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MK1060ST, il fulcro della Tipografia ABC nel reparto cartotecnica

mk1060stABC Tipografia ha investito in un sistema MK1060ST di Heidelberg per potenziare tutte le operazioni di cartotecnica e nobilitazione degli stampati.
L’azienda, con sede a Calenzano (Firenze), offre ai propri clienti stampati di ogni genere con un’attenzione alla qualità del prodotto, alla flessibilità e all’affidabilità immutata dal 1967 a oggi.
Nei tremila metri quadri del polo produttivo convivono le tre anime di ABC Tipografia: stampa offset, stampa digitale e cartotecnica, per un servizio a 360°. Tre reparti che vengono mantenuti all’avanguardia grazia al costante rinnovo delle attrezzature tecnologiche.
«In quest’ottica si pone l’investimento che abbiamo compiuto», spiega Paolo Masi, responsabile produzione di ABC Tipografia. «Il sistema MK1060ST è diventato il fulcro del reparto cartotecnica e ci permette di completare il ciclo produttivo.»
Capace di lavorare con un formato massimo di 106 cm a una velocità di 7.500 fogli all’ora, MK1060ST garantisce una nobilitazione degli stampati di alta qualità, laminando a caldo e fustellando con grande flessibilità. Particolarità unica del sistema è la possibilità di laminare sia nella direzione di marcia del foglio che trasversalmente.
«La fiducia che riponiamo in Heidelberg – di cui siamo clienti storici per la stampa offset – è stata uno dei motivi che ci hanno convinti che questo era il sistema che stavamo cercando. L’altra ragione è invece l’indubbia qualità della macchina e delle sue performance, che ci aiuterà a offrire ai nostri clienti prodotti sempre all’avanguardia», conclude Masi.
«ABC Tipografia è un’azienda che ha saputo integrare nei propri flussi la laminazione a caldo senza avere nessuna esperienza pregressa in merito. Un risultato reso possibile dalla bravura del personale interno e dalla semplicità di utilizzo della MK1060ST, nonché al supporto professionale dei tecnici Heidelberg», spiega Lorenzo Ariberti, Product e Marketing Postpress Packaging di Heidelberg Italia.

Stampa diretta su oggetti cilindrici: Kebab, per faciliarti la vita

mimaki_kebab-mkii-ready-to-printDalle bottiglie ai sigilli, dalle candele alle boccette di cosmetici: sono tantissime le applicazioni possibili con l’opzione Kebab di Mimaki (distribuito in Italia da Bompan) per la stampa diretta su oggetti cilindrici con diametro da 10 mm a 110 mm. Questa esclusiva funzione è oggi disponibile anche per le flatbed UV di ultima generazione UJF-3042 MkII e UJF-6042 MkII, oltre che per la nuova UJF-7151 plus. In particolare UJF-3042 MkII è compatibile con il modello Kebab MkII, mentre per le stampanti UJF-6042 MkII e UJF-7151 plus è disponibile il modello MkII L.

Grazie ai pinch rolls, l’opzione Kebab permette ai sistemi della serie MKII di stampare direttamente su un numero ancora più elevato di oggetti, incrementando in maniera esponenziale la versatilità di queste soluzioni.

«Siamo certi che il mercato risponderà positivamente a questa nuova opportunità», commenta Rachele Bompan, CEO di Bompan Srl, «e siamo impazienti di scoprire gli innumerevoli utilizzi che i nostri clienti riusciranno a farne, poiché da sempre hanno dato prova di grande creatività nell’impiego del Kebab».

Questo optional, infatti, ha permesso a molte aziende di sviluppare nuovi business, come per esempio in ambito cosmetico. Le normative relative a questi prodotti variano notevolmente da Paese a Paese e, di conseguenza, le basse tirature di flaconi per cosmetici stanno diventando la norma. L’opzione Kebab permette di riprodurre a costi estremamente competitivi la grafica dell’etichetta direttamente sull’oggetto, anche in esemplari unici, come in occasione di eventi speciali o regali personalizzati. Molto diffusa anche la stampa diretta su bottiglie di vino da dedicare a ricorrenze speciali, come un matrimonio o edizioni limitate per annate pregiate.

