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Perché il dato variabile è un mercato in espansione

Ogni studio sulla comunicazione, qualsiasi sia il mezzo utilizzato, concorda sempre su un punto: se il messaggio è rivolto a noi, se possiamo sentirci parte di quel messaggio allora gli prestiamo un frammento di attenzione. Quel frammento è tempo prezioso e per questo motivo il contenuto del messaggio deve avere un valore chiaro, commisurato e significativo per chi lo riceve, perché sprecare il tempo in cose per noi inutili ci infastidisce.

Consideriamo la rapida evoluzione e trasformazione del mercato e delle conseguenti richieste da parte delle aziende quali pressioni generano sui responsabili del marketing; a loro è delegato il compito di trasmettere messaggi complessi a un pubblico diversificato, su un numero sempre crescente di canali, raggiungere rapidamente il mercato e produrre risultati commerciali misurabili; sanno che devono continuamente fornire contenuti di qualità e trovare idee creative perché hanno un forte impatto sul modo in cui una campagna viene percepita dal pubblico di riferimento al quale è destinata; devono fare letteralmente i conti con l’attenzione rivolta alla gestione dei costi complessivi e con la misurazione in termini di ritorno dell’investimento.

Questo mix ha progressivamente portato a semplificare le proprie proposte di mix marketing, spostando l’attenzione sui canali digitali tramite i quali è possibile comunicare direttamente e in modo personalizzato con un vasto pubblico in tempi rapidi e con misurazioni immediate. Ma i risultati dicono che le campagne di e-mail di massa non producono la risposta attesa sui tassi di conversione e che il coinvolgimento degli utenti nel mondo digitale è basso e sporadico. D’altronde l’iperstimolazione e l’iperspecializzazione delle informazioni ha portato molti utenti a iscriversi a siti, newsletter, community che dopo un iniziale tensione partecipativa vedono il progressivo scemare del coinvolgimento degli utenti; così quello che per un azienda può essere un canale attrattivo per veicolare il proprio messaggio rischia di entrare nelle frustrazioni dell’utente che vede progressivamente riempirsi la casella di posta e aumentare i feed di segnalazione, ma si trova impossibilitato a seguirle per mancanza di tempo.

Anche il medium non aiuta perché se è indubbia la versatilità nel veicolare scrittura, elementi visivi animati, grafiche, possibilità di approfondimento e collegamento, costruire velocemente documenti raccogliendo informazioni e fonti, lo stesso mezzo limita il tempo utilizzabile;  lo stesso strumento di consultazione è al tempo stesso strumento di lavoro, di comunicazione e svago e come tale aperto alle molteplici sollecitazioni provenienti da questi ambiti, di cui ognuno prende il suo frammento di tempo.

Di fronte a un gigante di opzioni come la comunicazione in digitale, la stampa per comunicare ha subito un impatto senza precedenti che ha portato a una progressiva e costante riduzione degli investimenti da parte delle strutture marketing. Limiti tecnici, ridotta flessibilità, un quadro costi/diffusione inadeguato, difficoltà nel calcolare la giusta misurazione di efficacia della campagna sviluppata, bassa interazione con i destinatari. Sono questi alcuni degli elementi che hanno progressivamente allontanato le società di comunicazione dal considerare la produzione stampata un mezzo di reale investimento per costruire relazioni con i propri e futuri clienti.

Tuttavia, i dati legati alla comunicazione digitale parlano di un crescente numero di richieste di annullamento della sottoscrizione alle newsletter, sempre maggiore ricorso a sistemi digitale di ad-blocking, filtri antispam restringenti, e si registra la necessità di ridurre il numero di e-mail e feed che si ricevono. Allo stesso tempo gli attori della comunicazione sanno che il digitale ha uno spazio ridotto a poche righe di titolo o di body per far aprire la comunicazione e sanno che le campagne di e-mail marketing e social a tappeto hanno e avranno numeri sempre più ridotti di conversione. E questo sta progressivamente riportando interesse all’utilizzo della stampa come veicolo per ampliare lo spazio di comunicazione.

Emerge chiaramente che la personalizzazione è il passaggio chiave che rende efficacie la comunicazione, portando al cliente contenuti mirati e specifici; il semplice incorporare il nome del destinatario in varie parti di una comunicazione aumenta certamente la lettura, ma manca dell’elemento di coinvolgimento reale, del senso di “utilità” che un potenziale cliente nominato si aspetta. I clienti sono consapevoli che hanno fornito e fornisco una grande quantità di informazioni a cui le aziende hanno accesso e per questo si aspetta una comunicazione che rifletta questo livello di conoscenza, che faccia un uso efficace dei dati le sono stati affidati.

