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La prova colore: i benefici superano i costi

Irrinunciabili per molte applicazioni, le prove colore rappresentano anche un importante riferimento giuridico. Tuttavia, molto resta da fare per innalzare la cultura degli utenti finali sul tema.

«La prova colore per noi è un riferimento, non potremmo farne a meno». Con questa frase netta Andrea Mari, responsabile prepress di Rotolito, sottolinea l’inestimabile valore di questa prassi per la sua azienda e per l’intero mercato. «Ottenere la stessa qualità di un catalogo stampato già da noi in precedenza, non è possibile per via dell’ossidazione degli inchiostri. Inoltre, la prova colore ha valenza legale: non si può contestare un lavoro stampato se non sono state fornite dal cliente prove colore certificate specifiche per il tipo di carta e il tipo di attrezzatura che saranno usate per la produzione».

Per Rotolito le prove colore sono fondamentali, «al punto che tendiamo a farle di nostra iniziativa nel caso in cui non ci vengano fornite dal cliente», prosegue Mari, «perlomeno per assicurare un riferimento di stampa sulla linea di inchiostrazione».

Lo scenario

Molti clienti associano il concetto di prova colore a maggiori costi da affrontare. «Per risparmiare, magari come alternativa, ci chiedono di andare in densità, ma i risultati sono inferiori. A nostra volta, in passato abbiamo fatto anche test con il soft proofing; tuttavia, mettendo un monitor calibrato a bordo macchina, questo fa vedere al massimo quattro pagine per volta, qualcosa di ben differente dall’avere tutta la distesa di prove colore. Dal momento che l’operatore non era posto nella condizione ottimale, si è deciso di fare un passo indietro su questo versante».

Anrea Mari ha a che fare con le prove colore da tre lustri esatti. «Ho iniziato a occuparmi di prove colore e delle relative normative già nel 2004; all’epoca c’era poca consapevolezza sui vantaggi derivanti dal loro utilizzo. Oggi si è consci di dovere utilizzare profili diversi per tipi di carta diversi, ma spesso per i clienti più piccoli è diventata una questione di contenimento dei costi. Il problema non si pone per clienti più grandi che richiedono volumi molto elevati di stampati e che ci forniscono tutte le prove colore, con delle rare eccezioni di clienti che vorrebbero che la stampa fosse identica alle prove colore, ma ciò è impossibile dato che il matching è dell’87%. C’è la tendenza a ritenere le prove colore solo un costo, mentre per noi sono irrinunciabiliper garantire al cliente la massima qualità e anche per evitare possibili contestazioni. È un servizio che normalmente offriamo, certamente non per lavori al di sotto di un numero minimo di copie».

Ci sono, tuttavia, applicazioni per le quali la prova colore può essere considerata un elemento irrinunciabile. «È il caso delle riviste di moda e dei cataloghi di prodotti dove ci sono tantissime variazioni di colori. Abbiamo stampato recentemente un catalogo di abbigliamento per il lavoro e, per il nostro cliente, era fondamentale che si vedessero distintamente tutte le varianti di colore. Lo stesso libello qualitativo vale per le aziende che producono utensileria, caschi per le moto, mobili e illuminotecnica».

Tra norme e vantaggi

Inoltre, anche in questo ambito, vi sono alcune normative in supporto che regolano il modus operandi delle imprese grafiche. «La normativa Fograabbraccia tutte le questioni: di base ogni profilo deve essere utilizzato per il tipo di carta specifico, questo perché il comportamento delle macchine da stampa varia secondo il tipo di carta».

Oltretutto, sottolinea Mari, nel confronto tra benefici e costi, in realtà la bilancia pende sicuramente a vantaggio dei primi. «Lavoriamo per l’80% con editori che ci forniscono anche direttamente la carta: con le prove colore si hanno meno scarti. Inoltre, le prove colore ci permettono di sapere benissimo quello che vuole il cliente; abbiamo 24 macchinisti e altrettanti operatori di affiancamento che lavorano su tre turni, chiaramente non si può delegare all’occhio di un operatore, seppure molto competente, la volontà del cliente. Viceversa, con la prova colore il risultato è lì, immediato, non è necessaria alcuna interpretazione da parte di nessuno. Si tenga presente, infatti, che ogni macchina è diversa e, a parità di densità, potremmo avere due risultati differenti. Con le prove colore si riescono a raggiungere gli obiettivi prefissati: ad esempio, ci sono delle lavorazioni con delle bandine di stile con colori diversi che aiutano ad avere per tutta la tiratura lo stesso colore. In definitiva, si ottiene nel complesso un risparmio di denaro e di tempo, dato che il macchinista e l’aiutante, avendo sotto gli occhi dei risultati evidenti, non devono dilungarsi in ragionamenti e valutazioni. Quindi, se nell’immediato i costi sembrano più alti, a consuntivo si ottiene un risparmio, senza considerare i vantaggi in termini di risultati finali: si pensi, ad esempio, al caso della comunicazione pubblicitaria, dove il cliente ha in mente un colore ben preciso e, senza le prove colore, potrebbero nascere facilmente dei contenziosi».