Massima versatilità grazie agli inchiostri

Per rispondere alle crescenti esigenze in termini di produttività e redditività legate per esempio al mondo del retail e dei service di stampa, i nuovi sistemi UJF-3042 MkII e UJF-6042 MkII:

  • Offrono un incremento del 20% della velocità di stampa rispetto ai modelli precedenti con la possibilità di personalizzare oggetti con spessore fino a 153 mm.
  • Dispongono di funzionalità meccaniche avanzate con un piano di stampa mobile che si sposta durante il processo riducendo le vibrazioni, garantendo il posizionamento estremamente preciso della goccia, assicurando la massima qualità di stampa su una vasta gamma di oggetti e materiali.
  • Preimpostano Mimaki Expand Color nel front-end digitale RasterLink per una riproduzione aggiornata dei colori che risultano pieni e vivaci, assicurando incarnati più luminosi.
  • Garantiscono un funzionamento senza interruzioni e limitano scarti e difettosità anche grazie all’innovativo sistema di circolazione dell’inchiostro bianco Mimaki Circulation Technology (MCT), che previene la sedimentazione del pigmento, assicura la stabilità del getto d’inchiostro e riduce al minimo l’intervento manuale dell’operatore.
  • Offrono massima sicurezza grazie a una struttura appositamente studiata per evitare qualsiasi contaminazione e garantire quindi una totale soluzione di continuità.

Pixartprinting: il customer care è ora certificato TÜV

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Con il conseguimento della certificazione TÜV, Pixartprinting può oggi apporre il bollino di qualità sul proprio Customer Care multicanale. TÜV, organismo internazionale e indipendente, attesta infatti che il «sistema di gestione di Pixartprinting Spa è conforme ai requisiti della norma UNI EN 15838:2010 Servizi di relazione con il cliente, con il consumatore e con il cittadino, effettuati attraverso centri di contatto». Il certificato ottenuto, che ha l’obiettivo di definire gli standard prestazionali per il settore della relazione con i clienti, rappresenta per Pixartprinting l’esito di un lungo processo di ottimizzazione del proprio Customer Care in cui sono impiegati a oggi 50 operatori, tutti attivi nella sede di Quarto d’Altino. Ogni giorno il team risponde alle richieste dei 250mila clienti dello shop online con supporto attraverso telefono, email, chat e social. L’assistenza opera su tre livelli: prevendita, con supporto alla navigazione nel sito e consigli su prodotti e materiali; acquisto per modifiche di preventivi o file non conformi; post vendita con la gestione di eventuali contestazioni e informazioni su tempistiche di consegna e vettori.

Gli utenti di Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Germania, Portogallo, Russia e Romania hanno a disposizione un numero telefonico della propria nazione cui risponde un operatore madrelingua. A breve sarà disponibile anche il servizio in catalano e olandese. Anche i clienti americani in alcune fasce orarie della giornata sono seguiti direttamente da operatori localizzati in Italia che collaborano con i colleghi negli Stati Uniti.

Leggi tutta l’intervista a pagina 4 di Italia Grafica, ad Andrea Pizzola e Pablo Dellavedova! 

Vi siete mai chiesti dove vadano a finire le schede elettorali?

Chi non si è mai fermato almeno una volta a pensare alla quantità di carta utilizzata durante un’elezione? E che fine fa dopo lo spoglio? Il referendum del 4 dicembre non è stato da meno.

Il modello di voto italiano, stabilito dalla Carta Costituzionale all’articolo 48 prevede che il voto sia personale e segreto. E sono proprio questi due principi ad avvalorare un sistema di voto affidato ancora alle schede elettorali cartacee che garantiscono tale riservatezza, senza però gravare sull’ambiente. L’Istituto Poligrafico dello Stato richiede, infatti, l’utilizzo di schede elettorali in carta copiativa riciclabile della grammatura di 90 grammi al metro quadrato. La regola impone, inoltre, che a ogni consultazione elettorale il numero di schede elettorali stampate equivalga a quello del corpo elettorale rilevato 45 giorni prima del voto a cui va aggiunto un 30% di schede in più come scorta (10% per le singole sezioni elettorali, 10% da consegnare ai Comuni, 10% da conservare presso le prefetture). Sulla base del corpo elettorale individuato dal Ministero degli interni (più di 50 milioni di elettori*), sono state quindi oltre 65 milioni le schede elettorali stampate per la votazione di domenica 4 dicembre.

