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Pixartprinting debutta a C!Print Madrid

Da subito, il mercato della penisola iberica si è dimostrato molto dinamico e recettivo rispetto ai vantaggi garantiti dalla formula di Pixartprinting: qualità, velocità, competitività e soprattutto servizio altamente professionale. Un partner strategico, dunque, per realtà più piccole, forti però del rapporto di prossimità coi clienti finali. E Spagna e Portogallo sono tra i Paesi che dimostrano maggiore vivacità e potenzialità di crescita. Uno dei motivi per cui Pixartprinting, per la prima volta, sarà espositore a C!Print Madrid (25-27 settembre 2018). «La nostra presenza in fiera ci permetterà di incontrare personalmente i clienti spagnoli che già lavorano con noi e di ascoltare i bisogni e i desiderata di chi non ha ancora testato i vantaggi della nostra offerta», commenta Federico Gonzalez – marketing & sales director Pixartprinting.

Il successo di Pixartprinting è frutto di un mix di ingredienti che vanno dal ruolo pionieristico nella sperimentazione tecnologica al costante impegno in R&D per l’apertura di nuovi mercati, fino a strategie di marketing evolute votate da un lato all’ampliamento del portfolio, dall’altro alla fidelizzazione della clientela. «La kermesse di Madrid sarà l’occasione per spiegare a fondo agli operatori del settore i numerosi vantaggi di PixartPro, il programma ideato per premiare i professionisti delle arti grafiche come tipografie, printing service, studi grafici e agenzie di comunicazione», spiega Gonzalez.«Con PixartPro ci poniamo come alleato dei nostri clienti, supportando attivamente la loro crescita. Crediamo molto in questa iniziativa che rende la nostra strategia ancora più competitiva, in un mercato sempre più affollato da nuovi player che non possono però offrire i plus indiscussi del nostro servizio, derivanti da un mix di fattori tra cui la centralizzazione della produzione». La concentrazione dell’attività nel quartier generale alle porte di Venezia, infatti, consente di ottimizzare l’efficienza del processo con grandi vantaggi in termini di economie di scala, che vengono riservati ai clienti offrendo prezzi altamente competitivi.

Pixartprinting è un’industria manifatturiera che pone l’innovazione al centro dell’evoluzione; una macchina perfettamente settata in grado di offrire un catalogo prodotti che ad oggi conta oltre 400 referenze e 3 milioni di combinazioni possibili arricchito da un servizio internazionale di customer care evoluto. Proprio nell’ambito del servizio si inserisce un’altra novità che verrà presentata in anteprima al mercato spagnolo proprio in occasione di C!Print Madrid. Si tratta dei nuovi Sample Kit, disponibili on line a partire da settembre. Nuove release sempre più funzionali dei campionari, progettate per mettere a disposizione dei professionisti veri e propri strumenti di lavoro che raccolgono prove di stampa effettuate sui diversi materiali con le differenti tecnologie. «Il nostro reparto marketing ha lavorato per mesi alla messa a punto di questi nuovi tools con l’obiettivo di offrire inedite fonti di ispirazione e nuove opportunità di business. Sarà quindi un piacere cogliere l’occasione della fiera per omaggiare questi preziosi kit ai clienti che verranno a conoscerci allo stand», aggiunge Gonzalez. Pixartprinting accoglierà gli stampatori spagnoli in un’area espositiva ideata per rappresentare un virtuale catalogo in 3D: tante applicazioni, che spaziano dai packaging con finiture pregiate ai maxi banner, passando per il piccolo formato e le soluzioni espositive.

Taga Day 2018: All you need is Gold

Il Taga Day rappresenta l’evento cardine di Taga Italia, un momento di condivisione, formazione e informazione tecnologica dedicato a tutti i soci iscritti.

Quest’anno prenderà il via a Milano il 9 novembre 2018 presso la sede di Allestire Decor Lab (Via Tortona 31 20144 Milano).

In particolare, l’imperdibile evento annuale quest’anno ha un claim speciale: All you need is GOLD. Rivisitando il titolo della celebre canzone dei Beatles, Taga Italia vuole proporre un focus tecnico sul mondo della nobilitazione dello stampato, dedicando l’intera mattinata al tema con interventi specifici di professionisti e operatori delle arti grafiche.

La prima parte della giornata sarà infatti divisa in tre momenti specifici, legati alla creatività, alle analisi del mercato e alle soluzioni presenti nel mercato della nobilitazione. Nella sessione pomeridiana, saliranno in cattedra i tecnici Taga con approfondimenti legati al PDF 2.0 e ai gruppi di lavoro legati agli Spot Color, al bilanciamento dei grigi e alla tecnologia di essiccazione UV applicata al procedimento di stampa offset.

Una giornata molto densa di contenuti: per le iscrizioni, gli aggiornamenti sul programma e tutti i dettagli organizzativi, vi rimandiamo alla pagina di prenotazione su EventBrite a questo link.

 

Il premio tecnologico InterTech 2018 a SpectroDens 4 di Techkon

PIA, Associazione delle Industrie della stampa americana, ha selezionato quest’anno dodici tecnologie innovative a cui assegnare il premio tecnologico InterTech 2018.

Il premio è destinato a onorare le tecnologie uniche e innovative che contribuiscono a migliorare l’industria della comunicazione grafica e della stampa. E Techkon GmbH ha annunciato che lo scorso luglio il suo nuovo spettro-densitometro SpectroDens 4, è stato insignito del prestigioso premio.

In particolare, SpectroDens 4 costituisce la 4° generazione di spettro – densitometri Techkon, presentata in anteprima a drupa 2016 e distribuita a inizio 2017.
Si contano a oggi più di 3.000 installazioni. Di seguito la motivazione del premio.

«L’ultima generazione dello spettrofotometro portatile Techkon aumenta il livello tecnologico dei dispositivi di misurazione del colore. La combinazione di velocità di misurazione super-veloci, intelligenza intensificata che facilità l’accesso alla rete e ad altri dispositivi, diaframmi intercambiabili dall’utente e il dispositivo incorporato per la scansione della barra colore, hanno conquistato i giudici. Una caratteristica unica è la funzione InkCheck, che offre agli operatori della stampa specifiche regolazioni della densità dell’inchiostro per ottenere la più bassa corrispondenza cromatica deltaE in conformità con gli standard. Grazie alla interfaccia umana favorita da un design ergonomico e una notevole semplicità d’uso, i giudici prevedono che SpectroDens4 diventerà lo spettrofotometro scelto in molte sale stampa».