Alcune aziende stanno imparando come sfruttare questa conoscenza per creare comunicazioni veramente personalizzate che riflettano le preferenze, i bisogni e i comportamenti dei consumatori, creando relazioni one-to-one di fiducia con ciascuno di loro clienti perché forniscono valore al tempo che il cliente ha “speso” per leggere quella comunicazione. Questo risultato è ottenuto lavorando su un mix di canali di comunicazioni che usano sia il canale digitale (e-mail marketing, social, video, ecc…) sia la stampa massiva e infine la stampa personalizzata. La scelta del mix e il peso dei canali è legato al target di riferimento, all’oggetto della comunicazione, ai budget disponibili, ma tutti sono accomunati da un alto livello di personalizzazione.

Questo sviluppo della comunicazione va sotto il nome di omnicanalità e multicanalità ed è tale la loro necessità e complessità nella gestione che hanno richiesto lo sviluppo di figure professionali con competenze tecniche dedicate in grado di far interagire e operare l’intero mix.

Il problema e l’opportunità della stampa

Dal punto di vista degli operatori della comunicazione il limite della stampa verso il digitale è dato dalla misurabilità e dalle evidenze di efficacia. Pur essendo consapevoli che le campagne stampa hanno la loro efficacia i tempi di rilevamento e il portato numerico di queste campagne è sempre distante da quanto può fornire una qualsiasi strumento digitale. È nel mix di canale che la stampa si avvalora e che supera in efficacia tutti gli altri canali perché ha un ruolo chiave legato alla sua fisicità e immediatezza di lettura. Il 60% delle persone che riceve una comunicazione stampata personalizzata legge tutto il documento prima di decidere se buttalo mentre per comunicazioni digitali è il 47%. Se per le comunicazioni digitali abbiamo un veloce riscontro di efficacia lo spazio fisico di comunicazione è ridotto la lettura immediata per evitare di essere sommersi dalle molteplici comunicazioni che arrivano; viceversa, il riscontro dell’efficacia della stampa è più lento, ma la fisicità consente sia la lettura differenziata dalla ricezione sia un maggiore spazio per i contenuti che sono il vero valore di utilità. Ai primi posti dei motivi che spingono un cliente a leggere una comunicazione stampata ci sono i contenuti personalizzati e rilevanti (54%), la familiarità e credibilità del mittente (47%), l’importanza del messaggio contenuto (38%), la facilità di lettura (38%), alta qualità di carta, impaginazione e immagini (18%).

L’opportunità data dalla comunicazione stampata, all’interno di un mix di canale, è la risposta alla richiesta delle aziende di trasmettere informazioni complesse e strutturate a un pubblico realmente interessato. Lo stampatore oggi ha la possibilità di offrire molteplici opzioni di stampa personalizzata e deve presentarle con autorevolezza e competenza ai propri clienti e ai nuovi; per farlo vuol dire avere sviluppato competenze nella gestione della stampa dei dati, nella gestione dei supporti, nella gestione della logistica e iniziare a usare appieno le tecnologie già disponibili in azienda sia analogiche sia digitali.

Le tecnologie di stampa digitale oggi consentono di personalizzare prodotti già stampati o produrre da zero stampati su molteplici supporti cartacei e sintetici, in quadricromia classica ed estesa, con colori metallizzati, fluorescenti, su piccolo e grande formato, con nobilitazioni e abbellimenti on demand e che seguono i dati personalizzati, offrendo la possibilità di partire da un direct mailing efficace e arrivare a creare un’identificazione su scatole, manifesti, abbigliamento. Un potenziale di crescita e sviluppo ampio che può soddisfare le richieste di mittenti e destinatari della comunicazione e che rappresenta uno sviluppo e una produzione continua con contenuti sempre nuovi.

Adecco organizza Rotolito Academy

Adecco, società specializzata nello sviluppo e valorizzazione del capitale umano, e Rotolito, azienda attiva a livello europeo nella stampa di libri, riviste e cataloghi, hanno organizzato la prima edizione della “Rotolito Academy”, un corso di formazione di 80 ore, completamente gratuito, per tutti coloro che sono interessati a lavorare nel mondo delle arti grafiche, ma non dispongono di competenze sufficienti.

Il corso si tiene in presenza presso la sede di Rotolito a Pioltello (MI), dal 10 al 21 gennaio 2022 e la docenza è stata interamente aziendale. L’Academy nasce con lo scopo di inserire i giovani nel mondo del lavoro, anche attraverso contratti di apprendistato, e creare sinergie con scuole perché i loro studenti potrebbero ottenere concrete opportunità di lavorare nel settore che preferiscono. Da qui l’incontro e la volontà di collaborazione con l’Istituto Rizzoli per l’insegnamento delle arti grafiche, Artigianelli Piamarta e Salesiani di Milano. «L’implementazione di iniziativa come l’Academy Rotolito hanno il ruolo altamente qualificato per connettere il mondo della formazione e quello del lavoro, colmando così il mismatch che ad oggi ancora persiste. I percorsi di formazione ad hoc costituiscono un canale privilegiato per l’ingresso nel mondo del lavoro e danno così un contributo importante nel contrasto alla disoccupazione giovanile» commenta Chiara Buizza, people advisor di Adecco.