«L’enorme quantità di carta utilizzata durante elezioni e referendum è comunque recuperabile – commenta Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco – anche se i tempi di avvio al riciclo sono piuttosto lunghi. Per legge le schede elettorali stampate tornano in cartiera dopo cinque anni dalla consultazione. Solo oggi, possiamo riciclare quelle utilizzate nel referendum abrogativo del giugno 2011».

Nel caso del referendum del 2011, si tratta di oltre 210 milioni di schede elettorali, pari a 4 schede per ciascun elettore, su un corpo elettorale di oltre 50 millioni di italiani*.
Nel 2021, invece, potremo veder tornare a nuova vita le schede elettorali stampate per il tanto atteso referendum del 4 dicembre.
*fonte archivio storico delle elezioni – Ministero degli Interni

Quale futuro per l’Italia del dopo Brexit? Ecco le previsioni Confindustria

Dopo la clamorosa Brexit, che rimarrà a lungo una fonte di insicurezza, e il fallito tentativo di formare un governo in Spagna, l’autunno 2016 è stato (e continuerà a essere) denso di appuntamenti che costituiscono altrettante incognite: il referendum xenofobo ungherese, la ripetizione delle presidenziali in Austria, l’elezione del futuro inquilino della Casa Bianca negli Stati Uniti e il referendum in Italia sulla nuova Costituzione e il nuovo Governo appena formato. Non bisogna dimenticare che anche nel 2017 ci saranno altri passaggi cruciali: le presidenziali in Francia e le elezioni politiche in Germania e nei Paesi Bassi. In questo quadro così composito si inseriscono altri fattori che complicano ulteriormente le analisi e le previsioni sull’andamento dell’economia mondiale. Ci troviamo dinanzi infatti a un vistoso invecchiamento demografico, a minori guadagni di produttività generati dalle attuali innovazioni, alla dispersione di capitale umano a causa dell’alta disoccupazione, a un ridotto tasso di accumulazione del capitale, al rallentamento fisiologico della Cina e, non ultimo, a uno strisciante protezionismo.

Nel contesto di accresciuta turbolenza globale l’economia italiana presenta una debolezza superiore all’atteso.

La risalita del Pil si è arrestata già nella scorsa primavera e gli ultimi indicatori congiunturali non puntano a un suo rapido riavvio, piuttosto confermano il profilo piatto. Secondo il Centro Studi di Confindustria che ha incorporato i dati più recenti in nuove previsioni, la crescita indicata per il 2017, sebbene già del tutto insoddisfacente, non è per nulla scontata. Secondo il CSC il Pil italiano aumenterà quest’anno dello 0,7%, contro lo 0,8 inizialmente stimato, e dello 0,5% nel 2017, tornando a livelli di poco superiori ai valori del 2000. Si può parlare, a ragione, di oltre un quindicennio perduto per l’economia italiana. Una perdita che risulta ancora più grave se si raffronta tale deludente andamento con quello delle altre economie europee considerate, i cui livelli di Pil saranno l’anno prossimo saliti rispetto a quelli di inizio millennio di oltre il 20% (il 30% in Spagna). In effetti l’Italia ha confermato nella recente fase di recupero (iniziata nel 2015) la scarsa capacità di crescita già evidenziata prima della crisi: Germania, Francia e Spagna, infatti, allora erano cresciute molto di più, sono arretrate meno durante la Grande recessione e hanno recuperato più velocemente i livelli persi di Pil. Il gap di crescita, addirittura, si è ampliato dal 2007 in poi e le previsioni per quest’anno e il prossimo non lasciano intravedere una sua riduzione. Neanche nel medio periodo l’evoluzione si presenta migliore: l’Italia, infatti, ha visto ridursi non solo il livello ma anche la dinamica del Pil potenziale. Ciò rende ancora più urgente e necessario varare misure in grado di riportare la produzione italiana su ritmi di crescita più robusti, così da ridurre e possibilmente chiudere il differenziale rispetto alle altre principali economie europee.

