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Ipex chiude i battenti

Reputata la prima fiera di stampa a livello internazionale, inaugurata nel lontano 1880, Ipex era seconda solo a drupa nel suo periodo di massimo splendore, attirando spesso decine di migliaia di stampatori da tutto il mondo. Tradizionalmente tenuto ogni quattro anni, l’evento si sarebbe svolto abitualmente nelle 20 enormi sale del NEC di Birmingham. Ma l’edizione più recente della fiera, tenutasi alla fine dello scorso anno, ha attirato circa 7mila visitatori – una brusca caduta rispetto ai 23mila del 2014, che a loro volta erano parecchio inferiori dei 50mila del 2010. Anche i numeri degli espositori sono risultati in continua diminuzione. Informa Exhibitions, in seguito a una approfondita consultazione del settore, ha deciso di ritirare definitivamente l’evento.

«Ipex 2017» afferma il direttore dell’evento di Ipex, Rob Fisher «ha ottenuto riscontri positivi dagli oltre 150 espositori presenti e dai 7mila visitatori intervenuti. Tuttavia, abbiamo concluso che i requisiti del mercato non corrispondono più alle caratteristiche e alle dimensioni di una fiera come Ipex».

Argi: dati di mercato e strategie per il futuro

Il fatturato del primo semestre 2018 è pari a 145 milioni di euro, in crescita del 23% rispetto al medesimo periodo del 2016. Argi si aspetta un consuntivo a fine anno più che positivo sulla scia di Print4All che ha costituito l’occasione per tanti stampatori di vedere soluzioni e tecnologie innovative.

Una disanima di quanto fatto, l’annuncio di nuove nomine e di dati di mercato hanno fatto da protagonisti all’incontro annuale di Argi (Associazione Fornitori Industria Grafica) con la stampa di settore.

I lavori sono stati introdotti da Roberto Levi, presidente uscente di Argi, che ha ricordato alcuni successi che hanno caratterizzato il suo mandato e che hanno contribuito in modo determinante a creare maggiore cooperazione e a trasferire al mercato la certezza che il futuro per il printing esiste e sarà carico di sfide.

Il fatturato del primo semestre 2018 è pari a 145 milioni di euro, in crescita del 23% rispetto al medesimo periodo del 2016. Argi si aspetta un consuntivo a fine anno più che positivo sulla scia di Print4All che ha costituito l’occasione per tanti stampatori di vedere soluzioni e tecnologie innovative.

A partire da Print4All, che è stato un successo nonostante lo scetticismo iniziale di alcuni operatori del settore, fino ad arrivare al progetto scuole che ha reso possibile la fornitura di materie prime e di materiali utili a far funzionare i laboratori e costituire così un momento di reale lavoro per gli studenti.

Largo spazio è stato lasciato al bilancio delle Olimpiadi della stampa, una ulteriore iniziativa volta ad avvicinare gli studenti al settore grafico e far percepire le opportunità di lavoro che possono essere offerte ai giovani. È stato Silvano Bianchi di Komori, promotore della prima edizione dell’iniziativa, a ribadire il successo dell’evento che ha visto la partecipazione di 14 Istituti scolastici provenienti da tutta Italia. Grazie a questo successo, durate l’incontro, Argi ha annunciato che le Olimpiadi della stampa si terranno anche nel 2019 ed è già partita la campagna volta a raccogliere i fondi necessari per l’organizzazione, per l’erogazione dei premi e per  la gestione dell’accoglienza di tutti gli studenti che abitano in località lontane da Milano.

Il neoeletto presidente Argi, Antonio Maiorano di HP Italia, ha avuto il compito di illustrare i dati di mercato elaborati dall’Osservatorio Argi. I dati, basati su un panel di aziende che comprende i più importanti leader di mercato, ha visto nel 2017 uscire dalle rilevazioni dell’Osservatorio il settore stampa su cartone ondulato.

Nel corso della presentazione sono stati presi in esame i dati degli ultimi 5 anni e del 1° semestre del 2018. La prima evidenza è che il 2016, l’anno di drupa, resta l’anno che ha registrato la performance migliore seguita da un 2017 sempre positivo, ma meno eclatante del precedente. I dati, inoltre, confermano la crescita del digitale e confermano la tendenza degli stampatori di allargare la propria offerta affiancando alle macchine offset soluzioni di stampa digitale.

I dati più interessanti riguardano le principali aree di mercato: prestampa, stampa offset, stampa digitale e dopostampa/cartotecnica; va detto che per il settore dell’allestimento i dati non offrono un quadro completo perché è ancora esiguo il numero di aziende associate ad Argi che operano in quel ambito.

