in 15 paesi, nei 5 continenti.

Foto online, leggere e rapide

Risoluzione e web

Nonostante la connessione a banda larga sia sempre più accessibile, rendere il caricamento di un sito rapido è tra gli obiettivi di qualsiasi professionista del web. Se fino a qualche anno fa lo si faceva anche per ridurre lo spreco dei dati (la maggior parte dei piani dedicati alla connettività prevedevano un uso a consumo) l’avvento delle tariffe flat ha spostato l’attenzione verso la modalità di fruizione dei contenuti.

Una pagina che carica in fretta significa soddisfare rapidamente le richieste dei visitatori, una che carica lentamente allontana l’utente che è sempre più incline a scegliere contenuti subito pronti.

Per migliorare le performance delle pagine web, si può intervenire in diversi modi: tra questi, ridurre il peso delle immagini è sicuramente tra i più rapidi e efficienti.

Comprimere un’immagine non richiede particolari conoscenze tecniche se non una base accademica su risoluzione, dimensioni e formati di utilizzo. Buona parte dei professionisti conosce l’importanza di lavorare sulla dimensione delle immagini prima della loro messa online: il pannello di ridimensionamento di Photoshop (o di software similari) è tra gli strumenti principali per intervenire sul numero di pixel disponibili e ridurre sensibilmente le dimensioni di un elemento raster.

La possibilità di lavorare anche in batch rappresenta uno dei tanti plus che posizionano Photoshop tra le migliori soluzioni per “allegerire” le dimensioni dei file. Tuttavia, nel web esistono diverse alternative, semplici e intuitive anche per chi non conosce a fondo il mondo dei codici e della programmazione.

Riferendoci ai CMS (Content Management System), i plug in sono la scelta più rapida per chi ha esigenze elementari e non troppe risorse da dedicare a questa fase. Guardando al mondo di WordPress, tra i CMS più utilizzati, abbiamo identificato tre plug in.

Resize Image After Upload di ShortPixel

Il nome di questo plug in dice già tutto: Resize Image After Upload interviene su tutte le immagini già presenti nella nostra galleria online, lavorando in bulk seguendo i settaggi impostati nel pratico pannello di controllo. Oltre che a lavorare sui pixel, Resize Image After Upload permette di scegliere un livello di compressione JPEG da 1 a 99, a seconda della qualità desiderata. È possibile attivare o disattivare la compressione forzata sulle jpeg.

Smush – Lazy Load Images, Optimize & Compress Images di WPMU DEV

Con oltre 1 milione di download, Lazy Load Images è tra i plug in per WordPress più apprezzati e completi, già nella versione free. Ha la possibilità di impostare la compressione con o senza perdita di qualità (Lossy o Lossless), stabilire i parametri per la verifica della qualità delle immagini e un utile sistema per segnalare gli elementi particolarmente critici. Non da ultimo, nella versione a pagamento, la possibilità di convertire le immagini nel formato WebP sviluppato da Google.

Imsanity di Exactly WWW

Anche in questo caso, con Imsanity è possibile automatizzare i processi di bulk-resize. Ha delle opzioni dedicate alla conversione dei formati BPM e PNG in JPEG, per una maggiore compressione, e un filtro da 1 a 100 per la “qualità” delle immagini. La particolarità di questo plug in è quella di avere alcuni set preimpostati per stabilire in anticipo le dimensioni che dovranno avere le immagini a seconda del loro utilizzo. Esistono tre categorie principali: una dedicata alle immagini per le pagine e i post, una per i file presenti nella media library e una per tutte gli altri elementi.

Conclusioni

I plug in sono sempre molto utili quando non si vuole lavorare sul codice (personalmente la soluzione che raccomando) o quando, magari, si lavora su un sito già esistente la cui conversione automatica delle dimensioni delle immagini necessità di processi efficienti.

A proposito però di velocità di risposta di un sito non dobbiamo dimenticare che ogni plug in attivo occupa risorse del server che ospita i file: un uso illogico e non giustificato di tanti plug in potrebbe causare rallentamenti ben più evidente che qualche immagine non ottimizzata. Da usare con cura e consapevolezza.