Il traballante sistema Italia

Il dettaglio settoriale per l’Italia indica un marcato peggioramento nel manifatturiero. L’indice PMI manifatturiero, in area di espansione da febbraio 2015, segnala infatti nel periodo agostano il secondo netto calo mensile; si consolida, invece, l’espansione dell’attività nei servizi: l’indice PMI terziario è salito per il terzo mese consecutivo trainato dai nuovi ordini.

Nello scenario del Centro Studi la domanda finale interna (al netto delle scorte) farà da motore alla crescita nel biennio di previsione, contribuendo quest’anno per l’1% e il prossimo per lo 0,5%; l’apporto della domanda estera netta, invece, sarà negativo di due decimi nel 2016 e nullo nel 2017. Il CSC prevede inoltre che gli investimenti, ovvero la componente più ciclica della domanda interna, quest’anno aumentino dell’1,8%, in accelerazione dal +0,8% nel 2015, e nel 2017 dell’1,3%. Il principale sostegno proverrà dalla spesa in macchinari e mezzi di trasporto; anche quella in costruzioni è prevista in crescita dopo otto anni consecutivi di arretramento. Il più basso costo del credito e gli incentivi fiscali per l’acquisto di macchinari potrebbero infine contribuire a sostenere i piani di investimento delle imprese nei prossimi trimestri. Il basso grado di utilizzo degli impianti, la redditività intorno ai minimi e l’incertezza, politica e non, tendono invece a far rinviare i piani delle imprese.

Il Customer Experience Centre di Ricoh ha ottenuto la certificazione ISO per la qualità nella gestione del colore

Il Customer Experience Centre di Ricoh a Telford (Regno Unito) ha ottenuto la certificazione Bpif ISO12647-2 (questo schema di certificazione sviluppato da Bpif è l’unico a essere accreditato Ukas) relativa al colour quality management. Sono state testate per verificare la conformità le soluzioni Ricoh Pro™ VC60000 (nella foto) e Ricoh Pro™ C7100SX.

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Ricoh è il primo produttore di soluzioni di stampa digitali a essere accreditato Ukas (United Kingdom Accreditation Service) secondo lo standard internazionale. Nel Regno Unito sono solo nove le aziende accreditate. Il Customer Experience Centre di Ricoh a Telford (Regno Unito) mostra le innovazioni hardware e software di Ricoh nell’ambito della stampa di produzione. I visitatori possono confrontarsi con i professionisti Ricoh per capire in che modo aggiungere valore al business e migliorare l’efficienza delle attività.

Ricoh Pro™ VC60000, soluzione di stampa inkjet a colori a modulo continuo, e Ricoh Pro™ C7100SX, soluzione di stampa a colori a foglio singolo, sono state testate per verificare la conformità. Tutti gli output prodotti hanno soddisfatto i requisiti.

Jon Stack, Colour Certification Manager e Lead Auditor dell’ente di certificazione indipendente Print Media Certification, commenta: «Lo standard Bpif ISO12647-2 dà ai clienti la certezza della qualità reale del colore. Siamo rimasti molto colpiti dalla qualità e dalla consistenza del colore in tutte le stampe prodotte».

Graham Moore, Business Development Director, Production Printing Business Group di Ricoh Europe, aggiunge: «La certificazione dimostra come per gli stampatori sia possibile trasferire i bassi volumi di stampa dall’offset al digitale. Inoltre, mette in evidenza le nostre competenze e capacità nel colour management, mostrando come le soluzioni Ricoh possano lavorare in ambienti conformi alle certificazioni ISO colour quality management».

SMG entra nel progetto di espansione della rete distributiva di Inca Digital

Inca Digital ha nominato distributore esclusivo per l’Italia per il modello Inca SpyderX il dealer più significativo in Italia per il mercato delle arti Grafiche: SMG SPA.

Inca Digital nel processo di espansione per la sua rete di globale di distributori prevista per il 2016, ha inserito SMG Spa come ultima Società selezionata per questo importante ruolo che già comprende AT Design in Russia, Digital HiRes in Spagna, Perfect Colours in UK e Schneidler Grafiska in Svezia.

SMG è una società operante da oramai più di 20 anni nel settore della distribuzione e vendita di materiali destinati alle arti grafiche e settori affini, alcuni dei marchi più conosciuti distribuito sono i seguenti: Fuji, Kodak, Toyo Ink, Contitech, Roland, Xerox, Presmax. L’azienda ha una presenza territoriale capillare e distribuisce i prodotti dai suoi siti di distribuzione a Verona e Udine e attraverso SMG Italia Srl.