A nome del team Techkon, il presidente Ulrich Kryzminski accetterà questo premio davanti al pubblico del settore, durante l’InterTech Technology Awards Gala 2018, a Chicago-Illinois il prossimo 30 settembre 2018.

Techkon SpectroDens è distribuito in esclusiva per l’Italia da Tecnologie Grafiche.

VGL mette a segno la prima installazione nel Regno Unito della piattaforma Durst P5

Durst annuncia la prima installazione nel Regno Unito della piattaforma Durst P5 presso il sito produttivo Smallmead di VGL, società di serigrafia e stampa digitale con sede a Reading nel Berkshire.

L’investimento di VGL nella sua prima stampante flatbed Durst P5 250 HS è volto a incrementare sensibilmente la capacità dell’impianto, quadruplicando la produttività rispetto al sistema di stampa che verrà sostituito e ad aumentare il proprio portfolio clienti e il catalogo prodotti.

VGL, realtà fortemente orientata agli investimenti nelle tecnologie più avanzate, è partner produttivo di clienti eterogenei che spaziano dalle grandi insegne alle fiere, dagli organizzatori di eventi ad aziende pubbliche e private come musei e compagnie ferroviarie. Il sistema P5 250 HS non è la prima stampante Durst in casa VGL; l’azienda, infatti, annovera un importante installato che ad oggi vede operativi presso lo stabilimento di Reading sette sistemi Durst: due stampanti Rhotex e cinque roll-to-roll. A questi andrà ad aggiungersi la nuova P5, contraddistinta da velocità di stampa in modalità due pass fino a 240 sqm/h e risoluzione fino a 1200 dpi.

«La tecnologia che stavamo utilizzando per la stampa su rigido era ormai obsoleta e necessitavamo di un upgrade tecnologico, soprattutto in termini di produttività. Dopo aver valutato attentamente le diverse soluzioni disponibili sul mercato, abbiamo scelto il sistema di ultima generazione Durst P5 dotato di tutti i requisiti che stavamo cercando», commenta David Gray, managing director di VGL. «Sicuramente siamo rimasti colpiti dalle prestazioni di P5 in termini di produttività e risoluzione e siamo certi che questa tecnologia ci permetterà di soddisfare pienamente la domanda crescente di stampati su supporti rigidi, aprendoci a nuovi mercati». Ricordando il grande evento Durst di presentazione mondiale della piattaforma P5, Gray aggiunge:«Lo stabilimento produttivo di Durst a Lienz è davvero impressionante. Ogni componente della macchina viene prodotto in quella fabbrica e questo è garanzia di qualità e affidabilità. Inoltre, Durst si contraddistingue per un servizio post-vendita e un customer care eccellente, che abbiamo già avuto modo di testare in questi anni di collaborazione. Un altro aspetto che abbiamo particolarmente apprezzato è la modalità scelta da Durst per la progettazione del sistema P5, ideato e realizzato grazie ad un accurato ascolto delle necessità dei clienti. P5 sarà sicuramente la nostra tecnologia di punta e rafforzerà ulteriormente il nostro rapporto con Durst».

«Collaboriamo con VGL da diversi anni e anche per questo motivo siamo particolarmente lieti che proprio VGL abbia messo a segno la prima installazione di P5 nel Regno Unito», commenta Peter Bray, managing director di Durst UK e Irlanda. «Questa piattaforma soddisfa pienamente le esigenze di VGL, realtà nota nel mercato per l’eccellente qualità dei suoi prodotti e siamo certi che avrà un ruolo attivo nel potenziamento tecnologico e nel vantaggio competitivo con cui VGL potrà proporsi al mercato».

La Serie P5 è stata presentata in anteprima mondiale da Durst lo scorso febbraio a Lienz, in Austria. Oltre alle stampanti all’avanguardia, alle interfacce utente touch e alle funzionalità di assistenza remota di ultima generazione, il lancio ha coinvolto anche nuove soluzioni di workflow e software sviluppati internamente. Tutto è mirato e ottimizzato per massimizzare le prestazioni e il tempo di attività del parco macchine, oltre a garantire una flessibilità senza precedenti nella gestione dei lavori. Il modello Durst P5 250 HS è stato progettato per una produzione industriale ad alti volumi e per applicazioni che richiedono particolare qualità. Il sistema soddisfa cinque criteri fondamentali: produttività, affidabilità, workflow, versatilità e qualità di stampa.

 

Guidare oggi la trasformazione delle etichette di domani: European Label Forum di Finat

Sviluppare modi per guidare le competenze dei leader futuri nella trasformazione delle etichette, indirizzare l’efficacia del settore e comprendere i principali sviluppi della base tecnologica della stampa sono stati i principali temi di quest’anno dell’European Label Forum dell’associazione internazionale di etichette Finat tenutosi a Dublino a inizio estate.

Il discorso del presidente

Quest’anno Finat celebra il suo 60º anniversario e il presidente Chris Ellison, direttore generale di un’azienda famigliare di etichette, OPM Group, ha dato il benvenuto ai delegati sottolineando che i traguardi dell’associazione diventano insignificanti di fronte a quelli di Arthur Guinness, il cui birrificio nel centro di Dublino è stato inaugurato nel 1759 con una locazione di 9000 anni.

Il programma di lavoro è iniziato con Alastair Campbellscrittore, commentatore televisivo, autore e stratega, nonché noto per il suo ruolo di direttore delle comunicazioni del primo ministro britannico Tony Blair.  Il suo argomento principale per questo incontro multinazionale è stato «L’elefante in una stanza – La Brexit e le sue implicazioni sui rapporti B2B tra Europa e Regno Unito».  L’attuale mancanza di chiarezza relativa alle proposte finali della Gran Bretagna sulla sua uscita e la possibile situazione che potrebbe venire a crearsi in seguito all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, sono state presentate in un intervento che ha analizzato tutte le opzioni, tutte le possibilità e tutti i limiti.

Dati sul mercato europeo delle etichette

Il direttore generale di Finat Jules Lejeune ha offerto un aggiornamento sulla situazione globale del settore europeo delle etichette, che ha registrato una forte ripresa dal 2012. I dati dell’associazione hanno confermato una solida crescita del settore del 4,7% nel 2017 rispetto all’anno precedente (che tuttavia si è assestato su un tasso di crescita medio inferiore al 5,4% del periodo 2013-2016), con i materiali autoadesivi a base film che hanno registrato una crescita a un tasso ancora superiore: 8,2% rispetto all’anno precedente. I principali 15 Paesi del mercato delle etichette in Europa rappresentano un’eccezionale percentuale del 90% dell’attività totale e le statistiche indicano che Turchia, Polonia e Italia hanno registrato i migliori incrementi in termini di volumi assoluti tra il 2010 e il 2017. La Brexit ha influenzato ancora nel Regno Unito il calo nei consumi dal terzo trimestre del 2017, a differenza dei mercati degli altri paesi europei con prestazioni migliori.