In linea con gli anni precedenti, il 2017 ha confermato la stampa offset segmento più forte. Nell’analizzare i dati Luca Fattorossi di Heidelberg ha ricordato come dal 2009 fino al 2013 ci sia stato un blocco degli investimenti seguito da un periodo di grande fermento dovuto alle facilitazioni fiscali varate dal Governo nel 2015 e anni successivi. Grazie a questo provvedimento nel 2016, anno di drupa, Argi ha registrato la vendita  di 308 gruppi stampa e di 31 unità di verniciatura seguito da un 2017 in calo ma comunque con vendite importanti (255 gruppi stampa e 34 unità di verniciatura).

Interessante il dato sul comparto della prestampa e del service che dal 2016 al 2017 ha visto un’inversione di tendenza: il service supera in termini di fatturato la vendita di macchinari e i due terzi del fatturato sono rappresentati da contratti di assistenza tecnica.

I dati sul settore del digitale ha suscitato un vivace dibattito soprattutto in considerazione dell’orientamento del mercato verso soluzioni nel segmento 70×100 ancora scarsamente presidiato. Antonio Maiorano ha evidenziato che nel 2017 è stata registrata una crescita del 5% nel comparto digitale ma più interessante è analizzare la quota di mercato per ciascuna categoria considerata. Anche per il digitale le macchine a foglio sono quelle che registrano il maggior fatturato seguite da macchine per il settore delle etichette (+4,5%) e le soluzioni a bobina ( 5 milioni e 800mila a 10 milioni e 415mila).

Le conclusioni dei lavori si sono focalizzate sui dati del 2018 e sono positivi, pur non beneficiando ancora del successo di Print4All, che darà un contributo nel secondo semestre.  In particolare, la prestampa ha registrato un aumento del 18%, l’offset del 13%, il dopostampa e la cartotecnica del 55% e la stampa digitale del 18%.

Il grafico mostra l’andamento dei quattro comparti negli ultimi 5 anni. Prendendo come riferimento il 2016, anno di Drupa, cresce la stampa digitale e la prestampa, mentre l’offset pur segnando una flessione, si conferma il segmento più forte.

La Plastic Strategy Europea tema centrale del Congresso d’Autunno Giflex

I lavori del Congresso d’Autunno 2018 di Giflex (Gruppo Italiano Imballaggio Flessibile), tenutosi l’11 e 12 ottobre presso l’Hotel Hilton di Barcellona, si sono chiusi con entusiastico riscontro degli associati e prospettive stimolanti per il settore. Il Congresso quest’anno ha ospitato sul palco i rappresentanti dell’industria nazionale ed europea, ONG ambientaliste, relatori italiani e internazionali per entrare nel merito del tema di maggiore attualità del 2018: la Strategia europea sulla plastica, che sta riscuotendo grande attenzione presso l’opinione pubblica dei Paesi europei.

Dopo il saluto istituzionale del presidente di EFE (Embalaje Flexible de España) José María Santiago, il presidente di Giflex Michele Guala ha illustrato, come consuetudine, un aggiornamento sui numeri e le attività del comparto dell’ultimo anno, mostrando un valore del mercato globale pari a 86 miliardi di dollari, in crescita del 4,5% rispetto al 2016, e un proseguimento del trend positivo che porterà le vendite a 107 miliardi nel 2022. Il presidente ha quindi introdotto il tema principale del Congresso, la Plastic strategy, sottolineando come questi siano «anni decisivi per le aziende associate», e come queste debbano iniziare già da subito ad adeguarsi e gestire le proposte europee che diventeranno presto realtà. Riciclo e limitazione delle plastiche monouso rappresentano le sfide principali per i prossimi anni: il settore sta già rispondendo concretamente con l’ambizioso Progetto Ceflex, iniziativa europea con l’obiettivo di migliorare le performance dell’imballaggio flessibile nell’ambito di un’economia sempre più circolare.

Anche Clodia Vurro, professore associato di Economia e Gestione delle Imprese
presso l’Università degli Studi di Milano, parlando di Corporate Sustainability, ha rimarcato come le aziende dovranno integrare efficacemente la sostenibilità nelle logiche di business aziendali. «Il settore del packaging flessibile è in una posizione favorevole per evolvere e migliorare». «Riciclo post-consumo e raccolta differenziata multi-materiale» ha continuato, «sono le strade da perseguire, grazie al supporto di un’adeguata ricerca e sviluppo, e una più stretta collaborazione lungo tutta la filiera».

A chiusura della prima giornata, il coordinatore del Comitato Marketing di Giflex, Gustavo De Ponti, ha elencato le attività del gruppo di lavoro Marketing e Sostenibilità – da quest’anno insieme in un unico Comitato – seguito dalla relazione di Marc Malagelada, Co-fondatore di Insiteout, che ha spiegato le aspettative dei clienti della grande distribuzione secondo l’esperienza della sua società di gestione delle vendite online.

