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Scatolificio Nardini diventa cliente Kolbus

Lo Scatolificio Nardini di Borgo a Mozzano (LU) è la prima realtà italiana a essersi affidata a Kolbus Italia e alla tecnologia di Kolbus Autobox ltd per la produzione di scatole in cartone ondulato tripla onda. La scelta è caduta su AutoBox AB300 Heavy Duty (HD) che presenta il “Glue Flap Crush”, un aggiornamento che consente di pre-schiacciare sia il lembo di colla sia il bordo anteriore su scatole più grandi a doppia e tripla parete. Molte cucitrici e incollatrici non sono in grado di elaborare lo spessore e il peso di questi pannelli più pesanti. Il risultato fornito invece da AutoBox AB300 HD è rappresentato da scatole di qualità migliore, più resistenti e che si impilano di più su un pallet.

Scatolificio Nardini ha ordinato una linea di macchine con alimentatore di cartone completamente automatico (dal pallet), una stampante flessografica e tavoli di uscita estesi. Su scatole di formato più grande, il cliente può ridurre il numero di processi per creare la scatola finita. Utilizzando l’AutoBox AB300 HD, lo Scatolificio Nardini è in grado di produrre scatole monopezzo estremamente grandi, stampate e pronte per la cucitura o l’incollaggio in un semplice processo.

«Sono molto soddisfatto del Glue Flap Crush perché, nella trasformazione della tripla parete, avevo bisogno di un rinforzo in grado di pressare il lembo in modo da avere una migliore qualità e resistenza della scatola finita» spiega Luca Puccetti, titolare dello Scatolificio Nardini. «La soluzione Kolbus soddisfa perfettamente le mie esigenze e le mie aspettative».

«Siamo orgogliosi della prima installazione di una macchina KOLBUS AutoBox HD in Italia e molto felici di essere diventati partner dello Scatolificio Nardini» dichiara Tiziana de Gregorio, Amministratore Delegato, Kolbus Italia. «Il Glue Flap Crush testimonia il continuo sviluppo delle macchine Kolbus Autobox, secondo le specifiche richieste del mercato. Questo è ciò che chiamiamo “Kolbus – Eccellenza in movimento”».

Grafica Veneta prende il controllo di Lake Book Manufacturing

In tempi di pandemia ci sono aziende che non si fermano. Anzi crescono. È il caso di Grafica Veneta un’eccellenza tutta italiana nel settore della stampa di libri a livello europeo, che oggi si espande oltreoceano, rilevando la quota di maggioranza della principale azienda statunitense del medesimo settore, Lake Book Manufacturing storica azienda attiva nella produzione di libri e leader nel mercato americano.

Il gruppo guidato da Fabio Franceschi, grintoso imprenditore padovano che ha trasformato la tipografia del padre nell’azienda con il più alto indice di redditività in Europa, ha dunque tutta l’intenzione di ingrandirsi nonostante i tempi duri. A dir la verità Grafica Veneta, che registra più del 70% del fatturato proprio all’estero, da anni cerca di crescere per linee esterne attraverso acquisizioni di realtà internazionali. Oggi, dopo alcune occasioni sfumate, è la volta buona.

Con questa operazione sarà offerta al mercato una maggiore capacità produttiva. E, grazie alla tecnologia dell’azienda italiana, sempre molto proattiva nello shopping di macchine da stampa, i clienti statunitensi avranno a disposizione una vasta gamma di soluzioni all’avanguardia e servizi innovativi.

L’intero team di Lake Book sarà interamente mantenuto e andrà a rafforzare e a incrementare ulteriormente il business negli Stati Uniti. Un mercato in cui il footprint di Grafica Veneta sembra già ben avviato, tanto che l’editore di Barack Obama, già ai tempi della sua corsa alla Casa Bianca, si era rivolto proprio all’azienda italiana per la stampa dell’instant book scritto dall’allora candidato alla Presidenza e allegato al New York Times. Più recentemente, lo scorso novembre, le rotative di Trebaseleghe sono entrate in funzione per stampare l’ultimo saggio scritto da Obama.

Due aziende che si completano

Al cuore produttivo dell’azienda veneta, rappresentato da uno stabilimento di circa 100mila metri quadrati situato a Trebaseleghe (Padova) dotato delle tecnologie più avanzate e di un impianto fotovoltaico che permette un risparmio di circa 7mila tonnellate di CO2 all’anno, si affianca la sede di Lake Book Manufacturing a Melrose Park in Illinois. L’azienda americana, fondata nel 1970, si basa su un processo di produzione totalmente integrato di libri, sia in bianco e nero sia a colori, sia cartonati sia brossurati. E conta tra i suoi clienti editori di libri specializzati nella narrativa, nella saggistica, nei testi per bambini e nei libri fotografici.