Il panorama futuro

Andy Thomas-Emans, strategic director, Tarsus Labels & Packaging Group, ha proseguito delineando l’attuale panorama del settore in evoluzione e le previsioni per i prossimi cinque anni, esaminando in particolare il cambiamento sempre più frequente per i trasformatori di etichette tra stampa di etichette e altre opzioni di stampa di imballaggi. La ricerca Finat RADAR indica che la produzione di buste per imballaggi flessibili rappresenta già una capacità aggiuntiva per il 19% dei trasfomatori di etichette; le etichette a fascia per il 31% dei partecipanti al sondaggio e altri articoli di imballaggio flessibile per il 27%. Ha proseguito evidenziando i problemi e le opportunità legati alla trasformazione; i problemi di salute e sicurezza relativi ai solventi, la stampa flessografica UV efficiente dal punto di vista energetico e naturalmente la stampa digitale. Ha presentato inoltre l’innovativo gruppo UVFoodSafe del settore, che comprende i principali  fornitori e le associazioni professionali correlate della catena di valore della trasformazione, che si impegnano a rendere l’essiccazione UV e UV/LED totalmente adatta alla stampa di imballaggi per alimenti. Ha concluso con la conferma del fatto che Labelexpo si è ampliata fino a diventare un evento anche per la stampa di imballaggi.

Una strategia innovativa per le promozioni sulla confezione

La presentazione del professionista di imballaggi e autore Keran Turakhia è stata insolita e stimolante, ha analizzato in che modo i trasformatori e i loro clienti possono trarre un vantaggio finanziario da pensare fuori – e dentro –  gli schemi per creare opportunità innovative di comunicazione. Con storie tratte dalla vita reale, ha dimostrato come il suo pensiero ha contribuito a modificare con successo gli imballaggi, affinchè non fossero più un costo, ma aiutessero un marchio a trarre vantaggio da nuove opportunità promozionali sulla confezioni, in particolare con la stampa digitale.

«Ripensare l’imballaggio» è il motto di rlc-Packaging, il cui direttore generale Marc Büttgenbach ha svolto la funzione di moderatore di una discussione di esperti con tutti gli interveneuti della mattinata, consentendo ai delegati di analizzare gli argomenti in maggiore dettaglio.

Definizione del profilo delle generazioni future

Per un pubblico composto da leader provenienti dall’intera catena di valore della stampa di imballaggi, il programma è stato anche fortemente e adeguatamente concentrato sui problemi gestionali ed è stato avviato dall’autore di best-seller e CEO di XYZ University Sarah Sladek, che ha riflettuto sulla possibilità del settore delle etichette d icoinvolgimento maggiore delle generazioni più giovani nella ricerca di nuove opportunitàcommerciali. Poiché tra il 2010 e il 2020 il 78% degli appartenenti alla generazione dei “baby boomer” compirà 65 anni e il 25% dei “millennial” passerà a ruoli di leadership, le esigenze della generazione più giovane dovranno trovare risposta perché vi sono state più modifiche allo stile di vita e ai comportamenti negli ultimi decenni che nel corso di tutta la storia dell’uomo. Questa situazione ha creato e continua a creare numerosi problemi di forza lavoro, non ultimo la disponibilità di manodopera qualificata, il pensionamento dei fondatori di molte aziende e il ricambio della leadership. Si sta facendo poco per controllare e gestire questi problemi ed è necessaria una strategia colpletamente nuova da parte delle organizzazioni dei datori di lavoro perché i leader di successo di oggi condividono queste tre specifiche caratteristiche: passione, umiltà e fretta.

Ricambio generazionale, aziende a conduzione famigliare

Bert van Loon ha trattato ulteriormente l’argomento, con un vivace dibattito sulle sfide della prossima generazione, in particolare per i trasformatori di etichette in Europa perché «il settore delle etichette ha un forte interesse affinchè si verifichi il successo nel passaggio generazionale di aziende famigliari che si occupano di trasformazione». L’alternativa a un ricambio generazionale riuscito sarebbe un’ulteriore consolidamento con una conseguente riduzione nell’innovazione?

Occhi bene aperti

Nella relazione finale della conferenza, la guru del business, scrittrice e giornalista radiofonica e televisiva Noreena Herz,ha presentato un seminario molto interessante su “come prendere decisioni intelligenti in un mondo complesso” in questo periodo di grandi stravolgimenti – tra cui anche i potenziali effetti della Brexit. Ha condiviso informazioni sulla futura nuova generazione di potenziali dipendenti, la generazione di età compresa tra i 15 e i 24 anni, e ha indicato i loro interessi, come si comportano, cosa vogliono e in che modo consumano e anche le differenze rispetto ai millennial. Ha lasciato il pubblico con riflessioni su come le sue idee possono migliorare le loro attività.

Un futuro radioso

Il presidente di Finat Chris Ellison ha chiuso l’evento affermando: «Siamo un settore con un futuro così radioso che spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto. Rappresentiamo inoltre un settore dove c’è ancora molta passione».

 

Fotolito s.a.s. punta alla qualità con Lüscher MDX 320 IR Flex

Grazie all’installazione del nuovo CtP flexo di Lüscher, Fotolito s.a.s. può rispondere con la massima flessibilità alle esigenze del mercato, unendo l’innovazione tecnologica all’ottimizzazione del processo produttivo.

Fotolito s.a.s. nasce nel 1989 a Novi Ligure come azienda di prestampa per la fornitura di pellicole e cliché per la stampa tipografica e litografica su plastica. Dal 2003 l’azienda sente l’esigenza di ampliare il proprio business e inizia così la produzione in stampa digitale in bobina di pannelli e manifesti di grande formato. Oggi il business è suddiviso a metà tra prestampa e stampa digitale, con una clientela in massima parte locale.

L’azienda si è specializzata in particolar modo nella produzione dei cliché per la stampa su plastica. Fotolito s.a.s. ha puntato su know how e competenze, all’azienda vengono riconosciuti grande expertise, un servizio flessibile che garantisce la consegna dei lavori nelle 24 ore e naturalmente l’elevata qualità.