La seconda giornata è iniziata con gli interventi delle due associazioni ambientaliste del Congresso. La prima, Waste Free Oceans, si occupa della raccolta dei rifiuti plastici negli oceani e della loro trasformazione in nuovi oggetti, come illustrato dal suo fondatore Bernard Merkx. «Il marine littering – i rifiuti marini – è un problema su cui la legislazione europea si sta focalizzando. Occorre cambiare le nostre prospettive e un maggior coinvolgimento da parte di tutti, investendo su un’economia più circolare e sull’uso efficiente delle risorse, che porteranno vantaggi per tutta la società».

La seconda, Legambiente, è stata raccontata dalla sua vicedirettrice Serena Carpentieri, che ha sottolineato come l’emergenza dei rifiuti plastici negli oceani stia generando un forte coinvolgimento dell’opinione pubblica, in misura maggiore persino rispetto ai cambiamenti climatici. «Sinergia tra Governi, Industria e Società civile, e Circolarità sono le parole chiave». La Plastic strategy rappresenta una grande opportunità anche secondo Legambiente: «l’industria può essere il vero motore innovatore; siamo convinti che il settore del flessibile possa fare davvero la differenza a livello di innovazione e sostenibilità».

La Strategia europea sulla plastica è stata l’argomento centrale dell’attesa Tavola rotonda del Congresso, alla quale hanno partecipato Renato Zelcher – presidente di EuPC (European Plastics Converters), insieme ai relatori già intervenuti Bernard Merkx, Serena Carpentieri e Michele Guala, con la moderazione di Alberto Palaveri – vicepresidente Giflex. Tutti i partecipanti hanno concordato sul fatto che le nuove proposte europee rappresentino un’occasione per innovare ed essere più sostenibili, nell’interesse di tutti; per questo è fondamentale la partecipazione e la stretta collaborazione lungo tutta la filiera. Proprio un’occasione di confronto come questo tavolo, quindi, può essere un punto di partenza verso quelle soluzioni prospettate, per ora, solo nella teoria.

La sessione conclusiva del Congresso si è focalizzata su come le nuove tecnologie e le neuroscienze possano aiutare l’industria e la grande distribuzione ad andare incontro alle aspettative dei consumatori e a capire come vengano influenzate le loro scelte di acquisto. Il primo relatore è stato Jegor Levkovskiy, co-fondatore di Checkout Technologies, startup che sta lavorando allo sviluppo di tecnologie di fast checkout – ovvero l’eliminazione delle fastidiose code alla cassa nei supermercati – grazie a computer vision e intelligenza artificiale. Il secondo, Vincenzo Russo, professore di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing presso l’Università IULM, ha guidato i presenti in un affascinante viaggio tra le potenzialità della dimensione irrazionale del marketing, mostrando come i messaggi riportati in modi diversi sul pack di un prodotto possano suscitare emozioni e reazioni specifiche nel consumatore, consentendo a un brand di concepire confezioni in grado di andare incontro alle sue preferenze inconsce.

Konica Minolta ed EFI annunciano il nuovo Fiery DFE per le stampanti AccurioPress

Konica Minolta Business Solutions Europe ed EFI ampliano la loro partnership con l’annuncio di un nuovo Front End Digitale (DFE) EFI Fiery, progettato per offrire ai clienti funzionalità avanzate di gestione dei lavori e di messa a punto per ottimizzare i processi produttivi.

In particolare, il nuovo controller MIC-4160 EFI per i sistemi monocromatici Professionali di Konica Minolta è ora disponibile per le AccurioPress 6120 e AccurioPress 6136/P.

La collaborazione tra Konica Minolta ed EFI è stata annunciata per la prima volta a drupa 2016. «Noi di Konica Minolta siamo più che soddisfatti della fruttuosa collaborazione con EFI, che si traduce ancora una volta in uno sviluppo che si adatta perfettamente alle esigenze dei nostri clienti», ha dichiarato Roberto Breglia, product manager, Production Printing Division, Konica Minolta Business Solutions Italia.

Il nuovo EFI Fiery MIC-4160 DFE è costruito sull’ultima piattaforma Fiery FS300 Pro e vanta una velocità di elaborazione superiore al 50% rispetto ai modelli precedenti; è inoltre il primo server Fiery per motori di stampa in bianco e nero che si lancia sulla nuova piattaforma server NX One con Fiery QuickTouch.

John Henze, vicepresidente marketing di Fiery, EFI, ha dichiarato: «Questo è un altro importante passo avanti. Siamo entusiasti di lanciare questa nuova offerta e di dare ai clienti Konica Minolta, negli spazi di stampa CRD, print-for-pay e commerciali, la possibilità di integrare le loro operazioni in bianco e nero e a colori per un ambiente di gestione del lavoro Fiery Driven consolidato e più efficiente».

 

 

 

OKI Europe: Viscom 2018 all’insegna della comunicazione in-store

OKI Europe è pronta per Viscom Italia. Una serie di eventi live e la possibilità di scoprire le differenti sfaccettature dell’approccio comunicativo per il retail, sono le peculiarità dello stand della multinazionale giapponese.