Sappi pubblica i risultati del sondaggio sul marketing Sappi/Kantar 2021 con una rivista full colour

L’anno scorso, Sappi ha incaricato Kantar – società di consulenza globale di analisi dati – di intervistare oltre 1.200 specialisti di marketing per sondare cosa conti davvero nel marketing nell’era post-pandemica.

La ricerca – focalizzata su cinque Paesi europei (Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito) oltre agli Stati Uniti – ha fornito dati fondamentali e informazioni preziose sugli sviluppi del marketing in chiave moderna.

Per Sappi è ora giunto il momento di pubblicare i risultati di questo sondaggio con una pubblicazione destinata ad attirare attenzione: “Uno sguardo sul futuro del marketing (e il ruolo sorprendente della stampa)”.

La lettura fornisce spunti illuminanti per ottenere il massimo dagli ultimi marketing trend, tra cui:

  • Come massimizzare il ROI dell’investimento marketing
  • Perché, oggi, la fiducia è così importante per i consumatori e come sfruttarla a pieno
  • Come impostare efficacemente campagne di Agile Marketing
  • Il ruolo dell’economia circolare nel garantire la sostenibilità nel marketing

Conor Evers, responsabile marketing di Sappi Europe, ha commentato: “Siamo certi che la stampa possa giocare un ruolo determinante nel moderno marketing mix. I risultati del nostro sondaggio e le storie di successo che abbiamo raccolto nella nostra pubblicazione lo confermano. È tempo di abbandonare le ormai vecchie e superate credenze del marketing sulla carta stampata e mostrare come invece la stampa possa giocare un ruolo chiave, insieme agli altri media, per promuovere un brand, rendendolo distintivo rispetto alla concorrenza”.

Questa pubblicazione di Sappi è l’ultima di una serie di contenuti aggiornati con cui i professionisti del marketing possono esplorare le infinite possibilità della stampa nel moderno media mix.

Per richiedere una copia: https://www.sappipapers.com/it/futuro-del-marketing

Grafiche Morbegnesi festeggia il nuovo anno con una nuova digitale Heidelberg Versafire 5 colori

Grafiche Morbegnesi è un’azienda grafica con sede a Morbegno che opera attivamente nella provincia di Sondrio e in tutta la Valtellina.

Negli ultimi anni Grafiche Morbegnesi ha continuamente aggiornato il proprio parco macchine che oggi spazia dall’offset al digitale stampando ogni tipo di materiale dalla carta al tessuto.

“L’acquisto di una macchina Heidelberg Versafire EV White&Clear è un investimento che ritengo strategico per completare la nostra offerta digitale che ci consente di proporre alla nostra clientela una vastissima varietà di prodotti – dalle brochure ai libri, dalle etichette alle scatole”, racconta Enzo Salvato, titolare dell’azienda.

Grafiche Morbegnesi vanta una lunga esperienza nella progettazione grafica tanto che il suo motto è “diamo forma alle tue idee anche le più strane” così da aiutare i clienti nella realizzazione dei loghi aziendali, nella pubblicità e nella comunicazione. “Diamo importanza a ogni piccolo particolare, cosicché i prodotti che stampiamo possano meglio valorizzare le richieste dei nostri clienti, oggi ancora di più con l’arrivo della nuova digitale Heidelberg”, aggiunge Salvato.

“Versafire EV di Heidelberg con i suoi colori speciali, che possono essere stampati prima o dopo la quadricromia, amplia notevolmente le applicazioni possibili rilasciando un output molto accattivante che consente di realizzare prodotti unici in un solo passaggio”, commenta Luca Ceriani di Heidelberg Italia.

 

 

Webinar HP: come ottenere un vantaggio competitivo con l’inchiostro bianco HP Latex White Ink

Si avvicina il prossimo webinar a livello europeo di HP. L’appuntamento da non perdere è fissato il 25 gennaio 2022 alle 11:00. L’evento si concentrerà sulla tecnologia dell’inchiostro bianco HP Latex e su come dare impulso alle aziende con nuove applicazioni redditizie.

L’incontro parlerà dell’integrazione dell’inchiostro bianco come parte di un’offerta di servizi di stampa e di come questo può offrire alle aziende un vantaggio significativo sui loro concorrenti. Ascolteremo le testimonianze di diversi clienti che utilizzano direttamente l’inchiostro bianco HP, che ci aiuteranno a sviluppare una visione di come la tecnologia può essere utilizzata per una serie di nuove applicazioni redditizie.

Il webinar, che sarà ospitato in inglese, sarà anche completamente accessibile per gli stampatori italiani e stranieri, grazie alla possibilità di traduzione simultanea del contenuto.

Il fornitore di servizi di stampa britannico PressOn, l’azienda di stampa russa Zeytz e lo studio spagnolo di design grafico, marketing e pubblicità Print Zone mostreranno come l’uso della tecnologia dell’inchiostro bianco di HP li abbia aiutati ad andare avanti rispetto alla concorrenza nei loro rispettivi mercati.