Le sfide per lo stampatore

Per Rotolito la sfida risiede fondamentalmente nel rapporto con il cliente, nel farsi consegnare ciò che effettivamente serve. «Sia nella gestione dei file sia nella produzione della prova colore sappiamo perfettamente che cosa chiedere al cliente, anche se spesso non è facile ottenerlo in quanto in molti non hanno livelli di competenze analoghe alle nostre. Per il resto, si tratta di processi automatizzati:quando giunge il PDF in ingresso, lavoriamo secondo il profilo della carta e, di conseguenza, in modo automatico si attiva tutta la filiera».

Le richieste di Rotolito al cliente sono, perciò, precise. «In base alla tecnologia di stampa, ad esempio se rotativa o piana, e in base al tipo di carta, chiediamo di elaborare i file e di fare le prove colore secondo un profilo specifico. Anche perché, legato a questi temi, vi è la coprenza di inchiostro che è altrettanto importante, dato che sulla carta patinata opaca non si può andare con la medesima coprenza di inchiostro con cui si andrebbe su una patinata lucida. Così facendo, infatti, soprattutto in rotativa, dove le segnature escono già piegate, queste si sporcano. Seguire la norma che studia il comportamento delle carte è efficace per un discorso di processo di stampa. Si consideri che varia anche la quadricromia per ogni tipo di macchina».

Gli aspetti da valutare, insomma, sono molteplici, di qui il valore assegnato da Rotolito alla formazione dei propri operatori. «Seguiamo sempre corsi di aggiornamentoche normalmente vedono coinvolti il responsabile di reparto e la persona a lui più diretta nella gestione del reparto stesso», rimarca Mari. «Successivamente, quanto appreso viene condiviso con gli altri operatori e con i turnisti. Siamo un’azienda certificata ISO e, per mantenere in essere le certificazioni, abbiamo incaricato una società esterna che periodicamente svolge attività di indagine con lo scopo di verificare che tutte le procedure vengano messe in atto da tutti gli operatori».

La differenza tra Italia ed estero

Il tema certificazioni è un argomento verso il quale c’è molta attenzione soprattutto dai clienti esteri di Rotolito. «Una buona percentuale dei nostri clienti, circa il 40%, è situato all’estero con una buona predominanza di clientela dalla Francia e dall’Inghilterra. Sono soprattutto loro a richiedere le certificazioni. I clienti italiani dimostrano una minore attenzione alle normative relative alla gestione del colore; se ci forniscono prove colore, spesso, per comodità, hanno tutte lo stesso profilo. In questo modo si rischia di compromettere il risultato qualitativo finale, ed è per questo che noi interveniamo con il rifacimento delle prove colore. I nostri clienti esteri sono molto attenti alla qualità e al rispetto delle normative sul lavoro e spesso, in fase di produzione, inviano i loro ispettori a visionare che il lavoro venga effettuate in base alle norme in vigore. Ecco perché riteniamo che oggi, per operare in modo competitivo sul mercato, per noi è decisivo essere all’avanguardia e certificare i processi produttivi. Di conseguenza, cerchiamo di mantenere alto il discorso delle prove colore, perché abbiamo visto che garantiscono ottimi risultati, il cliente è soddisfatto e le contestazioni sono a zero».

Lunga vita alla prova colore

Su queste basi, il futuro sorride alle prove colore. «Credo», conclude Mari, «che potranno essere evitate solo lavorando con dei file preparati con tutti i criteri del caso e tramite sistemi di conversione verso le macchine, affinché possano essere interpretati in base alle caratteristiche di ognuna di esse. Abbiamo già provato a fare dei test in questa direzione, ma per ora abbiamo abbandonato il progetto sia per i costi che per la complessità dei software necessari. Nel corso degli anni, ho visto prima un calo della domanda di prodotti stampati, ma da un po’ le tirature stanno risalendo. Il futuro, perciò, non è così grigio e sicuramente si continuerà con le prove colore, dato che ancora oggi ci sono troppe diversità tra stampatori e macchine. Sicuramente, sarà necessario far crescere la consapevolezza della necessità e dei vantaggi della prova colore tra gli utenti finali».

UNA GUIDA INDISPENSABILE

Per Grafiche Antiga la prova colore è uno strumento fondamentale per mettere d’accordo i bisogni del cliente e, nel contempo, quelli degli stessi stampatori. «Da una parte il cliente chiede che il prodotto finito sia il più possibile simile a quello della prova colore e da parte nostra una guida attendibile in fase di avviamento macchina», spiega Amos Michielin, responsabile del reparto stampa della società di Crocetta del Montello, provincia di Treviso. «Tutto questo è permesso da una prova colore conforme alla certificazione Fogra, che mette in tranquillità sul risultato di stampa sia il cliente sia lo stampatore. Con un flusso di lavoro che è in grado di controllare la gestione dei profili di stampa, con la macchina di stampa in ordine secondo le specifiche della casa e con inchiostri secondo la norma ISO, solitamente non ci sono problemi nel replicare una prova colore.