Si inizia il 18 ottobre, con la presenza di un testimonial d’eccezione: Amaurys Perez. Il famoso campione di pallanuoto e personaggio televisivo interverrà nella veste di CEO di Zion, azienda produttrice dell’omonima birra artigianale. Perez racconterà la sua storia di successo come utilizzatore di tecnologie di stampa OKI per la propria attività imprenditoriale.

Il 19 ottobre lo stand diverrà il palcoscenico per due eventi live presentati dalla Adobe Guru Michela Di Stefano. La grafica ed esperta di comunicazione mostrerà ai visitatori come chiunque, partendo da zero, possa costruire in pochi passaggi la propria comunicazione visiva realizzando in tempo reale banner e materiale pubblicitario personalizzato con il dato variabile, sfruttando le potenzialità delle stampanti OKI serie C800e dei MFP della serie MC800.

I visitatori potranno, inoltre, immergersi in un’esperienza di realtà virtuale all’interno di uno spazio ideale, allestito con l’intera gamma di prodotti per il retail realizzati con tecnologie OKI.

Ci sarà, poi, l’occasione di scoprire la coinvolgente combinazione tra stampa digitale e realtà aumentata, sperimentando in prima persona l’impattante effetto di una nuova interpretazione dei tradizionali canoni della comunicazione visiva all’interno del negozio.

Sia le stampanti della serie C800 che gli MFP della serie MC800, tra i protagonisti dello stand OKI, sono basati sulla tecnologia di stampa toner LED proprietaria e stampano in quadricromia, con una risoluzione massima di 1.200 dpi. Ambedue sono in grado di gestire supporti fino al formato A3, con la possibilità di realizzare anche banner con dimensioni fino a 297×1.300 mm, particolarmente interessanti per la comunicazione in-store.

Le serie C800 e MC800 sono adatte a soddisfare in maniera completa le necessità di comunicazione visiva all’interno di negozi, boutique, piccole catene e franchising, con la possibilità di coniugare qualità, versatilità e un footprint ridotto.

Allo stand OKI, gli operatori della comunicazione visiva potranno, inoltre, scoprire le soluzioni dedicate ai professionisti delle graphic arts, destinate a Light Production, Wide Format e Labelling. Proprio il settore delle etichette riserva una delle maggiori novità. Viscom sarà, infatti, teatro del debutto ufficiale sul mercato delle nuove stampanti narrow format a colori per il labelling, le Serie Pro 1040 e 1050, per le quali si apriranno le possibilità di prenotazione.

Pro1040 stampa in CMYK, mentre Pro1050 aggiunge il bianco (CMYK+W). Grazie alla possibilità di utilizzare il toner bianco, gli utenti usufruiscono dell’ulteriore vantaggio di stampare su supporti trasparenti o colorati: ciò è possibile grazie alla stampa su sfondo bianco opaco di un’immagine CMYK, che rende i risultati di stampa ancora più brillanti e vividi. Queste soluzioni, basate su tecnologia OKI toner LED consentono una risoluzione di 1.200 dpi e si rivolgono a stampatori, tipografie e centri copia ma anche al crescente numero di aziende che hanno bisogno di realizzare in-house piccole e micro tirature di etichette di elevata qualità.

Anche il segmento Light Production sarà adeguatamente rappresentato: ci sarà la rinomata Serie Pro con: Pro9541 e Pro9542, stampanti Digital LED SRA3 a cinque colori, Pro6410 NeonColor, stampante A4 con toner neon e la recente Pro8432WT, dispositivo per stampa A3 con toner bianco. I visitatori potranno apprezzare la pionieristica tecnologia CMYK+1 di OKI, dotata di toner bianco con una coprenza assoluta e neon che consentono la stampa di colori estremamente vividi e vibranti. Le tecnologie Pro realizzano una vastità di applicazioni originali, su un’ampia gamma di supporti: dagli accessori moda e abbigliamento (grazie alla stampa transfer) alla segnaletica interna ed esterna, passando per la prototipazione.

Nell’ambito Wide Format sarà presente l’ultima nata, la versatile ColorPainter E-64s, con luce di stampa di 160 cm. ColorPainter E-64s è dotata di 6 canali colore (CMYK, Lc, Lm) e abbina alta risoluzione (leggibilità dei caratteri fino a 2 punti) a un range impressionante di applicazioni, su materiali come backlit, tessuto tecnico, carta da parati, mesh, PVC, banner, vinile e altri tipi di supporto.

 

Flexo 24 agli EH!Wards 2018: miglior e-commerce dell’anno

Flexo 24, l’innovativo e-commerce per la realizzazione dei cliché per la stampa flessografica, è stato premiato come primo classificato durante gli EH!WARDS 2018, serata dedicata ai migliori e-commerce dell’anno, che ha visto in concorso oltre 120 candidati selezionati e 30 finalisti. Secondo gradino del podio per Mondo Convenienza, terzo classificato Tre Pì Profumerie.