La sessione includerà anche una dimostrazione dal vivo delle stampanti HP Latex serie R e HP Latex 800W e mostrerà le applicazioni per le quali l’inchiostro bianco può essere utilizzato, come la grafica per finestre, la segnaletica e le applicazioni decorative.

Inoltre, i partecipanti avranno l’opportunità di discutere direttamente con gli esperti di HP durante una sessione di Q&A dal vivo alla fine del webinar.

Secondo Vesela Asenova, webinar&event planner di HP: “Abbiamo formulato questo webinar per mostrare come l’ultima tecnologia e l’innovazione all’avanguardia di HP possono aiutare i PSP. Raggiungendo risultati sorprendenti, l’inchiostro bianco HP Latex permette ai PSP di distinguersi dalla folla con un bianco ad alta opacità che resiste all’ingiallimento nel tempo per applicazioni su supporti sia trasparenti che colorati. Questa tecnologia permette alle aziende di stampa di creare grafiche che lasciano un impatto duraturo e forniscono il potenziale per margini migliori”.

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Caro energia, i settori energivori a rischio chiusura chiedono al Governo misure immediate

I settori manifatturieri italiani si trovano a fronteggiare un drammatico aumento dei costi delle commodity energetiche, che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di molte imprese. Il prezzo dell’energia elettrica continua a registrare valori record: nelle prime due settimane di dicembre ha raggiunto il picco storico di 374 €/MWh (+280% rispetto al valore di gennaio 2021; +650% rispetto a gennaio 2020). Anche le quotazioni del gas naturale stanno registrando degli andamenti di crescita esponenziale: il prezzo della commodity in Italia è cresciuto di oltre il 671% da novembre 2020 a novembre 2021, e le quotazioni al principale hub europeo hanno superato negli ultimi giorni i 180 €/MWh.

Questa situazione comporta per la manifattura italiana un drastico incremento dei costi per la fornitura di energia, che impatta principalmente sui settori ad alta intensità energetica: le industrie dell’acciaio, della carta, del cemento, della ceramica, della chimica, delle fonderie e del vetro e della calce sono nella concreta impossibilità di proseguire con le attività produttive.

Una situazione paradossale, considerando che gli ordinativi sono ai massimi degli ultimi anni e ben oltre i livelli immediatamente pre-pandemia. A questo si aggiunge il fatto che i margini sono erosi completamente da costiche non possono essere trasferiti a valle sui clienti.

Le industrie energivore hanno lanciato il loro grido d’allarme in occasione di una conferenza stampa svoltasi il 27 dicembre 2021, presso Fonderia di Torbole, in provincia di Brescia.

Il fronte imprenditoriale era rappresentato da Fabio Zanardi ed Enrico Frigerio (rispettivamente presidente e vicepresidente di Assofond), Roberto Vavassori (vicepresidente di Anfia), Michele Bianchi (comitato presidenza di Assocarta) e Franco Gussalli Beretta (presidente di Confindustria Brescia), cui si sono aggiunti in collegamento Giovanni Savorani (presidente di Confindustria Ceramica), Roberto Pierucci (comitato presidenza di Assovetro) e Davide Garofalo (consigliere di Assomet).

Il mondo della politica e delle istituzioni ha visto invece la presenza del sen. Matteo Salvini e degli assessori allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, e (in collegamento) di Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla.

Le imprese dei settori energivori hanno un ruolo chiave nel tessuto industriale italiano: generano 88 miliardi l’anno di valore aggiunto, con una forte vocazione all’export che vale circa il 55% del loro fatturato, e sostengono 350.000 posti di lavoro diretti, numero che raddoppia a 700.000 persone calcolando anche l’indotto. La prospettiva per queste imprese è di non riuscire più a garantire ai clienti semilavorati e prodotti e aprire per un gran numero di lavoratori la prospettiva della cassa integrazione. Un rischio ulteriore è che rallenti e fermi l’economia circolare: molti dei settori energy intensive sono, infatti, anche riciclatori di rifiuti e di materie prime secondarie.

Al di là della semplice constatazione di una situazione insostenibile, le associazioni imprenditoriali hanno anche elencato le possibili soluzioni, sia congiunturali sia strutturali, che potrebbero permettere alle imprese per lo meno di non dover affrontare un ulteriore peggioramento nel 2022, dato che lo scenario relativo ai prezzi delle commodity energetiche si annuncia ancora più complesso nei prossimi mesi.

In un momento così straordinario le imprese chiedono interventi immediati. Per mitigare gli effetti devastanti del costo impazzito del gas naturale sui mercati mondiali occorre valorizzare la risorsa del gas nazionale, sia come risposta congiunturale, mediante una procedura di gas release per il periodo invernale, sia creando un meccanismo temporaneo che allochi quote del gas estratto in Italia in sostituzione di gas importato alle imprese a ciclo termico, impegnate nella decarbonizzazione dei loro processi.