Ciò che si sta perdendo oggi in modo significativo è che la carta ha un’influenza notevole sul risultato di stampae questo, a volte, interferisce significativamente sul risultato finale. Ecco perché il cliente deve essere accompagnato nel sapere valutare una prova colore con lo stampato offset».

Insomma, per Grafiche Antiga «le prove colore sono fondamentali per poter stampare in maniera coerentecon il risultato che il cliente si aspetta e, quindi», rimarca Michielin, «le prevediamo sempre». Tuttavia, le sfide non mancano, soprattutto una. «Le prove colore sono comunque fatte su supporti cartacei differenti dallo stampato, quindi lo stampatore deve saper interpretare quanto il cliente si aspetta e agire di conseguenza. Questa vale soprattutto per la stampa di qualità quando la corrispondenza con la prova deve essere imprescindibile per il risultato tonale come nella stampa dei cataloghi di mobili, moda, ceramica e lusso».

Da Xerox la stampante Baltoro HF Inkjet

Si chiama Xerox Baltoro HF ed è il nuovo sistema di stampa di produzione a fogli singoli che consente di stampare sia volumi elevati e lavori transazionali sia direct mail e cataloghi di alta qualità su un’unica stampante e con una elevata qualità immagine e produttività. Baltoro HF è il primo prodotto Xerox che utilizza questa piattaforma.

«Abbiamo progettato Baltoro HF sfruttando le migliori tecnologie inkjet iGen e High Fusion. Il risultato è una piattaforma rivoluzionaria che si estende all’ambiente della stampa commerciale e supporta la produzione di alta qualità con un livello economico simile alla stampa offset», ha affermato Tracey Koziol, senior vicepresident Global Offerings, Xerox. «Progettare e produrre Baltoro HF dal telaio al motore ci dà una maggiore capacità di far avanzare continuamente la piattaforma in un passo più veloce».

Con l’innovazione al suo core, Baltoro HF è l’unica stampante della categoria entry-level a utilizzare l’intelligenza automatizzata per ottimizzare e mantenere la qualità dei colori e delle immagini, oltre che ad auto-correggersi in tempo reale. L’intelligenza automatizzata del sistema, unitamente all’inchiostro High Fusion e alle testine a getto d’inchiostro Xerox High Fusion serie W, offre una vera qualità delle immagini ad alta definizione 1200 x 1200 dpi senza la necessità di condizionare li supporto cartaceo con soluzioni priming o pretrattamenti.

Da Konica Minolta il nuovo servizio di realtà aumentata genARate

genARate: questo è il nome dell’innovativo servizio di realtà aumentata targato Konica Minolta che cambia il modo di concepire la carta stampata. genARate consente ad agenzie o uffici marketing, ma anche stampatori commerciali di dare nuova vita alla carta, creando contenuti digitali accattivanti.

Non c’è bisogno di competenze specifiche o specialistiche per gli utilizzatori; la piattaforma di creazione delle animazioni è semplice. Basata su cloud Konica Minolta, genARate consente di aumentare la carta stampata (pagine di libri e riviste, biglietti da visita, poster, cartoline ecc…) con contenuti digitali come video, animazioni o modelli 3D. Lo strumento è intuitivo: l’aggiunta di oggetti digitali interattivi richiede pochi clic del mouse e l’intero processo creativo è reso semplice e veloce grazie all’interfaccia intuitiva di trascinamento della selezione. genARate include anche analisi integrate che misurano l’utilizzo dell’applicazione e il coinvolgimento degli utenti con i contenuti. Questo consente ad agenzie e stampatori di creare esperienze multimediali ricche ed emozionanti che incrementano il valore degli stampati.

Per i consumatori l’esperienza è altrettanto facile e intuitiva. Devono semplicemente scaricare dall’APP Store genARate di Konica Minolta sul loro smartphone o tablet. Dopodiché possono visualizzare e interagire con gli effetti virtuali semplicemente inquadrando l’immagine aumentata con il proprio dispositivo. Smartphone e tablet, infatti, riconoscono automaticamente l’immagine aumentata e mostrano gli effetti e le animazioni.

Facile da creare, facile da misurare, facile da provare. La realtà aumentata fornisce ad agenzie, uffici marketing e stampatori commerciali uno strumento in più per catturare l’attenzione dei consumatori e agli utenti un’opportunità per approfondire informazioni e contenuti in un modo fresco e coinvolgente.