La premiazione si è tenuta a margine della IV edizione dell’ECommerce Hub, l’evento di formazione sul commercio elettronico, riferimento per lo sviluppo delle piattaforme e-commerce. Un grande successo di critica e pubblico con oltre 1.000 partecipanti accreditati.

Ricca la platea di relatori, tra i quali si sono registrati numerosi interventi di esperti di fama nazionale e internazionale con l’attenzione rivolta verso il tema cardine dell’edizione: la digital experience, vista soprattutto come esperienza rivolta al cliente.

«L’entusiasmo per il primo premio EH!Wards 2018 è solo l’apice dello sforzo professionale congiunto che ha generato la prima piattaforma B2B dedicata al packaging & labelings. Mi complimento con tutti i professionisti che hanno collaborato con flexo24.com» ha dichiarato Andrea Tronchin, e-commerce manager Flexo 24.

L’ampio portfolio tessile di Print24

PUBBLIREDAZIONALE

Sconto del 20% sui prodotti tessili con stampa transfer per tutto ottobre

print24.com è una delle più grandi tipografie online in Europa e grazie al suo ampio portfolio di prodotti, agenzie, rivenditori, grafici e appassionati di stampa possono trovare tutto quello che desiderano stampare. Il cliente ha a disposizione una vasta gamma di prodotti tessili con oltre 50.000 opzioni di personalizzazione – con stampa o ricamo e fino a 12 colori a disposizione.

A TUTTO TESSILE
Nelle categorie abbigliamento per il tempo libero, indumenti da lavoro e abbigliamento sportivo, i clienti troveranno prodotti di alta qualità in un’ampia varietà di design, materiali e colori.
Questi includono, non solo, capi classici a prezzi vantaggiosi comeT-shirt, magliette polo e felpe con cappuccio, ma anche cappellini da baseball, giubbini o persino prodotti tessili per la casa come asciugamani e accappatoi.
print24.com utilizza varie tecniche di lavorazione tessile.Queste includono, ad esempio, la stampa digitale, la stampa transfer e la serigrafia, ma è anche possibile eseguire ricami di alta qualità. La stampa transfer è caratterizzata da una perfetta resa dei colori e un’elevata nitidezza dei contorni, motivo per cui è particolarmente adatta per stampare foto, disegni in filigrana o lettere. Indipendentemente dal tipo di tessuto stampato, l’aspetto della stampa è identico su ciascun tessuto.

STAMPA TRANSFER: È TEMPO DI SCONTI

A ottobre, i clienti di print24.com potranno risparmiare il 20% quando acquisteranno prodotti tessili, stampati utilizzando il processo di stampa transfer.Questoprocessoèparticolarmenteadattoperlastampadi grandi quantitativi a prezzi vantaggiosi.

ANCHE SERIGRAFIA

Con la serigrafia, la stampa viene eseguita direttamente sul tessuto, non su un suppor to di stampa, in modo da rendere possibile un elevato comfort di utilizzo anche con grafiche di stampa di grandi dimensioni. Gradazioni cromatiche o sfumature di colore sono possibili anche con la rasterizzazione.

print24.com offre la maggior parte dei suoi prodotti tessili in ordini che partono da un solo pezzo. È anche possibile scegliere tra diversi quantitativi di ordini che vanno da 1 a 100 pezzi. In questo modo, i clienti potranno beneficiare ancor di più delle numerose opzioni disponibili e di uno sconto sui prezzi nel mese di ottobre.

Esko e B+B International a Viscom Italia 2018

Esko e il suo distributore italiano B+B International esporranno insieme a Viscom Italia 2018 per dimostrare come un flusso di lavoro ottimizzato consenta agli specialisti di imballaggi, espositori e cartellonistica di essere più flessibili e produttivi.

B+B International distribuisce il software Esko ArtiosCAD per applicazioni CAD-CAM e la linea di plotter da taglio Kongsberg. A Viscom Italia verrà esposto un Kongsberg C64.

In particolare, il plotter da taglio digitale multifunzionale Kongsberg C64 per applicazioni di cartellonistica ed espositori sta al passo con le stampanti attuali, con formato più ampio e più veloci. Si tratta di un sistema versatile che offre precisione e produttività grazie alla leggera traversa in carbonio composito, che garantisce precisione elevata alle massime velocità, e all’unità di fresatura ad alte prestazioni a ciclo continuo da 3kW.

Eddy Fadel, vicepresidente vendite Emea di Esko, ci spiega: «Le soluzioni Esko rivolte al futuro, come Kongsberg C64, garantiscono una produzione perfetta al primo tentativo perché assicurano maggiore produttività e qualità superiore. L’automazione delle operazioni di prestampa e avviamento, unitamente all’uso di un alimentatore, rendono l’intero processo di produzione di insegne ed espositori più ottimizzato, privo di errori e, soprattutto, più affidabile».