Konica Minolta lancia AccurioPress C7100 Series

Konica Minolta ha presentato la nuova serie AccurioPress C7100: automazione intelligente, migliori opzioni di finitura, qualità elevata, funzioni avanzate in una infrastruttura durevole. Questi sono i vantaggi per i clienti, che possono far crescere la propria attività perché hanno a disposizione macchine che permettono di lavorare meglio.

AccurioPress C7100 è il modello successore dell’apprezzata AccurioPress C6100 e produce 100 pagine al minuto (ppm). Mentre AccurioPress C7090 ha una velocità di 90 ppm. Con l’obiettivo di ottimizzare le prestazioni, offrire prodotti di stampa innovativi e far crescere il business, la serie AccurioPress C7100 dispone di tecnologie all’avanguardia che permettono di realizzare un maggior numero di applicazioni e di produrre più rapidamente.

Qualità elevata
Il nuovo toner Simitri V di Konica Minolta è eco-friendly e progettato per migliorare le prestazioni. Fusione rapida, efficienza energetica e bassa manutenzione sono le sue caratteristiche. I suoi risultati sono un’eccellente qualità di immagine su un’ampia gamma di supporti fino a 400 g/m2. Queste prestazioni, unite a una risoluzione di 3.600 dpi equivalenti x 2.400 dpi, permettono di ottenere risultati eccezionali anche durante i cicli di stampa più lunghi.

Funzioni avanzate
La possibilità di stampare in fronte-retro automatico su banner fino a 900 mm e la flessibilità di poter utilizzare supporti goffrati e testurizzati semplificano l’utilizzo della macchina: anche un solo operatore può gestire i lavori più complessi.

Automazione intelligente
Il sensore Intelligent Media IM-101 rileva immediatamente il tipo di supporto utilizzato e riduce significativamente i tempi di produzione. Allo stesso modo, l’Intelligent Quality Care Unit IQ-501 opzionale assicura in tempo reale l’uniformità della qualità del colore e un registro fronte-retro perfetto su ogni stampa. Non sono necessarie ricalibrazioni o ispezioni durante la fase di produzione e si possono stampare dati variabili comparandoli direttamente ai dati di scansione di IQ-501 grazie alla funzionalità d’ispezione in tempo reale. L’ispezione può rilevare variazioni su testo e immagini con regolazione immediata di registro e colore.

Livello avanzato di finitura
Come per tutti i prodotti AccurioPress, oltre alla produzione di opuscoli, alla pinzatura, alla rilegatura in brossura e con filo metallico, sono disponibili numerose altre funzioni e opzioni di finitura. TU-510 di Konica Minolta, la prima taglierina in linea a livello mondiale, introdotta con successo con la stampante di produzione per alti volumi C14000, è disponibile anche per AccurioPress C7100 Series. TU-510 è un’unità di taglio e cordonatura su quattro lati che permette finiture con margini al vivo per banner, opuscoli e inviti. Inoltre, dispone di un’opzione dedicata per la rifilatura dei biglietti da visita.

Ciclo di vita
Affidabilità significa profitto. Tra le nuove tecnologie del motore di stampa sono stati introdotti un tamburo lubrificato di maggiore durata, doppi fili corona con pulizia automatica, una soluzione ottimizzata per il trasporto carta e un sistema di registro che migliora la compatibilità del supporto e la precisione dell’alimentazione.

AccurioPress C7100 Series è progettata per un ambiente di stampa reattivo in cui l’agilità della produzione è un fattore determinante. Dispone di differenti controller, prodotti da EFI, CREO e dalla stessa Konica Minolta per offrire la soluzione idonea alle esigenze del cliente.