«Siamo orgogliosi di questa operazione, sulla quale abbiamo avuto sensazioni molto positive fin dall’inizio» commenta Franceschi, presidente di Grafica Veneta. «Condividiamo con Lake Book Manufacturing la stessa filosofia e visione: una grande passione per quello che facciamo, l’attenzione al cliente, la cura dei dettagli e la flessibilità. Sono fiducioso che, lavorando insieme, avremo l’opportunità di costruire una realtà unica nel mercato statunitense, che è assolutamente strategico e ad alto potenziale per noi».

«C’è stata chimica sin dall’inizio della trattativa» aggiunge Dan Genovese, presidente di Lake Book Manufacturing Inc. «Mentre valutavamo le prospettive, questa ci è sembrata da subito un’eccellente opportunità per l’azienda, i dipendenti e i nostri clienti. Se Lake Book avesse un albero genealogico, le nostre radici coinciderebbero con quelle dei cugini italiani. Sono certo che un’unione tra le famiglie Franceschi e Genovese sia uno step naturale e una decisione di successo».

Nove mesi difficili per la grafica, scorci di luce per l’imballaggio

I numeri riportati nell’ultima Indagine di Assografici sul Panel Osi parlano chiaro: i primi nove mesi del 2020 sono estremamente negativi per l’industria grafica, meno negativi per quella cartotecnica trasformatrice, più resiliente soprattutto nel comparto dell'imballaggio in carta, cartone e flessibile. Il calo della domanda nazionale (ed estera), a seguito dei vari lockdown, ha avuto un impatto notevole sul giro d’affari dell’intera filiera. Eppure già dal terzo trimestre si registrano performance migliori.

Nei primi nove mesi del 2020 il fatturato e la produzione dell’industria grafica diminuiscono rispettivamente del -18,1% e dell'11,7%, mentre, nel medesimo periodo, l’industria cartotecnica registra -4,4% del fatturato e -1,1% della produzione. Sono questi i dati che emergono dall’ultima Indagine Congiunturale Osi del Centro Studi Assografici, un’indagine che, comparando il terzo trimestre e i complessivi nove mesi del 2020 con gli analoghi periodi del 2019, mette spietatamente in luce come quello trascorso, almeno in gran parte, sia un anno andato perso a causa della pandemia e dei conseguenti lockdown. Eppure, nonostante il record negativo registrato segnatamente dall’industria grafica (che perde giro d’affari con numeri a doppia cifra), sembra che il terzo trimestre faccia intravvedere qualche spiraglio di ripresa. I giudizi delle imprese grafiche del Panel Osi sul quarto trimestre 2020, per esempio, segnalano un quadro di stabilità su produzione e fatturato, pur rimanendo negative le attese sul fronte degli ordini sia interni sia esteri. Anche le aziende cartotecniche trasformatrici sono moderatamente positive: se rispetto all’indagine precedente sono meno ottimiste su produzione, fatturato e ordini interni, danno in leggero miglioramento gli ordini esteri. Certo, probabilmente un anno così non lo avrebbe immaginato nemmeno un’ipotesi-studio, una da manuale dei disastri. Ed è quindi difficile capire quale sarà l’andamento futuro di queste due industrie sia sul mercato domestico sia su quello europeo, entrambi dominati dall’incertezza. Appare chiaro però che un’ipotetica ripresa sarà lenta e discontinua, condizionata inevitabilmente da una domanda fragile e sempre più problematica, soprattutto nel settore grafico, già in crisi strutturale.

Aziende grafiche in forte sofferenza

Nel terzo trimestre 2020 il fatturato delle aziende grafiche del Panel Osi, dopo la forte flessione del secondo trimestre, ha ancora una diminuzione a due cifre, ma più contenuta (-15,8%) sul terzo trimestre 2019. Il consuntivo del turnover dei primi nove mesi 2020 mostra quindi un calo significativo (-18,1%) sullo stesso periodo 2019.

La produzione del settore grafico, in linea col trend del fatturato, dopo il tonfo del secondo trimestre 2020, ha una riduzione meno intensa anche nel terzo trimestre 2020: il calo produttivo è del 10,1% sul terzo trimestre 2019. Confrontando i primi nove mesi 2020 con lo stesso periodo 2019, la produzione del settore grafico mantiene un segno negativo (-11,7%); la diminuzione a due cifre in termini produttivi interessa sia la grafica editoriale (-10,1%), sia più intensamente la grafica pubblicitaria e commerciale (-12,9%). Tra gennaio e settembre 2020 sullo stesso periodo 2019, gli stampati con la performance peggiore di produzione sono le riviste, che subiscono una flessione del 24,1%, mentre è moderata la riduzione produttiva dei libri (-4,4%). Si attenua nel terzo trimestre 2020 la flessione della produzione degli stampati pubblicitari e commerciali i cui livelli produttivi, considerando i primi nove mesi 2020 sui primi nove mesi 2019, restano comunque in calo del 12,7%. Molto intensa invece la diminuzione produttiva della modulistica (-20,1%).