B+B International fornisce integrazione di sistemi e assistenza clienti a trasformatori, progettisti di imballaggi, laboratori digitali e stampatori. Esporrà, inoltre, il proprio sistema gestionale e di preventivazione per stampatori di imballaggi Packway.

Questo il commento di Davide Dal Col, direttore generale di B+B International: «Siamo alla continua ricerca di modi per aggiungere valore ai flussi di lavoro dei nostri clienti e siamo ansiosi di mostrare come queste soluzioni aiutano le aziende odierne ad affrontare con efficienza ed efficacia i requisiti chiave del mercato».

Viscom Italia 2018 scalda i motori

Viscom Italia, fiera internazionale dedicata al mercato della comunicazione visiva, tornerà protagonista nei padiglioni 8/12 di Fieramilano dal 18 al 20 ottobre 2018, con tante nuove idee e un’ampia offerta espositiva che caratterizza questa manifestazione. Arrivata alla sua trentesima edizione la mostra, testimone di una comunicazione che cambia e si evolve anno dopo anno, si conferma osservatorio privilegiato sulle tendenze che riguardano il mondo della creatività applicata ai mercati della pubblicità, design, interior decoration, retail e brand industry.

Nuove sperimentazioni, tendenze e creatività sono gli ingredienti di questa trentesima edizione. Un ricco menu di eventi live, convegni, spazi interattivi e mostre per assaporare tutte le possibilità che il mondo della comunicazione visiva offre oggi sul mercato.

Per raccontare tutto questo la manifestazione si animerà ancora una volta con una proposta merceologica ampia e trasversale che tocca tutti i comparti: stampa digitale grande formato – insegnistica– cartellonistica – serigrafia – tampografia – promozione tessile – ricamo – incisione – fresatura – laser – premiazione sportiva – digital signage – labelling – packaging – p.o.p – servizi per eventi.

«Un’edizione che metterà al centro la qualità e la creatività con una carica sempre più innovativa. Viscom Italia si conferma una manifestazione ricca di proposte di contenuto e di nuovi concept capaci di lanciare future prospettive di business tutte da gustare» ci spiega Paola Sarco, exhibition manager di Viscom Italia. «Sono 20.000 i visitatori attesi che in fiera trovano quanto c’è di nuovo sul mercato della comunicazione visiva. Ma anche nuove categorie di pubblico che negli ultimi anni si sono avvicinate alla nostra manifestazione, per ricercare idee e nuove applicazioni, personalizzare i materiali più diversi, comunicare nuovi prodotti e prendere spunto da testimonianze di progetti realizzati in campi diversi».

Quest’anno la manifestazione rinnova le partnership con importanti realtà del settore quali AIFIL, per il settore dell’insegnistica, ALA Assoarchitetti, per il design e l’architettura, Display Italia per il mondo del retail e il PersonaLive, MOSTRO, il festival della comunicazione visiva.

La stampa digitale del colore

I colori sono un aspetto essenziale per la stampa e una buona resa degli stessi può portare al successo o al fallimento di un progetto. Per lo stampatore, dunque, è imprescindibile avere una buona gestione del colore, affinché tutti i lavori siano coerenti e misurabili con le aspettative del cliente. Vediamo come sia possibile realizzare ciò.

Tutte le macchine da stampa digitale, foglio, bobina, grande e piccolo formato, inkjet e toner, sono l’unione di una parte software che trasforma i file in matrici virtuali e una parte hardware che è il corpo stampante vero e proprio. La gestione del colore in modo oggettivo è un prerequisito fondamentale per poter lavorare in modo profittevole con qualsiasi sistema di stampa digitale per i seguenti motivi: l’assenza di matrice fisica in questo processo di stampa rende ogni soggetto stampato un originale riscritto per ogni copia prodotta; le tirature nel caso della macchina a foglio e a bobina sono, per economia di scala, ridotte rispetto a un processo analogico; nel grande formato spesso si fanno stampe di poche copie o, nel caso delle maxi affissioni, uniche.

Per questo motivo gli stampatori digitali dovrebbero adottare delle politiche attive di gestione dei file con procedure di preflight dedicate e controllo della cromia per i vari set up di macchina, affinché tutti i lavori siano coerenti e misurabili con le aspettative del cliente. Per fare questo lo stampatore deve rendere disponibili le impostazioni (profili colore, risoluzioni, lineature, jobticket, preferenze software, ecc…) delle proprie configurazioni della macchina da stampa affinché grafici e agenzie possano utilizzarle e incorporarle nei file, le matrici dello stampato; in alternativa, se lo stampatore ha sviluppato i propri profili device link o le sue procedure di conversione da profili standard, dovrà comunicare cosa adottare affinché si possano ottenere dei risultati misurabili. È la struttura stessa delle macchine da stampa digitale a rendere necessari questi passaggi, perché potendo stampare su molti materiali, senza variare inchiostri, si rende necessario eseguire rasterizzazioni differenti dello stesso file in funzione del supporto e del risultato cromatico atteso. Quindi per fare un’efficace gestione del colore con sistemi di stampa digitale abbiamo due ambiti di riferimento: l’acquisizione dei file e le impostazioni della specifica macchina.