«In un mondo saturo di informazioni, la battaglia per il coinvolgimento non è mai stata così agguerrita, soprattutto da quando le esperienze digitali interattive sono diventate più diffuse» afferma Christian Kiesewetter, responsabile Project Delivery & Operation di Konica Minolta Business Innovation Center Europe. «In questo panorama di media in rapida evoluzione, sarebbe facile credere che la stampa sia diventata meno preziosa nel marketing mix. In realtà, è vero proprio il contrario: le aziende possono utilizzare i materiali stampati per differenziarsi e diventare pionieri digitali. genARate non aumenta solo il valore della stampa, ma amplia le comunicazioni digitali integrandole perfettamente con le risorse stampate».

Si può scaricare genARate dall’APP store e provarla subito inquadrando una immagine Demo:

Le immagini demo sono sulla pagina del sito Konica a questo link.

 

OKI lancia OKI Environmental Challenge 2030/2050

OKI ha istituito un osservatorio ambientale di gruppo denominato OKI Environmental Challenge 2030/2050. Affrontare i problemi ambientali globali è una questione strettamente legata alla crescita aziendale sostenibile. Si pone sempre più l’accento sulla gestione aziendale consapevole delle questioni sociali, compresi i problemi ambientali, come l’accordo di Parigi del 2015, l’accelerazione delle iniziative ambientali globali e l’espansione degli investimenti ESG. OKI mira a prevenire il riscaldamento globale e a contribuire al raggiungimento degli SDG promuovendo l’integrazione tra il management e l’ambiente e sfruttando la forza collettiva del gruppo.

Con l’OKI Environmental Challenge 2030/2050, OKI si impegnerà in attività innovative e creative con un’ampia gamma di partner per prevenire il riscaldamento globale, mirando a raggiungere una riduzione del 40% delle emissioni di CO₂ entro l’anno fiscale 2030 e una riduzione dell’80% entro l’anno fiscale 2050 (in confronto, rispettivamente, all’anno fiscale 2013). Per contribuire al raggiungimento degli SDG, OKI creerà prodotti e servizi innovativi e fornirà soluzioni che contribuiranno a risolvere diversi problemi ambientali. Inoltre, all’interno della filiera produttiva, compresi i luoghi di lavoro, OKI promuoverà il raggiungimento dell’innovativo “Mono-zukuri” (ossia, lo spirito e la mentalità necessari per innovare, creare e migliorare i prodotti) e il “Koto-zukuri” (ossia, la collaborazione, cercando proattivamente opportunità in grado di offrire valore ai clienti). Inoltre, guardando al 2050, il gruppo promuoverà l’innovazione di prodotti e servizi che contribuiranno a risolvere le questioni ambientali, inclusi la prevenzione del riscaldamento globale e l’adattamento ai cambiamenti climatici, nonché lo sviluppo e la vendita di prodotti e servizi adatti allo scopo. Attraverso queste attività, OKI contribuirà alla realizzazione di una società sostenibile.

Sin dalla sua fondazione nel 1881, OKI si è impegnata in attività tali da contribuire a risolvere le questioni sociali. Negli ultimi anni, il gruppo ha perseguito le opportunità aziendali e promosso l’innovazione risolvendo le questioni sociali, a partire dagli SDG. Prendendo una posizione a medio e lungo termine, OKI Environmental Challenge 2030/2050 è stato istituito nell’intento di accelerare tali sforzi. Attraverso questa iniziativa, OKI continuerà il suo percorso come gruppo aziendale allo scopo di supportare infrastrutture sociali più sicure e convenienti.

 

Ventilatore strappatore: New Aerodinamica anche in Romania

Una nuova bandierina è stata posta nei territori toccati da New Aerodinamica. Stavolta a Sibiu, cuore della Romania, dove l’azienda si è occupata di un lavoro commissionato dal gruppo THIMM, azienda storica con 19 siti di produzione di cartone ondulatore e display promozionali di alta qualità. Una longevità giunta al punto di rendere necessaria un’opera di modernizzazione dei propri impianti, installando presso il proprio stabilimento di Sibiu un nuovo ondulatore moderno, capace di triplicare la capacità di produzione di cartone ondulato. Il sistema, prodotto da Fosber, è lungo 112 metri con una larghezza di 2,8 metri e una velocità massima di 320 metri al minuto. Tra i sistemi fondamentali a sostenere i target produttivi di un simile investimento spiccano gli impianti di aspirazione dei rifili e la ventilazione delle cabine, la cui fornitura è stata affidata appunto a New Aerodinamica, grazie alla comprovata esperienza ultra trentennale nel settore.