La decisione di installare il nuovo sistema CtP MDX 320 IR Flex di Lüscher, fornito in Italia da NTG Digital, che gli ha consentito di passare da una produzione analogica a digitale, ha permesso all’azienda di fare il salto di qualità, ottenendo miglioramenti nelle performance e ottimizzazione nei processi. «La nostra esigenza era di essere più flessibili – spiega Massimo Marione, titolare dell’azienda. – Ci siamo resi conto che per essere più competitivi sul mercato dovevamo alzare i nostri standard di qualità e il nuovo CtP ci permette di ottenere le massime performance in questo senso. Tra i vantaggi del sistema, oltre alla qualità, che è sicuramente superiore rispetto a quella del processo analogico, vi sono maggiori possibilità di controllo e di conseguenza minori possibilità di errore».

Altro vantaggio del nuovo sistema CtP Lüscher MDX 320 IR Flex 830 HP è l’incisione a laser senza utilizzo di sostanze chimiche. Un aspetto che si sposa con il concetto di sostenibilità sia in termini di attenzione all’ambiente sia per quanto riguarda la salute degli operatori.

Oltre all’eliminazione di sostanze tossiche e nocive dal ciclo produttivo e una maggiore rapidità nel processo, si ottiene una riduzione dei consumi energetici grazie ad un sistema a elevata efficienza energetica che non richiede tempi di riscaldamento.

«Ci stiamo affacciando al mercato della stampa flessografica – spiega Marione – e questo nuovo sistema ci permetterà di offrire un servizio affidabile e dagli standard elevati in mercati che stanno crescendo, come quello delle etichette e degli imballaggi flessibili».

«Nel team di NTG – conclude – abbiamo trovato affidabilità e competenza: hanno sempre risposto nei tempi adeguati e con professionalità».

 

 

Guandong, il valore aggiunto del pionierismo

Correva l’anno 2015 quando, in occasione di Fespa, Guandong presentava per la prima volta un concept totalmente inedito, destinato a rivoluzionare in breve tempo la comunicazione in-store: lo Spot Déco. Da allora Guandong e il suo reparto R&D non si sono mai fermati e di anno in anno hanno messo a punto una gamma completa di supporti di stampa ad alto tasso di innovazione studiati appositamente per messaggi e promozioni sempre più “just in time”. Velocità, immediatezza e semplicità di installazione sono infatti le chiavi dello Spot Déco firmato Guandong, concepito espressamente per rispondere al claim: “Cambia il tuo messaggio in 1 minuto”.

«Tre anni fa siamo partiti dall’intuizione che in un contesto come quello attuale, in cui la comunicazione in tempo reale fa da padrona, anche le attività promozionali sul punto vendita dovessero necessariamente adeguarsi ai ritmi di quello che siamo abituati a vedere online” – sottolinea Edoardo Elmi, presidente di Guandong. – «Ci siamo dunque fatti portavoce di questa esigenza e abbiamo intrapreso per primi un processo di culturizzazione lungo tutta la filiera, dagli utenti finali agli stampatori, dai retailer ai distributori».

Ora quell’intuizione è diventata reale, è stata compresa e fatta propria anche da altri player e si è trasformata in un vero e proprio mercato, in cui Guandong continua a ricoprire il ruolo di trendsetter grazie ai due principali asset su cui da sempre fonda la propria attività: l’ascolto del cliente e il monitoraggio dei trend che alimentano costantemente l’attività R&D. Il tutto con il valore aggiunto di un’esperienza già consolidata e di un know-how tecnico esclusivo. Non a caso l’offerta Guandong vanta ad oggi una gamma unica e sempre più ampia di materiali tecnologicamente avanzati e altamente performanti, studiati per essere compatibili con i principali sistemi di stampa di ultima generazione, dall’inkjet UV delle stampanti desktop alle stampanti laser in dotazione ai service di cui, secondo Guandong, entro il prossimo triennio saranno dotati tutti i centri commerciali. Tra i best seller il rivoluzionario Wally, perfetto esempio di nanotecnologia applicata messo a punto dal R&D di Guandong. Questo straordinario supporto è estremamente facile da applicare su qualsiasi superficie liscia, dal vetro al legno, dal metallo alla carta, totalmente privo di colla, lavabile e riposizionabile infinite volte grazie alla forza di aggrappaggio data dalle sue oltre 4 milioni di micro ventose al mq. Altra novità in casa Guandong la nuova divisione aziendale Magnus, presentata ufficialmente a Fespa 2018. Materiali non più in rotolo ma in foglio, non più large format ma in formato A3 Plus per stampe laser e stampe desktop UV, ideali per l’utilizzo in luoghi pubblici come i centri commerciali. «Larivoluzione è già in atto e ancora una volta siamo pronti a guidarla», attesta Daniele Faoro, managing director sales di Guandong.

 

Weerg collabora con La Sapienza per tracciare le nuove frontiere dell’Industrial Design

Il Design Manufacturing è un tema molto caldo: la professione si sta aggiornando, così come le modalità di formazione delle nuove leve. Nel campo dell’Industrial Design l’Università La Sapienza di Roma prevede due corsi specifici, la Laurea Triennale in Design e la Laurea Magistrale in Product Design, entrambi coordinati dalla professoressa Loredana Di Lucchio che spiega: «Oggi è diventato fondamentale introdurre nei corsi progettuali le competenze per utilizzare le nuove tecnologie, da un lato per creare modelli con il rapid prototyping, dall’altro per innescare un processo creativo e mentale di sviluppo dell’oggetto». Un presupposto che ha determinato le condizioni per avviare una fattiva collaborazione con Weerg, inedita realtà nel mondo della meccanica che offre attraverso un’evoluta piattaforma la possibilità di ordinare online lavorazioni CNC e stampe 3D. Nel sito produttivo di Marghera (VE), in cui vengono evasi gli ordini provenienti da tutta Europa, sono installati sistemi di ultimissima generazione: centri di lavoro Hermle a 5 assi in continuo per il CNC e sistemi HP Multi Jet Fusion per la stampa 3D con prestazioni industriali.