I formati file utilizzati per la consegna alla stampa di un sistema digitale sono pochi di preferenza in formato PDF, sia raster, sia vettoriali e affinché la riproduzione dei colori rispetti quanto desiderato è necessario che tali colori siano leggibili dai RIP delle macchine da stampa digitale. Inoltre, molti sistemi di stampa digitale hanno dei gamut molto ampi, ben oltre gli standard di quadricromia noti, e permettono agli stampatori di fidelizzare e aumentare le possibilità di soddisfazione di comunicazione di agenzie e creativi. Tuttavia, sia utilizzando la tecnologia APPE (Adobe PDF Printing Engine), sia CPSI, sia linguaggi proprietari, se nei file non sono indicate le coordinate colore sorgente il sistema di gestione di colore sarà attivato solo sulla base della decisione dello stampatore e non sulle attese del cliente. Possiamo identificare tre macro casi che spiegano quanto può accadere.

Utilizzare profili specifici

Lo stampatore mette a disposizione profili colore o device link. Quando si stanno elaborando maxi-affissioni e grafiche in punto vendita questo è l’ideale, si riduce in modo drastico la possibilità di errore, di difformità o cecità. I file sono preparati per quella specifica combinazione macchina e supporto, e un cambiamento di uno di questi due elementi richiede il rifacimento delle conversioni.

Utilizzo dei profili colore CMYK standard

Lo stampatore che adotta questa scelta decide che lavorerà sempre rispettando i parametri definiti dallo standard e dovrà dichiarare il delta entro il quale è in grado di riprodurre le tinte di controllo. Il cliente deve sempre fornire il profilo o deve essere chiaramente indicato dato che il motore colore del RIP interverrà facendo conversioni, CMYK to CMYK sulla base di intenti di rendering, o delle trasformazioni, reporpousing. In ogni caso ci saranno delle variazioni cromatiche sulle attese e si sfruttano poco le possibilità dei sistemi di stampa digitale.

Utilizzo di profili RGB

Questo sistema è quello che può dare maggiori soddisfazioni in termini di profondità colore, brillantezza e luminosità. Le coordinate cromatiche restano intatte fino alla conversione finale nel profilo di macchina corretto ottenendo il massimo gamut riprodotto sia con profili che utilizzano molto colore, sia con quelli economici con forti svuotamenti, mantenendo sempre pieno controllo della resa visiva finale. Una corretta gestione dell’input è il passo fondamentale nella stampa digitale per ben gestire la resa visiva e fare una buona prima stampa, ma per fare questo lo stampatore dovrà avere sotto controllo le variabili che intervengono nel processo e creare caso per caso le impostazioni corrette. Per fare questo una parte delle informazioni può essere data dai fornitori delle macchine e dei supporti, mentre una parte deve essere oggetto di sperimentazione, analisi e scelte compiute dallo stampatore stesso. E quindi è necessario che lo stampatore conosca molto bene il comportamento dei RIP e delle macchine in dotazione.

Operazioni da compiere quando arriva una nuova macchina digitale. Dopo aver ottenuto un risultato in linea con quanto ottenuto durante i test di scelta, lo stampatore dovrà, per ogni supporto, creare le condizioni iniziali di qualità. Queste operazioni permeterrano nel corso degli anni di avere sempre sotto controllo l’usura della macchina ed avere anche uno strumento oggettivo per valutare quando sia necessario effettuare un cambio tecnologico

Le impostazioni di macchina

Ogni macchina da stampa digitale ha i suoi punti di forza e i suoi limiti. Quindi quando lo stampatore decide di investire su una macchina da stampa la prima cosa da fare è sapere quali servizi e quali livelli qualitativi si intende erogare. È solo in questo modo che sarà possibile capire quanto potrà essere semplice o complesso nella propria attività, l’utilizzo di una macchina da stampa digitale per garantire risultati misurabili al cliente finale. Affinché si possano rendere disponibili delle informazioni colore ai propri clienti in un’ottica di gestione del colore certa, è opportuno che lo stampatore conosca a fondo i comportamenti della macchina in suo possesso. Questo è possibile solo se il venditore è in grado di erogare un’adeguata formazione e fornisca un continuo supporto alla produzione in funzione delle richieste del mercato.