Dal lato della domanda della grafica editoriale, il mercato del libro vede un recupero nel terzo trimestre 2020, dopo la forte crisi legata alla pandemia Covid-19 che aveva caratterizzato in particolare il secondo trimestre 2020 del primo lockdown: la perdita di fatturato dei libri fisici passa dal -11% dei primi sei mesi al -7% dei primi nove mesi del 2020, sullo stesso periodo 2019. È proseguito inoltre fra luglio e settembre il lento recupero dei canali di vendita fisici rispetto agli store online. Intensa crescita fra gennaio e settembre per le vendite di e-book, che AIE stima nel +13% sullo stesso periodo 2019.

La pubblicità fugge dal prodotto stampato

Analizzando gli investimenti pubblicitari Nielsen, sono intensi gli effetti negativi della crisi Covid-19 anche sul mercato pubblicitario: nei primi nove mesi 2020 sullo stesso periodo 2019, il bilancio è decisamente in perdita (-15,9%). Osservando solo i media classici, il calo è più intenso e pari a -20,3%. Tra gennaio e settembre l’adv su stampa rimane in forte sofferenza: la pubblicità sui periodici crolla del 40,3%, peggio di quella sui quotidiani (-19,7%), per cui nel complesso la pubblicità su stampa si riduce ancora di quasi il 30% (-27,7%); quasi dimezzati gli investimenti pubblicitari in affissioni (-47,8%), che risentono della forte riduzione della mobilità delle persone per il lockdown legato al Covid-19, e diminuiti di un terzo anche gli investimenti in direct mail (-33,4%), influenzando la domanda dei relativi prodotti grafici.

Aumenta moderatamente l’advertising della grande distribuzione organizzata (+2,5%); ciò è in linea con le testimonianze di diversi stampatori che segnalano durante l'estate una discreta ripresa della stampa dei volantini/volantoni della Gdo, ferma nella prima fase della pandemia Covid-19. La grafica pubblicitaria e commerciale continua invece a risentire, sia in Italia sia all'estero, della crisi di molteplici altri settori della domanda, come turismo, trasporti, attività ricettive e di ristorazione, attività culturali e ricreative, fiere-eventi-presentazioni, sistema moda, mobili e arredamento.

Negativo il commercio estero

La flessione 2020 del fatturato settoriale grafico si legge anche osservando la componente estera, ovvero le esportazioni in valore. Dopo un secondo trimestre 2020 in flessione di oltre il 30%, le esportazioni in valore del settore grafico nel terzo trimestre 2020 calano in misura minore, del 19%, rispetto al terzo trimestre 2019. Analizzando i primi nove mesi 2020, le esportazioni in valore del comparto grafico diminuiscono del 21,1% sullo stesso periodo 2019. Parallelamente al trend dell'export, è negativo anche l’andamento dell’import in valore del settore grafico che nel terzo trimestre 2020 diminuisce del 23,1% sul terzo trimestre 2019. Nel complesso, da gennaio a settembre 2020, le importazioni del comparto grafico hanno una diminuzione tendenziale del 23,3%.

Equilibrio precario per la cartotecnica trasformazione

Dopo un secondo trimestre molto negativo, nel terzo trimestre 2020 il fatturato delle aziende cartotecniche trasformatrici del Panel Osi conferma il segnale di diminuzione, ma più moderato, risultando in calo del 4,4% sul terzo trimestre 2019. La variazione tendenziale del giro d’affari dei primi nove mesi 2020 si attesta quindi al -4,4%, che media trend molto diversi fra i tre trimestri dell'anno.

Per l’imballaggio in carta, cartone e flessibile, in termini di domanda nazionale, è rilevante che i settori con le diminuzioni produttive più moderate, per l'Istat, siano proprio quelli fondamentali, ovvero l'alimentare-bevande, la cui produzione cala del 2,3% nei primi nove mesi 2020 sullo stesso periodo 2019, così come diminuisce del 4,3% quella della farmaceutica. Sulla base delle indicazioni di Cosmetica Italia, resta invece in maggiore difficoltà il settore della cosmetica-profumeria, seppure in un panorama di domanda interna in lenta ripresa nel mass-market, nelle farmacie e nelle vendite online: ciò nonostante la stima di flessione del fatturato è superiore all'11%, con un calo più forte sul mercato estero rispetto a quello interno. La pandemia Covid-19 colpisce pesantemente anche diversi altri settori utilizzatori di imballaggio, come sistema moda, mobili-arredo, elettrodomestici, prodotti in metallo, materiali per costruzioni.