Giovanni Pellicioli, CEO di SMG, unitamente a Claudio Gozzi, il Presidente dichiarano: «Siamo molto lieti di essere partner di Inca Digital per la vendita di Inca SpyderX in Italia. Da sempre il nostro obiettivo è quello di fornire alla nostra clientela una visione e una progettazione del futuro attraverso l’offerta di soluzioni innovative, questo modello di attrezzatura si integra e completa al meglio la gamma delle nostre proposte. Inca ha un’eccellente reputazione per qualità e affidabilità e il modello Spyderex è una macchina Roll-Fed potente, flessibile e anche conveniente, che garantisce agli utilizzatori una vasta gamma di produzione POS e di alta qualità.»

La SpyderX si basa sul concetto base e di successo della gamma Spyder 320 come base di progettazione ad altissima prestazione fino all’innovativa serie OnsetX lanciata lo scorso anno. Le caratteristiche tecniche sono la presenza di 6 colori base più bianco, gli inchiostri a marchio Inca, le dimensioni di 3,2 metri di larghezza Flat-Bad e la possibilità di disporre di roll-fed per la gestione di supporti rigidi e flessibili, che permette la produzione ad alta velocità (230 m2/h).

Il futuro di Pixartprinting è all’insegna della continuità e dell’internazionalizzazione

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Da sinistra Paolo Roatta, Alessandro Tenderini e Alessio Piazzetta.

Il cambio ai vertici di Pixartprinting, che ha visto la nomina di Paolo Roatta a direwttore generale e Alessio Piazzetta nel ruolo di Plant Manager, si conferma all’insegna della continuità nella strategia che ha permesso al W2P veneziano di affermare negli anni la propria leadership.

«Negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita continua a doppia cifra con tassi di profitto elevati – afferma Alessandro Tenderini, CEO di Pixartprinting fino allo scorso 31 ottobre – i nuovi manager del CdA sono stati scelti per garantire una coerenza con il percorso storico e con il DNA di una realtà unica nel suo genere, introducendo al contempo nuove idee e competenze che arrivano da esperienze in altri settori».

La ricetta del successo di Pixartprinting si basa su intuizioni strategiche e operative che le hanno permesso di reinventarsi continuamente, come racconta Paolo Roatta: «Il cuore dell’azienda è composto da due parti: la produzione & tecnologia che si fonde perfettamente con il marketing & sales, i cui battiti sono sincronizzati per dare vita a nuove soluzioni in grado di anticipare le richieste del mercato».

Innovazione di prodotto

La sinergia perfetta tra realtà produttiva e marketing è la leva competitiva su cui si fonda il modello di business di Pixartprinting. L’innovazione di prodotto, ottenuta grazie all’implementazione continua della produzione, è al centro di questa strategia e permette di aggiungere continuamente nuove linee di ricavo che alimentano il percorso di crescita. Realizzare prodotti personalizzati in quantitativi sempre più ridotti a prezzi paragonabili a quelli delle alte tirature, permette di intercettare una domanda che prima non esisteva e di raggiungere clienti che non immaginavano di poter accedere a questo tipo di offerta.

«La capacità di creare nuovi mercati ci dà la libertà di determinare i prezzi e di ottenere marginalità interessanti che possono essere reinvestite al fine di consolidare i trend di crescita che registriamo da tempo – dice Roatta – considerando che sul lato della domanda la conversione da tradizionale a digitale è avvenuta solo in minima parte e i volumi di stampa che copriamo rappresentano qualche punto percentuale rispetto al 100% del mercato globale, ci troviamo di fronte a un Blue Ocean, ovvero a un potenziale enorme da sviluppare nel prossimo futuro. Per muoversi in questa direzione intendiamo continuare a lavorare sul prodotto, sincronizzando le nuove proposte con strategie di marketing sempre più evolute».