Ottimizzare le aziende e far crescere il business
“Il lancio di AccurioPress C7100 Series rappresenta l’evoluzione dell’apprezzata C6100 Series. Grazie alle innovazioni prese in prestito dai nostri modelli top di gamma siamo riusciti a concentrare tecnologie avanzate in un corpo macchina compatto ma in grado di soddisfare tutti i bisogni del mercato. Negli ultimi 12 mesi abbiamo completamente rinnovato la gamma colore production printing e la C7100 rappresenta un altro traguardo importante nel nostro piano di espansione del portafoglio di offerte” afferma Federico Raviele, product manager di Konica Minolta Business Solutions Italia. “I nuovi modelli possono fare la differenza e dispongono di molte funzioni efficienti e facili da usare. Possono aiutare i clienti a ottimizzare l’azienda e a far crescere il business grazie alla creazione di applicazioni di valore”.

Questo il commento di Edoardo Cotichini, senior manager Professional Print, Konica Minolta Business Solutions Europe: “Lavoriamo in partnership con i nostri clienti per aiutarli a dare nuova linfa vitale alla comunicazione grafica in un mondo in cui l’unica costante è il cambiamento. Noi di Konica Minolta vogliamo dare supporto alla trasformazione delle aziende dei nostri clienti, con strategie mirate in base al loro mercato di riferimento e al settore industriale. Per far ciò è necessario prevedere quali potrebbero essere i futuri sviluppi e trovare insieme la soluzione. Aiutiamo i nostri clienti a rispondere con agilità alle sfide di domani”.

Confindustria, Daniele Barbui eletto presidente di Acimga

Classe 1968, Ceo della milanese ACE Electrostatic, Barbui succede ad Aldo Peretti alla presidenza dell’associazione confindustriale che rappresenta i costruttori italiani di macchine per l’industria grafica, cartotecnica, cartaria, di trasformazione e affini.