L'imballaggio in carta, cartone e flessibile migliora nel terzo trimestre, ma la cartotecnica peggiora

La produzione del settore cartotecnico trasformatore nei primi nove mesi 2020 diminuisce dell'1,1%, rispetto ai primi nove mesi 2019. Da gennaio a settembre 2020, la produzione di imballaggio in carta, cartone e flessibile scende dello 0,5%, mentre la produzione cartotecnica cala del 6,5%, sullo stesso periodo 2019. Con riferimento ai segmenti di attività dell’imballaggio, il Gifco (Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato) segnala che le tonnellate di cartone ondulato prodotte nei primi nove mesi 2020 calano moderatamente, dello 0,7%, rispetto ai primi nove mesi 2019, un risultato favorito anche dal forte sviluppo durante la pandemia Covid-19 dell'e-commerce (e dell'home delivery). La produzione degli astucci e scatole pieghevoli, rappresentati dal Gifasp (Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli) nel periodo luglio-settembre 2020 ha un misurato calo (-2% rispetto a luglio-settembre 2019), per cui il risultato complessivo tendenziale di gennaio-settembre si situa leggermente in negativo, al -0,4%. Terzo trimestre 2020 favorevole per la produzione dei sacchi di carta a grande contenuto, rappresentati dal Gipsac (Gruppo Italiano Produttori Sacchi Carta), ma nei primi nove mesi dell’anno il numero di sacchi venduti resta comunque in diminuzione dell'1,9% sullo stesso periodo 2019; resta in difficoltà la domanda del settore costruzioni e dei chimici-fertilizzanti, meglio il comparto alimentari, stabile quello dei mangimi. Lieve crescita nel terzo trimestre 2020, invece, per l’imballaggio flessibile, rappresentato da Giflex (Gruppo Imballaggio Flessibile), che mantiene un ritmo di crescita produttiva dell'1% nei primi nove mesi 2020 sullo stesso periodo 2019, a seguito delle difficoltà riscontrate nel canale Horeca (Hotel, ristoranti, caffè). In crisi invece nel complesso il comparto della cartotecnica, da gennaio a settembre 2020, dove l'unico dato positivo è il +2% di crescita produttiva tendenziale delle etichette autoadesive, rappresentate da Gipea (Gruppo Italiano Produttori Etichette Autoadesive). Gli altri segmenti cartotecnici risultano tutti in difficoltà nei primi nove mesi 2020, con cali produttivi tendenziali moderati nel caso dei tubi in cartone rappresentati da Gitac (Gruppo Italiano Tubi e Anime in Cartone) e delle carte trattate ad uso industriale. Sono invece più intense, le diminuzioni della produzione per le buste da corrispondenza, gli articoli di cartoleria e le carte da parati.

L’export in lieve miglioramento, male l’import

Nel terzo trimestre 2020 la domanda estera del settore cartotecnico trasformatore risulta ancora negativa, anche se con performance migliori di quelle del trimestre precedente: l’export in valore ha un calo tendenziale dell'8,5% sul terzo trimestre 2019. Fra gennaio e settembre 2020 le esportazioni della cartotecnica trasformazione hanno un risultato in diminuzione (-8,5%) rispetto ai primi nove mesi 2019.

Nel terzo trimestre 2020 resta in negativo a due cifre l’import in valore del settore cartotecnico trasformatore (-24,9% rispetto al terzo trimestre 2019) determinando, da gennaio a settembre 2020, una flessione del 25,9% sullo stesso periodo 2019.

Manutenzione e assistenza nel mondo inkjet

Meno componenti, meno problemi. Semplificare la progettazione e la costruzione di un sistema di stampa è spesso il miglior modo per limitarne la manutenzione. Per comprendere gli ambiti che riguardano la manutenzione e l’assistenza delle stampanti inkjet è necessario analizzare come funziona un sistema di questo tipo. Non faremo particolari confronti con i dispositivi di stampa tradizionali che, per loro natura, comprendono diversi fattori che possono diventare critici quando si parla di manutenzione: matrici, meccaniche, aspetti chimico/fisici ecc…

L’inkjet è definita una tecnologia “a freddo” perché, a differenza di altre soluzioni, non richiede la produzione di calore per l’asciugatura o i trattamenti del supporto; per questo tutti gli aspetti relativi ai consumi e alla manutenzione dei componenti dedicati alla produzione di calore (si pensi al fusore nel mondo toner) sono assenti a vantaggio di anche un migliore impatto ambientale.