Solo dopo questa fase lo stampatore potrà uscire dagli utilizzi standard della macchina, di solito i setup già caricati, e fare quel lavoro di ricerca che potrà renderlo accattivante presso i propri clienti.
In ogni sistema di stampa alla base c’è il substrato e nella stampa digitale ciò vuol dire partire dalla macchinabilità di esso per trovare il mix di opzioni che diano il miglior risultato visivo misurabile. È in funzione del substrato che si determinano tutti i parametri di stampa, differenti in funzione della tecnologia di stampa e degli obiettivi dei clienti. Ecco un piccolo esempio di questi parametri:

  • Grande formato (roll to roll,flatbed o ibrido): risoluzione, tipo di retino, numero di inchiostri, numero passate, quantità di inchiostro, tempi di asciugatura;
  • Foglio piccolo formato toner: risoluzione, tipo di retino, numero di toner, velocità di produzione, tempi e temperatura di fusione, modalità di stampa (bianca o bianca/volta);
  • Bobina da produzione: risoluzione, tempi di asciugatura,velocità di produzione;
  • Foglio grande formato: risoluzione, tipo di retino, numero di inchiostri, tempi di asciugatura, velocità di produzione.

Ci sono, inoltre, voci specifiche che variano in funzione del produttore e della configurazione che si vuole adottare e ci possono essere più RIP per pilotare queste macchine, con sostanziali differenze sia dal punto di vista della resa visiva sia dal punto di vista dei consumi. Per tale motivo in fase di selezione della macchina da stampa è opportuno approfondire questi aspetti con il venditore ed eseguire un giusto numero di test, composti da prodotti già stampati e forme test che aiutino a leggere parametri oggettivi, da riutilizzare al momento del collaudo per le necessarie comparazioni.

Affinché le comparazioni possano essere veritiere è necessario che la lettura della cromia sia fatta utilizzando degli spettrofotometri in grado di fornire informazioni sui delta rispetto agli standard di mercato e rispetto ai risultati attesi durante i test e utilizzati dai clienti finali. Lo strumento di misurazione (l’osservatore del trittico) serve anche per
poter gestire le linearizzazioni di risposta della parte hardware verso la parte software e, successivamente, fare le caratterizzazioni del supporto fornendo così i dati necessari per la costruzione di un profilo colore. Quest’ultimo, opportunamente lavorato, diventerà l’informazione fondamentale nella gestione del colore nel rapporto con il committente e determinerà la buona riuscita del lavoro finale. È solo utilizzando strumenti e software adeguati alle proprie esigenze, che si potrà fornire un’ampia libreria di scelta al cliente finale pur mantenendo tutto sotto controllo anche stampando in copia singola.
I risultati che si possono ottenere, facendo un’adeguata gestione del colore in funzione della periferica da utilizzare, sono strabilianti e forniscono al cliente finale un valido motivo per continuare a lavorare con lo stesso stampatore proprio per le possibilità creative esprimibili. Non fare una corretta gestione del colore nel digitale vuol dire avere sprechi e insoddisfazione sia dei clienti sia degli operatori; quest’ultimi, infatti, si troverebbero a dover cercare di ottenere una tinta o gestire delle aree colore con grande difficoltà perché dovrebbero fare con curve e livelli quello che prima facevano azionando calamai e pressioni, con maggiore difficoltà e più sprechi di materiali e tempi.

Fogra PSD: una prima guida digitale in evoluzione

La poliedricità della stampa digitale ha richiesto di formulare un approccio differente al concetto di qualità inteso come processi e risultati attesi. Già nel 2005 un documento di TAGA Italia (Taga Doc 15) aveva ravvisato la necessità di dover parlare di qualità nella stampa digitale non come macchine, ma come ambito di utilizzo. Ma è solo che un ente come FOGRA è riuscita nel 2011 e ancor più nel 2016, dopo un lungo lavoro di test e confronti, a pubblicare il primo documento per gli stampatori digitali. Questo documento di oltre 200 pagine, tradotto in italiano da TAGA Italia è disponibile per gli iscritti all’associazione, si basa su tre capisaldi:

1. Controllo di processo di uscita per ottenere un output di stampa ripetibile, cioè i differenti processi di output sono controllati sulla base dei loro comportamenti noti e costanti, stabilendo requisiti per i necessari resoconti sulla qualità.

2. Fedeltà del colore, cioè capire le aspettative dei clienti ed essere in grado di riprodurle. In quest’ottica il PSD amplia la tradizionale riproduzione colore, specificatamente la riproduzione assoluta (o confronto Side-by-Side) mediante un nuovo approccio nella riproduzione del colore orientato al supporto (media relative).

3. PDF/-X flusso di lavoro conforme, cioè la capacità di un flusso di lavoro di un prolungato ottenimento della qualità di stampa e della fedeltà del colore, con una gestione facilitata di una varietà di materiali e processi nell’ottica di una qualità di stampa rigorosa e costante identificando appropriate combinazioni/raccolte di un driver (RIP & gestione colore), di un supporto, di un inchiostro o toner e di una macchina da stampa.

Per maggiori informazioni www.taga.it.