Sul fronte dell’energia elettrica deve essere rinviato il capacity market (un nuovo onere che dal 1° gennaio 2022 porterà un aggravio pari a 39,799 €/MWh nelle 500 ore di picco, quelle in cui il sistema ha la maggiore congestione di consumo, e pari a 1,296 €/MWh nelle altre ore) e deve essere data la più ampia applicazione possibile all’art. 39 elettrico. Con uno sguardo di medio periodo serve riformare il mercato elettrico nazionale. I costi energetici crescono e impoveriscono le imprese, produttori e grandi venditori di energia continuano a fare profitti al di sopra di qualsiasi logica di mercato.

In materia di ETS servono i correttivi, anche temporanei, per limitare la possibilità si spinte speculative causate da investitori non industriali. Inoltre va sbloccata la compensazione dei costi indiretti che in Italia sembra essersi arenata.

Crescono i rischi per la tenuta della filiera italiana della carta e della grafica

Nel primo semestre 2021 tutti i valori del complesso dei settori appartenenti alla Federazione Carta Grafica si sono collocati abbondantemente sopra i valori dello stesso periodo del 2020, caratterizzato dagli effetti più pesanti della pandemia, ma restano al di sotto dei risultati del biennio pre-Covid-19.

La ripresa del fatturato (+10,8%), pur apparendo principalmente trainata dalle vendite sul mercato interno (+11,1%), ha potuto contare dal secondo trimestre anche sul recupero di vivacità dell’export (+10,3%), ancora in riduzione nel corso dei primi tre mesi dell’anno. In aumento anche il saldo positivo della bilancia commerciale (+10,5%) che nel 2° trimestre registra il valore massimo dal 2016. Indicazioni generalmente positive, pur con diverse modulazioni, circa gli andamenti del terzo trimestre 2021.

“Nonostante i numeri del 2021 siano nel complesso positivi è forte l’allarme per il rallentamento nelle forniture che frenano la produzione di macchine per l’industria grafica, cartotecnica e di trasformazione mentre il costo del gas – che incide fino al 40% – per i produttori di carta, settore energy-intensive, in questi giorni registra quotazioni di 180 euro al MWh! Non solo prezzi insostenibili per le cartiere, ma anche oscillazioni nelle quotazioni che possono variare anche del 20% dalla sera alla mattina, a causa della speculazione finanziaria” afferma il Direttore di Federazione Carta Grafica Massimo Medugno ”Ciò si riflette sul costo della carta e sull’approvvigionamento della stessa, che si aggiungono a rialzi delle materie prime in genere, degli additivi e dei trasporti in un contesto di perdurante crisi della stampa periodica e commerciale”.

Dalle ultime analisi del Centro Studi di Confindustria riferite allo stesso periodo, emerge un andamento della produzione industriale in rallentamento, seppur consolidando un trend positivo, a causa di alcuni fattori riconducibili ai fattori di produzione e non alla domanda. Anche la Federazione Carta e Grafica sottolinea come, al di là dei processi inflattivi globali sulle materie prime, ci siano ad oggi forti ritardi nelle forniture, ovvero stiano concretizzandosi gravi fattori limitativi della produzione con conseguenti rallentamenti produttivi che portano ad eventuali ritardi nelle forniture.

Situazione che oggi mette nella condizione le aziende della filiera, al di là della volontà aziendale di rispettare gli obblighi assunti dai contratti di fornitura, a non essere sempre nella condizione di organizzare la produzione in funzione degli stessi tempi formalizzati nelle forniture. A questo proposito, una soluzione potrebbe essere quella di organizzare centrali di acquisto, contrattualizzabili da forme snelle quali i contratti di rete, con garanzie Statali, per aumentare il potere negoziale sulle forniture di un tessuto produttivo fatto di piccole e medie aziende.

Intanto il costo del gas rende la gestione d’impresa così difficile che l’imprenditore cartario si trova spesso a valutare anche sospensioni temporanee della produzione. “La fermata degli impianti è un rischio oggettivo che stiamo correndo ma cerchiamo di resistere pur nella progressiva riduzione di marginalità e nell’incertezza di una politica industriale e soprattutto energetica che, purtroppo, ora ci fa navigare solo a vista” aggiunge Medugno. “In questo contesto l’Europa decide di non decidere sui temi energetici e, intanto, il regolatore italiano segue percorsi pauperistici solo nei confronti dei servizi resi dall’industria alla rete nazionale. Ripartono, nel frattempo, le centrali a carbone abbondantemente ripagate dai consumatori italiani”.

Il gas naturale – è bene ricordarlo – rimane l’unica possibilità – a basso impatto ambientale- nella transizione energetica. Le cartiere italiane negli anni hanno investito in impianti di cogenerazione che consentono risparmi importanti in termini di emissioni di CO2 tanto che il 70% delle cartiere che riciclano sia in Italia che in Europa sono alimentate da gas naturale. Il settore potrebbe utilizzare nelle attuali infrastrutture anche biometano e biogas ottenuto sia dai propri scarti di lavorazione sia da quelli provenienti da altre filiere come quella agroalimentare.