La collaborazione tra Weerg e l’Università romana è nata quasi per caso quando l’azienda ha lanciato su Facebook il contest “Weerg Award”, invitando i visitatori a candidare originali modelli 3D. La finalità principale era testare a fondo le prestazioni delle stampanti HP installate da poco. «Abbiamo ricevuto circa 150 modelli e il vincitore è stato Alex Coppola, studente de La Sapienza appunto, che ha disegnato una lampada di grande design. Il progetto ha messo ampiamente in risalto le prestazioni delle stampanti HP implementate nel nostro reparto produttivo», racconta Matteo Rigamonti – ideatore e fondatore di Weerg.com. Da lì a pochi mesi l’azienda ha partecipato all’evento fieristico Mecspe (marzo 2018, Parma). «Per raccontare le grandi potenzialità applicative delle stampanti 3D, abbiamo pensato di coinvolgere gli studenti de la Sapienza che hanno ideato progetti molto creativi esposti poi al nostro stand». Da qui la collaborazione tra Weerg e l’Università è proseguita con benefici per entrambi. «La fantasia degli studenti, meno ancorati ai prodotti seriali spesso realizzati dagli ingegneri sicuramente poco propensi al ‘nuovo’, ci permette di testarci nella realizzazione di pezzi molto originali e sofisticati», prosegue Rigamonti. «In cambio offriamo loro la possibilità di sperimentare a fondo la materia che stanno studiando, con grande libertà progettuale, grazie alla versatilità delle nostre stampanti 3D».

Una collaborazione molto proficua che rappresenta un esempio di come le aziende e il mondo accademico possano essere sinergici. Lo conferma anche la prof.ssa Di Lucchio a capo del progetto: «Questa per noi rappresenta un’opportunità davvero interessante che avvalora ciò che cerchiamo di trasmettere da tempo ai futuri designer: è necessario aggiornare le competenze di una professione che per anni si è basata su processi seriali e standardizzati. La figura del designer deve evolversi alla luce delle nuove tecnologie e Weerg ci ha permesso di mettere in pratica concetti che sarebbero altrimenti rimasti a livello teorico». Se l’industria manifatturiera è per molti versi ancora seriale, le tecnologie di nuova generazione offrono l’opportunità di andare oltre la ‘serialità’ creando pezzi unici e aprendo nuovi mondi e nuovi mercati. «È fondamentale che le nuove tecnologie non vengano impiegate solo per procedure consolidate, ma diventino luoghi di sperimentazione», aggiunge Rigamonti. «Innovare, del resto, fa parte del nostro DNA». Weerg, infatti, nasce fondendo i plus della tradizione meccanica con i vantaggi di un servizio e-commerce evoluto, dando vita ad un servizio inedito. La piattaforma offre gratuitamente un esclusivo servizio di preventivazione online in tempo reale, a cui si aggiungono i vantaggi di tempi certi di consegna a partire da 3 gg, elevati standard qualitativi grazie a sistemi produttivi all’avanguardia, il tutto a costi estremamente competitivi. Una formula messa a punto applicando il modello di business dell’e-commerce al mercato maturo della meccanica. «Dopo alcune perplessità iniziali, gli operatori del settore – principalmente aziende meccaniche, realtà che non dispongono di sistemi a 5 assi e numerosi centri di ricerca – stanno testando e apprezzando il nostro servizio, dimostrando alta fidelizzazione», afferma Rigamonti, sottolineando come il comporto della meccanica possa trarre grandi vantaggi dalla creatività dei giovani in ambito di progettazione.

Il successo dipende dalla convergenza digitale

Approfondimenti e considerazioni su come fare marketing ai tempi del digitale, ottimizzando social, intelligenza artificiale e mobile. Le aziende che si attrezzano per implementare strategie in grado di generare nuove esperienze di contatto digitale, su misura del consumatore, hanno una maggiore possibilità di successo.

Massimi esperti provenienti da Microsoft, Google, Facebook, CA Technologies e altre importanti aziende protagoniste nello sviluppo di applicazioni digitali, si sono riuniti in occasione del primo Digital Converge Dayeuropeo, a fine giugno, presso l’Aula Magna dell’Università Bocconi di Milano. Un’occasione unica per confrontarsi su regole e strumenti dedicati alla creazione di esperienze digitali nel business,ma anche per fare il punto su argomenti come Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Big Data e Social.

Grazie all’utilizzo di smartphone e ambienti social, e alla possibilità di accedere a dati e informazioni in ogni momento e in qualunque luogo, chiunque oggi è in grado di rivestire un ruolo sempre più attivo e consapevole nel manifestare opinioni ed esigenze. Quindi le aziende che si attrezzano per implementare strategiein grado di intercettare nel più breve tempo possibile queste informazioni e generare nuove esperienze di contatto digitale, su misura del consumatore, sono quelle che possono contare su una maggiore possibilità di successo.

Per farlo, occorrono competenze relative al mondo dei Social, conoscenze sulle dinamiche dei dispositivi Mobile e soprattutto capacità di applicazione degli algoritmi di Intelligenza Artificiale oggi disponibili perché, come ha spiegato Guy Kawasaki, ex chief evangelist della Apple di Steve Jobs e cofondatore di Garage Technology, «Questi tre, se utilizzati singolarmente, sono strumenti di comunicazione potenti che amplificano le capacità delle aziende di entrare in contatto con il pubblico, ma quando questi strumenti vengono integrati fra loro e li si fa convergere in una strategia di marketing, il risultato è sorprendente».

Le sinergie tra digital e retail

La piattaforma “ada” di The Digital Box, organizzatore dell’evento insieme alla Bocconi, ha proprio l’obiettivo di supportare lo sviluppo e la gestione di campagne di digital marketingorientate al mobile engagement e alla misurazione dei risultati. Lo scopo è quello di creare contenuti ad alto tasso di conversione (come landing page per il web, storytelling, chatbot o social content virali) distribuirli in tempo reale sul più alto numero possibile di canali (come SMS tracking, email, web, social, Google AdWords o Facebook ads) e misurare i risultati in termini di pagine visualizzate, visitatori unici, click su CTAs o geolocalizzazione nel caso di eventi o punti vendita.

A proposito del commercio retail, Amedeo Guffanti, general manager di 77 Agency, ha ricordato che il futuro dei negozi fisici è sicuramente legato alla capacità che avranno i manager di far convergere sui punti vendita l’erogazione di servizi integrati con il web (ad esempio per ordinare online e ritirare in negozio) o di predisporre esperienze digitali a tutto vantaggio dei consumatori (valutazione e confronti online, piuttosto che contenuti di valore a supporto degli acquisti). Infatti, la mera esposizione e disponibilità di prodotti sugli scaffali sarà sempre meno in grado di competere con le comodità a domicilio offerte dai sistemi di e-commerce.