Il progetto del sistema di aspirazione è stato sviluppato tenendo conto delle esigenze produttive del cliente, ma soprattutto delle performance del nuovo ondulatore, per il quale si possono toccare punte di aspirazione rifili da 100 mm per lato, con spessori fino a 1100gr/m2. Il tutto tagliato e trasportato per 190 m, fino alla zona pressa. Tutto questo è stato reso possibili grazie al ventilatore strappatore di ultima generazione ideato da New Aerodinamica, in grado di raggiungere il target richiesto senza alcuna difficoltà. Per ridurre ulteriormente il rumore generato durante il taglio – soprattutto con alti spessori – è stata fornita una cabina afona con pannelli sandwich da 100 mm, raggiungendo così limiti di rumorosità al di sotto dei 70dBA. La linea di mandata del rifilo è stata integrata nella tubazione dei rifili dell’ondulatore, esistente tramite un deviatore pneumatico, in modo da garantire uno switch produttivo flessibile nella fase di transizione tra il vecchio e il nuovo ondulatore. Inoltre, New Aerodinamica si è occupata del progetto e realizzazione della ventilazione sulle cabine dei due gruppi ondulatori, ognuna delle quali messa in depressione da un ventilatore ad alta efficienza con solo 3Kw. Per ottenere una corretta ventilazione e buon ricircolo d’aria sono stati individuati due punti laterali e uno centrale, realizzando cappe aspiranti totalmente integrate nella struttura futuristica delle cabine. Il tutto è stato seguito e organizzato con precisione svizzera, rispettando i tempi prestabiliti sia di fornitura sia di installazione e collaudo, in modo da essere perfettamente allineati con tutte le operazioni dei vari fornitori e le esigenze produttive del cliente.

Una nuova Durst Rhotex 325 per il Gruppo Masserdotti

Pioniere della stampa digitale e precursore del digital signage in Italia, Gruppo Masserdotti punta con decisione sulla sostenibilità investendo in tecnologie di ultima generazione. L’azienda annuncia l’installazione del sistema industriale Durst Rhotex 325 destinato ad applicazioni soft signage per la digital decoration, con il valore aggiunto di tutti i vantaggi che contraddistinguono l’utilizzo del tessuto. La qualità naturale delle stampe, la riduzione dei costi di logistica e di imballaggio, l’ecocompatibilità derivante dall’utilizzo di inchiostri base acqua, la riciclabilità e la versatilità dei tessuti sono infatti alcuni dei plus di questo materiale eco-friendly che il Gruppo utilizza per vestire e rivestire i punti vendita rendendoli spazi accoglienti e flessibili con un occhio di riguardo anche all’ambiente.

«L’innovazione è parte integrante del nostro DNA e il costante aggiornamento tecnologico rappresenta da sempre uno dei nostri principali punti di forza. In linea con il nuovo payoff, ‘Image evolution’, continuiamo a perseguire una costante trasformazione dell’offerta e delle aree di intervento puntando all’espansione del business», commenta Alberto Masserdotti, CEO dell’omonimo Gruppo. «Da qui la decisione di potenziare ulteriormente il parco macchine per implementare l’offerta di prodotti Soft Signage e Digital Textile, lavorazioni che faranno presto capo a una divisione aziendale dedicata che ci permetterà di rispondere con la massima efficienza ai nuovi trend in costante evoluzione».

Dopo un’attenta analisi delle soluzioni disponibili sul mercato, Masserdotti ha rinnovato la fiducia a Durst puntando sulle prestazioni del sistema a sublimazione Rhotex 325 in versione full automation con esacromia estesa, già in funzione da circa un mese. La nuova stampante va ad affiancare i sistemi Durst già presenti in azienda: Rho 512R Plus, fiore all’occhiello dei sistemi da 5 metri, Rho P10 200 HS Plus, e Rho 750 HS. «Eravamo alla ricerca di una soluzione che garantisse non solo produttività, qualità e affidabilità, ma che rispondesse anche ai nostri standard in termini di automatizzazione di processo. Tra i nostri obiettivi c’è infatti la totale digitalizzazione dell’azienda in chiave Industry 4.0, e in questo senso la tecnologia evoluta offerta da Durst si integra perfettamente con le nostre esigenze». A convincere Masserdotti i risultati ottenuti durante i severi test qualitativi e applicativi a cui il sistema è stato sottoposto nei mesi scorsi. È stato infatti messo alla prova per la realizzazione di una commessa reale, successivamente valutata molto positivamente anche dal cliente finale.

Tra i plus di Rhotex 325 più apprezzati dal Gruppo bresciano la possibilità di alternare in pochi minuti la stampa diretta su tessuti in poliestere e misto poliestere e quella su carta transfer. Una peculiarità particolarmente importante perché assicura non solo una migliore resa cromatica su qualsiasi tipologia di filato, ma anche un’estrema versatilità nella scelta dei supporti, che, grazie all’opzione stampa indiretta, possono essere variati in fase di calandratura, senza richiedere lunghi tempi di fermo macchina. Il tutto con la massima efficienza produttiva e una notevole riduzione dei costi di gestione, anche per piccole tirature. Inoltre, la tecnologia green Durst Water Technology di cui è dotata Rhotex 325, gli inchiostri base acqua completamente inodore e privi di VOC e la possibilità di stampare su materiali con solo il 50% di poliestere, rispondono alle rigide richieste di Masserdotti in termini di sostenibilità ambientale.