Rischiare il fermo, quando non manca la domanda è un paradosso” conclude Medugno “Soprattutto, con l’entrata in vigore, il prossimo 14 gennaio, della Direttiva Plastica Monouso che spingerà verso imballaggi rinnovabili e più sostenibili, grazie all’ottimo recepimento fatto dal Governo Italiano”.

Dato variabile: scarica lo speciale gratuitamente!

Stampa dati variabili: è tutto chiaro? A questa domanda, speriamo di dare una risposta ampia e articolata negli articoli dello speciale di dicembre dedicato a un mondo in grande fermento.

Da una parte ci sono le tante richieste dei brand owner che hanno la necessità di personalizzare la comunicazione verso i propri clienti variando di copia in copia i testi e le immagini avendo, allo stesso tempo, la garanzia di un’ottima qualità di stampa a dei costi sostenibili. Dall’altra ci sono i fornitori di tecnologia che di anno in anno propongono nuove macchine e nuovi software allargando così il ventaglio di possibili applicazioni.

Ne è un esempio la nobilitazione, che evolvendo verso il digitale, consente di realizzare prodotti fino a poco tempo fa impensabili; per il grande evento del Super Bowl, sono stati realizzati biglietti nobilitati e sempre nel campo del collezionismo delle figurine esistono applicazioni in cui la personalizzazione è stata realizzata mediante l’applicazione del foil.

Ci sono poi campi dove il dato variabile non svolge più la funzione di semplice grafismo comunicativo ma assume il ruolo di mezzo per certificare l’autenticità di un prodotto. Combinando tra loro stampa digitale, dato variabile, inchiostri invisibili e qrcode è possibile aumentare il controllo dell’etichettatura dei prodotti di marca al fine di contrastare il fenomeno della contraffazione.

Ma se le tecnologie ci sono, e l’aspetto economico lentamente sta rendendo la stampa dei dati variabili accessibile a una vasta platea di clienti, la vera sfida sembra giocarsi sull’utilizzo dei dati e sulla capacità degli attori coinvolti, brand owner – agenzie – stampatori, di creare campagne realmente personalizzate, nelle quali il contenuto di ciò che si riceve nasce da una attenta analisi dei comportamenti dei consumatori.

Insomma tante novità e opportunità per tutti coloro che abbiamo in mente una strategia e l’intenzione di investire in formazione per restare al passo con una tecnologia sempre in evoluzione.

Confindustria Toscana Nord, prezzi energetici fuori controllo

Le proiezioni del mercato del gas sono chiare e, nonostante una certa volatilità, danno indicazioni univoche: i già elevatissimi prezzi attuali, che si collocano per la materia prima intorno a 1,20 euro al metro cubo, sono destinati a crescere a gennaio di un ulteriore 40%. Quanto accaduto, con l’ennesima impennata dovuta alla contrazione dei flussi provenienti dal gasdotto Yamal-Europe, è una drammatica conferma di un quadro che era comunque già evidente. Per comprendere la gravità della situazione si consideri che prima dell’inizio di questa galoppata dei prezzi la quotazione del gas era intorno ai 20 centesimi al metro cubo, vale a dire 8 volte di meno di quanto si prospetta nelle prossime settimane.

Soprattutto nel caso dell’Italia, che produce gran parte dell’energia elettrica in centrali a gas, il prezzo elevato di quest’ultimo trascina con sé anche la bolletta dell’elettricità, per la quale si registra un incremento di prezzo da gennaio ad oggi del 130% nonostante l’intervento del governo sugli oneri di sistema.

“La situazione è sempre più pericolosa per le aziende ad alta intensità di consumi energetici – commenta con preoccupazione il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini -. Il rischio che corriamo, e che già oggi è una pesante realtà, è di una ripresa senza margini o addirittura in perdita. In sostanza le aziende lavorano sì, anche intensamente, ma rischiano di avere bilanci con segno meno anche consistente, fino al punto di destabilizzarle in maniera irreversibile. Una prospettiva di eccezionale gravità, non sempre ben capita dalle autorità e dall’opinione pubblica. Le soluzioni sono impervie, ma imprescindibili: in prospettiva assumere la questione energetica come priorità assoluta nelle politiche del paese, aumentando il più possibile la produzione nazionale di gas e gestendo la necessaria transizione ecologica con pragmatismo ed efficienza. Fondamentale anche il ruolo, economico e politico, dell’Unione Europea nelle sue relazioni con i paesi produttori. Nel frattempo comunque occorre tamponare l’emergenza in atto alleggerendo il più possibile la pressione sulle aziende ad alta l’intensità di consumi energetici e in generale su tutte le aziende, che, praticamente senza eccezione, risentono negativamente di questa situazione. Un obiettivo, questo, a cui possono concorrere sia i decisori pubblici, ad esempio mettendo a disposizione gli stoccaggi di riserva del gas e riducendo le imposizioni fiscali a carico delle aziende sull’energia elettrica, sia il contesto economico, dalle filiere in cui le aziende si collocano al mercato, che in molti casi non potrà non farsi carico di questi aggravi. Occorre insomma che gli aumenti siano assorbiti in maniera diffusa e non concentrati sulle sole aziende energivore, pena gravi dissesti dell’intero sistema produttivo e della situazione occupazionale”.