Minori parti sono presenti anche nei sistemi di scrittura che nella stampa ad alta velocità si basa su array di teste di stampa in grado garantire velocità di espulsione delle gocce costante e pieno controllo sulla quantità di inchiostro emesso. La manutenzione delle teste non prevede interventi manuali, se non nei casi effettivo default, e gli operatori di stampa devono solamente eseguire delle procedure per effettuare la pulizia deli ugelli e delle piastre, che sono poi eseguite dalle macchine stesse. Un vantaggio in termini di tempi e sicurezza che permette di rendere operativi anche addetti poco avvezzi alla gestione di queste problematiche.

Le criticità che spesso emergono riguardi ai sistemi di stampa inkjet sono spesso legate ad errate percezioni su essicamento degli inchiostri e problemi di mancato allineamento. Nei sistemi di stampa professionali le teste sono costantemente monitorate e mantenute attive e nei periodi di inattività sono coperte da un sistema di protezione che le mantiene nelle condizioni ideali di conservazione. E se questo tipo di tecnologia di controllo prima era a bordo solo delle macchine a bobina oggi sono presenti anche nei sistemi di stampa a foglio portando la semplicità ed affidabilità della tecnologia inkjet in molte realtà produttive e nei CRD.

Una minore manutenzione e migliorata affidabilità rende questi sistemi ideali per ridurre i tempi di stop e da efficienza ai flussi di lavoro che vedono la stampa come parte del processo. Oltreché essere un ulteriore aiuto alla sostenibilità ambientale.

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Book on demand: quali impatti con l’inkjet?

Stampare anche una singola copia, magari personalizzata, è il principio base dietro al concetto di “book on demand”; è una realtà ormai consolidata del mercato editoriale che ha beneficiato del grosso impulso dell’innovazione tecnologica di due processi strategici: la stampa a tirature limitate e i sistemi informatici dedicati alla gestione dell’ordine.

Sono molteplici i portali e siti web utilizzati dagli editori per soddisfare la singola richiesta del cliente e sono sempre meno i testi prodotti in quantità “industriali”, riservato ai grandi titoli e best seller ancora stampati con tecnologie di stampa tradizionali. Aumentano invece gli editori, anche piccoli e indipendenti, che promuovono i propri prodotti online con sistemi di ordine e gestione automatici, modulando le tirature in base alle copie vendute. L’ultimo rapporto AIE conferma questo trend, con la vendita dei libri attraverso gli store online che passa dal 27% del 2019 al 43% del 2020.

Una crescita del settore che evidenzia la necessità concreta degli editori di produrre titoli sulla base della reale richiesta del lettore.
Come produrre quindi seguendo le regole del time to market? Le tecnologie digitali sono oggi un modello di produzione efficiente e ottimizzato sui volumi e sui consumi e l’inkjet è un mondo concreto a cui si rivolgono gli stampatori che hanno necessità di produrre ad alta variabilità e in tirature limitate.

I sistemi di stampa digitale odierni a bobina sono in grado di sostenere tirature complessive di parecchi milioni di pagine mese, ora affiancate anche da sistemi inkjet a foglio che possono arrivare oltre il milione di pagine mese, con livelli qualitativi costanti dal primo all’ultimo foglio stampato.
I sistemi inkjet offrono diversi vantaggi sia in termini economici sia di manutenzione e assistenza, pensati per ridurre al minimo i tempi di avviamento, gli sprechi dell’inchiostro, lo stress del supporto e la scalabilità delle produzioni: quest’ultimo aspetto permette di pensare all’inkjet come tra i più rapidi workflow quando si parla di analizzare i tempi di produzione dal click al prodotto finito. Diventa unico ed efficace quando il dato variabile è un aspetto centrale.

Per questo conoscere e testare queste tecnologie è la chiave per cavalcare la crescita di questo mercato e ottenere un vantaggio competitivo.

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Albertini Packaging Group verso la Carbon Neutrality

Albertini Packaging Group è costantemente impegnata in una politica di sostenibilità, tesa alla realizzazione di un’impronta GHG della sua attività che definisca una prospettiva di riduzione e partecipazione al processo di decarbonizzazione globale.

Per la realizzazione del Carbon Footprint, il punto di partenza è dato dall’individuazione delle prestazioni ambientali dell’azienda, identificandone e valutandone le fonti chiave di emissione. Il metodo utilizzato per il calcolo del Carbon Footprint è stato suddiviso in tre fasi: inizialmente è stata effettuata una raccolta dati, seguita dall’analisi degli stessi con la loro conversione in CO2 emessa, per poi concludersi nella stesura del report. Gli ambiti valutati sono stati: Acquisto di beni e servizi; Emissioni fuggitive; Beni capitali; Trasporto degli impiegati; Fine vita dei prodotti; Rifiuti; Trasporti; Energia.