Occorre però riconoscere che – ad oggi – ancora più dell’80% del business, nella maggior parte dei casi, avviene nei punti fisicie – soprattutto per determinate categorie merceologiche – si continua preferire il contatto fisico. Esistono esperienze significative di aziende che hanno raggiunto ottimi risultati investendo in campagne digitali in grado di portare clienti nei negozi e consentire l’accesso a canali preferenziali di comunicazione con il brand. Il consiglio è quindi quello di acquisire competenze atte a sfruttare al meglio le possibili sinergie tra digital e retail, sia per acquisire informazioni che per potenziare le vendite.

Gli algoritmi di calcolo

Il rapporto tra Social Media e Intelligenza Artificiale si è prepotentemente sviluppato negli ultimi tempi grazie all’apertura di Facebook Messenger ai ChatBots come strumento utilizzato dai brand per migliorare la customer experience. I ChatBots non sono una novità, infatti il primo assistente virtuale, Eliza, risale al 1966, ma solo recentemente questa tecnologia si è diffusa e – solo su Messenger – ci sono più di 200.000 ChatBots attivi.

Alberto Mazzieri, sales manager di Facebook Italia, ha fatto il punto sui progetti futuri dell’azienda di Menlo Park, più che mai intenzionata a investire in tecnologie per favorire la connettività (e aumentare le persone che interagiscono con il social network), ma anche in algoritmi di Intelligenza Artificiale sempre più sofisticati (ad esempio per il riconoscimento automatico delle immagini) piuttosto che in progetti legati alla Realtà Aumentata o Virtuale, anche in supporto alle campagne dei brand.

Gaia Rubera, marketing full professor alla Bocconi, ha precisato che la convergenza digitale e l’evoluzione di applicazioni di Intelligenza Artificiale sono possibili principalmente in virtù della potenza di calcolo che abbiamo oggi a disposizione, ma anche e soprattutto per la straordinaria mole di informazioni a cui chiunque – anche gratuitamente, grazie ai social – può accedere e potenzialmente analizzare. È incredibile, ma sono stati creati più dati negli ultimi due anni che nei precedenti 5.000 della storia dell’uomo.

Di per sé, gli ultimi anni non ci hanno regalato novità di rilievo per quello che riguarda gli algoritmi di calcolo, ha ricordato Riccardo Zecchina, Vodafone chair in machine learning and data science dell’Università Bocconi – e le odierne applicazioni più interessanti si rifanno a un utilizzo sapiente ed evoluto di ciò che già si sapeva nella seconda metà del ‘900, riconducibile principalmente alle basi della programmazione lineare. C’è ancora tanto da fare, ad esempio nello sviluppo di capacità di distinzione tra causa ed effetto, e l’Europa, in questo senso, può ancora giocare le sue carte – per non rimanere schiacciata tra le superpotenze orientali e gli Stati Uniti – investendo in progetti di ricerca che possono ancora disegnare il futuro.

Dati per tutti

Oggi chiunque può creare innovazione analizzando dati. Prima, solo determinate categorie di persone con posizioni di comando potevano accedere alle informazioni, ora non più. Ma il dato in sé non ci dice molto, occorre saperlo analizzare per arrivare alla conoscenza, cioè serve saper applicare modelli che sappiano interpretare i dati(Computational Modeling) analizzare milioni di variabili e fornire il supporto per prendere decisioni nel minor tempo possibile. Siamo nell’era della Data Driven Economy, ha ricordato Emanuele Borgonovo, director of bachelor in economics, management and computer science alla Bocconi, e i manager di oggi devono essere in grado di confrontarsi con gli analisti, saper porre le giuste domande e interpretare gli elaborati di analisi dei dati per contare su giusti supporti alle decisioni importanti.

Non solo, prima ancora i dati devono essere raccolti, quindi i brand devono strutturarsi sia per uniformare ciò che esiste già (dai sistemi informativi e gestionali piuttosto che dai canali marketing tradizionali) sia anche per predisporsi al cosiddetto Social Lissening, capire il Sentiment del consumatore e studiare strategie digitali coerenti.

Il Machine Learning è il nuovo terreno per guadagnare competitività e valore nel business secondo Marco Comastri, president & general manager di CA Technologies Emea, e i brand non si devono lasciar sfuggire la possibilità di implementare strategie Customer Centric, proprio grazie alle incredibili possibilità offerte dal digitale di raccogliere dati, analizzarli e offrire esperienze personalizzate. Il Machine Learning consiste in una serie di algoritmi che permettono di automatizzare la costruzione di modelli analitici e offrire ai computer la capacità di apprendere senza essere stati appositamente programmati. In pratica, consente di trovare informazioni nascoste, anche senza una programmazione specifica. È precondizione per l’Intelligenza Artificiale, ma non vuol dire che ci siano già macchine pensanti. Per questo occorre saperlo utilizzare a supporto del business per accelerare i processi e agire velocemente.

Lo smartphone come estensione dell’identità

In ogni caso, tutto parte dai Big Data e le professionalità del futuro dovranno includere sempre più competenze tecniche orizzontali perché non sarà più possibile alzare le braccia in segno di resa, chiamando in causa un tecnico, per risolvere un problema. Al contrario, chi dovrà ricoprire posizioni di responsabilità dovrà avere – forzatamente – anche competenze riconducibili alla moderna Data Science e – ancor più – saper utilizzare piattaforma digitali in grado di raccogliere i dati, fornire basi in supporto alle decisioni ed implementare strategie coerenti. Il fenomeno della convergenza digitale trova nel Mobile il suo apice: circa il 49% della popolazione mondiale usa lo smartphone per navigare e più di 2,958 miliardi di persone interagiscono con i social media utilizzando il proprio dispositivo (fonte WEAreSocial). Lo smartphone è diventato una vera e propria estensione dell’identità individuale all’interno della cosiddetta web community. Non cogliere questo trend significa chiamarsi fuori dai giochi del business del futuro.

Vendite on line, ecco come cambia il packaging

Orange E-Commerce Button on Computer Keyboard. Internet Concept.

Studiato ad hoc per il commercio elettronico, sostenibile e personalizzato. Dal convegno Netcomm focus su logistica e packaging per l’e-commerce, analisi di un settore che presenta grandi opportunità di crescita.