«Siamo orgogliosi di poter affiancare il Gruppo Masserdotti nel suo percorso di crescita, consolidando la partnership che ci lega da anni, insieme alla propensione all’innovazione», commenta Alberto Bassanello, direttore vendite Italia di Durst. «Abbiamo apprezzato anche in questa occasione la grande attenzione e il severo metodo di analisi che il Gruppo guidato da Alberto Masserdotti ha utilizzato per la scelta del sistema più adatto alle proprie esigenze produttive, valutando non solo il prezzo ma, in primis, le prestazioni, le performance ed i costi di gestione della macchina». Un processo nel quale Durst ha saputo svolgere un fondamentale ruolo di consulenza, anche dal punto di vista tecnico.Installata in soli 3 giorni nell’avveniristica sede di Masserdotti a Castel Mella e subito produttiva, Rhotex 325 è oggi alla sua seconda installazione italiana.

Assemblea Federazione Carta e Grafica, nuova presidenza e obiettivi di crescita

La sfida è quella di applicare all’intera filiera i concetti, le tecniche e i benefici dell’economia circolare, tema al centro delle cronache e che vede all’avanguardia i settori industriali per i quali la carta è materia prima.

La Federazione della Carta e della Grafica celebra due anni dalla sua fondazione con questo ambizioso obiettivo: estendere a tutto il settore i primati dell’industria della carta, 57% di riciclo che raggiunge l’80% del cartone per imballaggi, in una visione allargata e senza soluzione di continuità che va dai materiali alle tecnologie 4.0, alla formazione avanzata, alla crescita internazionale, fino alla comunicazione e sensibilizzazione dell’utente finale.

La Federazione, di cui fanno parte Assocarta, Acimga e Assografici, con Comieco e Unione Grafici Cartotecnici di Milano come soci aggregati, ha celebrato la sua Assemblea annuale con il passaggio del testimone della presidenza da Pietro Lironi (Assografici) a Girolamo Marchi (Assocarta).

Lironi ha espresso soddisfazione per l’ottimo stato di salute con il quale lascia la Federazione e ha rivolto gli auguri al nuovo presidente Marchi e ad Emilio Albertini, eletto in mattinata alla presidenza di Assografici, che lo affiancherà come vicepresidente.

Con 24,9 miliardi di fatturato, pari all’1,4% del Pil, oltre 18mila aziende e quasi 172mila addetti, saldo attivo della bilancia commerciale per 3,6 miliardi di euro, i settori rappresentati dalla Federazione (carta, cartone e paste per la carta, produttori di macchine per stampa, cartotecnica e converting, aziende di stampa commerciale ed editoriale, pubblicitaria e commerciale, trasformazione di carta, cartone e imballaggio flessibile) costituiscono una voce importante della manifattura italiana, cresciuta nel suo complesso del 2,4% nell’ultimo anno, pur se con dinamiche articolate nei singoli comparti.

Alla presentazione dei dati, il neo presidente Marchi ha associato i concetti fondamentali su cui si articolerà l’azione nel prossimo biennio, in cui ruolo e potenzialità della Federazione, che oggi rappresenta un caso innovativo di rappresentanza anche a livello Confindustriale, saranno mirati a intensificare le relazioni istituzionali con Governo, Parlamento e istituzioni nazionali ed europee. Operare una sintesi sempre migliore fra organizzazione e servizi a vantaggio delle imprese associate, proiettare istanze e modello al di fuori del perimetro intensificando confronto e collaborazioni con le altre realtà della filiera come AIE, FIEG e ANES, sono fra i punti qualificanti del programma della nuova presidenza.

«Promuoveremo e tuteleremo la filiera puntando su precise azioni: il piano Industria 4.0, lo sviluppo dell’economia circolare, l’azione a tutela di provvedimenti come la defiscalizzazione degli investimenti pubblicitari sui giornali e richiesta di misure come l’estensione del bonus cultura a quotidiani e periodici e la detrazione Irpef per le spese per libri e abbonamenti a giornali», ha sottolineato Marchi.

«L’innovazione tecnologica, con l’applicazione del piano Industry 4.0 è uno dei temi portanti della nostra azione – ha aggiunto Aldo Peretti, Consigliere della Federazione Carta e Grafica e Presidente di Acimga -: nell’industria significa nuova organizzazione, un contributo fondamentale allo sviluppo dell’economia circolare e nuove frontiere produttive, con nuove competenze nel management delle aziende e nella produzione -. Insieme con SDA Bocconi stiamo accompagnando gli associati di tutta la filiera verso la produzione 4.0 e, in parallelo, in un’ideale metafora con i nuovi paradigmi della produzione, realizziamo come Federazione un nuovo modello di servizio con osmosi continua di competenze e comunicazioni fra le Associazioni. Altro tema chiave è la formazione, in cui daremo vita a una piattaforma con corsi a catalogo a vantaggio di tutte le Aziende aderenti e relativo personale. Ancora, guardiamo alle nuove generazioni con i corsi ITS, il primo dei quali partirà a Verona a ottobre, nell’ambito del polo di alta formazione per il settore cartario e cartotecnico, sviluppato con Istituto San Zeno di Verona e ITS Meccatronico Veneto, a cui seguirà analoga iniziativa in Toscana».