Rispetto ai dati esplicati nel report, l’azienda, in vista dell’obiettivo di abbattimento delle emissioni e del risparmio energetico, ha già implementato diversi miglioramenti. L’acquisto di beni rappresenta per Albertini Packaging Group l’ambito di maggior emissioni di CO2 (il 56% del totale delle emissioni); si tratta di un’attività che non dipende direttamente dall’azienda stessa e per compensare questo dato gli acquisti vengono effettuati seguendo una politica di sostenibilità. Infatti, se disponibili, vengono scelte materie prime certificate FSC e PEFC.

Anche con riguardo all’analisi delle modalità di spostamento dei dipendenti, è possibile individuare le notevoli migliorie che vi sono state apportate. In primo luogo, dopo aver ultimato i traslochi degli stabilimenti, molti dipendenti effettuano meno km per raggiungere il luogo di lavoro, inoltre, i viaggi aziendali sono stati ridotti allo stretto indispensabile e, contestualmente, il parco auto del settore vendite ha visto un incremento delle auto ibride, dal 40% nel 2018, al 100% di oggi.

I nuovi stabilimenti sono molto vicini (700 metri), il che permette un’organizzazione sinergica per l’ottimizzazione dei trasporti sia in ingresso che in uscita. Lo stabilimento a Belgrado, situato a circa 1.000 km di distanza (poco più della distanza Milano-Napoli) ha un impatto marginale, proprio in conseguenza dell’ottimizzazione nell’efficienza dei trasporti. Albertini Packaging Group orienta i propri partner al rispetto dell’ambiente e del clima attraverso una costante collaborazione, finalizzata il più possibile alla diminuzione delle emissioni in atmosfera, in particolare di gas lesivi allo strato di ozono e ad effetto serra, nonché al corretto smaltimento dei rifiuti, promuovendone il riciclo, al controllo del suolo, all’approvvigionamento idrico e, infine, al risparmio energetico.

In particolare, dall’inizio del 2021, l’azienda ha implementato una politica di gestione e smaltimento dei rifiuti in collaborazione con una multinazionale europea specializzata nell’ottimizzazione del riciclo e nella riduzione dell’impatto ambientale, in modo da rendere il loro impatto sull’ambiente più sostenibile. Nell’ottica di un costante obiettivo di miglioramento, l’azienda sta effettuando uno studio circa i progressi maturati, anche sviluppando un report periodico sull’impatto ambientale legato ai rifiuti prodotti.

L’impegno di Albertini Packaging Group, per lo sviluppo di una politica ambientale sostenibile, si configura anche con la valorizzazione dell’uso dell’energia, declinata in azioni quali l’utilizzo di energia rinnovabile (geotermica e solare) e l’efficienza energetica di tutte le attività (conversione del parco auto ad auto ibride, passaggio ad un’illuminazione a LED negli stabilimenti, utilizzo di elettricità e gas provenienti da fonti rinnovabili).

L’azienda sta già lavorando ad un report aggiornato, che pubblicherà nei prossimi mesi, che evidenzi gli ulteriori e costanti progressi fatti rispetto al 2018. L’obiettivo finale del lavoro è quello di rendere entro pochi anni l’azienda completamente carbon-neutral, riducendo al minimo le emissioni e compensando quelle residue con una campagna di piantumazione del nostro territorio.

Loretoprint incontra la versatilità di Zund

Loretoprint è un punto di riferimento della stampa a Milano. Dietro alle parvenze di un classico negozio con un grande bancone circondato da un coloratissimo showroom di esempi applicativi, si cela una filiera completa per la produzione di stampe in piccolo e grande formato, che va dal reparto grafico al finishing. Un intero ciclo produttivo in grado di offrire la migliore proposta tecnica/economica in termini di materiali, stampa, finitura, allestimento e consegna.

“Nel nostro settore la tecnologia è una delle componenti fondamentali del successo”, afferma Vito Ferrone, titolare di Loretoprint. “Per questo siamo costantemente attenti alle novità del mercato e molto spesso siamo stati i primi a installare nuove tecnologie con lo scopo di anticipare le esigenze del mercato ed essere già pronti a soddisfarle non appena si fossero manifestate”.