Espansione internazionale

L’imprinting dell’azienda consiste nel mantenere l’attenzione sul cliente, soprattutto in un mercato sempre più affollato. Se nel 2000 Pixartprinting è stata pioniera di un cambiamento epocale, proponendosi per prima in Italia come Web-to-print puro, oggi lo scenario è molto cambiato e ci sono numerose realtà che operano online. Per mettere in campo un modello di gestione del business che consolidi l’espansione internazionale è necessario giocare una partita diversa. Questo è l’obiettivo del nuovo management, come spiega Paolo Roatta: «Intendiamo espandere il nostro modello vincente non solo in Italia e nei Paesi in cui siamo già leader come Spagna e Portogallo, o ai primi posti come in Francia, ma anche nel resto d’Europa e oltre, puntando su mercati con grandi potenzialità». Questa prospettiva di sviluppo fa leva sul reparto produttivo di cui la tecnologia costituisce la spina dorsale, oggi sotto la regia di Alessio Piazzetta.

Innovazione tecnologica

L’innovazione tecnologica in Pixartprinting è animata da uno spirito diffuso in azienda a tutti i livelli orientato alla continua ricerca di qualcosa di nuovo. Quando si intravedono opportunità per accrescere la competitività, c’è una fortissima spinta a implementare nuove soluzioni, analizzando tutte le proposte presenti sul mercato e molto spesso reingegnerizzando tecnologie standard per adattarle alle esigenze specifiche. È noto che i sistemi che costituiscono il parco macchine aziendale non hanno più di tre anni di vita, proprio grazie al continuo rinnovamento.

«Di recente, per esempio, abbiamo deciso di dotare l’installato offset di sistemi con tecnologia UV Led per l’essicazione degli inchiostri – conferma Piazzetta – stiamo inoltre approfondendo le nostre competenze nel taglio laser e in altre tecnologie innovative proprio per adottare soluzioni che ci permettano di anticipare i tempi ed essere sempre più competitivi».

Partnership strategiche

«Una grande eredità che intendiamo consolidare è l’eccezionale capacità di Pixartprinting di strutturare il business costruendo partnership strategiche con i fornitori – sottolinea Piazzetta – capacità questa, che fa leva sull’innovazione tecnologica e si basa sull’abilità di individuare soluzioni efficaci innescando una reciproca scommessa sul futuro, sia con produttori di macchinari sia di materie prime». Un’esperienza riconosciuta a livello globale da Cimpress, tanto che lo stabilimento di Quarto d’Altino, che occupa una superficie di 27.000 m2, è considerato Pilot Plant del Gruppo, ovvero la sede dove implementare e introdurre nuove tecnologie e processi da sviluppare e portare a maturazione per poterli esportare in altri siti produttivi del network.

Marketing evoluto

Nella realtà dai due cuori anche il marketing, analogamente ai reparti produttivo e finanziario, si alimenta di tecnologia, innovazione e passione. «Il fatto che un’azienda produttiva italiana come la nostra possa vantare al proprio interno un reparto marketing che a oggi conta 40 addetti rappresenta un’anomalia positiva che si traduce in un vantaggio competitivo importante – spiega Andrea Pizzola, direttore vendite e marketing. «Perseguiamo una strategia di marketing olistico con la creazione di strumenti e contenuti estremamente evoluti e fortemente orientati al Web, finalizzati a targettizzare i nostri clienti e tutta la base utenti che entra in contatto con noi».

Il Gruppo Cimpress

«Fare parte di un network globale come Cimpress ci offre l’opportunità di beneficiare delle economie di scala di una realtà più ampia, che si traducono in vantaggi per i nostri clienti» racconta Piazzetta. Un vantaggio è certamente la possibilità, da parte delle aziende che ne fanno parte, di mettere reciprocamente a disposizione tecnologie implementate nei rispettivi siti produttivi dislocati in tutto il mondo e know-how acquisito dai diversi team, dando vita a uno scambio proficuo di competenze. Creare un’infrastruttura condivisa a livello globale è una premessa che consente al nuovo management di Pixartprinting di affrontare il futuro con prospettive proiettate verso opportunità di crescita sempre più ampie.