Il packaging per l’e-commerce cambia d’abito. Pensato per affrontare tutti i passaggi imposti dal canale di distribuzione (dal clic alla consegna), deve essere frutto di una progettualità diversada quella dell’imballo per i punti vendita. Deve garantire una protezione più efficace del prodotto, ma anche comunicare meglio il valore del marchio, deve essere attento all’ambiente e nel contempo all’ottimizzazione dei costi. Una metamorfosi che porta con sé grandi opportunità di crescita. «Un cambiamento quello dell’e-commerce che a livello generale investe tutti gli imballi, dalla confezione primaria al packaging secondario e terziario» afferma Riccardo Cavanna, presidente Ipack-Ima nonché amministratore delegato di Cavanna Packaging Group con sede a Novara, centro di eccellenza in sistemi di confezionamento flowpack. «Basti pensare che in un pacco ci sono prodotti confezionati di vario tipo, di brand, formati e ingombri diversi. Ecco perché – sottolinea Cavanna – presentando il primo Osservatorio Netcomm Ipack-Ima 2018, c’è bisogno di tecnologie all’avanguardia, specifiche per l’e-commerce dei diversi settori, che garantiscano la personalizzazione del pack puntando sempre più sulla sostenibilità ambientale. In sintesi, se il packaging per l’e-commerce va ripensato, anche le macchine per produrlo devono garantire massima innovazione e automazione». Un tema, quello dell’innovazione, sul quale si è confrontato anche Enrico Paolucci di B&R(automazione industriale). «Il gruppo, con le proprie soluzioni dedicate al packaging primario, secondario e fine linea, sta monitorando da vicino il passaggio dalla logistica tradizionale a quella on line e le richieste emergenti in termini di flessibilità e integrazione tra i sistemi».

Il food on line, un’opportunità da cogliere

E nell’alimentare, settore nel quale si intersecano più esigenze, come ci si sta muovendo? Intanto, in Italia è un segmento (prodotti alimentari da supermercato) che nel 2017 ha registrato una crescita del 37% rispetto al 2016 per un valore di 812 milioni di euro (dati Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Managment Politecnico di Milano). «Un comparto in continua evoluzione, che mostra uno sviluppo poco omogeneo all’interno delle diverse categorie di prodotti, ma sicuramente ricco di nuove opportunità che dobbiamo saper cogliere» afferma Giusto Curti customer director di Ferrero. In un contesto così variegato anche le esigenze sono diverse e, come ricorda Aldo Galbusera di Sealed Air (soluzioni di confezionamento alimentari e non), «bisogna valutare la sostenibilità, l’esperienza del consumatore (facilità di apertura e ri-chiusura della confezione, conservazione, pack riutilizzabile per fidelizzare il cliente, ecc.) e, infine, la logistica (protezione e refrigerazione del prodotto). Per giungere a questi obiettivi – continua Galbusera – occorre migliorare alcune caratteristiche dei sistemi di confezionamento esistenti, ma soprattutto è necessario risolvere il problema della sicurezza del cibo, il primo elemento di rischio delle vendite on line». Anche per Gian Maria Gentile di Unes, che per l’on line si appoggia a Amazon Prime Now, è necessario trovare soluzioni efficaci per proteggere i prodotti poiché «il problema dell’e-commerce è da sempre quello legato alla mancanza di una gestione accurata dei prodotti. Occorrono soluzioni non tanto nel pack primario, quanto nella fase di trasporto, anche per evitare i resi, oltre a mantenere costante la catena del freddo». Molta attenzione verso il food on line viene confermata anche da Daniele Bruttini di Quomi (servizio a domicilio di materie prime per realizzare i piatti) che, per quanto riguarda la catena del freddo, adotta contenitori isotermici e buste di gel refrigerante.

Serve un controllo totale su tutta la filiera con soluzioni pensate ad hocper l’e-commerce. Dai pallet ai punti vendita e alla confezione dei prodotti

L’e-commerce porta cambiamenti lungo l’intera filiera

Fin qui quello emerge è che l’e-commerce ha aperto e sta aprendo nuove possibilità per le aziende, ma ha anche portato alla luce una serie di problemi che prima non esistevano, in primis la sicurezza dei prodotti. I resi non sono solo una voce negativa nel bilancio, ma anche un danno di immagine enorme. Ecco perché serve un controllo totale su tutta la filiera con «soluzioni pensate ad hocper l’e-commerce. Dai pallet ai punti vendita e alla confezione dei prodotti», come ribadisce Fabio Panetta di Gifco. Ma quali sono le richieste emergenti del packaging? Giovanna Boccenti di Rajapack, gruppo protagonista in Europa nell’imballaggio, ne ha individuato alcune. Innanzitutto, alla voce sostenibilità l’azienda riferisce l’aumento del 40% della domanda di pack green. Seguono la riduzione degli spessori dei materiali e un andamento più virtuoso (meno plastica a favore della carta), packaging con un design minimal, conformità alle tabelle volumetriche dei corrieri in un’ottica di riduzione di volumi e costi, riutilizzo del pack per eventuali resi poiché, sottolinea sempre Rajapack, nell’80% dei casi il consumatore dà per scontato di ritornare la merce nello stesso imballo con cui l’ha ricevuta. Infine, un pack antieffrazione (impiego di RFID, nastri adesivi personalizzati, ecc.), meno ingombrante per ridurre lo spazio a magazzino, più veloce da produrre (scatole con fondo automontante), ma soprattutto personalizzato per trasmettere i valori del marchio e stimolare l’effetto sorpresa. Il trend è verso scatole personalizzate e brandizzateanche all’interno perché è in aumento il fenomeno dell’unboxing, ovvero la condivisione sui social dell’apertura del pacco, una tendenza nata nel segmento lusso, ma che ora ritroviamo anche nell’elettronica e nel food. Tutte esigenze che spesso nell’e-commerce non vengono valutate, soprattutto se chi vende on line non produce i propri prodotti. «Spesso non conoscono quali saranno le dimensioni delle scatole dei brand da spedire, magari si tratta di prodotti che vanno protetti, gestiti con cura, ecc.» commenta Vincenzo Cioffi ProfumeriaWeb (vendita on line di profumi, cosmetici, ecc.) secondo il quale occorre considerare i diversi attori come un nucleo omogeneo e che tutti devono operare in una logica di innovazione di processo. Restando in tema di sostenibilità, Sabrina Lucini di Ikea sottolinea che «l’azienda sta investendo nel pack per renderlo più efficiente. Questo significa riduzione dei volumi e delle dimensioni. Insomma, pacchi più piccoli che portano anche a un abbattimento dei costi oltre alla decisione green di sostituire i pallet in legno con pallet carta riciclata». Sempre in questa visione di risparmio dei materiali, nell’ambito delle vendite on line di articoli sportivi, ci si è interrogati se utilizzare la busta o la scatola. Secondo Marco Lazzerotti di Decathlon, azienda che oltre a vendere produce anche i propri prodotti, «dipende dal prodotto (peso e volume). In ogni caso, pensando anche ai resi, la scatola è quella più utilizzata». Ci si è interrogati anche sulla gestione del fine vita dei prodotti, un problema molto sentito con il passaggio da una logistica tradizionale a quella di e-commerce, che necessita soluzioni efficaci e urgenti poiché come sottolinea Isabella Capurso di Remedia,uno dei principali consorzi italiani per la gestione eco-sostenibile dei rifiuti tecnologici, meno del 10% dei siti è completa con la normativa RAEE. Infine, uno sguardo al comparto degli imballaggi in cartone mette in luce che cresce, sulla scia dell’aumento dell’e-commerce, anche il consumo di packaging in cartone. Una domanda «che ha comportato il riavvio della ex-cartiera Burgo di Mantova dedicata alla produzione di cartone ondulato e la partenza di un nuovo polo produttivo ad Avezzano (Aquila)», spiega Eliana Farotto di Comieco. Questo per arrivare a introdurre sul mercato Italia circa 600mila tonnellate di cartone in più ogni anno.