Il salto di qualità dalla carta all’economia circolare di filiera, trova piena legittimazione nei dati della ricerca “Carta e ambiente. Sfatiamo  i luoghi comuni”, realizzata da Two Sides in otto Paesi europei, fra cui l’Italia. Significativi alcuni risultati anticipati all’Assemblea da Fabrizio Savorani, di Two Sides Italia: la lettura su carta di un libro o di un periodico è ritenuta più piacevole dal 70% degli interpellati (per l’Italia il sondaggio riguarda un campione significativo di 1.121 persone), percentuale analoga a quanti sono preoccupati dal fenomeno delle fake news. Da notare che il 32% ritiene più affidabili le notizie riportate su carta, a fronte di un 15% che si fida di social network e piattaforme digitali. Un luogo comune da sfatare è l’idea che la superficie forestale europea dal 2000 ad oggi si sia ridotta, credenza assolutamente contraria alla verità che in Italia resiste presso l’80% degli interpellati, mentre nella realtà il patrimonio boschivo cresce proprio grazie all’intervento dell’industria della carta. Infine, il riciclo, che vede carta e cartone in pole position nei numeri effettivi, non così nella percezione del pubblico: un altro ambito sul quale lavorare intensamente con la divulgazione, ha evidenziato Savorani.

L’economia circolare, le nuove opportunità aperte della tecnologie e la visione di futuro nelle scelte dei brand owner, degli editori e dei comunicatori sono stati i temi al centro della tavola rotonda conclusiva dell’Assemblea della Federazione Carta e Grafica, coordinata da Gabriele Cirieco di Strategic Advice, con la partecipazione di Michele Amigoni (Barilla), Pier Benzi (Artefice Group) e Alessandro Bompieri (RCS).

Acimga: fatturato in crescita e record per l’export

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L’industria delle macchine per la stampa, la cartotecnica e il converting cresce in fatturato e in internazionalizzazione. Il 2018 chiude in positivo: +5,6% in fatturato, pari a circa 2,88 miliardi di euro, frutto soprattutto della eccellente performance sui mercati esteri che, grazie a un incremento dell’8%, si attesta sul controvalore record di 1,853 miliardi.

I risultati emergono dall’Assemblea di Acimga, riunitasi oggi a Milano, nel corso della quale sono stati presentati programmi e posizionamento dell’Associazione, che si consolida per numero di soci (a quota 72, con incremento di circa il 25% nell’ultimo biennio) e per il proprio peso all’interno di Confindustria, esaltato, proprio nell’anno appena trascorso, dal riconoscimento di “Brand Ambassador” ottenuto per il contributo di crescita apportato al sistema associativo.

Come evidenziato dal presidente Aldo Peretti, nonostante le dimensioni più contenute, per aderenti e fatturati, rispetto ai colossi della meccanica strumentale, Acimga vanta fra le sue specificità l’elevata tecnologia, la specializzazione, la propensione alla creazione di valore diretto e indiretto. L’Associazione si consolida anche nel proprio ruolo rilevante ai fini degli equilibri fra settori industriali: è fra i costituenti della Federazione Carta e Grafica, nella quale ha responsabilità per i settori Industry 4.0 e internazionalizzazione e per il prossimo biennio va ad esprimere la direzione generale; siede nel board di Federmacchine e, ancora, andrà a ricoprire la vicepresidenza del Comitato Fiere Industria.

Lo sviluppo delle attività di marketing e comunicazione sui mercati internazionali è stato sottolineato dal direttore generale Andrea Briganti, che ha annunciato un programma di road show esteri, articolato in sei tappe, proponendo una compagine produttiva italiana sempre più forte nella filiera del packaging su scala internazionale, che deriva dalla presenza in Acimga delle aziende che costruiscono le macchine per la stampa e la realizzazione degli imballi, legittimato anche dalla recente partecipazione di Acimga ai lavori del WPO, World Packaging Organization.

Federazione Carta Grafica ricevuta in audizione oggi alla Commissione Ambiente della Camera

La Federazione Carta Grafica è stata ricevuta oggi in audizione alla Commissione Ambiente della Camera sui temi dell’economia circolare e del recupero dei rifiuti del riciclo del carta.