Benny Landa imprenditore del decennio

Title: Benny Land_KK53 Subtitle: Benny Landa - Chairman & CEO of Landa Corp Client: Landa Corp Location: At the Landa Corp Building – 3 Pekeris St. Park Tamar – Rehovot 76123 - Israel Created: Thursday 09.080.2012 E-mail: benny.landa@landa-corp.com Tel/Fax: 972-77-344-4448

Title: Benny Land_KK53 Subtitle: Benny Landa  - Chairman & CEO of Landa Corp Client: Landa Corp Location: At the Landa Corp Building – 3 Pekeris St. Park Tamar – Rehovot 76123 - Israel  Created: Thursday 09.080.2012 E-mail: benny.landa@landa-corp.com    Tel/Fax: 972-77-344-4448

Benny Landa è stato premiato come imprenditore del decennio da Globes, quotidiano economico israeliano. Le ragioni del riconoscimento sono facili da rintracciare e sono contenute nella storia umana e imprenditoriale di questa figura, tra le più note nel settore della stampa mondiale. Landa ha inventato il processo di stampa digitale Indigo utilizzando una tecnologia toner liquido, che ha lanciato a Ipex nel 1993 e poi venduto ad Hp per 830 milioni di dollari solo otto anni più tardi. L’imprenditore ha rivelato che al tempo pose come condizioni di vendita che Hp non spostasse la produzione in Cina, ma rimanesse in Israele, dove tale produzione oggi rappresenta un notevole 0,5% del Pil della nazione. Oggi la sua società, Landa Digital Printing, sta cercando di mettere a punto una tecnologia di stampa a getto d’inchiostro altrettanto radicale con la nonografia. Landa prevede di spedire le prime macchine nonografiche l’anno prossimo, raggiungendo un livello di scala tale da coprire almeno l’1% del Pil. La stampa nanografica è stato mostrata per la prima volta in occasione di drupa quattro anni fa e attualmente il suo sviluppo non è ancora terminato. Tuttavia all’ultima drupa Landa ha annunciato al pubblico che il beta testing si terrà a breve. Del resto, durante la fiera di Düsseldorf Landa Digital Printing ha firmato un enorme numero di ordini, tra cui offerte di alto profilo con giganti dell’industria come Cimpress e Quad/Graphics. Se Landa riuscisse a finalizzare gli sforzi della sua ricerca, la nonografia potrebbe diventare la più importante tecnologia di stampa, dal momento che promette la qualità dell’offset, ma senza lastre o tempi di avviamento.

Landa è anche uno dei maggiori investitori in tecnologia di Israele: una fetta consistente del suo patrimonio di 830 milioni di dollari è stato accantonato per iniezioni in start up tecnologiche israeliane. Del resto l’imprenditore sostiene che la sua leva motivazionale non è mai stata il danaro, ma piuttosto il desiderio di creare opportunità di produzione e di occupazione sostenibile nel suo Paese. E a questo proposito si dice amareggiato che l’attuale generazione di imprenditori israeliani sia più individualista e interessata al solo proprio business.

Per un’idea più completa su Benny Landa, vi rimandiamo alla lunga intervista apparsa su Globes, Israel business news il 29 settembre scorso.

SME Instrument: ecco quali PMI raccolgono oltre 57 milioni di euro di finanziamenti europei

 

Negli ultimi tre anni (2014-2016) le piccole e medie imprese (PMI) di Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte si sono aggiudicate il 70% degli 82 milioni di euro erogati all’Italia per ricerca e innovazione attraverso lo SME Instrumentlo strumento di finanziamento di Horizon 2020 per le PMI. Lo rileva un Rapporto di Aster, società della Regione Emilia-Romagna per l’innovazione e la ricerca industriale, presentato durante l’evento (organizzato da Aster, Enea, Confindustria ER nell’ambito delle attività dell’Enterprise Europe Network, la rete europea a sostegno delle PMI) L’Europa premia l’innovazione, cui hanno partecipato anche varie aziende beneficiarie dei finanziamenti UE.

«In Italia – spiega Paolo Bonaretti, direttore generale di Aster – abbiamo imprese in grado di fare buoni progetti innovativi e ottenere i finanziamenti per portarli avanti. Un dato sicuramente positivo sono le buone performance delle start up innovative, che rappresentano il 21% delle PMI beneficiarie dello SME Instrument, segno che il fenomeno start up è rappresentato da imprese con concrete capacità progettuali e in grado di affrontare le sfida del mercato e la competitività europea. Aster, attraverso lo sportello Apre, è in prima linea nell’offrire alle aziende del territorio servizi di orientamento e accompagnamento per accedere ai finanziamenti europei».