“Per crescere – aggiunge – non bisogna aver paura di cambiare”. E 55 anni di storia dell’azienda raccontano una costante metamorfosi segnata da investimenti in innovazione tecnologica, sperimentazione, ampliamento dell’offerta e differenziazione. Una storia dove la scelta di specifiche attrezzature ha segnato un’evoluzione camaleontica che ha portato Timbroloreto a diventare Loretoprint, punto di riferimento per la stampa digitale di Milano. Nel percorso di evoluzione di Loretoprint, il 2010 segna due tappe fondamentali: l’ingresso nel mondo della stampa su rigido e l’installazione del primo plotter da taglio Zund, utilizzato per lavorazioni di finiture inedite sia su materiali rigidi, sia in bobina.

“L’evoluzione fa parte del nostro DNA”, prosegue Ferrone. “Nel tempo si è evoluto il nostro parco macchine e con esso la nostra offerta e la nostra identità. Scegliere Zund è stato quasi naturale perché i plus più importanti che riconosciamo a questa tecnologia sono la resistenza e la modularità”. I sistemi Zund infatti, come è noto, possono essere accessoriati nel tempo per svolgere nuove lavorazioni o per trattare nuovi materiali. Una tecnologia dunque perfetta per l’anima camaleontica di Loretoprint, che dai prespaziati passa con grande rapidità alla produzione di astucci nobilitati con finiture oro e argento.

Il business model di Loretoprint, così come le idee di Vito Ferrone, sono ben chiari. Da un alto, la clientela “consumer” che comprende una miriade di attività ed esercizi di Milano e hinterland, dall’altro, i clienti “contract”, grandi brand della cosmetica e del retail per i quali Loretoprint sviluppa commesse chiavi in mano fino alla consegna negli store di tutta la penisola.

“Covid-19 a parte che, come per tutti, ha ovviamente influito sui risultati del 2020, negli ultimi 5 anni abbiamo raddoppiato il fatturato, il nostro organico e potenziato con nuove tecnologie il reparto produttivo, che ha visto la recentissima installazione del secondo plotter Zund. Nello specifico il modello G3 3xl-1600, destinato alle lavorazioni XXL”.

Perché ancora Zund? “Come detto prima, siamo promotori del cambiamento, volto però a crescere e a evolversi. In 10 anni abbiamo potuto solo confermare l’affidabilità e le alte prestazioni della tecnologia Zund, a cui oggi più che mai si aggiunge il valore di un customer care che fa la differenza dimostrando in ogni occasione grande predisposizione ad ascoltare ed estrema rapidità a rispondere”.

Gallus High Performance Days: successo per il primo evento virtuale di Gallus

Il numero di partecipanti e i feedback positivi premiano il nuovo formato dell’evento: con più di 1500 registrazioni l’evento “Gallus High Performance Days 2021” svoltosi il  3 e 4 marzo 2021 è stato un grande successo. Utilizzando questo nuovo format di evento digitale, Gallus ha dimostrato i punti salienti dei sistemi di stampa di etichette digitali e convenzionali. Conferenze di esperti hanno inoltre informato i partecipanti su diversi argomenti quali la stampa digitale di etichette con inchiostri a bassa migrazione.

Per quanto riguarda il digitale, sono stati mostrati in dettaglio i vantaggi della Gallus Labelfire, comprese le caratteristiche tecniche più importanti. Il risultato di stampa è stata un’etichetta stampata in digitale, altamente impreziosita con effetto metallico, applicato in digitale grazie alla Digital Embellishment Unit (DEU).

Per quanto riguarda la stampa convenzionale, le demo sono state sulla Gallus Labelmaster e la Gallus RCS 430. I partecipanti all’evento virtuale hanno potuto seguire la produzione di un’etichetta per shampoo su materiale PP trasparente sulla Gallus Labelmaster con Digital Printbar integrata “White Edition”. Con questo modulo digitale è possibile stampare in digitale un bianco opaco o integrare cambiamenti di lingua su diversi punti di un’etichetta. Dopo questa dimostrazione è seguita l’etichetta “Game-Changer” che ha dimostrato che la Gallus RCS 430 – in questo caso con l’unità di goffratura a caldo Pantec Rhino integrata – è in grado di convincere con una varietà di processi e varie applicazioni. La Gallus RCS offre inoltre un processo di preparazione del lavoro semplice e veloce.

Nelle cosiddette Breakout Sessions gli esperti di etichette hanno parlato in dettaglio di tre diversi argomenti. Martin Leonhard ha spiegato cosa considerare nella stampa digitale di etichette con inchiostri a bassa migrazione, Oliver Vetter ha parlato dei vantaggi della stampa serigrafica rotativa e del processo di prestampa facile e veloce e Vladimir Tyulpin della Avery Dennison ha fornito informazioni sulla scelta del substrato per il getto d’inchiostro UV ibrido e la flessografia.