Assemblea d’autunno Gifasp 2021: rispondere alla crisi

All’interno del settore degli astucci e delle scatole pieghevoli in cartoncino, rappresentato da Gifasp, le migliori performance nel pieno del difficile periodo pandemico sono appannaggio del segmento del general packaging e delle medie imprese, come dimostrano i dati 2020 presentati all’ultima Assemblea d’autunno del gruppo. Nei prossimi mesi si lavorerà al recupero dei volumi di fatturato del comparto cosmetico e al problema del reperimento della materia prima cellulosica.

Intanto prosegue il successo di Gifasp Academy con l’obiettivo di formare i soci e di allargare la base associativa.

La particolarità del periodo che stiamo vivendo impone uno sguardo diverso anche alle dinamiche economiche di settore. Accade quindi che se, in contingenze normali, una notizia sarebbe stata poco confortante, nel pieno degli effetti di una crisi pandemica la stessa diventi positiva. Concludere il 2020 con un -2% rispetto all’anno precedente significa avere ottenuto risultati decisamente migliori rispetto all’industria manifatturiera italiana, che ha chiuso l’anno a quasi -13%.

È quanto accaduto al settore degli astucci e delle scatole pieghevoli in cartoncino, rappresentato in Assografici dal gruppo Gifasp.

Diventare più resilienti

L’Assemblea d’autunno Gifasp 2021, che si è tenuta lo scorso novembre a Bologna, è stata l’occasione per fare il punto sull’andamento del settore. La relazione economico finanziaria, presentata da StudiaBO e basata sull’analisi dei bilanci delle principali aziende associate, ha evidenziato come tutti i cluster merceologici analizzati – ovvero il general packaging, il farmaceutico e il comparto cosmetico – abbiano mostrato performance economiche superiori alla media della manifattura nazionale.

Dunque una buona risposta, nonostante il periodo difficile, ma con differenze a seconda del segmento. In base ai dati dell’analisi, il comparto del general packaging ha saputo preservare i livelli di attività, dimostrandosi in grado di affrontare gli effetti della pandemia e del conseguente lockdown che, al contrario, ha fortemente penalizzato altre realtà. Diverso il caso del segmento cosmetico che è stato maggiormente colpito, subendo una riduzione del giro d’affari a due cifre percentuali.

Si dovrà quindi agire su alcuni comparti più che su altri. «Rispetto a quanto emerso nell’ultima analisi dei bilanci» spiega in merito Fabio Panetta, segretario generale di Gifasp, «occorrerà sicuramente recuperare i volumi di fatturato del comparto cosmetico che sono andati persi per colpa delle perdite sperimentate l’anno scorso durante i diversi lockdown in corrispondenza di un contesto di domanda avverso».

È indubbio che sarà necessario cambiare e adeguarsi a un mercato ormai mutato anche nelle necessità. «Più in generale, il settore dovrà dimostrare di essere resiliente rispetto a probabili future contrazioni dei consumi del commercio al dettaglio e nella grande distribuzione, ovvero quei consumi maggiormente legati e che più risentirebbero di possibili nuovi lockdown dovuti all’epidemia mondiale di coronavirus».

Le sfide

Dalla relazione economico finanziaria di StudiaBO emergono anche altri elementi interessanti. I margini operativi del settore si sono mantenuti su livelli di massimo. Gli analisti non hanno evidenziato differenze significative a livello di specializzazioni merceologiche, mentre, considerando le dimensioni delle aziende, sono state le medie imprese a registrare un migliore andamento rispetto alle piccole. In tutti i casi però le imprese del settore degli astucci e delle scatole pieghevoli in cartoncino hanno avuto nel 2020 livelli di redditività superiori a quelli che mediamente caratterizzano l’industria manifatturiera italiana. La gran parte delle imprese analizzate (88%) ha evidenziato ROI– indici di redditività della gestione caratteristica – positivi.

In definitiva, all’interno del settore, le migliori performanti del 2020 sono state appannaggio del segmento del general packaging – per quanto riguarda il cluster merceologico – e delle medie imprese – per quanto riguarda quello dimensionale.

Chiediamo quindi a Panetta quali siano le sfide che attendono il settore per il 2022. «Dal punto di vista della gestione dei processi produttivi» spiega, «la sfida principale che il settore cartotecnico sta già affrontando da diversi mesi e che sicuramente proseguirà anche all’inizio del 2022 è la difficoltà di reperimento della materia prima cellulosica – senza contare i relativi incrementi dei prezzi – che rende complicata la pianificazione aziendale. Soprattutto in questa fase storica in cui il consumatore finale, e quindi il mercato, richiede imballaggi sempre più sostenibili come quelli in carta e cartone».