Le Regioni a confronto

Le regioni più attive per numero di progetti finanziati sono state, nell’ordine, la Lombardia, con 104 progetti (119 beneficiari), l’Emilia-Romagna con 63 progetti (67 beneficiari), il Lazio con 42 progetti (48 beneficiari), la Toscana con 23 progetti (24 beneficiari) e il Veneto con 18 progetti (18 beneficiari). Le regioni con meno progetti finanziati sono state l’Abruzzo (5), il Friuli Venezia Giulia, la Sicilia e la Sardegna (4). Ultima con 3 progetti la Valle d’Aosta. Secondo l’analisi realizzata da Aster, le piccole e medie imprese dell’Emilia-Romagna hanno raccolto il 12% delle somme erogate in Italia, cioè circa 10 milioni di euro.

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Milano, Roma e Bologna le prime tre province italiane. A livello provinciale Milano (59 beneficiari) conferma la sua leadership e Roma insegue (42) incalzata da Bologna (38) che ambisce a essere una delle capitali dell’innovazione. Tra le province di medie dimensioni si distingue Reggio Emilia, che con 13 soggetti beneficiari è al quinto posto dopo Torino (17). Pisa, prima provincia del Centro, ha 10 imprese beneficiarie ed è al settimo posto insieme a Monza Brianza. Al sesto posto troviamo Brescia (11) e al nono Bergamo e Varese, entrambe con 8 beneficiari. Cosenza, undicesima a livello nazionale, è la prima provincia del Sud per numero di soggetti che hanno beneficiato dei finanziamenti UE per ricerca e innovazione. Stessi numeri della provincia calabrese si registrano anche a Genova e Pavia.

«Horizon – spiega Alberto Di Minin, delegato nazionale del Miur-Comitato di programma PMI e Accesso alla finanza – si sta dimostrando un formidabile laboratorio di innovazione per le PMI. Le aziende italiane stanno contribuendo con generosità progettuale e stanno portando a casa contributi e riconoscimenti importanti. Nostro ruolo è quello di continuare a monitorare il lavoro della Commissione e suggerire la strada migliore da seguire, anche nei lavori di sviluppo dei prossimi programmi.»

A livello nazionale i temi di ricerca su cui le imprese partecipano di più sono trasporti (67), nanotecnologie (60) ed efficienza energetica (58). A livello regionale, le partecipazioni delle imprese della Lombardia riguardano il tema trasporti (28), nanotecnologie (24) ed eco-innovazione (17), un settore che è al centro anche di 14 partecipazioni in Emilia-Romagna. In questa regione sono numerosi anche gli interventi in nanotecnologie (21) e efficienza energetica. Le PMI laziali concentrano le loro partecipazioni sul tema trasporti ed efficienza energetica (9 per entrambi). In Veneto le imprese puntano sull’agroalimentare (5 partecipazioni) mentre in Toscana su efficienza energetica (5).

Italia Vs Europa

Nel triennio considerato i fondi complessivamente erogati dall’Europa per le piccole e medie imprese sono stati circa 800 milioni di euro, di cui il circa il 10% in Italia.

La Spagna primeggia sia per numero di progetti approvati (432) sia per numero di beneficiari (451). Al secondo posto l’Italia che con 326 progetti (e 378 beneficiari) supera l’Inghilterra (282 progetti, 298 beneficiari) e la Germania (157-171).

Nella classifica, i primi sei paesi europei (Spagna, Italia, UK, Germania, Francia e Olanda) si spartiscono il 67% dei fondi totali.

Sono italiane il 16% delle 2.369 PMI europee beneficiarie dei finanziamenti dello SME Instrument. Secondo l’analisi fatta da Aster, il 77% delle imprese beneficiarie in Europa ha ricevuto finanziamenti in Fase 1. A dividersi il piatto più ricco (Fase 2) dei finanziamenti sono stati 529 beneficiari, nel 19% dei casi imprese spagnole. Il 12% delle imprese che hanno ricevuto i finanziamenti della fase 2 dello SME instrument è inglese, l’11% italiano e solo il 7% tedesco.