«La Federazione Carta Grafica chiede al Governo l’attuazione dei principi del pacchetto sull’economia circolare, mantenendo l’impianto del DLgs n. 152/2006 per quanto riguarda i sistemi di responsabilità del produttore (Conai/Comieco): il Conai deve rimanere il fulcro dei sistemi di responsabilità del produttore, il Comieco e i Consorzi devono continuare a svolgere il loro ruolo sussidiario nei confronti del mercato» ha affermato Massimo Medugno Direttore Generale di Assocarta durante l’audizione.

Ai fini dell’Anci Conai, è necessario differenziare la raccolta tra carta non accoppiate o leggermente accoppiate rispetto alle carte fortemente accoppiate, identificando una soglia di presenza di plastica (o altri materiali) sotto la quale il materiale possa essere inviato a impianti “standard” e sopra la quale il materiale debba essere inviato a impianti “dedicati”.

«È inoltre urgente – ha concluso Medugno – prevedere misure concrete per recuperare gli scarti del riciclo, quale una cabina di regia tra Amministrazioni e Ministeri competenti e l’obbligo di considerare gli stessi nella programmazione territoriale in quanto rifiuti del tutto assimilabili a quelli urbani sotto il profilo tecnologico».

 

 

 

Still Grafix e Ricoh, partner per andare oltre la stampa tradizionale

Nata nel 1989 come studio di grafica pubblicitaria e fotolito, Still Grafix ha ampliato nel tempo le attività e oggi si pone come un’azienda in grado di fornire servizi di comunicazione a 360°: dalla progettazione grafica di loghi, siti internet e materiali pubblicitari alla produzione digitale e offset di un’ampia gamma di articoli tra cui depliant, biglietti da visita, locandine, menu, cataloghi e manifesti, packaging, copertine di libri e cd, stampando su moltissime tipologie di supporti per rese grafiche di alta qualità. Tra i principali clienti di Still Grafix vi sono aziende private, in particolare nel campo della moda, ristoranti, agenzie pubblicitarie e assicurazioni. Stefano Dotti, titolare dell’azienda, commenta: «Ci poniamo come un punto di riferimento nell’intera area di Como, ma abbiamo molti clienti di altre zone, tra cui Milano, che si affidano a noi per le nostre competenze e la nostra esperienza. Per offrire servizi di qualità siamo molto attenti all’evoluzione tecnologica e Ricoh è un partner che ci aiuta a stare al passo con i trend del settore e le nuove esigenze delle aziende. Prima avevamo un altro fornitore, ma quei sistemi di stampa non riuscivano a soddisfare le nostre esigenze per cui nel 2009 abbiamo scelto prima Ricoh Pro C900 e successivamente Ricoh Pro C901».

Applicazioni a valore aggiunto

Un ulteriore salto tecnologico è stato compiuto con l’adozione di Ricoh Pro C7200X, soluzione a foglio dotata della quinta stazione colore per la stampa di colori speciali come ad esempio il bianco e il trasparente. «Si tratta di un sistema dalle grandi potenzialità» spiega Sandro Letchumanan, responsabile web. «Utilizziamo Ricoh Pro C7200X per la produzione di materiale commerciale. Ora stiamo studiando tutte le applicazioni a valore aggiunto che, grazie ai colori speciali e alla personalizzazione, possiamo sviluppare e proporre ai nostri clienti per migliorare l’impatto visivo e la creatività della comunicazione promozionale». Per quanto riguarda il grande formato, Still Grafix ha scelto la soluzione latex Ricoh Pro L4160 che le ha consentito di ampliare l’offerta all’ambito della comunicazione visiva. È apprezzata in particolar modo la qualità degli inchiostri AR che, essendo ecosostenibili ed inodore, sono ideali per applicazioni per interni.

Il parco macchine dell’azienda di Cernobbio è in continua evoluzione per offrire flessibilità ai clienti e ampliare l’offerta. Alle tecnologie già presenti è stata recentemente integrata la soluzione Ricoh Ri 3000 per la stampa su capi d’abbigliamento. Ricoh Ri 3000 è utilizzata per la stampa di immagini, scritte e loghi su polo e T-shirt, ma anche su borse. «I tempi di consegna per questa tipologia di prodotti – precisa Stefano Dotti – sono davvero molto stretti e questo sistema di stampa ci permette di rispondere prontamente alle richieste». «Si tratta di un settore molto dinamico e in grande espansione», commenta Sandro Letchumanan. «Stiamo anche pensando di creare linee grafiche per magliette da veicolare anche mediante e-commerce. Il commercio elettronico è un’altra frontiera che vorremmo esplorare, magari creando offerte e prodotti verticali per crearci uno spazio in questo mercato». Stefano Dotti conclude: «Ci affidiamo a Ricoh per le tecnologie performanti, ma anche per la qualità del supporto e dell’assistenza tecnica e per la sua capacità di individuare le soluzioni più adatte ad agevolare una crescita nel lungo termine. Possiamo così concentrarci sui nostri obiettivi di business e sulle esigenze dei nostri clienti».