E-commerce e logistica, a che punto siamo?

Crescono i volumi, migliora la velocità di consegna, aumenta la soddisfazione dei clienti. Queste alcune delle indicazioni emerse dalla ricerca condotta da Netcomm – il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano – e presentata nel corso del Netcomm Focus in collaborazione con Ipack-Ima e con il supporto di Assolombarda, Comieco, DotLog e Rajapack. La pubblicazione è il frutto del tavolo di lavoro avviato nel 2017 con oltre 30 aziende socie del Consorzio che si è avvalso di tre diverse ricerche che hanno indagato la soddisfazione e i desiderata in tema di servizi logistici e packaging di oltre 2500 e-shopper italiani, il rapporto tra merchant e operatori della logistica e infine le possibili evoluzioni future del comparto.

Un comparto in piena crescita

Ma veniamo ai numeri. Secondo i dati dell’Osservatorio Ecommerce B2C Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano, il valore degli acquisti on line di prodotti nel 2017 ammonta a 12,2 miliardi di euro: una cifra destinata a crescere. Sale inoltre del 10% il numero dei compratori rispetto al 2016 e aumentano gli acquisti via smartphone. Nel 2020 si stima che il valore delle vendite on line rappresenterà il 15% circa del totale delle vendite a livello mondiale. L’Italia attualmente è al 6%, fanalino di coda in una classifica che vede ai vertici il Regno Unito con il 19%. Ma si rifarà. Su questo concordano tutti gli osservatori.

A questo aggiungiamo che le aziende italiane sono in ritardo rispetto ai colleghi europei, solo circa cinquantamila imprese del nostro Paese possiedono un sito e-commerce contro le 200mila aziende francesi, e che l’Italiano compra all’estero molto più di quanto gli stranieri acquistino in Italia (5,9 miliardi di euro contro 3,5).

I servizi logistici centrali per lo sviluppo degli acquisti on line

La ricerca rivela che gli Italiani si fidano sempre di più degli acquisti on line e che 3 consumatori su 4 (77,6%) affermano che la qualità e l’ampiezza dei servizi di consegna sono centrali nelle scelte d’acquisto. L’80.9% degli intervistati considera essenziale l’esperienza di acquisto on line semplice e veloce mentre il 79,2% cerca i prezzi migliori; il 77,6% privilegia merchant affidabili e conosciuti mentre il 69,9% opta per la facilità del reso. Un aspetto interessante emerso durante la presentazione della ricerca è senza dubbio come tra il 2015 e il 2017 si sia modificato il mix di modalità di delivery. Infatti, i servizi di ritiro (negozio, rivenditore, ufficio postale, ecc.) sono cresciuti del 50% e riguardano il 9,1% degli acquisti on line di prodotti, mentre la consegna a casa o in ufficio è passata dal 94 al 91%. Come ha sottolineato Roberto Liscia, presidente Netcomm, l’impossibilità di sapere con precisione il giorno e l’orario di consegna (Customer stress) fa sì che si opti per soluzioni alternative. In Francia, ad esempio, esistono realtà come Mondial Relais che gestisce ben 6300 punti di consegna/ritiro presso negozi di alimentari, edicole, fiorai… molto apprezzati dagli e-shopper.

La free delivery essenziale per dare impulso agli acquisti

Un altro punto che sta particolarmente a cuore dell’e-shopper italiano è senza dubbio la consegna gratuita. In Italia la quota di free delivery si aggira intorno al 70% e non dipende dalla soluzione di consegna. Molti merchant promuovono e accettano di consegnare gratis, spesso rimettendoci soldi, perché sanno che è un driver di soddisfazione e di fedeltà. Infatti, il 66% dei 33 merchant intervistati offre la spedizione gratuita se l’importo dell’ordine supera una certa cifra mentre il 18,2% la offre sempre.

Non sono tutte rose e fiori però. L’Italia infatti risulta essere tra i Paesi europei con minor soddisfazione degli e-shopper in tema di servizi di ritiro. Quelli che registrano maggior gradimento mettono a disposizione servizi di clic& collect, pick up point e locker (distributori automatici sempre aperti). I clienti italiani preferiscono restituire il prodotto tramite lo stesso canale nel quale lo hanno comprato e in particolare il reso da casa tramite corriere è molto apprezzato.

Servizi a valore aggiunto

Lo sviluppo dell’e-commerce anche per prodotti che implicano una gestione più specifica e personalizzata ha dato spazio a nuovi attori che propongono servizi di alta qualità a livello logistico. Ad esempio, per le consegne di piatti pronti Just Eat si affida alla torinese Pony Zero che percorre l’ultimo miglio della spedizione con veicoli ecologici (cargobike, auto o furgoni elettrici). Una scelta quella dell’ecosostenibilità apprezzata anche da Cortilia e Amazon Prime Now, clienti dell’operatore piemontese.

Consegna fino alle 22 compreso il sabato Milkman, che offre una comunicazione puntuale dell’orario di arrivo tramite sms con la possibilità di rischedulare gratuitamente la consegna fino a un’ora prima. C’è invece chi si è posto il problema del cliente che compra on line articoli di lusso. Chi spende cifre importanti per brand di alta gamma non può certo ricevere il prezioso pacco attraverso i canali standard normalmente utilizzati. DotLog, specializzata in logistica per e-commerce nei settori di abbigliamento e della moda, food alimentari, cosmesi, elettronica e prodotti di largo consumo sia B2B e B2C, offre anche servizi di pick & pack di altissimo livello con consegne attraverso addetti in divisa con auto di prestigio.