È Daniele Barbui il nuovo presidente di Acimga, associazione di Confindustria che rappresenta i costruttori italiani di macchine per l’industria grafica, cartotecnica, cartaria, di trasformazione e affini. L’assemblea dell’associazione, radunatasi quest’oggi in forma virtuale, ha eletto all’unanimità l’amministratore delegato dell’azienda milanese ACE Electrostatic alla guida del consiglio generale in carica per il prossimo quadriennio. A coadiuvare il nuovo presidente, una squadra composta di quattro vice: Giulia Rossini, con delega all’Attività istituzionale in affiancamento alla Presidenza e relazioni con altre associazioni; Matteo Cardinotti, per le Relazioni associative ed istituzionali con i principali costruttori di macchine; Emilio Della Torre, relazioni con la base associativa; Giorgio Petratto, con delega allo sviluppo della collaborazione con ARGI e mondo digitale.
Classe 1968, entrato nel 1994 nell’azienda di famiglia, trasformata in pochi anni da impresa familiare a punto di riferimento globale per i sistemi elettrostatici e gli impianti di depolverazione, Daniele Barbui prende le redini di Acimga al termine di un quadriennio che ha visto crescere la forza della base associativa, grazie anche a una sempre maggiore spinta verso l’internazionalizzazione. Le 82 imprese associate, rappresentative di oltre il 60% del fatturato totale dell’industria italiana delle macchine per la stampa e la cartotecnica e del 70% del fatturato export, attualmente detengono una quota del 10% nei mercati mondiali, dove si posizionano al terzo posto tra i maggiori esportatori, dietro a Germania e Cina. Durante il 2020, segnato dall’emergenza sanitaria, le imprese del settore sono state inserite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri tra le attività prioritarie e pertanto sono andate in continuità produttiva, chiudendo l’anno con un
fatturato di 2,36 miliardi, in calo del 16,7% rispetto al 2019 (l’industria della meccanica strumentale italiana ha segnato -27% secondo Federmacchine) ed export a 1,45 miliardi, in flessione contenuta al 14,4%. Il primo trimestre del 2021 ha segnato una forte ripartenza: l’indice degli ordini ha registrato un notevole incremento (+89,6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, favorito dalla crescita sia sui mercati esteri (+96,4%), sia sul mercato interno (+74,8%), mentre il fatturato, con un incremento del + 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2020, si è attestato sul valore di 604 milioni di euro.
«L’obiettivo principale è consolidare i risultati ottenuti in termini di associazionismo nel corso degli ultimi anni, spingendo ulteriormente sull’ingresso di nuovi soci e coinvolgendo quelli storici – afferma Daniele Barbui – L’approccio sarà quello di una presidenza operativa, coerente con la nostra estrazione imprenditoriale, che favorirà lo sviluppo delle settorialità di Acimga, attraverso la costituzione dei gruppi Tissue, Nonwoven, Converting e Flexo, a fianco dei già esistenti Rotocalco e Cartone Ondulato, per rappresentare in maniera sempre più concreta le reali esigenze dei nostri associati. Mi impegnerò, inoltre, a promuovere il dialogo anche con tutte le altre associazioni dei settori della stampa, converting e del packaging in generale, attraverso specifiche piattaforme di lavoro create a livello Confindustriale. Sul piano dell’internazionalizzazione, proseguiremo l’esperienza dei roadshow sui mercati mondiali, valorizzando l’associazione e il know-how tecnologico delle nostre aziende. In tal senso, il prossimo grande evento associativo, Future Factory, convegno internazionale che si terrà a Milano il 15-16 settembre con la partecipazione di relatori nazionali e internazionali di elevato calibro e di tutta la community del package
printing, rappresenterà una tappa fondamentale per Print4All 2022, verso un nuovo concetto di “fare fiera”».
Barbui succede ad Aldo Peretti, presidente e CEO del Gruppo UTECO, che ha guidato Acimga nel quadriennio 2017 – 2021. «Ringrazio tutta la squadra con cui in questi anni abbiamo ottenuto importanti risultati – commenta Peretti – Acimga ha operato in particolare per consolidare il proprio ruolo nella filiera di appartenenza, contribuendo alla fondazione (insieme ad Assografici e Assocarta) della Federazione Carta e Grafica, primo e unico esempio di rappresentanza verticale a livello confindustriale, e per valorizzare la presenza delle imprese sui mercati internazionali attraverso eventi innovativi, come la fiera Print4All, lanciata nel 2018. Iniziative che ci hanno permesso di essere tra le sei associazioni (su oltre 200) premiate da Confindustria come Migliore Associazione per crescita nel 2019 e di diventare referente ICE-MAECI per l’Internazionalizzazione della filiera».

Nuovi vertici per Heidelberg Italia

Il management team di Heidelberg Italia: a sinistra Marco Marangoni, territory head, in centro Laura Betelli, Cfo, a destra Mauro Antonini, head of equipment, digital technology&marketing

C’è una nuova organizzazione manageriale in Heidelberg Italia: Marco Marangoni ha assunto dallo scorso maggio il ruolo di territory head, mentre Mauro Antonini è l’head of equipment, digital technology&marketing. Entrambi  i manager fanno anche parte del board, il primo in qualità di presidente, il secondo di vice presidente. Ai vertici della direzione finanziaria, troviamo poi Laura Betelli che, nel nuovo assetto, ricopre la carica di Chief Financial Officer. Un team nuovo per l’obiettivo di sempre: fare sì che Heidelberg Italia continui a essere un riferimento, un’organizzazione basata su una forza vendita responsabile dello sviluppo dei clienti e affiancata da specialisti commerciali e tecnico commerciali, competenti per i vari segmenti di offerta.

I consumatori italiani ed europei preferiscono gli imballaggi di carta

Il 2020 ha visto cambiamenti sostanziali nelle abitudini di consumo con una impennata degli acquisti online che hanno determinato un aumento della produzione di packaging.

Un recente sondaggio mostra che i consumatori italiani ed europei ritengono che l’imballaggio in carta sia la scelta migliore per l’ambiente rispetto ad altri materiali.

Lo studio, commissionato dall’organizzazione no-profit Two Sides e condotto dalla società di ricerca indipendente Toluna, ha l’obiettivo di comprendere il cambiamento delle percezioni dei consumatori nei confronti della stampa, della carta e degli imballaggi a base di carta.