Per i partecipanti registrati i video sono ancora disponibili sulla piattaforma dell’evento.

 

Webinar Federazione Carta e Grafica e Confindustria: al via il 18 marzo

Assografici, grazie all’apporto organizzativo di Confindustria e sotto l’egida della Federazione Carta e Grafica, dà il via giovedì 18 marzo al primo di due importanti appuntamenti informativi su alcune delle tematiche più attuali dell’agenda di Governo.
Il 18 marzo alle ore 14:30 la Federazione Carta e Grafica, di cui fa parte Assografici, ha l’opportunità di ospitare un webinar informativo organizzato da Confindustria dal titolo “Legge di Bilancio 2021: le principali misure fiscali per le imprese”, dedicato alle aziende della nostra filiera.
Il webinar vedrà l’intervento di Stefano Santalucia, referente Area Politiche Fiscali di Confindustria e costituirà l’occasione per una analisi delle principali misure fiscali (anche quelle introdotte al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dall’emergenza epidemiologica) e per la discussione dei principali aspetti operativi e dei dubbi interpretativi. Di particolare interesse le misure di carattere fiscale che spaziano dagli incentivi a ricerca e innovazione, agli interventi sul reddito di lavoro dipendente, dalle semplificazioni in ambito IVA alle misure per le aggregazioni tra imprese, dagli aiuti a specifiche aree del Paese alle norme di fiscalità internazionale.
L’iscrizione al webinar Legge di Bilancio 2021” è gratuita e, per iscriversi al webinar occorre registrarsi compilando i campi richiesti nel form di iscrizione al seguente link:
Il webinar costituisce il primo di due incontri organizzati da Confindustria per Federazione Carta e Grafica; il secondo incontro su “Piano Transizione 4.0”, di cui saranno diffusi i dettagli nel corso dei prossimi giorni, avrà luogo venerdì 26 marzo.

Future Factory: l’evento che riunisce la community del printing, del packaging e del converting

L’appuntamento è fissato per il 10 e l’11 giugno e coniuga l’analisi degli scenari globali con gli orientamenti del settore in ottica sostenibilità, digitalizzazione e servitizzazione. “Il domani al servizio dell’uomo” è il claim alla base di Future Factory 2021, la nuova edizione dell’evento annuale di Acimga, reduce dal grande successo del percorso di internazionalizzazione del 2020. Un claim che vuole sottolineare, in questo preciso contesto globale, la necessità di riposizionare l’essere umano al centro della scena, anche all’interno di tutte le strategie industriali, sia come relazione tra azienda e cliente, ma anche nei rapporti umani all’interno dell’azienda stessa, come valore aggiunto strettamente correlato al concetto di brand reputation. Il consueto appuntamento con la filiera del printing, del converting e del packaging toccherà ancora una volta i temi del futuro della stampa, fornendo prospettive sempre diverse attraverso ospiti di portata internazionale e speech visionari e concreti. Future Factory 2021, nuovamente condotto da Matteo Bordone, giornalista, opinionista e blogger, in continuità con l’edizione passata e con gli Streaming Roadshow 2020, si terrà in forma phygital, con il pubblico in presenza e contemporaneamente in diretta streaming per raggiungere un vasto pubblico internazionale. Nel corso della due giorni si intervalleranno ampie panoramiche sul contesto corrente, insieme a focus e approfondimenti concreti sul settore in merito ai principali temi di rilievo, quali sostenibilità, industria 4.0, servitizzazione e risorse umane, temi verticali nel comparto, che abbracciano però anche un contesto molto più ampio.
Tra i relatori, per una prospettiva sul contesto economico orientato all’innovazione tecnologica, Alec Ross, consulente senior per l’innovazione della Segreteria di Stato durante l’amministrazione Obama. Ivana Pais, professore associato in Sociologia Economica all’Università Cattolica del sacro Cuore con ricerche orientate all’economia delle piattaforme e al lavoro digitale, affronterà il tema del Platform Model, forma organizzativa distintiva del XXI secolo, al centro di una sfida manageriale altrettanto distintiva. Paola Mariani, professore associato di diritto internazionale presso l’Università Bocconi di Milano nei corsi di “International law and EU Law” e “EU private international law”, offrirà la propria competenza focalizzandosi su temi economici collegati al diritto internazionale. Importanti referenti dalle associazioni di filiera, nazionali ed internazionali, forniranno infine nuovi punti di vista sul settore guardando agli orientamenti futuri per i prossimi anni. “Per affrontare le sfide che il mondo ci pone in questa fase di transizione globale, le aziende della filiera devono essere in grado di rispondere in maniera congiunta e verticale, secondo linee guida concrete” afferma Aldo Peretti, presidente di Acimga.