Focus formazione

Il congresso bolognese è stato anche l’occasione per presentare il primo documento tecnico nato in seno alla Gifasp Academy. Questa, precisa il segretario generale del gruppo, nasce da un’idea e da un’iniziativa fortemente voluta da Alessandro Tomassini, il presidente di Gifasp. «Il Comitato Tecnico Gifasp, organo incaricato dello sviluppo delle attività tecniche a beneficio delle aziende cartotecniche associate, aveva già iniziato con la presidenza di Emilio Albertini a realizzare proattivamente dei seminari di approfondimento tecnico» prosegue «ed è proprio in tale contesto che nasce la Gifasp Academy: lo strumento con il quale vengono oggi organizzati seminari e webinar intesi a dare formazione alle nuove maestranze in azienda e aggiornamenti agli operatori delle aziende associate su temi legati al processo produttivo degli astucci».

Un progetto che sta dando buoni risultati e che le aziende del gruppo dimostrano di apprezzare. «Il favorire un collegamento tra aziende associate e aziende fornitrici che producono tecnologie, materie prime e offrono consulenze tecniche, sta determinando il successo dell’Academy».

Chiediamo quindi a Panetta di spiegarci cosa le imprese chiedano e cosa gradiscono dell’Academy. «Gli aspetti più apprezzati sono certamente la relazione costruttiva tra le aziende, la possibilità di avere uno spazio formativo di approfondimento, scambio e confronto per le proprie maestranze, l’opportunità di essere proattivamente informati sui temi di maggior interesse del momento». Del resto, aggiunge, «questo è quello che i nostri associati ci chiedono con forza e a cui noi da tempo abbiamo deciso di dedicare tempo e risorse perché crediamo che, assieme ovviamente ad altri servizi, sia la base del valore di un’associazione».

Il primo documento, che è stato presentato al congresso, è destinato alle maestranze delle aziende associate e verte sulle tematiche del rilievo – sia a caldo sia a freddo – e della fustellatura contemporanea con rilievo.

Il temi caldi del 2022

Si attende quindi un 2022 ricco di progetti e di un nuovo ciclo di webinar tecnici. «Proprio in occasione dell’ultimo incontro a Bologna dello scorso novembre» prosegue Panetta «abbiamo relazionato agli associati su quanto realizzato durante il 2021 e chiesto loro quali fossero i bisogni formativi più importanti in questo momento, al fine di realizzare un calendario di seminari per il 2022 sulla base di questi feedback».

Il primo documento tecnico – Vers. 0.1 – che è stato prodotto sulla base di uno degli argomenti approfonditi nel corso del 2021 – ovvero la nobilitazione in cartotecnica – è solo, spiega Panetta, «il primo fascicolo che comporrà la biblioteca formativa che costituiremo in associazione, e sarà nel tempo uno strumento importante per tutti i nostri soci».

Sicuramente tra i temi che il gruppo affronterà nel corso del nuovo anno ci saranno «la fase produttiva della prestampa con approfondimenti sull’evoluzione della sua tecnologia e la gestione dell’immagine. Uno spazio lo dedicheremo alle materie prime per il packaging, con un approfondimento sui prodotti barriera. Parleremo poi di sicurezza informatica e tutela degli artwork».

«Da ultimo, “ma non ultimo”» conclude Panetta «è importante menzionare come, da tutte queste attività rivolte ai soci, nascerà a breve un’ulteriore mission per l’Academy: promuovere questa attività e la nostra associazione in generale presso le aziende che ancora non ci conoscono, ma da cui stiamo già avendo dei ritorni di interesse e desiderio di partecipazione».

I numeri internazionali

Le aziende Gifasp fanno parte del più ampio settore cartotecnico trasformatore nel quale, nel corso degli ultimi anni, l’industria italiana è riuscita a mantenere e confermare la seconda posizione tra i produttori europei, eccellendo anche a livello internazionale nella produzione di cartone ondulato, imballaggi stampati, carte da parati e oggettistica da regalo.

Secondo quanto emerge dal “Report economico statistico 2020-2021” curato dal Centro Studi di Assografici, dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, a febbraio del 2020, le prime cinque posizioni nel settore, per quota percentuale di fatturato sul totale dell’Ue – dei 27 Paesi –, sono occupate da Germania, Italia, Francia, Spagna e Polonia (figura 1).

In totale l’industria cartotecnica trasformatrice europea fattura circa 104,4 miliardi di euro ed è rappresentata da circa 16.500 imprese, con 464.700 addetti (fonte Eurostat).

Per quanto riguarda i dati di produzione, sempre considerando l’Ue27, nel 2020 si è registrato un calo del 3,9% rispetto al 2019, mentre il fatturato è sceso in maniera più consistente, ovvero del 7,9%. Se la Germania e la Spagna hanno sofferto una diminuzione del giro d’affari più forte, pari per entrambe al 8,2%, la Francia ha segnato un -7,3% e l’Italia si è assestata al -3%, l’unica nazione ad avere segno positivo, tra le maggiori del settore, è stata la Polonia, con un +0,4% (figura 2).

Il Regno Unito, invece, ormai extra Ue, ha registrato una diminuzione del fatturato nel 2020 pari al 6,8%.