Packaging in carta: scelta preferita e sostenibile

Negli ultimi anni l’imballaggio non riciclabile e monouso è stato oggetto di grande attenzione dei media con l’aumento dell’inquinamento e il suo impatto su animali e habitat naturali.

Un rapporto del 2020 del Pew Charitable Trusts stima la quantità di plastica  negli oceani in 11 milioni di tonnellate l’anno. Questo sta spingendo i consumatori a cercare di ridurre gli sprechi per un’economia sostenibile e circolare.

Nello studio, ai consumatori è stato chiesto di scegliere il materiale di imballaggio preferito fra carta/cartone, plastica, vetro e metallo in base a una serie di attributi ambientali, visivi e fisici.

Gli imballaggi di carta e cartone si attestano ai vertici delle preferenze tra i consumatori per diversi indicatori di sostenibilità, tra cui compostabilità (72%), migliore per l’ambiente (62%) e più facile da riciclare (57%).

In Europa, l’84% degli imballaggi di carta viene riciclato, il che lo rende il materiale di imballaggio più riciclato al mondo. Il vetro ha un tasso di riciclaggio del 74%, il metallo l’80% e la plastica il 42%. (Eurostat, 2019)

L’aumento dello shopping online: notizie positive per gli imballaggi in carta

Con il semplice tocco di uno schermo, i consumatori possono cercare un prodotto, ordinarlo e riceverlo in modo sicuro a casa entro 24 ore.

Il sondaggio ha scoperto che i consumatori italiani sono disposti ad agire se non pensano che un rivenditore stia facendo abbastanza per diventare più sostenibile.

Il 70% dei consumatori sta attivamente facendo qualcosa per ridurre l’uso di imballaggi in plastica. Il 48% degli intervistati eviterebbe di acquistare dai rivenditori che non si impegnano attivamente per ridurre l’uso di imballaggi in plastica non riciclabili. Il 58% dei consumatori ritiene che sarebbe giusto scoraggiare l’uso di imballaggi non riciclabili con l’applicazione di una specifica tassazione.

Il 66% predilige i prodotti ordinati online che sono consegnati in imballaggi di carta piuttosto che in plastica mentre il 73% dei consumatori preferisce che i prodotti ordinati online siano consegnati in imballaggi di misura giusta, cioè non troppo grandi per le dimensioni effettive del prodotto.

Infine i consumatori hanno dato preferenza ai sacchetti in carta per il loro impatto ambientale in termini di riciclabilità (52%), compostabilità (47%) e realizzazione con materiali rinnovabili (43%).

Carta: l’essenzialità riduce le perdite nel 2020, in recupero i primi mesi del 2021

A margine dell’Assemblea privata dei soci di Assocarta il presidente Lorenzo Poli ha presentato i risultati dell’industria cartaria italiana e il suo posizionamento in Europa, nonostante la crisi pandemica.

“3° produttore europeo di carte e cartoni dopo Germania e Svezia con 8,5 mln ton, pari al 10% dei volumi realizzati nell’area, l’Italia è:

1° produttore europeo nel settore igienico-sanitario con 1,6 mln ton (+2,5% 2020/2019), pari al 20,4% dei volumi europei.

2° utilizzatore europeo di carte da riciclare dopo la Germania: 5,7 mln ton (+2,9% 2020/2019) utilizzate nel processo produttivo, pari all’11% dei volumi europei.

3° produttore europeo di carta e cartone da imballaggio: 4,8 mln ton (+4,7% 2020/2019); 10% dei volumi europei” illustra Poli.

“Il posizionamento del nostro Paese nel ranking europeo è inoltre qualificato da un indice di circolarità di materia  pari allo 0.79 in una scala da 0 a 1; un valore elevato, ottenuto grazie alla capacità del settore di investire in materie prime rinnovabili (fibre vergini da foreste certificate e amidi), e di prendersi cura dei suoi prodotti reimmettendo nel ciclo produttivo carta e imballaggio da riciclare. Nel 2021 il 61% della nostra produzione proviene da fibre riciclate e negli imballaggi siamo oltre l’80%” spiega Lorenzo Poli. “Cresce anche la raccolta di carte cartoni, che nel 2020 raggiunge il 69,3%, superando il precedente record del 2016 (64,1%).”

L’essenzialità e la circolarità del settore deve fare però fare i “conti” con i costi di produzione che per il 60% è costituito dai costi delle materie prime fibrose (cellulosa e carta da riciclare) e da quelli energetici e di compensazione CO2:  20% costo dell’energia e compensazioni CO2; 40% costo delle materie prime fibrose.

Nel 2020 e nei primi mesi del 2021 la componente energetica e l’ETS (ottobre 2020/maggio 2021) hanno subito fortissimi rincari: +166% il costo del gas naturali,  +205% il costo dell’ETS per le compensazioni di CO2.

Anche le  quotazioni in $ delle cellulose hanno fatto registrare tra ottobre 2020/dicembre 2020 e maggio 2021 aumenti del 53% (fibre lunghe) e del 60% (fibre corte) attestandosi su livelli mai raggiunti in precedenza. Quotazioni record anche per la carta da riciclare con apprezzamenti tra ottobre 2020 e aprile scorso di oltre il 300% per le qualità miste, del 165% per quelle per ondulatori (OCC).

“Il mercato ha confermato lo scorso anno il riconoscimento dell’essenzialità delle cartiere da parte del Governo (DPCM 22 marzo 2020), nel 2020 la produzione di carte e cartoni si è collocata su poco oltre 8,5 mln ton (-4,1% sui volumi 2019 nonostante il lungo lockdown nazionale di molte attività utilizzatrici), per un fatturato di 6,35 mld € in calo del 12,5% rispetto al 2019” afferma Poli.

Tale risultato è la sintesi di dinamiche diverse a livello di singoli comparti: nelle carte per usi igienico-sanitari (+2,9%) e nel packaging (+4,7%), grazie, in particolare, allo sviluppo dei volumi di carte e cartoni per cartone ondulato (+11,6%). Risultato che,  oltre ad inglobare gli effetti del completamento, ad inizio 2020, del processo di riconversione di un importante impianto storicamente dedito alla produzione di carte grafiche, è da vedere in connessione con la crescita del commercio on line.

La quota di produzione nazionale destinata ai mercati esteri è al 42,5% dopo aver toccato nel 2017 il massimo storico del 44,7%, con un saldo positivo import/export di 162 milioni di Euro

“Tendenza positiva sui volumi confermata nei primi mesi 2021: nel gennaio-aprile volumi prodotti e fatturato sono in recupero (rispettivamente +7,3% e +8,9%) rispetto ai numeri in ripiegamento dello stesso periodo 2020 con dinamiche diversificate per comparti” spiega Lorenzo Poli. Confermato l’aumento dei volumi di carte e cartoni destinati al packaging (+10,7%), dovuto in larga parte alla dinamica delle carte e cartoni per cartone ondulato (+13%), connessa con l’avvio, a fine 2020, di un ulteriore impianto. Moderatamente sotto i livelli in espansione dei 4 mesi 2020 la produzione di carte per usi igienico-sanitari (-1%).   In parziale recupero la produzione di carte per usi grafici (+5,1%) sui ridotti livelli del 2020 che avevano risentito delle drastiche misure per arginare la pandemia (chiusure uffici, scuole ecc).

Appare poco più che stabile la componente interna della domanda dei prodotti delle cartiere (consumo apparente), che nel primo trimestre si colloca in prossimità (+0,4%) dei quantitativi in calo dell’analogo periodo 2020, a fronte di un export in aumento dell’1,3% sui volumi espansione del primo trimestre 2020 (+6,8% sul 2019).

I primi dati relativi all’anno in corso evidenziano un ulteriore aumento del consumo di carta da riciclare (+13,8%) nei primi 4 mesi 2021 sull’analogo periodo 2020.